In programma l’1 e il 2 agosto per monitorare le strutture in ordine alla sicurezza della circolazione
Nelle giornate di mercoledì e giovedì, 1 e 2 agosto, è in previsione l’esecuzione delle prove di carico su 8 ponti. Durante l’esecuzione delle prove, eseguite periodicamente per monitorare le strutture in ordine alla sicurezza della circolazione, sono previste chiusure temporanee al traffico, che verranno segnalate con adeguata cartellonistica e da movieri; qualora necessario, interverrà per assistenza anche la Polizia municipale. Per ogni prova servirà circa mezzora.
Il programma operativo predisposto dalla società 4Emme, incaricata dal Comune, è il seguente: l’1 agosto la prova interesserà il ponte sul Fiume Savio in località tra Savio di Ravenna e Savio di Cervia, interrompendo il traffico sul ponte dalle ore 16 alle ore 16.45 circa; il 2 agosto le prove interesseranno: il ponte sul canale Busona – Via Corriera Antica a Mandriole, il ponte sullo scolo Canalone – Via Fiume Nuovo a Savarna, il ponte su scolo Pinetale Marina Romea – Via Volano a Porto Corsini, il ponte sullo scolo Bagarina – Via Canala a Sant’Antonio, il ponte sullo Scolo Lama – Via Bassa a Ravenna, il ponte sullo scolo Lama – Via Sabbionara a Pilastro, il ponte sullo scolo Puntarina – Puntarina a Savio di Ravenna. La chiusura, per ogni ponte, sarà di circa 45 minuti a partire dalle 8.30.
Nei guai due persone: un 36enne e una trentenne. Avevano lasciato in macchina un labrador e un maltese-pechinese, soccorsi da Municipale e vigili del fuoco
Finiscono nei guai per aver lasciato due cani, un maltese-pechinese e un labrador, sotto il sole in auto. La scena è stata notata da alcuni passanti che hanno avvisato subito i vigili urbani. I due animali erano nel baule della macchina: i proprietari – un 36enne e una trentenne, entrambi iraniani ma residenti in Svizzera – avevano lasciato i quattrozampe in auto con il finestrino abbassato di qualche centimetro. In una giornata torrida come quella di domenica 29 luglio un accorgimento ritenuto insufficiente, tanto che i vigili hanno denunciato i due padroni per abbandono di animale. Oltre alla multa per divieto di sosta, dato che l’auto era parcheggiata in maniera irregolare nella Ztl di via Rasponi, su uno stallo di carico e scarico.
La Municipale ha allertato così i vigili del fuoco che hanno aperto di qualche centimetro l’oblò del tettuccio dell’automobile bagnando con acqua il laborador e il maltese-pechinese. Due turiste inglesi, trentenni ed entrambe veterinarie di professione, hanno aiutato i soccorritori. Si percepiva in particolare la difficoltà del maltese, steso sul fianco, mentre il labrador era molto agitato. Mentre erano in atto le operazioni di soccorso, sono arrivati i due proprietari dell’auto che hanno aperto l’automobile. Ai due cani è stato dato immediatamente da bere e sono stati messi con le zampe in acqua. Avevano i sintomi del colpo di calore e sono stati curati nella clinica San Geatanino. Sono stati riaffidati poi ai proprietari, che da Ravenna portano a casa il souvenir di una denuncia.
Diretti da Franco Emaldi, i giovanissimi propongono un repertorio che va dal jazz alla musica leggera
Nell’ambito della rassegna di eventi promossa dall’associazione Classe Archeologia e Cultura, lunedì 30 luglio 2018, alle ore 21, si terrà alla Vecchia Pesa di Classe, presso l’ex zuccherificio, il concerto dell’Orchestra dei Giovani Big Band. L’ensemble ravennate, diretto dal maestro Franco Emaldi e composto da oltre venti giovanissimi musicisti, è in grado di eseguire vari generi musicali, dal jazz alla musica leggera.
La formazione vanta partecipazioni a importanti eventi come “Pazzi di Jazz”, organizzato da Ravenna Jazz, nonché collaborazioni con musicisti quali Paolo Fresu, Tommaso Vittorini, Alien Dee, Ambrogio Sparagna, Alessandro Scala, Stefano Nanni, Alessandro Spazzoli. Il concerto di lunedì 30 prevede la partecipazione straodinaria della cantante Laura Novelli e del pianista Mario Accardo.
Il consorzio Selenia, che già gestiva il servizio, ha vinto il bando di gara con una “riduzione della tariffa oraria remunerata”.
Dopo che il consorzio Selenia ha vinto la discussa gara di appalto confermandosi quindi titolare del servizio di sostegno scolastico nelle scuole del Ravenna,i sindacati Sgb e Gilda hanno effettuato un incontro con l’assessora Bakkali e dai rappresentanti comunali dott.ssa Rossi e Pasi per un confronto sulle problematiche connesse all’appalto. Come noto si tratta di un servizio di cui i Comuni si fanno storicamente carico per sopperire alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole statali.
Come molti ricorderanno, la possibilità che la gara fosse vinta da un altro soggetto aveva ingenerato anche nelle famiglie molti timori rispetto alla continuità educativa che erano state espresse anche durante un consiglio comunale.
Ma I due sindacati di base hanno ora evidenziato che la conferma dell’assegnazione del servizio alla Società che già gestiva il sevizio non risolve le numerose criticità già segnalate.
In particolare, scrivono “non vi è garanzia della stabilità occupazionale dei tanti lavoratori assunti a tempo determinato o somministratiti attraverso le agenzie interinali. Di tale continuità occupazionale, che è anche continuità del progetto educativo, non vi era alcun vincolo imposto nelle “deboli” clausole sociali indicate nel capitolato di appalto.”
SGB e GILDA hanno inoltre ribadito che alcune condizioni previste nello stesso capitolato “se non corrette in fase di esecuzione del servizio, non garantiranno la piena applicazione delle norme contrattuali. Una situazione già riscontrata nell’attuale gestione del servizio, che sarà aggravata dal ribasso offerto dal Consorsio “Selenia”, che ha ridotto la tariffa oraria remunerata del 6,89%. Il rischio concreto è che si ripresentino situazioni in cui non è assicurato all’educatore il completamento dell’orario di lavoro, subisca illegittime sospensione della prestazione lavorativa e della retribuzione e vi sia un abuso, da parte delle cooperative, del ricorso ad assunzioni a tempo determinato o utilizzo di lavoratori somministrati. Lesivo del diritto dei lavoratori è inoltre la possibilità, prevista dal capitolato, che la qualità’ del loro lavoro possa essere, insindacabilmente, messa in discussione dai dirigenti scolastici o altri soggetti, senza contraddittorio e di conseguenza allontanati dal servizio.” E hanno chiesto anche di valutare una graduale internalizzazione del personale.
A conclusione, l’Assessora Bakkali e le dirigenti del Comune presenti, oltre che segnalare l’impegno dell’Amministrazione nel vigilare sulla corretta esecuzione del servizio, hanno evidenziato che il confronto con gli educatori, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e tutto il personale coinvolto è fondamentale per migliorare le prossime gare d’appalto e quindi l’esperienza in questa materia deve essere analizzata e approfondita costantemente, verificando la possibilità di istituire un tavolo di confronto, coinvolgendo tutte le parti sociali, in modo da poter condurre un dibattito aperto che aiuti il Comune a migliorare i servizi offerti alla cittadinanza in merito alla formazione scolastica.
I sindacati lo definiscono un incontro “positivo in cui si rileva una volontà da parte dell’Amministrazione di migliorare le condizioni di lavoro degli educatori, ma non ancora precisi impegni e per questa ragione Sgb e Gilda manterranno alta la mobilitazione dei lavoratori”.
Canottaggio / A un anno dal bronzo iridato, arriva un’altra grande soddisfazione per il portacolori della Canottieri nella competizione disputata in Polonia. A vincere la finale è la fortissima Gran Bretagna
Un’immagine della finale dei mondiali Under 23: il ravennate Gergo Cziraki è il secondo da destra (foto Canottaggio.org)
Un anno dopo il ravennate Gergo Cziraki vince un’altra medaglia ai Mondiali Under 23 di canottaggio. Dopo il bronzo del 2017, il portacolori della Canottieri Ravenna sale infatti sul secondo gradino del podio del quattro di coppia nella competizione iridata giovanile disputata a Poznan, in Polonia. L’imbarcazione azzurra, composta anche da Ivan Capuano della Marina Militare, Luca Chiumento del Padova al tre e Riccardo Jansen della Tevere Remo, si posiziona solo alle spalle della fortissima Gran Bretagna, centrando un bellissimo argento. Un’acqua fortunata per la Canottieri, quella del lago polacco, dove nel 2004 Marcello Miani vinse l’oro mondiale nei singolo pesi leggeri, sempre Under 23.
La cronaca della finale registra i britannici subito più veloci allo start, pressati però subito dall’Italia che resta agganciata mentre leggermente più attardate sono Germania e Svizzera. 58 centesimi soltanto separano le prime due imbarcazioni mentre per il terzo posto risale bene l’Ucraina che si porta a meno di un secondo dai britannici. Sul passo i “sudditi di Sua Maestà” spingono ancora e prendono un lieve margine sugli azzurri, impegnati a contenere il ritorno della Germania che nel frattempo ha sopravanzato l’Ucraina. A metà gara i britannici transitano con 2″26 sull’Italia e poco di più sui tedeschi. Nel terzo quarto la Gran Bretagna vola via e mette luce tra sé e gli avversari mentre alle loro spalle si scatena la lotta tra Italia e Germania per la seconda posizione. Ai 1500 gli azzurri mantengono ancora 1″42 sui tedeschi che tentano in tutti i modi di rientrare sull’Italia che però risponde bene a tutti gli attacchi. Sul traguardo va a vincere in solitaria la Gran Bretagna davanti ad un’ottima Italia che fiacca tutti i tentativi di sorpasso della Germania che sul finale rischia addirittura la rimonta dell’Ungheria ma riesce a mantenere il bronzo per mezza barca. L’Italia conquista una stupenda medaglia d’argento.
Questo l’ordine di arrivo finale: 1. Gran Bretagna (Rowan Law, Matthew Haywood, Josh Armstrong, Samuel Meijer) 5.44.00, 2. Italia (Riccardo Jansen-RCC Tevere Remo, Luca Chiumento-SC Padova, Gergo Cziraki-SC Ravenna, Ivan Capuano-Marina Militare) 5.46.89, 3. Germania (Henrik Runge, Steven-Christopher Hacker, Anton Finger, Johannesd Lotz) 5.49.90, 4. Ungheria (Tamas Szegedi, Marton Szabo, Kristof Acs, Mate Bacskai) 5.50.97, 5. Ucraina (Serhii Sokhatskyi, Bohdan Martynenko, Yehven Aleksandrov, Oleksii Selivanov) 5.57.02, 6. Svizzera (Scott Baerlocher, Dominic Condrau, Morton Schubert, Linus Copes) 6.00.56.
Volley / Un’altra settimana di tempo per i “fedelissimi” per acquistare l’abbonamento in prelazione. Circa trecento le tessere già vendute. Da martedì aperte anche le sottoscrizioni per i “nuovi”
L’infografica della campagna abbonamenti di Porto Robue Costa e Olimpia Teodora
I vecchi abbonati di Porto Robur Costa e Olimpia Teodora avranno la possibilità di acquistare l’abbonamento in prelazione anche da martedì 31 luglio a sabato 4 agosto. In contemporanea nella stessa settimana verrà aperta la campagna abbonamenti dedicati ai nuovi abbonati. Sono già oltre 300 le tessere rinnovate per il Porto Robur Costa e 25 per l’Olimpia Teodora.
La tessera di abbonamento Superlega comprende tutte le partite della stagione regolare a eccezione della partita giallorossa: Porto Robur Costa-Sir Safety Conad Perugia del 3 marzo 2019. La tessera di abbonamento della A2 femminile comprende invece tutte le partite che verranno disputate in stagione regolare ed eventuali playoff. Gli orari di apertura saranno da martedì a venerdì 10-13 e 17-19 e il sabato 8.30-12.
Questi i prezzi delle tessere stagionali
Assieme Porto Robur Costa (Superlega) e Olimpia Teodora (Serie A2 femminile):
Doppio Vip € 280,00
Doppio Vip Prelazione Vecchi Abbonati (Superlega, A2 F O Entrambi) € 250,00
Doppio Vip Gradinata Unica Prelazione Vecchi Abbonati € 150,00
Doppio Nuovi Abbonati € 180,00
Doppio Ridotto € 140,00
Doppio Young (Anno 2001-2006) € 70,00
Più di ottanta detenuti, metà stranieri, età media circa 35 anni. Celle aperte 10 ore
al giorno, una telefonata da 10 minuti a settimana. Spaccio e rapine i reati più frequenti
Questa foto fa parte di quelle scattate nella casa circondariale di via Port’Aurea a Ravenna dai detenuti che negli anni hanno partecipato a “Dante in carcere”, il corso di fotografia con la supervisione del fotoreporter Giampiero Corelli
Per aprire il cancello ci vuole una chiave lunga così, che sta appesa alla bacheca della piccola guardiola, talmente grossa che non abbisogna di portachiavi: l’agente di turno la fa girare nella toppa e il rumore metallico è proprio quello che hai in testa se hai visto almeno un film con una scena in carcere. Siamo entrati nella casa circondariale di Port’Aurea il 20 luglio scorso, accolti da Carmela De Lorenzo, direttrice dal 2009 dopo otto anni nelle vesti di vice.
Spaccio e rapine. Il giorno della nostra visita erano detenuti 85 uomini (in Romagna l’unica sezione femminile è a Forlì) di cui 57 stranieri (67 percento) suddivisi nella quasi totalità fra albanesi, tunisini e marocchini. «Il totale dei carcerati, la percentuale di stranieri e le loro nazionalità sono in buona sostanza delle costanti da ormai qualche anno», spiega De Lorenzo. Sono lontani i tempi in cui, nella stessa struttura, le presenze sfioravano quasi il doppio mettendo tre detenuti per cella invece dei due di oggi. La suddivisione in base alle pendenze con la giustizia dice che 46 sono imputati in attesa di giudizio, 19 stanno scontando una pena definitiva (droga, rapine e furti) e gli altri sono nel mezzo. Circa la metà ha o ha avuto problemi di abuso di stupefacenti.
Il nonno di tutti. Ad alzare l’età media attorno ai 35 anni c’è sicuramente quello che ormai è diventato il nonno di tutti, un 85enne che tre anni fa a Lugo uccise la moglie. Per lui fine pena nel 2021. Vista l’età potrebbe beneficiare immediatamente della detenzione domiciliare a casa di un familiare o di una struttura di accoglienza: nel primo caso non c’è nessuno disponibile e nel secondo è l’uomo a non voler andare. E così ha trovato la sua dimensione in cella.
La struttura. Le camere detentive – dicitura ufficiale per le celle – sono distribuite su tre piani, ognuna di 13-14 mq con due letti a castello, due armadietti, un tavolino, una tv e un lavandino con water separati da una porticina. Ogni piano ha quattro postazioni doccia. «Per legge le porte delle celle devono restare aperte non meno di otto ore al giorno – dice la direttrice –. A Ravenna si aprono alle 8.30 e si chiudono alle 18.30, durante le dieci ore i detenuti possono muoversi all’interno della propria sezione. E dalle 9 alle 11.30 e dalle 13 alle 15.30 possono occupare gli spazi esterni di passeggio». Le porte delle celle vengono chiuse nei momenti di distribuzione pasti e al cambio di ogni turno degli agenti di polizia penitenziaria quando si svolgono le procedure di conta e battitura: vengono contati i presenti e si fa sbattere un oggetto metallico sulle sbarre per verificarne l’integrità.
La macchina organizzativa. Per mandare avanti la struttura sono impiegate circa ottanta persone: una cinquantina di agenti di polizia penitenziaria per coprire tre turni giornalieri, una decina tra amministrazione e contabilità, otto fra medici e infermieri dipendenti dell’Ausl per l’assistenza sanitaria interna (a cui si aggiungono gli specialisti psicologo, psichiatra, dermatologo, infettivologo che intervengono solo con cadenze fissate).
Un conto corrente per ogni carcerato. Chi viene arrestato e portato in carcere viene perquisito e lascia tutti gli effetti personali in custodia, varcando il cancello solo con i propri abiti. Nessuna divisa uguale per tutti: «Cose da film», dice la direttrice. Poi visita medica immediata (una seconda viene fatta entro le 24 ore) e colloquio con uno dei due educatori: «Serve per raccogliere informazioni sulla persona e sulle sue esigenze – spiega De Lorenzo – e al tempo stesso gli viene spiegato il regolamento interno e viene assistito se vuole compilare la domanda per l’attività domestica: per lo più si tratta di attività di manutenzione ordinaria del fabbricato, cucina e pulizie. Mansioni che vengono retribuite». Anche per questo motivo per ogni detenuto viene aperto un conto corrente: «Viene usato per accreditare le retribuzioni dei lavori oppure le famiglie possono versare soldi che servono al detenuto per fare la spesa facendo gli ordini nei giorni stabiliti o pagare le telefonate».
Se telefonando. Il telefono è sempre a disposizione dei detenuti ma ognuno ha una tessera magnetica con il proprio numero di matricola su cui viene caricato il credito e permette di chiamare un solo unico numero per raggiungere un familiare per una chiamata a settimana di al massimo dieci minuti e poi la linea cade. Ogni detenuto ha poi diritto a sei ore di colloquio al mese: «Abbiamo una sala con sette postazioni sorvegliate da un agente. Gli incontri di un’ora vanno prenotati al telefono dall’esterno. Nel periodo estivo abbiamo allestito un piccolo spazio all’aperto con un gazebo. In entrambi i contesti abbiamo anche un piccolo angolo con qualche gioco per i genitori che vogliono incontrare i figli».
Casa circondariale: pene fino a 5 anni
Il carcere, o istituto penitenziario, nell’ordinamento giuridico italiano, è la sede in cui sono detenuti i condannati ad una pena detentiva (ergastolo, reclusione o arresto), nonché i destinatari di misure cautelari personali coercitive (custodia cautelare in carcere) o di misure precautelari (arresto in flagranza di reato). Si può distinguere tra: casa circondariale (come quella di Ravenna), in cui sono detenute le persone in attesa di giudizio e quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni, o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni; casa di reclusione, in cui sono detenuti coloro che abbiano riportato una condanna definitivia ad una pena non inferiore ai cinque anni; carcere speciale, in cui sono reclusi i condannati per delitti di criminalità organizzata.
In prevendita i biglietti per lo spettacolo del cantautore durante la Sagra del Buongustaio
Edoardo Bennato
Domenica 19 agosto all’Arena spettacoli Reda di Faenza, in occasione della celebre Sagra del Buongustaio, sarà di scena uno dei grandi protagonisti della canzone italiana dagli anni Sessanta ad oggi: Edoardo Bennato. Il cantautore, impegnato in un tour, mette in scaletta brani classici tratti dai concept-album “Burattino senza fili”, “Sono solo canzonette”, “Abbi dubbi”, “Le ragazze fanno grandi sogni”, “ La fantastica storia del Pifferaio magico”, fino all’ultimo lavoro, “Pronti a Salpare”.
L’artista afferma: “Viviamo un’era di grandi trasformazioni, di spostamenti biblici. Decine di migliaia, centinaia di migliaia di disperati cercano vie di scampo alle guerre, alla fame, alla miseria e si dirigono verso il conclamato benessere del mondo cosiddetto occidentale. Sono disposti a tutto, sono disperati, sono pronti a salpare! Ma tutti quanti noi dovremmo essere pronti a salpare. Il mondo cambia e dovremo entrare in un altro ordine di idee, guardare le cose da un altro punto di vista. Insomma, non solo gli emigranti ma tutti quanti noi in questo momento particolare dovremmo essere pronti a salpare…”.
Il concerto, prodotto da New Step, è portato in tour da Dimensione Eventi in collaborazione con Ventidieci.
I biglietti del concerto all’Arena spettacoli Reda, in via Selva Fantina 51, sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it a 20 euro, più diritti di prevendita. Info Line: 335 248567 o bennato.reda@gmail.com. Domenica 19 agosto, inizio spettacolo alle 21,30.
L’invito aveva fatto discutere i dem. La ragione ufficiale del rifiuto è per un possibile viaggio all’estero
Luigi Di Maio durante un incontro istituzionale
Il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio non sarà alla festa dell’Unità nazionale che si terrà a Ravenna. Chiamato a partecipare a un dibattito con il suo predecessore allo Sviluppo economico Carlo Calenda oppure con l’ex viceministra Teresa Bellanova, ha declinato l’invito che inizialmente aveva accettato.
La ragione starebbe in «un possibile viaggio all’estero». Ma in casa dem l’impressione è un’altra. Secondo Andrea De Maria, che organizza il calendario dei dibattiti a Ravenna, non gradirebbe «un confronto con un nostro esponente autorevole che avevamo pensato sui temi del lavoro e sul decreto dignità che lunedì si vota alla Camera».
L’invito a Di Maio aveva sollevato più di un malumore in casa Pd. Un invito sarebbe stato rivolto anche al presidente della Camera Roberto Fico, sempre del Movimento 5 Stelle, che dovrebbe invece essere presente. La festa nazionale prenderà il via il 24 agosto ed è la prima volta che si svolge a Ravenna e in Romagna.
Il ministro degli Interni festeggia il primo bagno dell’estate e replica alla città spagnola che l’ha definito persona non gradita. Il leghista poi ha partecipato alla festa in spiaggia del bagno Papeete: tanti i selfie dei presenti
Il selfie di Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, sulla spiaggia di Milano Marittima
Con un selfie a torso nudo pubblicato sui suoi canali social dalla spiaggia di Milano Marittima il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha celebrato il suo primo bagno dell’anno: «Viva la Romagna, altro che Maiorca», il messaggio del segretario nazionale della Lega che replica alla città spagnola dove il consiglio comunale lo ha definito persona non gradita per le sue posizioni assunte sull’immigrazione.
Su Instagram sono tanti i selfie di persone comuni che hanno posato accanto a Salvini sulla spiaggia del bagno Papeete, già in passato frequentato dal leghista.
Il numero uno del Viminale sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza sulla costa romagnola in compagnia, stando a quanto si legge su Repubblica.it, del figlio Federico ed è atteso tra gli ospiti della festa della Lega Romagna a Cervia all’inizio di agosto.
Calcio C / Nella seconda amichevole stagionale i giallorossi superano 2-0 il Cervia grazie ai gol dell’attaccante appena arrivato. Traversa di Raffini, Venturi para un rigore. Infortunio muscolare per Maleh
I giocatori giallorossi con il tecnico Foschi durante una pausa
Nella seconda uscita stagionale il Ravenna Fc dimostra ulteriori progressi rispetto alla già buona prestazione contro il Livorno, superando 2-0 i dilettanti del Cervia grazie a una doppietta di Galuppini. Le squadre si affrontano in condizioni del tutto diverse: i padroni di casa, guidati da Enrico Buonocore (ex trequartista giallorosso ai tempi d’oro degli anni Novanta), agli albori della preparazione, iniziata solo due giorni fa, i giallorossi di Foschi già con due settimane di lavoro.
La partita risente di queste condizioni e del caldo cervese ed è avara di emozioni, se si esclude la traversa al 5’ del primo tempo colpita da Raffini ben imbeccato da Selleri a centro area. Le squadre che continuano a studiarsi senza affondare il colpo fino alla prima pausa a metà del primo tempo per le elevate temperature. Alla ripartenza altra occasione del Ravenna, con Selleri che pesca Sabba sulla destra, ma la conclusione a rientrare è debole. Al 34’ Galuppini sostituisce Maleh (lieve infortunio muscolare da valutare) e in soli cinque minuti trova la rete del vantaggio, con un’azione che potrebbe diventare il marchio di fabbrica dell’ex Modena, partenza dalla destra, rientro e tiro velenosodi mancino che non lascia scampo a Braggion. Galuppini ha due altre buone occasioni al 42’ e 43’ ma non hanno la stessa fortuna. Si affaccia dalle parti di Spurio anche il Cervia sul finire del primo tempo, ma il portiere giallorosso è attento sulla conclusione di Brighi.
Il secondo tempo si apre con la comprensibile girandola di sostituzioni, è ancora Galuppini a trovare il gol al 7’. Punizione dal limite dell’area e pennellata magistrale sotto il sette che ripaga i circa 150 spettatori del Todoli. Passa un minuto e il Cervia guadagna un rigore per un intervento di Venturi in area. Dal dischetto si presenta Ndoka, ma il suo tentativo di cucchiaio è parato senza problemi dal portiere del Ravenna. La partita scorre verso l’epilogo tranquillamente, l’ultimo sussulto è sull’asse Martorelli-Galuppini-Billi, ma il tiro del difensore esce di poco alla destra del portiere.
Ultima notte di ritiro per i giallorossi che dopo un po’ di riposo torneranno ad allenarsi al centro sportivo di Glorie martedì per preparare il prossimo impegno, che, con ogni probabilità, sarà l’esordio in Coppa Italia del 5 agosto.
L’ingegnere Antolini, all’epoca direttore Cmc: «Pensai che fosse una zona da riqualificare, ne parlai con Gardini e insieme fondammo una spa di cui facevano parte anche Iter e Cepra»
Un rendering del progetto Marmarica tratto dal volume Il mare dentro – la darsena di Ravenna 1988-2008 di Fabio Poggioli (Danilo Montanari editore)
«Se oggi possiamo dire di avere alle spalle i momenti più recenti della crisi, se sul piano congiunturale possiamo affermare di avere superato la curva inferiore del ciclo economico, non possiamo però dimenticare che permangono alcuni elementi di debolezza strutturale che penalizzano Ravenna e la Romagna». Queste parole suonano attuali ma sono state in realtà scritte il 9 giugno del 1989. Quasi trent’anni fa, per tutti gli amanti dei corsi e ricorsi. A pronunciarle era l’allora direttore di Cmc, l’ingegner Adriano Antolini, in occasione della presentazione del progetto Marmarica che diede l’avvio alla riflessione sulla riqualificazione della Darsena.
Gli anni Ottanta a Ravenna, fatta eccezione per il gruppo Ferruzzi, non erano stati favolosi come a Milano, trainata dall’esplosione del terziario. La città – riassumiamo sempre dalla relazione di Antolini – rischiava di rimanere indietro a causa di un sistema produttivo ancorato al passato e a imprese troppo piccole per competere. Il progetto Marmarica nacque per dare una scossa alla città, creando moderne aree polifunzionali. In fondo, è ancora di questo che si parla oggi. L’idea era sostenuta da Raul Gardini che aveva dato mandato a Lorenzo Panzavolta di seguirla con la Calcestruzzi, azienda della holding Ferruzzi.
Ventinove anni dopo quel convegno, Antolini siede nel suo ufficio in Darsena. Dalla Cmc è uscito nel 1990 e ha continuato con successo la professione di ingegnere. Sulla scrivania ha ancora le carte del progetto: «Vedevo la Darsena tutti i giorni dagli uffici e pensavo che fosse una zona da riqualificare, ne parlai con Gardini, a cui l’idea piacque molto. Trovammo il sostegno del sindaco di allora, Mauro Dragoni, e fondammo la Marmarica Spa a cui partecipavano anche Iter e Cepra».
Il progetto prevedeva un ponte mobile sul canale (come quello realizzato nel 2010), una stazione ferroviaria che affrontasse il problema della cesura rappresentata dai binari e fungesse da snodo intermodale, la creazione del centro direzionale del porto, una zona museale attorno alla tomba di Teodorico, parchi verdi e nuovi quartieri. Infine l’Università: «Era la prima volta – sorride Antolini – che si parlava della possibilità di portare l’Alma Mater in Romagna». La spesa venne quantificata in mille miliardi di lire. Molte di quelle idee sono poi finite nel Prg del ’93.
Il progetto Marmarica – che aveva durata decennale e prendeva il nome da una vecchia nave che faceva servizio passeggeri tra Ravenna e i lidi – non si è però mai realizzato nelle dimensioni immaginate da Antolini e Gardini. I motivi per l’ingegnere sono semplici: «Io lasciai la Cmc, Gardini morì nel 1993 e i sindaci subito dopo Dragoni non avevano interesse a portarlo avanti».
Antolini aveva conosciuto Gardini qualche anno prima: «Lo contattai perché avevo progettato la realizzazione di un quartiere dedicato alle imprese italiane a Mosca. Tra le aziende che mi sarebbe piaciuto portare c’era anche la Ferruzzi». Da allora è nata, se non un’amicizia, un bel rapporto lavorativo che culminò alla fine del 1992 quando Gardini propose ad Antolini di diventare direttore di una holding immobiliare a cui stava pensando: «Dissi di sì, poi le cose andarono come sono andate…».
L’ingegnere oggi non pensa che Gardini sia stato ucciso: «Credo si sia suicidato. Uno come lui non poteva sopportare che venisse fuori la questione della maxi-tangente». Tra gli aneddoti ricordati dal professionista anche una chiacchierata fatta al ristorante “Saporetti” di Marina, punto di riferimento per cene di lavoro e di svago di Gardini e soci: «Ci trovammo a chiacchierare e mi disse che aveva dovuto sopportare diverse richieste per evitare ritorsioni. Lui però era un imprenditore serio e corretto, un uomo con una grande visione del futuro».