venerdì
15 Maggio 2026

Fine settimana dedicato a curare alberi e ripulire le sponde del fiume

Iniziative di cittadini volontari dal villaggio San Giuseppe ai Fiumi Uniti. Intanto i grillini denunciano “strage” di piante

Legambiente Fiumi Uniti
Volontari di Legambiente per ripulire i Fiumi Uniti

Molti cittadini volontari si sono dati appuntamento questo fine settimana per portare avanti alcune iniziative per la salvaguardia ambientale e del verde.
Sabato è proseguita la cura con l’innaffio delle piante della straordinaria piantumazione comunitaria di alberi da frutto dietro le case popolari di via Patuelli, che ha visto partecipare una cinquantina di persone di ogni età. Sono 150 le piante che complessivamente sono state messe a dimora nel fine settimana del 6 e 7 aprile. L’idea è nata spontaneamente da tre giovani studentesse e resa possibile dalla donazione delle piante, esuberi della produzione, da parte di Geoplant vivai, dal coordinamento di Ortisti di Strada – Resilienza Silenziosa e dall’ospitalità e collaborazione del Csa Spartaco.

Piantumazione Villaggio San Giuseppe
Piantumazione comunitaria al Villaggio San Giuseppe

Domenica mattina diversi volontari hanno aderito all’appello del circolo Matelda/Legambiente di Ravenna, per la ripulitura degli argini dei Fiumi Uniti a Ponte Nuovo, dopo una recente opera di sfalcio. Notevole la massa di rifiuti raccolti, in particolare plastica, anche se fanno notare gli ambientalisti, ce ne sono ancora moltissimi sparsi sulle sponde del fiume che scompariranno di nuovo con la crescita dell’erba.

Sempre domenica il meetup ravennate “A riveder le stelle” ha invitato i cittadini nell’area verde di via Schiapparelli angolo viale Berlinguer a Ravenna, in zona piscina comunale, per la “Festa di primavera”: innaffiare e fare manutenzione agli alberi piantumati nel novembre 2018 nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Alberi per il Futuro”. Per l’occasione i militanti dei meetup 5Stelle denunciano lo «scandalo che sta travolgendo da qualche mese moltissime essenze arboree del nostro territorio: abbattimenti durante il periodo di nidificazione, potature selvagge e distruzione di interi boschi». «Abbiamo testimoniato il conferimento di oltre ben otto ettari di bosco di alberi decennali esistenti di fianco ad un vivaio/rivendita di piante a Fornace Zarattini lungo la via Faentina – si legge in una nota stampa – Il bosco è stato raso al suolo in periodo di nidificazione, vietato per gli abbattimenti dal regolamento comunale del verde, triturato sul posto per farne cippato e poi conferito all’inceneritore (la cosiddetta “centrale a biomasse”) di Russi. Viene riferito di un’altra distruzione massiccia in atto nella zona della camera iperbarica. Decine e decine di alberi, anche di proprietà comunale, sono stati abbattuti o “potati” selvaggiamente in queste settimane. Eppure, il progetto della “centrale” prevedeva che gli agricoltori della zona avrebbero con gioia rinunciato alle proprie colture tradizionali per impiantare alberi da bruciare. Non è stato ovviamente così, e quindi è partita la caccia alle piante da buttare giù. Tra l’altro la centrale, che, come ogni inceneritore dovrà bruciare sempre a pieno regime e che ha rincorso fino all’ultimo gli incentivi pubblici per sostenere un progetto evidentemente fallimentare, non è ancora entrata pienamente in funzione: non osiamo immaginare ai nostri alberi cosa succederà dopo!».

“Gig economy”: un’indagine sul lavoro tra globale e locale, a partire da Ravenna

In città si vedono i primi rider per le piattaforme online, ancora sconosciuti ai sindacati tradizionali: «Complicato arrivare a queste persone»

Rider Justeat

La gig economy sta entrando nelle nostre vite in punta di piedi, quasi inosservata. Come tutti i fenomeni proteiformi, è difficile da catturare. Cambia connotati radicalmente, a seconda del suo campo d’applicazione. Una volta è un fattorino Deliveroo che ti porta un hamburger a casa in bicicletta. Un’altra, è una babysitter contattata attraverso un’applicazione. O ancora, un tuttofare TaskRabbit che ti aggiusta il lavandino, o un copywriter freelance ingaggiato da un’azienda privata su Fiverr.
Vediamo tutti questi fenomeni, che in Italia stanno muovendo i primi passi, ma non li colleghiamo a una radice comune. Non ci accorgiamo che si tratta di una trasformazione enorme, che sta avvenendo qui ed ora, destinata a cambiare radicalmente il mercato del lavoro nei prossimi anni.
Internet è la base di questa trasformazione, guidata dai software delle “piattaforme”: aziende spesso formate da poche decine di persone che non producono niente ma che riescono, grazie alla loro enorme potenza di calcolo, a incrociare domanda e offerta, a livello planetario.
Tutto qui: un’applicazione sul telefono che ci fa trovare esattamente quello che stiamo cercando. Paghiamo meno per un servizio a domicilio, la piattaforma incassa una percentuale ridicola e il fornitore del servizio ci guadagna qualcosa. Che problema c’è?

Free (?) Rider
Sono loro i più visibili, i rider che sfrecciano sulle biciclette o i motorini: pettorine e cassoni colorati, ci consegnano piatti caldi direttamente a casa. Basta fare un giro nelle grandi città per realizzare che si tratta di una marea montante. A Parigi, nel Marais, sembrano i corridori di una tappa del Tour. Proprio dal comparto del food delivery è stato lanciato l’allarme. Le accuse: gli stipendi sono da fame; le piattaforme impongono il cottimo per massimizzare il profitto; non ci sono adeguate tutele lavorative; la sicurezza sul lavoro è minima.
L’inglese Deliveroo, arrivata a Ravenna alla fine di febbraio, paga i suoi rider 4 euro a consegna; il massimale dell’assicurazione privata che offre ai suoi lavoratori è 50mila euro. Il tutto, a fronte di un fatturato che nel 2017 ha raggiungo i 277 milioni di sterline. La catalana Glovo paga 2 euro netti i fattorini; il massimale dell’assicurazione è 20mila euro. Fatturato sconosciuto.
Il discorso è ancor più radicale per Just Eat (che nel 2018 ha registrato un fatturato di 779 milioni di sterline, anch’essa attiva anche a Ravenna) e Uber Eats, costola del più celebre servizio di taxi privati Uber (che valeva, nel 2018, 11 miliardi di dollari): queste piattaforme non assumono direttamente i loro fattorini, ma si appoggiano a società interinali o ai singoli ristoranti.
Le piattaforme rispondono alle accuse dicendo che hanno creato nuovi posti di lavoro, regolamentando professioni che prima erano in nero; e che i rider sono contenti della flessibilità offerta, perché sono loro stessi a decidere se e quando lavorare. Ma è davvero così?

Strani “imprenditori”
Nella retorica aziendale della piattaforme, il fattorino diventa l’imprenditore di se stesso. I contratti, quasi tutti di lavoro autonomo occasionale, lo dimostrano. Ma si tratta di imprenditori strani che, se fanno i rider come unico lavoro, guadagnano mediamente 570 euro al mese, pedalando circa 40 ore alla settimana. Senza ferie, senza malattia, senza alcun rapporto diretto con la piattaforma. Lavoratori autonomi che guadagnano quanto gli immigrati impiegati nella filiera dei pomodori in Calabria. Autonomi che lavorano con un’uniforme, facendo pubblicità al marchio; autonomi che, se rifiutano una consegna, rischiano di scendere velocemente nel ranking interno d’affidabilità stilato da un algoritmo inaccessibile. Così, uno strumento che sembrerebbe incentivare la meritocrazia, finisce per diventare una molla allo sfruttamento e alla spietata competizione tra i lavoratori.

I numeri dell’Inps
Ma di quante persone stiamo parlando? In Italia la stima più accurata del fenomeno rimane l’indagine realizzata dalla Fondazione Debenedetti in collaborazione con l’Inps nel luglio 2018. I sondaggi indicano un intervallo possibile che va dai 590mila ai 750mila impiegati gig. Di questi, 175mila lo svolgono come unico lavoro. Pochi, si potrebbe ribattere. Ancora per poco. Un dato interessante emerso dall’indagine mostra che l’81% degli intervistati si è avvicinato ad un lavoro gig tra la fine del 2017 e l’inizio 2018. Se questo tasso di crescita dovesse continuare (e nulla sembra smentirlo), tra pochi anni i numeri potrebbero essere molto più alti.
Ma chi sono questi lavoratori? Sono persone istruite (il 30% di loro ha avuto un’istruzione terziaria e superiore, contro il 20% in media della popolazione italiana) che provengono da famiglie “con evidenti maggiori difficoltà economiche”. Solo studenti che arrotondano, dunque? Tutt’altro: l’incidenza d’età più elevata è quella dei lavoratori poveri fra i 30 e i 40 anni. Tout se tient: la gig economy ha proliferato sotto l’ombra lunga della crisi del 2008.

Foodracer Consegna

La punta dell’iceberg
Ma il dato più interessante dell’indagine Debenedetti riguarda il tipo dei lavori svolti. È emerso che solo il 12% del totale lavora in bicicletta o in motorino; il 7% in auto o in furgone. E gli altri? Il 70% dichiara che l’unica cosa che mette in “condivisione” è la propria forza lavoro.
Insomma, i rider sono soltanto la punta dell’iceberg della gig economy. Sotto il livello del mare si estende un immenso esercito di lavoratori, impiegati nelle mansioni più diverse, che si rivolgono alle piattaforme per arrotondare un salario sempre più magro. Una sacca di nuovi poveri disposti a rinunciare a tutele, diritti e tempo libero per mantenere una qualità di vita dignitosa.

Farsi vedere
Marco Marrone, ricercatore e sociologo, è tra i fondatori di Riders Union Bologna, primo esperimento di sindacalismo informale dal basso finalizzato a rendere visibili i fattorini del capoluogo. Da questa esperienza è nata la Carta di Bologna, esperimento di collaborazione fra amministrazione e sindacati unico in Europa .
«Il sindacato è arrivato tardi», spiega Marrone. «La Cgil non ha colto l’importanza di questa vicenda. Fin dall’inizio la prima cosa che ci chiedeva era di tesserarci. Non si è capito il potenziale fortemente simbolico della vicenda dei rider, il fatto che attorno a loro si è identificato il mondo del nuovo precariato». Importanza colta invece da Luigi di Maio che, all’inizio del suo mandato nazionale, ha sfruttato questa occasione per presentare il Movimento 5 Stelle come principale protettore dei precari digitali italiani contro lo strapotere delle piattaforme. Sono andato in via Matteucci per avere una replica dalla Cgil e tastare il terreno. Che si stia muovendo qualcosa anche a Ravenna, col recente l’arrivo di Deliveroo e Just Eat?

La grande disaffezione: i sindacati a Ravenna
«Se è andata davvero così, chiedere il tesseramento è stato un errore. Io non sono capace di chiedere ai lavoratori che vengono da me di tesserarsi», ribatte Ada Assirelli, responsabile della sezione ravennate del Nidil, il sindacato dei lavoratori atipici. Ma, tessera o no, la Cgil si è accorta dell’esistenza dei rider?
«All’interno della Cgil c’è una grande discussione su questo tema. Un rider, durante l’assemblea nazionale dello scorso gennaio, ha dichiarato di non aver bisogno del sindacato, che il suo lavoro gli andava benissimo così, autonomo e svincolato. Il problema è complesso perché comprende casistiche estremamente diverse fra loro», spiega Assirelli. «Io, a Ravenna, non ne ho ancora visto uno», continua. «Mi piacerebbe parlare con loro, ma non vengono. Io non posso andarli a cercare uno per uno, a mezzanotte, di fronte ai ristoranti. Evidentemente sono loro a non voler parlare con me».
Per quale motivo? «C’è diffidenza, c’è una grande disaffezione al sindacato, soprattutto tra i giovani. Spesso si rivolgono a noi troppo tardi, quando hanno già preso delle botte nei denti. Non conoscono i loro diritti, le loro tutele. Si è presa una brutta abitudine, in generale: ci si fa andare bene tutto. C’è molto fatalismo sui diritti del lavoro, c’è rassegnazione».
Un analfabetismo di ritorno, quello sui diritti del lavoro, molto inquietante, come documentato dall’indagine Debenedetti: solo il 33% dei rider ha consapevolezza della propria tipologia contrattuale. Ma cosa ha fatto il sindacato per sensibilizzare i giovani su questo tema? «Sicuramente anche il sindacato ha avuto le sue mancanze», continua Assirelli. «C’è stato poco dialogo fra le varie categorie. Ma noi le leggi non le abbiamo mai fatte. E contro il Jobs Act c’eravamo solo noi in piazza, la prima volta».
Chiedo a Yuri Guidi, responsabile provinciale della Filt (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti) Cgil, se il sindacato è a conoscenza di incidenti sul lavoro nel ravennate. La risposta, per fortuna, è negativa: «Il numero dei fattorini è ancora troppo esiguo», spiega. «Per questo è complicato arrivare a parlare con queste persone. Per far partire qualsiasi tipo di denuncia c’è bisogno dell’iniziativa di un lavoratore. E noi, qui, non ce li abbiamo».
Ma il quadro è destinato a mutare in fretta.

Ultimi giorni per partecipare al sostegno del festival teatrale Polis

Ancora aperto il crowfundig, anche con piccole somme, per finanziare la rassegna ideata da ErosAntEros in calendario a Ravenna a maggio

È una raccolta fondi online – fatta anche di piccole somme – rivolta a cittadini e aziende, ancora aperta per qualche giorno, quella promossa dalla giovane compagnia teatrale ErosAntEros, per contribuire alla realizzazione della seconda edizione del festival di teatro “Polis”, in programma dal 16 al 26 maggio a Ravenna.

Un festival che vuole favorire l’incontro tra il teatro e la società attraverso molteplici azioni partecipative, portando in città bei nomi della scena teatrale italiana come Ascanio Celestini, Valter Malosti, G.U.P. Alcaro, Silvia Pasello, Ares Tavolazzi, nonché di ospiti speciali quali Marco De Marinis e Guido Viale.

I fondi raccolti con il crowdfunding verranno utilizzati per realizzare alcune iniziative innovative di carattere sociale e partecipativo come i “biglietti sospesi” per lo spettacolo di Celestini, lo “Sguardo in opera”. laboratorio di scrittura critica e creativa, e il libro d’artista Spectator, con i ritratti fotografici degli spettatori che durante “Polis 2018” hanno partecipato all’atto fotografico partecipativo di Marzia Bondoli Nielsen.

Tutte le info per partecipare a questa iniziativa sul sito di ErosAntEros, su FB di Polis Teatro festival 2019 e sul sito del crowfunding.

Gli azionisti della Cassa di Ravenna approvano il bilancio: dividendo da 0,40 euro

Conti floridi con un utile oltre i 18 milioni. Opzione dividendo anche in azioni (una ogni 42 possedute). Antonio Patuelli rieletto presidente per acclamazione

Assemblea Cassa RavennaL’assemblea ordinaria della Cassa di Ravenna spa, convocata recentemente a Russi, presieduta da Antonio Patuelli e con il rendiconto del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato all’unanimità il bilancio 2018, i cui dati più che positivi erano già stati resi noti i primi di marzo.

I conti dell’istituto di credito ravennate si riassumo in un utile netto di 18,3 milioni di euro (+8,40% rispetto al 2017). Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo che comprende altre banche e strutture finanziarie che si attesta su di un utile netto di 19,527 milioni di euro (+ 28,09% rispetto all’anno precedente).

L’assise degli azionisti ha approvato anche la distribuzione di un dividendo lordo in contanti di 0,40 euro per azione, con l’opzione del pagamento in azioni (senza tassazione, a differenza dell’incasso del dividendo in contanti tassato al 26%), in ragione di una azione ogni 42 possedute. Il dividendo in contanti sarà liquidato il prossimo 16 maggio, pari valuta. Le eventuali azioni verranno assegnate a ciascun azionista sempre il 16 maggio; qualora le azioni in possesso dell’azionista al 23 aprile (data di stacco del dividendo) non dessero diritto ad un numero intero di azioni, le azioni da assegnare verranno arrotondate per difetto al numero intero e le relative frazioni saranno liquidate in contanti.
La scelta potrà essere effettuata dal 23 aprile fino e improrogabilmente alle ore 15,30 del 10 maggio con la compilazione, firma e presentazione di apposito modulo presso la Filiale o banca depositaria di riferimento.

Dopo l’assemblea ordinaria si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Ravenna che ha rieletto per acclamazione Antonio Patuelli a presidente, Giorgio Sarti a vice presidente vicario e Francesco Gianni a vice presidente.

A Verona il Ravenna va a caccia del riscatto con la Virtus e dei punti playoff

Calcio C / Domani, domenica 14 aprile, i giallorossi affrontano in un match serale (ore 20.30) un avversario in piena lotta per la salvezza, ma anche in buona forma. Foschi: «Dobbiamo farci trovare pronti soprattutto sotto il punto di vista agonistico»

Esposito Pordenone
Il centrocampista giallorosso Salvatore Esposito

Per il Ravenna la ricerca della matematica e della migliore posizione possibile in ottica playoff passa da Verona in casa Virtus, nella sfida di domani, domenica 14 aprile, in orario serale (alle 20.30, arbitro Corti di Milano). Si tratta di un avversario con il quale i giallorossi hanno già pagato uno scotto importante, perdendo 1-0 all’andata a causa del gol di Trainotti, al termine di una delle prestazioni più opache della stagione al “Benelli”. Una voglia di riscatto che rappresenterà una motivazione aggiuntiva per gli uomini di Foschi, ritornati finalmente dopo mesi ad allenarsi a pieno organico. Il tecnico infatti potrà contare oltre che su Boccaccini, che ha scontato i due turni di squalifica, anche su Pellizzari, che dopo le noie fisiche alla schiena in settimana è tornato ad allenarsi con il gruppo alla ricerca della migliore condizione atletica.

Dall’altra parte del campo c’è una Virtus Verona che sta vivendo un momento di forma importante ed è reduce da ben otto risultati utili consecutivi, tra i quali spiccano le vittorie contro Lanerossi Vicenza e Feralpisalò, squadre con ben altre ambizioni rispetto ai veronesi, un filotto di punti che ha portato la squadra allenata la Luigi Fresco in una posizione che offre un panorama più ottimistico nei confronti della lotta per mantenere la categoria, obiettivo dei rossoblù. La rosa a gennaio è stata rinforzata con gli arrivi di Nolè e Polverini, reduci dal fallimento Pro Piacenza, Giorico, centrocampista dal Carpi, e Onescu, dal Bisceglie, tutti giocatori che sono entrati rapidamente nello schieramento titolare e che da subito hanno dato un prezioso contributo alla causa.

«Non pensiamo che giocare con la Virtus sia più semplice che giocare contro il Pordenone – ammonisce il tecnico Luciano Foschi -. A prescindere dalla posizione in classifica si tratta di una squadra organizzata, con qualità che è riuscita per esempio a battere Feralpisalò e a mettere in grossa difficoltà l’Imolese. Il fattore agonistico sarà determinante, perché i nostri avversari cercheranno in casa i punti che servono per salvarsi. Dobbiamo farci trovare pronti da questo punto di vista e vogliamo fare valere le nostre qualità, quanto di più abbiamo fatto rispetto a loro in questo campionato. In settimana abbiamo lavorato molto bene, e spero che lo spirito che ho visto in questi giorni sia messo sul campo per potere tirare fuori la prestazione che ci serve per fare risultato».

Raffica di scippi in scooter, c’è un arresto: un 45enne incastrato da uno scontrino

Tre colpi in cinque giorni a settembre, nell’ultimo caso l’uomo cadde a terra e sotto la sella trovarono la ricevuta di un acquisto: le telecamere del negozio hanno consentito di raccogliere le immagini

ScippoLo scontrino di un succo di frutta è stato l’indizio fondamentale per dare un volto e un nome all’uomo che in sella a uno scooter ha scippato tre donne in bicicletta a Ravenna in un intervallo di cinque giorni a settembre 2018. Il presunto autore è Mirko Forti, 45enne della provincia di Pisa con precedenti specifici. L’11 aprile la squadra mobile della questura di Ravenna gli ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per furto aggravato e rapina.

L’uomo si trovava già in cella: è rinchiuso a Rimini dal 25 settembre scorso quando i carabinieri lo controllarono in stazione a Riccione e risultò che era evaso dai domiciliari il 30 agosto togliendosi il braccialetto elettronico. Quell’arresto per evasione impedì di fatto al toscano di continuare la sua attività: secondo gli investigatori era infatti quella la sua principale fonte di sostentamento anche se i bottini erano spesso miseri. La necessità di mantenersi lo costringeva a colpi ravvicinati: la striscia di tre espisodi tra il 19 e il 23 settembre in pieno centro creò un certo allarme.

Lo scontrino di cui si è accennato è stato trovato nel sottosella dello scooter abbandonato a terra in via di Roma il 23 settembre dopo essere caduto nel terzo degli episodi ravennati (gli altri il 19 in via Ponte Marino e il 20 in via Falier). L’uomo era fuggito a piedi facendo perdere le sue tracce. La vittima aveva riportato lievi lesioni con 4 giorni di prognosi. La moto è risultata rubata a Pesaro pochi giorni prima. Nel sottosella quattro telefoni cellulari: tre donne ne avevano denunciato il furto subito in provincia di Ferrara proprio in quei giorni (17, 21 e 22 settembre), scippate per strada da un rapinatore in scooter. Lo scontrino invece era stato staccato da un supermercato di Ferrara pochi giorni prima. Le telecamere di videosorveglianza del negozio hanno permesso di avere le prime immagini di un sospettato.

A quel punto è stata fondamentale la tecnologia. Si chiama Sari, dall’acronimo di sistema automatico riconoscimento immagini: è un programma in dotazione alla polizia che da un immagine di buona qualità è in grado di fornire abbinamenti con quelle dei fotosegnalati in archivio. E così è emerso un ventaglio di possibili nomi. Tra questi anche quello di Forti. Che è risultato in cella a Rimini. La comparazione tra una sua impronta e quella rilevata sul casco è stato l’elemento finale per l’accusa.

Nell’ultimo match stagionale al De André l’OraSì vuol fare due passi verso i playoff

Basket A2 / Domani, domenica 14 aprile (ore 18), i giallorossi sfidano sul proprio campo l’ultimo della classe Bakery Piacenza. Lotesoriere: «Dovremo essere bravi e determinati nella gestione dei minuti finali in caso di arrivo in volata»

Orasi Pala De Andre
I giocatori giallorossi davanti ai tifosi del Pala De André

Ultima gara interna della regular season, al Pala De Andrè, ma domani, domenica 14 aprile, alle 18 in campo ci sarà un’OraSì determinata a tornare ancora sul parquet di casa in questa stagione, perchè la cosa significherebbe che il team di Mazzon disputerebbe i playoff-promozione. Per farlo servirà di sicuro una vittoria contro una Bakery Piacenza che però arriverà a Ravenna con l’acqua alla gola, visto che una sconfitta potrebbe anche comportare la retrocessione in B come ultima classificata del Girone Est. Bisognerà aspettarsi quindi 40 minuti ad alta tensione agonistica, perchè i due punti in palio sono di importanza fondamentale per entrambe le squadre. La Bakery presenterà il folletto Marques Green e l’ultimo arrivato Appling, Ravenna sarà al completo avendo recuperato qualche acciacco settimanale.

Ecco la presentazione della gara di Alessandro Lotesoriere, assistant coach dell’OraSì: «Sappiamo di andare a giocare una partita molto importante per la nostra stagione e siamo molto concentrati a proposito, anche perchè abbiamo un solo risultato che ci interessa. Non ci fidiamo della classifica della Bakery, che ha due americani molto importanti come Green e Appling e ha la possibilità di scegliere Voskuil in caso di necessità. Abbiamo lavorato bene in settimana e siamo molto motivati a vincere per inseguire i playoff e dare una gioia ai nostri tifosi in occasione dell’ultima partita casalinga della stagione. Penso che la gara potrebbe risolversi in volata e dovremo essere in quel caso bravi e determinati nella gestione dei minuti finali».

Nella migliore delle ipotesi l’OraSì potrebbe anche ritrovarsi già domani qualificata per i playoff, ma oltre a superare la Bakery dovrà sperare in due sconfitte di Imola (in casa con Montegranaro) e Ferrara (a Roseto). In ballo per gli ultimi due posti ci sono anche Mantova, che è una vittoria avanti, e l’Assigeco, che è invece due punti alle spalle della coppia Ravenna-Imola.

Lotteria benefica Pomeriggio importante anche per un altro motivo. Saranno infatti messi in vendita gli ultimi biglietti della Lotteria benefica organizzata come ogni anno dai Leoni Bizantini, questa volta denominata ‘Un canestro per l’autismo’. A metà partita, poi, sarà effettuata l’estrazione dei biglietti vincitori.

Più di 180 giovani promesse della racchetta a Ravenna per la “Coppa delle Viole”

Tennis / Dal 18 al 28 aprile al CT Dario Zavaglia si terrà la 42ª edizione del tradizionale torneo giovanile che in passato ha lanciato atleti come Gaudenzi, Bolelli e Pennetta. Licciardi: «Da qui parte il rilancio del nostro circolo»

All Focus
E’ stato presentato la Coppa delle Viole in programma al CT Zavaglia di Ravenna

Fare leva sulla tradizione e la storia per costruire un futuro di successo, rinverdendo i fasti del passato. E’ il proposito che anima il nuovo consiglio direttivo del Circolo Tennis ‘Dario Zavaglia’ di Ravenna, insediatosi all’inizio del 2019 e che dopo i primi mesi di “rodaggio” si appresta ad affrontare la prima sfida sul piano organizzativo, vale a dire la Coppa delle Viole. Nella club house del circolo di via Marani è stata infatti presentata ufficialmente la 42ª edizione della competizione giovanile che nel periodo pasquale richiama in città centinaia di promesse del panorama nazionale: da giovedì 18 aprile un esercito di tennisti in erba si appresta dunque a ‘invadere’ pacificamente Ravenna, armati di racchetta e soprattutto di tanta determinazione per emergere sul campo, impegnati nei tabelloni delle categorie Under 10-12-14-16 maschili e femminili (le finali in calendario domenica 28).

«Vogliamo rilanciare questo torneo come pure l’attività del circolo, sia sociale che agonistica – ha sottolineato nel suo intervento il neo presidente Carlo Licciardi, padre di Pietro, tennista professionista – e non a caso torneremo a partecipare al campionato di D1 con l’ambizione di poter tornare in fretta a disputare competizioni nazionali. La Coppa delle Viole rappresenta il primo appuntamento di un nuovo ciclo, un torneo che è sempre stato il fiore all’occhiello del Circolo Tennis Zavaglia, conosciuto da tanti in Italia per questo appuntamento, che deve diventare dunque una sorta di pietra miliare. Così come nella nostra ‘vision’ di dirigenti una pietra miliare devono tornare ad essere tutti i soci, ai quali occorre dare i servizi che si aspettano con uno standard molto alto. In tal senso sarà necessario intervenire sulle strutture del circolo per adeguarle ai tempi. Nell’assumere questo incarico presidenziale ho voluto essere supportato da un squadra di persone con cui condividere questa avventura: da soli non si va da nessuna parte, perciò abbiamo creato un team, dividendoci compiti e responsabilità, per portare avanti la gestione del circolo. Il Circolo Tennis Dario Zavaglia ha un storia importante e vogliamo che torni di attualità. Proprio per questo a dirigere la scuola tennis, che conta oltre cento iscritti, abbiamo voluto un maestro apprezzato non solo a livello nazionale come Patricio Remondegui, affiancato da uno staff di professionisti, nella convinzione che i ragazzi di oggi saranno i soci di domani. In questo percorso abbiamo il supporto del Comune, che sta ascoltando le nostre istanze e vedremo come ciò si tradurrà in termini concreti. E per la Coppa delle Viole possiamo contare sul supporto di uno sponsor importante come la Fondazione Cassa di Risparmio Ravenna».

Si tratta di un appuntamento imperdibile per chi ama il tennis giovanile e quindi scoprire i talenti del domani. Del resto, dal club ravennate di via Marani sono passati nelle varie edizioni tanti giocatori che poi sono diventati protagonisti del tennis azzurro, da Andrea Gaudenzi a Simone Bolelli o Flavia Pennetta solo per citare tre dei nomi più noti, in oltre quarant’anni di storia si sono visti all’opera tanti talenti e anche stavolta il copione promette di ripetersi considerando che la Coppa delle Viole rientra nella categoria Elite del Circuito Australian, quindi con punteggio doppio ai fini del ranking. «Come direttivo abbiamo posto una serie di priorità da affrontare nell’intento di riportare il Circolo Tennis Zavaglia a un ruolo di rilievo nella vita cittadina – ha aggiunto il vice presidente Alberto Zoli –. Quindi occorre mettere mano all’impiantistica, un po’ vetusta, al rifacimento dei campi e delle luci perché vogliamo che la gente ricominci a frequentare numerosa il nostro circolo facendo sì che la struttura torni a essere quella di una volta. Il presidente Licciardi, persona dal carattere forte, ci sta mettendo molto del suo, è l’uomo giusto al momento giusto, però lo sforzo di tutti noi è massimo dal punto di vista finanziario, organizzativo e logistico».

A portare il saluto della Federazione Italiana Tennis è stato il delegato provinciale Davide Amadori. «Finalmente si respira aria di rinnovamento in questo circolo, che altrimenti stava un po’ morendo e quindi questo fa piacere anche alla dirigenza federale. Del resto, Ravenna ha sempre avuto una scuola tennis eccezionale, lo dimostrano nomi come Omar Urbinati, Andrea Gaudenzi, Pietro Licciardi, Enrico Dalla Valle e Michele Vianello, cresciuti proprio su questi campi. Sono sicuro che la nuova direzione del torneo saprà essere all’altezza della manifestazione, dando ulteriore impulso a un appuntamento diventato un classico del calendario».

Tra gli attesi protagonisti, naturalmente, anche i giovani atleti del Circolo Tennis Zavaglia, quest’anno già partiti alla grande nei primi tornei stagionali, sia a livello nazionale che internazionale: in gara ci saranno i fratelli Carlo e Raymi Paci, Mattia Di Bari, Nicolò Satta, Rafael Capacci, Leone Spadoni, Pietro Bonivento. Luigi Valletta, Edoardo Lanza Cariccio e i gemelli Bezzi, limitandosi a ricordare le punte di diamante del sodalizio ravennate. «Utilizzeremo per il torneo sei campi, tre coperti e tre outdoor dopo i danni provocati dal maltempo che ha abbattuto tre palloni pressostatici – ha spiegato Antonella Trenta, direttore del torneo –. In questo incarico che ricopro per la prima volta potrò avvalermi dell’esperienza di Pasquale Di Bari e dei giudici arbitri Ottaviano Turci e Benito Danesi. Al momento le adesioni sono già 180, ma per iscriversi c’è tempo sino a martedì e quindi il numero salirà ancora, molto verosimilmente superando quota 250 partecipanti. Ci tengo a sottolineare che per ragazzi e ragazze iscritti al torneo e i loro familiari abbiamo attivato una speciale convenzione con il Museo Classis, inserendo così un elemento culturale a misura di giovane in questo appuntamento sportivo così da offrire un saggio delle bellezze della nostra città. E in questa occasione mi piace citare un brano di un’intervista di Simone Bolelli, che alla domanda su quale fosse il suo primo ricordo legato al tennis ha citato proprio la premiazione di una Coppa delle Viole under 12 in cui invitato a ricevere una targa aveva pensato a quella di un’automobile».

In terra laziale il Ravenna Women chiede strada al fanalino di coda Roma XIV

Calcio B femminile / Domani, domenica 14 aprile (ore 15), le giallorosse fanno visita alle capitoline, ancora ferme al palo. Piras: «Ci aspetta una partita semplice sulla carta, ma difficile da interpretare»

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Le giallorosse del Ravenna Women prima del calcio di inizio

Dopo la sosta per gli impegni della nazionale riparte il campionato di Serie B femminile e i giochi sono ancora apertissimi in chiave promozione. Dopo la vittoria in casa della Lazio, il Ravenna Women FC è atteso di nuovo in terra capitolina ma questa volta dalla Roma XIV. Al “Salaria Sport Village” (inizio ore 15, arbitro Ursini di Pescara) le romagnole sfideranno l’ultima in classifica nella gara valida per l’ottava giornata di ritorno. Una partita sulla carta semplice per le leonesse, ma da non sottovalutare. Per le biancoblù di Alessandro Gagliardi la retrocessione è già certa, con diciotto sconfitte su diciotto partite, di cui l’ultima subita dal Genoa, che invece può ancora lottare per rimanere in cadetteria. Il match dell’andata lo scorso 16 dicembre a San Zaccaria è terminato con una goleada giallorossa e un 7-0 finale, con rete di Cimatti e triplette di Burbassi e Filippi.

Il tecnico ravennate Piras non ammette però cali di tensione da parte della sua squadra e il fatto che si giochi contro il fanalino di coda non deve far sottovalutare l’importanza della gara e della posta in palio, anche perché per il Ravenna Women dopo la gara con la Roma XIV arriverà il rush finale con i tre big match con Fortitudo Mozzecane, Inter ed Empoli, in cui si deciderà la squadra che la prossima stagione giocherà in Serie A, insieme all’Inter, già vincitrice del campionato. «Dopo una buon prestazione con la Lazio – spiega Roberto Piras – ci aspetta una partita semplice sulla carta, ma difficile da interpretare, perché è vero che giochiamo contro l’ultima in classifica, ma è anche vero che la Roma XIV non ha nulla da perdere e cercherà di lasciare una traccia al campionato di Serie B. Quando si sta lottando per un obiettivo non ci possono essere cali di tensione, anche se si affronta un avversario che sulla carta pare più abbordabile. Quindi voglio massima concentrazione e massimo impegno».

Le partite (19esima giornata): Fc Internazionale Milano-Roma Calcio Femminile, Roma XIV-Ravenna Women Fc, Empoli Ladies-Milan Ladies, Fortitudo Mozzecane-Lazio Women, Genoa Women-Castelvecchio, Lady Granata Cittadella-Arezzo.

Classifica: Inter 54 punti, Empoli 40, Ravenna 37, Fortitudo Mozzecane 34, Roma Calcio Femminile 34, Cittadella 27*, Lazio 22, Milan 21*, Castelvecchio 17, Genoa 14, Arezzo 11, Roma XIV 0 (* una partita in più).

Tutto pronto a Russi per una Maratona del Lamone che viaggia verso quota 800

Podismo / Domani, domenica 14 aprile, è in programma la 43ª edizione della storica competizione: partenza alle ore 9. La gara maschile dovrebbe risolversi in una lotta tra africani, mentre un competitivo terzetto italiano guida le favorite della gara femminile

Partenza Maratona 2018
La partenza dalla Maratona del Lamone targata 2018

Mentre si appresta a celebrare il nuovo record di iscritti (a poco ore dallo start, fissato per le ore 9 da Piazza Farini, il totale ha già superato quota 750), la 43ª Maratona del Lamone, in programma domani, domenica 14 aprile a Russi, e valida anche come prova che assegna il titolo nazionale Uisp. Come vuole la tradizione, la competizione organizzata dal GS Lamone rappresenta anche la prima delle tre prove che completano il Trittico di Romagna, giunto all’11ª edizione. Seguiranno il 25 aprile la 50 km di Romagna e il 25 maggio la 100 km del Passatore.

Comincia a definirsi la lista dei big che proveranno a tagliare per primi il traguardo di piazza Farini, a partire dal burundiano Celestin Nihorimbere, 26enne tesserato per l’Atletica Brugnera, due volte secondo nella Maratona di Padova e vincitore della maratonina di Cittadella, debuttante a Russi, per passare per i marocchini Mohamed Hajjy (due vittorie e due terzi posti a Russi dal 2013 al 2017) e Youness Zitouni (che a Russi ha vinto l’anno scorso), favoriti per garantire all’Africa la continuità di un dominio che dura da 15 anni iniziato da Mutai nel 2004 dopo l’ultima delle tre vittorie di Calcaterra, poi re della 100 km del Passatore. La Romagna affida il suo orgoglio e le sue chance soprattutto a Giuseppe Del Priore, esperto e competitivo runner, reduce dal buon sesto posto, con un crono di 1.09’33” di domenica alla Maratonina di Firenze, Andrea Zambelli, impostosi nell’ultima 100 km del Passatore, e il campione italiano della 100, Matteo Lucchese. Tra le donne si profila una lotta tra Giulia Montagnin, specialista delle corse in montagna, Francesca Bravi, fresca di terzo posto alla Maratona di Rimini, e Gloria Giudici, che vanta un personale di 2.47’30” stampato alla maratona di New York del 2017.

Un Passaggio Della Maratona
Un passaggio della competizione organizzata a Russi e ditorni dal GS Lamone

In via di definizione la lista dei big in gara nella Cinquemila per Russi, partita come evento collaterale e cresciuta nel tempo per qualità e competitività fino a diventare una corsa nella corsa, che prenderà il via alle 10.30. Completano il programma della giornata le gare per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni del 27° Gran Premio Promesse di Romagna – Trofeo Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (start alle ore 9.05); il 6° nordic walking con istruttore in un percorso storico-naturalistico di 10 km in collaborazione con la Pro Loco di Russi (partenza alle ore 9.10), la gara sperimentale di retrorunning, corsa all’indietro, e le Camminate podistiche a seguito della Maratona su percorsi di 4, 8 o 12 km (al via alle ore 9), inserite nel pacchetto delle Camminate della salute e della solidarietà, finalizzate quest’anno a raccogliere fondi per sostenere il progetto dello Ior “La scuola a casa” dedicata ai pazienti dell’Oncologia pediatrica che per affrontare la malattia non possono recarsi a scuola. Tra gli aspetti di curiosità legati a questa edizione, si segnalano la maglietta e la medaglia artistica, che verrà consegnata a tutti gli atleti che taglieranno il traguardo della Maratona, il Trofeo Avis, giunto alla quarta edizione, che verrà assegnato al primo e alla prima maratoneta residente a Russi che completerà la Maratona.

Ultimo (e platonico) impegno della stagione per la Conad, in trasferta in Calabria

Volley A2 femminile / Domani, domenica 14 aprile, le biancorosse affrontano sul neutro di Palmi (ore 17) il Soverato, formazione in piena lotta per i playoff. Caliendo: «Sfidiamo le calabresi con l’obiettivo di onorare la maglia e la pallavolo»

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L’opposto della Conad, la cubana Yaremis Mendaro

Nella decima e ultima giornata della Pool Promozione di A2 la Conad affronta domani, domenica 14 aprile, in trasferta (neutro di Palmi, ore 17, arbitro Stancati e Palumbo) il Volley Soverato con l’unico obiettivo di mostrare l’orgoglio e la grinta che le appartiene. Per le ravennati, fuori dai giochi per partecipare ai playoff, il risultato della sfida in terra calabrese è indifferente ai fini della classifica. E non c’entra in questo la sconfitta riportata la settimana scorsa in casa contro Caserta, in quanto la vittoria di Orvieto a Torino (prima sconfitta casalinga di quest’anno per la squadra piemontese) avrebbe in ogni modo cancellato le speranze di Bacchi e compagne, anche se però è giusto aggiungere che la domenica precedente avevano perso a Martignacco contro l’ultima della classe.

«Lo spirito con cui partiamo per la trasferta di Soverato – spiega il tecnico Nello Caliendo – è di sicuro quello di essere la squadra che siamo stati finora. Ci giocheremo la partita e cercheremo comunque di fare risultato, nonostante ai fini della classifica per noi cambi poco. Chi è professionista, ma soprattutto chi è agonista, gioca tutte le partite con il coltello fra i denti. Quindi partiamo per Soverato per onorare la maglia e la pallavolo, per fare la nostra prestazione e non la comparsa. Le nostre avversarie hanno ancora qualcosa di importante da giocarsi, anche perché gli intrecci dei risultati potrebbero riservare qualche sorpresa. Hanno un obiettivo in più di noi e perciò saranno molto concentrate. Da parte loro ci sarà più tensione mentre noi potremo giocare sciolti, pensando di più alla nostra prestazione».

Si conclude così in Calabria la stagione 2018-2019 della Conad, partita all’insegna degli infortuni, primo tra tutti quello di Mendaro che ha tenuto l’opposto cubano lontano dai campi per gran parte della reagular season, poi quelli ancora non del tutto risolti di Canton, Lombardi e Aluigi. Non si deve però dimenticare che quest’anno le ravennati hanno ottenuto un paio di risultati, ovvero giocare il primo turno di Coppa Italia di categoria ed entrare tra le dieci migliori squadre del campionato cadetto, l’élite della Serie A2, compiendo un piccolo passo avanti rispetto alla passata stagione. E ora l’Olimpia Teodora pensa già alla stagione 2019-2020, un’annata che sarà impostata per continuare a crescere e regalare soddisfazioni e spettacolo al grande pubblico della pallavolo ravennate.

Le avversarie La scorsa estate il roster di Soverato è stato rivoluzionato. In panchina è stato liberato Leonardo Barbieri ed è arrivato Bruno Napolitano, esperto allenatore partenopeo ma calabrese d’adozione, con lunga milizia in A2, qualche apparizione in A1 (Giaveno e Tortolì) ed esperienza nel campionato ceco al Pole Brno (2015-2016). Del tutto rinnovato il parco giocatrici con ben dodici volti nuovi, tra cui spiccano i nomi della regista Jennifer Boldini, lo scorso anno a Bergamo in A1, delle centrali Ludovica Guidi, ex Cuneo, e Giada Boriassi, ex Caserta, della laterale statunitense Hillary Hurley e di Ramona Aricò, l’opposto ex Trento e Orvieto. A completare il roster alcune giovani provenienti dal vivaio, il posto 4 Linda Mangani, proveniente da Club Italia, e la schiacciatrice Lucrezia Formenti, confermata dalla passata stagione.

Diretta streaming La diretta streaming del match sarà visibile sulla sul canale YouTube Volley Soverato TV. Sulla pagina Facebook di Olimpia Teodora Volley verranno forniti gli aggiornamenti alla fine di ogni set.

Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 37 punti; Delta Informatica Trentino 36; Barricalla Cus Torino 31; Omag San Giovanni in Marignano 30; Volley Soverato 25; LPM Bam Mondovì 25; Zambelli Orvieto 23; Golden Tulip Volalto 2.0 Caserta 22; Conad Ravenna 17; Itas Città Fiera Martignacco 11.

La Rekico va all’assalto della Gimar per aggiudicarsi la volata per il quarto posto

Basket B / Domani, domenica 14 aprile, i faentini al PalaCattani (ore 18) ospitano Lecco nel primo dei due decisivi incontri casalinghi che chiudono la regular season. Fumagalli: «Dovremo mostrare lo stesso atteggiamento visto a Crema»

Carlo Fumagalli
La guardia della Rekico Carlo Fumagalli è l’ex della partita

Per conquistare il quarto posto la Rekico potrà confidare sull’”effetto PalaCattani”. Le ultime due decisive gare di regular season le giocherà infatti davanti al proprio pubblico, una spinta che è spesso stata decisiva in stagione. Si parte domani, domenica 14 aprile, con la Gimar Lecco (ore 18), poi arriverà a Faenza la Lissone Interni Bernareggio nell’atto conclusivo del campionato in programma sabato 20 aprile alle 20.30. Per chiudere in quarta posizione i Raggisolaris dovranno anche confidare in un ko di Padova, appaiata ai faentini in classifica, ma con lo scontro diretto a favore. I veneti faranno visita nel week end a Orzinuovi, poi ospiteranno Cesena. La perdente di questo duello è certa di chiudere quinta.

«Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che il nostro calendario sia più semplice di quello di Padova – sottolinea la guardia Carlo Fumagalli, ex di turno -. A questo punto della stagione ogni gara è difficile e soprattutto per arrivare quarti oltre ai nostri risultati dovremo sperare in un passo falso di Padova. Per battere Lecco e Bernareggio servirà lo stesso atteggiamento mostrato a Crema, che ci ha permesso di reagire al meglio dopo la pesante sconfitta casalinga con Milano: una prestazione figlia dell’ottima settimana di lavoro che avevamo svolto. Nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere Lecco in lotta per evitare i playout, perché ha un organico di grande livello con giocatori d’esperienza e qualità in ogni ruolo. Brunetti è un pivot atipico con movimenti da esterno e poi ci sono Teghini e Marinello, che saranno miei diretti avversari e non sarà facile contenerli. Mi aspetto una partita difficile contro una squadra motivata e agguerrita».

Partita come una delle outsider delle big Orzinuovi, Cesena e Milano, la Gimar ha avuto un rendimento altalenante sin da inizio campionato, come dimostrano i tre allenatori sedutisi sulla panchina. Dopo Antonio Paternoster e Paolo Gandini, ora a guidare la squadra è Maurizio Bartocci, arrivato a fine febbraio e chiamato a portare la Gimar alla salvezza, evitando l’aggancio di Ozzano, sotto di due lunghezze e forte dello scontro diretto a favore. Per entrare nei play off invece dovrebbe vincere entrambe le gare rimanenti e sperare in un doppio ko di Bernareggio avanti quattro punti come San Vendemiano, ma con il doppio confronto a sfavore a differenza dei veneti. «Ho giocato a Lecco due anni fa – aggiunge Fumagalli – ed è stata una stagione indimenticabile. Era il mio primo campionato in B e nessuno aveva aspettative verso una squadra così giovane e invece sul campo abbiamo stupito tutti. Abbiamo chiuso la regular season al sesto posto (Lecco arrivò quinti a pari punti con la Rekico, venendo però condannata dallo scontro diretto a sfavore, ndr) poi nei playoff abbiamo eliminato San Miniato nei quarti e in semifinale siamo usciti a testa alta con Bergamo, vincendo una gara della serie».

Le iniziative Rekico-Lecco sarà “matchday” Tema Singergie, storico partner dei Raggisolaris. L’azienda faentina da oltre trent’anni sviluppa tecnologie in ambito oncologico e farmaceutico, per le quali è diventata leader a livello mondiale. Per l’occasione i giocatori indosseranno una sopramaglia con il logo della Tema Sinergie.

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