Ladri in azione in centro a Ravenna e a Classe: abitazioni vuote al momento delle irruzioni. La polizia indaga
Sono almeno cinque le abitazioni visitate dai ladri nella stessa notte in centro a Ravenna e nella immediata periferia. È accaduto tra il 7 e l’8 novembre. Quando i malviventi sono entrati in azione non c’erano persone all’interno: per tutti c’è stata la spiacevole scoperta al ritorno a casa. Le case sono state ripulite dagli oggetti di valore. In città le case prese di mira si trovano in un raggio di pochi km nella zona ovest. In un caso, a Classe, i ladri hanno agito con un flessibile per aprire la cassaforte. Sulle vicende sta indagando la questura. Al momento si sta cercando di stabilire se si tratti dell’azione di una banda unica o più autori.
Si parte con Andrea Casadio e “il giornalismo italiano in tv”. Dalle 18 a ingresso gratuito
Andrea Casadio
Sabato 10 novembre prende il via la rassegna di incontri “I sabati del Moog” che proseguirà fino al 13 aprile ed è organizzata da Ivano Mazzani che dice: «Posto che vai parole nuove che trovi, e la carovana viaggia e va verso l’incontro, insieme ai proprietari del Moog che ringrazio molto. Questa nuova “rassegna timbrica dei linguaggi” porta con sé il timbro, suono che corona il pensiero, la musicalità delle parole, delle immagini e dei riti ancestrali della cultura, dando sostanza alla relazione, allo scambio e alla creazione che qui al Moog troveranno casa e ospitalità».
Gli appuntamenti, tutti gratuiti, si svolgeranno alle 18 nel locale di vicolo Padenna e alterneranno autori appartenenti a vari linguaggi. Tra cui personalità affermate sul panorama ravennate e non solo, come Franco Masotti, Danilo Montanari, Maria Martinelli, Alberto Giorgio Cassani, Giovanni Gardini, Luca Maggio, Cristina Carile, Daniele Casadio, Laura Orlandini, Marina Mannucci, Paola Pattuelli, Rodolfo Sacchettini, Giovanni Mecozzi, Emilio Rambelli, Francesco Gamberini insieme ad artisti della scena locale ed extra territoriale come Chiara Lagani, Alessandro Renda, Alessandro Argnani, Agata Tomsic, Davide Sacco, Carlo Garavini, Lorenzo Carpinelli, Max Penombra, Luigi Bertaccini, Mirko Dadich, Silvia Camporesi e Iacopo Gardelli.
Ad aprire le danze sarà il giornalista e autore televisivo Andrea Casadio che presenta “Il giornalismo italiano in tv, i talk show”. Casadio spiegherà come si costruisce un servizio televisivo, come si mettono insieme parole, immagini e suoni per raccontare una notizia, come si parla davanti o dietro alla telecamera; analizzerà con cura il meccanismo di una “diretta”, l’evoluzione dei telegiornali e come il giornalismo di approfondimento rischi di venire soppiantato dall’entertainment e dai talk show.
Casadio ha alle spalle un passato da medico, docente e ricercatore alla Columbia University di New York, dove ha lavorato nel laboratorio del premio Nobel Eric Kandel. Poi la svolta repentina che lo ha portato nel mondo del giornalismo. Negli anni Casadio ha lavorato per MobyDick, Sciuscià e Annozero di Michele Santoro, Turisti per Caso di Patrizio Roversi e Syusy Blady, Report di Milena Gabanelli e Piazzapulita con Corrado Formigli. È inoltre autore di documentari e programmi tv per Rai, La 7 e Sky.
L’ex ct della Nazionale atteso per un incontro pubblico al Mar di Ravenna. «Mi è sempre piaciuto andare per musei. Voto Berlusconi, ma la prossima volta sceglierò solo chi metterà al primo posto scuola e ricerca»
Arrigo Sacchi
Il Times lo ha nominato miglior allenatore italiano di tutti i tempi, con il Milan ha scritto la storia di questo sport in Italia e in Europa e con la Nazionale ha sfiorato il Mondiale. Arrigo Sacchi, da Fusignano, classe 1946, è stato per molti un profeta del “calcio totale”, così come si intitola il suo libro-biografia che presenterà venerdì 9 novembre alle 21 al Mar, il Museo d’Arte di Ravenna, nell’ambito degli eventi collaterali alla mostra “? War is over”, in un dialogo con il direttore Maurizio Tarantino.
Sacchi, qual è il suo rapporto con l’arte? «Sono un appassionato: quando avevo tempo durante le trasferte con il Milan e la Nazionale andavo per musei, mi piacevano molto. In particolare la pittura fiamminga, di cui ho comprato anche qualche quadro».
La mostra a Ravenna è incentrata sul tema della guerra e al Mar in questo senso si parlerà anche di metafore calcistiche: ci sono partite che ricorda come vere e proprie battaglie?
«Beh, direi che in generale il calcio italiano ha molti proseliti e qui si adotta principalmente una tattica di guerra: in Italia si aspetta l’errore dell’avversario per sparare».
Quindi dalle nostre parti si gioca ancora solo con tattiche difensive? «Negli ultimi tempi si può notare una certa evoluzione, ma questo è un Paese difficile e il calcio non è altro che lo specchio della vita sociale, culturale e politica di un Paese. Le sembra che l’Italia sia incline al cambiamento?».
Beh, al momento c’è in carica un Governo che si autodefinisce “del cambiamento”…
«Sappiamo cosa c’è spesso tra il dire e il fare, diciamo che in questo caso spero possa essere solo un fiumiciattolo…».
Per chi ha votato alle ultime elezioni? Ancora Berlusconi come ha sempre dichiarato in passato?
«Se non ricordo male sì: sono suo amico e gli devo molto. Però mi sono ripromesso che la prossima volta voterò solo quel partito che metterà al primo posto del suo programma l’istruzione e la ricerca scientifica, oggi troppo trascurati in Italia».
Tornando al calcio, e più in particolare al momento critico della nostra Nazionale, perché non nascono più grandi talenti? Colpa dei settori giovanili? «Non è vero che non nascono più talenti, ne nascono anche troppi rispetto a quanto ci si crede e ci si investe. Ma in un calcio soprattutto difensivo il giovane inevitabilmente si perde. Il giovane è pieno di effervescenza, di idee, di entusiasmo e il calcio difensivo invece lo castiga».
Il tecnico della Juventus Allegri, con cui pare non andare troppo d’accordo, ha da poco dichiarato che nei settori giovanili c’è troppo tattica, che bisognerebbe lasciare più liberi i giovani di esprimersi. «Il grande commediografo Bertolt Brecht diceva che senza un copione ci possono essere solo improvvisazione e pressappochismo…».
Quindi la tattica è importante…
«No, cerchiamo di usare le parole giuste. La tattica la fanno tutti quelli che aspettano l’errore dell’avversario. Altra cosa è la strategia, che permette invece di creare i presupposti per dar vita a uno stile, una qualità che purtroppo in pochi possono dire di possedere, nel calcio così come nel mondo del lavoro. Spesso sono chiamato a partecipare a convention per parlare di come si fa squadra in azienda e cerco di spiegare che due cose fanno la differenza: la cultura corporativa e lo stile. Lo stile ti identifica, dice chi sei, dà orgoglio e senso di appartenenza. E il problema vero è che spesso ci si dimentica di fare squadra, e che il calcio è uno sport di squadra».
Ci sono però allenatori che crede abbiano seguito le sue orme e che pensano quindi alla strategia e non alla tattica?
«Ce ne sono diversi. Senza bisogno di fare nomi, sono quelli che ritengono che il merito sia un valore, che la bellezza sia un valore, che lo spettacolo sia importante, che la vittoria senza merito non sia una vittoria. Se a me basta solo vincere, userò una tattica. Se invece credo che il calcio sia una filosofia, che debba essere spettacolo, inclusione, emozioni, significa che voglio vincere con merito. Ma in italia nessuno, in nessun campo, parla di merito».
In Italia chi vince, a calcio, è la Juventus. Quest’anno sembra avere un’impronta più offensiva, come chiedeva lei, anche in Europa, cosa ne pensa? «Spero sia così. Avrebbe tutto per fare come le grandi squadre della storia, per essere un traino per tutto il movimento. A Manchester ho visto lo spirito giusto, altre volte no».
Investimento del Comune da 300mila euro per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica nel quartiere della stazione. Tra i soggetti anche un albero di una specie estinta
Per ogni area, via o piazza e per i monumenti sono state effettuate apposite analisi che hanno consentito di individuare gli interventi illuminotecnici più adeguati: la giunta comunale di Ravenna ha approvato un progetto da 305mila euro per la riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione in zona Giardini Speyer. L’intervento comprende viale e piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, via Pietro Maroncelli, i giardini Speyer, piazza Anita Garibaldi e i monumenti e gli edifici che rientrano nell’area: la basilica di San Giovanni Evangelista, il liceo classico Alighieri, la statua di Carlo Luigi Farini al centro dell’omonima piazza e l’esemplare di Ginkgo Biloba all’angolo fra le vie Di Roma e Carducci. I lavori consisteranno in generale nella modifica dei componenti ottici e della geometria degli impianti esistenti.
Si tratterà di valorizzare l’estetica dei monumenti, degli edifici e dell’albero nella visione notturna, adeguando l’illuminazione alle esigenze architettoniche e ambientali, curando le opportune scelte di colore, direzione e intensità della luce, il posizionamento discreto degli apparecchi illuminanti per non creare interferenze o disturbo della visione del monumento nel suo complesso e degli elementi che lo compongono. L’albero è considerato di una certa importanza storica e culturale dato che si tratta di una specie appartenente ad una famiglia estinta come quella delle Ginkgoaceae e quindi ritenuto, a ragione, un fossile vivente. Per ottimizzare i costi d’impianto e di esercizio si farà ricorso all’efficientamento globale degli impianti e l’uso di sorgenti luminose a basso impatto ambientale che contribuiranno a rendere migliore la fruibilità di tutte le aree e degli spazi attigui.
«Tra gli obiettivi che l’intervento si prefigge – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani – l’opportunità di contribuire al miglioramento della sicurezza degli utenti della strada, sia automobilisti sia pedoni, attraverso la prevenzione degli incidenti; la migliore fruibilità dei percorsi pedonali adiacenti ai viali e all’ interno delle aree verdi; il miglioramento della qualità estetica dei luoghi dando il giusto risalto visivo ai monumenti e agli edifici storico-architettonici; l’incremento della sicurezza attraverso la migliore luminosità e qualità della luce e, non da ultimo, l’aumento del senso di sicurezza generale nella fruizione degli spazi pubblici».
L’uomo ha cercato di nascondere il borsello alla vista dei poliziotti e poi non ha saputo giustificare il possesso di quell’arnese
Stava alla fermata del bus in via Gulli a Ravenna e quando ha visto una pattuglia della polizia si è girato di spalle armeggiando nel marsupio, gli agenti si sono fermati per un controllo e accorgendosi che cercava di nascondere il borsello hanno proceduto con una perquisizione in caserma: dentro c’era un paio di tenaglie di cui l’uomo, un 46enne ravennate, non ha saputo giustificare il possesso in quel contesto. La circostanza ha portato così a una denuncia per porto ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.
Il controllo è avvenuto ieri pomeriggio, 7 novembre, mentre il personale della sezione Volanti dell’ufficio prevenzione generale della questura di Ravenna, coadiuvato del reparto prevenzione crimine di Bologna e dalla polizia municipale di Ravenna, stava svolgendo un’attività di vigilanza e controllo del centro città, predisposta dal questore Rosario Eugenio Russo: in totale identificate 40 persone, di cui 12 di origine straniera, e controllati 72 veicoli.
Al campus di Ravenna il corso per 26 iscritti promosso dal dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’ateneo di Bologna con la direzione scientifica del foniatra Franco Fussi
Jovanotti con il medico Franco Fussi
Come la voce si produce, come si ammala e come la si può proteggere, curare farmacologicamente o chirurgicamente e riabilitare. Sono queste le conoscenze che potranno acquisire i 26 iscritti al master in Vocologia Clinica che inizia domani, 9 novembre, al campus universitario di Ravenna, promosso dal Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. Il progetto si sviluppa attorno al corso di laurea in Logopedia, presieduto dalla professoressa Antonia Parmeggiani, che è anche direttrice del master.
Il nuovo master è rivolto agli esperti sanitari che si occupano di patologie e disturbi della voce, proponendosi di far acquisire al medico specialista, al logopedista, al fisioterapista e al tecnico della riabilitazione conoscenze più approfondite. È il primo della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna attivato a Ravenna. Si affianca al corso di alta formazione in Vocologia Artistica dedicato alla educazione vocale artistica e alla cura dei problemi dei professionisti della voce, e si avvale della direzione scientifica di Franco Fussi, medico-chirurgo, foniatria e otorinolaringoiatria di fama internazionale: «Dopo le esperienze della nascita del corso di laurea in Logopedia, dell’attivazione del corso di alta formazione in Vocologia artistica e della creazione del convegno La voce artistica, arriva il master Vocologia clinica, un ulteriore tassello che rende Ravenna città della voce, punto di eccellenza formativa del settore».
Le lezioni sono tenute da docenti dell’Università di Bologna e da professionisti che operano nel Servizio Sanitario e in strutture di eccellenza a livello nazionale e internazionale, provenienti dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna e dal Brasile. Tutti i partecipanti svolgeranno anche un periodo di tirocinio all’interno del Laboratorio della Voce e del Linguaggio di Ravenna diretto dal dottor Franco Fussi.
Il clou dall’inizio alla fine della gara, l’11 novembre dalle 9 alle 16 circa
Domenica si corrono la Maratona di Ravenna Città d’Arte e le podistiche collegate. Per consentire lo svolgimento delle gare sono state previste, attraverso un’ordinanza del Comune di Ravenna, diverse modifiche alla viabilità, già a partire da sabato. Qui di seguito ne mettiamo in evidenza le principali.
Dal segnale di inizio gara a quello di fine gara, cioè dalle 9 alle 16 circa di domenica 11 novembre, divieto di transito per tutti i veicoli lungo la viabilità interessata dal passaggio della Maratona di Ravenna Città d’Arte, della Mezza Maratona e della Martini Good Morning Ravenna di 10,5 chilometri (elenco delle strade nell’ordinanza a questo link).
In via di Roma, fra via Guaccimanni e viale Santi Baldini, dalle 14 di sabato 10 alle 21 di domenica 11 novembre divieto di fermata su ambo i lati per tutti i veicoli; e dalle 15 di sabato 10 alle 20 di domenica 11 novembre divieto di transito per tutti i veicoli.
In via Cesarea, fra viale Santi Baldini e via Renato Serra, dalle 14 di sabato 10 alle 21 di domenica 11 novembre divieto di fermata su ambo i lati per tutti i veicoli; e dalle 6 alle 17 circa di domenica 11 novembre divieto di transito per tutti i veicoli.
In viale Santi Baldini dalle 20 di sabato alle 20 di domenica 11 novembre divieto di fermata per tutti i veicoli nel tratto compreso fra l’accesso ai Giardini Pubblici di viale dei Canadesi e via Alberoni; dalle 6 alle 17 circa di domenica 11 novembre divieto di transito per tutti i veicoli.
In circonvallazione alla Rotonda dei Goti, via Renato Serra, via Romea (tratto fra rotonda Grecia e via Romea Sud), via Romea Sud (tratto fra via Romea e via Pescara), via Destra Canale Molinetto (tratto fra via Bellucci e via Sinistra Canale Molinetto e fra viale Manzoni e viale dei Navigatori) e viale dei Navigatori divieto di transito per tutti i veicoli dalle 8.30 alle 17 circa di domenica 11 novembre.
E i gruppi di maggioranza a Ravenna presentano un ordine del giorno che chiede al sindaco di contrastare le misure inserite nel decreto
Break up, divorce, shared custody of children and breaking family apart concept. Bad parenting. Legal fight about kids. Couple ripping a paper with man, woman and child icon.
Giornata di mobilitazione delle associazioni femministe e in difesa delle donne contro il Ddl Pillon in materia di separazione e affido il 10 novembre, promossa in particolare dall’Associazione D.i.Re Donne in Rete contro la Violenza, rete nazionale dei centri antiviolenza in Italia, a cui hanno aderito i centri antiviolenza della Regione Emilia-Romagna e della provincia di Ravenna.
A Ravenna l’appuntamento è in piazza Unità d’Italia dalle 15.30 alle 18 con un’iniziativa promossa da Udi Ravenna, Linea Rosa, Casa delle Donne, Donne Ccgil, Di.Re., Fmp. «A parole – scrivono le promotrici a proposito del disegno di legge tanto discusso – vorrebbe conciliare i problemi, ma guardandolo bene crea maggiori difficoltà, imponendo regole e mediatori che, oltre ad avere un costo, stravolgerebbero la vita dell’intera famiglia».
A Faenza, dalle 9 alle 12, il centro antiviolenza Sos Donna di Faenza, in via Laderchi 3, aprirà le porte alla cittadinanza con una ricca colazione offerta dal “Club del Cucchiaio” per un momento conviviale e informativo sul Ddl Pillon. Sarà presente per tutta la mattinata l’avvocata Barbara Liverani del foro di Ravenna, volontaria dell’Associazione Sos Donna, per eventuali chiarimenti e in quella sede verrà presentato il documento promosso dal Gruppo Avvocate di D.i.Re. Contemporaneamente le volontarie dell’Associazione saranno presenti in Piazza della Libertà per un banchetto informativo.
Nel frattempo, sul tema, a Ravenna, i gruppi consiliari di maggioranza hanno depositato un ordine del giorno che chiede alla giunta e al sindaco di contrastare nelle sedi opportune le proposte contenute nel disegno di legge, «anche sensibilizzando tutti i parlamentari emiliano romagnoli su questo tema e approvando la risoluzione dell’Assemblea legislativa che impegna la Giunta Regionale a sostenere le ragioni di chi non condivide i contenuti della proposta del senatore leghista Pillon».
L’ordine del giorno (firmato da Patrizia Strocchi del Pd, Michele Distaso di Sinistra per Ravenna, Mariella Mantovani di Articolo 1 Mdp, Chiara Francesconi del Pri e Daniele Perini di Ama Ravenna) esprime “una grande preoccupazione per l’arretramento della condizione femminile sul fronte dell’autonomia economica e dei diritti acquisiti e delle violenze subite”.
Lo dice lo studio della Fondazione Agnelli. Le classifiche in vista dell’università e per sbocchi lavorativi
Il liceo Ricci Curbastro di Lugo
La migliore scuola superiore della provincia di Ravenna come preparazione per l’università è il liceo classico Ricci Curbastro di Lugo. Lo dice il tradizionale studio della Fondazione Agnelli che ogni anno in novembre pubblica il suo “Eduscopio”, un atlante delle scuole migliori di ogni provincia d’Italia misurate in base alle performance universitarie dei diplomati (numero di esami e media dei voti al primo anno) e sbocchi lavorativi.
Per la nuova edizione 2018-19, i ricercatori della Fondazione – Gianfranco De Simone e Martino Bernardi – hanno analizzato i dati di circa 1.260.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (2012/13, 2013/14 e 2014/15) in circa 7.000 indirizzi di studio nelle scuole superiori statali e paritarie.
In provincia di Ravenna, per quanto riguarda i licei, il classico di Lugo supera in classifica lo scientifico Torricelli di Faenza, oggi secondo ma per diversi anni al primo posto di questa particolare graduatoria. Al terzo posto ancora il Ricci Curbastro, ma il suo ramo scientifico. Fuori dal podio Ravenna, al quarto posto con lo scientifico Oriani e al sesto con il classico Dante Alighieri. A completare la top ten il liceo classico Torricelli di Faenza (quinto e poi anche ottavo con l’indirizzo linguistico), il linguistico del Ricci Curbastro (settimo) e il ramo dedicato alle scienze umane sempre del Ricci Curbastro di Lugo (nono) e dell’Oriani di Ravenna (decimo).
Per quanto riguarda invece gli sbocchi lavorativi, la migliore scuola di indirizzo tecnico-economico è l’Oriani di Faenza, davanti al Compagnoni di Lugo e, in terza posizione, il Sacro Cuore, istituto privato sempre di Lugo. Solo in quarta posizione il Ginanni di Ravenna.
Per quanto riguarda l’indirizzo tecnico-tecnologico “vince” il Marconi di Lugo davanti al Bucci di Faenza. Solo terza, ancora una volta, Ravenna, con il Nullo Baldini, davanti comunque al Compagnoni di Lugo, al Morigia-Perdisa di Ravenna e all’Oriani di Faenza.
Infine, per quanto riguarda i professionali, nell’ambito dei Servizi in testa l’Alberghiero di Cervia davanti al Persolino-Strocchi di Faenza e allo Stoppa di Lugo; quarto l’Olivetti-Callegari di Ravenna. Nel comparto professionale Industria-Artigianato in testa invece il Manfredi di Lugo davanti al Bucci di Faenza e, in terza posizione, l’Olivetti-Callegari di Ravenna.
AstorriTintinelliTeatro in una riflessione sul senso dell’arte scenica. Al teatro Rasi il 17 gennaio 2019
Due clown di beckettiana memoria – uno zio cieco e un cugino matto – si confrontano sul fallimento dell’arte e sulla sua inutilità rispetto alle vicende del mondo: alle prese con una mosca nella loro stanza-bunker, sono persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini di una galassia. Una finestrella è l’unico loro rapporto con il fuori, con “la grande opera” del mondo, narrata in visioni di desolata e struggente bellezza.
Follìar di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli va in scena sul palco del Rasi, il 17 gennaio 2019 per la Stagione dei Teatri di Ravenna.
Biglietti disponibili in prevendita. Info www.ravennateatro.com
Al suo interno secondo i carabinieri lavorava un odontoiatra senza alcun titolo abilitativo. Mancava anche l’autorizzazione dell’Ausl
Foto di repertorio
I carabinieri del Nas hanno sequestrato lo studio dentistico di piazzetta Einaudi, in pieno centro a Ravenna. Uno studio ritenuto del tutto abusivo, senza l’autorizzazione al funzionamento dell’Ausl, e dove avrebbe operato un “finto” dentista.
A riportare la notizia sono i due quotidiani in edicola oggi, giovedì 8 novembre.
Lo studio è di proprietà di un’azienda padovana, la Mingardi Medical Center srl. A finire denunciati sono stati la legale rappresentante, una 49enne padovana, il direttore sanitario, un 44enne odontoiatra bolognese, e appunto il presunto finto dentista, secondo i carabinieri privo di qualsiasi titolo abilitativo riconosciuto, un 54enne padovano.
La struttura è stata sequestrata con tanto di attrezzature presenti all’interno, per un valore stimato di circa 1,2 milioni di euro.
L’indagine sarebbe partita da alcune segnalazioni dei clienti.
Volley Superlega / Dopo la Callipo Saitta e compagni battono anche i pugliesi facendo il pieno nei due ravvicinati scontri diretti casalinghi per la salvezza
Un attacco di Kamil Rychlicki
La Consar concede il bis al Pala De André. Dopo Vibo Valentia batte anche Castellana Grotte e fa il pieno di punti nel doppio ravvicinato scontro casalingo per la salvezza. Ma per conquistare questo prezioso successo la squadra di Graziosi ha dovuto faticare non poco e salire sull’altalena: dà l’accelerata finale nel primo parziale dopo un costante equilibrio, scatena una rimonta pazzesca nel secondo set, quando ribalta gli ospiti, in vantaggio anche di 5 punti (7-12); paga caro l’incredibile blackout accusato nel terzo set ad un passo dal traguardo quando in vantaggio 24-21, subisce un parziale di 5-0 che regala ossigeno alla BCC; piazza un tremendo break di 7-0 nel finale di quarto set, quando passa dal 18-17 al 25-17, con 5 punti sul turno al servizio di Saitta. La Consar trova l’oro da una battuta incisiva e pericolosa (13 gli ace in totale) e da un Rychlicki spesso incontenibile, che chiude la sua prova con 28 punti e con la palma di mvp. E con 9 punti nelle prime sei partite questa della Consar diventa la terza miglior partenza in A1 dal ritorno di Ravenna nel massimo campionato.
I sestetti Dopo la bella prestazione contro Vibo, Lavia è promosso nello starting six in attacco con Poglajen, Verhees e Russo sono i centrali, Saitta l’alzatore e Rychlicki l’opposto. Goi è il libero. Sestetto confermato per Tofoli con la diagonale Falaschi-Renan, i centrali De Togni e Zingel e gli schiacciatori Wlodarczyk e Mirzajanpour. Cavaccini è il libero.
Primo set Lavia subito protagonista: mette a segno i primi due punti con cui pareggia ogni volta il vantaggio ospite: il segnale di un set che si snoderà punto a punto tra sorpassi e controsorpassi, senza che nessuna della due squadre riesca a prendere un margine di sicurezza. L’accelerata giusta è della Consar che sul 21-21 piazza un break (4-1) che decide il set, con due errori ospiti e due punti di Rychlicki.
Secondo set Castellana dal 2-2 vola al 2-6 costringendo Graziosi a chiamare il time-out per scuotere i suoi. Un errore al servizio di Wlodarczyk e un attacco vincente di Rychlicki determinano il -2 ma poi è di nuovo BCC, capace di arrivare, grazie anche a un servizio più incisivo (5 ace in questa frazione contro lo zero del primo set), al 5-10. Ma questa Consar è squadra che non molla mai e con un Rychlicki, immarcabile e Raffaelli in campo al posto di Lavia, e subito sul pezzo, la squadra di Graziosi incasella il break che porta all’aggancio sul 14-14. Il sorpasso porta la firma di Raffaelli (16-15), l’ace di Rychlicki è il segnale della fuga, coronata da un attacco vincente dello stesso lussemburghese, un ace di Poglajen e un poderoso muro di Verhees.
Terzo set Scappa via la BCC (2-5 e 4-8) contro una Consar troppo rilassata che però riprende il filo del discorso dopo la strigliata di coach Graziosi e come nel secondo set comincia la paziente rimonta, coronata con l’ace di Saitta che vale il 16 pari. La Consar continua a forzare in battuta, e a martellare in attacco ma non riesce a stendere la BCC che sotto 21-24, trova la forza di reagire e riemergere piazzando un incredibile break di 5 punti aggiudicandosi il terzo set.
Quarto set Una doccia fredda che fa bene alla Consar perché Saitta e compagni spingono subito il piede sull’acceleratore e prendono all’inizio quel vantaggio (4-1) che metteranno al riparo da insidie, nonostante i tentativi della BCC di rimanere aggrappata al match. I pugliesi piazzano un break che li porta da 18-13 a 18-17, ma dopo l’errore al servizio di Studzinski, va al servizio Saitta e non lo mollerà più. La Consar cala il “parzialone” di 6-0 che vale la terza vittoria in questo campionato.
Dichiarazioni dopo-gara Gianluca Graziosi (allenatore Consar Ravenna): «E’ stata la tipica partita quando la posta in palio è altissima e un po’ di tensione pertanto è normale e fa perdere lucidità; il finale del terzo set è eclatante perchè bastava essere un minimo lucidi e l’avremmo portato a casa. Era importante vincere perché era uno scontro diretto e andava a valorizzare tutto quanto fatto con Milano e Vibo. I ragazzi hanno dimostrato grande carattere e nel quarto set hanno dimostrato di essere un grande gruppo perchè il modo in cui abbiamo perso il terzo set avrebbe steso un toro, invece i ragazzi si sono rimboccati le maniche a alcuni giocatori si sono presi delle belle responsabillità».
Il tabellino Ravenna-Castellana Grotte 3-1 (25-22, 25-21, 24-26, 25-17)
CONSAR RAVENNA: Saitta 6, Rychlicki 28, Russo 8, Verhees 6, Lavia 2, Poglajen 14, Goi (lib.), Raffaelli 6, Argenta, Elia, Marchini. Ne: Frascio (lib.), Di Tommaso, Smidl. All.: Graziosi.
BCC CASTELLANA GROTTE: Falaschi 4, Renan 19, De Togni 9, Zingel 4, Wlodarczyk 9, Mirzajanpour 11, Cavaccini (lib.), Scopelliti, Quartarone, Studzinski 6, Kovac. Ne: Pace (lib.), Kruzhkov, Agrusti. All.: Tofoli.
ARBITRI: Simbari di Milano e Boris di Pavia.
NOTE: Durata set: 31’, 30’, 33’, 26’ tot. 120’. Ravenna (13 bv, 13 bs, 10 muri, 11 errori), Castellana Grotte (9 bv, 17 bs, 3 muri, 12 errori). Spettatori: 1580. MVP: Rychlicki.