venerdì
08 Maggio 2026

Il Ravenna Fc ha la sua torre d’attacco: dall’Entella arriva il gigante Magrassi

Calcio C / La punta veneziana è stata girata dalla società ligure in prestito fino al termine della stagione. «La stima ricevuta mi ha dato quella spinta in più per scegliere questa piazza così importante»

Malgrassi
Il nuovo attaccante del Ravenna Andrea Magrassi

A pochi giorni dalla prima partita ufficiale della stagione arriva un altro grande colpo a rinforzare l’attacco del Ravenna Fc, è arrivata infatti la firma sul contratto da parte di Andrea Magrassi. Centravanti dalla grande struttura fisica (193 cm), è reduce dall’esperienza di Matelica, dove ha collezionato 18 gol in 32 presenze. Andrà a completare l’attacco giallorosso, candidandosi a diventare il riferimento del tridente disegnato da Foschi. «Sono un attaccante – spiega – che nonostante la struttura ha una buona velocità. Non sono solo quindi la classica punta ferma che fa la sponda, ma mi piace molto attaccare la profondità, che abbinato alla mia struttura fisica crea problemi alle difese avversarie».

Andrea era una degli attaccanti più ricercati dal mercato della Lega Pro e non solo: le voci davano al suo inseguimento Siena, Fano, Monza, Cittadella, Livorno e Cesena. La firma è arrivata con la Virtus Entella, che l’ha girato in prestito al Ravenna fino al termine della stagione. Un accordo che testimonia una proposta seria ed ambiziosa da parte della società giallorossa e la costanza del direttore sportivo Sabbadini, che ha contagiato con il suo entusiasmo anche il forte attaccante: «Sono contento di questa stagione nel Ravenna – riprende Magrassi -. Avere percepito in modo netto la stima di Sabbadini e Foschi è stato fondamentale per la mia scelta. Avere sentito una società che mi ha voluto fortemente è stata quella spinta in più che mi ha fatto scegliere questa piazza importantissima».

La carriera di Magrassi parte da Brescia dove aveva trovato l’esordio in B con le rondinelle prima di essere acquistato dalla Sampdoria, poi varie esperienze tra le quali Portogruaro, Real Vicenza, Martina Franca, la serie B Portoghese dell’Olhanense, Mestre, tutte condite con un buon bottino di gol, fino ad arrivare a oggi a vestire la maglia giallorossa, già pronto per la partita di Coppa Italia contro il Rimini, perché come dice Andrea, «Tutto lo fa il campo».

La scheda – Andrea Magrassi

Ruolo: attaccante

Nato: a Dolo (VE) 06/02/1993

S.S. Squadra Serie Presenze Goal
2011-2012 BRESCIA CALCIO B 1 0
2012-2013 PORTOGRUARO-SUMMAGA CALCIO C1 9 0
2013-2014 REAL VICENZA C2 11 0
2014-2015 MARTINA FRANCA C 15 2
2015-2016 OLHANENSE POR 4 0
gen-16 MESTRE D 12 4
2016-2017 OSTIAMARE D 12 4
dic-16 CALVI NOALE D 20 8
2017-2018 MATELICA D 32 18

Falsa partenza all’Europeo di Bruno Rosetti e del suo otto: si va ai ripescaggi

Canottaggio / In batteria l’imbarcazione italiana non è riuscita a tenere il passo di Germania e Romania. Oggi, 3 agosto, gli azzurri vanno a caccia di uno dei quattro pass per la finale di domenica

Otto Azzurro Rosetti Europeo
L’otto azzurro di Bruno Rosetti (quarto da sinistra) in azione all’Europeo (foto Perna)

Non è cominciata con il piede giusto a Glasgow, in Scozia, l’avventura di Bruno Rosetti al campionato europeo assoluto di canottaggio. L’otto azzurro formato dal ravennate e da Perino, Mumolo, Gabbia, Liuzzi, Infimo (che ha sostiuito l’indisposto Parlato), Paonessa, Pietra Caprina e dal timoniere D’Aniello si è piazzato solo al terzo posto della batteria, mancando la qualificazione diretta alla finale. L’imbarcazione italiana, vincitrice del bronzo agli ultimi Mondiali di Sarasota (Stati Uniti), deve quindi superare i recuperi, in programma domani, venerdì 3 agosto, alle ore 12.30, dove sfiderà Gran Bretagna, Russia, Polonia e Romania. Il pass verrà assegnato alle prme quattro, quindi solo l’ultima classificata non parteciperà alla gara che vale l’oro continentale, in programma domenica 5 agosto alle 13.45.

In batteria l’Italia è stata stretta fin da subito tra Germania e Romania, appaiate al centesimo al primo rilevamento con un paio di secondi di vantaggio su Pietra Caprina e compagni. Dopo i 500 metri è venuta fuori la Germania, che ha cercato di togliersi di mezzo la Romania che però non ha mollato e a metà gara era ancora lì a sette decimi. La Germania ha insistito nella propria azione per avere ragione dell’ammiraglia rumena che a sua volta ha tentato ancora il tutto per tutto, mentre l’Italia poco dopo i 1000 metri si è rialzata pensando al ripescaggio. Il finale ha visto la Germania avere la meglio sulla Romania per appena mezzo secondo, quindi tedeschi in finale, rumeni e azzurri, terzi, ai recuperi.

Ordine d’arrivo: 1. Germania 5.32.83, 2. Romania 5.33.37, 3. Italia 5.57.10. Nell’altra batteria l’Olanda (5.36.35) si è qualificata per la finale precedendo Gran Bretagna (5.38.63), Russia (5.41.71) e Polonia (5.42.61).

Sede imbrattata di escrementi e danni a mosconi e torrette: i bagnini sotto attacco

Raid notturni in aumento: gesti vandalici e vendette mirate? Il responsabile dei baywatch ravennati si rivolge ai carabinieri

L’imbrattamento della sede operativa sulla spiaggia di Punta Marina con escrementi è solo l’ultimo episodio di un serie di attacci contro i bagnini di salvataggio della cooperativa Spiagge di Ravenna. Una raffica di raid notturni – con danni a torrette di avvistamento e mosconi – che ha portato il responsabile dei baywatch di casa nostra a presentarsi ai carabinieri per segnalare le vicende. A riportare la notizia è Il Resto del Carlino nell’edizione odierna del 2 agosto in un articolo firmato da Lorenzo Priviato. Gesti vandalici o vendette mirate? Al momento non viene escluso nulla.

Minorenne finse di essere senza genitori per l’assistenza, condannato per truffa

Le indagini della polizia accertarono che il ragazzo straniero era arrivato in compagnia del padre che poi era ripartito perché potesse raccontare di essere senza accompagnamento

Foto CommissariatoSi presentò al commissariato di polizia di Faenza per dire che era arrivato dall’Albania senza genitori e da solo in Italia non aveva mezzi per il sostentamento così venne inserito nel programma dedicato ai minori stranieri non accompagnati: sistemazione in una struttura e istruzione scolastica pagata dalle casse pubbliche italiane (77 euro al giorno). Le indagini fecero emergere che le cose non erano così e ora per il giovane è arrivata una condanna di un anno (con la condizionale) per truffa allo Stato. Le verifiche fecero infatti emergere che l’arrivo in Italia era avvenuto proprio con l’accompagnamento del padre che poi tornò sull’altra sponda dell’Adriatico in accordo con il figlio che sarebbe rimasto per beneficiare dell’assistenza pubblica.

La notizia è riportata sulle pagine de Il Resto del Carlino e del Corriere Romagna. Il giudice parla di «particolare scelleratezza» della condotta «volta non solo a raggirare la legge ma altresì a cagionare un danno economico alla pubblica amministrazione servendosi delle risorse di quest’ultima a protezione di soggetti realmente bisognosi di aiuto».

Trova un ladro nell’auto e lo fa arrestare. Aveva già ripulito quella della moglie

In manette un 19enne che non sapendo di avere di fronte il vero proprietario ha fatto finta di essere nella propria vettura. La volante è arrivata quando stava ancora recitando la parte

Polizia Notte11Stava svaligiando un’auto in sosta di notte e quando ha visto avvicinarsi una persona ha fatto finta di essere nella propria vettura e rovistare nel cruscotto come alla ricerca di qualcosa ma non poteva immaginare che di fronte aveva il vero proprietario dei veicolo. Un 19enne lettone è stato arrestato dalla polizia questa notte in via Cassiodoro a Ravenna. Gli accertamenti sulle auto parcheggiate nella stessa zona hanno permesso di verificare che il giovane aveva già ripulito quella della moglie dell’uomo che ha scoperto il ladro.

L’uomo è rimasto lucido e ha chiamato il 112 continuando a restare in zona in modo che il ladro continuasse a fingersi proprietario dell’auto. E così la pattuglia della polizia è potuta arrivare e trovarlo nell’abitacolo.

Il 19 enne ha numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, in particolare per furto aggravato su autovettura e per porto di armi o oggetti atti ad offendere. Nello zaino aveva gli oggetti rubati dall’auto della donna, torce e un bastone da passeggio della lunghezza di 85 centimetri. Nella mattinata odierna nell’udienza per direttissima il ragazzo ha patteggiato cinque mesi e dieci giorni di reclusione e 140 euro di multa (pena sospesa). È stato poi munito di foglio di via obbligatorio del questore e allontanato dalla città.

Tentato furto in abitazione: fermati un bambino di 11 anni e una ragazza di 17

La giovane era irreperibile da due anni: deve scontare una condanna per un altro furto in casa

RAVENNA 19/06/18. SPACCTA IN VIA CIRCONVALLAZIONE MOLINETTONel giardino di casa ha trovato un bambino di undici anni che tentava di entrare nell’abitazione per un furto: la chiamata tempestiva della padrona di casa al 112 ha permesso ai carabinieri di individuare l’undicenne in compagnia di una 17enne: dai controlli in caserma è emerso che a carico della ragazza pendeva un ordine di esecuzione della condanna per un furto in abitazione commesso nel Ravennate nel luglio del 2015. La giovane era irreperibile dal marzo del 2016.

La pattuglia della stazione carabinieri di via Alberoni che ha rintracciato i due giovani li ha trovati con una serie di attrezzi usati per scassinare porte e finestre, sprovvisti di documenti e pertanto venivano accompagnati in caserma per l’identificazione. Dopo la formalizzazione a carico di entrambi della denuncia per il tentato furto in abitazione ed il possesso ingiustificato di attrezzi atti allo scasso, la ragazza è stata condotta al carcere femminile minorile di Pontremoli (MS), dove dovrà scontare la pena della reclusione, mentre l’11enne, non imputabile, è stata affidato ad una comunità di minori.

Passeggiata in pineta alla scoperta della vegetazione per liberare rapaci curati

Iniziativa in programma il 6 agosto per conoscere l’ambiente verde delle coste

Pineta LitoraneaProsegue il programma delle passeggiate ecologiche in pineta promosso dall’associazione Amanti della Pineta in collaborazione con il consiglio di zona di Milano Marittima, con l’associazione culturale Casa delle Aie, con l’associazione nazionale Forestali: appuntamento alle 17.30 del 6 agosto davanti allo stadio dei Pini di Milano Marittima. La passeggiata sarà l’occasione per apprezzare le novità che nell’arco della stagione interessano la pineta, per l’evoluzione della vegetazione, dei fiori e dei frutti e per scoprire un ambiente naturale di pregio. In primo luogo le piante d’alto fusto: pini domestici, pini marittimi e le latifoglie costituite da piante quercine (quercia, rovere, farnia, leccio, roverella) e dal  frassino minore e maggiore, dal pioppo bianco e  dall’olmo nostrano. Nel corso dell’iniziativa verranno liberati rapaci e altri esemplari di uccelli curati dal Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Ravenna gestito dall’associazione “Amici degli animali”.

L’iniziativa è finalizzata a scoprire lo scrigno naturalistico dell’antico bosco litoraneo cervese, con la guida di Guerrino Gori, etologo e naturalista, dell’Associazione Nazionale Forestali (Anfor) delle province di Ravenna e Ferrara. È  prevista un’introduzione storica a cura di Renato Lombardi sulla pineta e su Milano Marittima. Al termine della passeggiata Gori provvederà a sorteggiare gratuitamente tra i partecipanti una copia del suo nuovo libro “A tutti gli amici alati buon appetito”, rassegna fotografica dei volatili ripresi nei momenti dei pasti negli ambienti naturali di Cervia (Risguardi Editore – Forlì). Sorteggerà anche alcune suggestive immagini a colori di ambienti naturali, del formato di cm. 30×20. Verranno inoltre  sorteggiate gratuitamente alcune pubblicazioni storiche su Cervia e Milano Marittima  a cura di Renato Lombardi e alcuni cataloghi di opere pittoriche di Alteo Missiroli. ispirate a tematiche ecologiche.

Diciotto anni di carcere possono bastare: «Basta con le rapine, ora faccio il cuoco»

La storia di un 40enne cresciuto dove la mafia comandava, detenuto in varie parti d’Italia: «In cella a Ravenna per la prima volta ho sentito la fiducia degli altri per il mio recupero. Ma all’inizio mi stupivano gli scherzi “tra guardie e ladri”»

Arresti

L’appuntamento è in stazione a Ravenna. Mario, nome di fantasia, si fa trovare su un lato: «Dall’altra parte so che a volte ci stanno quelli che spacciano e non mi va che qualcuno passi, mi vede e magari si fa strane idee». Perché il 40enne Mario ha deciso che con il crimine non vuole avere più niente a che fare, manco per sbaglio: diciotto anni di carcere possono bastare. Oggi vive con la famiglia e può uscire di casa tra le 7.30 e mezzanotte ma non può lasciare la provincia di Ravenna: da un anno è in regime di affidamento, misura alternativa alla detenzione concessagli perché arrivato a metà della pena residua. Da poco si è aggiunta un’ulteriore condanna per episodi passati e così il residuo è salito a sette anni e mezzo: «Prima o poi penso che dovrò tornare al regime di semilibertà, di giorno al lavoro e di notte a dormire in carcere. Per ora non ci penso e continuo il mio percorso». Mario oggi fa il cuoco in un locale sulla costa ravennate.

Quando è entrato in carcere per la prima volta?
«A 19 anni per una rapina. A undici avevo smesso con la scuola e sono cresciuto in un contesto che si può definire solo con una parola: mafioso. Avevo un padre padrone che a un certo punto ha preso mia madre ed è scappato lasciandomi solo. È stato quasi inevitabile prendere quella strada. La prima volta mi sono fatto quattro anni».

È uscito cambiato?
«È stata una scuola per tornare a delinquere. A nessuno là dentro interessava il nostro recupero. Accumulavo rabbia e vivevo 20 ore al giorno chiuso in una cella 4 metri per 4 con altri 12 uomini più grandi e più esperti che progettavano i colpi da fare una volta usciti. Per loro è stato facile convincermi. Tra il 1994 e il 2007 sono stato detenuto in vari carceri d’Italia anche lontano da casa, avrò passato in libertà un anno e mezzo».

Che reati?
«Furti e rapine, solo quelli ho fatto in vita mia. Banche, poste e gioiellerie in giro per l’Italia, ci organizzavamo con i complici, restavamo via di casa qualche giorno e tornavamo. Non ho mai scippato un vecchietto perché mi pareva di fare male ai miei nonni che sono state le uniche figure che mi hanno voluto bene da bambino. E non ho mai toccato la droga. Chi mi conosce nel giro lo sa».

Ha mai avuto un lavoro legale?
«Nel 2007 trovai un posto da manovale per una ditta di edilizia e per due-tre anni ho lavorato in varie parti d’Italia. Poi è arrivata la crisi, il lavoro non c’era più e io avevo una famiglia da mantenere così sono tornato a fare quello che sapevo fare».

Cosa sapeva la sua famiglia di come arrivava il pane in tavola?
«Sto con mia moglie da quando io avevo 18 anni e lei 13. Sapeva tutto e non approvava. Ha provato spesso a farmi smettere. Ne ha sopportate tante, me ne rendo conto. Oggi che ho chiuso con quella vita posso dire che l’amore ha trionfato. Abbiamo dei figli che sono grandi, fino a quando erano piccoli mia moglie raccontava loro che ero via per lavoro oppure quando ero in carcere li vedevo una volta ogni due mesi perché ero distante e cercavamo di dire che era il mio posto di lavoro. Poi sono cresciuti e trovavano da soli il mio nome sul giornale quando mi arrestavano e per loro è stato anche umiliante. L’ultima volta uno dei figli me l’ha proprio detto…».

CarabinieriQuando è entrato in carcere a Ravenna?
«Nel 2014, mi arrestarono con altri per una tentata rapina alle poste e poi si aggiunsero le accuse di due colpi in gioiellerie e una banca. Per come ero abituato dalle mie esperienze in altri carceri, quando mi sono trovato dentro a Port’Aurea mi sembrava di essere in collegio e non in carcere…».

Quali erano le differenze rispetto alle detenzioni precedenti?
«Tutto. Chi aveva mai avuto un colloquio con un educatore al primo giorno di ingresso? Chi mi aveva mai chiesto che cosa mi piaceva fare e che cosa sapevo fare? Al massimo qualche corso di formazione ma poca roba. A Ravenna ho avuto la sensazione che a qualcuno interessasse davvero aiutarmi, ho avuto la percezione di un clima umano. Devo molto alla direttrice che ha sempre dimostrato tutta la sua disponibilità per aiutarci ed è una persona molto presente, ci mette la faccia e si impegna per prima. Gentile ma severa con chi sbaglia. Quando senti che qualcuno ti sta dando fiducia poi non vuoi provare la vergogna di tradirla e fai del tuo meglio».

E nelle sezioni delle celle che clima ha trovato?
«Mi rendo conto che arrivare con il mio curriculum di reati in un carcere come quello in cui tutti hanno piccole condanne forse mi ha facilitato l’ingresso perché pensavano chissà cosa di me. Per loro ero un rapinatore di banche. E io me ne stavo da parte. Però certe cose all’inizio mi stupivano e non le capivo. Vedevo i carcerati che scherzavano con le guardie, per le mie abitudini maturate in cella chi scherza con una guardia era da considerare un infame».

E agli infami cosa succedeva negli altri carceri?
«Quando tornavano in cella si prendevano le mazzate. Continuavano a prenderle fino a quando venivano spostati. A Ravenna non è mai successo e ho capito che questo rende più serena la permanenza e migliora la voglia di riabilitarsi. Una mattina uno degli agenti mi salutò per nome e io cominciai a chiedermi che cosa potesse volere da me. Poi ho capito che era quello il clima a Ravenna. E qualche tempo fa al mare ho incontrato uno degli agenti: ci siamo presi un caffè e mi ha pure presentato la moglie».

Che ricordi ha di Port’Aurea?
«I colloqui in un piccolo angolo verde all’aperto: sembra una cosa da poco ma aiuta a stare bene. E poi l’umanità delle guardie che ci lasciavano qualche minuto in più se mio figlio piangeva. Oppure la gentilezza di non perquisire i pannolini e le scarpine di un neonato per cercare droga perché magari hanno capito che si possono fidare».

Quindi la droga in carcere c’è…
«In alcuni sì, gira di tutto».

Come mai ha fatto il corso di cucina a Ravenna?
«A undici anni quando lasciai la scuola mi presero a lavorare in una pasticceria. Mi piaceva e un po’ mi sentivo portato».

Cucinavate per i detenuti?
«Non solo. La direttrice ha sempre cercato di aprire il carcere in molte occasioni, accogliendo autorità e associazioni. E noi in cucina ci occupavamo del buffet. In uno degli eventi organizzati preparammo da mangiare per 400 persone. E già quella è stata una bella soddisfazione. Poi mi trovai di fronte il capitano dei carabinieri che mi aveva arrestato, mi strinse la mano e mi disse che voleva vedermi così anche fuori».

Ha contatti con gente conosciuta in carcere?
«Ho deciso di tagliare tutti i ponti, anche con il coimputato del mio caso. Mi dispiace umanamente perché le nostre famiglie si conoscono ma credo sia meglio così, perché poi se ci troviamo i discorsi finiscono sempre sul passato e io non ci voglio più pensare a quel passato».

Com’è stato il rientro nella società?
«Difficile. C’è la crisi che vale per tutti e in più per chi è stato in carcere ci sono i pregiudizi. Ho portato in giro un po’ di curriculum. Il momento difficile veniva quando mi chiedevano che lavori avevo fatto prima: stavo vago, dicevo che mi ero trasferito da poco, ma poi i miei dati li hanno e oggi giorno vanno a vederla la tua fedina penale…».

Come ha trovato il posto da cuoco?
«Devo ringraziare una delle insegnanti dei corsi di cucina in carcere. Ha messo una buona parola lei e in primavera ho cominciato nella cucina di un locale al mare. Devo dire grazie ai titolari che hanno deciso di mettermi in prova e poi sono stati convinti dalla mia capacità. Mi muovo con treno e bus, che risparmio qualche euro rispetto alla macchina. Porto a casa uno stipendio e sapere che quelli sono soldi lavorati è una soddisfazione».

Qual è il suo piatto forte?
«Una ricetta tradizionale delle mie parti, molto semplice ma quando faccio quella vado sul sicuro».

«Per domenica sono pronto». Maleh, tornato in giallorosso, scalpita verso la coppa

Calcio / Definito il prestito dal Venezia, il centrocampista classe ’98 rassicura i tifosi in vista del debutto ufficiale di domenica contro il Rimini. «Sappiamo che è una gara molto sentita dai tifosi e speriamo di fare il massimo»

Maleh 1
Il centrocampista giallorosso classe ’98 Youssef Maleh

Su Youssef Maleh, che ritorna in giallorosso in prestito dal Venezia, si era espresso fin da prima del raduno il direttore sportivo Sabbadini, definendolo come un elemento importante per la rosa del Ravenna che verrà. Un futuro neanche troppo lontano, dato che domenica alle ore 20.30 partirà la Coppa Italia di Lega Pro, prima competizione ufficiale della stagione, contro i cugini neopromossi del Rimini.

L’estate di Maleh è stata un po’ tribolata, colpito dalla situazione Cesena, una volta svincolato ha trovato casa a Venezia, prima di tornare a Ravenna dove aveva ben figurato nella seconda parte della scorsa stagione. «E’ stata un po’ travagliata – inizia – ma ne siamo usciti nel migliore dei modi, sono molto contento di questa scelta. Adesso sono concentrato su questa nuova avventura».

Youssef nell’attesa di essere tesserato si è allenato con i compagni fin dal primo giorno. «Spero di avere acquisito una buona esperienza nella passata stagione e di metterla a frutto in questa. Sono contento della fiducia e della considerazione della società. Sarà un anno fondamentale sia per il Ravenna che per me. L’obiettivo è di fare il massimo per questa squadra e di conseguenza anche per il mio futuro».

Un’intensa preparazione culminata con l’amichevole di sabato scorso, dove è uscito anzitempo per una lieve contrattura che però non dovrebbe minarne la presenza nel derby di domenica. «Queste prime settimane sono state molto intense, abbiamo lavorato davvero tanto, il mister e lo staff sono molto preparato, ed ho trovato subito feeling anche con i nuovi compagni. Stiamo costruendo un bel gruppo. L’imprevisto di Cervia non è nulla di grave e sono a disposizione di Foschi per domenica. Siamo già con la testa alla partita, sappiamo che è molto sentita dai tifosi e speriamo di fare il massimo, dobbiamo vincere».

«Mi manda Pozzecco». Alla Rekico arriva Zampa, promettente azzurro Under 20

Basket B/ La guardia/ala di Trieste ha firmato un contratto biennale, con l’opzione per una terza stagione. «Sin dal primo allenamento lavorerò duramente per calarmi al meglio in questa nuova realtà»

Mattia Zampa Azione
La guardia/ala Mattia Zampa in azione

Da Trieste a Faenza, passando dalla C Silver alla nazionale Under 20. Nonostante abbia soltanto 19 anni, la carriera di Mattia Zampa è già stata ricca di soddisfazioni: gli sono infatti bastate poche stagioni per mettere in mostra tutte le sue doti fisiche e atletiche. Qualità che non sono sfuggite alla dirigenza della Rekico, decisa a puntare su di lui per il prossimo campionato, prendendolo dalla Servolana (C Silver del Friuli Venezia Giulia) con un contratto biennale con l’opzione per una terza stagione. Grande merito per la crescita della giovane guardia\ala è di Franco Pozzecco, babbo di Gianmarco e vice coach della Servolana, che lo ha allenato duramente, preparandolo per la sua prima esperienza lontano da casa. Allenamenti che hanno dato i frutti sperati, tanto che a gennaio è stato convocato per il raduno della nazionale Under 20. Zampa è ora pronto a conquistare Faenza.

Nato a Trieste il 14 gennaio 1999, Zampa è una guardia\ala di 195 cm che ha nella fisicità e nella tecnica le sue armi in più. Dopo aver iniziato a giocare a pallacanestro nel settore giovanile dell’Azzurra Trieste dove ha militato dall’Under 15 all’Under 18, è passato nel 2016 alla Servolana nella C Silver del Friuli Venezia Giulia, giocando per due stagioni in prima squadra e in Under 20. Le sue ottime prestazioni hanno destato l’interesse del commissario tecnico Eugenio Dalmasson che a gennaio lo ha convocato per un raduno della nazionale Under 20. Un percorso da record per un ragazzo che militava in C Silver.

«Credo che Faenza sia la società giusta per crescere e maturare – spiega Zampa -. Giocherò in un club ambizioso che mi darà la possibilità di mettermi in mostra anche in Serie B, ma dovrò essere bravo a ritagliarmi minuti in un organico che ha tanta qualità. Sin dal primo allenamento lavorerò duramente per calarmi al meglio in questa nuova realtà, mettendomi al servizio dell’allenatore che sono certo mi aiuterà molto nel mio percorso per diventare un giocatore di pallacanestro. L’aggressività in difesa e l’impegno, credo siano le mie caratteristiche migliori».

Il giocatore conclude dicendo che «quella ai Raggisolaris sarà la mia prima esperienza lontano da Trieste e devo ringraziare la Servolana che mi ha dato la possibilità di provare questa nuova avventura. In quella società sono cresciuto molto con Franco Pozzecco, allenatore che considero come un nonno, e che mi ha fatto lavorare con allenamenti mirati per migliorare i fondamentali. Anche suo figlio Gianmarco mi ha dato tanti consigli ed è stato un onore potermi allenare qualche volta anche con lui».

A Conselice ultima tappa nella Bassa per il mix di poesia e teatro del Cirque Bidon

Dal 4 all’8 agosto alle 21.30 nell’area del palazzetto le esibizioni degli acrobati e danzatori della carovana francese

Cirque BidonConselice sarà l’ultima tappa nella Bassa Romagna della tournée estiva del Cirque Bidon, un mix nato in Francia unendo teatro, acrobazie, musica dal vivo e clownerie. La carovana ha raggiunto l’Italia a inizio giugno a bordo di carri trainati da cavalli, per attraversare le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna al ritmo di 25/30 km al giorno: il 3 agosto arriverà a Conselice e rimarrà nell’area del palazzetto dello sport per dare vita a diverse esibizioni dalle 21.30 dal 4 all’8 agosto.

La compagnia, guidata da François Rauline (detto François Bidon) porterà in scena, o meglio in pista, lo spettacolo “Entrez dans la danse!”, che lancerà in orbita i sogni del pubblico e degli attori. Sarà un viaggio in cui il teatro si mescola alla danza e al circo e la comicità alla poesia. Il costo dei biglietti è di 15 euro intero e 10 euro ridotto (da 4 a 13 anni compiuti). Per i bambini sotto i 4 anni l’ingresso è gratuito. È possibile acquistare i biglietti in prevendita su www.vivaticket.it oppure in biglietteria da un’ora prima dello spettacolo. La biglietteria è aperta dalle 20.30.

La tournée è organizzata da Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna, con Festival Tutti Matti per Colorno e Teatro Necessario, e la collaborazione di tutte le amministrazioni locali che ospitano la compagnia. Lo spettacolo è realizzato con il sostegno della Drac Centre-Val de Loire, la Région Centre-Val de Loire e il Centre des monuments nationaux.

Leggi anche: “2023, le date del ritorno del Cirque Bidon torna in provincia di Ravenna“.

Porto Robur Costa, una stagione in salita ma nel campionato più bello del mondo

Presentata la nuova Superlega: tornano le retrocessioni e i ravennati dovranno lottare per la salvezza. Il nuovo tecnico Graziosi: «Sarà uno stimolo in più: voleremo basso cercando di far cambiare idea a tanta gente…»

Bonittapremiato
Il direttore generale della Porto Robur Costa, Marco Bonitta, premiato alla presentazione dei caldendari della serie A per la vittoria dell’ultima Challenge Cup

Con la pubblicazione del calendario da parte della Legavolley, è di fatto cominciata la stagione 2018-19 di pallavolo, che vedrà nella Superlega la partecipazione del Porto Robur Costa Ravenna. Si prevede un campionato in salita per i ravennati, che non dovranno specchiarsi sugli ottimi risultati dello scorso torneo, con il culmine raggiunto con la partecipazione ai playoff e la vittoria della Challenge Cup. Da quest’anno, infatti, tornano le retrocessioni (saranno due), mentre il livello della competizione si è alzato in maniera ulteriore.

L’assaggio di Superlega, inoltre, sarà davvero duro, con Saitta e compagni che debutteranno il 14 ottobre al Pala De André contro Milano, per poi sfidare le corazzate Civitanova (in trasferta) e Modena (in casa), chiudendo questo piccolo tour de force a Monza, contro i brianzoli del tecnico Soli e degli ex Orduna e Buchegger. «L’avvio è duro – inizia il tecnico Gianluca Graziosi – ma sono contento di giocare subito in casa, in quanto sono sicuro che verremo spinti dall’entusiasmo del nostro pubblico. Certe squadre, oltretutto, è meglio affrontarle prima possibile: magari non sono ancora al top e quindi si può provare a raggranellare qualche punto, sorprendendole. Seguirà un mese di novembre fondamentale, con tante partite ravvicinate e importanti scontri diretti (Vibo, Castellana e Latina a Ravenna, trasferta a Sora, ndr), che diranno molto sul nostro cammino».

L’esperto tecnico marchigiano classe ’65, all’esordio sulla panchina di una formazione della massima serie e reduce della medaglia d’oro alla guida della nazionale B ai Giochi del Mediterraneo, non nasconde la sua soddisfazione sull’organico a sua disposizione. «È la squadra che piace a me, formata da tutti i ragazzi italiani più interessanti dalle annate che vanno dal ’95 al ’99, da Raffaelli ad Argenta, passando per Lavia e Russo. Per quanto riguarda i giovani, i dirigenti hanno preso il meglio, formando un bel mix con gli elementi più esperti».

Graziosi non si fa spaventare dalle griglie di partenza degli addetti ai lavori, che posizionano il Porto Robur Costa all’ultima fila. «Questo, anzi, è un stimolo in più per noi. Si comincerà volando basso, con l’intenzione di far cambiare idea a tanta gente. Non dimentichiamo però che il nostro obiettivo sarà la salvezza, visto che due squadre scenderanno in A2. Anche noi non sappiamo dove possiamo arrivare: magari, durante il cammino, si potrà alzare l’asticella».
Una spinta ulteriore proviene dal livello della Superlega, più che mai presentata come serie più bella al mondo. «Sono sbarcati in Italia tantissimi campioni, rendendo ancora più competitivo il nostro campionato. È aumentato il gap esistente tra le cosiddette “big” e il resto delle partecipanti, ma questo non deve spaventarci. Anzi, ci deve dare una carica ancora maggiore quando affronteremo simili avversari».

Il primo appuntamento è quindi per Ferragosto e dintorni, quando comincerà la preparazione. «Inizieremo a conoscerci dal 16 agosto, poi attorno al 20 conto di avere gran parte della squadra a disposizione. C’è il punto interrogativo rappresentato da Russo, che al momento è convocato in nazionale, mentre Poglajen e Verhees parteciperanno al Mondiale e Rychlicky alle qualificazioni europee. A fine settembre sarà obbligatorio essere a buon punto – termina Graziosi – in quanto dal 14 ottobre non si potrà di certo scherzare».

 

La griglia di partenza: Ravenna in lotta per la salvezza con Vibo Valentia, Castellana Grotte, Latina e Sora

Andrea Argenta

Tornata nella massima serie nel 2011, Ravenna disputa la sua ottava stagione di fila in Superlega. Per la prima volta, però, dovrà superare il duro scoglio delle retrocessioni: la Legavolley, infatti, ha deciso di tornare all’antico, prevedendo la discesa in A2 di due formazioni. Come ormai vuole la tradizione, secondo gli addetti ai lavori il Porto Robur Costa è nelle ultime fila della griglia di partenza e dovrà quindi lottare per conquistare la salvezza.
Anche alla vigilia dello scorso torneo si era nella stessa situazione, ma i giallorossi hanno dimostrato fin da subito di poter ambire a posizioni migliori. Orduna e compagni hanno raggiunto alla fine della regular season un sorprendente quanto meritato ottavo posto, che è valso la partecipazione ai playoff, dove nei quarti si sono tolti anche la soddisfazione di battere i futuri tricolori di Perugia.
Queste le fasce di merito

Peter Verhees
Due dei volti nuovi del Porto Robur Costa: sopra il 22enne opposto scaligero Andrea Argenta; sotto il centrale belga Pieter Verhees

In lotta per lo scudetto Il ruolo di grande favorita non può che andare a Perugia, reduce da un magnifico “triplete” e oltretutto rinforzato dall’arrivo del più forte giocatore al mondo, lo schiacciatore Leon, che sarà affiancato a posto 4 da Lanza. La contendente più accreditata sarà Civitanova, rinforzata dal triplo colpo di mercato Bruno-Leal-Simon, mentre un gradino sotto si trovano Modena, che riporta su una panchina italiana Velasco e si affida allo “Zar” Zaytsev, e la solita Trento, rinforzata da Russell, Grebennikov e Lisinac.
Le outsider Il ruolo di prima “incomoda” per tradizione tocca a Verona, da qualche anno la più seria accreditata a entrare nel lotto delle migliori quattro, ma sono state costruite per stupire anche Milano, Monza (che fa leva sul tecnico ex Bunge Soli e sulla diagonale formata da Orduna e Buchegger) e soprattutto l’ambiziosa matricola Siena, spinta da grande entusiasmo. Non dovrebbe incontrare problemi a raggiungere una comoda salvezza Padova, che riporta in Italia il portoricano Torres e che punta al ruolo di “guastafeste” nella lotta per i playoff.
In lotta per la salvezza L’ultimo gruppetto riguarda le formazioni in lotta per restare in Superlega e comprende un quartetto di partecipanti tutte sullo stesso piano: si parte da Vibo Valentia (da vedere la scommessa Al Hachadi) e si arriva a Castellana Grotte (che punta sull’ex Cmc Renan), passando per Latina (che va sull’usato sicuro Parodi) e, appunto, Ravenna. In fondo al gruppo c’è Sora, che dovrà aggrapparsi al bomber Petkovic per conquistare una salvezza che sarebbe “miracolosa”.

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