mercoledì
10 Giugno 2026

«Mi sento autonomo al cento per cento e non mi lamento dei soldi»

Tra liceo e consegne serali, l’esperienza di uno dei pochi rider di Deliveroo attivi a Ravenna

Rider DeliverooA diciotto anni, Angelo (nome di fantasia) studia alle superiori e fa il rider a Ravenna per Deliveroo. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa della sua esperienza.

Quando e perché ha cominciato a fare questo lavoro?
«Cercavo un lavoretto per il pomeriggio, per non stare a casa senza far niente e per mettere da parte qualcosa. Su un sito di annunci ho visto che Deliveroo cercava dei rider a Ravenna. Ho guardato alcuni video su Youtube per vedere come funzionava, quindi mi sono iscritto».

Che tipo di qualifiche chiedevano?
«Nulla, solo i dati anagrafici. Se vuoi lavorare con la bicicletta bisogna scannerizzare il documento; ti chiedono la cittadinanza italiana o il permesso di soggiorno. Poi ti inviano il contratto da firmare online, chiarissimo. L’ho firmato, e dopo dieci giorni arriva dall’Inghilterra il cassone, la giacca e il casco – non di grandissima qualità. Tutto molto veloce e rapido».

Che tipo di contratto ha firmato?
«È una prestazione autonoma occasionale».

Quali sono i ristoranti di Ravenna che lavorano con Deliveroo?
«Ce ne sono molti: pizzerie, ristoranti cinesi, sushi. La maggior parte di questi ristoranti pagano direttamente i loro fattorini. L’unica azienda che si affida a Deliveroo è McDonald’s».

Si sente un lavoratore autonomo o dipendente?
«Io mi sento al 100% autonomo. Scelgo io gli orari e per quello che mi riguarda non c’è nessuna subordinazione. Posso non lavorare per una settimana o posso prenotarmi in tutte le sessioni».

Come viene pagato?
«A consegna. Se mi sono prenotato nella sessione dalle 21 alle 22 e sono disponibile, il sistema può inviarmi un ordine che sono libero di accettare o meno. Se lo accetto, mi dice dove andare».

C’è un limite di tempo da rispettare?
«Non c’è un vero e proprio cronometro, ma ovviamente se ci metto un’ora è molto probabile che non mi affidino altri ordini successivamente. Io ci ho sempre messo massimo mezz’ora, per qualunque parte di Ravenna. Vado molto spedito».

Qual è la paga minima a consegna?
«Deliveroo dichiara da contratto una paga minima di 4,15 euro. Non mi è mai successo: è sempre stato più di 5 euro, per me. Alcuni ordini rendono di più perché la distanza da percorrere è maggiore, ma non si possono calcolare le entrate sui chilometri percorsi».

Cosa pensa delle retribuzioni?
«Non mi posso lamentare delle paghe. Alcuni giorni fai 20 euro, altri giorni 70, sempre tassati al 20%. Capisco però i problemi di una persona che vuole campare di questo: non è possibile. Questo è un guadagno aggiuntivo, come fare il barista alla sera o fare la maschera a teatro».

Conosce altri rider a Ravenna?
«Ci sono sicuramente altri rider, più anziani di me, ma non li conosco personalmente».

Può fare una stima delle ore lavorate alla settimana?
«Difficile dirlo. Io sono disponibile tutti i giorni. Ci sono giornate in cui ho fatto solo due ordini. Dipende dal sistema, che di solito predilige chi lavora in macchina».

Ha mai avuto contatti con qualcuno della piattaforma?
«No».

Ha mai avuto incidenti?
«No, ma bisogna stare molto attenti sulla strada e conoscere le regole, che non è scontato».

Continuerà a lavorare con Deliveroo?
«Sì, ma quest’estate preferirei lavorare al mare o a Mirabilandia, dove ho una paga all’ora assicurata. Con Deliveroo non guadagno così tanto».

La Rekico si mangia un Bernareggio e chiude la regular season al quarto posto

Basket B / Bella e importante vittoria casalinga dei faentini, che grazie a questo piazzamento nei quarti dei playoff se la vedrà con i toscani del San Miniato

Faenza-Bernareggio 80-66
(16-17, 35-34, 60-53)
REKICO FAENZA: Fumagalli 12, Costanzelli 2, Silimbani, Casagrande, Venucci 22, Zampa, Petrucci 10, Pambianco ne, Chiappelli 4, Santini ne, Sgobba 30, Petrini ne. All.: Friso.
LISSONE BERNAREGGIO: Pagani 17, Finazzer ne, Laudoni 8, Bossola 15, Restelli 13, Ruzzon ne, Todeschini 7, Monina 2, Ka ne, Di Gianvittorio, Tulumello ne, Baldini 4. All.: Cardani.
ARBITRI: Gallo e Vigato.

Mattia Venucci
Il giocatore della Rekico Mattia Venucci

Al PalaCattani la Rekico batte Bernareggio e chiude la regular season al quarto posto, risultato mai ottenuto in Serie B, arricchito dal record di punti in questo torneo, ben 40. Classifica alla mano, i faentini si piazzano al secondo posto con Cesena e Milano a due soli punti dalla capolista Orzinuovi, finendo quarti per colpa della classifica avulsa. E ora sotto con i playoff che vedranno i Raggisolaris affrontare San Miniato, quinta classificata del girone A. Si parte domenica 28 aprile alle 18 al PalaCattani con gara1, poi si giocherà in Toscana mercoledì 1 o giovedì 2 maggio, e l’eventuale gara3 si disputerà ancora al PalaCattani domenica 5 maggio alle 18. In caso di passaggio del turno, la Rekico troverà una tra Omegna e San Vendemiano, mentre nell’altra parte del tabellone si giocheranno Milano-Alba e Firenze-Cremona.

Nel giorno in cui il PalaCattani riabbraccia dopo un mese il suo idolo Chiappelli, la Rekico mostra ancora una volta tutte le proprie qualità, giocando un match di grande sostanza contro una Bernareggio che non merita di chiudere al nono posto. Il primo tempo è una lunga lotta sul filo dell’equilibrio, con la fisicità di Bernareggio e dell’ex Pagani che sommate ai tiri dalla lunga distanza mettono in difficoltà una Rekico brava comunque a rispondere colpo su colpo senza però riuscire mai ad andare in fuga. Il break di 11-2 del secondo quarto che vale il 31-26 non porta frutti, perché all’intervallo si arriva sul 35-34, con soltanto quattro giocatori andati a segno: Chiappelli, Sgobba, Venucci e Fumagalli.

Come al solito Friso sveglia la squadra negli spogliatoi e al rientro in campo la difesa (ottima la marcatura su Laudoni lasciato a soli 8 punti) e una manovra offensiva di qualità, spostano gli equilibri. Un monumentale Sgobba autore di 30 punti e un Venucci chirurgico dalla lunga distanza, aiutati da Petrucci e da Fumagalli scavano il primo solco fino al 57-53, ma non è l’allungo decisivo. La spallata decisiva la firma il capitano, facendo mettere alla Rekico la freccia del sorpasso definitivo. La sua tripla del 64-53 fa saltare il banco, poi il vantaggio arriva fino al 72-55 facendo calare il match in anticipo, con la festa per il quarto posto che inizia ben prima della sirena.

L’OraSì si fa trovare pronta all’appuntamento di Ferrara e approda nei playoff

Basket A2 / Netta affermazione esterna dei giallorossi in casa della Bondi che fa allungare la stagione: negli ottavi i ravennati se la vedranno con i siciliani del Capo d’Orlando

Ferrara-Ravenna 77-84
(15-18, 31-47, 51-72)
BONDI FERRARA: Mazzoleni 7, Panni 6, Swann 29, Molinaro 15, Liberati 7, Zampini 10, Buffo, Mazzotti 3. All.: Leka.
ORASI’ RAVENNA Marino 6, Smith 29, Cardillo 13, Masciadri 10, Hairston 16, Montano 10, Rubbini. All.: Mazzon
NOTE – Tiri da due: Ferrara 13/23, Ravenna 18/35. Da tre: Ferrara 14/32, Ravenna 13/32, liberi Ferrara 9/13, Ravenna 9/13, rimbalzi Ferrara 29, Ravenna 40.

Esultanza Orasi
L’esultanza dei giocatori dell’OraSì per il successo di Ferrara

Missione compiuta. L’OraSì passa a Ferrara sul parquet della Bondi ed entra nei playoff dalla porta principale, senza interessarsi del risultato di Forlì e di un derby andato al supplementare (poi vinto dai forlivesi contro Imola). Ravenna ha giocato con autorità e determinazione fin dall’inizio, allungando in progressione nel secondo e terzo quarto prima di un calo finale che ha permesso alla Bondi di dimezzare lo svantaggio, ma a partita ormai del tutto decisa. Bene Smith e Hairston (otto rimbalzi per lui) , importanti le bombe di Montano a metà gara, ma convincente tutta la squadra di Mazzon, che raggiunge così con merito l’obiettivo dei playoff, dove debutterà sabato 27 aprile a Capo d’Orlando, in Sicilia, in occasione degli ottavi di finale. Gara2 sempre in trasferta il 29 o il 30 aprile, gara3 a Ravenna il 2 o il 3 maggio. Eventuale gara4 ancora al Pala De André (4-5 maggio), eventuale gara5 in Sicilia (7-8 maggio).

Poche emozioni al “Benelli”: per il Ravenna un pareggio senza reti col Vicenza

Calcio C / Grazie a questo punto i giallorossi si portano in sesta posizione e si portano a una sola lunghezza dal Sudtirol

Ravenna-Vicenza 0-0
RAVENNA (5-3-2): Venturi; Martorelli, Ronchi, Boccaccini, Lelj, Selleri (27’ st Barzaghi); Esposito (43’ st Trovade), Papa, Maleh (1’ st Pellizzari); Galuppini (11’ st Raffini), Nocciolini (27’ st Gudjohnsen). A disp.: Spurio, Bresciani, Scatozza, Siani, Sabba. All.: Foschi.
VICENZA (4-3-1-2): Grandi; Salviato, Pasini (1’ st Mantovani), Bizzotto, Stevanin (11’ st Martin); Zonta, Bovo (11’ st Tronco), Bianchi N.; Curcio (22’ st Arma); Guerra (22’ st Zarpellon), Giacomelli. A disp.: Albertazzi, Bianchi D., Laurenti, Bonetto, Maistrello, Gashi, Pontisso. All.: Colella.
ARBITRO: Gariglio di Pinerolo.
NOTE – Ammoniti: Curcio, Martin, Ronchi, Boccaccini, Venturi, Lelj. Recupero: pt 0’; st 5’.

Venturi Ternana
Il portiere giallorosso Giacomo Venturi

Pareggio senza reti e grandi emozioni al “Benelli” per il Ravenna, che si divide la posta in palio con il Vicenza al termine di un match dove a prevalere sono state le rispettive difese. A osare qualcosa in più sono i biancorossi, che però solo di rado hanno chiamato in causa Venturi, mentre i giallorossi hanno tentato di rispondere in contropiede, cozzando però contro l’attenta retroguardia avversaria. Grazie a questo punto la formazione di Foschi compie un passo in avanti, raggiungendo al sesto posto il Monza e avvicinando a una sola lunghezza il Sudtirol.

Formazioni titolari Il Ravenna si presenta in campo con delle novità sulle fasce, dove a destra opera Martorelli e a sinistra Selleri. Al centro della difesa, squalificato Jidayi, capitan Lelj viene affiancato da Boccaccini e Ronchi, mentre in mediana il regista Papa è supportato dai baby Esposito e Maleh. In attacco viene confermato il tandem composto da Nocciolini e Galuppini. Il tecnico Colella disegna il suo Vicenza con una retroguardia a quattro con Pasini e Bizzotto in mezzo, un centrocampo a tre che innesca il trequartista Curcio e le due punte Guerra e Giacomelli.

Primo tempo Le due squadre si affrontano in modo guardingo, con gli ospiti che provano a premere con maggiore convinzione, ma i giallorossi fanno buona guardia. Sono anzi i padroni di casa ad andare più frequenza alla conclusione, senza però impensierire Grandi. L’unico a provarci è dal limite dell’area Esposito, al 9’ e al 21’, ma il primo tiro va nelle braccia del portiere, mentre il secondo sfila a lato. Le emozioni sono così concentrate negli ultimi minuti: al 40’, infatti, Giacomelli riesce a sfuggire per una volta dalla morsa dei giallorossi con una veloce incursione sulla sinistra e da posizione  defilata vede l’attento Venturi deviare sopra la traversa. Sugli sviluppi del corner spunta dal mucchio Bizzotto, che a colpo sicuro di testa non riesce a centrare il bersaglio, sfiorando il palo alla sinistra del n. 22 bizantino. La risposta del Ravenna non tarda a venire e passa dai piedi di Maleh (44’), ma il tiro va sul fondo.

Secondo tempo A inizio ripresa Foschi inserisce Pellizzari al posto di Maleh, posizionandolo sulla fascia mancina, mentre Selleri avanza a centrocampo. Tra i biancorossi entra Mantovani per Pasini, affiancando al centro della retroguardia Bizzotto. Si prosegue sui ritmi della prima frazione, con le due squadre che non attaccano con grande convinzione, favorendo il compito delle rispettive difese. Un sussulto arriva al 10’, quando Galuppini sulla sinistra lavora un buon pallone e crossa in area, dove Pellizzari, tutto solo, non trova l’impatto aereo per pochi centimetri. Le occasioni arrivano solo da calci da fermo e da uno di questi, su calcio d’angolo, al 23’ Nocciolini colpisce male di testa spedendo alto sulla traversa. Entrambi gli allenatori cambiano molti uomini d’attacco e da uno di questi neoentrati, il biancorosso Zarpellon, al 35’ nasce una pericolosa sortita sulla destra, con Venturi che chiude lo specchio. Due minuti dopo svetta in area su corner Salviato, ma la palla sorvola non di molto la traversa. Nel finale le due squadre preferiscono non farsi male.

Dichiarazioni post-gara
Luciano Foschi (allenatore Ravenna): «In questo periodo dell’anno è difficile vedere delle partite belle, questa è stata una partita molto equilibrata e combattuta con un risultato che rispecchia quanto visto sul campo. Nello spogliatoio ho fermato la squadra e ho fatto i complimenti a tutti per quanto fatto in queste 36 partite, ma soprattutto per quello che andremo a fare. Vogliamo andare ai playoff da protagonisti credendo in quello che stiamo facendo. Adesso ci presenteremo a Terni senza pressioni, ma con la volontà di volere provare a migliorare in modo ulteriore la nostra classifica».

Una mostra per la carriera di Tinin Mantegazza, l’uomo che inventò Dodo (e non solo)

Al Museo Civico dal 27 aprile le sette vite di un creativo irriverente curata da Flaminio  Balestra e Diego Galizzi

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Il Museo Civico delle Cappuccine a Bagnacavallo promuove dal 27 aprile al 7 luglio un nuovo importante progetto espositivo, dedicato questa volta alla straordinaria carriera artistica di un personaggio che con le sue invenzioni creative ha segnato la cultura italiana dal secondo dopoguerra ad oggi: Tinin Mantegazza.

La mostra Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente, organizzata in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra Onlus e Accademia Perduta/Romagna Teatri, si aprirà sabato 27 aprile alle 17.30 con un intervento dell’artista e dei curatori Flaminio Balestra e Diego Galizzi. Sarà inoltre animata dalle incursioni di numerosi amici di Mantegazza provenienti dal mondo dello spettacolo e dell’arte. A seguire sarà offerto un aperitivo a base di prodotti e di vini del territorio.

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Gino Bramieri con uno dei pupazzi di Mantegazza

L’artista Illustratore, pittore, scenografo e scrittore, Mantegazza è un’instancabile mente creativa che nel corso degli anni ha saputo spaziare con vivacità e disinvoltura nel campo del giornalismo, della regia, della televisione, dell’animazione culturale e dell’organizzazione teatrale.  All’alba del suo ottantottesimo compleanno Mantegazza continua, oggi come ieri, a regalarci lampi della sua sorniona genialità, per questo la mostra del Museo delle Cappuccine non si limita a guardare al passato e alle innumerevoli tracce che Tinin ci ha lasciato della sua inventiva, ma si sforza di stare al passo con i suoi più recenti lavori di disegnatore e di scrittore, che licenzia incessantemente dalla sua casa-studio con vista sul porto di Cesenatico.

L’esposizione La mostra bagnacavallese, prima grande rassegna antologica dedicata all’artista ligure da un museo pubblico, ripercorrerà le principali tappe del percorso artistico di Mantegazza, offrendo una vasta selezione di opere e documenti in grado di ricostruirne gli svariati volti. Nel percorso espositivo, composto da più di 250 disegni originali, dipinti, pupazzi, fotografie, filmati e documenti, non mancheranno le testimonianze della sua graffiante critica sociale e politica, del suo ruolo di animatore dei primi anni del cabaret milanese, nonché delle sue realizzazioni più note al grande pubblico, come il celebre signor Toto delle schede di approfondimento di Enzo Biagi o il pupazzo Dodò, protagonista del programma Rai per bambini L’Albero Azzurro.

Attachment 2019 04 20T170605.553Durante il periodo di apertura della mostra, nel chiostro del museo si svolgeranno diversi eventi speciali, che porteranno a Bagnacavallo personaggi del mondo del teatro per ragazzi e della televisione che hanno accompagnato Mantegazza nel corso della sua carriera, come Claudio Madia e Claudio Cavalli della trasmissione L’Albero Azzurro. Inoltre uno spettacolo del noto comico di Zelig Flavio Oreglio racconterà l’incredibile storia del cabaret, di cui Tinin Mantegazza fu uno degli animatori nella Milano degli anni Sessanta.

La mostra Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente sarà visitabile fino a domenica 7 luglio nei seguenti orari: martedì e mercoledì 15-18; giovedì 10-12 e 15-18; venerdì, sabato e domenica 10-12 e 15-19.

L’ingresso è gratuito.

Conducenti ubriachi: tasso alcolemico quattro volte superiore al consentito

Uno in auto, l’altro in scooter. E in centro un pedone che aveva alzato il gomito infastidiva i passanti e ha insultato i poliziotti

PM Bassa RomagnaCompletamente ubriaco alla guida, tanto da non riuscire a camminare quando la polizia lo ha fermato e fatto uscire dall’auto. Un 48enne è stato sorpreso dalla polizia municipale alla guida: aveva un tasso alcolemico pari a 2,22. Gli agenti erano stati insospettiti dalle brusche manovre che questo stava compiendo, a bordo della sua Alfa Romeo, in una piazzola di sosta. In centro storico, nella notte tra sabato e domenica, il conducente di un motociclo è stato fermato perché percorreva via Guaccimanni contromano e senza casco. Aveva un tasso alcolemico di 2,16. Il veicolo, di sua proprietà, è stato sequestrato ai fini di confisca. Il trasgressore, denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e veniva immediatamente ritirata la patente e sanzionato per gli illeciti amministrativi al codice della strada.

Sempre nel pomeriggio di venerdì questa volta in città, e, più precisamente in Via Diaz  gli agenti sono intervenuti per un altro ubriaco. Questa volta non era in auto ma a piedi: un 54enne infastidiva i passanti e si è rifiutato di declinare le proprie generalità e ha offeso la Municipale con frasi del tipo”siete dei buffoni”, “sbirri di m…”.  Il cittadino è stato denunciato per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, oltraggio a pubblico ufficiale r  sanzionato per ubriachezza.

 

Sicurezza e carenza di personale: proclamato lo stato di agitazione in Start Romagna

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna): «La situazione del trasporto pubblico è tragica». Contestata anche la mancata presentazione del progetto di produttività del reparto traghetto

Autobus RavennaLa Filt Cgil ha proclamato lo stato di agitazione per Start Romagna del bacino di Ravenna. Il sindacato contesta alcune richieste inevase, in particolare riguardo alla sicurezza del viaggio e delle fermate e alla “cronica carenza di personale in diversi settori aziendali”. Il sindacato contesta poi le ricadute della situazione sull’applicazione “dell’accordo ferie/riposi” a causa della mancanza di personale. Infine si sottolinea la “mancata presentazione del progetto di produttività del reparto traghetto”.

Alvaro Ancisi (LpRa) sottolinea «la tragica radicata condizione del servizio pubblico di trasporto su autobus» che diverse volte è stata portata all’attenzione della giunta da parte della lista civica “Per Ravenna”.  Lo stato di agitazione «è stato notificato anche al sindaco di Ravenna. Non a caso, in quanto il sindaco Michele de Pascale è maggiore azionista, tramite le partecipazioni del Comune di Ravenna, di Start Romagna, nel cui consiglio siede Federica Moschini, presidente del suo partito nel consiglio territoriale di Roncalceci; mentre in Amr è politicamente rappresentato dai due vertici di governo, nelle persone del presidente dell’assemblea Roberto Fagnani, suo assessore, e dell’amministratore delegato Guido Guerrieri, assessore di Ravenna fino al 2016».

Conclude Ancisi: «Considerando che de Pascale è anche presidente della Provincia di Ravenna e deducendosene dunque che ricadono su di lui le responsabilità politiche sul servizio pubblico di trasporto bus dell’intero bacino provinciale ravennate, si giustifica che lo interroghi con urgenza su come intende affrontare, con obiettivi e modalità risolutivi, lo stato di agitazione di tutto il personale di Start Romagna addetto a tale bacino».

Giovane arrestato con mezzo chilo di eroina, cerca di fuggire mordendo gli agenti

In tasca aveva 335 euro. Alla vista della polizia ha tentato subito la fuga ma è stato preso dopo poche centinaia di metri

Droga SequestrataUn 26enne è stato arrestato dalla polizia che lo ha trovato in possesso di mezzo chilogrammo di eroina. Il giovane è stato intercettato in via Atalarico e quando ha visto la polizia ha gettato un giubbotto di colore scuro all’interno del vano sotto  la sella del motociclo ed è fuggito nel cortile della vicina casa di Cura San Francesco. A quel punto è scattato l’inseguimento e il 26enne è stato raggiunto in via Amalasunta. Ne è scaturita una colluttazione nel corso della quale il giovane ha dato persino morsi ai poliziotti nel tentativo di divincolarsi. A dare manforte i colleghi è arrivata una seconda volante.

Il ragazzo, dopo essere stato ammanettato, è stato perquisito dai poliziotti che hanno rinvenuto la somma di 335 euro, le chiavi dello scooter e un telefono cellulare che squillava insistentemente; il controllo del veicolo ha poco dopo permesso di rinvenire, all’interno del giubbotto – che si trovava nel vano sottosella – una busta in plastica di colore bianco contenente un involucro voluminoso, con all’interno della sostanza solida dalle caratteristiche dell’eroina. Identificato tramite le impronte digitali, è risultato essere un tunisino  clandestino e in Italia senza fissa dimora, pregiudicato per reati contro il patrimonio, gli stupefacenti e la pubblica amministrazione.  Nello scooter c’erano 515 grammi di eroina. L’arresto è scattato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza  e immigrazione clandestina e trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida dell’arresto. Dovrà rispondere anche di lesioni personali.

Incidente a Pinarella, muore una ragazza di 29 anni. Arrestato conducente ubriaco

Il ragazzo  è risultato positivo all’alcol test. Non avrebbe rispettato lo stop provocando lo schianto mortale. La vittima è l’aretina Giovanna Santorelli

RAVENNA 20/04/2019. INCIDENTE MORTALE A PINARELLA

Una ragazza di 29 anni, Giovanna Santorelli, di Arezzo, è morta in un incidente stradale avvenuto poco prima delle 6 a Pinarella di Cervia. La giovane era a bordo di un’auto insieme ad altre due persone che si è scontrata con un altro mezzo, guidato da un ragazzo che non si sarebbe fermato allo stop,  all’incrocio tra le vie del Tritone e Pinarella. La 29enne – che era sul sedile posteriore – è stata sbalzata fuori dall’auto ed è morta sul colpo. Il ragazzo che guidava l’altra auto è risultato positivo all’alcol test ed è stato arrestato dai carabinieri. Portati all’ospedale la donna che era nell’auto con una giovane, una cinquantenne, e l’altro occupante dell’auto, anch’esso 29enne. Le ferite più serie sono state riportate dalla cinquantenne.

 

 

 

 

Il Ravenna sfida al “Benelli” il Vicenza con l’obiettivo di andare più in alto

Calcio C / Oggi, sabato 20 aprile, i giallorossi alle 18.30 ospitano i biancorossi veneti in un match molto importante in chiave playoff. Foschi: «Dobbiamo provare a fare il massimo per conquistare la miglior posizione possibile»

Galuppini Pordenone
L’attaccante giallorosso Francesco Galuppini

Obiettivo migliorare il settimo posto: è questo il nuovo traguardo che si dà il Ravenna nelle ultime tre giornate di stagione regolare, a iniziare da oggi, sabato 20 aprile, quando al “Benelli” (inizio ore 18.30, arbitro Gariglio di Pinerolo) si presenterà il Vicenza. Il brillante cammino della squadra di Foschi è infatti caratterizzato dal costante cambio di obiettivo: se prima si cercava la salvezza anticipata, poi i playoff, ora che anche la matematica garantisce la post season si cerca di conquistare la miglior posizione finale possibile. Settimi a quota 53 punti, i giallorossi sono a sole due lunghezze dalla quinta posizione occupata dal Sudtirol e a quattro dall’Imolese, avversario sempre al “Benelli” nell’ultimo turno di campionato: più si piazzerà in alto al termine del torneo, migliore sarà il posizionamento nella griglia playoff.

Tra questo obiettivo e il Ravenna il primo ostacolo da superare è rappresentato dal Lanerossi di Renzo Rosso: la squadra vicentina, legata ai colori giallorossi da una storica amicizia tra le due tifoserie, dopo la scorsa stagione conclusa con il fallimento è ripartita grazie all’intervento di “mister Diesel”, ex patron del Bassano, che ha rilevato la proprietà e fuso le due società. Una fusione che si rispecchia nell’organico che vede, infatti, un’ossatura formata da giocatori ex Virtus e rinforzato in estate dagli inserimenti di alcuni elementi di lusso per la categoria come, per esempio, Giacomelli, Curcio e Mantovani. Una rosa dal nobilissimo DNA costruita per un campionato di vertice, con ambizioni di promozione, risultati che però hanno stentato ad arrivare. Questo andamento altalenante ha causato da un lato il subentro temporaneo in panchina di Michele Serena, il cui impatto non è stato sufficiente a rialzare le sorti della squadra e ha riportato in sella Colella, dall’altro l’inserimento di ulteriori rinforzi nel mercato di gennaio come Guerra, capocannoniere della passata stagione, o Cinelli, con più di 140 presenze in B. In questo momento la squadra veneta occupa la nona posizione con vista playoff, ma deve guardarsi alle spalle dal trittico a quota 40 che vorrebbero negargli questa gioia: Giana Erminio, Vis Pesaro e Gubbio.

La partita è di sicuro particolare per Tommy Maistrello, al Ravenna nella scorsa stagione, e soprattutto per il capitano giallorosso Tommaso Lelj, vicentino doc e tifoso del “Lane”, che tra l’altro ha deciso il match di andata con un gol spettacolare. L’approccio alla gara vede il tecnico Luciano Foschi dover rinunciare a Eleuteri e Jidayi, fermi per squalifica, mentre Bresciani e Barzaghi sono in dubbio. Dal canto suo il tecnico biancorosso Colella farà conto con le assenze di Cinelli per squalifica e Zarpellon. «Il Vicenza è una squadra che non è stata costruita per avere nove punti in meno del Ravenna, ma per ben altri obiettivi. Ora il campionato dice questo, ma ci vuole rispetto per il blasone e anche per una formazione che sicuramente ai playoff darà filo da torcere a qualsiasi avversario. A Verona abbiamo fatto un brutto secondo tempo, abbiamo concesso occasioni su palle perse da noi e a livello mentale siamo andati male per mezzora, poi siamo rientrati in partita e abbiamo fatto bene negli ultimi minuti. Ci sta che i ragazzi possano pensare alla partita dei playoff che ci siamo guadagnati, ma il nostro obiettivo, al di là delle motivazioni che in una gara come questa non possono mancare, deve essere quello di mantenere la nostra posizione, che ci garantirà di disputare in casa il primo match. Non so se riusciremo a scavalcare chi ci precede, ma dobbiamo provare a fare il massimo per arrivare più in alto possibile».

Riaprono le terme di Cervia: «Valgono il 10 percento dei pernottamenti del comune»

L’acqua arriva direttamente dalle saline. Il direttore: «La novità è una piscina più salata del Mar Morto»

Terme CerviaDopo la pausa invernale riaprono il 20 aprile le Terme di Cervia, stabilimento con oltre sessant’anni di storia, tra piscine, idromassaggi, terrazze, massaggi e trattamenti sanitari ma anche estetici.

ALDO F (1)
Aldo Ferruzzi

Ne abbiamo parlato con il vicepresidente di Federterme, Aldo Ferruzzi, che ne è direttore dal lontano 1991. «Il nostro obiettivo è quello di caratterizzare questa destinazione turistica sempre più con il suo territorio. E quindi lavorare sul sale, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche per la salute e il benessere». La caratteristica che identifica infatti lo stabilimento cervese è l’utilizzo di acque “madri”, ossia quelle che hanno generato il sale nelle vicine saline, trasportate grazie a un sistema di pompaggio alle terme, dove vengono utilizzate per cure inalatorie e bagni.

La principale novità di questo 2019 è legata proprio alla salinità dell’acqua: la piscina termale coperta è stata infatti completamente rinnovata creando tre ambienti, con profondità diverse, tra cui una vasca in cui la concentrazione di sali disciolti «è superiore a quella del Mar Morto, fino a circa dieci volte più del mare». Qui non ci si immerge ma si galleggia in sospensione, «condizione eccellente per la postura e le patologie reumatiche e ortopediche», dicono dalle Terme.

Altra novità è il “reparto” di dermatologia, con cure riconosciute dal Sistema Sanitario Nazionale per problemi dermatologici come psoriasi e dermatite atopica, anche attraverso l’utilizzo dell’altro ingrediente caratterizzante, i fanghi (il limo nero), provenienti sempre dalle saline, prelevati solo dopo che sono rimasti un anno coperti da acque salatissime. «Questo fango – spiega il direttore – si può applicare in strati sottili sulla pelle e può essere poi esposto al sole, nelle nostre terrazze, dove poi sono presenti altre vasche di acqua salata per un percorso che fa molto bene per le patologie reumatiche, post-operatorie, della pelle, le infiammazioni…».

Piscina Termale 1 Terme Di Cervia

Le Terme di Cervia registrano – ci dice Ferruzzi – circa 30mila utenti ogni anno, un numero sostanzialmente stabile da tempo, che non ha subìto gli effetti della crisi, anche se lontano dai numeri degli anni settanta, quando ancora era previsto dallo Stato un congedo straordinario per usufruire delle cure termali. «Complessivamente, considerando gli accompagnatori e una permanenza media piuttosto lunga – assicura Ferruzzi – le terme garantiscono circa il 10 percento delle presenze turistiche di Cervia, oltretutto molte in periodi di bassa stagione, visto che lavoriamo tanto soprattutto in giugno e dopo Ferragosto». Circa l’80 percento degli utenti pernotta in zona mentre il 70 percento si avvicina alle terme di Cervia per motivi curativi – ci rivela ancora il direttore, sottolineando anche come l’età media si stia abbassando –, in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale oppure in autonomia, e poi scopre la parte benessere o viceversa: «Sono tanti infatti anche quelli che vengono alle terme per svago e poi tornano per fare pure i trattamenti. Anche perché – chiosa Ferruzzi – è difficile forse dire “cosa fanno” le terme, ma in tanti ci lasciano testimonianze su quello che succede se non le fai: non fanno ammalare d’inverno, per esempio, ci raccontano molte famiglie, come una sorta di vaccino naturale…».

A pieno regime lavorano alle terme di Cervia (che fatturano grossomodo 5 milioni di euro l’anno) circa 120 persone, compresi i contratti stagionali e i medici da liberi professionisti. «In alcune giornate girano all’interno della struttura anche 2.500 utenti, senza contare gli accompagnatori», sottolinea Ferruzzi. «Continuiamo a investire per offrire sempre più servizi – conclude il direttore –: negli ultimi anni abbiamo la riabilitazione, nuovi cicli, la terrazza del sale dove è possibile stendersi al sole, ricoperti di sale, con effetto detossinante, drenante e antidolorifico… In generale poi la struttura ha bisogno di continui interventi di “micro-chirurgia” per mantenerne intatto il fascino».

La gestione della piscina comunale passa alla coop che cura l’accoglienza profughi

Accordo di sub-concessione tra la Gym Tonic che aveva comunicato la risoluzione anticipata e la N.A. cooperativa sociale

PiscinaA meno di due mesi dall’apertura stagionale cambia il gestore della piscina comunale di Casola Valsenio. La N. A. coop sociale, che a Casola gestisce da anni l’accoglienza dei richiedenti asilo e protezione internazionale nell’albergo Corona, ha definito un accordo di sub-concessione con la Gym Tonic. Il Comune di Casola Valsenio, attraverso il servizio Sport dell’Unione dei Comuni, dopo aver fatto le necessarie verifiche, ha concesso il nulla osta visto anche l’avvicinarsi della stagione estiva. Il nuovo gestore, appena sarà nelle facoltà, potrà aprire l’impianto sportivo e il locale commerciale annesso fino al termine della concessione del 31 dicembre 2019 ossia fino all’individuazione del nuovo gestore tramite bando pubblico.

L’amministrazione comunale con una nota inviata alla stampa esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto: «Sono stati mesi intesi di contatti e trattative, da dicembre scorso, quando ricevemmo la richiesta di risoluzione anticipata del contratto da parte di Gymn Tonic. Abbiamo attivato tutti i canali possibili per non perdere l’apertura estiva della piscina. Ringrazio la N. A. per aver creduto in questo progetto che intende portare avanti sia come servizio ricreativo alla cittadinanza sia come ampliamento dell’offerta formativa per i richiedenti asilo. Si tratta di una grande opportunità per Casola Valsenio perché possiamo mantenere i nostri servizi e, allo stesso tempo, fare la nostra parte per migliorare ancora l’integrazione e il nostro senso civico cittadino. Sono contento di poter lasciare alla nuova amministrazione tutti i servizi in funzione così da potersi concentrare fin da giugno nel nuovo bando per l’assegnazione futura dell’impianto».

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