giovedì
07 Maggio 2026

All’Antico Porto tra conversazioni, visite, burger di mare e laboratori per bambini

Continuano gli appuntamenti serali alla scoperta dell’Antico Porto di Classe, il sito archeologico di via Marabina.

Giovedì 5 luglio l’appuntamento è alle 19 per una visita guidata con incursioni musicali in collaborazione con l’Istituto Musicale Verdi. Alle 21 invece il presidente della fondazione Ravennantica, Giuseppe Sassatelli, parlerà di etruschi “tra Mediterraneo ed Europa” intervistato da Nevio Galeati (dalle 19 burger di mare gourmet e degustazioni con il food truck del ristorante L’Acciuga).

Le visite guidate proseguiranno venerdì 6, sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 luglio alle 19 mentre martedì 10 e mercoledì 11 l’appuntamento è con gli spettacoli del Ravenna Festival.

Galateo VaglioGiovedì 12 luglio dopo la visita guidate delle 19, alle 21 “La ballerina che conquistò un impero”, conversazione con la scrittrice Mariangela Galatea Vaglio (nella foto) intervistata dal giornalista Marco Melluso (anche in questo caso food truck dell’Acciuga).

Da lunedì 9 luglio, e per gli otto lunedì successivi fino al 27 agosto, spazio poi ai più piccoli con “Antico Porto for Kids”: laboratori, visite guidate animate, spettacoli, caccia al tesoro con le torce rivolti ai bambini dai 7 anni. Si parte il 9 alle 18 con una simulazione di scavo di un magazzino per il deposito delle merci in cui i partecipanti scopriranno tutti i semi e i frutti dimenticati.

Ha riaperto La Pritona, lo storico ristorante di Lido Adriano sequestrato nel 2014

Venduto all’asta a un’immobiliare e ora affidato alla società dell’adiacente residence. «Vogliamo far dimenticare le ultime gestioni. Ripartiamo da 80 coperti e una cucina del territorio»

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La Pritona, storico ristorante tra i simboli di Lido Adriano, ha ripreso l’attività il mese scorso dopo alcuni anni di chiusura forzata. Dopo, in particolare, che a fine 2014 fu posto sotto sequestro essendo stati considerati i titolari «privi dei requisiti morali e professionali per la gestione». Una gestione, quella di allora, che resta anche in qualche modo indelebile nei commenti e nelle recensioni sul web, ma che ha tutta intenzione invece di cancellare il nuovo titolare, Massimo Zanella, direttore anche dell’adiacente residence-aparthotel Costa Paradiso, aperto a Lido Adriano dal 2013 con oltre cinquecento posti letto e una clientela internazionale, «unica struttura del territorio a non aver mai chiuso neanche un’ora dalla sua apertura, inverno compreso», sottolinea.

La società del residence ha ottenuto la gestione del ristorante tramite i nuovi proprietari, una società immobiliare che ha acquistato all’asta quello che restava della Pritona, «di fatto un guscio vuoto», ci racconta Zanella. Con il locale sotto sequestro, infatti, i ladri in questi anni hanno fatto razzia e ora è tutto nuovo, dai tavoli agli impianti elettrici, «fino a una cucina avveniristica, realizzata seguendo tutte le nuove norme».

La Pritona oggi è tornata alle origini dei primi anni settanta, non più le centinaia di posti a sedere e la ristorazione di massa, ma 80 coperti e una cucina «particolare» che sfrutta prodotti poveri del territorio (in particolare il pesce azzurro) rielaborandoli. «Carne e pesce – sintetizza Zanella –, piatti della tradizione con prodotti freschi e a prezzi accessibili a tutti». All’esterno la possibilità di mangiare e anche di ballare in un ambiente ispirato alle aie contadine. E poi una sala per bambini e un bar aperto dalla colazione fino a notte. Una struttura a servizio anche dei clienti del residence (con piatti pure da asporto da poter consumare a bordo piscina, per esempio) ma già aperta a tutti (nella nuova pagina Facebook il menù e gli eventi aggiornati)

Ne approfittiamo per chiedere a Zanella come sta andando la stagione turistica: «Rispetto agli anni scorsi ci mancano i russi, forse a causa del mondiale di calcio. Ma continuiamo ad avere una bella fetta di clienti internazionali, grazie anche al collegamento con l’aeroporto di Bologna, in questo periodo per esempio abbiamo danesi, finlandesi, svedesi. E voglio sottolineare come il 50 percento dei nostri clienti torni ogni anno, per restare anche per due-tre settimane…».

Impresa Lugo, al lavoro per il bis: «Si può giocare anche solo con i giovani»

Il presidente Rossi progetta un’altra salvezza in Serie B. Orva non sarà sponsor, confermati coach Galetti e capitan Seravalli: «Metteremo in rosa ragazzi del 1999 e del 2000». E il vivaio conta 250 tesserati

LugobasketUna delle piccole, grandi, “imprese” sportive della stagione da poco conclusa è stata realizzata a Lugo, sponda basket, con una salvezza che ha quasi del miracoloso. Partita da neo-promossa, con un roster in maggior parte giovanissimo e con il proprio “uomo-faro” fuori causa nel momento clou del campionato, l’Orva è infatti riuscita a conquistare la permanenza in Serie B al termine di un percorso di enorme sofferenza ma anche di gioia indescrivibile, chiuso con la vittoria nei playout contro un avversario di buon livello come Rimini.

Se dalla panchina l’artefice di questa impresa è stato il coach Gianluigi Galetti, confermato anche per la prossima stagione, dalla scrivania l’architetto che ha costruito questo piccolo “gioiello” è stato il presidente Giuseppe Rossi, che da più di vent’anni è il dirigente numero uno della società bianco-verde. «La salvezza – inizia a raccontare – è stata il frutto di una stagione caratterizzata da alti e bassi. Non abbiamo cominciato benissimo, ma strada facendo i ragazzi sono riusciti a calarsi al meglio nella categoria scalando posizioni in classifica, avvicinandosi addirittura alla zona playoff, con la speranza di tagliare in anticipo il traguardo. A gennaio, però, si è infortunato capitan Seravalli e tutto è diventato più complicato. Abbiamo perso dieci gare di fila e ci siamo ritrovati nei playout da sfavoriti. Per fortuna il gruppo si è rinsaldato nel momento giusto ed è riuscito a battere Rimini in entrambi i match, chiudendo l’avventura con un finale entusiasmante».

L’Orva ha chiuso il rapporto di sponsorizzazione. Riuscirete a difendere in campo la Serie B?
«L’azienda ha deciso di fermarsi per un anno, ma in futuro con ogni probabilità tornerà ad affiancarci. Da parte nostra c’è stato un momento di riflessione, terminato con la decisione di andare avanti in questa categoria. È chiaro che avremo un budget ancor più limitato, ma possiamo contare su uno zoccolo duro di “amici” che ci consente di ripartire con una certa tranquillità».

Con quali prospettive ripartite?
«Con quelle di puntare sui giovani. Non abbiamo altre possibilità. Alle partite ci seguono 300-400 persone, il campionato che stiamo disputando è il massimo per una piazza come Lugo. Alle società che ci prestano i loro talenti, però, noi diamo la garanzia di farli giocare per davvero e quindi valorizzarli. In rosa inseriremo degli elementi del ’99 e del 2000 in continuità con la nostra filosofia che ci ha permesso di essere premiati dalla federazione come la realtà che ha utilizzato più Under nel girone».

Quindi non si cerca di salire di un ulteriore gradino?
«A Lugo c’è una bella tradizione, fatta di tanta di Serie B. Non siamo mai retrocessi e quando siamo scesi di categoria lo abbiamo fatto solo per nostra scelta. Non avrebbe poi senso utilizzare risorse maggiori per puntare a un quinto posto. Meglio arrivare dodicesimi, ma essere sani dal punto di vista economico».

Da dove riparte la squadra della prossima stagione?
«Innanzitutto dal tecnico Galetti, che anche quest’anno ha svolto un ottimo lavoro, rispettando in pieno il suo compito di valorizzare al meglio i giovani. Per il mercato, invece, è ancora presto per parlare. Adesso stanno operando le società grosse, noi inizieremo a costruire il roster verso metà luglio. Chi viene da noi, però, sa che viene pagato: pochi soldi, ma sicuri».

Qualche conferma tra i giocatori?
«Sì, capitan Seravalli, che sarà il punto di riferimento per i ragazzi. Poi dovrebbero restare Rubbini (trasferitosi però in questi giorni al Basket Ravenna, ndr) e Galassi, giovani ma già con un anno di esperienza alle spalle. Il resto è tutto da inventare».

Ci sarà qualche inserimento dal settore giovanile?
«Il vivaio per noi è la cosa più importante, la nostra base. Se non ci fosse, non avrebbe senso il nostro lavoro, perché diamo anche un servizio sociale alla città. Abbiamo 250 tesserati, tra cui anche un gruppo di ragazze Under 18. Copriamo tutte le categorie di età e veniamo da una buona stagione, con risultati soddisfacenti. Speriamo un giorno di lanciare qualche nostro baby in prima squadra, ma la vedo dura. Quando sono bravi, vanno via subito, e non riescono a finire la trafila, come è successo di recente quando due giovanissimi sono andati alla Virtus Bologna».

Come sarà la prossima Serie B?
«Durissima, anche perché ci sarà una retrocessione in più. Ci prepariamo per un campionato con il coltello tra i denti. Dobbiamo cercare di mantenere il nostro campo più inviolato possibile, facendolo diventare un fortino quasi inespugnabile. Si può vincere anche solo con i giovani, ma non diciamolo troppo in giro…».

Maratona del Lamone, arriva la “benedizione”: si correrà la domenica delle Palme

Podismo / In accordo con la curia scelta questa data per evitare la concomitanza con le 42 km di Milano e Roma. Consegnato alla onlus Il Mantello il ricavato delle camminate della solidarietà

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La consegna dell’assegno all’onlus Il Mantello

Si è compiuto nei giorni scorsi l’ultimo atto di quest’anno della Maratona del Lamone, ovvero la cerimonia di consegna alla onlus Il Mantello del ricavato delle camminate della solidarietà, introdotte nel cartellone degli eventi collaterali della maratona proprio in occasione dell’edizione di quest’anno. L’assegno, del valore di 750 euro, è stato consegnato ad Alberto Schwarz, presidente dell’associazione russiana che si occupa di fornire aiuto e sostegno alle persone in difficoltà, in occasione dell’assemblea di bilancio della coop che si è svolta al Teatro Comunale di Russi.

In quel contesto, Lucia Sassi, presidentessa del GS Lamone, ha annunciato la prima grossa novità dell’edizione del 2019, ovvero un nuovo cambio di data. La 43ª edizione della Maratona del Lamone si correrà infatti il 14 aprile 2019, visto che la domenica precedente è occupata dalle maratone di Roma e Milano, che hanno anticipato per non incorrere nella domenica delle Palme. «Scegliere di rimanere nella stessa data sarebbe stata una sconfitta quasi certa – chiarisce – così si è chiesta la disponibilità e la collaborazione dell’arciprete don Pietro e del consiglio pastorale della Parrocchia locale che hanno accettato che la Maratona possa svolgersi la domenica delle Palme».

A indurre il consiglio direttivo del GS Lamone, da Lucia Sassi a Davide Tondini fino a tutti i consiglieri, a operare un nuovo cambio è anche la forza derivata dal grande successo ottenuto dall’edizione di quest’anno, in termini di atleti partecipanti alla Maratona e alle altre iniziative, tutte confermate per il 2019: dalla 5.000 per Russi alle podistiche di 10 e 3 km, dal Gran Premio promesse di Romagna al nordic walking per finire con la seconda edizione della camminata della solidarietà: «Per noi del GS Lamone organizzare questa Maratona – precisa la Sassi – è ogni anno una scommessa sempre più complicata, sempre più onerosa, ma ogni anno sempre più bella da vincere. Ci spinge il patrimonio dei volontari, con il loro prezioso lavoro, delle associazioni, con la loro collaborazione fattiva,  e dei nostri fedeli sponsor, con il loro fondamentale sostegno, che ogni anno credono in questo evento sportivo di grande rilevanza nazionale».

Ovviamente confermata la collocazione della Maratona del Lamone come prima tappa del Trittico di Romagna, che si completa con la 50 km di Castel Bolognese (il 25 aprile 2019) e la 100 km del Passatore (25 e 26 maggio 2019). E proprio in occasione dell’ultima Cento i partecipanti hanno trovato nel pacco gara il volantino della prossima edizione della Maratona del Lamone, dove si annuncia l’apertura alle iscrizioni a un prezzo speciale di 20 euro fino al 31 ottobre.

Come brillano i baby nuotatori manfredi Busa e Scalini in giro per l’Italia

Nuoto / Ancora belle prestazioni dei giovani portacolori del Centro Sub Nuoto Faenza: lo juniores in evidenza al “Settecolli”, la Esordiente “A” al Trofeo delle Regioni

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I giovanissimi nuotatori faentini Michele Busa e Nicole Scalini

I giovani Michele Busa e Nicole Scalini hanno fatto brillare le insegne del Centro Sub Nuoto Club 2000 con le loro prestazioni degli ultimi giorni. Dopo le quattro medaglie d’oro (una di staffetta) conquistate al 64esimo Campionato Nazionale Libertas sulle corsie della piscina di Spoleto, per il 16enne faentino (al primo anno nella categoria Juniores) si sono accese le luci della ribalta dello stadio del Nuoto del Foro Italico a Roma al 55° Trofeo Internazionale Settecolli, dove si sono affrontati più di 700 nuotatori di club italiani e stranieri, in rappresentanza di 28 Paesi. Michele Busa, il quale era uno dei pochi atleti nati nel 2001 che aveva acquisito il diritto di partecipare alla luce delle prestazioni fornite durante i Criteria, si è classificato 33° nei 50 metri dorso, 19° tra gli italiani, e 45° nei 50 farfalla, 23° fra gli italiani: risultati di grande prospettiva, vista la giovane età del nuotatore faentino rispetto alla vasta ed esperta concorrenza.

Non è stata da meno nella sua categoria Esordienti “A” Nicole Scalini che al “Trofeo delle Regioni”, meeting nazionale andato in scena a Scanzano Jonico in Basilicata, faceva parte della rappresentativa dell’Emilia-Romagna. Nicole si è classificata decima nei 200 metri farfalla e 12esima nei 100 farfalla, contribuendo all’ottimo quinto posto dell’Emilia-Romagna, che schierava 5 ragazze e 5 ragazzi.

Mentre è giunta al termine la stagione agonistica degli Esordienti “B” e “C”, gli Esordienti “A” sono impegnati in questi giorni in un meeting a Ravenna; l’attenzione dei portacolori del Centro Sub Nuoto Faenza si sposterà poi sulle Finali Regionali della Federnuoto in programma nelle giornate del 7, 8, 14 e 15 luglio a Bologna, nelle quali gareggeranno le atlete e gli atleti dalla categoria “Ragazzi” a quelle maggiori.

«Al Sert i pazienti non calano e ci preoccupa il ritorno dell’eroina»

Giovanni Greco, direttore del servizio dell’Ausl che si occupa di tutti i tipi di dipendenze: «Nelle ultime settimane si sono avvicinati anche molti quarantenni dipendenti da cocaina». Nel 2017 sono state prese in carico 960 persone

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Giovanni Greco, direttore Sert Ravenna

Che sia una dipendenza psicologica come quella del gioco o da una sostanza, come droga e alcol, c’è un luogo in cui le persone con queste difficoltà possono andare a trovare un aiuto: il Servizio per le tossicodipendenze dell’Ausl Romagna. Il Sert ravennate, collocato nell’area ospedaliera, ha preso in carico 960 persone sulle circa 1.900 che sono entrate in contatto con il servizio nel corso del 2017. La maggior parte uomini ma il gap negli ultimi anni, secondo i dati della struttura, si sta riducendo.

Dall’inizio del 2018, il ritorno dell’uso dell’eroina è un problema che al Sert di Ravenna preoccupa non poco. «Ce ne siamo resi conto nei primi mesi dell’anno – dice il responsabile, il dottore Giovani Greco – ed è un fenomeno che non riguarda soltanto la nostra area ma è purtroppo generalizzato». Il motivo per cui l’eroina è tornata a fare capolino nelle piazze dello spaccio, più che legato a fenomeni sociali, è dovuto a banali questioni di disponibilità: «Credo sia dovuto alle vicinanze con l’area di produzione e distribuzione che in questo momento è il Nord Africa. Le crisi economiche e politiche di quell’area portano a un accesso più facile della droga nel nostro Paese».

Nelle ultime settimane, però, sono aumentati invece gli accessi legati alla cocaina. «Forse l’avvicinarsi della stagione estiva favorisce questo tipo di droga “performante”. Abbiamo diversi casi di quarantenni, quindi non persone in tenera età, che in questi ultimi gioni sono entrati in contatto con noi». Greco aggiunge che ad aggravare la situazione c’è «la pessima qualità della cocaina inalata che provoca più danni del solito».

Non ci sono invece persone che sono dipendenti da sostanze chimiche, come la ketamina o pasticche, mentre la dipendenza da cannabinoidi porta a un altro tipo di allarme: «Ovviamente il problema esiste e diventa davvero preoccupante quando ci sono i correlati che tipicamente colpiscono i giovanissimi. Parlo in particolare dell’abbandono scolastico o di un radicale cambio di comportamento e di personalità».

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La sede del Sert a Ravenna in via Missiroli

Di fatto, l’allarme sul problema delle dipendenze è sempre ben presente ed è piuttosto vario, spiega Greco. Il Sert ha risorse limitate – «farebbe comodo un medico in più» – ma dal punto di vista finanziario, «il budget ci è sempre bastato, poi ci sono le difficoltà economiche che sono generalizzate». Va ricordato che il Sert è attivo nel trattamento di persone con problematiche correlate alle dipendenze, non soltanto alla droga. Quindi tratta anche chi è dipendente da alcolici, gioco d’azzardo patologico, abuso di farmaci. Nel percorso di cura entrano persone di tutte le età – ad esempio per quanto riguarda l’alcol si tratta di un fenomeno che arriva fino ai sessant’anni – che vengono poi accompagnati in vari percorsi. «Alcune persone vengono in contatto con il Sert in piena autonomia. Ci sono ad esempi casi di pazienti anche molto giovani che hanno scelto di farsi aiutare. Oppure lo fanno perché spinti da amici o familiari». Le famiglie oggi sono però «in grossa difficoltà, le reti tradizionali sono molto carenti. Così capita che alcune persone vengano da noi per cercare sostegno e capire come aiutare un parente che si trova in una situazione di dipendenza». C’è ovviamente un dialogo costante con le strutture del territorio, in primis Ceis e Villaggio del fanciullo. Il problema fondamentale, soprattutto, è che rispetto al passato le cose non sono migliorate granché «Al di là di tutti i ragionamenti che possiamo fare sulle tossicodipendenze nei vari periodi storici – è la conclusione di Greco – i fatti ci dicono che le persone in carico non diminuiscono affatto e il ritorno dell’eroina è una realtà inquietante».

Placuzzi si presenta: «Faventia, cercheremo di andare più in alto che si può»

Calcio a 5 B / Il nuovo allenatore del team manfredo proviene dalla squadra della sua città, Cesena. «Sono qui per dare un’anima a questo gruppo»

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Il nuovo tecnico del Faventia, Davide Placuzzi

La nuova stagione del Faventia parte da Davide Placuzzi, nuovo allenatore della squadra biancobù in vista della prossima stagione nel campionato di Serie B di calcio a 5. Dopo aver fatto un sopralluogo al PalaCattani, il tecnico ex Cesena (la sua città, dove è nato l’11 novembre 1979) si è presentato soffermandosi sui motivi che lo hanno spinto ad accettare la panchina della società manfreda. «Allenare mi dà grande motivazione – spiega -. Ho iniziato a Forlimpopoli in C2, poi ho trascorso cinque anni a Cesena tra C1 e B. Alla fine della scorsa stagione sentivo che eravamo arrivati alla fine di un ciclo e io stesso avevo bisogno di nuovi stimoli, quindi ci siamo lasciati di comune accordo. In seguito è arrivata l’offerta del Faventia e dopo qualche incontro con il diesse Filippo Merenda abbiamo trovato un’intesa. Ci siamo accordati perché c’è l’ambizione di arrivare e di far crescere i giocatori».

Per quanto concerne gli obiettivi Placuzzi ha dimostrato fin dalle prime battute di avere le idee chiare: «Sono qui per dare un’anima a questa squadra, ovvero avere temperamento, voglia di allenarsi e infiammare uno dei palazzetti più belli d’Italia con l’obiettivo di conseguire il miglior risultato possibile. Durante la stagione non c’è solo il campionato, ma ci sono anche la Coppa Divisione e la Coppa Italia, e in tutte le competizioni vogliamo arrivare più avanti che si può. Ciò che sarà lo vedremo soltanto alla fine – termina il tecnico – in base a ciò che avremo seminato durante l’anno».

Il vice è Gallamini Alla presentazione ha preso parte anche il nuovo vice di Placuzzi, Davide Gallamini, allenatore di primo livello di calcio a 5 che durante la scorsa stagione ha guidato l’Onlysport Bagnacavallo nel campionato regionale di Serie C1. Gallamini, nato a Lugo nel 1991, è considerato uno dei tecnici più giovani e promettenti nel panorama calcettistico nazionale. Prima di intraprendere la carriera di allenatore infatti ha vestito le maglie di Ravenna (Serie B), Faventia (C1), Imola (Serie B), Imolese (C1) e Kaos (A), con la quale ha esordito nella massima serie a 18 anni disputando anche una finale scudetto Under 21 e vincendo una Coppa Italia Under 21. Gallamini vanta inoltre alcune presenze in nazionale Under 21.

Arrestati due trafficanti di droga: trovati in un bungalow in campeggio

Hanno 26 e 33 anni e sono residenti a Bologna: l’indagine della Dda ipotizza un’associazione per delinquere con interessi di spaccio tra Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana

Volante PoliziaAvevano preso in affitto un bungalow in un campeggio sulla riviera ravennate e li sono stati trovati da polizia e carabinieri che li hanno arrestati: in manette un 26enne e un 33enne marocchini residenti a Bologna, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, acquisto e cessione di cocaina tra marzo 2016 e dicembre 2017 tra Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna, i due stranieri arrestati avevano il compito di curare gli interessi dell’associazione di cui facevano parte attraverso ripetute acquisizioni e cessioni di droga nelle province di Bologna, Ferrara, Modena, Firenze, Reggio Emilia. I due erano ricercati da qualche giorno dai carabinieri di Ferrara e sono stati rintracciati stamane, 4 luglio, all’interno del camping.

Nuovo museo Classis, Ravennantica: «Progetto con ampi margini di sostenibilità»

Uno studio stima una domanda di servizi turistici e culturali sul territorio per un valore di 1,9 milioni all’anno. Il museo nell’ex zuccherificio di Classe impiegherà 13 nuovi addetti

Un rendering della visuale esternaL’apertura del nuovo museo archeologico di Classe, fissata per il prossimo 1 dicembre, potrebbe generare una spesa per consumi di servizi turistici e culturali sul territorio (hotel, musei, guide, trasporti, ristorazione, prodotti locali) variabile tra 1,9 e 2,4 milioni di euro all’anno. È la stima elaborata dagli esperti dello studio Cles sull’impatto economico e sociale del nuovo museo Classis promosso dalla fondazione Ravennantica. Stamani, 4 luglio, il dettaglio dell’analisi del Cles è stato illustrato agli operatori economici.

Secondo le stime, il museo impiegherà fino a 13 nuovi addetti con funzioni di accoglienza, informazione e sorveglianza, per un costo di gestione annuale di circa 540mila euro l’anno, a fronte di un flusso di ricavi diretti (legati a biglietti e servizi: guide, audioguide, didattica, bookshop)  che lo studio Cles quantifica prudenzialmente in 215mila euro l’anno. Un conto finale in perdita di circa 300mila euro l’anno, quindi, «per un progetto che nel complesso – si legge nel comunicato stampa –, confrontando costi di investimento e gestione, ricavi e impatto potenziale sull’economia locale, presenta ampi margini di sostenibilità economica».

Tenendo quindi conto dell’investimento iniziale complessivo di 22 milioni e delle cifre appena ricordate per gestione e ricaduta sul territorio, Ravennantica considera che in 15 anni, «un orizzonte temporale relativamente limitato per un progetto di questa natura», il valore attuale netto economico del progetto (misura sintetica adottata per valutare la capacità di un progetto di generare benefici economici e, quindi, di risultare sostenibile/desiderabile per la collettività) sarebbe pari ad almeno 17 milioni di euro (quasi 25 nello scenario più ottimistico).

Terminal crociere: intervento tampone per rendere lo scalo operativo ad agosto

Si sposteranno 25mila metri cubi di sabbia ma per risolvere il problema ne andrebbero dragati dieci volte tanto. Ap pensa al 2019, confermata la cancellazione di 9 toccate su 47

CrociereAutorità portuale conferma: nove toccate su 47 al terminal crociere di Porto Corsini sono state o saranno cancellate. Si tratta di approdi che due navi – la Vision of the Seas e la Mein Schiff 2 – hanno cancellato visto l’insabbiamento dei fondali al terminal che ha portato, il 13 giugno scorso, la Capitaneria a vietare l’arrivo di navi sopra i 7,6 metri in un molo (quello più a nord) e di 7,9 metri nel molo più a sud. «Un’antipatica situazione», l’ha definita con aplomb il presidente di Autorità portuale Daniele Rossi che ora rischia di far saltare il banco anche per il 2019. Soprattutto in quell’ottica ci si muoverà: difficilmente le due navi torneranno a Ravenna nel 2018 ma l’obiettivo è far sì che le compagnie confermino la loro presenza in città per il prossimo anno.

Non che nel breve termine si stia fermi. Autorità portuale con un appalto lampo ha commissionato lavori per 150mila euro che porteranno il terminal crociere ad essere «pienamente operativo» già ad agosto. Si tratta però di un intervento tampone, il presidente non lo nasconde: «Quanto durerà dipenderà dal meteo, in ogni caso nel giro di due o tre mesi sarà da rifare». Di cosa si tratta? Non di un dragaggio ma di uno spostamento di sabbia di 25mila metri cubi di sabbia a ridosso della diga di Porto Corsini che farà in modo di risolvere almeno per un po’ il problema. Per la soluzione definitiva, invece, sarebbero da dragare 250mila metri cubi. Un’altra storia, per la quale servono casse di colmata pienamente operative e al momento assenti. Si ritorna al vecchio problema, ci arriveremo tra un po’. Rimanendo ai 25mila metri cubi, si tratta di un intervento che Rossi si dice «disponibile a ripetere se necessario» ma che non potrà essere reiterato troppo a lungo perché i costi non sono certo bassi. Fatto questo intervento gli armatori delle due navi cambieranno idea? Autorità portuale non si fa illusioni. «Si tratta di un mercato che ha bisogno di programmazione, è molto difficile che accada».

Il presidente ci tiene a dire che il problema non ha preso alla sprovvista l’ente. «Abbiamo subito offerto una soluzione alternativa: la banchina T&C che prima della costruzione del terminal ospitava proprio le navi da crociera». Le due compagnie però, hanno detto no. Del resto T&C oggi è un terminal industriale dal quale partono i traghetti carichi di camion e diretti in Sicilia e Grecia.  Inoltre, già quando fungeva da terminal crociere non era troppo attrattivo, tanto che si scelse di costruire lo sbarco a Porto Corsini. Dove, peraltro, continueranno ad attraccare le altre navi che arriveranno a Ravenna: sono più piccole e il pescaggio di 7,6 metri per loro è abbastanza. Insomma: il problema per ora è rappresentato da quelle nove toccate che però, insieme, portavano circa 19mila croceristi.

Si diceva della soluzione definitiva che non può che essere collegata al progetto complessivo di approfondimento dei fondali del porto. «Solo allora con le crociere non ci saranno più problemi». L’escavo a 12,5 metri – che comprende anche i lavori davanti a Porto Corsini – è legato però alla disponibilità delle casse di colmata. Rossi fa il punto della situazione: per quanto riguarda il progetto dell’hub portuale, il finanziamento del Cipe è «confermato» e si sta aspettando solo l’iscrizione della delibera alla Corte dei conti. «Dovrebbe arrivare nel giro di qualche settimana», prevede il presidente. Intanto si sta lavorando al bando di gara in modo da partire con i lavori entro fine anno.

Parallelamente, nei prossimi mesi partirà l’iter per lo svuotamento delle casse di colmata. Si partirà da quella più grande: la Nadep, da circa un milione di metri cubi. Secondo le previsioni di Ap serviranno almeno sette/otto mesi, se non un anno, per completare questo percorso. Nella cassa di colmata Nadep saranno portati i sedimenti del terminal crocieristico. Come fare coincidere i tempi con la prossima stagione turistica? «I tecnici sono al lavoro» dice Rossi. La sintesi di quanto si vuol fare è questa: quella cassa di colmata è divisa in una serie di “sottocasse”. Nella prima che si svuota si porterebbero i 250mila metri cubi scavati da Porto Corsini, che a questo punto diventano prioritari, per rendere il terminal libero in tempo per la prossima stagione.

Come si intuisce, il fatto che la prossima stagione il terminal sia operativo appieno non è scontato – si devono infilare una serie di previsioni – ma non è nemmeno impossibile. Di certo Rossi tiene a sottolineare che le crociere oggi sono uno dei «core business di Autorità portuale. Abbiamo già in programma un miglioramento dello scalo a Porto Corsini, con parcheggi e aree verdi e se ne sta discutendo in conferenza dei servizi». A fianco a lui il vicesindaco Eugenio Fusignani garantisce l’appoggio del Comune e ne approfitta per attaccare le gestioni precedenti di Ap: «La situazione di oggi è frutto delle scelte che non sono state fatte nei dieci anni precedenti all’insediamento di Rossi». Poi una considerazione sui turisti del mare: «Prima si polemizzava sul fatto che non si fermavano in centro, ora la loro assenza è una tragedia. Tutto è buono per polemizzare ma così si fa male alla città».

Al Maria Cecilia Hospital un convegno sul modello Ausl Romagna

Nella sala conferenze della clinica privata di Cotignola un dibattito sul sistema coordinato di sanità integrata. Intervengono il dg dell’azienda pubblica Tonini e il professor Bottari

0000076701Il modello Ausl Romagna come sistema coordinato di sanità integrata è al centro di un convegno in programma alle 17 del 5 luglio nella sala conferenze del Maria Cecilia Hospital di Cotignola.

Partecipano il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il sindaco di Cesena e presidente della conferenza territoriale socio-sanitaria con delega alla Sanità Paolo Lucchi, il professor Carlo Bottari, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico e docente di Diritto Costituzionale e Diritto Sanitario all’Università di Bologna e autore del libro “Profili innovativi del Sistema Sanitario” (Giappichelli Editore), la giornalista Ester Maragò per Quotidiano Sanità, e Bruno Biagi, presidente Aiop Emiliano Romagna e vicepresidente Aiop Nazionale. Modera il giornalista scientifico Federico Mereta. Per partecipare all’incontro, accrediti al numero 051.6006217.

Secondo il Meridiano Sanità Regional Index, indice ideato da The European House Ambrosetti, il caso dell’Ausl Romagna è una conferma del successo di questo modello integrato: l’indice ha fornito una valutazione multidimensionale delle performance dei sistemi sanitari regionali in base a diversi parametri tra cui lo stato di salute della popolazione, l’equità e capacità di risposta del sistema sanitario ai bisogni di salute, l’efficienza e l’appropriatezza dell’offerta sanitaria, la qualità dell’offerta sanitaria e responsiveness del sistema. Dall’analisi emerge come l’Emilia Romagna sia la regione caratterizzata dalle performance migliori.

Furti in corsia, condanna definitiva per l’ex infermiera Poggiali

Confermata la pena a quattro anni e quattro mesi che aveva deciso l’Appello bolognese

RAVENNA 29/01/16. PROCESSO DANIELA POGGIALI
Daniela Poggiali con l’avvocato Stefano Dalla Valle

La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e dunque resa definitiva la condanna per i furti in corsia dell’ex infermiera Daniela Poggiali. Il caso si era inserito nelle indagini per morti sospette – per la quale Poggiali è stata assolta in Appello dopo la condanna in primo grado ed è in attesa del verdetto in Cassazione – e riguardava furti a pazienti e all’ospedale Umberto I di Lugo, nel quale lavorava. In primo grado era stata condannata a 4 anni e mezzo, poi scesi a 4 anni e quattro mesi in Appello.  I fatti contestati riguardano un furto e il peculato di alcuni generi alimentari. A riportare la notizia sono Resto del Carlino e Corriere di Romagna oggi in edicola. A metà mese ci sarà il verdetto della Suprema Corte per la morte di Rosa Maria Calderoni.

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