Provvedimento precauzionale deciso dai sindaci per rischio ghiaccio e caos sulle strade
Scuole chiuse nei comuni di Ravenna, Cervia e Bassa Romagna giovedì 1 marzo. È il provvedimento adottato in via precauzionale dai rispettivi sindaci in considerazione dell’allerta meteo diramata dalla protezione civile regionale che prevede nevicate e basse temperature con il rischio di ghiaccio sulle strade. A Faenza resteranno aperte.
«Le previsioni – si legge sulla pagina Facebook del Comune di Cervia – indicano un severo peggioramento in particolare per domani mattina con accumuli previsti che variano da 6 agli 8 cm sulle costa e fino a 20 cm nelle altre zone della Romagna. L’orario in cui sono previsti i fenomeni nevosi più consistenti coincide con gli orari di punta per il traffico come entrata ed uscita da scuola, spostamenti per andare a lavoro, e questo comporta gravi problemi di gestione delle operazioni di pulitura strade che rischierebbero di creare pericoli e forti disagi per la circolazione»
Le prefetture hanno deciso di emettere il provvedimento di divieto di circolazione ai mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) a partire da questa notte.
«Sulla base delle risultanze emerse in sede del Comitato operativo viabilità e dei relativi provvedimenti in corso di emanazione della Prefettura – dichiara il sindaco di Ravenna Michele de Pascale – in via precauzionale ho disposto la sospensione delle attività didattiche negli asili nido e nelle scuole di ogni ordine e grado di tutto il territorio comunale, comprese Università, Accademia di Belle Arti e Istituto Verdi».
Il primo cittadino raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, accertarsi dell’adeguatezza delle dotazioni dei propri veicoli, prestare la massima attenzione alla guida e alla segnaletica, prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua, alle strade eventualmente allagate e/o gelate e ai sottopassi e non accedere a questi ultimi nel caso li si trovi allagati o impraticabili.
«Le previsioni meteo indicano nevicate deboli al mattino con accumuli di circa 5 cm e una intensificazione delle precipitazioni nevose al pomeriggio/sera – dice il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi -. Tenuto conto della necessità di assicurare il servizio scolastico, il comitato ha deciso di garantire l’accesso alle scuole, attivando tutti i mezzi del piano neve. Per quanto riguarda la giornata di venerdì in cui sono previste forti gelate, verranno assunti gli opportuni provvedimenti nel pomeriggio di domani. Comprendiamo i disagi soprattutto per studenti e insegnanti provenienti da altre città. D’altra parte – nei limiti del possibile – l’amministrazione comunale è tenuta a rendere fruibili i servizi pubblici».


Quali sono gli appuntamenti più importanti del 2018?
Rete ferroviaria italiana (Rfi) attiva il livello “emergenza grave” del proprio Piano neve e gelo per la giornata dell’1 marzo a seguito dell’allerta meteo di livello arancione diramata dalla protezione civile per tutta la regione Emilia-Romagna: i servizi ferroviari regionali saranno riprogrammati con una riduzione complessiva del 50 percento in relazione all’infrastruttura disponibile con questo livello di emergenza.
«È un gesto di grande viltà, che offende non solo i credenti, ma tutta la comunità sia religiosa che laica della nostra città». Il sindaco di Cervia, Luca Coffari, stigmatizza duramente il furto della corona dalla statua della Madonna del Fuoco nel duomo, avvenuto nella tarda mattinata di lunedì 16 febbraio.
«Non è tanto il costo del servizio legale interno a suscitare le nostre perplessità quanto la frequenza nell’affidare ad avvocati esterni a questo ufficio, incarichi di consulenza legale che inevitabilmente comportano spese ulteriori e accessorie». Samantha Gardin, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Ravenna, critica la gestione dell’Azienda Casa della provincia ravennate (Acer): «110mila euro già liquidati nell’ultimo biennio per incarichi di consulenza affidati a professionisti esterni, di cui certamente non si mettono in dubbio la professionalità e le competenze ma che, a dispetto della disponibilità e dell’operatività di un servizio di avvocatura interna, sembrerebbero disporre di una corsia preferenziale nella discussione di alcune cause».
Inaugurati stamani, 28 febbraio, negli spazi di Casa Traversari a Ravenna, in via San Vitale, i laboratori di restauro di materiali archeologici del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro di Beni Culturali dell’Università di Bologna. Il corso, attivato al dipartimento di Beni Culturali, è finalizzato a formare il Restauratore di beni culturali ed è abilitante alla professione di Restauratore. I laboratori sono stati adeguati ed attrezzati con il contributo del Campus di Ravenna, della Scuola di Lettere e Beni Culturali e di Fondazione Flaminia.
Il corso di laurea del Campus di Ravenna è uno dei pochi corsi universitari che forma gli studenti alla professione del restauratore, in particolare nel settore delle superfici decorate dell’architettura, del metallo, del vetro e della ceramica. «Al di là dello straordinario valore formativo dei giovani restauratori rispetto ad una professione che vede l’Italia ai vertici mondiali per qualità e competenza – si legge in un comunicato di Fondazione Flaminia –, la valenza del corso di studio ha una importante ricaduta sociale nel territorio in cui opera poiché gli studenti, seguiti e guidati da docenti professionisti di alta qualificazione, operano direttamente sui beni culturali della collettività». Gli studenti hanno già lavorato al restauro della Fontana del Nettuno a Bologna, e nei cantieri-scuola a Ravenna realizzati in collaborazione con il Mibact alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, i chiostri di San Vitale sede del Museo Nazionale di Ravenna e i laboratori del Parco Archeologico di Classe, in collaborazione con la Fondazione RavennAntica.
Il progetto per l’approfondimento dei fondali del canale Candiano e il rifacimento di diversi tratti di banchina, anche noto come “Hub portuale Ravenna”, ha ricevuto l’approvazione definitiva dal comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) nella seduta di oggi, 28 febbraio. Si conclude così l’iter autorizzativo entrato nella fase conclusiva con la consegna dei faldoni al ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 18 settembre scorso. Entro l’estate dovrebbe essere pubblicato il bando di gara, entro l’anno l’aggiudicazione definitiva e nel 2019 l’inizio dei lavori.
Si è chiuso il percorso di condivisione con le Ausl e le Conferenze territoriali socio-sanitarie, che ha portato all’accordo sulle nuove aree di atterraggio e decollo anche notturno dell’eliambulanza. A Ravenna saranno attivate nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Alfonsine, Lugo, Faenza, Russi e Cervia. In tutta la Regione le nuove aree saranno 142 e porteranno il totale a 159. Inoltre, già all’inizio dell’estate l’elicottero attualmente in servizio anche di notte verrà sostituito con un nuovo mezzo dotato di visori a intensificazione di luce, tecnologia militare adattata all’uso civile, che permetterà l’utilizzo del mezzo anche su aree di atterraggio non illuminate.
Scende da 417 a 341 posti letto la capienza massima per i profughi nel territorio della Bassa Romagna nel 2018. È la novità del rinnovo della convenzione tra prefettura, Asp dei Comuni della Bassa Romagna e Unione dei Comuni per il rinnovo dell’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e gestione dei servizi connessi. Lunedì 26 febbraio il consiglio dell’Unione ha approvato la convenzione che riduce i posti «alla luce del calo di flussi migratori», si legge nel comunicato. La nuova convenzione ha decorrenza dall’1 aprile al 31 dicembre 2018 e ha un importo di 3.282.125 euro, stanziati dal ministero dell’Interno
