venerdì
15 Maggio 2026

Nasce una piattaforma web per il dialogo tra chat di quartiere e polizia municipale

Da gennaio al via il progetto Sicura Web: i referenti dei gruppi di vicinato che aderiscono potranno inserire in una rete riservata le segnalazioni ritenute più importanti, la centrale operativa vedrà tutto in tempo reale per valutare su quali fare approfondimenti

WhatsappA Ravenna il Comune chiama a raccolta il popolo delle chat di quartiere per trasformare quei telefonini in occhi e orecchie a servizio della polizia municipale per migliorare la sicurezza percepita. Da gennaio entrerà in funzione “Sicura Web”, una piattaforma accessibile via internet con computer, telefonino o tablet per consentire ai referenti dei gruppi nati sui social che aderiscono al progetto di convogliare verso la centrale operativa dei vigili urbani le segnalazioni ritenute più interessanti. Con una spesa complessivo di circa 15-20mila euro, la giunta ha affidato a una ditta informatica (Geographics) lo sviluppo di uno strumento che consente di strutturare le segnalazioni compilando campi fissi in modo che la mole di informazioni diventi anche un archivio al servizio delle analisi sulla sicurezza urbana.

In buona sostanza funzionerà così. Ogni gruppo di vicinato interessato a entrare nella rete (al momento sono quattro con diverse centinaia di cittadini coinvolti) dovrà scegliere al suo interno secondo propri criteri uno o più referenti. Potranno essere solo persone che abbiano gli stessi requisiti morali e penali richiesti per chi fa domanda di accesso ai concorsi pubblici. Solo a loro verranno date le credenziali di accesso alla piattaforma e saranno loro a dover valutare quali segnalazioni circolate nel gruppo che rappresentano (su Whatsapp, Facebook, Telegram…) vadano inoltrate alla polizia municipale. Con una chiara e rigida premessa: non è un servizio che sostituisce il 112. Per intenderci: il referente che assiste a un tentativo di furto di auto in strada deve chiamare il 112, il referente che nel suo gruppo legge di un’auto abbandonata in strada da giorni può inserire il dato nel sistema. Tutto in regime di volontariato.

Le segnalazioni sono raggruppate in sette macrocategorie: danni, furti, persone, rapine, schiamazzi, truffe, veicoli. Ognuna di queste ha delle specifiche. Ogni segnalazione va localizzata geograficamente andando a creare una mappa dell’insicurezza. Al persone della centrale operativa spetterà il compito di validare quelle segnalazioni ed eventualmente lavorarci con il proprio personale.

Il sistema è stato realizzato negli ultimi mesi e in queste settimane è in fase di test con 5 dei 50 referenti che oggi già collaborano con la polizia municipale senza piattaforme dedicate ma solo con chat Whatsapp. L’iniziativa è stata presentata dal vicesindaco Eugenio Fusignani e dal comandante Andrea Giacomini, entrambi concordi nella convinzione che dare un inquadramento strutturale alla spontaneità volontaria dei cittadini possa essere un vantaggio per il lavoro della polizia municipale e quindi per la cittadinanza.

Il tribunale ha ammesso la Cmc al concordato con riserva, nominati i commissari

Sessanta giorni per il piano che dovrà tirare fuori la cooperativa dalla crisi liquidatoria. Antonio Gaiani, Luca Mandrioli e Andrea Ferri vigileranno sulla cooperativa di via Trieste

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Il Tribunale di Ravenna ha ammesso la Cmc al concordato preventivo “con riserva”. Tre i commissari giudiziali assegnati alla cooperativa di via Trieste: Antonio Gaiani, Luca Mandrioli e Andrea Ferri. Ora la Cmc ha sessanta giorni per presentare il piano concordatario che dovrà tirare fuori l’azienda dalla crisi liquidatoria e rinegoziare i debiti con i creditori. Il cda continuerà a svolgere il suo ruolo per gli atti di ordinaria amministrazione mentre i commissari si occuperanno di quelli di straordinaria amministrazione. La crisi dell’azienda è esplosa a settembre, con il mancato incasso di alcuni crediti per grosse commesse che non le hanno permesso di onorare alcune obbligazioni.

Conad a Torino per uno scontro diretto fondamentale in ottica Poule promozione

Volley A2 femminile / Domani, sabato 8 dicembre (ore 17), le biancorosse sfidano le piemontesi del Barricalla in una gara che vale il quinto posto. Caliendo: «Sembra una missione impossibile, ma dobbiamo provarci»

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La “capitana” e schiacciatrice della Conad, Lucia Bacchi

Per la Conad è tempo di trasferta e quella di domani, sabato 8 dicembre a Torino (ore 17, arbitri Sabia e Papadopol), anticipo della seconda giornata di ritorno del Girone B di A2, oltre a essere molto impegnativa, sarà uno scontro dal sapore di spareggio. Ravenna e Torino, infatti, occupano la quinta posizione in classifica a pari merito, l’ultima utile per accedere alla Poule promozione, anche se la squadra piemontese può vantare un migliore quoziente set vinti, grazie alla partita in meno, dovuta al turno di riposo osservato domenica scorsa. Chi vincerà potrà portarsi a 15 punti andando a insidiare il quarto posto delle due formazioni che ne hanno 17: San Giovanni in Marignano, che riposa, e Sassuolo, in casa con Montecchio.

Il tecnico Caliendo e le sue ragazze sono determinati ad andare a Torino per muovere la classifica, ma non sarà facile perché si giocherà al PalaRuffini, dove il CUS Torino per ora è ancora imbattuto, anzi non ha mai perso un set: quattro gli incontri giocati (Cutrofiano, Marsala, Trento e Montecchio) e quattro volte il Barricalla è uscito vincente per 3-0. Una vittoria esterna, che per la Conad non sarebbe la prima dell’anno, porterebbe una ventata di ossigeno in più a Ravenna oltre che il sorpasso della diretta antagonista per il quinto posto. «Se guardiamo al loro trascorso in casa – spiega il tecnico Nello Caliendo – finora le piemontesi hanno sempre fatto bottino pieno. Andare a Torino per vincere potrebbe sembrare perciò una missione impossibile, ora però la nostra squadra è al completo e, come ho detto alle ragazze, dobbiamo guardare sempre al momento. Questa fase della stagione è importante e fare punti fuori casa in questa partita lo è ancora di più perché con Torino siamo a pari punti in classifica. Sappiamo che i nostri avversari hanno un bel gioco di squadra e che giocano con i laterali una palla molto veloce, forse la più veloce del nostro girone. Una cosa è certa, scenderemo su un campo ostico e per portare a casa punti bisognerà dare il 101 per cento».

Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 20 punti, Delta Informatica Trentino 18, Omag S. Giov. In Marignano 17, Canovi Coperture Nolo 2000 Sassuolo 17, Barricalla CUS Torino 12, Conad Olimpia Teodora Ravenna 12, Cuore Di Mamma Cutrofiano 11, Sorelle Ramonda Ipag Montecchio 8, Sigel Marsala 5 (CUS Torino una partita in meno).

Ravenna in terra friulana per tendere una “imboscata” alla capolista Pordenone

Calcio C / Domani, sabato 8 dicembre (ore 14.30), i giallorossi sfidano una squadra costruita per puntare al salto nei Cadetti. Foschi: «Vogliamo continuare a stupire, ma per questo sarà fondamentale il nostro atteggiamento»

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L’attaccante giallorosso Francesco Galuppini

La partita dell’”Immacolata” riserva un fascino particolare per il Ravenna, con la trasferta di domani, sabato 8 dicembre, al “Bottecchia” (inizio ore 14.30, arbitro Guida di Salerno) che rappresenta infatti il big match della giornata in quanto una eventuale vittoria permetterebbe ai giallorossi di agganciare temporaneamente i padroni di casa del Pordenone al comando della classifica.

Quella friulana è una squadra che da qualche anno vanta ambizioni di cadetteria e anche il lavoro del diesse Lovisa è andato in quest’ottica, a partire dalla scelta di un tecnico di esperienza e con importanti promozioni alle spalle come Attilio Tesser. Il rafforzamento della rosa non si è fermato allo staff e sono arrivati, infatti, uomini importanti che si vanno a inserire in un telaio ben congeniato per puntare alla promozione: Bindi, Gavazzi, Semenzato per citarne alcuni, ma anche in attacco ricordiamo sia Germinale, sia Candellone, entrambi a segno al “Benelli” nella scorsa stagione rispettivamente con le maglie di Fano e Sudtirol. L’anno scorso i “ramarri” conclusero un campionato con soli tre punti di vantaggio sul Ravenna, ma la stagione fu ricordata più per l’exploit in coppa Italia, interrotto solo ai rigori a “San Siro” contro l’Inter, risultato che paradossalmente frenò la rincorsa ai vertici della serie C. Rincorsa che quest’anno è ripresa a pieno ritmo, un ritmo che i giallorossi faranno di tutto per frenare.

Il Ravenna si presenta al Bottecchia con la rosa quasi al completo: l’unico assente è infatti Maleh, che si è fermato nell’ultimo allenamento per un infortunio muscolare al quadricipite femorale, la cui entità è in corso di valutazione. I neroverdi, dal canto loro, devono rinunciare a Savatore Burrai, già autore di 7 assist in campionato, ma fermo per squalifica. «Noi andiamo ad affrontare la prima in classifica – spiega il tecnico Luciano Foschi – una squadra costruita per vincere il campionato, per giocarcela e per vedere di portare a casa un risultato utile. Una cosa è però chiara: a Pordenone non andremo in gita, ma per confrontarci e cercare di fare punti importanti. Siamo ben contenti di questa classifica che ci siamo guadagnati sul campo senza avere regali da nessuno e noi vogliamo continuare a stupire. Per questo dico che molto dipenderà dal nostro atteggiamento e da quello che riusciremo a mettere in campo».

Solidarietà natalizia: Massa Lombarda destina risorse agli abeti bellunesi

Niente alberi ma solo luci e decorazioni per il piccolo comune che ha deciso di sostenere i territori colpiti dal maltempo

Albero solidale massa lombarda
Albero solidale massa lombarda

A Massa Lombarda quest’anno sarà un Natale solidale. L’Amministrazione comunale ha infatti deciso di non comprare abeti, ma di realizzare alberi natalizi addobbati con luci e decorazioni, riutilizzando delle bobine in legno. Gli alberi e le luminarie sono stati accesi giovedì 6 dicembre alla presenza del sindaco Daniele Bassi. «Quest’anno abbiamo deciso di destinare le risorse economiche previste per l’acquisto di abeti veri alla ripiantumazione di alberi nel Bellunese, devastato da un’alluvione che ha spazzato via milioni di alberi – spiega il sindaco-. Si tratta di un modo concreto per esprimere vicinanza a chi è stato così gravemente colpito dalla recente e tremenda ondata di maltempo. L’albero, che noi abbiamo affettuosamente rinominato Bobacchio, e le luminarie sono già accese nel centro storico e a Fruges, dove resteranno per tutto il periodo natalizio»

Questi speciali alberi di Natale sono stati sistemati in piazza Matteotti e a Fruges e sono stati assemblati dalla squadra tecnica del Comune con materiali di riciclo, bobine di legno avvolgi-cavo fornite dalla Gamie.Ad accompagnare l’atmosfera natalizia ci sarà anche il Villaggio di Natale che circonda l’albero montato in piazza Matteotti ed è ispirato a Bruno Munari. Le bimbe e i bimbi, guidati dall’atelierista della Scuola comunale d’Arte e Mestieri “Umberto Folli”, hanno infatti decorato, ispirandosi ai lavori di Munari, gli alberini di legno forniti da InMassa Associazione di Imprese, durante le lezioni del laboratorio “Il Pastello”. Dentro al Villaggio di Natale trovano spazio anche le sculture, sempre dedicate al Natale, di Renato Mancini. Il Villaggio di Natale è un’iniziativa del Comune di Massa Lombarda, in collaborazione con InMassa Associazione di Imprese, associazione culturale Arte.Na e Renato Mancini.

Passerella in Darsena: pubblicata la procedura per l’affidamento dell’appalto

Il bando scadrà l’11 gennaio. L’importo dell’appalto ammonta a 700 mila euro e sarà aggiudicato all’offerta economicamente più vantaggiosa

Immagine1È stata pubblicata sul sito del Comune la procedura per l’affidamento dei lavori della passeggiata lungo il canale relativa al progetto “Ravenna in Darsena, il mare in piazza”. Il bando scadrà alle 12,30 dell’11 gennaio 2019. L’importo dell’appalto ammonta a 700 mila euro e sarà aggiudicato all’offerta economicamente più vantaggiosa.

La passeggiata lungo canale sarà una passerella sopraelevata di 80 centimetri, della lunghezza, nel primo stralcio, di 280 metri e larga 5 metri e mezzo, lungo via D’Alaggio partendo dalla testata della Darsena. Sarà una struttura, accessibile a tutti, che segnerà un riappropriarsi del rapporto con l’acqua e un elemento di collegamento funzionale con tutte le attività che in parte già esistono, con quelle che si potranno sviluppare a breve. In particolare con le iniziative cosiddette “temporanee” e con quelle previste nel Poc della Darsena in affaccio sul Candiano. Sono previsti spazi di sosta, sedute che si alternano a gradoni, rampe e scalinate. Sarà ornata da fioriere e alberature e dotata di pubblica illuminazione e portabiciclette. La pavimentazione sarà in legno, come i rivestimenti delle sedute. Tra gli allestimenti ci sono quattro scalinate, otto luoghi per la sosta, 22 alberi, 28 pali per la pubblica illuminazione, 10 leggii dedicata alla passeggiata letteraria.

«Questo bando – afferma l’assessora alla Rigenerazione urbana Federica Del Conte – rappresenta l’impegno concreto dell’amministrazione verso una nuova Darsena e fa parte di una progettualità più complessiva che rientra nell’ambito del bando per la riqualificazione e messa in sicurezza delle periferie, dove l’intervento principale rimane chiaramente il rifacimento della rete fognaria. Hera sta già lavorando all’uscita del bando per la realizzazione della rete fognaria, il cui cantiere, ci tengo a sottolinearlo, non confliggerà assolutamente con quello della passerella. Con l’avanzo di bilancio siamo stati in grado di anticipare questo significativo intervento che offrirà, grazie alla prossima estensione del sottopasso della stazione ferroviaria (che arriverà a pochissimi metri dall’inizio della passerella), una nuova passeggiata a 5 minuti a piedi da piazza del Popolo».

Contro Jesi l’OraSì torna al Pala De André per riprendere il filo del discorso

Basket A2 / Reduci da due sconfitte di fila, davanti al loro pubblico i giallorossi puntano al riscatto contro i marchigiani. Mazzon: «Per vincere dovremo innanzitutto superare i nostri limiti tecnici»

Orasi Montegranaro
Lo statunitense dell’OraSì Adam Smith

L’OraSì domani sera, sabato 8 dicembre (ore 20.30), torna al Pala De Andrè per l’anticipo dell’undicesima giornata di A2 Est, in occasione della quale sfiderà la Termoforgia Jesi, prima di due gare casalinghe consecutive (domenica 16 ospiterà invece Verona) dopo le due trasferte di Bologna e Roseto. Si tratta di una sorta di rivincita per i giallorossi, contro l’avversario che nella scorsa stagione all’ultima giornata li ha estromessi dei playoff. Davanti a un pubblico che si prospetta come sempre molto numeroso, la squadra ravennate punta a tornare alla vittoria e a confermare le buone prove dell’ultimo mese, con la sola eccezione di quella fornita sei giorni fa a Roseto e per la quale Masciadri e compagni hanno voglia di riscattarsi.

Ecco la presentazione del match da parte del tecnico Andrea Mazzon, ex di turno in questa circostanza: «La squadra ha voglia di tornare a giocare e sentire il calore del pubblico di casa. Sappiamo che per sconfiggere gli avversari della Termoforgia dovremo innanzitutto superare i nostri limiti tecnici, che ci portano in alcuni momenti a limitarci da soli, poi in un secondo momento bisognerà preoccuparsi dei duelli individuali. Per vincere con Jesi dovremmo giocare di squadra per quaranta minuti e leggere quello che la loro difesa ci metterà di fronte, senza ovviamente snaturare quelli che sono il nostro gioco e le nostre caratteristiche».

Prima della gara, alle 18.30, verrà effettuata la tradizionale ‘foto di Natale’ che vedrà tutti assieme la prima squadra, la dirigenza e l’intero settore giovanile del Basket Ravenna.

Consar in visita a Classis: la storia sportiva si interseca con quella della città

Volley Superlega / Il club ravennate lancia l’hashtag #lastorianellastoria e domenica 9 dicembre contro Trento ospiterà il direttore di Fondazione RavennAntica e l’assessore alla cultura del Comune di Ravenna

RAVENNA 6/12/2018. VOLLEY PALLAVOLO. I GIOCATORI DELLA CONSAR RAVENNA IN VISITA AL MUSEO DI CLASSE
I giocatori della Consar in visita al museo Classis

Si conferma molto alta l’attenzione della Consar per tutte le iniziative sportive e sociali che mettono insieme aggregazione, divertimento, formazione fisica e tecnica dei giovani atleti e inclusione sociale ma anche per le eccellenze del territorio cittadino. Così mercoledì mattina l’intera squadra ravennate ha giocato al Pala De Andrè con gli oltre 800 ragazzi dei 43 gruppi scolastici di ogni ordine e grado che hanno aderito a “Volley Insieme”, il progetto voluto dalla Fipav che ha unito la pratica del Volley S3 alla promozione e diffusione del Sitting Volley, sport che vuole abbattere le barriere fisiche e culturali che ancora oggi allontanano i disabili dallo sport, mentre giovedì mattina, insieme allo staff tecnico e a una rappresentanza della dirigenza, ha visitato Classis, il nuovo museo della città e del territorio, inaugurato lo scorso 1° dicembre. Accolti dal direttore di Fondazione RavennAntica, Sergio Fioravanti, e guidati nella loro visita da Valeria Lacchini, i ragazzi e lo staff della Consar hanno potuto cogliere in pieno non soltanto la grandezza della storia di Ravenna e della vicina città portuale di Classe ma anche il grande esito del progetto di riqualificazione di un edificio di archeologia industriale che ha ridato vita a quello che è stato il primo zuccherificio costruito in Italia, nel 1899, chiuso nel 1982 dopo la 78ª campagna saccarifera.

RAVENNA 6/12/2018. VOLLEY PALLAVOLO. I GIOCATORI DELLA CONSAR RAVENNA IN VISITA AL MUSEO DI CLASSE
Domenica al Pala De André saranno presenti anche il direttore della Fondazione RavennAntica, Sergio Fioravanti, e l’assessora alla cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino

«Nell’anno in cui Ravenna ha celebrato e continua a farlo, con tante iniziative i cento anni dall’arrivo della pallavolo in Italia nella nostra città – sottolinea il direttore generale Marco Bonitta – il Porto Robur Costa è orgoglioso di poter rappresentare una fetta importante della storia pallavolistica di Ravenna, che si abbina alla storia importante di un intero territorio, appoggiando quelle che sono le eccellenze vere del nostro territorio. Da oggi lanciamo l’hashtag #lastorianellastoria: Classis è davvero molto bello, è un bel viaggio nella storia della città e noi invitiamo tutti i ravennati a visitarlo. E domenica, in occasione della partita con Trento, avremo il piacere di avere nostri ospiti il direttore della Fondazione RavennAntica, Sergio Fioravanti, e l’assessora alla cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino».

La squadra, nel frattempo, non perde di vista la preparazione in palestra in vista del match di domenica 9 dicembre (ore 18 al Pala De Andrè) che la opporrà ai freschi campioni del mondo di Trento. E’ attiva fino a domenica alle ore 12 la prevendita su Vivaticket, mentre nel giorno del match i botteghini del Pala De Andrè apriranno alle ore 16.

Banda di ladri sorpresa a Punta Marina: nel covo c’era refurtiva per diecimila euro

Tre giovani fermati dalla polizia. Tutto è nato dal controllo di un’auto risultata rubata. La merce proveniva da colpi fatti a Cesena, Forlì e Ravenna

La refurtiva nell'appartamento
La refurtiva nell’appartamento

La polizia ha arrestato una banda ritenuta responsabile di una serie di furti. In manette sono finiti un 28enne albanese, un algerino di 23 anni e un ventunenne albanese, unico del trio incensurato. Giovedì pomeriggio a Punta Marina è stata ritrovata un’autovettura che era stata rubata a Forlì due giorni prima. I poliziotti hanno atteso il conducente: era il 28enne, fermato. Le altre due persone che erano con lui alla vista degli agenti sono fuggiti in pineta liberandosi di alcuni oggetti che sono risultati rubati a Cesena e a Ravenna. Alcune ricerche hanno individuato il covo dei malviventi che si trovava poco lontano dell’auto rubata.

Gli agenti a quel punto hanno fatto ingresso trovandovi sia i due fuggitivi ma anche altri tre cittadini tutti di origine albanese circondati da numerosa merce (capi di abbigliamento, pelletteria, duemila euro in contanti, attrezzi da scasso, cellulari, Rolex, tv al plasma, macchina fotografica professionale) verosimilmente provento di altri furti in abitazione che si sta provvedendo ad accertare, ma che da una prima stima si potrebbe aggirare intorno ad un valore economico complessivo di circa 10.000 euro. Tutti e tre sono stati indagati per ricettazione.  Due degli indagati non erano in regola con le norme in tema di immigrazione ed avevano fatto ingresso in Italia appena il giorno prima.

Altro aspetto che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti riguarderà la mancanza di un contratto di locazione. Il 28enne è stato arrestato per aver fatto ingresso illegalmente in Italia in violazione del divieto previsto sino al 2023.

In Coppa Italia il Ravenna Woman torna ad assaggiare la Serie A sfidando Verona

Calcio B femminile / Domani, sabato 8 dicembre a San Zaccaria (ore 14.30), le ragazze di Piras affrontano le forti gialloblù negli ottavi di finale

Simona Cimatti
Il capitano del Ravenna Woman Simona Cimatti

Riposa il campionato di Serie B, ma non si ferma il Ravenna Women che domani, sabato 8 dicembre, scenderà in campo tra le mura amiche del centro sportivo “Soprani” di San Zaccaria (inizio ore 14-30) per affrontare l’Hellas Verona nel match valido per gli ottavi di finale di coppa Italia. Le giallorosse di Piras sono approdate agli ottavi dopo aver eliminato Cittadella e Fortitudo Mozzecane, mentre le gialloblù sono state ammesse di diritto a questa fase in quanto partecipante alla Serie A.

Il Ravenna in B occupa la seconda posizione del ranking con 17 punti, frutto di due pareggi e cinque vittorie, mentre l’Hellas Verona staziona a centro classifica in A con  10 punti all’attivo, frutto di tre vittorie, un pareggio e cinque sconfitte. In casa Ravenna Women è probabile un ampio turn over da parte del tecnico Piras, che lascerà riposare molte titolari in vista del successivo match di campionato.

«Sulla carta partiamo sfavorite – dichiara il capitano del Ravenna Women, Simona Cimatti –. Il Verona è una squadra in salute, come dimostra la vittoria sul Tavagnacco, e può contare su una rosa di calciatrici molto brave e ben allenate dalla giovane ma esperta Sara Di Filippo. Noi non abbiamo nulla da perdere ma scenderemo comunque in campo per dare il massimo cercando di regalare altre soddisfazioni al nostro pubblico».

Coppa Italia (ottavi di finale): Sassuolo-Chievo Verona, Orobica-AS Roma, Cesena-Juventus, Ravenna Women-Hellas Verona, Florentia-Fiorentina, Asd Roma-Mozzanica, Pink Bari-Tavagnacco, Inter-Milan Ladies.

Morrone: «Sistema da cambiare, chi ci critica non conosce il decreto Sicurezza»

Il responsabile della Lega Romagna alla vigilia della manifestazione pro Salvini di Roma: «All’inizio nessuno credeva nemmeno che avremmo fermato gli sbarchi»

Morrone
Jacopo Morrone

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha firmato il decreto Sicurezza e che è al centro di tanti attacchi sarà sostenuto in piazza l’8 dicembre a Roma da una manifestazione che mobilita persone anche dai territori. Alcune centinaia di militanti sono in partenza da tutta la Romagna, dove i posti nei pullman sono andati esauriti. «Una risposta molto soddisfacente nonostante la giornata festiva» ci racconta Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna, eletto in parlamento in questo collegio e oggi sottosegretario alla Giustizia, che riusciamo a contattare durante una riunione con la segretaria provinciale della Lega ravennate Samantha Gardin.

Morrone, cosa risponde al coro di voci secondo cui il Decreto sicurezza di Salvini finirà con l’aumentare il numero degli irregolari, aggravando alla fine anche i problemi di ordine pubblico? Vediamo in tv situazioni di gente che si è improvvisamente trovata in mezzo alla strada…
«Innanzitutto il decreto non è retroattivo, inoltre ci tengo a precisare che non è un decreto della Lega, come all’inizio si diceva, ma di tutto il parlamento visto che contro ha votato di fatto solo il Pd (più i pochi parlamentari di Leu e pochissimi disobbedienti del Movimento 5 Stelle, ndr.). Il punto è che il Pd ci ha portato in questa situazione che è per forza tuttora incontrollata. Il sistema andava cambiato. Abbiamo prima di tutto bloccato gli sbarchi per poi procedere con il lavoro di identificazione delle persone; al nostro arrivo c’erano 140mila domande di richiedenti asilo, oggi sono 90mila perché abbiamo istituito dieci commissioni speciali che devono valutare chi ha davvero requisiti per avere protezione, e per loro è previsto un percorso di integrazione, ma solo per chi davvero scappa da guerre e persecuzioni. Il terrorismo sulla situazione viene spesso fatto da quegli enti che ne avevano fatto business e oggi si vedono ridurre i soldi da 35 a 19 euro al giorno per ogni profugo. Un risparmio enorme che andrà agli italiani».
E i soldi che vengono dalla Ue?
«Sono solo una minima parte rispetto a quanto spendiamo di soldi degli italiani».
Ma siete certi che con questa cifra si potrà garantire lo stesso l’accoglienza e ci sia ancora qualcuno disposto a lavorare a progetti così al ribasso? Non tutti hanno lucrato, nel nostro territorio ci sono situazione virtuose…
«È un calcolo fatto sui costi vivi, non campato per aria. Con 19 euro non ci sono più i margini per nessuno per arricchirsi, come è avvenuto in passato. Anche qui ci sono state cooperative che hanno sfruttato i margini per appianare magari altre situazioni o realtà nate dal nulla per poter approfittare della situazione».
C’è anche chi lancia l’allarme per i posti di lavoro che si rischierebbe di perdere…
«Ma mica spero che arrivi una calamità per far lavorare le ruspe! Il sistema di accoglienza era un’emergenza, noi vogliamo liberare risorse che vadano ad agevolare fiscalmente le aziende perché crescano e creino posti di lavoro con una prospettiva, non come quelli che nascono appunto dalle emergenze».
Ma soprattutto c’è chi dice che in questo modo ci ritroveremo in strada molti più irregolari di prima, visto che avete eliminato il tipo di protezione internazionale più diffuso. E visto che tanto i rimpatri hanno sempre riguardato un’esigua minoranza di persone senza documenti…
«All’iniziano erano pessimisti anche sul fatto che avremmo bloccato gli sbarchi e invece ce l’abbiamo fatta. Se teniamo fermi gli sbarchi le procedure si velocizzeranno e intanto stiamo stringendo sempre più rapporti internazionali con i paesi di provenienza proprio per rendere più rapidi i rimpatri».
Avete anche prolungato i tempi all’interno dei Cie per l’identificazione e l’espulsione da 90 a 180 giorni. Luoghi spesso più simili a carceri che altro. Era davvero necessario? E c’è almeno un impegno per rendere i soggiorni in queste strutture più dignitosi?
«È necessario per dare il tempo di identificare queste persone senza lasciarle libere sul territorio. E l’impegno del governo è quello di velocizzare i tempi, con l’istituzione, come dicevo, di nuove dieci commissioni che esaminano i singoli casi, perché tra chi arriva ci sono anche spacciatori, delinquenti, persone che vanno rimandate subito a casa e non lasciate libere sul territorio».
E come risponde alle critiche che piovono anche dal mondo cattolico sul fatto che sembrate accanirvi contro persone fragili, povere, deboli?
«Ma sono davvero tutti poveri e deboli? Chi sono queste persone? Rendiamoci conto che arrivano anche delinquenti, che spacciano droga; le persone per bene saranno anche la maggior parte ma tra di loro c’è di tutto di più. Io credo che chi critica questo decreto è perché non l’ha letto o non lo ha capito. E comunque sono molti di più quelli che ci sostengono e sono d’accordo con noi, con il sistema di prima non si poteva andare avanti».
Tra le questioni controverse c’è anche la possibilità di revocare la cittadinanza in caso di reati di terrorismo. Ma in questo caso non si rischia di avere cittadini di serie A e di serie B, quelli che la cittadinanza ce l’hanno per nascita e non rischiano di diventare apolidi e gli altri?
«A me sembra una misura di buon senso. Posso al massimo dire che forse bisognerebbe estenderla a tutti, anche agli italiani di nascita».

In casa contro l’Eta Beta Fano il Faventia va alla ricerca del successo perduto

Calcio a 5 / Domani, sabato 8 dicembre (ore 15) al PalaCattani, i biancazzurri sono intenzionati e spezzare una serie negativa che dura da tre match

Luigi Carpino
Il Faventia ha tesserato il portiere Luigi Carpino

Vincere per recuperare posizioni in classifica e per cancellare la striscia di tre sconfitte consecutive. Sarà un Faventia ancora più motivato, quello che scenderà in campo domani, sabato 8 dicembre, alle 15 al PalaCattani contro l’Eta Beta Fano, formazione già incontrata in Coppa Italia e molto insidiosa nonostante occupi il penultimo posto in classifica.

«Dobbiamo vincere ad ogni costo e di sicuro gli stimoli non ci mancheranno – sottolinea l’allenatore Davide Placuzzi -. Oltre a voler rientrare nelle prime posizioni, vogliamo conquistare la vittoria in casa, dove non giochiamo da un mese. La sosta del campionato ci ha permesso di recuperare la condizione fisica di alcuni giocatori che a Campobasso avevano giocato non al meglio e siamo pronti per affrontare un avversario duro come l’Eta Beta Fano. I marchigiani sono una squadra aggressiva, forte nell’uno contro uno e soprattutto stanno attraversando un ottimo momento di forma, come dimostrano le due vittorie consecutive. Bisognerà quindi giocare una partita attenta e mettere tanta intensità».

I biancazzurri si presenteranno in campo con un volto nuovo. La dirigenza ha infatti tesserato il portiere Luigi Carpino, arrivato dal Sant’Agata Futsal 2004, formazione di B, giocatore molto conosciuto nel calcio a 5 romagnolo.

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