giovedì
30 Aprile 2026

Maltempo, dopo la pioggia scatta l’allerta meteo per vento e stato del mare

Scatta lo stato di attenzione numero 17 a partire dalla mezzanotte di lunedì

Ombrello Al Vento
Ombrello al vento

Il maltempo previsto è arrivato sotto forma di un’intesa pioggia che lunedì mattina ha bagnato la provincia. Domani, invece, è previsto un forte vento che fa scattare l’allaerta numero 17 del 2018 da parte dell’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla. L’allerta completa si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia Romagna e anche attraverso twitter; sul portale sono presenti anche molti altri materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo, nella sezione “Informati e preparati”.

Il Comune raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati, non accedere a moli e dighe foranee.

Comitato cittadino di Lido di Dante: Pasquale Minichini riconosciuto come presidente

Delibera del consiglio territoriale del Mare dopo mesi di braccio di ferro. La banca aveva bloccato il conto visto l’incertezza

Pasquale Minichini
Pasquale Minichini, presidente del comitato cittadino di Lido di Dante

Nel ginepraio che era diventato il Comitato cittadino di Lido di Dante, decisivo per la risoluzione del dilemma sulla presidenza è stato un atto della banca: non sapendo chi fosse il presidente del Comitato, ha bloccato il conto in attesa che la situazione si risolvesse. Da mesi, infatti, nella piccola frazione l’associazione (che organizza gli eventi del paese) viveva in bilico tra Pasquale Minichini e quella di Carlo Gambi. Minichini era stato eletto ma poi “sfiduciato” e Gambi era subentrato.

Dato che il Comune riconosce un solo Comitato per paese come interlocutore era necessario fare chiarezza su chi fosse effettivamente il presidente di quello di Lido di Dante. La questione non è da poco: in certe circostanze i comitati, per particolari manifestazioni, possono anche godere di qualche contributo pubblico.

Così il Consiglio Territoriale del Mare ha chiesto chiarimenti con una lettera inviata dalla presidente Roberta Mingozzi ai due contendenti. Per i comitati cittadini il codice civile prevede un solo comma che dice, in sostanza, che tutte le questioni vanno riportate allo statuto interno. Nello specifico, però, lo statuto di quello di Lido di Dante non prevede il meccanismo della sfiducia al presidente. Secondo quanto si legge nella delibera del Consiglio Territoriale del Mare, Gambi non ha saputo indicare quale legge contempli un’eventuale sfiducia al presidente Minichini.

La situazione si è aggrava a dicembre: la banca  ha bloccato il conto corrente in attesa che qualcuno facesse chiarezza. Così il Comitato si è trovato senza fondi per organizzare gli eventi natalizi e di Capodanno. Minichini ha preso carta, penna e avvocato e ha scritto all’istituto bancario una diffida. A questo punto la direzione della filiale ha deciso di ripristinare il conto corrente abilitando i soggetti che operavano prima. Ha quindi – fa notare il Consiglio – “riconosciuto la presidenza del Comitato Cittadino di Lido di Dante nella persona del presidente eletto Pasquale Minichini”.  L’atto della banca non è stato contestato da Gambi.

A questo punto il consiglio territoriale  “per non penalizzare ulteriormente la comunità di Lido di Dante frastornata dall’incertezza” ha deciso di riconoscere Minichini come legittimo rappresentante del Comitato cittadino, una decisione che vale ovviamente per tutta l’amministrazione comunale.

La precisazione del centrosinistra La delibera è stata approvata da sette consiglieri mentre otto non hanno partecipato al voto. Lo specifica il centrosinistra – che al Mare è in minoranza – in una nota stampa in cui si stigmatizza la comunicazione della presidenza del consiglio territoriale. «Davanti ad un tema  così delicato e sentito, la comunicazione con cui la Presidenza del Consiglio Territoriale ha diffuso questa notizia è estremamente parziale e rappresenta una oggettiva forzatura politica». In particolare ai capogruppo Gino Bolognesi  (Pd), Simona Stranieri (Pri), Piergiorgio Anzelmo (Insieme per Cambiare) e Patrizia Mastrogiacomo (Mdp) non va giù la scelta di diffondere solo la delibera di cui abbiamo parlato sinora senza menzionare  un secondo documento, proposto dai gruppi di centrosinistra e votato all’unanimità da tutti i consiglieri presenti,  «compresi tutti quelli di maggioranza, la stessa presidente e addirittura lo stesso Minichini.

In quel documento si legge che il consiglio ritiene «inopportuno che organismi eletti sulla base di rappresentanza politica come i consigli territoriali entrino nel merito di controversie all’interno di consessi democraticamente eletti e che sia competenza politica dei consigli territoriali operare nella direzione di una mediazione qualora eventuali contrasti minaccino di procurare danno o addirittura paralizzare l’attività dei comitati cittadini e che conclude proponendo alla giunta comunale, congiuntamente alla presidenza di questo consiglio territoriale, di farsi parte attiva di questo processo di riappacificazione che risulta quanto mai necessario e urgente».

Nel centrosinistra c’è la «ferma convinzione che, in situazioni analoghe, il fatto che a colpi di maggioranza un Consiglio Territoriale si possa scegliere sistematicamente il “proprio Presidente” all’interno di un comitato cittadino rappresenti un gravissimo precedente. Riteniamo infine scorretto il comportamento della presidente Mingozzi, pronta ad omettere addirittura impegni assunti all’unanimità per interessi di parte”

 

 

 

 

L’ultimo saluto allo stadio a Simone Rispoli, tra striscioni e fumogeni – FOTO

Il corteo funebre dell’ex capitano del Ravenna ha fatto tappa anche al Benelli

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ZANI9701Cori, fumogeni, sciarpe e striscioni allo stadio Benelli di Ravenna per dare l’ultimo saluto a Simone Rispoli, ex capitano della squadra giallorossa, trovato morto (a soli 38 anni) nella mattinata di giovedì.

TraversaraIl corteo funebre ha fatto tappa per un tributo allo stadio dopo essere partito dalla camera mortuaria di Ravenna (dove nei giorni scorsi sono passati per un saluto tanti giocatori, dirigenti e allenatori del calcio ravennate) destinazione Traversara, dove si è svolto il funerale in chiesa e dove la salma è stata tumulata.

Addio a Tamara Penazzi, storica insegnante di violoncello della scuola Malerbi

Era nata nel 1915 a San Pietroburgo. Il padre fu a lungo direttore dello stesso istituto. Nel 2012 furono donati al Comune diversi strumenti musicali

Tamara Penazzi con il sindaco Ranalli
Tamara Penazzi con il sindaco Ranalli nel giorno in cui arrivò al centesimo anno d’età

E’ morta sabato a quasi 103 anni uno dei volti storici della città di Lugo. Tamara Penazzi, per trent’anni insegnante di violencello e solfeggio alla scuola Malerbi. A darne notizia è il Comune di Lugo al quale nel 2012 la musicista donò alcuni stromenti appartenuti alla sua famiglia: un pianoforte a coda, un violoncello, un violino, una viola, una chitarra, un armonium, una balalaika e una fisarmonica. Gli strumenti sono custoditi nella scuola di musica Malerbi, in memoria del padre, il maestro Luigi Penazzi. Ha inoltre donato del materiale documentario, tra cui alcuni spartiti, conservati nella biblioteca di Lugo “Fabrizio Trisi”.

Figlia del direttore della scuola di musica “Giuseppe e Luigi Malerbi” di Lugo, Luigi Penazzi, era nata a San Pietroburgo (all’epoca Pietrogrado) il 24 aprile del 1915. Il padre, insieme ad altri due lughesi, emigrò in Russia nel primo Novecento, dove fu direttore del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. La famiglia rientrò in Italia nel 1919, in seguito alla Rivoluzione russa. Luigi Penazzi divenne poi direttore della scuola Malerbi dal 1930 al 1951. A lui oggi è dedicata l’aula di solfeggio.

Alloggi popolari concessi ai richiedenti asilo: question time in consiglio comunale

Lista per Ravenna e Lega Nord attaccano dopo l’arresto di tre giovani rifugiati sorpresi a spacciare. «In via Gulli situazione insostenibile»

VolantepoliziaLa situazione degli alloggi di edilizia popolare e del progetto Sprar, il sistema di protezione rifugiati al quale aderisce anche il Comune di Ravenna, saranno oggetto domani di un question time che si preannuncia molto caldo. A presentarlo è Alvaro Ancisi (LpRa) ma tutto il centrodestra sembra pronto a dare battaglia sul tema.

L’innesco è dato dall’arresto, la scorsa settimana, di tre richiedenti asilo. Nei guai sono finiti un 19enne, un 21enne e un 24enne, tutti beccati dalla polizia nel quartiere di via Gulli. Tutti e tre, inoltre, richiedenti asilo: il 21enne è originario della Sierra . Leone, gli altri due del Gambia.  L’accusa è quella di spaccio: gli agenti hanno trovato nello zaino del più grande 57 grammi di marijuana mentre le manette ai polsi dei ragazzi più giovani sono scattati in un’altra circostanza, quando sono stati visti mentre vendevano droga ad un cliente ferrarese.

Secondo quanto scrive il leader di LpRa, oltre ai tre arresti son citati altri cinque casi di microciminalità. A preoccupare il consigliere è la scelta del Comune di destinare un appartamento di edilizia popolare ai richiedenti asilo. Negli ultimi mesi c’è però stato, dice il consigliere, un «turnover di immigrati» che avrebbero causato non pochi problemi al resto dei condomini. Il question time verrà discusso domani. Ancisi segnala che sono 84 i posti dello Sprar che la giunta comunale ha deliberato fossero messi a disposizione da Acer, l’azienda pubblica che gestisce le case popolari.

«Ad essa, tramite una convenzione, il Comune paga i relativi canoni di affitto, nonché le spese di gestione, di condominio e di gas, luce ed acqua, trattenendone le somme da quanto gli versa lo Stato. Si tratta di 19 appartamenti, tutti a Ravenna, di cui solo cinque di proprietà privata. Sono di proprietà del Comune gli altri 14, di cui 12 concentrati in via Gulli o in strade adiacenti». Per Ancisi la decisione è «stata infelice» perché gli alloggi del Comune «non hanno niente a che fare con l’assistenza Sprar». Inoltre la decisione «sarebbe stata di competenza del Consiglio Comunale».

Secondo Samantha Gardin (Lega Nord) «in una situazione di evidente abbandono e degrado alle forze dell’ordine tocca un super lavoro per cercare di arginare un problema che averebbe, in realtà, bisogno prima di tutto di una chiara presa di posizione politica». La richiesta della leghista è quella di una sorta di censimento: «Quante persone – si chiede Gardini –  sono residenti a Ravenna con un inter avviato presso i Tribunali per il riconoscimento di rifugiato o con altre forme similari di tutela, al di fuori del CAS e Sprar prefettizi e comunali? C’è una zona grigia su cui fare immediatamente luce».

In tribunale duello Eni-Comune sugli indennizzi per le estrazioni di gas

L’indice che individua il prezzo del prodotto sul mercato e quello per le royalties da versare agli enti pubblici non coincidono: la compagnia petrolifera ha fatto ricorso e punta a un risparmio del 20 percento

Braccio di ferro tra Eni e il Comune di Ravenna sulle royalties per le estrazioni di idrocarburi. Il 14 febbraio il Tar di Milano discuterà il ricorso dell’azienda petrolifera sulla quota da restituire allo Stato per le attività estrattive portate avanti sul territorio nazionale. Il Comune di Ravenna è tra i pochi enti locali che si è costituito in giudizio: a gennaio la delibera della giunta, illustrata dall’assessore agli Affari Istituzionali Gianandrea Baroncini, in cui si sanciva la decisione di andare in tribunale a fianco del ministero dello Sviluppo Economico.
La vicenda è piuttosto tecnica ma viene riassunta con efficacia da Baroncini: «In sostanza Eni vuole cambiare l’indice con cui si calcolano le royalties da restituire allo Stato e agli enti locali. Contesta che quello attuale è contrario alle norme europee. L’anno per cui è stato messo in piedi il ricorso è il 2015, quando il Comune di Ravenna incassò circa 470mila euro di royalties dalle compagnie petrolifere». A Ravenna, secondo i dati del ministero, dal 2013 al 2016 sono entrati 1,2 milioni di euro. Da sottolineare che la quota varia a seconda della quantità di gas estratto.

Eni (e altre compagnie concessionarie) contesta l’applicazione di due indici diversi per determinare da una parte il prezzo per il calcolo delle royalties e dell’altra il prezzo per la vendita al mercato. Nel primo caso viene utilizzato l’indice QE che individua la tariffa del gas sulla base delle quotazioni medie di un pacchetto di prodotti energetici; nel secondo caso come stabilito dall’Autorità per l’energia si fa ricorso al Pfor, basato sulla borsa del gas olandese e inferiore al QE. I produttori sostengono quindi che, per coerenza, dovrebbe essere utilizzato lo stesso indice. Applicando solo il Pfor – il calcolo è del Ministero – le compagnie verserebbero alle casse pubbliche il 20 percento in meno di quanto pagano ora.

Per far valere le proprie ragioni, le compagnie avevano fatto un primo ricorso al Tar. Il tribunale aveva dato loro ragione, respingendo le argomentazioni del Mise che parlava di un “superiore interesse pubblico” con riferimento al principio del pareggio di bilancio. In sostanza, lo Stato sostiene che le royalties siano da considerare entrata tributaria come peraltro sembra confermare lo stesso Baroncini: «A differenza dei protocolli siglati con Eni, in cui i fondi hanno una destinazione specifica, queste entrate finiscono nel bilancio, come avviene con la fiscalità generale».

Sulla scorta di quella prima vittoria, Eni ha fatto partire un altro ricorso al Tar, quello nel quale il Comune di Ravenna si è costituito insieme alla Stato. Il Cane a Sei zampe chiede che, sulla base della prima pronuncia del Tar, siano rideterminate le quote in eccesso versate ad enti locali, Regione e Stato per l’anno 2015.

Nel frattempo, però, le cose sono cambiate grazie al Consiglio di Stato, secondo grado di giudizio del Tar, a cui hanno fatto ricorso gli enti locali soccombenti in prima battuta. Questa volta gli enti hanno vinto: i giudici nella sentenza ammettono che il punto di vista dei concessionari «è perfettamente logico». Ciò che in altri termini urta i produttori – si osserva nella sentenza – «è che essi debbano allo Stato quale corrispettivo pecuniario imposto alle loro concessioni somme di denaro maggiori rispetto a quelle che gli stessi sarebbero in grado di ricavare cedendo il gas naturale».

Il Consiglio di Stato fa notare però che c’è una legge che impone l’uso dell’indice QE e che non può essere la decisione dell’Autorità dell’energia a cambiarla. In questo modo infatti «si legittimerebbe per scelta di un’Autorità amministrativa, un deficit finanziario per lo Stato senza che vi fosse una legge che provvedesse ai mezzi per fare fronte ai maggiori oneri derivanti dalla minore entrata».

Senza intervento legislativo il cambio di indice è per il Consiglio di Stato impossibile. Una sentenza che a questo punto dà molte speranze a Comune e Stato in vista della battaglia al Tar di Milano.

La Bunge cala il poker di successi di fila e raggiunge Piacenza al settimo posto

Volley Superlega / I ravennati infiammano il Pala De André con una grande prestazione: battuta con un secco 3-0 l’insidiosa Taiwan Excellence. Da applausi la prova dell’mvp Poglajen, top scorer del match con venti punti, di cui ben quattro ace (sui 13 in totale)

Ravenna-Latina 3-0
(25-17, 25-18, 28-26)
BUNGE RAVENNA: Orduna 2, Marechal 6, Diamantini 8, Buchegger 17, Poglajen 20, Vitelli 5, Goi (L); Raffaelli, Pistolesi, Gutierrez. Ne: Mazzone, Georgiev, Marchini (L). All.: Soli.
TAIWAN EXCELLENCE LATINA: Ishikawa 5, Rossi 2, Starovic 2, Savani 8, Le Goff 5, Sottile 2, Shoji (L); Gitto 2, Corteggiani 9, Maruotti 8, Huang. Ne: De Angelis, Kovac. All.: Di Pinto.
ARBITRI: Pozzato di Bolzano e Zanussi di Treviso.
NOTE – Ravenna: bs 10, bv 13, errori 8, muri 10; Latina: bs 11, bv 2, errori 9, muri 4. Durata set: 25’, 24’, 34’ (tot. 83’). Spettatori: 1721 (incasso 7530 euro). Mvp: Poglajen.

BUNGE RAVENNA TAIWAN EXCELLENCE LATINA
Lo schiacciatore argentino della Bunge Cristian Poglajen

Quarta vittoria di fila per la Bunge, che grazie a una bellissima prestazione al Pala De André supera in tre set la Taiwan Excellence e raggiunge Piacenza al settimo posto in classifica. I ravennati dominano i primi due parziali grazie soprattutto all’ottimo rendimento al servizio (ben 13 battute vincenti in totale), mentre nel terzo riescono a vanificare la reazione di Latina, con il tecnico Di Pinto che ha ridisegnato del tutto il sestetto, schierando Huang in regia e Savani opposto. Da applausi la prova di Poglajen, mvp e top scorer con 20 punti, tra cui quattro ace (l’ultimo dei quali ha chiuso la sfida), ben spalleggiato da Buchegger (17 punti) e Orduna. Prossimo appuntamento mercoledì, con la Bunge che nell’andata dei quarti di Challenge Cup affronterà al Pala De André i portoghesi del Benfica Lisbona (inizio ore 19).

Sestetti iniziali La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli è composta dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, Diamantini e Vitelli al centro, Marechal e Poglajen di banda, Goi in seconda linea. La Taiwan Excellence di Di Pinto risponde con il regista Sottile, l’opposto serbo Starovic, gli schiacciatori Savani e Ishikawa (il giapponese è stato preferito a Maruotti), i centrali Rossi e Le Goff e il libero statunitense Shoji.

BUNGE RAVENNA TAIWAN EXCELLENCE LATINA
17 punti per l’opposto austriaco Paul Buchegger

Primo set Latina scatta sullo 0-3, ma Diamantini a muro l’avvicina (2-3), Buchegger la raggiunge (4-4), ancora il centrale e Marechal al servizio la superano: 7-4. Poglajen firma i successivi cinque punti della Bunge, che si allontana di cinque lunghezze: 12-7. L’ace di Orduna incrementa il distacco (16-10), che assume proporzioni maggiori grazie a un muro di Poglajen e a un’altra battuta vincente di Diamantini: 20-12. La Taiwan Excellence fa un break di tre punti (20-15), ma Poglajen colpisce altre due volte dalla linea dei nove metri (24-16) e Vitelli chiude la frazione al secondo set ball: 25-17.

Secondo set Poglajen in battuta e Vitelli a muro scavano subito un primo piccolo solco (3-0), che Vitelli con un ace porta a +4: 5-1. Un parziale di 4-0 a firma di Buchegger e Vitelli (ancora a muro) lanciano la Bunge sull’11-4, con Di Pinto che chiama time out. Anche l’opposto austriaco segna il primo punto nella colonna dei servizi vincenti (13-5) e Diamantini a muro porta a +9 il vantaggio ravennate: 16-7. La squadra gestisce il largo vantaggio con Poglajen (20-13) e Buchegger (22-15) e al secondo set ball Maruotti spara fuori il servizio: 25-18.

BUNGE RAVENNA TAIWAN EXCELLENCE LATINA
Una esultanza dei giocatori della Bunge

Terzo set I laziali tentano un piccolo strappo (4-6), rintuzzato in modo immediato dai due ace di fila di Buchegger: 7-6 e time out Di Pinto. La schiacciata lunga di Maruotti causa il 9-7, Ishikawa acciuffa a quota 11 i padroni di casa, che però accelerano con tre punti di fila di Buchegger, seguito dal servizio vincente di Marechal e dall’errore di Corteggiani: 16-11. Latina reagisce con Savani a muro e con Le Goff dalla linea dei nove metri: 18-16 e Soli ferma il match. Al rientro in campo il centrale francese colpisce ancora (18-17) e gli ospiti raggiungono il pareggio sul 19-19. Si prosegue punto a punto, i ravennati annullano due set point e Poglajen, alla seconda palla del match, mette la parola fine alla partita con un altro ace: 28-26.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Anche se siamo un po’ in riserva di energie, come tutte le altre squadre del campionato, è impossibile non pescare le risorse fisiche e mentali in un momento così importante della stagione. Oggi abbiamo avuto un grandissimo aiuto dal servizio, vincendo bene i primi due set, mentre nel terzo siamo stati bravi a trovare le soluzioni necessarie per contrastare un avversario schierato in modo molto diverso e ad avere la giusta dose di pazienza nel giocare al meglio alcuni scambi molto lunghi».

Risultati (nona giornata di ritorno): Sir Safety Conad Perugia-Cucine Lube Civitanova 3-1, Gi Group Monza-Calzedonia Verona 1-3, Diatec Trentino-Wixo LPR Piacenza 3-0, Azimut Modena-Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia 3-2, Bunge Ravenna-Taiwan Excellence Latina 3-0, Biosì Indexa Sora-Revivre Milano 0-3, Kioene Padova-BCC Castellana Grotte 3-0.
Classifica: Perugia 60 punti; Civitanova 53; Modena 51; Verona e Trentino 42; Milano 37; Piacenza e Ravenna 35; Padova 33; Monza e Latina 22; Vibo Valentia 13; Castellana Grotte 10; Sora 7 (° una gara in più).

Trieste troppo forte: l’OraSì non tiene testa alla capolista nemmeno per un quarto

Basket A2 / I giallorossi vengono travolti dalla scatenata capolista Alma, che conduce il match dall’inizio alla fine, chiudendo con il massimo vantaggio

Trieste-Ravenna 97-79
(23-16, 49-36, 72-57)
ALMA TRIESTE: Coronica 9, Cavaliero 16, Janelidze 21, Prandin 4, Bowers 10, Baldasso 19, Cittadini 6, Fernandez 3, Loschi 5, Schina 4, De Angeli. All.: Dalmasson.
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 8, Rice 26, Chiumenti 12, Grant 12, Sgorbati 8, Montano 3, Masciadri 7, Raschi 3, Esposito, Vitale. All.: Martino.
NOTE – Trieste: tiri da due 21/34, da tre 17/31, liberi 4/5, rimbalzi 29; Ravenna: tiri da due 23/45, da tre 6/15, liberi 15/18, rimbalzi 30.

Coach Antimo Martino 4
Il coach dell’OraSì Antimo Martino

Niente da fare per l’OraSì sul parquet della capolista Trieste, che sopperisce all’assenza del suo leader Green con una superba prova d’orchestra impreziosita dalle migliori esibizioni stagionali di Janelidze e Baldasso. Ravenna ha avuto il solito buon apporto da parte di Rice, mentre il resto della squadra di Martino non è riuscita a tenere il passo con un’Alma scatenata, che ha chiuso il match al massimo vantaggio.

Partenza a tutto Rice (0-4), ma Trieste rimonta subito con Bowers e Janelidze, che fa le veci dell’infortunato Green e poi se ne va con una serie di tiri dalla lunga distanza (23-13). Secondo quarto con l’Alma che continua a bombardare e con Janelidze e Baldasso ottiene il massimo vantaggio sul 38-23. Rice e Grant provano a reagire ma la spinta dell’Alma è troppo consistente (anche grazie ad uno Janelidze fuori controllo e abitudini, 7 su 7 per lui alla sirena) per un’OraSì che fatica molto a vedere il canestro e va nello spogliatoio sotto di 13. Nella terza frazione si riparte con Ravenna più precisa grazie a Sgorbati e Masciadri, e sul 55-46 Dalmasson è costretto a chiamare un time-out per frenare il tentativo di rimonta romagnola. L’OraSì staziona a lungo e con coraggio a meno 7 dai giuliani, poi l’ennesima fiammata da 5 punti di Janelidze le toglie coraggio e il match in pratica si chiude lì, con Trieste che aumenta il vantaggio in progressione fino alla fine.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino (tecnico OraSì Ravenna): «Sapevamo di dover affrontare una partita molto difficile e così è stato sul campo, anche per le percentuali incredibili dell’Alma al tiro, con Janelidze che a tratti sembrava Gasol e anche un ottimo Coronica, che secondo me è l’anima di questa squadra. La mia squadra se perde l’intensità difensiva fatica ovviamente tanto, in particolare quando affronta un avversario molto forte come Trieste. Oggi non abbiamo fatto una buona gara in difesa, faccio i complimenti a Trieste che si batterà fino alla fine per l’obiettivo che si è prefissato. Noi dobbiamo compattarci come già abbiamo fatto in passato, oggi sinceramente c’era poco da fare ma contro Forlì dovremo dare il massimo per tornare alla vittoria».

Risultati (21ª giornata): Andrea Costa Imola Basket-Agribertocchi Orzinuovi 90-84, Assigeco Piacenza-Roseto Sharks 72-67, Alma Pallacanestro Trieste-OraSì Ravenna 97-79, Unieuro Forlì-XL Extralight Montegranaro 95-84, De’ Longhi Treviso-Dinamica Generale Mantova 84-67, Bondi Ferrara-GSA Udine 92-77, Tezenis Verona-Consultinvest Bologna 54-67; lunedì 12 febbraio, ore 21, Bergamo-Termoforgia Jesi.

Classifica: Trieste e Bologna 32 punti; Udine, Treviso, Montegranaro e Verona 26; Ravenna 24; Mantova, Ferrara e Imola 22; Jesi* 20; Forlì 18; Piacenza 16; Bergamo* e Orzinuovi 8; Roseto 6 (* una gara in meno).

La Regione rinnova il sito per facilitare l’accesso dei cittadini alle informazioni

Cambia la grafica e la struttura del portale Emilia-Romagna che nel 2017 ha registrato 2,3 milioni di visitatori unici

Veicolo di informazioni sull’attività istituzionale dell’ente e piattaforma con la quale i cittadini e gli organismi sociali possono entrare con facilità nella Regione Emilia-Romagna, per accedere a atti e documenti e usufruire delle diverse opportunità e servizi. È online dai giorni scorsi il nuovo portale web della Regione Emilia-Romagna, totalmente rinnovato nella grafica e nella struttura dei contenuti.

Il menù principale con quattro voci: ‘La Regione’ (dal Presidente alla Giunta fino all’Organizzazione interna e agli Istituti di Garanzia); le ‘Aree tematiche’ (dall’agricoltura al turismo, dalla scuola al lavoro, dal territorio al sisma del 2012, dalle autonomie all’Europa, dalle imprese al digitale e molte altre ancora); ‘Come fare per’ (dal trova lavoro alla mobilità, dal Reddito di solidarietà alle prenotazione di visite ed esami, dal bollo auto ai ticket e alle esenzioni, solo per fare alcuni esempi; ‘Leggi Atti Bandi’ (con l’accesso alle leggi regionali e ai regolamenti, agli atti della Giunta e delle strutture regionali, alle opportunità di lavoro in Regione e ai concorsi, a tutti i bandi suddivisi per materia).

Altra importante novità è data dalla nuova grafica, ideata secondo le Linee guida di design per i servizi web della Pubblica amministrazione messe a punto da Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri: l’Emilia-Romagna è una delle primissime amministrazioni regionali a realizzare il portale seguendo le indicazioni Agid per la Pa.
Accessibile da dispositivi mobili (smartphone e tablet), il portale valorizza i contributi multimediali (video, foto, infografica), ha una sezione per accedere direttamente a canali tematici quali, fra gli altri, previsioni meteo e servizio allerte, il bilancio e tutti i numeri della Regione, il progetto sulla maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna, la cultura con ERcreativa, il pianeta giovani (Giovazoom), l’economia e le imprese (Econerre). E in vista del 4 marzo, la sezione dedicata alle elezioni politiche 2018, con tutte le informazioni utili e i dati relativi all’Emilia-Romagna.

Infine, i social media, con la bacheca in cui si possono scorrere i contenuti dei profili istituzionali della Regione, molto cresciuti negli ultimi due anni: il 2017, infatti, si è chiuso con 45.447 fan su Facebook , +20.863 rispetto ai 24.584 del 2015 (+46%), grazie a 802 post dedicati all’attività della Giunta e a iniziative regionali. Per quanto riguarda Twitter, l’anno scorso ha fatto registrare 94mila follower, +52mila rispetto ai 42mila del 2015 (+55%). I tweet realizzati sono stati 1.220.

Il sito – che nel 2017 ha registrato oltre 2,3 milioni di visitatori unici per più di 5,2 milioni di pagine visitate – è stato progettato e realizzato internamente grazie alla collaborazione fra l’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta e il Servizio Ict, con il coinvolgimento di tutte le strutture regionali. Una revisione totale a sette anni – era il 2011 – dalla riorganizzazione complessiva della presenza sul web della Regione Emilia-Romagna, che interessò sia il sito istituzionale dell’Ente sia l’intero network di siti tematici collegati. Il lavoro non è comunque terminato. La fase di ulteriore sviluppo prevista quest’anno porterà alla riorganizzazione dei portali tematici, con il loro adeguamento alla grafica e alla struttura dei contenuti del nuovo portale.

Arrestati due spacciatori, nascondevano droga in forno e nel contatore della luce

Due distinte operazioni dei carabinieri: indagate due vecchie conoscenze dello spaccio in città, un 59enne e un 47enne. Il primo aveva in casa 7mila euro in contati e ha detto che erano i risparmi della madre, il secondo aveva due serre con 19 piante di marijuana in camera da letto

Il forno della cucina e il contatore della luce erano i nascondigli scelti per conservare marijuana e cocaina: due uomini di 59 e 47 anni sono stati arrestati dai carabinieri a Faenza con l’accusa di spaccio nella notte tra il 9 e il 10 febbraio a conclusione di due distinte operazioni. In tribunale sono stati convalidati i due arresti: il primo ha patteggiato 8 mesi (pena sospesa) ed è stato rimesso in libertà, il secondo ha chiesto i termini a difesa e il processo è stato fissato per aprile (nel frattempo dovrà rispettare l’obbligo di dimora a Faenza e non potrà uscire di casa nelle ore notturne).

Attachment (1)L’operazione che ha riguardato il più anziano dei due (R. D. le iniziali, molto noto alle forze dell’ordine per precedenti di spaccio) è stato fermato dai carabinieri verso mezzanotte ed è cominciata la perquisizione della sua abitazione nei pressi del duomo. Nel porta ombrelli c’era un bilancino di preciione, sotto al lavandino il bicarbonato di sodio che spesso viene usato per tagliare la cocaina, in giro per casa sacchetti di plastica con i ritagli circolari tipici per la confezione di dosi. Tra pantaloni che indossava, cassaforte e cassetti vari i militari del nucleo operativo radiomobile hanno raccolto quasi settemila euro che l’uomo ha provato a giustificare parlando di risparmi della madre. Per i carabinieri sono invece il frutto dello spaccio. È stato alla fine lo stesso indagato a mostrare il nascondiglio dietro i cavi elettrici dell’armadietto condominiale con i contatori della luce: un barattolo con otto dosi di coca per 5 grammi totali.

AttachmentLa seconda operazione si è svolta dopo alcune ore nella zona dell’orto Bertoni e ha riguardato un’altra vecchia conoscenza dello spaccio manfredo (B. F. le iniziali). In camera da letto due serre domestiche con 19 piantine di marijuana alte circa un metro. Incucina 150 grammi di hashish e 100 grammi di marijuana essiccata nel forno.

L’Autorità portuale si allarga: la pianta organica passa da 59 posti a 79

La spesa per il personale crescerà del 35 percento. Il segretario generale Ferrandino: «L’ente deve gestire nuove funzioni e competenze». Ma dopo la riforma il demanio è rimasto invariato. Alla prima richiesta da Ravenna il ministero aveva risposto proponendo 12 posti poi l’approvazione per 20

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La sede dell’Autorità portuale di Ravenna sulla banchina sinistra in darsena di città

Cresce la pianta organica dell’Autorità portuale (Ap) di Ravenna, più correttamente detta Autorità di sistema portuale (Adsp) dell’Adriatico centro-settentrionale a seguito della riforma Delrio che un anno fa ha riorganizzato tutta la governance degli scali italiani. Il ministero ha infatti approvato la richiesta arrivata da via Antico Squero per un ampliamento di venti posti, passando da 59 (tutti occupati attualmente) a 79. Oggi per le casse pubbliche il costo del personale è di 3,68 milioni di euro all’anno (il 17 percento delle entrate correnti), la previsione di spesa per uno staff di 79 membri calcola di spendere il 35 percento in più e cioè in totale 5 milioni (23 percento delle entrate correnti). Occore precisare che l’approvazione del nuovo assetto è stato solo il primo passo necessario: al momento non sono state ancora fatte assunzioni ma solo avviate le procedure per arrivare alle selezioni.

Paolo Ferrandino, segretario generale di Ap Ravenna

La proposta di variazione della pianta organica dell’Adsp è datata 28 giugno 2017. In sette pagine vengono elencate le ragioni della richiesta. Le stesse che nei giorni scorsi ci ha riassunto Paolo Ferrandino, segretario generale dell’ente. «Innanzitutto va segnalato che da circa dieci anni non si interveniva significativamente sulla pianta organica nonostante nei circa vent’anni di vita dell’Ap di Ravenna si siano aggiunte in capo all’ente funzioni e competenze nuove rispetto a quelle indicate nella legge 84/94 con la quale si istituirono le Autorità portuali». Il dirigente fa un esempio: «Basti pensare al ruolo attivo che Ap ha scelto di svolgere sui temi della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente, o la partecipazione ad importanti progetti europei. Si pensi ancora al fronte dei responsabili dell’anticorruzione e della trasparenza. La trasformazione in Autorità di sistema portuale prevede nuovi compiti e dunque, nel nostro caso dove non si sono sommate tra loro più Ap, con il medesimo organico sarebbe stato necessario necessario svolgere gli ulteriori compiti. E siamo tutti consapevoli, inoltre, del fatto che stiamo per dare avvio ad interventi, in questo scalo, che valgono circa 500 milioni di euro, mai successo in passato».

Daniele Rossi, presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale

La prima risposta da Roma era stata un no: si riteneva che 12 potesse essere un numero sufficiente. L’1 agosto sono seguite delucidazioni da Ravenna e tre giorni dopo l’ok definitivo per 20 con la raccomandazione di procedere gradualmente al completamento e con un monitoraggio periodico delle reali esigenze. La nuova pianta organica è così composta (escluso il segretario): 4 dirigenti, 10 quadri A, 13 quadri B, 52 impiegati (di cui 24 di primo livello).

La questione degli organici nei porti italiani è al centro di un servizio pubblicato a fine gennaio su Ship2Shore, quotata rivista di settore. L’articolo fa un confronto tra il personale prima della riforma e quello previsto oggi a un anno dall’approvazione della legge Delrio e registra un aumento a livello nazionale del 4 percento. Nel caso di Ravenna viene evidenziato un dettaglio significativo: il demanio di competenza è rimasto invariato, di fatto è cambiato solo il nome dell’ente ma non ci sono state annessioni di altri scali come accaduto altrove.

Questa volta la zona Cesarini non sorride al Ravenna: al “Benelli” cade con il Fano

Calcio C / In vantaggio alla fine del primo tempo con Ronchi, i giallorossi vengono raggiunti da Germinale e superati in pieno recupero a causa di un autogol di Ierardi. Ko con il fanalino di coda, si complica la corsa alla salvezza

Ravenna-Fano 1-2
RAVENNA (3-5-2):Venturi; Venturini, Capitanio (13′ pt Ronchi), Lelj; Magrini (39′ st Costantini), Piccoli, Selleri, Maleh, Rossi; Broso (42′ pt De Sena), Maistrello (39′ st Ierardi). A disp.: Gallinetta, Barzaghi, Ballardini, Sabba, Cenci, Marzeglia. All.: Antonioli.
FANO (3-5-2):Thiam; Sosa, Gattari, Soprano (22′ st Schiavini); Lanini (1′ st Pellegrini), Danza (22′ st Melandri), Lazzari, Filippini (47′ st Varano), Fautario; Fioretti, Germinale. A disp.: Nobile, Gasperi, Maddaloni, King, Torelli, Masetti, Rolfini, Mag. All.: Brevi.
ARBITRO: Gualtieri di Asti.
RETI: 47′ pt Ronchi, 37′ st Germinale, 50′ st (aut.) Ierardi.
NOTE: Amm. Filippini, Fioretti, Ronchi, Pellegrini. Espulso al 15′ st Venturini per doppia ammonizione.
Delusione Giallorossa (2)
La delusione di un calciatore giallorosso

In un clima di grande commozione per la prematura scomparsa dell’ex giallorosso Simone Rispoli, il Ravenna al “Benelli” incappa in una pesante sconfitta contro il fanalino di coda Fano. Se nelle ultime due gare la squadra di Antonioli era riuscita a raggiungere il pareggio in extremis, questa volta sono i marchigiani a esultare in zona Cesarini, in virtù di una sfortunata autorete di Ierardi, entrato da poco in campo. A causa di questo ko interno Lelj e compagni vedono ridursi a quattro le lunghezze di vantaggio sull’ultima posizione, mentre resta intatta la distanza dalla penultima Teramo, sempre a -1.

E dire che la partita sembra incanalarsi nel modo migliore, grazie alla rete dell’1-0 firmata da Ronchi negli ultimi secondi del primo tempo, ma a inizio ripresa sono due gli episodi che fanno cambiare il corso del match: l’espulsione di Venturini e la mancata concessione di un rigore per un intervento su Maistrello. Con un uomo in più, il Fano riprende coraggio e comincia a premere, pareggiando il conto al 37′ con Germinale e addirittura completando il sorpasso in pieno recupero: al 50′ è una sfortunata deviazione di Ierardi a beffare Venturi, vanificando alcuni ottimi interventi del portiere in difesa dell’1-1.

Risultati (25ª giornata): Albinoleffe-Bassano 0-0, Fermana-Teramo 4-2, Pordenone-FeralpiSalò 0-3, Ravenna-Fano 1-2, Renate-Triestina 1-3, Sambenedettese-Reggiana 0-0, Santarcangelo-Padova 1-3, Sudtirol-Gubbio 1-2. Riposo: Mestre e Vicenza.

Classifica: Padova (22 gare disputate) 45 punti; Feralpisalò (23) 36; Sambenedettese (22) 35; Reggiana (21), Renate (22) e Bassano (23) 33; Sudtirol (22) e Albinoleffe (23) 31; Triestina (22), Pordenone (20) e Fermana (23) 30; Mestre (22) 28; Vicenza (21) e Gubbio (23) 27; Ravenna (22) e Santarcangelo* (23) 23; Teramo (22) 22; Fano (22) 19 (*un punto di penalizzazione).

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