lunedì
11 Maggio 2026

«Avvocata è giusto, è questione di abitudine. Ma la rigidità è anche tra le donne»

Eva Giovannini, inviata di Rai Tre, sarà l’1 settembre sul palco della festa nazionale dell’Unità a Ravenna per moderare un incontro dedicato a diritti e Europa con Laura Boldrini, Roberta Pinotti, Barbara Pollastrini e Benedetta Fiorini

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Eva Giovannini

«Avvocata è giusto, non c’è nulla di cacofonico. Ci sembra normale dire infermiera e non ingegnera per questione di abitudine, perché ci portiamo dietro un passato in cui le donne non avevano le possibilità di fare le ingegnere». Eva Giovannini sa di cosa parla perché con le parole ci lavora e la questione di genere la considera una questione non solo femminile ma di cultura di un Paese intero: l’inviata di Rai Tre (nella squadra di Cartabianca la scorsa stagione) sarà a Ravenna sul palco della festa nazionale dell’Unità per moderare l’incontro dal titolo “Diritti e pari opportunità per una nuova Europa” (1 settembre alle 18.30). Ospiti del confronto saranno l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, l’ex ministra della Difesa Roberta Pinotti, l’ex ministra delle Pari opportunità Barbara Pollastrini e la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini.

Giovannini, cosa vorrebbe che arrivasse dal palco al pubblico?
«A maggio si terranno le elezioni europee, mai così importanti per il futuro del Vecchio Continente. E dalle persone sul palco vorrei sentire cosa significa lavorare per un’Europa davvero democratica pur avendo un gap salariale così ampio tra uomini e donne, vorrei che mi dicessero la loro opinione su integrazione o disintegrazione dell’Europa. Parleremo della questione di genere in Europa ma anche di Europa in generale».

Si parlerà di questione femminile e sul palco ci saranno solo donne. Questo fa bene alla causa?
«Sono contenta di parlare con personalità che possono parlare di questi temi non solo perché donne ma perché sono o sono state protagoniste nei loro campi.  Quando mi capita di moderare un dibattito femminile aupisco sempre che ci siano interventi di uomini, magari dal pubblico. È importante capire che il gender gap non è un problema delle donne e sbagliamo se lo raccontiamo come tale: è un problema della società, dell’economia, del Pil, della cultura di un Paese».

Tra le relatrici ci sarà Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità dal 2006 al 2008. Nell’attuale Governo Conte, come nei precedenti Governo Gentiloni e Governo Renzi, la delega è affidata a un sottosegretario e non c’è un ministero. È una mancanza grave o la sensibilizzazione passa più da altre cose?
«I simboli come un ministero dedicato possono essere una delle vie. Però per me rimane centrale la politica che si attua, sia che la faccia un ministro o che la faccia un sottosegretario. Ci sono stati ministri che hanno fatto ben poco…».

Favorevole al principio delle quote rosa?
«Sono combattuta. Vorrei svegliarmi in un mondo in cui non sono necessarie quote di nulla. Ma prendo atto che dove oggi c’è un’oggettiva parità di genere si è passati da questa forzatura per cambiare le cose. Però là, ad esempio le regioni scandinave, è stato fatto con qualche decennio di anticipo…».

Le parole sono importanti, a maggior ragione per chi fa giornalismo. Quindi avvocata e sindaca? Condivide la battaglia lessicale?
«Non sono una pasdaran del tema ma credo non sia da sottovalutare. È veramente tutta una questione di abitudine. Ci sembra normale dire infermiera e non ingegnera perché ci portiamo dietro un passato in cui le donne non potevano fare ingegneria. Quindi dire avvocata è giusto, non c’è nulla di cacofonico. Poi non si capisce perché ci sia un’ideologia conservatrice su questi termini ma nessuno si scandalizza quando sente linkare o twittare: la lingua si modifica».

L’ideologia conservatrice è tutta maschile?
«No, la rigidità non è solo tra gli uomini. Molte donne si sentono più legittimate se la desinenza della loro professione è in O. Natalia Ginzburg voleva essere chiamata scrittore e non scrittrice perché a quel tempo scrittrice voleva dire letteratura femminile che era meramente intimista e tendendente alla malinconia e non era la sua letteratura. Alla Ginzburg dirsi scrittore poteva servire per affermare la sua posizione ma oggi le cose sono cambiate».

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Eva Giovannini

A proposito di twittare e linkare, le nuove tecnologie potranno o già possono avere un ruolo a favore della parità di genere?
«I social network hanno aperto spazi per lavori prima inesistenti, anche a molte donne che stanno sfruttando in maniera esemplare la tecnologia. In questo senso internet può dare ottime opportunità alla questione però tutto dipende dall’uso. Una delle ospiti dell’incontro, Laura Boldrini, via social ha ricevuto offese, insulti e minacce di ogni genere. Quindi se usi i social per scatenare una shitstorm attorno a una persona verrebbe da dire che non sono utili. È difficile essere manichei in questo, non si può dire se sono bene o sono male: dipende dall’uso. E per questo serve alfabetizzazione sugli strumenti. Che non significa titoli di studio. Ho fiducia nelle nuove generazioni»

E il giornalismo inteso come settore come tratta le donne?
«È una fetta della società quindi non c’è motivo per cui sia dissimile: troppo spesso a dirigere i giornali sono uomini mentre nelle segreteria di redazione la piramide si ribalta. Bene sta facendo Michela Murgia che segnala quando una donna non scrive in prima pagina o scrive solo di temi prettamente considerati femminili. Per la mia esperienza posso dire che lavoro per una rete che su questi temi può considerarsi una buona case history: a condurre le trasmissioni di politica sono quasi tutte donne. Ma non significa che tutto vada bene».

Festa dell’Unità, Mujica incanta il pubblico: «La crescita non può essere infinita»

Grande folla al Pala De Andrè alla kermesse del Pd per ascoltare l’ex presidente dell’Uruguay, sul palco con il segretario nazionale Martina e il deputato De Maria: «La sinistra esiste dai tempi dell’Homo Sapiens, in chi ha cercato il progresso per l’umanità»

RAVENNA 30/08/2018. FESTA NAZIONALE DE L’ UNITA’ José “PEPE” Mujica

Tantissimi giovani, tante facce mai viste da queste parti, una folla enorme e senza precedenti davanti al palco della Festa nazionale dell’Unità hanno accolto Josè “Pepe” Mujica con un entusiasmo che di solito a queste latitudini viene riservato alle rockstar, e non a politici di 83 anni. L’ex presidente dell’Uruguay si conferma un punto di riferimento intergenerazionale e il Pd, portandolo a Ravenna, è sicuramente riuscito a rivolgersi una platea trasversale che ha di molto superato i confini dei suoi militanti.  «Abbiamo bisogno di ispirazione – ha detto in apertura il segretario nazionale Maurizio Martina, che ha fortemente voluto l’appuntamento – perché la nostra battaglia riguarda ora soprattutto i valori».

RAVENNA 30/08/2018. FESTA NAZIONALE DE L’ UNITA’ José “PEPE” MujicaEd è stato in effetti un discorso di ampio respiro, quello di Mujica, che ha superato i confini nazionali di qualsiasi Paese per parlare di una sinistra globale, mondiale, intrecciando temi che hanno a che fare con la storia, la politica, l’etica, la filosofia di vita individuale. «Non basta cambiare i sistemi di produzione e distribuzione materiale per cambiare la vita delle persone, bisogna cambiare la cultura in cui siamo immersi che ci avvolge come una ragnatela». Una cultura che ci porta al consumo continuo, perché il mercato di quello ha bisogno, racconta ancora Mujica che invece predica un modello di sobrietà e sostenibilità dei consumi, senza sprechi, con un’ecologia diffusa e popolare e non “intellettuale” e praticata da pochi. «In natura la crescita infinita non esiste, tutto ha un limite, se vi dicono che un giorno tutti potremo vivere come negli Stati Uniti o in Germania, vi stanno mentendo, non è possibile».

Del resto, accumulare ricchezze, dice ancora Mujica secondo uno dei suoi principi più noti e che forse l’hanno fatto più amare, non è la via alla felicità: «Al supermercato non compro con il denaro – ha ripetuto – ma con il tempo che mi è servito a guadagnare quel denaro. Ma la felicità ci viene data dal tempo che possiamo passare con i nostri affetti, nessun supermercato vende la vita». Applausi scroscianti nella festa di un partito i cui dirigenti per lungo tempo hanno trattato invece con sufficienza i temi della cosiddetta “decrescita felice” che tanto non si scostano dal modello perorato da Mujica.

RAVENNA 30/08/2018. FESTA NAZIONALE DE L’ UNITA’ José “PEPE” MujicaProprio su questo il sudamericano ha incalzato in primis i politici e rappresentanti della sinistra: «Le repubbliche democratiche sono state un grande passo avanti per l’umanità (lo sguardo storico su come sono cambiati nei secoli i rapporti di classe è stato una costante dell’intervento, ndr), ma i rappresentanti del popolo devono vivere come la maggioranza dei loro concittadini, e non come la minoranza». Insomma, la politica come idea di servizio agli altri e non come strumento di arricchimento personale, ambizione questa che è alla base di tanta corruzione. Un tratto distintivo questo che deve essere in particolare della sinistra. Perché, con buona pace di chi sostiene che destra e sinistra siano categorie ormai superate della storia, Mujica ha continuato a chiamare «compagneros» i presenti e fare invece distinzioni molto nette tra le due parti nate formalmente ai tempi della rivoluzione francese ma che, ha detto l’ex presidente, esistono da sempre. «La sinistra è vecchia come l’Homo Sapiens e di sinistra sono stati tutti coloro che hanno cercato il progresso dell’umanità, da Epaminonda ai Gracchi all’uomo Gesù Cristo».

Il premier del Portogallo ricevuto in municipio

IMG 20180830 WA0002Il sindaco Michele de Pascale ha ricevuto giovedì mattina, 30 agosto, in Municipio il primo ministro del Portogallo António Costa in visita a Ravenna in veste di segretario del Partito socialista portoghese (sarà ospite alla Festa dell’Unità).

Al termine dell’incontro António Costa si è recato in visita ai principali monumenti di Ravenna.

«La nostra città – ha commentato il sindaco – è talmente ricca di bellezza che è sempre una grande soddisfazione poterla mostrare alle autorità degli altri paesi».

Occupazione, 25 milioni a disposizione della Regione per coinvolgere 20mila giovani

Seconda fase di Garanzia Giovani, progetto dell’Ue rivolto alle persone tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano

Cuoco E Lavapiatti LavoroInterventi mirati per accompagnare al lavoro i giovani attraverso percorsi personalizzati che prevedono attività orientative, esperienze di formazione in impresa e percorsi formativi professionalizzanti definiti in funzione di specifiche opportunità di lavoro e servizi per l’incrocio domanda offerta. E per i giovani che esprimono una propensione al lavoro autonomo, servizi di consulenza, tutoraggio e formazione e accesso al credito.
 È quanto ha deciso di mettere in campo la Regione Emilia-Romagna per la seconda fase di Garanzia Giovani, il programma dell’Unione europea che intende assicurare ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (quelli che vengono definiti Neet con una parola inglese) opportunità per acquisire nuove competenze e per entrare nel mercato del lavoro.
 Per realizzare le proprie misure l’Emilia-Romagna ha a disposizione altri 25 milioni di euro, e potrà coinvolgere circa 20mila giovani.

Garanzia Giovani in Emilia-Romagna si realizza con la collaborazione dell’Agenzia regionale per il lavoro, che garantirà in primo luogo l’accoglienza dei giovani, e la Rete Attiva per il Lavoro, ovvero, oltre ai Centri per l’impiego, anche quelli accreditati per erogare servizi per il lavoro a persone e imprese. Saranno i Centri per l’impiego infatti prendere in carico i giovani e individuare, attraverso un Patto di servizio personalizzato, le misure più efficaci, in funzione delle diverse condizioni di partenza e delle diverse aspettative.
I giovani successivamente potranno scegliere il soggetto accreditato al lavoro al quale rivolgersi per fruire delle opportunità previste. Le prestazioni saranno garantite a tutti i giovani che aderiranno al Programma, il Patto di servizio personalizzato, che dovrà sempre prevedere la misura accompagnamento al lavoro o, in alternativa a questa, la misura del sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.

La formazione mirata all’inserimento lavorativo prevede percorsi individuali o individualizzati (max 3 persone) progettati in coerenza con concrete opportunità di inserimento lavorativo. Si tratta di un’offerta formativa complementare e aggiuntiva rispetto a quella già resa disponibile nell’ambito delle proposte educative e formative regionali a disposizione di tutti i giovani iscritti al programma e di cui sarà data loro ampia informazione.
I tirocini dovranno avere una durata minima pari o superiore a due mesi e una durata massima di sei mesi. I tirocini promossi a favore di giovani disabili o ragazzi svantaggiati ai sensi della Legge 381/91 potranno avere una durata massima di 12 mesi e prevedono, oltre al servizio di formalizzazione delle competenze garantito a tutti, il finanziamento dell’indennità con risorse pubbliche.

La misura dell’accompagnamento al lavoro (scouting per ogni giovane delle opportunità; tutoring e matching rispetto a caratteristiche e propensioni individuali.) intende sostenere i giovani nella vera e propria fase di ricerca e di avvio delle esperienze di lavoro.
Per sostenere i giovani nello sviluppo di specifiche idee imprenditoriali intercettando le propensioni individuali all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego vengono realizzate azioni di accompagnamento all’impresa e supporto alle start up.

Sono 84.319 i giovani Neet presi in carico dal 2014 ad oggi, dei quali 76.494 residenti in Emilia-Romagna e 7.825 residenti fuori Regione. Per il 51% sono maschi e il 49% femmine, mentre per quanto riguarda la cittadinanza l’81,8% sono italiani e il 18,2% sono stranieri. L’84% dei giovani che ha concluso una misura di politica attiva ha svolto un tirocinio formativo, il 14% ha ricevuto una misura formativa, l’1% ha effettuato il servizio civile e l’1% le misure per fare impresa.
Per quanto riguarda l’efficacia del Programma Garanzia giovani, il 60% dei giovani presi in carico ha stipulato un contratto di lavoro. Prevalgono i contratti a tempo determinato (51,7%), seguiti dai contratti di apprendistato 31,1%), dai contratti a tempo indeterminato (10,4%) e da altri contratti di lavoro (6,8%).

Classe “spedito” nel girone emiliano-lombardo: niente derby con Cesena e Forlì

Calcio D / Resi noti i raggruppamenti del più importante campionato dilettantistico italiano: l’unico avversario romagnolo dei biancorossi sarà il San Marino e sono previste anche le sfide con realtà dal grande blasone come Modena e Reggiana. Si inizierà il 16 settembre

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L’organico del Classe che ha partecipato al campionato di Eccellenza

Niente derby con Cesena e Forlì per il Classe, inserito in un girone (il “D”) con squadre emiliane e lombarde, nella stagione del debutto in Serie D della società ravennate. L’unico derby romagnolo si disputerà con il San Marino, mentre anche la Sammaurese, il Santarcangelo e la Savignanese sono stati destinati nel gruppo F assieme a formazioni marchigiane, abruzzesi e molisane. La “scure” del comitato Interregionale si è abbattuta proprio sulle sette realtà del territorio, separandole, negando così alla matricola biancorossa la possibilità di misurarsi in partite dal grande fascino e interesse.

Anche se non è specificato nel comunicato pubblicato oggi, 30 agosto, resta comunque il dubbio che sulla scelta presa dal consiglio pesino in un certo modo i problemi di ordine pubblico che sarebbero potuti sussistere: in alcune gare di cartello, infatti, il Classe sarebbe dovuto “emigrare” in altri stadi in quanto il centro sportivo “Comunale” non è considerato adeguato per ospitare in sicurezza un elevato numero di spettatori. Non mancheranno però match di sicuro interesse, in particolare quelli con squadre blasonate come Modena e Reggiana (denominata Reggio Audace). A completare il girone a 18 ci sono le bolognesi Zola Predosa, Mezzolara e Sasso Marconi, la reggiana Lentigione, le piacentine Fiorenzuola e Virtus Carpaneto, le bresciane Adrense, Calvina e Ciliverghe, le cremonesi Crema e Pergolettese, la lodigiana Fanfulla e le pavesi Oltrepovoghera e Pavia.

Nella nuova Serie D 2018/2019 sono previste 168 formazioni partecipanti, suddivise in 9 gironi (sei raggruppamenti da 18 squadre e tre da 20). Il campionato inizierà il 16 settembre, a breve verranno resi noti anche i calendari. Questi i gironi che coinvolgono le formazioni romagnole.
Girone D (18 squadre): Axys Zola, Classe, Fiorenzuola, Lentigione, Mezzolara, Modena, Reggio Audace, San Marino, Sasso Marconi, Vigor Carpaneto, Adrense, Calvina, Ciliverghe, Crema, Fanfulla, Oltrepovoghera, Pavia, Pergolettese.
Girone F (20 squadre): Forli’, R.C. Cesena, Sammaurese, Santarcangelo, Savignanese, Castelfidardo, Jesina, Matelica, Montegiorgio, Recanatese, Sangiustese, Avezzano, Francavilla (CH), Pineto, Real Giulianova, San Nicolò Notaresco, Vastese, Città di Campobasso, Isernia, Olympia Agnonese.

Da Veltroni a Cantone, passando per la seconda e terza carica dello Stato

Una settimana di grandi nomi per gli ospiti dei dibattiti al Pala De Andrè: il primo segretario dei dem terrà una lectio magistralis, poi il magistrato anticorruzione, Alberti Casellati e Fico. Ma anche numerosi ex ministri del governo Gentiloni

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Maria Elisabetta Alberti Castellati e Roberto Fico, presidenti del Senato e della Camera: saranno ospiti a Ravenna alla festa del Pd

La festa dell’Unità in scena negli spazi del Pala De Andrè a Ravenna, quest’anno per la prima volta con i galloni di festa nazionale, entra nel vivo con numerosi big del panorama politico nazionale ma non solo, di governo ma non solo, attesi come ospiti sotto gli stand per dibattiti e confronti moderati da firme importanti del giornalismo stampato e televisivo. Questi i principali protagonisti della seconda settimana della kermesse che andrà avanti con appuntamenti quotidiani fino al 10 settembre (il dettaglio del calendario sul sito internet www.festaravenna.it).

Il 30 agosto giornata importante. Alle 18.30 Debora Serracchiani e Maria Stella Gelmini: la presidente Pd del Friuli Venezia-Giulia e la deputata di Forza Italia si confronteranno sulle priorità della legislatura. Alle 19.30 il segretario nazionale Maurizio Martina farà gli onori di casa per accogliere l’ex presidente dell’Uruguay Josè “Pepe” Mujica. Conclusione serale con l’ex premier Paolo Gentiloni alle 21 per parlare di Europa con il premier del Portogallo Antonio Costa.

Il 31 agosto alle 19 si parla di come cambia il lavoro con Susanna Camusso, segretaria nazionale Cgil. Alle 21 la lectio magistralis di Walter Veltroni, primo segretario del Pd nel 2007: “Essere di sinistra in questo tempo della storia”.

L’1 settembre alle 18.30 Eva Giovannini di Raitre modera un incontro sulle pari opportunità: tra gli ospiti l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, l’ex ministro Roberta Pinotti e la senatrice forzista Annamaria Bernini. Alle 20 con il deputato Alberto Pagani si parla di intelligence attraverso il suo libro. Alle 21.30 serata dedicata alla lotta alla mafia con la presenza di Giuseppe Antoci.

Il 3 settembre alle 18.30 confronto fra Roberto Fico, presidente della Camera, e Graziano Delrio, ex ministro e ora parlamentare Pd (a moderare l’incontro ci sarà il direttore del settimanale l’Espresso, Marco Damilano, intervistato sulle pagine del nostro settimanale in uscita il 30 agosto).

L’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, affronterà le politiche di bilancio alle 18.30 del 4 settembre. A seguire la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervistata dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari. Alle 20.30 Raffaele Cantone racconta la lotta quotidiana contro la corruzione. Alle 21.30 sul palco l’ex ministro Marianna Madia.

Mercoledì 5 settembre alle 20.30 Massimo Giannini, vicedirettore di La Repubblica, intervista Dario Franceschini. E alle 21.30 la firma satirica Michele Serra è intervistato dai giovani del Pd.

Shopping all’Esp con due banconote false da 20 euro, denunciata una 62enne

La donna aveva tentato più volte di fare acquisiti con denaro non autentico e in una occasione c’era già riuscita

20 Euro1Una donna italiana di 62 anni, M. L. le iniziali, è stata denunciata dalla polizia dopo aver tentato di pagare con due banconote false da 20 euro in un negozio del centro commerciale Esp a Ravenna. L’episodio è avvenuto nella tarda mattina di lunedì 27 agosto ma è stato reso noto dalla questura solo oggi. La 62enne dovrà rispondere di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate.

L’intervento della squadra volante è stato richiesto con una telefonata al 112 da parte della titolare dell’esercizio commerciale. Che ha raccontato i fatti agli agenti intervenuti sul posto e ha consegnato loro alcune banconote false ricevute dalla donna. Secondo quanto dichiarato dalla commerciante, recentemente la denunciata avrebbe tentato in più occasioni di acquistare della merce pagando con monete non autentiche, già riuscendovi in una circostanza.

Con Trail Romagna da Ravenna a Parenzo, fra mosaici e tracce di San Romualdo

Trail Ravenna Parenzo
Alcuni escursionisti in un precedente viaggio a Parenzo: al centro Ciro Costa, presidente Trail Romagna, alla sua destra Dom Roberto Fornaciari, monaco Camaldolese responsabile del Millenario e ora di Camaldoli Cultura, all’estremità destra e sinistra, Enzo Morgagni e Daniele Morelli dell’Associazione Romagna-Camaldoli.

Dal 31 agosto all’1 settembre l’associazione Trail Romagna organizza un’escursione dedicata ai rapporti fra Ravenna e Parenzo. Un percorso della serie “Passi del Silenzio – Vie Sancti Romualdi” che ha visto snodarsi nel tempo vari sentieri fra Classe, Ravenna, Camaldoli, Sant’Alberto e. per l’appunto l’Istria, sulle tracce dell’abate Romualdo.

Quello a Parenzo è un viaggio alla scoperta di una comune memoria, fra percorsi musivi e romualdini guidati da Dom Roberto Fornaciari e da RavennAntica. Ma i luoghi camaldolesi sono immersi in contesti naturalistici unici, come la riserva naturale del Canale di Leme, il fiordo più grande dell’Adriatico, territorio ricco di grotte, baie e sentieri da esplorare.

Casola Valsenio isolata da giorni, senza internet e Pos

Continuano i disservizi nonostante la lettera del sindaco. Rontini (Pd): «Per Tim è arrivato il momento di agire»

I disservizi della rete internet nella provincia di Ravenna continuano ad isolare interi territori. Già nei giorni scorsi era arrivato il sollecito della consigliera regionale Manuela Rontini che, attraverso un’interrogazione, chiedeva al gestore Tim-Telecom soluzioni strutturali e organizzative per consentire una più efficace e tempestiva gestione delle emergenze, a tutela dei diritti dei cittadini e dell’economia del territorio emiliano-romagnolo.

«Ad oggi, nonostante la lettera di protesta del sindaco Nicola Iseppi e la mia interrogazione, i disservizi purtroppo perdurano – afferma la consigliera del Pd Rontini –. Anche oggi (giovedì 30 agosto, ndr) la comunità di Casola Valsenio, che già per tre giorni consecutivi non ha avuto la possibilità di accedere a internet e neppure alla rete Pos negli esercizi commerciali, è ancora isolata. Il disagio è notevole per i cittadini, per le attività economiche oltre che per i turisti e va risolto quanto prima. Tim-Telecom ha sempre dichiarato la volontà di collaborare con la Regione Emilia-Romagna, per migliorare il servizio. È arrivato il momento che agisca, provvedendo agli interventi di ripristino e riparazione, non più rimandabili».

Allerta meteo (gialla) di fine agosto: in arrivo temporali?

Fino alla mezzanotte di venerdì 31 per criticità idrogeologica in tutta la provincia. Le raccomandazioni del Comune

TemporaliDalla mezzanotte di oggi, giovedì 30 agosto, alla mezzanotte di domani, venerdì 31, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna, così come in tutta la provincia, l’allerta meteo numero 83, per criticità idrogeologica per temporali, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.

Dal Comune raccomandano “di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti della pioggia e della grandine o suscettibili di essere danneggiati; prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati”.

«Contributi regionali per le attività senza slot, perché nessun premiato a Ravenna?»

L’interrogativo di Donati, consigliere territoriale di Lpr: «Valutazione negativa dei progetti oppure il Comune non aderisce al bando?»

Slot«La Regione Emilia-Romagna premia gli esercizi commerciali che decidono di abbandonare o di non installare apparecchi da gioco per vincite in denaro, attraverso contributi assegnati ai Comuni che presentano progetti, ma per quale motivo nella graduatoria 2018 non compaiono attività ravennati?». Lo chiede Stefano Donati, consigliere territoriale per Lpr nel centro urbano: «È una valutazione negativa, da parte della commissione regionale, del progetto proposto dalla nostra giunta, oppure il Comune di Ravenna non ha partecipato al bando? Se fosse vero il secondo caso vorremmo sapere perché».

Il consigliere territorale sottolinea che lo scopo della legge regionale 5/2013 è contrastare la diffusione delle apparecchiature tipo slot machine o videolottery negli esercizi commerciali nell’ottica di prevenire i rischi correlati al gioco, ancorché lecito, e di salvaguardare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione. «Il monte economico dei contributi previsto nel bando del 2018 è stato raddoppiato rispetto a quello del 2017, andando a premiare 30 Comuni o Unioni dei Comuni della regione. Questa gara rappresentava quindi un’importante opportunità per promuovere la riduzione dei giochi d’azzardo nel nostro territorio comunale».

Donati ricorda che lo stesso risultato si ebbe l’anno scorso: «Nella domanda di partecipazione da inviare alla Regione per il 2018, era necessario esplicitare se il Comune richiedente fosse stato già assegnatario in precedenza di analogo contributo, sembrando così di voler favorire, giustamente, chi precedentemente non era risultato vincitore del bando. Nei fatti, dunque, il Comune di Ravenna non è risultato ammesso per il secondo anno consecutivo alla possibilità di ricevere fondi riservati agli esercenti di buona volontà per la prevenzione delle ludopatie. Tra i Comuni che hanno beneficiato dei contributi 2018, quali Bologna, Modena, Piacenza, Parma e Rimini, c’è anche quello di Cervia, che è associato con Ravenna nella gestione dei servizi sociali, oltretutto per il secondo anno consecutivo».

A Mirabilandia in pigiama, prima del ritorno a scuola

Chi si presenterà vestito a tema potrà entrare al parco a 9,90 euro

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Continuano le promozioni di fine estate a Mirabilandia, che domenica 2 settembre propone l’ingresso al prezzo speciale di 9,90 euro a tutti i residenti dell’Emilia-Romagna (muniti di documento).

Sabato 15 settembre, invece, Mirabilandia saluterà l’estate con il Pigiamalandia Party: dalle 17 e fino alle 23 tutti quelli che si presenteranno in pigiama al parco potranno acquistare il biglietto per l’ingresso sempre a 9,90 euro. In entrambi i casi i biglietti saranno validi anche per l’ingresso gratuito il giorno successivo.

Saranno tanti gli eventi e le iniziative a tema il 15 settembre: una battaglia di cuscini all’interno di un vero e proprio ring, dove piccoli e meno piccoli potranno affrontarsi; un Contastorie che accompagnerà gli ospiti più giovani nel magico mondo delle fiabe comodamente sprofondati in enormi cuscini; una sfilata che coinvolgerà tutti gli ospiti in pigiama percorrendo le vie del parco fino alla Piazza della Fama, dove suonerà la band Joe Dibrutto, fino all’ora di chiusura (le 23), mentre i teenagers potranno scatenarsi nella Silent Disco di Pigiamalandia. Tutto il parco sarà decorato per l’occasione. Completerà il tutto un concorso che eleggerà il pigiama più bello che sarà premiato al termine della serata.

Alle 22:15 tutti gli ospiti potranno assistere all’ultimo Night Show di Mirabilandia della stagione tra luci danzanti e raggi laser, mentre gli acrobatici aerialist emozioneranno il pubblico per poi cedere il passo a uno spettacolo pirotecnico con sorpresa finale.

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