domenica
10 Maggio 2026

Aperto il bando per essere inseriti nel calendario di eventi al Museo del sale

Per diversificare e ampliare le possibilità di partecipazione Musa offre l’opportunità di proporre attività da svolgersi al suo interno

Attachment (31)Mostre, laboratori e viste guidate non convenzionali possono essere proposte al museo del sale per rientrare nel programma degli eventi del museo per il periodo 2018/19. “Musa”, museo del sale di Cervia oltre ad essere luogo della cultura, centro di documentazione della storia della località e del sale di Cervia, vuole essere area dinamica, luogo di incontro, aggregazione e dialogo. A tale scopo ogni anno propone un calendario di eventi fra cui visite guidate, laboratori, incontri ed esposizioni artistiche.

Per diversificare le proposte e ampliare le possibilità di partecipazione offre l’opportunità di proporre attività da svolgersi all’interno del museo. A tal fine è pubblicato sul sito del comune di Cervia nella sezione Bandi e selezioni varie, un avviso pubblico di partecipazione al calendario degli eventi del museo con relativa modulistica e indicazioni su modalità e criteri di selezione delle proposte La data di scadenza per la presentazione delle proposte è il 14 settembre 2018 .

Municipale e vigili del fuoco salvano un gattino incastrato in un’automobile

Il felino ha un solo mese di vita. Lo adotterà il proprietario del bagno Corallo. Gli agenti avevano sentito il miagolio e si sono attivati

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Nella mattinata del 16 agosto a Lido Adriano, verso le 9,15, una pattuglia della polizia municipale vigilanza di quartiere è intervenuta a seguito di una richiesta di un cittadino che sentiva il miagolio di un gattino, incastrato presumibilmente nel vano motore di un veicolo in sosta. Non riuscendo ad afferrare il gatto, di solo un mese di vita, con l’ausilio dei Vigili del fuoco è stata smontata la parte anteriore del veicolo e si è potuto liberarlo. Il gatto impaurito, ma in buono stato di salute è stato affidato al proprietario del Bagno Corallo, che ha dato la sua disponibilità ad adottarlo.

“Controllo sui carichi eccezionali per garantire il minimo rischio sui ponti”

I consiglieri Maiolini e Panizza osservano che in provincia si sono moltiplicati i grandi carichi che portano ad una condizione di “sovrastress” le infrastrutture

Marco Maiolini ed Emanuele Panizza, consiglieri comunali del gruppo misto, chiedono un controllo dei ponti in un ordine del giorno in cui si fa notare come nella nostra provincia si starebbero palesando “problemi importanti relativamente alle condizioni dei ponti e strade, in particolare di quelle percorse per lo più dagli autoarticolati”. Data la presenza dell’area portuale dei molti trasporti eccezionali, alcuni dei quali ” riguardano il trasporto di prodotti siderurgici, in particolare coils e lamiere, che sfruttando una forzatura legislativa che permette un trasporto con masse fino a 108 tonellate” che “percorrono queste infrastrutture sollecitandole più del necessario”.

Panizza e Maiolini ricordano che le associazioni  nazionali dell’autotrasporto già lo scorso anno, “hanno dichiarato forte preoccupazione relativamente all’applicazione di questa forzatura”. Si tratta poi della seconda interrogazione a riguardo. Tra le voci che si sono alzate anche quella del il Comitato Unitario dell’ Autotrasporto Ravennate che ha formulato una proposta per ovviare a questo stato di fatto parlando della “questione rilevantissima della sicurezza di strade e infrastrutture”, e aggiungendo che “i veicoli con prodotti siderurgici devono essere autorizzati limitatamente al percorso più breve per raggiungere il centro logistico interzonale più vicino, riducendo la massa massima”.

I consiglieri chiedono al sindaco e alla giunta “di attivarsi sia a tutti i vari livelli istituzionali, ma anche verso le aziende del nostro territorio che sfruttano la sopracitata forzatura legislativa, per trovare una soluzione accettabile, affinché limitino il sovraccarico e il conseguente “sovrastress” delle infrastrutture, al fine di limitare al massimo i rischi per la sicurezza, e l’esborso di denaro pubblico per il rifacimento di strade e ponti”.

Massa Lombarda piange Rita Borsellino: era cittadina onoraria dall’aprile del 1997

Il sindaco Daniele Bassi: «Era una donna consapevole che ci ha proposto il suo interrogarsi e raccontarsi al femminile nel quotidiano impegno contro la mafia»

Rita BorsellinoL’Amministrazione Comunale di Massa Lombarda esprime a nome dell’intera città il più sincero cordoglio per la scomparsa di Rita Borsellino, cittadina onoraria dall’aprile 1997. «Rita Borsellino rappresenta uno degli esempi più forti di lotta alla mafia e al dovere della verità, oltre 26 anni dopo la strage in cui furono trucidati il fratello Paolo e gli agenti della scorta – dichiara il sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi -. La storia di Rita Borsellino è la storia di una donna del sud, una donna consapevole che ci ha proposto il suo interrogarsi e raccontarsi al femminile nel quotidiano impegno contro la mafia, un’organizzazione criminosa non circoscritta, ma che si è ramificata e ha sviluppato nuove forme di crimine in ogni parte del Paese»

«Rita Borsellino – continua il primo cittadino – amava ripetere che la memoria è vita che si coltiva ogni giorno e lei la coltivava con tenacia ancora maggiore da quando la mafia aveva colpito suo fratello Paolo e tanti altri servitori dello Stato, che lo Stato non è riuscito a proteggere. Massa Lombarda continuerà, anche grazie all’esempio della nostra concittadina onoraria, a rappresentare quei valori morali che affondano le radici nella lotta di Liberazione dagli oppressori nazi-fascisti, decisivi per la rinascita democratica e la crescita sociale delle nostre comunità, ma che valgono sempre, a maggior ragione oggi».

In difficoltà con la moto d’acqua, viene salvato dagli agenti della polizia

L’uomo stava imbarcando acqua: trainato a riva prima che il mezzo affondasse. Si trovava a 800 metri dalla costa

Moto AcquaEra uscito con una moto d’acqua ma si è trovato in difficoltà nel tratto antistante le località di Milano Marittima e Tagliata di Cervia. La squadra nautica della Questua, in servizio di pattugliamento, lo ha aiutato. Anche gli agenti erano in moto d’acqua.  A Milano Marittima, all’altezza del bagno Milano, a circa 800 metri dalla costa, i poliziotti del mare hanno notato l’uomo.

Raggiunto il natante, i poliziotti hanno appurato che lo stesso, a causa di una incrinatura dello scafo, stava imbarcando acqua che aveva raggiunto il livello del motore. La moto d’acqua dopo essere stato assicurata a quelle della Polizia con due cime, è stata trainata dagli uomini della Squadra Nautica al porto di Cervia dove, i dipendenti del cantiere nautico Turci sono riusciti ad alare il mezzo prima che affondasse all’interno del porto canale cervese.

Con coltello e attrezzi da scasso in auto: denunciate due persone

Due giovani fermati per un controllo dalla polizia. Uno aveva un attrezzo multiuso, in macchina trovato un borsone con oggetti idonei a compiere furti

Attrezzi Da ScassoLa polizia ha denunciato un 23enne e  un 33enne, cittadini georgiani residenti in Sardegna, per porto di armi o di oggetti atti ad offendere. Mercoledì pomeriggio, in viale della Lirica, un equipaggio della Sezione Volanti della Questura ha proceduto al controllo di un’autovettura con a bordo una persona. All’atto dell’identificazione il 23enne è stato  trovato in possesso di un coltello multiuso che custodiva nel borsello che recava con sé.

Poco dopo gli agenti hanno rintracciato anche il conducente e proprietario del veicolo che, accortosi del controllo di polizia in corso alla guida si era fermato ad una decina di metri dall’auto. I poliziotti hanno così proceduto anche ad un accurato controllo del veicolo e sotto alla tappezzeria del baule è stata invenuta una borsa di attrezzi idonei allo scasso. Il veicolo e gli occupanti sono stati così condotti in questura è denunciati per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

«Raul si è fatto una plastica facciale e vive in Brasile»

Tra aneddoti e complottismo, uno spaccato dei ricordi della gente sull’imprenditore raccolto dall’autore del recente volume Icarus

Fotovia
Via Raul Gardini è stata inaugurata nel 2003 in centro a Ravenna

Da molti anni la storia di Raul Gardini mi ossessiona per la sua vertiginosa unicità. Un uomo che tocca le stelle con la punta delle dita e poi precipita nell’abisso. Pensavo che pubblicare Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (Minimum fax) sarebbe stato il mio modo di congedarmi da questa vicenda e chiudere i conti con Raul. Avevo sbagliato i calcoli. Da due settimane sto girando l’Italia per presentare il libro, e dopo ogni incontro c’è sempre qualcuno che mi si avvicina per raccontarmi storie su di lui. Ecco alcune delle storie che questi lettori mi hanno raccontato:

«Con un gruppo di operai ho lavorato al restauro di Ca’ Dario, il palazzo che Gardini aveva comprato a Venezia. Visto che da molti anni era disabitata, per via della tetra leggenda che la circondava, c’era molto da fare. Mentre sistemavamo gli stucchi al piano terra, all’ultimo piano c’era Gardini. All’ora di pranzo presi la schiscetta – che era di metallo rosso – e mi sedetti a terra assieme agli altri. In quel momento si aprì la porta ed entrò lui. Subito ci alzammo, ma lui ci fece cenno di rimanere comodi, e aggiunse che era venuto per pranzare con noi. Ci aveva portato ogni ben di Dio. La cosa ci stupì, ma lui disse che essendo a casa da solo preferiva stare in compagnia, e cominciammo a parlare. A un certo punto indicò la mia schiscetta e fece: ‘bello quel rosso, come si chiama’? Io gli dissi la tonalità e gli chiesi il motivo di quella domanda. Lui rispose: “voglio costruire una barca e non so di che colore farla”. Quando vidi il Moro di Venezia del colore della mia schiscetta mi venne un colpo».

«Buonasera e complimenti per il libro, però c’è una cosa che ha scritto che mi pare un po’ esagerata. A un certo punto dice che a Ravenna hanno dedicato una strada a Raul Gardini. Beh, non è molto credibile che intitolino una strada all’uomo che è passato alla storia per la tangente più grande mai pagata in Italia, poi in una città “rossa” come Ravenna. Comunque bel libro».

«In quegli anni ero un’impiegata della Ferruzzi con una piccola scrivania in fondo a un corridoio. Gardini l’ho visto solo due volte nella mia vita, e la seconda volta mi chiamò per nome. Mi ha reso veramente felice. In mezzo a tante centinaia di impiegati si ricordava il mio nome. Penso che ricordasse i nomi di tutti. Tanto basta a capire che tipo fosse».

«Io lavoravo per Serafino Ferruzzi. Ora lei deve scrivere un libro su Serafino Ferruzzi. È lui il vero eroe della storia, quello che ha creato un impero dal niente. Aveva iniziato facendo il birocciaio ed era diventato più ricco di Agnelli! Gardini è quello che in poco tempo ha distrutto tutto. L’anno prossimo saranno i 40 anni dalla morte di Ferruzzi, voglio vedere quanti concerti gli dedicheranno».

«Atterrava in cortile in elicottero. Mi ricordo che in quegli anni c’era un via vai di elicotteri che sembrava di essere a New York. Si diceva che nella sua villa in via D’Azeglio ci fosse anche una piscina olimpionica. Adesso con la visione satellitare di google maps finalmente ho controllato. La piscina c’è, ma non è proprio olimpionica, sarà al massimo 15 o 20 metri».

«Io so la verità. Non l’ho mai detta a nessuno, perché avevo paura, ma a lei la posso dire. Raul Gardini non è morto. Hanno fatto trovare il corpo di un poveraccio qualsiasi e lo hanno fatto sparire. È scappato in Brasile. Si è fatto una plastica, lo ha operato il famoso chirurgo plastico Ivo Pitanguy, se lo ricorda? Quello che rifece Niki Lauda e Naomi Campbell. Negli anni ’80 era famosissimo. Gli ha fatto una faccia nuova di zecca. Irriconoscibile. Da allora vive in Brasile. Lo sa che in Brasile tutte le macchine vanno a bioetanolo, nessuna a benzina. Esattamente come avrebbe voluto Gardini, crede che sia una coincidenza? E poi ne sono certa perché una mia amica è andata in vacanza a Bahia e lo ha visto con i suoi occhi!».

Chi si è trasferito per certo tra Brasile e Paraguay è invece Carlo Sama, che alcuni giorni fa ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Sama, ormai cieco da un occhio, ha voluto raccontare la sua inedita verità. Ha rivelato che lui e Gardini avevano fatto pace, prima che morisse. Secondo Sama fu lui stesso ad avvicinarlo dicendogli: «Raul, non ci divertiamo più se non stiamo insieme». Ed ha aggiunto che Gardini era un «uomo straordinario». L’intervista si conclude con un passaggio memorabile. Sama spiega che se Gardini non fosse morto, oggi in Italia non ci sarebbero gli immigrati. Gardini, infatti, era in procinto di rendere coltivabile la fascia mediterranea del Maghreb. E quel progetto avrebbe dato lavoro a tutti gli africani e nessuno sarebbe più partito per tentare la fortuna in Europa.
Credo che non riuscirò mai a smettere di scrivere questa storia.

In piazza San Francesco il 18 agosto le canzoni di Fabrizio De André

Bandeandré in concerto con il sostengo del gruppo Consar: una storia lunga dieci anni con diversi cd live registrati

RAVENNA 23/09/2003. NUOVA ILLUMINAZIONE DI PIAZZA SN FRANCESCO
Piazza San Francesco

Sabato 18 agosto 2018 alle ore 21.15 in Piazza San Francesco a Ravenna si terrà il concerto della Bandeandré in onore del grande cantatautore genovese: “2018, dieci anni di musica dedicata alla poesia di Fabrizio De André”. Il concerto è organizzato dall’Associazione culturale e musicale Bandeandré, con il sostegno del Consar – che quest’anno festeggia il 40esimo anno di attività – e della Pasticceria Palumbo, e gode del patrocinio del Comune di Ravenna. L’ingresso è libero.

“Sono passati ormai dieci anni da quando ci siamo ritrovati per la prima volta. – racconta Gianluigi Tartaull – Sono cambiati i governi, la crisi economica ha stravolto un po’ tutto il mondo, le guerre e la fame hanno messo in moto migrazioni epocali, ma a questo traguardo Bandeandré è arrivata compatta. In tutto questo tempo abbiamo arricchito il nostro repertorio e affinato le tecniche esecutive. Era, direi, inevitabile, come lo sono qualche capello in meno e qualche ruga in più. Soprattutto, abbiamo constatato, per il nostro piacere e per quello di chi ci ascolta, che le canzoni di Fabrizio De André non hanno tempo e continuano a favorire quel contatto umano che oggi fa così fatica a sopravvivere.”

Bandeandré è composta da Gianluigi Tartaull voce e chitarra, Nazzarena Galassi voce, Caterina Sangiorgi flauti e voce, Stefano Fabbri Percussioni, Giacomo Sangiorgi basso elettrico, Luca Vassura fisarmonica, Raimondo Raimondi chitarra, mandolino e mandola.

Nel 2010 il gruppo ha registrato il concerto al teatro Rasi di Ravenna da cui è nato il primo CD live. Dopo “Ricordando Fabrizio”, Bandeandré ha esplorato più a fondo la sua ricerca sulla spiritualità e sul bisogno dell’uomo di una dimensione anche metafisica con “L’amore sacro e l’amor profano”. Poi è venuta la riproposizione di “Non al denaro, né all’amore né al cielo”, all’interno del progetto intitolato “Il suonatore Jones e altre storie”. Sono seguiti “Storia di un impiegato”, riproposto nel progetto “Non ci sono poteri buoni”. Poi “De Andrè: gli anni 70”, che ha ripercorso gli anni fondamentali per la vita artistica e privata di Faber. Infine nella primavera 2018 è uscito il disco tributo 2018 Bandeandré.

Partito da Ravenna nel 2013, il giro del mondo in bicicletta è arrivato in Africa

Ultimo continente per il MaGio Bike Tour: lasciato il Brasile, i fratelli Gondolini sui pedali a Cape Town

Fratelli Gondolini
I due fratelli alle cascate dell’Iguazù

A fine luglio Francesco e Giovanni Gondolini sono volati dal Brasile a Cape Town, in Sudafrica, mettendo piede così nell’ultimo continente rimasto per completare il giro del mondo in bicicletta, ribattezzato su queste pagine (e sui loro canali social) MaGio Bike Tour. Partito nel febbraio 2013 da Ravenna insieme all’amico Marco Meini (che poi ha abbandonato il viaggio per amore un paio d’anni fa, mettendo su famiglia in Canada), Giovanni ha raggiunto a inizio 2018 il fratello Francesco (che a sua volta si era aggregato ormai quasi un anno e mezzo fa) in Sudamerica dopo la pausa forzata di circa tre mesi per la frattura del tendine d’Achille: ora i due sono pronti a risalire l’Africa per poi tornare a Ravenna presumibilmente nel 2019.

In questa pagina alcune riflessioni di Francesco sui ciclisti che incrociano per strada e di Giovanni sul Brasile, loro ultima tappa americana, dove – dicono – hanno pure potuto gioire per l’eliminazione della non proprio simpaticissima Nazionale verdeoro ai mondiali di calcio (altro materiale sarà pubblicato su ravennaedintorni.it).

Nel Brasile della disparità sociale c’è diffidenza verso lo straniero
Ma poi ci hanno aperto il loro cuore…
Giovanni GondoliniNel ventunesimo secolo viaggiare è facile e alla portata di tutti. Online si prenota qualsiasi cosa fino a pianificare la vacanza al minimo dettaglio. In questi anni però ho preferito tracciare una rotta su una mappa di carta e affidarmi al caso. Mi continua a piacere l’idea di entrare in una piazza di una città sconosciuta e vedere le reazioni della gente davanti allo straniero. Mi siedo in una panchina con la bici a fianco e mentre mangio un panino aspetto che succeda qualcosa. Potrei definirlo il mio test sull’ospitalità di un popolo. In alcune nazioni venivo benevolmente accerchiato, in altre ignorato, a volte osservato a distanza con curiosità, poche volte con sospetto, quasi sempre con una normale diffidenza.
Ora mi trovo nel Brasile del Sud e questo gioco mi ha mostrato un paese non così aperto come mi aspettavo. La generale insicurezza in cui versa, colpa di una disparità sociale notevole e percepibile ovunque, fa sì che il brasiliano non apra facilmente le porte di casa a uno sconosciuto. Io però avendo bisogno della loro protezione notturna e desideroso di rompere le barriere, li ho aiutati o potrei dire li ho indotti all’ospitalità. Trovandomi in zone non proprio tranquille ho spesso chiesto di poter montare la tenda nei loro giardini. Il loro iniziale rifiuto si trasformava presto in un ponderato assenso trovando nei nostri sguardi una innocenza palese. Puntualmente nel giro di pochi minuti si lasciavano andare aprendo a pieni battenti le entrate del loro cuore e della loro dimora. Oltre al giardino quindi mi offrivano un letto, una cena e una birra. Io ricambiavo con alcune storie in quella lingua post latina tra il portoghese lo spagnolo e l’italiano. Così con un piccolo aiuto anche il Brasile ha superato il mio test sull’ospitalità, tuttavia continuo a pensare che in principio sia sempre meglio fidarsi anziché diffidare…

Giovanni Gondolini

 

«Dai “tennisti” svizzeri agli “zingari” argentini
Chissà come si gustano gli spaghetti i ciclisti che incrociamo per strada…»

Francesco GondoliniI motociclisti che incrociamo per strada ci salutano alzando solo due dita, senza lasciare la presa del manubrio. Noi a volte per scherzo rispondiamo allo stesso modo, e commentiamo con i classici «Ah facile così! Quelli la sera gli spaghetti non se li gustano mica come noi…».
Poi incontriamo i ciclisti svizzeri. Sempre puliti, impeccabili, bici super costose e giubbottini catarinfrangenti. Sembrano dei tennisti. Ci guardiamo e bisbigliamo tra i denti un «Eh, fighetti! Quelli non sanno neanche che sapore hanno gli spaghetti in bianco…». Se invece nel gruppetto di tennisti in bici c’è anche una bella ragazza bisbigliamo solo un «Eh…».
Poi conosciamo i ciclisti argentini. Invece delle borse impermeabili, nei portapacchi hanno dei bidoni di plastica. Un uruguayo addirittura aveva montato due borse del computer. Son tutti sgangherati, con bici improbabili per un vero cicloturista. Ci guardiamo sorridendo e ci scappa un «Ma che zingari! Quelli non hanno neanche una scatoletta di tonno da aggiungere agli spaghetti…».
Per non parlare dei ciclisti che vanno ai raduni della Famiglia Arcobaleno. Quelli viaggiano senza soldi. Per scelta. «Fricchettoni! Non hanno neanche gli occhi per piangere. Altro che spaghetti…».
Una volta trovammo un italiano che voleva andare da Santiago del Cile fino in Patagonia con una specie di mosquito, una bici cinese con un motorino montato sopra. E noi pensiamo «sì, ma deciditi! Questo mangia gli spaghetti con sopra le polpette…».
Addirittura conosciamo per strada due cechi che giravano il Sudamerica con dei monopattini. Ma perché, se hanno inventato la catena e i pedali? Quelli son più matti di noi. «Ma guarda che pirla! Questi per farla complicata gli spaghetti se li mangiano crudi…».
Va a finire che c’hanno ragione i motociclisti, che penseranno di noi «Ma perché, se hanno inventato il motore?». O forse no. O forse fanno bene gli argentini. Va a finire che hanno ragione tutti. E allora buon viaggio a chiunque parta, comunque parta!

Francesco Gondolini

Tragico fuoristrada nella notte a Casal Borsetti. Muore diciottenne

Schianto contro un albero in via Spallazzi. Coinvolta anche una seconda auto. Il passeggero e altri due ragazzi praticamente illesi

Incidente Moratele Casal Borsetti
foto Fabrizio Zani

Viaggiavano verso le 10.30 di notte del 14 agosto, lungo la stessa direzione in via Giovanni Spallazzi, la litoranea che collega Marina Romea a Casal Borsetti, quando all’altezza del Camping Pineta, due auto, un Golf e una Fiat Punto, con a bordo ognuna due ragazzi sono uscite fuori strada. Una si è arenata in una radura oltre la carreggiata l’altra si è schiantanta violentemente di fianco contro un albero. Il conducente di quest’ultima – il dicottenne Kevin Bertarini residente nel bolognese, in vacanza con la famiglia nella riviera ravennate (come riporta il quotidiano “Resto del Carlino”) – è stato trovato dai soccorritori del 118 fuori dalll’auto, morto sul colpo. Solo un’altro dei giovani coinvolti nell’uscita di strada è stato portato con lievi ferite all’Ospedale di Ravenna. Sul posto, oltre alle ambulanze e i mezzi del Vigili del Fuoco, gli agenti della Polizia Municipale che hanno svolto i rilievi del caso per comprendere la dinamica dell’incidente.

A proposito del luogo del sinistro il lettore Giovanni Gardini ha scritto alla nostra redazione segnalando – oltre alla chiusura dopo l’incidente della viabilità per un paio d’ore che ha deviato il traffico sulla Romea – la criticità di via Spallazzi spesso “ristretta” nella percorribilità da auto parcheggiate ai lati: «Non so se ci sia una correlazione con l’incidente, ma quasi tutti i giorni d’estate, in via Spallazzi a Casal Borsetti, le auto sono costantemente parcheggiate occupando la sede stradale, restringendola. Posso testimoniare che ogni giorno percorro quella strada almeno un paio di volte rischiando l’incidente con le auto che incrocio all’altezza dei restringimenti. Infatti da una parte ci sono gli oleandri (tra la pista ciclabile e la strada) e gli automobilisti stanno verso il centro della strada per non sbattere sulle fronde. Dall’altra parte ci sono le auto parcheggiate che invadono la sede stradale rubando fino ad un metro di spazio…».

Crollo ponte a Genova, «Emilia-Romagna a disposizione per qualsiasi necessità»

Lo sgomento del Presidente della Regione e della Provincia per il disastro in Liguria

39215980 1824018404301715 148078467932487680 N«Il cuore in gola vedendo immagini. Il pensiero alle persone e alle famiglie colpite. La gratitudine a chi sta prestando soccorsi. Regione Emilia-Romagna a disposizione per qualsiasi necessità». È il commento a caldo del Presidente della Regine Stefano Bonaccini sul crollo del ponte autostradale Morandi di Genova.

Sgomento anche del sindaco di Ravenna e presidente della Provincia Michele De Pascale. «A Genova una tragedia immane. Un pensiero ai familiari delle vittime e ai feriti coinvolti in un disastro di proporzioni devastanti. Grazie ai soccorritori», ha scritto sulla sua pagina Facebook.

Virus West Nile, il sindaco: «Nessun allarme». Ecco come evitare le zanzare

I consigli utili dell’Ausl Romagna dopo la morte dell’anziana a Faenza

«Nessun allarme sanitario nel territorio». A ribadirlo è su Facebook Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza, città dove nel weekend è morta un’anziana, già con una grave patologia. La notizia – riportata dai quotidiani in edicola oggi (14 agosto) e poi rilanciata brevemente dai vari siti di informazione locali – ha creato come comprensibile una certa apprensione e così il sindaco rilancia il comunicato dell’Ausl Romagna in cui è evidenziato come il virus West Nile abbia solitamente un decorso benigno, salvo per pazienti già in condizioni di salute critiche per cause pregresse.

«L’infezione – scrive l’Ausl – nella maggior parte dei casi non provoca neppure la comparsa di sintomi, oppure si manifesta con sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Solo in casi rari, in meno dell’uno per cento delle persone colpite, soprattutto se anziane o con alterazioni del sistema immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. Non si tratta inoltre di una patologia che si trasmette da uomo a uomo, bensì attraverso l’azione di un insetto vettore quale la zanzara che, però, può assumere il virus solo da un uccello e non da una persona già infetta».

Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl intende comunque rimarcare alcune misure di prevenzione per limitare rischi sanitari, di cui si raccomanda l’adozione da parte di tutti i cittadini. «Il virus West Nile si trasmette attraverso le punture di zanzare del genere Culex, comuni nelle nostre zone, che sono attive e pungono durante le ore serali e notturne diversamente dalla zanzara tigre che punge soprattutto di giorno. E per prevenire questa malattia, come altre che coinvolgono insetti vettori,  le fondamentali misure precauzionali si possono sintetizzare in due punti essenziali: evitare le punture delle zanzare; cercare di ridurre al minimo il numero di zanzare contrastandone la proliferazione».

Ecco alcune semplici raccomandazioni dell’Ausl da seguire per proteggersi dalle punture di zanzara nelle ore serali e notturne:
– all’aperto indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (con maniche lunghe e pantaloni lunghi);
– evitare i profumi, le creme, i dopobarba, ecc. che attraggono gli insetti;
– applicare repellenti cutanei su tutte le parti scoperte del corpo, compreso il cuoio capelluto se privo di capelli, ripetendo il trattamento perché i prodotti evaporano rapidamente e vengono asportati dal sudore. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra e bocca), sugli occhi e su cute irritata o con ferite. E’ opportuno non utilizzare spray direttamente sul viso, ma applicare il prodotto con le mani.
La durata della protezione dipende dal principio attivo e dalla sua concentrazione;
– l’uso dei repellenti non va fatto in modo indiscriminato, ma seguendo scrupolosamente le indicazioni e le avvertenze riportate sulla confezione e prestando particolare attenzione per le donne in gravidanza e per i bambini, per i quali devono essere scelti i prodotti indicati in base all’età.
– I prodotti repellenti possono anche essere spruzzati sui vestiti.
– Per gli ambienti chiusi schermare finestre e porte-finestre con zanzariere a maglie strette. In alternativa è possibile utilizzare apparecchi elettrici emanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, ma tenendo sempre le finestre aperte.
– In presenza di zanzare all’interno delle abitazioni si può ricorrere a prodotti in bombolette spray a base di estratto o derivati del piretro, insetticida che si degrada rapidamente soprattutto dopo aerazione dell’ambiente.

Come contrastare la proliferazione delle zanzare
L’Ausl ricorda che le Amministrazioni comunali effettuano periodicamente trattamenti larvicidi su pozzetti e caditoie di strade e piazze pubbliche e su parte dei fossi e degli scoli che si trovano alla periferia dei centri abitati.
Inoltre in base ad una recente ordinanza in occasione di manifestazioni pubbliche che si svolgono in orario serale e in aree verdi o con presenza di verde, con presenza di numerose persone, gli organizzatori devono effettuare preventivamente un trattamento con prodotti abbattenti nei confronti delle zanzare.
Per contribuire alla riduzione del numero delle zanzare si ritiene opportuno ribadire la necessità che i cittadini continuino ad effettuare con regolarità i trattamenti antilarvali nelle loro proprietà, come previsto anche dalle ordinanze sindacali emesse per la lotta alla zanzara tigre da ogni Comune della nostra provincia. Qualora all’interno delle proprietà private non sia possibile eliminare i ristagni d’acqua occorre usare i prodotti larvicidi in pozzetti, caditoie, grigliati, cisterne, bidoni, contenitori per raccolta d’acqua, fossi, scoli, ecc. I trattamenti vanno effettuati fino a tutto il mese di ottobre con cadenza periodica secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.

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