giovedì
07 Maggio 2026

Esibisce il passaporto di un amico per evitare l’arresto, rimedia un’altra denuncia

Portato in carcere, deve scontare quattro anni per spaccio di sostanze stupefacenti. Nei guai anche la persona che ha prestato il documento

RAVENNA 19/06/18. SPACCTA IN VIA CIRCONVALLAZIONE MOLINETTO

Ha tentato di evitare l’arresto usando un documento di un amico ma non gli è servito, se non a rimediare anche una denuncia per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Nei guai anche l’amico che gli ha prestato il documento con favoreggiamento. Un 34enne marocchino pregiudicato, senza fissa dimora, era destinatario di un ordine di carcerazione poiché doveva espiare un cumulo pena di quattro ore di reclusione. Rintracciato a Faenza, in un B&B, l’uomo ha fornito ai militari un passaporto valido, appartenente ad un suo connazionale, che aveva precedentemente esibito per la registrazione. Il 34enne era stato condannato per spaccio commesso a Faenza dal 2008 al 2010, con un episodio anche nel 2017. Dopo l’arresto è stato portato in carcere.

Sconto sul lettino a chi raggiunge Cervia in treno: accordo tra Fs e bagnini

Dodici euro per due lettini al prezzo speciale di 12 euro. Bisognerà esibire il biglietto Trenitalia di corsa semplice valido il giorno stesso per raggiungere la città

TrenoCervia premia chi sceglie il treno: fino a domenica 30 settembre, dal lunedì al venerdì, negli stabilimenti balneari del lungomare della città romagnola sarà possibile noleggiare, per un’intera giornata, un ombrellone e due lettini al prezzo speciale di 12 euro. La promozione è frutto di un accordo fra la divisione Passeggeri regionale di Trenitalia e la Cooperativa bagnini di Cervia le cui spiagge sono state le prime nella riviera romagnola a siglare con Trenitalia questo tipo di partnership.

Per usufruire dello sconto sarà sufficiente esibire negli stabilimenti balneari del lungomare di Cervia, il biglietto Trenitalia di corsa semplice valido il giorno stesso per raggiungere Cervia con i treni Regionali. «La Riviera Romagnola è fra i protagonisti dell’Estate di Trenitalia 2018 – sottolinea Alessandro Tullio, Direttore Regionale Emilia Romagna di Trenitalia -. In accordo con la Regione Emilia Romagna abbiamo potenziato l’offerta commerciale fra Bologna/Ravenna e Rimini, garantendo fino a 41 fermate giornaliere a Cervia e nelle altre località costiere del ravennate. La sinergia con gli operatori turistici del territorio, di cui l’accordo con la Cooperativa bagnini di Cervia è un ottimo esempio, ci permette di “premiare” concretamente chi sceglierà il treno per le proprie vacanze»

Ancora una volta  -dice il sindaco Luca Coffari – «Cervia si conferma all’altezza della sua immagine – afferma il sindaco Luca Coffari – e della sua capacità imprenditoriale di guardare avanti per offrire al turista nuove opportunità. L’accordo fra Trenitalia e la Cooperativa Bagnini di Cervia, che offre la possibilità di noleggiare per un’intera giornata un ombrellone e due lettini a prezzo speciale, è un’altra testimonianza di come la nostra località sappia riproporsi continuamente con esperienze innovative»

Porta Adriana e Palazzo Grossi nel protocollo tra Comune e Agenzia del Demanio

Nell’accordo anche l’ex Colonia di Punta Marina e, sempre nella stessa località, tre bunker e i denti di drago anti carro

Fima protocollo
Fima protocollo

Accordo tra il Comune e lo Stato per quanto riguarda i beni demaniali e la loro valorizzazione. Il protocollo di intesa riguarda l’ex colonia Onfa di Punta Marina Terme, tre bunker e i denti di drago (sempre a Punta). Di proprietà del Comune invece Palazzo Grossi a Castiglione e Porta Adriano, in centro storico.  Il protocollo d’intesa, triennale e rinnovabile, è stato sottoscritto tra Agenzia del demanio e amministrazione comunale.

Tale protocollo si inserisce nel più ampio ambito di un’intesa, che viene ulteriormente arricchita, già siglata il 30 maggio 2017 tra l’Agenzia del Demanio, il Comune di Ravenna e la Provincia di Ravenna, per la promozione di un Programma Unitario di Valorizzazione Territoriale di immobili pubblici siti sul territorio di Ravenna e non più utili per fini istituzionali; nel solco di un nuovo filone di attività avviato dall’Agenzia del Demanio, definito “Progetti a Rete”, per la rigenerazione e riuso del patrimonio pubblico di proprietà dello Stato e di altri Enti, in cui rientrano tra gli altri i progetti “Fari, Torri ed Edifici Costieri” e “Cammini e Percorsi”.

La prima è  è un’iniziativa avviata nel 2015 dall’Agenzia del Demanio con il Ministero della Difesa, attraverso Difesa Servizi S.p.A., e sviluppata progressivamente nel 2016 e 2017 che punta ad un modello di accoglienza rispettoso del paesaggio, delle identità territoriali e dell’ecosistema ambientale, al fine di sviluppare una forma insolita di turismo, rispettoso dell’ambiente costiero e della cultura del mare, nonché di promuovere modelli di riuso che vanno dall’ospitalità ai servizi socio-culturali, perseguendo il duplice obiettivo di favorire la fruibilità pubblica degli immobili e contribuire allo sviluppo sostenibile e alla promozione locale.

“Cammini e Percorsi” è un progetto dell’Agenzia del Demanio promosso nel 2017 e in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed inquadrato nell’ambito del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017 – 2022, a supporto del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e del Piano Straordinario della Mobilità Turistica, per la valorizzazione di una rete di beni di proprietà dello Stato e di altri Enti pubblici, legata al tema del turismo lento, della scoperta di territori e destinazioni anche minori, attraverso mobilità dolce lungo cammini storico-religiosi e percorsi ciclopedonali. Insomma, si potrebbe dormire nei bunker della seconda guerra mondiale.

L’ “Ex Colonia” rientra nel progetto “Fari, Torri ed Edifici Costieri”, al fine di poter essere valorizzata a fini turistico ricettivi e culturali; i “Bunker 24, 25 e 27 e Denti di drago”, “Porta Adriana” e “Palazzo Grossi” rientrano nel progetto “Cammini e Percorsi”. Si partirà prima con l’iter di valorizzazione della “Ex Colonia” e dei “Bunker  e Denti di drago”, di proprietà statale, e successivamente si passerà alla valorizzazione di Porta Adriana e Palazzo Grossi.

Arrestati a Solarolo due membri della banda di 29 spacciatori sgominata a Perugia

Trovati in stazione. In Umbria gli agenti sottocopertura si sono finti acquirenti per incastrare i traffici

Sono stati arrestati a Solarolo nella serata di ieri, 9 luglio, due componenti della banda di 29 spacciatori sgominata a Perugia nei giorni scorsi: la polizia ha rintracciato i due nigeriani in stazione e ha proceduto al fermo. Secondo le accuse il gruppo ha gestito lo spaccio a Perugia e provincia negli ultimi anni. Per riuscire ad incastrarli gli agenti sotto copertura si sono finti acquirenti di stupefacenti, nell’intento di  riuscire a comprendere la struttura della organizzazione e dei suoi spacciatori, tanto da ottenere in tempi brevi elementi probatori nei confronti di 29 persone. Terminati gli atti di rito sono stati ristretti nel carcere di Ravenna a disposizione della autorità giudiziaria perugina.

Patuelli rieletto presidente delle Banche: «Spread ci rallenta. Più Ue per l’Italia»

Il ravennate resterà in carica fino al 2020. «Senza Europa rischieremmo di finire come in Sudamerica»

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Antonio Patuelli all’assemblea 2018 dell’Abi

Il ravennate Antonio Patuelli è stato rieletto per acclamazione per il biennio 2018-2020 presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), che guida dal 2013. Il suo nome era già stato indicato all’unanimità nei mesi scorsi dal comitato esecutivo.

Nel suo intervento all’assemblea dell’associazione, Patuelli ha sottolineato come la «scelta strategica» dell’Italia debba essere di «partecipare maggiormente all’Unione Europea» con un «maggior impegno nelle responsabilità comuni» altrimenti la nostra economia «potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani». Patuelli – citiamo un’agenzia dell’Ansa – ha ricordato come in Argentina «il tasso di sconto abbia raggiunto il 40% e con la lira italiana negli anni 80 il tasso di sconto fu anche del 19%».

Le banche italiane «proseguono i grandi sforzi e progressi» per la ripresa e l’opera di riduzione dei crediti deteriorati, passati in due anni da 200 a 135 miliardi ma «ogni aumento dello spread impatta su Stato, banche, imprese e famiglie rallentando la ripresa», ha affermato ancora Patuelli

Droga, nelle comunità di recupero sempre più giovani e policonsumatori

Le attività sul territorio della Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo e della cooperativa sociale La Casa che nel Ravennate hanno quasi un centinaio di ospiti da accompagnare verso il reinserimento sociale e lavorativo

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Una veduta dell’esterno del Villaggio del Fanciullo

«Rispetto a dieci anni fa, oggi i tossicodipendenti sono più giovani, il loro approccio alla sostanza inizia già nell’età dell’adolescenza e sono diventati policonsumatori, cioè assumono tante sostanze. Non c’è più solo il classico eroinomane del passato, adesso è più complicato intervenire, anche perché spesso ci troviamo di fronte anche a problematiche di tipo psichiatrico». A parlare è Patrizio Lamonaca, direttore generale del Nuovo Villaggio del Fanciullo, Fondazione che vede riuniti Industriali, associazioni di categoria, mondo della cooperazione e del volontariato con un fatturato annuo da 2,5 milioni di euro che si occupa da anni di recupero di tossicodipendenti (ma anche, tra le altre attività, di minori stranieri non accompagnati, progettazione europea e missioni in Africa come Ong).

Nella storica sede di Ponte Nuovo, alle porte di Ravenna, c’è una comunità terapeutica con 50 posti letto, occupati attualmente da 47 ragazzi (tutti maschi) che ci restano per un lungo periodo, spesso superiore all’anno (anche se solitamente mai per più di due anni). «Qui forniamo loro formazione per facilitare gli inserimenti lavorativi, dalla cucina all’agricoltura, fino al recente laboratorio di gelateria. Il reinserimento sociale aiuta molto a limitare le ricadute che sono invece purtroppo piuttosto frequenti. Noi possiamo vantare quasi il 50 percento di “successi”, grazie anche al nostro progetto di accompagnamento fuori dalla comunità: mettiamo a disposizione appartamenti dove i ragazzi convivono e dove per due anni continuiamo a fornire supporto, fuori dalla comunità». Il Villaggio del Fanciullo gestisce anche Villa Nina, a Longana. «Qui ci sono i ragazzi (al momento 13, ndr) spesso più giovani, anche minorenni, ne abbiamo presi in carico anche di 14 anni. E qui, spesso su richiesta del Sert (il Villaggio del Fanciullo opera quasi esclusivamente in accordo con il servizio pubblico, ndr) eseguiamo un inquadramento diagnostico dei pazienti, cercando di capire quale sia il loro problema per poi decidere quale percorso intraprendere, con l’ausilio di medici e psichiatri». Sono circa 60 gli operatori del Villaggio, di cui 45 dedicati esclusivamente al reparto delle tossicodipendenze. Difficile fare un identikit del tossicodipendente che si presenta in comunità, «ma sono ragazzi che hanno quasi sempre problematiche familiari alle spalle», conclude Lamonaca.

Gli ospiti di una comunità non sono però lo specchio reale dei tossicodipendenti di oggi, dice invece Marcello Ravaioli, coordinatore della cooperativa sociale La Casa che si occupa anch’essa di recupero e reinserimento di ragazzi tossicodipendenti, ispirandosi al programma terapeutico del Ceis di Roma. «Le comunità sono nate come risposta sociale ai morti per overdose, trent’anni fa (quando è nata anche la comunità ravennate de La Casa, ndr) e hanno senza dubbio funzionato. Oggi quell’emergenza sociale non c’è più e a volte sembra quasi non si voglia più parlare di droga. I tossicodipendenti invece ci sono ancora e a differenza di allora oggi è il Servizio pubblico (anche La Casa opera in accreditamenteo con il sistema sanitario, ndr) a decidere, sulla base anche delle risorse disponibili, chi mandare in comunità. E spesso quindi alla tossicodipendenza si associano disturbi sanitari/psichiatrici che si devono affrontare con personale qualificato». Sono una decina gli operatori della cooperativa che si occupano insieme a un nutrito gruppo di volontari dei ragazzi e delle ragazze (una trentina in tutto) accolti tra la storica comunità di via Augusto Torre, a Ravenna, e in due appartamenti dove vengono accompagnati verso l’indipendenza. «All’interno della comunità la nostra settimana tipo è scandita da tutte le attività di casa, tramite le quali gli ospiti acquisiscono anche nuove competenze. Ogni caso è diverso e si seguono percorsi personalizzati ma le caratteristiche comuni sono da una parte quelle dei sempre più giovani policonsumatori e dall’altra tossicodipendenti con “carriere” decennali alle spalle e problemi sanitari-psichiatrici da cui non sono mai riusciti a sfuggire».

Il 13 luglio sciopero alla Lidl. E la Cgil protesta anche ai magazzini di Massa

«Il contratto integrativo aziendale ha ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro per migliaia di dipendenti»

Lidl(shutterstock 410196154 6Il 13 luglio la Cgil ha indetto una giornata di sciopero per i dipendenti di Lidl Italia. Si sono definitivamente interrotte infatti le trattative con l’azienda, riavviate a giugno dopo il rinnovo separato del contratto integrativo aziendale dello scorso 6 marzo, sottoscritto senza la Filcams Cgil.

«Nell’ultimo incontro del 22 giugno – spiega la Filcams – l’impresa ha modificato ancora una volta la propria posizione, rifiutandosi di entrare nel merito delle nostre proposte per superare le degenerazioni di un contratto integrativo aziendale che ha ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro per migliaia di dipendenti Lidl. Una condotta inaccettabile che conferma la precisa volontà della società di continuare a non mantenere alcun tipo di relazione con la Filcams dopo la sottoscrizione di un accordo che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi da parte di Lidl, determina un complessivo e sostanziale arretramento della qualità dell’occupazione nei punti di vendita».

«Il superamento del regime di flessibilità incontrollata per i lavoratori part time, introdotto dal nuovo Cia in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro, l’inserimento di una disciplina relativa al consolidamento degli orari di lavoro, la definizione di un sistema di incentivazione variabile ed una regolamentazione chiara e sostenibile del lavoro domenicale» sono le priorità poste dalla Filcams, senza che vi sia stato alcun riscontro concreto da parte dell’azienda.

In occasione dello sciopero del 13 luglio saranno organizzate due iniziative, di cui una anche presso i magazzini di Massa Lombarda, dove ha sede uno dei dieci centri logistici Lidl presenti in Italia, l’unico in regione.

Il Comune di Cervia si “riprende” terrazza e stabilimento del Grand Hotel

L’Amministrazione renderà utilizzabile la spiaggia libera. «E poi il rilancio»

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Una foto storica del Grand Hotel tratta dal blog di Cervia e Milano Marittima

L’amministrazione comunale di Cervia ha ultimato entrambi i procedimenti, prendendo possesso sia della terrazza che dello stabilimento balneare del Grand Hotel. La vicenda si intreccia fortemente con vari passaggi societari e con un procedimento fallimentare gestito dal Tribunale di Ravenna.

La concessione demaniale marittima rilasciata nel 2012 è stata dichiarata decaduta – ricordano dal Comune – «venendo a meno il rapporto di fiducia a causa di mancati pagamenti allo Stato per 227.752 euro per la terrazza e del cattivo uso, incuria e abbandono della struttura dello stabilimento balneare e altre inadempienze della Società Grand Hotel Cervia S.r.l, così come prevede il Codice della Navigazione».

Già nei mesi scorsi anche le chiavi della terrazza erano state consegnate al Comune, in qualità di ente proposto alla gestione delle funzioni amministrative in ambito demaniale marittimo e l’Amministrazione ha affidato il servizio di vigilanza dell’immobile a un Istituto specializzato.

L’edificio infatti dal 2014 è  nello  stato di totale abbandono con conseguenti danni alla struttura e «una situazione di complessivo degrado che costituiscono grave pericolo, sia per la sicurezza pubblica e privata, che per la salvaguardia della terrazza bene demaniale di pertinenza dello Stato».

A breve il Comune procederà a un intervento di riordino e pulizia nell’area cortilizia e – continua la nota – «ci si sta organizzando per assicurare una porzione di spiaggia libera disponibile per tutti».

«Abbiamo tutelato la legalità e posto le basi per poter rilanciare, mediante future procedure ad evidenza pubblica, il comparto del Grand Hotel e della sua spiaggia – sono le parole del sindaco Luca Coffari –. In accordo con la Coop bagnini fino al termine delle procedure, lo stabile del bagno sarà perimetrato e messo in sicurezza, mentre la spiaggia sarà utilizzabile come spiaggia libera, con garanzia di pulizia e servizio salvataggio. Inoltre abbiamo emesso alcune ordinanze per rendere almeno decoroso il fronte e la zona della fontana del Grand Hotel. Speriamo che le procedure di asta giudiziaria in corso possano risolversi positivamente».

La nave Lady Aziza lascia definitivamente Ravenna quasi 4 anni dopo l’incidente

Venduta all’asta, è partita abbandonando il canale Candiano, dove era ormeggiata dal febbraio 2015

ZANI0815L’ex Lady Aziza – la nave tristemente nota per l’incidente del 28 dicembre 2014 al largo del porto di Ravenna, in cui naufragò il mercantile turco Gokbel e morirono sei persone – ha lasciato Ravenna. Per anni (da febbraio 2015 per l’esattezza) è rimasta ormeggiata sulla banchina sinistra della darsena di città, protagonista anche di un’ulteriore disavventura causata dal maltempo, ormai quasi un anno fa.

ZANI0943La nave è stata venduta all’asta lo scorso gennaio alla Medway Marine, società con sede alle isole Marshall e con uffici a Londra. È stata ribattezzata Yahya Junior e ora batte bandiera del Togo (rispetto al Belize della Lady Aziza).

Nella serata di lunedì 9 luglio l’addio definitivo a Ravenna, destinazione Alessandria d’Egitto, dove partirà il cantiere per il suo ripristino.

Preparazione estiva, la stagione del Ravenna Fc comincia col raduno del 16 luglio

Calcio C / Le sedute di allenamento si terranno al centro sportivo di Glorie e il gruppo alloggerà al Grand Hotel Mattei dal 21 al 29 luglio

Ravenna FC Santarcangelo 3 1 [16 Dicembre 2017]
Saranno i tifosi a scegliere la terza maglia della squadra giallorossa
Sono giorni frenetici negli uffici di Ravenna FC: se da una parte il direttore sportivo Matteo Sabbadini è all’opera per completare una rosa competitiva, dall’altra parte si sta muovendo la macchina organizzativa in vista della prossima stagione. La squadra si radunerà agli ordini di mister Foschi allo stadio Benelli il 16 luglio alle ore 9.30 per poi spostarsi al centro sportivo di Glorie, per l’avvio della preparazione. Dopo lo svolgimento dei test fisici di rito si procederà con doppie sedute di allenamento fino ai primi impegni stagionali.

Il gruppo, che riparte dalle conferme dei “senatori” Venturi, Selleri, Papa e capitan Lelj, alloggerà al Grand Hotel Mattei dal 21 al 29 luglio, una scelta presa di concerto dalla società e dal tecnico al fine di cementare quell’unione che è stato il vero punto di forza dei giallorossi nelle ultime trionfali stagioni. Nel frattempo sono stati completati altri due tasselli del puzzle dello staff, è stato infatti individuato come nuovo preparatore dei portieri Rocco Crea e confermato Franco Cavaliere come responsabile sanitario.

Terza maglia E’ stato attivato, in collaborazione con lo sponsor tecnico Macron, un sondaggio sui canali social del Club (Facebook, Instagram e Twitter) che permetterà di esprimere la propria preferenza tra le quattro divise proposte per la terza maglia per la prossima stagione. La divisa che risulterà vincente sarà lanciata in produzione e verrà utilizzata dalla squadra nella prossima stagione sportiva. Le maglie presentate vanno da modelli che strizzano l’occhio al passato come quella in bianco bordata rosso, oppure quella nera con dettagli giallorossi, fino a due proposte completamente innovative, quella in verde che vuole richiamare i colori delle nostre pinete e il colore delle maglie anni 50/60 della Sarom Ravenna, per finire con una proposta in blu con dettagli oro che è un chiaro omaggio ai cieli stellati dei mosaici bizantini della nostra città, ammirati in tutto il mondo. In attesa della data della presentazione ufficiale della squadra, dove saranno mostrate ai tifosi anche la prima e la seconda divisa che rispecchieranno i colori classici del Ravenna, rosso e giallo, i tifosi sono chiamati ad esprimere le preferenze entro giovedì 12 luglio alle ore 24.

Pioggia di medaglie e piazzamenti per i più piccoli della Canottieri Ravenna

Canottaggio / Quattro argenti e cinque bronzi al Festival dei Giovani di Varese per i baby biancazzurri, tra cui spiccano le prestazioni di Putyak, Prati e Cinque

Arianna Putyak
Arianna Putyak seconda nel singolo Cadetti femminile

Dopo i successi e le medaglie di Alexandra Kushnir ai campionati italiani Junior e Under 23 e di Gergo Cziraki e Nicola Catenelli agli italiani Senior, sono i giovanissimi a portare in alto i colori biancazzurri della Canottieri Ravenna. I ragazzi e le ragazze allenate da Giacomo Gasperoni, infatti, vincono quattro argenti e cinque bronzi al Festival dei Giovani di Varese, la più importante manifestazione di canottaggio dedicata alle categorie giovanili. Un weekend di gare, quello svoltosi da venerdì 6 a domenica 8 luglio, che ha visto scendere in barca più di 1500 atleti tra i 10 e i 14 anni.

Il primo argento del Festival per la Canottieri ha tinte rosa ed è quello vinto da Arianna Putyak nel singolo Cadetti femminile. Secondo posto, e medaglia d’argento, anche per Marco Prati nel singolo Cadetti, dietro alla Pullino ma davanti al Candia. Un altro argento in singolo per la Canottieri è quello vinto dal più giovane della spedizione, Lorenzo Cinque, nel singolo Allievi B.

Due medaglie per la Canottieri arrivano dalle gare riservate ai Comitati regionali. Un fantastico argento è vinto dal quattro di coppia Cadetti dell’Emilia Romagna composto per tre quarti da canottieri ravennati. Valerio Ghetti, Marco Prati ed Edoardo Sanpaoli, assieme a Fadda della Vittorino, giungono sul secondo gradino del podio regolando, nell’ordine, Sicilia, Liguria, Piemonte, Toscana e Marche. Le ragazze biancazzurre non sono da meno e conquistano il terzo posto nella loro gara: il quattro femminile emiliano-romagnolo composto da Arianna Putyak, Agnese Dassani, Chiara Petruzzellis e a Gamaleri della Vittorino giunge dietro Lombardia e Friuli, ma davanti a due equipaggi toscani e uno siciliano.

Lorenzo Cinque
Lorenzo Cinque secondo nel singolo Allievi B

Bellissima medaglia di bronzo per Agnese Dassani e Chiara Petruzzellis nel doppio Allievi C femminile.  Bronzo, nella sua finale del singolo Cadetti maschile per Valerio Ghetti dietro a Nazario Sauro e CRV Italia. Terzo posto e bronzo anche per per Lorenzo Cinque nel doppio Allievi B2 assieme a Ghioni del Vittorino, preceduti da Maggi e Sampierdarenesi. L’ultimo bronzo per la Canottieri è quello vinto da Marco Prati e Valerio Ghetti nel doppio Cadetti maschile, dietro a Pontedera e Casale.

Tra i piazzamenti da segnalare il quarto posto di Samuele Bartolucci nel singolo Allievi C. Stessa posizione per Edoardo Sanpaoli nel singolo Cadetti, per Agnese Dassani e Chiara Petruzzellis nel quattro di coppia Allievi C assieme a Guerra del Vittorino e Pellizzari del Trieste, quarta anche Arianna Putyak nel doppio Cadetti femminile in coppia con Ragni del DLF Chiusi. Nel singolo Allievi C femminile, giungono rispettivamente quinta e sesta Agnese Dassani e  Chiara Petruzzellis. Samuele Bartolucci giunge quinto nel quattro di coppia Allievi C assieme a Perugino, Zermani, Fontana del Vittorino da Feltre. Sempre Bartolucci giunge poi settimo nel doppio  Allievi C assieme a Bergamini del Ferrara.

Dopo gli agonisti e i giovani la stagione degli appuntamenti clou per il canottaggio italiano continua con i veterani: dal 14 al 15 luglio, infatti, la Canottieri Ravenna parteciperà ai campionati italiani Master che si terranno a Candia Canavese, in provincia di Torino.

Al telefono parlavano di vino ma intendevano droga: 6 arresti, 26 kg sequestrati

Operazione del nucleo investigativo dei carabinieri partita da un tentato omicidio con sparatoria del 2015 nel parcheggio dell’ospedale di Ravenna. Secondo gli inquirenti il sodalizio era l’unione di due bande: un gruppo di albanesi riforniva un gruppo di tunisini che smerciava al dettaglio

Amarcord1«Di fatto bastava chiamare un numero che qualcuno mi portava la droga». È la sintesi efficace resa da un 42enne consumatore abituale di cocaina, nell’interrogatorio davanti al pubblico ministero dopo il suo arresto a gennaio 2017, di quanto fosse ben organizzata e puntuale la banda da cui si riforniva. Per quanto sintetica, la frase riesce bene a descrivere una delle caratteristiche peculiari della struttura del presunto sodalizio criminale radicato a Ravenna che ora gli inquirenti sono convinti di aver messo in ginocchio con alcuni arresti: tra chi contrattava le cessioni con i clienti –parlando di bottiglie di vino bianco o vino rosso come linguaggio in codice – e chi faceva effettivamente la consegna delle dosi c’era una catena di passaggi di ordini che ha reso più complesso ricostruire i collegamenti e la rete. Dopo tre anni di indagini la svolta è arrivata all’alba di stamani, 9 luglio, quando i carabinieri del nucleo investigativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Antonella Guidomei su richiesta del sostituto procuratore Daniele Barberini, titolare delle indagini con il procuratore capo Alessandro Mancini: cinque persone arrestate (una sesta era già in carcere per altre vicende, una settima è irreperibile perché espatriata all’estero e altre due risultano indagate). In totale l’operazione Amarcord, dal nome di un bar che il gruppo usava come luogo di ritrovo, ha consentito di sequestrare 26 kg tra droga e sostanza da taglio: soprattutto cocaina ma anche eroina. Ritrovati anche 39mila euro in contanti a casa di un collaboratore estraneo alle vicende più gravi.

I destinatari del provvedimento restrittivo sono Avni Avduli (42 anni), Elton Avduli (37), Irakli Papa (38), Fatjon Sanxhaku (28), Rochdi Iuissaoui (32), Noamen Issaoui (37) e Khatrin Valeriani (32): i primi quattro di nazionalità albanese, altri due tunisini e una italiana sposata con uno dei nordafricani. Secondo la ricostruzione investigativa – operata attraverso intercettazioni telefoniche e immagini raccolte nel corso di pedinamenti e appostamenti – si tratterebbe di un gruppo che riunisce due bande: «Possiamo definirlo un sodalizio bicefalo – ha commentato il colonnello Roberto De Cinti, comandante provinciale dell’Arma –, in alto gli albanesi che importavano la droga dall’Albania e sotto i tunisini che si occupavano dello smercio al dettaglio sulla piazza locale con clienti che venivano a rifornirsi anche dalle province limitrofe» (circostanza emersa anche in un recente articolo sul mercato dello spaccio locale). Una delle zone maggiormente battute dai pusher, come ha precisato il procuratore Mancini sulla base delle evidenze emerse dalle indagini, era il quartiere della stazione: «Lavoravano in maniera professionale, con caratteristiche quasi imprenditoriali. Possiamo dire che da oggi Ravenna non deve più fare i conti con queste persone». Al dettaglio venivano piazzati circa 60-70 grammi di coca ogni due giorni per un giro di affari che gli inquirenti stimano milionario.

Amarcord2L’avvio dell’inchiesta è stata la sparatoria nel parcheggio dell’ospedale di Ravenna il 16 maggio di tre anni fa. Un tentato omicidio con dieci colpi esplosi, senza andare a segno, di un 32enne albanese. A fronteggiarlo furono un tunisino e un italiano, poi condannati. All’origine di tutto pare ci fosse una controversia fra le due bande per il mancato accordo sul pagamento di una partita.

A quel punto si sono messi in moto i militari. E si è visto come il gruppo aveva delle abitudini ben oliate: nascondigli della droga nei punti più impensabili come sotto un albero in una traversa della Classicana o nella massicciata della linea ferroviaria a Milano Marittima, ricambio frequente di cellulari con comunicazione dei nuovi numeri ai clienti, un appartamento a Lido di Classe usato come laboratorio per il taglio della droga, incontri tra la folla di un centro commerciale di Rimini per passare inosservati.

Nell’appartamento usato da uno degli albanesi i carabinieri avevano nascosto una telecamera nella cappa sui fornelli. Se n’è accorto l’inquilino quando ha aperto l’elettrodomestico per tentare di aumentare l’aspirazione mentre stava impastando la droga. A quel punto è montato in auto senza nemmeno chiudere la porta di casa e ha raggiungo la massicciata della ferrovia. Gli investigatori sono poi intervenuti: sulla linea del treno c’erano 800 grammi di eroina, in casa una ventina di chili di eroina.

IMG 5049Elementi importanti sono giunti dalle intercettazioni telefoniche. Come quella volta a gennaio 2017: «Sapevamo che era un coglione però non avevamo alternativa. Questo è uno che si cacava in mano, al processo per direttissima ha confermato invece che magari smentire». È il giorno dopo l’arresto del 42enne già citato in apertua, usato come galoppino per le consegne in cambio della sua dose giornaliera, e una delle persone indagate si sfoga al telefono con un altro cliente. Per il gip si tratta di «una spontanea e inconsapevole confessione». Le parole registrate sembrano lasciare poco margine di dubbio: «Era sotto casa e si è trovato i borghesi dietro al culo. Abbiamo ripulito casa e siamo fermi, però siamo anche un po’ in paranoia». Poi qualcuno qualcuno in sottofondo li invita a stare zitti: «Adesso non posso neanche parlare più di tanto…». Ma ormai era già troppo tardi.

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