Basket A2 / Domani, domenica 30 dicembre, i ravennati affrontano in terra emiliana i biancorossi della Bakery. Mazzon: «Sarà necessario essere altruisti e far girare molto la palla»
Un time out del tecnico dell’OraSì Andrea Mazzon
Viaggia ancora l’OraSì, per cercare di chiudere nel modo migliore il 2018. Domani, domenica 30 dicembre, alle ore 18 la squadra di Mazzon sarà infatti di scena a Piacenza contro la Bakery, formazione che viaggia nelle zone basse della classifica ma che è lo stesso molto insidiosa grazie a giocatori come Voskull, Green e Crosariol. Ne sa qualcosa la capolista Fortitudo, che proprio sul campo della Bakery ha rimediato l’unica sconfitta finora del proprio campionato. All’OraSì si chiede un rendimento all’altezza di quello espresso nei primi tre quarti di Treviso per tornare alla vittoria in questa non semplice occasione.
L’OraSì si presenterà a Piacenza al completo, con una rappresentanza dei Leoni Bizantini come sempre al seguito. Ecco la presentazione del match del coach Andrea Mazzon: «Siamo attesi dall’ennesima trasferta di un girone di andata che ci vede giocare otto delle prime quattordici gare fuori casa. Ci siamo allenati tutti i giorni, inclusi Natale e Santo Stefano, per trovare comunque una condizione ideale in vista di questa gara impegnativa. Non è un momento troppo fortunato per quanto riguarda le cose che proviamo in allenamento e poi esprimiamo in gara, ma si tratta di esperienze che torneranno utili senza dubbio nella seconda parte del campionato. Andiamo a giocare a Piacenza contro uno dei migliori tiratori da tre del campionato, Voskull, e giocatori del calibro di Green e Crosariol. Ma in questo campionato, ormai è chiaro, non esistono partite facili. I nostri tiratori debbono continuare ad avere fiducia nel loro tiro, importante però è la qualità dei tiri che stanno prendendo, continuando così nel girone di ritorno ci toglieremo delle soddisfazioni al ritorno. Sarà fondamentale continuare a interpretare il gioco, essendo altruisti e facendo girare molto la palla».
In occasione di questa gara la Bakery organizza la “Giornata biancorossa”. I biglietti saranno in vendita a 5 euro nei settori Gradinata Bakery, Tribuna Rossa, Gradinata Rossa. Diretta LNP TV, in video streaming sul web su abbonamento (accesso da www.legapallacanestro.com),
Nella zona sud-est dell’abitato. L’ultimo lotto delle opere è previsto in estate
È in corso di ultimazione il secondo lotto di lavori per la protezione dal rischio idraulico e la laminazione della zona sud-est dell’abitato di Bagnacavallo, caratterizzata da una ridotta capacità di scolo delle acque meteoriche che comporta situazioni di criticità nel caso di precipitazioni intense.
Dopo il primo lotto, con il quale nei mesi scorsi era stata completata la laminazione dell’area urbana delle vie Redino e Bandiera, le nuove opere – progettate dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale – prevedono la laminazione dello scolo Redino all’interno del bacino individuato, allo scopo di migliorare l’assetto idraulico dell’intera area sud-est di Bagnacavallo. L’area sarà destinata a parco pubblico.
«Le casse di laminazione funzionano infatti come struttura idraulica solo in caso di eventi meteorici eccezionali – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Simone Venieri – tipicamente una o due volte l’anno. Data la vicinanza all’area urbana e la costante esigenza di ogni centro abitato di ampliare le aree verdi attrezzate fruibili dalla cittadinanza, la destinazione a parco pubblico è senz’altro la soluzione ideale».
Per quanto riguarda le opere in corso, si è proceduto alla demolizione dell’argine che divideva l’area acquisita lo scorso anno dal Comune, collegata allo scolmatore di via Bandiera, dall’area di laminazione esistente a servizio dell’urbanizzazione denominata “Tiberio”, già di proprietà comunale. I terreni risultanti da tale demolizione sono stati usati principalmente per creare le scarpate su cui, con separato intervento, sarà realizzato l’Anfiteatro dello Sport all’interno del progetto “Al.Ba.Co. in bici – il percorso del benessere”, che prevede anche una piccola area per lo skateboarding e una struttura per la ginnastica a corpo libero.
Si sta procedendo infine a una generale livellazione dell’area per convogliare le acque nel modo più efficiente in caso di eventi meteorici significativi.
Eseguiti dalla ditta Consar di Ravenna, i lavori del secondo lotto sono in fase di ultimazione. L’importo è di circa 45mila euro.
L’ultimo lotto delle opere, previsto per la prossima estate, prevede la realizzazione dei manufatti di collegamento con lo scolo Redino per dare piena funzionalità idraulica all’area. L’importo previsto è di 150mila euro.
Estesi gli incentivi della Regione per veicoli a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico
Altri 3 anni di contributi per i cittadini emiliano-romagnoli che acquisteranno nel 2019 un’auto ad alimentazione ibrida, a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico.
La Giunta regionale ha infatti esteso gli incentivi all’acquisto di veicoli ecologici (auto ibride benzina-elettrica, ad alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno) anche per i mezzi che saranno immatricolati nel prossimo anno. Si tratta di un contributo annuo fino a un massimo di 191 euro, erogato per un triennio, pari al valore del bollo di un’auto di media cilindrata. Le richieste potranno essere inoltrate dal 15 gennaio.
Nei primi due anni di applicazione, sono state 5.780 le richieste di contributo presentate per auto immatricolate nel 2017 e nel 2018.
Come ottenere il contributo
Non si tratta di un’esenzione del bollo auto ma di un contributo triennale equivalente: quindi gli intestatari dell’auto, che poi riceveranno il beneficio, dovranno comunque pagare il bollo auto e la Regione verserà loro il relativo ammontare, fino appunto a 191 euro.
In particolare, i cittadini residenti in Emilia-Romagna che immatricoleranno un’automobile nel corso del 2019 potranno chiedere il contributo con una domanda online, dalle ore 10 di martedì 15 gennaio, fino alle 12 del 31 dicembre attraverso la piattaforma web: http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi/bandi-2018/bando_bollo/.
Per accedere al sistema occorre precedentemente registrarsi con Federa (http://federazione.lepida.it/registrati) oppure con Spid, il sistema pubblico di identità digitale (https://www.spid.gov.it/), o con Smartcard. Nella domanda si dovranno inserire i propri dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie sulle quale ricevere poi l’importo dovuto: ogni anno la Regione provvederà in automatico all’accredito.
Contributi del Comune di Ravenna per lo sci nautico e gli spogliatoi di via del Marchesato
Il lago Ghiarine
La giunta del Comune di Ravenna ha approvato nei giorni scorsi, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Sport, Roberto Fagnani, due progetti relativi a interventi in due impianti sportivi comunali: quello per lo sci nautico in via Romea sud 566, vicino al lago Ghiarine e quello relativo all’ ampliamento degli spogliatoi nel centro “Terzo Sirotti”, in via Del Marchesato 1 a Marina di Ravenna.
Nel primo caso si tratta di realizzare una recinzione e la costruzione di un alloggio amovibile per il custode. La recinzione sarà installata in modo da lasciare uno spazio di almeno 15 cm di altezza tra il terreno e la rete, “per consentire il passaggio di microfauna e piccoli mammiferi”.
Per l’esecuzione dei lavori la società gestrice dell’impianto, l’associazione sportiva dilettantistica KLI Sci nautico, otterrà un finanziamento comunale di 9 mila euro.
Nel secondo intervento sono previsti l’ampliamento degli spogliatoi attraverso la costruzione di un nuovo fabbricato dotato di servizi igienici sia per gli atleti sia per il pubblico, la realizzazione di impianti tecnologici, l’adeguamento di quelli esistenti e la realizzazione di un impianto solare termico.
Per l’esecuzione dei lavori la società gestrice, associazione sportiva dilettantistica Chiefs, otterrà un finanziamento da parte del Comune di 39mila500 euro.
Appuntamento clou a Capodanno con Cheryl Porter. In programma anche un concerto al bagno Oasi di Marina di Ravenna
La piazza di Ravenna in occasione del primo concerto della rassegna di Spiagge Soul, venerdì 28 dicembre
Tanta gente in piazza del Popolo venerdì sera, 28 dicembre, per il primo appuntamento di “Christmas Soul”, la nuova iniziativa dell’assessorato al Turismo del Comune di Ravenna con la direzione artistica di Spiagge Soul e la collaborazione di Fondazione Ravenna Manifestazioni.
Il primo concerto della rassegna, venerdì 28 dicembre, in una foto postata su Facebook dall’assessore Giacomo Costantini
La rassegna musicale di Capodanno dedicata al gospel prosegue oggi, sabato 29 dicembre, alle 18 in piazza del Popolo con i Soul & Blues Connection, band italiana che proporrà un viaggio attraverso i più grandi successi della musica nera, accompagnata dalle voci di Deviana P. e Yelena Baker.
L’evento di punta sarà poi quello di martedì 31 in Piazza del Popolo (dalle 23): per dare il benvenuto al 2019 in musica arriva una stella internazionale del genere, Cheryl Porter, che guida gli Hallelujah Gospel Singers in un viaggio nei classici della tradizione religiosa afro-americana, un carico di gioia e speranza che si adatta perfettamente al brindisi di mezzanotte.
Il 1° gennaio invece, al Teatro Alighieri (dalle 11.30, con entrata libera fino a esaurimento posti) aprono il 2019 i The Anointed Believers, formazione americana di sette elementi che arriva in città dopo aver portato in tutto il mondo i loro spettacoli.
Ma c’è spazio anche per uno degli eventi “off” della rassegna, domenica 30 dicembre all’Oasi Beach di Marina di Ravenna la cantante romagnola Lisa Manara con “L’urlo dell’africanità” (alle 12, con tanto di possibilità di brunch, consigliata la prenotazione).
I numeri di ottobre confermano il trend della stagione 2018, tra luci e ombre
Con i dati Istat di ottobre l’Emilia-Romagna in una nota inviata alla stampa celebre i risultati da record ottenuti a livello regionale. Luci e ombre, invece, in provincia di Ravenna, che complessivamente tiene rispetto all’ottimo 2017, registrando quasi un milione e mezzo di turisti (-0,4 percento) e quasi sei milioni e mezzo di pernottamenti (-0,6 percento).
Andando ad analizzare le performance dei comuni (turisticamente) più importanti, va sottolineato il boom di Faenza con oltre 52mila turisti registrati nel 2018, in crescita del 5,4 percento rispetto al 2017, e 132mila pernottamenti, in crescita addirittura del 9,4 percento (con quelli di ospiti stranieri che sono circa 37mila, in aumento del 10 percento).
Ottimi numeri, quelli di Faenza, ma naturalmente neppure paragonabili in termini assoluti con quelli dei due comuni principali. Cervia chiude infatti i primi dieci mesi del 2018 con circa 3,5 milioni di pernottamenti (ben oltre il totale di quelli della provincia), in calo dello 0,7 percento rispetto al 2017 (un calo più accentuato se si considerano solo quelli di ospiti stranieri, circa 548mila) a fronte di un arrivo di 765mila turisti, leggermente in crescita rispetto all’anno precedente (+0,6 percento). A Cervia quindi più turisti, ma che hanno dormito in zona meno notti, rispetto al 2017.
Arriviamo quindi al comune capoluogo che al 31 ottobre perde oltre il 2 percento di turisti e l’1,5 percento dei pernottamenti rispetto all’anno precedente. Ma a Ravenna è necessario analizzare meglio i dati. Si scoprirà così che i lidi hanno registrato un’annata di forte crisi ma che la città d’arte invece continua a segnare nuovi record, con 221.774 arrivi che rappresentano il miglior risultato di sempre, in leggera crescita (+1,1 percento) rispetto al già storico 2017. Nella città d’arte crescono anche i pernottamenti, a quota 436mila (+0,7 percento), con l’ottima performance di quelli di ospiti stranieri, quasi un terzo del totale e in crescita del 2,5 percento rispetto al 2017. Da segnalare anche la tendenza sempre più consolidata che nella città d’arte favorisce le strutture extra-alberghiere (in crescita del 10 percento), a discapito degli hotel tradizionali che nonostante l’ottima performance generale del centro registrano un calo di presenze di oltre il 3 percento.
Infine, arriviamo al tasto dolente dei lidi ravennati, che nei primi dieci mesi del 2018 perdono il 2 percento dei pernottamenti rispetto all’anno precedente (assestandosi attorno a quota 2,2 milioni) e oltre il 4 percento di turisti (in totale nei primi dieci mesi dell’anno 358mila circa, di cui 81mila stranieri, questi in calo del 5 percento).
Organizza l’archidiocesi. Si parte il 31 dicembre alle 15 da piazza del Popolo
Il 31 dicembre alle 15 si svolgerà la quinta edizione della Marcia per la Pace di Ravenna (52esima a livello nazionale). L’appuntamento è promosso dall’ Archidiocesi di Ravenna-Cervia, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di numerosissime realtà.
Il tema di quest’anno è “La buona politica è al servizio della Pace” e vuole invitare a “rimanere uniti al di là di ogni credo religioso, colore della pelle, provenienza e appartenenza politica”.
L’avvio e prima tappa della marcia sarà Piazza del Popolo dalle 15, si proseguirà poi in via Diaz per raggiungere la seconda tappa: il Liceo Classico Dante Alighieri. La marcia proseguirà poi per via Angelo Mariani, via Dante Alighieri e piazza San Francesco (terza tappa) e poi ancora in piazza Caduti, via Arnaldo Guerrini, piazza Kennedy, via Garatoni fino alla quarta tappa, la sede della Caritas Diocesana di piazza Duomo 13. La quinta tappa sarà la casa circondariale di via Port’Aurea. A ogni tappa ci sarà una breve sosta per riflettere pochi minuti e lasciare un messaggio di pace.
Il corteo sarà presieduto dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia monsignor Lorenzo Ghizzoni e dall’ assessore Massimo Cameliani, oltre ai rappresentanti di tutte le fedi religiose presenti a Ravenna, associazioni, movimenti e gruppi e dai rappresentati delle associazioni di categoria.
Basket B / Domani, domenica 30 dicembre (ore 18), i faentini sfidano in trasferta una Gimar in crescita. Petrucci: «Gara da affrontare con lo stesso atteggiamento visto con le big del girone»
L’ala della Rekico Marco Petrucci
Sarà il caldissimo PalaBione, tana della Gimar Lecco, il teatro dell’ultima gara del 2018 della Rekico. Un campo che ha regalato grandi soddisfazioni ai faentini (vittoria per 63-61 nella stagione 2016/17), ma anche delusioni (nello scorso campionato è arrivata una sconfitta per 52-72), da sempre uno dei più difficili da espugnare di tutto il girone. A questa insidiosa partita in programma domani, domenica 30 dicembre alle ore 18, i Raggisolaris si presenteranno con grandissime motivazioni e con l’intenzione di sfruttare al meglio le ultime due gare del girone d’andata per restare in vetta alla classifica al giro di boa del campionato. Come sempre la partita sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook ufficiale dei Raggisolaris.
«Avere raggiunto la Final Eight di Coppa Italia è un grande traguardo per noi giocatori e per la società – sottolinea l’ala Marco Petrucci, reduce dai 26 punti contro Crema, il suo massimo in serie B – e ci darà ancora più stimoli per chiudere alla grande il girone d’andata per poi concentrarci sulla seconda parte di stagione. Ritorneremo a pensare alla Final Eight soltanto a marzo, perché adesso dobbiamo concentrarci su Lecco, squadra con un ottimo potenziale che ha rialzato la testa dopo un avvio di stagione non positivo. Ora che ha trovato i giusti equilibri sta risalendo la classifica e dimostrando il valore di tutti i suoi giocatori. Dovremo fare molta attenzione a Cacace, ala con molti punti nelle mani, e alla fisicità di un gruppo che ha ottime individualità in ogni reparto. L’importante sarà affrontare questa partita con lo stesso atteggiamento che ci ha permesso di vincere in casa di avversarie molto forti».
Gli avversari La sfida tra Raggisolaris e Lecco è diventata ormai una classica della B. Nelle ultime due stagioni, sono state protagoniste di un avvincente testa a testa per raggiungere il quinto posto al termine della regular season, e in entrambi i casi a prevalere sono stati i faentini. Anche quest’anno la Gimar ha allestito un roster dalle grandi ambizioni e interamente rinnovato ad esclusione della guardia Cacace, faticando però a inizio stagione a trovare le vittorie. L’allenatore Antonio Paternoster ha poi trovato i migliori meccanismi, portando Lecco a una striscia di cinque successi consecutivi, terminata nell’ultima giornata a Vicenza. La Gimar ha un organico con tanta esperienza e qualità e soprattutto con molti tiratori pericolosi. Vecchie conoscenze di coach Friso sono il playmaker Teghini e il pivot Brunetti (10.2 punti), mentre il miglior marcatore è Marinello, guardia tesserata da poche settimane da Costa d’Orlando. Altro giocatore di grande impatto è Di Prampero e a completare il reparto esterni ci sono il confermato Cacace, la guardia Molteni e l’under Chinellato. Tanta qualità c’è anche nel reparto lunghi dove oltre a Brunetti ci sono l’ala Caceres e il pivot Rattalino. Gli altri under nel giro della prima squadra sono Ghirlandi, Galasso, Ratti, Lomasto e Favalessa.
A celebrarla il vescovo di Imola Tommaso Ghirelli, che in un’intervista al “Fatto” parla anche di crimini…
Fa discutere a Lugo la celebrazione, ieri sera (venerdì 28 dicembre), della messa “in memoria delle vittime dell’aborto, dell’eutanasia e della fecondazione artificiale”.
L’evento si tiene già da qualche anno nella collegiata di Lugo in occasione della liturgia dei Santi innocenti martiri. A organizzare è il Movimento per la Vita, con tanto di manifesti con citazione di madre Teresa di Calcutta: “L’aborto è il più grande nemico della pace perché se una madre può uccidere un figlio ciò significa che gli esseri umani hanno perso totalmente il rispetto per la vita e più facilmente possono uccidersi a vicenda”.
La messa è stata celebrata dal vescovo di Imola Tommaso Ghirelli che in un’intervista al Fatto Quotidiano aveva dichiarato: «L’aborto oggettivamente è un crimine poi che le singole persone siano responsabili, colpevoli e coscienti questa è un’altra cosa: la persona non si può giudicare. Anche l’eutanasia è una cancellazione della vita: è il segno di una persona che non è aiutata ad accettare la vita anche nelle sue sofferenze. Il rimedio non è sopprimere la vita ma curare e amare queste persone senza lasciarle abbandonate. Così come nella fecondazione artificiale dove ci sono tanti embrioni che vanno buttati via».
Ad appoggiare l’iniziativa, in una nota inviata alla stampa, il Popolo della Famiglia della provincia di Ravenna. «Vogliamo esprimere tutto il nostro appoggio e gratitudine – dichiara il vicepresidente del movimento fondato da Adinolfi, Marcello Faustino – per questa importantissima e preziosissima iniziativa del Movimento per la vita e i più sentiti ringraziamenti al vescovo Monsignor Ghirelli per questa celebrazione, oramai traduzione lughese».
Quando la Cassa concesse i chiostri francescani a un ente previdenziale e i membri del consiglio comunale si dimisero per protesta. La vendetta fu la sospensione del direttore della biblioteca, poi reintegrato dal ministro
Giancarlo Schizzerotto, direttore della biblioteca Classense dal 1965 al 1972
Il ’68 è spesso considerato un anno di passaggio, di discrimine tra passato e futuro, tra un passato che avvertendo prossima la fine cerca in tutti i modi di contrastarla e un futuro ancora confuso, pieno di spunti straordinari, ma ancora senza una direzione definita, in grado cioè di incanalare i cambiamenti e… mantenere sostanzialmente le cose come stanno. Almeno questo è quello che succedeva anche a Ravenna in quell’anno memorabile.
È l’anno in cui il centrosinistra a Palazzo Merlato (Dc, Pri, Psu), che ha miracolosamente governato per un anno con la metà dei seggi (13 repubblicani, 8 democristiani, 4 socialisti unificati), entra in crisi in febbraio quando il bilancio viene approvato col voto dell’unico consigliere liberale. Immediata la reazione del Psu che invita i suoi assessori a rassegnare le dimissioni ribadendo «il rifiuto sia di soluzioni frontiste che di allargamenti al Pli».
Per cui in luglio il Consiglio comunale viene dichiarato sciolto e viene nominato un Commissario prefettizio. I radicali proiettati come sempre verso il futuro, propongono una soluzione di sinistra: Psu, Psiup, Pri, Pci (come si vede sono i repubblicani l’ago della bilancia, indecisi da che parte stare; d’altra parte è stato sempre così in tutto il Novecento e oltre).
Anche l’arcivescovo Baldassarri si schiera dalla parte del futuro e in una domenica di marzo in Duomo sorprende i fedeli e scandalizza la sua conferenza episcopale, affermando che «la Chiesa non ha nulla da spartire con nessun partito» e si dichiara contro l’intervento militare in Vietnam.
Dalla parte del futuro che avanza scoppia l’occupazione del liceo Artistico che si allarga subito all’Iti e alle Magistrali. Si accoda per ultimo anche il Liceo Classico. Non si ha notizia invece dello Scientifico. Comunque cominciano a sfilare per le vie del centro migliaia di studenti contro la scuola borghese e l’autoritarismo, creando sconcerto tra le forze politiche, Pci compreso.
Anche sul piano internazionale il passato perde dei punti: Johnson annuncia il ritiro delle truppe americane dal Vietnam. Cosicchè si arriva alle elezioni politiche di maggio che premiano il Pci (+8,1%), e il Psiup (+5,61) mentre perdono Pri (- 4,30) Psi/Psdi (-6) e Dc (-2,6).
Le cose si mettono veramente bene per la sinistra che si prepara a vincere nelle prossime amministrative di novembre. Ma il passato a Ravenna, proprio perchè avverte prossima la fine, fa sentire ancora la sua persistente e oscura potenza.
L’8 di maggio in una riunione dell’Opera di Dante indetta dal Commissario, sono presenti il Provveditore agli studi e i membri del Consiglio: i professori E. Dirani, P. Orselli, M. Vinceri, P. Longanesi in rappresentanza di tutti i partiti e G. Schizzerotto, Direttore della Classense, in qualità di Capo Divisione Istruzione dell’Amministrazione comunale. Il Consiglio è stato convocato dal Commissario prefettizio per discutere la proposta della Cassa di Risparmio di affittare parte dei chiostri francescani a un ente previdenziale, l’Enpdep, per uso uffici. Unanime, il consiglio esprime un parere apertamente contrario alla proposta, in base al contratto stipulato nel 1950 fra Comune e Cassa che prevede «l’obbligo di ospitarvi il Museo Dantesco e l’Archivio di Stato e Notarile ed eventualmente qualche altro istituto consono al decoro della zona dantesca la quale impone il sacro rispetto e la venerazione gelosa dovuta alle spoglie del poeta».
Il Commissario prende atto del rifiuto, ma il presidente della Cassa gli fa capire subito chi è il padrone e lo obbliga a riconvocare i membri dell’Opera, minacciandolo di intentare causa al Comune. Presidente della Cassa a quel tempo è il ragionier Bruno Benini, fratello di Alieto, preside del Classico, altro campione di un passato che resiste con tutte le sue forze, noto per aver chiesto la giustificazione dei genitori agli allievi che non avevano aderito allo sciopero per “Trieste italiana” ed erano rimasti in classe. Nella seconda riunione, a distanza di una sola settimana dalla prima, i membri del consiglio visto che il loro parere era stato di fatto e clamorosamente dichiarato inutile, decidono di dimettersi tutti, denunciando l’intera vicenda alla pubblica opinione.
L’ironico manifesto dei Radicali sul caso dei chiostri francescani e della Classense nel 1968
Insorge “Italia Nostra” che denuncia la «grossolana prepotenza e insensibilità, lo strapotere oscuro» (massonico?) della Cassa sulle strutture democratiche della Repubblica «in disprezzo della cultura e della civiltà in nome degli affari». Una battaglia analoga “Italia Nostra” l’aveva già intrapresa qualche tempo prima denunciando i lavori della nuova sede in Largo Firenze che compromettevano gravemente uno dei chiostri francescani. In quell’occasione dopo l’ispezione del Consiglio superiore delle Belle Arti il cantiere venne chiuso e i lavori sospesi, ma dopo tre anni prevaleva inesorabile il potere del denaro e il cantiere veniva riaperto e un altro scempio si aggiungeva alla tormentata storia dell’urbanistica ravennate.
Nel frattempo l’Enpdep ha già preso possesso dei locali che gli sono stati affittati e il salone centrale del primo piano è stato già trasformato con orrendi muri provvisori. Ma l’arroganza del potere restava ancora inappagata: mancava la vendetta, la rivalsa sui reprobi che avevano osato contrapporsi.
Il 26 luglio la rappresaglia arriva inaspettata sul direttore Schizzerotto, l’elemento più debole dei membri del consiglio, in quanto dirigente comunale che per aver dato le dimissioni e trasgredito agli ordini del commissario/podestà viene sospeso dalle sue funzioni e dallo stipendio (una misura che di solito si abbatte contro chi commette reati previsti dal codice).
La sospensione risultava, oltre che ingiusta, anche tecnicamente infondata in quanto colpiva il dirigente comunale per un atto compiuto nella sua qualità di consigliere dell’opera di Dante che è un Ente morale autonomo e non una sezione del Comune.
Immediata la reazione dell’opposizione, del settimanale “Nuovo Ravennate” e del suo appassionato direttore Mario Battistini, di tutte le personalità culturali della città (Zaccherini, Di Salvo, Santacroce, Proli, Amadei, Longanesi, Spadoni, Caravita, Giacci, Giovanna Bosi Maramotti…) e delle forze politiche locali ad eccezione del liberali che ci tenevano a restare estranei alle «mobilitazioni chiassose della sinistra estrema».
Sui muri di Ravenna venne affisso firmato dai radicali uno spassoso manifesto in latino intitolato: “Se i commissari capissero il latino”.
La protesta ravennate contro la «faida podestarile» arrivò anche in Parlamento con l’interrogazione di Mario Li Vigni socialproletario, e gli interventi di Agide Samaritani e Arrigo Boldrini, comunisti, e Benigno Zaccagini, democristiano, per chiedere a vario titolo di reintegrare Schizzerotto, di intervenire contro l’affitto inopportuno e salvaguardare i luoghi danteschi. In piena estate, mentre la Cecoslovacchia veniva invasa dai carri armati sovietici per bloccarne la primavera, arrivò ai parlamentari ravennati il telegramma del Ministro degli Interni Restivo che reintegrava, dopo quattro mesi, Giancarlo Schizzerotto nelle funzioni e nello stipendio.
Ma i rapporti e le ferite tra Ravenna e il grande latinista e storico Giancarlo Schizzerotto non si ricucirono più del tutto, neppure dopo le elezioni di novembre e la conquista di Palazzo Merlato da parte delle sinistre, nè tantomeno dopo la sua elezione come indipendente nelle liste del Pci in consiglio provinciale.
Schizzerotto era nato nella provincia di Vicenza nel 1938, laureato in Lettere alla Normale di Pisa, aveva già tradotto in prosa le Georgiche di Virgilio quando nel 1965 vinse un concorso difficile e importante come quello di dirigere, dopo Manara Valgimigli, la Biblioteca Classense di Ravenna. Resterà a Ravenna sino al 1972, per passare a dirigere la biblioteca comunale di Mantova.
Forse per il suo carattere difficile e indipendente, per l’intransigenza e il rigore intellettuale che dagli studi trasferiva automaticamente nell’ambito dei rapporti umani e politici, era portato a diffidare della classe politica, perennemente critico nei suoi confronti sino al punto, pare, di presentare le sue dimissioni al sindaco Canosani su di un pezzo di carta igienica.
Muore nel 2012 a Viareggio e ci lascia importanti studi storici, letterari e d’arte tra i quali: Otto poemetti volgari sulla battaglia di Ravenna del 1512 (Ravenna, il Girasole), Le incisioni quattrocentesche della Classense (Ravenna, Zaccarini), Cultura e vita civile a Mantova fra ‘300 e ‘500 (Firenze, Olschki), Sberleffi di campanile, per una storia culturale delle scherno come elemento di identità nazionale (Firenze: Olschki, 2015).
L’autore di questo racconto, Saturno Carnoli Questa storia del ’68 ravennate è stata “rintracciata” e narrata dallo studioso Saturno Carnoli, anche artista, scrittore ed esperto di comunicazione, noto “agitatore culturale” cittadino. Sempre su quel periodo di grande fermento politico e culturale Carnoli ha curato in passato una raccolta commentata di manifesti, volantini e grafiche sessantottine apparse a Ravenna . Sempre sul tema e del clima di quell’epoca recentemente ha scritto, assieme allo storicoCesare Albertano, una sorta di romanzo-documento intitolato Inidoneità. Storia giudiziaria di un manifesto (edizioni Moderna).
Calcio C / Sabato 29 dicembre (ore 18.30), i giallorossi sfidano in casa i “lupi” umbri nel match che precede una lunga pausa. Foschi: «Dobbiamo essere concentrati in questa ultima sfida dell’anno»
Il portiere giallorosso Giacomo Venturi
Reduce dal buon pareggio di Imola che l’ha proiettato al secondo posto in classifica, il Ravenna inaugura, sabato 29 dicembre, il proprio girone di ritorno in casa al “Benelli” (inizio ore 18.30, arbitro Maria Marotta di Sapri) contro il Gubbio. Se da una parte i giallorossi, forti dei 30 punti conquistati, vorranno iniziare al meglio la seconda parte della stagione per continuare a veleggiare nei piani alti della classifica, dall’altra parte i “lupi” umbri sono in cerca di un risultato positivo per allontanarsi dalle zone pericolose, in cui si trovano con 18 punti. Dopo questo match il campionato si fermerà per una lunga pausa, con i bizantini che torneranno in campo sabato 19 gennaio nella trasferta contro il Sudtirol.
Il Gubbio dall’avvio di stagione ha cambiato il tecnico, con Giuseppe “Nanu” Galderisi subentrato a Sandreani dopo il k.o. contro il Renate. Per l’allenatore si tratta della seconda esperienza nella panchina rossoblù e nelle prime sei gare disputate sono stati sei i punti raccolti. La rosa vede come elementi di spicco la mezzapunta Casiraghi e il giovane attaccante Plescia, già autore di 3 gol, e l’esperta ala Casoli. Per una singolare coincidenza il match sarà disputato senza i due capitani: Lelj infatti è stato squalificato per due turni dal giudice sportivo per l’espulsione rimediata a Imola, e si aggiunge a Maleh tra le assenze della partita. Dalla parte degli eugubini è fermo invece Marchi per avere raggiunto la quinta ammonizione.
Dichiarazioni pre-gara Luciano Foschi (tecnico Ravenna): «Le partite adesso si assomigliano molto, sembra che tutti gli allenatori dicano le stesse cose, ma il campionato vive un equilibrio totale. Ci siamo resi conto di avere una identità e dobbiamo essere bravi a portarla avanti. Dipende tutto da noi, dobbiamo essere noi a fare la prestazione, a portare avanti il nostro credo. Quando siamo riusciti a farlo bene di solito siamo stati premiati con il risultato, ma la costante è che solo con la prestazione possiamo pensare di portare a casa il risultato. La partita contro la Virtus Verona deve averci insegnato qualcosa e dobbiamo essere concentrati in questa ultima sfida dell’anno».
Volley A2 femminile / In terra riminese le ravennati sono obbligate a fare bottino pieno per tenere viva la speranza qualificazione in Poule Promozione. Caliendo: «Contro le squadre forti abbiamo sempre dimostrato di giocarcela alla pari»
La grinta delle giocatrici della Conad
Domenica 30 dicembre, nell’ultima partita del 2018, la Conad scenderà in campo come se dovesse affrontare una finale. A San Giovanni in Marignano (inizio ore 17, arbitri Serafin e Ceccanato) le ravennati vanno infatti all’assalto delle padrone di casa riminesi della Omag con l’unico obiettivo di conquistare i tre punti in palio, per tenere accesa la speranza di qualificarsi alla Poule Promozione. A tre partite dalla fine, con sei lunghezze da recuperare sulle stesse marignanesi (che hanno però una gara in più da disputare) e soprattutto su un Sassuolo in difficoltà, la formazione di Caliendo non può più permettersi passi falsi e continuare sulla strada tracciata dal successo proprio sulle emiliane della Canovi. Reduci dalla sconfitta per 3-1 di Perugia, di fronte al proprio pubblico le avversarie ce la metteranno di sicuro tutta per riscattarsi e continuare a tenere il passo delle prime in classifica. Seguirà un lungo periodo di pausa per le biancorosse, che torneranno in campo il 20 gennaio, al PalaCosta, contro le salentine del Cutrofiano.
Alla vigilia di una sfida così importante il tecnico Nello Caliendo invita a stare con i piedi per terra: «Guardiamo a noi e guardiamo una partita per volta, senza fare calcoli. Ci siamo dati questo imperativo all’interno dello spogliatoio e la vogliamo vivere in questo modo. Siamo sicuramente contenti della vittoria contro Sassuolo, tuttavia siamo altrettanto consapevoli che domenica ci aspetta una partita durissima, contro una formazione molto forte. Giocheremo contro un’altra squadra che finora in casa le ha vinte tutte e già questo la dice lunga e fornisce tante indicazioni. Noi però viviamo alla giornata e guardiamo alla realtà. Contro le squadre forti abbiamo sempre dimostrato di giocarcela alla pari, pur ottenendo risultati non sempre positivi. Puntiamo allora alla prestazione e a portarci a San Giovanni in Marignano questo tipo di attenzione. Cercheremo così di concentrarci sull’obiettivo e di dare il massimo».
Le avversarie Guidato dal coach Stefano Saja, San Giovanni in Marignano è una squadra forte in tutti i reparti e anche le seconde linee sono più che valide. Quest’estate il roster è stato potenziato dagli arrivi della regista Bianca Mazzotti da Mondovì, del posto 4 statunitense Nicole Fairs, dell’opposto Costanza Manfredini e della centrale Giuditta Lualdi da Chieri, dell’altro opposto Martina Casprini da Parma e della banda Alessandra Guasti, vecchia conoscenza del pubblico romagnolo con le sue due stagioni a Forlì in A1 e A2. Tra le conferme c’è stata quella del libero Giulia Gibertini, anch’essa con trascorsi a Forlì in A2.
Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 26 punti; Barricalla CUS Torino e Delta Informatica Trentino 24; Omag S. Giov. in Marignano 23 e Canovi Coperture Nolo 2000 Sassuolo 23; Conad Olimpia Teodora Ravenna 17; Cuore Di Mamma Cutrofiano 14; Sorelle Ramonda Ipag Montecchio 12; Sigel Marsala 5 (Torino, S. Giov. in Marignano, Marsala, Trento e Cutrofiano una partita in meno).