giovedì
30 Aprile 2026

Bella vittoria in rimonta per la Conad, che porta a 4 i successi di fila in casa

Volley A2 femminile / Al PalaCosta le ravennati superano le campane della Givova Baronissi e consolidano l’ottava posizione in classifica

Ravenna-Baronissi 3-1
(23-25, 25-21, 25-22, 25-22)
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Torcolacci 3, Scacchetti 3, Bacchi 21, Menghi 7, Kajalina 24, D’Odorico 3, Paris (L); Ceroni, Aluigi 11, Panetoni, Vallicelli. All.: Angelini.
2P2 GIVOVA BARONISSI: Travaglini 2, Mendaro 30, Moneta 12, Strobbe 6, Avenia, Pilar Victoria Lopez 9, Maggipinto (L); Baruffi 1, Ferrara 2, Prestanti 1, Pedone. Ne: Gagliardi, Quercioni. All.: Castillo.
ARBITRI: Jacobacci di Bergamo e Traversa di Bari.
NOTE – Ravenna: bs 11, bv 8, errori 16, muri 11; Baronissi: bs 14, bv 3, errori 13, muri 4. Durata set: 29’, 26’, 25’, 25’ (tot. 105’). Spettatori: 300 circa.

Bacchi Conad
Ben 21 punti per il capitano della Conad Lucia Bacchi

Preziosa vittoria in rimonta per la Conad, che al PalaCosta supera in quattro set le tutt’altro che arrendevoli campane della Givova Baronissi, centrando la quarta affermazione consecutiva casalinga. In attesa dei risultati delle altre partite, in programma oggi domenica 11 febbraio (l’unico altro risultato di ieri è il successo al tiebreak del Club Italia su Trento), le ravennati consolidano la loro ottava posizione, portando a tre le lunghezze di ritardo da Soverato, che comunque deve osservare il turno di riposo.

Sestetti titolari Al fischio d’inizio il tecnico Angelini dispone in campo capitan Bacchi e D’Odorico sulle bande, Kajalina opposto, Scacchetti al palleggio, Torcolacci e Menghi centrali, Paris libero. Per Baronissi il coach Ivan Castillo schiera Avenia al palleggio, Pilar Victoria Lopez e Moneta in attacco, Mendaro Leyva opposto, Travaglini e Strobbe centrali, con Maggipinto in seconda linea.

Primo set Le ospiti si portano subito avanti (0-2) e, dopo il momentaneo pareggio della Conad, allungano sul 6-11. Il muro di Torcolacci suona la carica e l’ace di D’Odorico riporta le padrone di casa sul 9-11, ma Ravenna fatica a chiudere gli scambi e subisce un altro 0-5 di parziale che permette a Baronissi di portarsi avanti di 7 sul 9-16. L’Olimpia Teodora reagisce e il muro di Kajalina vale il 15-18, poi l’ottimo ingresso in gara di Aluigi permette il rientro fino al -1 sul 21-22. Nel finale però Baronissi non sbaglia più nulla e stoppa la rimonta, portandosi a casa il set per 23-25.

Secondo set Il secondo parziale si apre con due ace di Kajalina e la Conad si porta subito sul 3-0. Le ospiti tornano sotto sul 7-6, ma un muro di Torcolacci e il terzo ace nel set di Kajalina lanciano il nuovo allungo ravennate sull’11-8. I punti di capitan Bacchi segnano il 15-11 e il 17-12, ma Baronissi non molla e si riporta a -2 sul 18-16. Nonostante i due grandi salvataggi di Bacchi e Paris che valgono il punto del 19-16, le ospiti tornano ancora più sotto sul 20-19. La volata finale dell’Olimpia Teodora è però perfetta e l’ace di Scacchetti segna il 23-20, prima che la solita Bacchi chiuda i conti per il definitivo 25-21.

Terzo set Avvio del terzo periodo all’insegna dell’equilibrio (4-4). Palle a terra di Kajalina e Aluigi, un errore in attacco di Baronissi e un muro di Kajalina e Ravenna vola (8-4). Dopo il time out chiamato dai campani si torna in campo con Aluigi che va a punto. Le ospiti si scuotono e si rifanno sotto (9-7) e questa volta è coach Angelini a chiamare la sospensione. Negli scambi centrali del set si torna a giocare a stretto contatto. Capitan Bacchi riprende il servizio e subito dopo ribadisce con una bomba imprendibile (14-11). In evidenza Menghi con un pallonetto vincente e Paris che recupera una palla impossibile che poi il capitano mette a terra (16-13). Il match è molto combattuto, le ospiti approfittano di un momento difficile di Ravenna per riportarsi in parità (18-18). Capitan Bacchi chiama le compagne alla riscossa e mette a segno due diagonali imprendibili (21-19). Baronissi non ci sta a perdere e riporta il set in equilibrio (21-21). Mani fuori su attacco di Kajalina e un errore in attacco di Mendaro e si va sul 23-21. Ravenna è concentratissima e chiude il set con freddezza grazie a un attacco e a un muro vincente della capitana (25-22).

Esultanza Finale Contro Baronissi
La gioia delle biancorosse al termine della partita contro Baronissi

Quarto set La quarta frazione parte bene per la Conad Ravenna che, grazie a altri due ace di Kajalina e ai colpi proibiti della capitana, si porta avanti di prepotenza (6-1). Le campane in questa fase sembrano perdere in concentrazione, lasciando gioco facile alle leonesse di Ravenna (11-4). Sembrerebbe un vantaggio incolmabile per le ospiti, ma la partita non è ancora finita. Questa volta è Ravenna a calare di tono  mentre Baronissi si riprende e si riporta sotto (14-12). Sono fasi determinanti del match e in campo c’è nervosismo. Le campane annullano le distanze ed effettuano il sorpasso (16-17) costringendo coach Angelini a chiamare il time out. Alla ripresa del gioco è Kajalina a riportare in equilibrio il set. Si procede a fasi alterne e dopo uno scambio interminabile è ancora Kajalina a guidare avanti Ravenna (21-20). Finale al fulmicotone con Aluigi che conquista il punto che frutta tre possibili match ball (24-21). Il primo viene annullato ma al secondo tentativo è Lucia Bacchi a mettere il sigillo sul risultato (25-22).

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini (tecnico Conad Olimpia Teodora Ravenna): «Anche se oggi non era partita bene, siamo stati molto bravi a raddrizzare il risultato. Diciamo che c’eravamo quasi riusciti già nel primo set con una bella rimonta. I numeri dicono che ci siamo equivalsi sia in ricezione che in attacco, la differenza l’hanno fatta il numero dei muri, 11 a 4 per noi, e Kajalina che batte sempre molto bene. È stato un incontro vissuto nervosamente in partenza, perché, come abbiamo già detto in precedenza, è da queste partite che verrà fuori la nostra classifica per i playoff e se si compie un passo falso poi si complicano le cose. Il risultato è perciò molto importante. Siamo stati bravissimi a ritrovare la retta via e a portare a casa i tre punti, buonissimi per continuare a credere nei playoff. Alla fine sarà necessario stare nei primi nove, ma nel frattempo quelli dietro corrono e bisogna stare molto molto attenti».

Risultati (25ª giornata): Club Italia Crai-Delta Informatica Trentino 3-2 (sabato 10 febbraio), Conad Olimpia Teodora Ravenna-P2P Givova Baronissi 3-1 (sabato 10 febbraio); domenica 11 febbraio, ore 17, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-Battistelli San Giovanni in Marignano, Savallese Millenium Brescia-Fenera Chieri, Golden Tulip Volalto Caserta-Sorelle Ramonda Ipa Montecchio, LPM Bam Mondovì-Barricalla Collegno, Golem Olbia-Bartoccini Gioiellerie Perugia, Zambelli Orvieto-Sigel Marsala. Riposo: Volley Soverato.

Classifica: San Giovanni Marignano e Mondovì 51 punti; Chieri 49; Brescia 48; Cuneo 47; Trento° 44; Soverato 42; Ravenna° 39; Club Italia° 35; Collegno* 33; Orvieto* 30; Baronissi° 25; Montecchio* 19; Perugia* 16; Olbia 15; Marsala* 8; Caserta* 6 (°una gara in più, *una gara in meno).

Scritte nazifasciste sui murales del Che e Bulow, denuncia del Comune contro ignoti

Inaugurati nel 2011 in piazza La Malfa, hanno già subito diversi attacchi e restauri. Già disposto il nuovo ripristino delle opere

Il Comune di Ravenna ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti per le scritte inneggianti al fascismo, al nazismo e all’antisemitismo comparse nella notte tra il 9 e il 10 febbraio in piazza La Malfa, imbrattando i murales che ricordano le figure di Ernesto “Che” Guevara e Arrigo “Bulow” Boldrini. Lo rende noto il sindaco Michele de Pascale con un post sulla sua pagina Facebook. E aggiunge: «Un gesto inqualificabile e di grande violenza, ancora più grave nella Giornata del Ricordo delle vittime degli eccidi delle foibe. Reagiremo a questi gesti inaccettabili con la durezza necessaria».

Le opere furono realizzate nel 2011 da un gruppo di studenti cubani in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Ravenna e non è la prima volta che finiscono nel mirino di vandali con azioni connotate quasi sempre da ispirazione a sfondo politico. L’associazione Italia-Cuba, insieme ai servizi dell’amministrazione comunale, è al lavoro per il completo ripristino del parco (le foto di questa pagina sono state pubblicate sul gruppo Facebook “Sei di Ravenna se 2.0”).

«L’ oltraggio di matrice neonazista avrà la risposta che merita. Ripuliremo queste scritte così come ripuliremo questo nostro Paese, ancora una volta, sul sentiero della Resistenza antifascista e dell’antifascismo militante contro queste metastasi nere. Ribadiamo il concetto che il fascismo non è un opinione, è un crimine».  Lo afferma l’assemblea permanente antifascista.

«I ravennati ben sanno che il loro antifascismo è stato garanzia di vittoria nella lotta di liberazione, che la democrazia viene da costituenti quali Bulow e Zaccagnini e che al progresso civile e civico non si rinuncia – dice Ivano Artioli, presidente dell’Anpi Ravenna -. Siamo certi che questa offesa non farà altro che rafforzare la nostra identità. E lo farà in questi momenti confusi e pericolosi, dove è necessario ben sapere cosa significa vivere sotto una dittatura totalitaria e vivere invece in una democrazia costituzionale».

Al “De André” Bunge all’assalto di Latina per fare un altro passo verso i playoff

Volley Superlega / Domani, domenica 11 febbraio (fischio d’inizio alle ore 18), i ravennati affrontano la Taiwan Excellence, all’ultima chiamata per rientrare nella lotta per l’ottavo posto. Soli: «Non penso che riceveremo tanti regali, anzi, ogni punto sarà da guadagnare»

VOLLEY PALLAVOLO. Bunge Ravenna Revivre Milano 0 3.
Un attacco del francese Nicolas Marechal

In questo febbraio così ricco di impegni, dove le gare di Superlega si alternano ai quarti di finale di Challenge Cup, il Pala De André accende le sue luci nella giornata di domani, domenica 11 febbraio (inizio ore 18, arbitri Pozzato di Bolzano e Zanussi di Treviso), con la Bunge che affronta la Taiwan Excellence Latina nella nona giornata del girone di ritorno. Compresa questa partita, mancano cinque appuntamenti alla chiusura della regular season, e quindi i nodi stanno arrivando al pettine, con Orduna e compagni sempre in lotta per l’accesso ai playoff. Si tratta di una volata a cinque, da Piacenza a quota 35 punti fino ai 22 di Monza e degli stessi laziali, questi ultimi alla ricerca del colpo di coda per inserirsi in extremis nel gruppetto delle pretendenti ai tre posti rimasti dietro alle corazzate Civitanova, Modena e Perugia (in rigoroso ordine alfabetico) e alla tranquilla coppia formata da Trento e Verona.

In mezzo, ci sono realtà agguerrite e intenzionate a giocarsi le proprie carte fino in fondo come Milano, Padova e, ovviamente, Ravenna, al momento ottava con due lunghezze di vantaggio sui veneti. «Il nostro obiettivo – inizia il tecnico Fabio Soli – è quello di giocare un match alla volta, cercando di mettere in campo il meglio di quello che sappiamo fare in questo momento, e quindi confidiamo di poter disputare una bella partita contro Latina. Abbiamo un sogno da provare a realizzare, quello di andare ai playoff, e per riuscirci è necessario conquistare un risultato positivo contro un avversario che sono sicuro farà di tutto per metterci in difficoltà. Non credo che la Taiwan Excellence sia demoralizzata, anzi sono certo che vorrà dimostrare di essere superiore a noi».

Per la Bunge il match contro Latina rappresenta quindi uno snodo due volte cruciale. In primo luogo, in quanto un risultato positivo consentirebbe alla formazione di Soli di rimanere a bordo del cosiddetto treno playoff. Secondo, perché i giallorossi hanno la possibilità di togliere dai giochi per le prime otto posizioni un rivale diretto molto pericoloso come la Taiwan Excellence. «Possiede un roster di valore, con giocatori di grande livello e di esperienza, e può contare su un buon servizio e una certa regolarità di gioco. Noi dovremo essere bravi ad approfittare dei suoi eventuali cali di rendimento, premendo sull’acceleratore. Non penso che riceveremo tanti regali, anzi, ogni punto sarà da guadagnare. Per mettere pressione a Latina sarà necessario essere positivi e continui sia in battuta, sia in seconda linea, con una buona correlazione muro-difesa. Al solito ci vorrà grande pazienza e regolarità – termina Soli – pronti a far girare le cose quando la situazione rischia di diventare complicata».

Gli avversari In palio ci sono tre punti pesantissimi, da conquistare contro una squadra che può contare su elementi dalla grande esperienza come il palleggiatore Sottile e lo schiacciatore Savani, ma anche su giocatori nel pieno della loro carriera e dal grande valore come l’opposto serbo Starovic, la banda giapponese Ishikawa e il libero statunitense Shoji. Senza dimenticare che il tecnico Vincenzo Di Pinto può fare affidamento anche sui centrali Rossi, il francese Le Goff e Gitto e su una panchina con validi ricambi come il posto 4 Maruotti e il bombardiere transalpino Corteggiani.

Biglietteria Questi i prezzi dei biglietti della gara tra Bunge e Taiwan Excellence Latina: Tribuna Vip 20 euro (no ridotti); Distinti 15 euro (ridotto 12 euro); Gradinata 12 euro (ridotto 10 euro). Le riduzioni sono applicabili ai tesserati Ravenna Volley Supporters, ai nati fino al 2004 incluso (fino a sei anni ingresso gratuito senza posto assegnato), Over 65, accompagnatori di possessori di carta bianca. L’apertura della biglietteria è in programma alle ore 16.30, quella dei cancelli alle 17.

In tv La partita tra la Bunge e la Taiwan Excellence sarà trasmessa in diretta domani dalle ore 18 su Rai Sport (commento di Maurizio Colantoni e Andrea Lucchetta).

Risultati (nona giornata di ritorno): Sir Safety Conad Perugia-Cucine Lube Civitanova 3-1 (giocata sabato 10 febbraio); domenica 11 febbraio, ore 18, Gi Group Monza-Calzedonia Verona, Diatec Trentino-Wixo LPR Piacenza, Azimut Modena-Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, Bunge Ravenna-Taiwan Excellence Latina, Biosì Indexa Sora-Revivre Milano, Kioene Padova-BCC Castellana Grotte.
Classifica: Perugia° 60 punti; Civitanova° 53; Modena 49; Verona e Trentino 39; Piacenza 35; Milano 34; Ravenna 32; Padova 30; Monza e Latina 22; Vibo Valentia 12; Castellana Grotte 10; Sora 7 (° una gara in più).

A Trieste una missione impossibile per l’OraSì contro la prima della classe

Basket A2 / Domani, domenica 11 febbraio (ore 18), i giallorossi affrontano in trasferta la capolista Alma. Martino: «Vogliamo migliorare rispetto alla gara con Ferrara»

45 Jerai Grant 24 Rayvonte Rice 14 Stefano Masciadri
Da sinistra Jerai Grant, Rayvonte Rice e Stefano Masciadri

L’OraSì affronta la trasferta più difficile del campionato, domani (domenica 11 febbraio, ore 18) sul parquet imbattuto di Trieste, avendo alle spalle due sconfitte ma anche la convinzione di potersi subito rialzare: se non sul piano del risultato, perchè l’Alma è certamente favorita, quanto meno dal punto di vista della prestazione e della lucidità, caratteristiche che se esibite contro la prima della classe porterebbero di nuovo ottimismo e fiducia in casa giallorossa. Trieste conta sul fattore campo per rialzare la testa dopo una serie imprevista di battute d’arresto esterne che ne hanno messo a rischio la prima posizione, e conta nella circostanza anche di avere a disposizione una pedina molto importante dal punto di vista tecnico per coach Dalmasson, ovvero Matteo Da Ros.

Anche l’OraSì sarà per l’occasione a ranghi completi e non lascerà nulla di intentato per realizzare a Trieste quel colpaccio che le era riuscito due mesi e mezzo fa a Bologna, sempre su un campo imbattuto. «Dopo due sconfitte caratterizzate da tanti errori e scarsa concentrazione – spiega il tecnico Antimo Martino – abbiamo il dovere di ritornare a fornire una prestazione necessaria per poter competere in un campionato di questo livello. Lo dovremo fare contro la prima in classifica e sul suo campo, dove Trieste finora non ha mai perso. Abbiamo ripreso gli allenamenti lavorando duramente tutti insieme per uscire da un momento sicuramente non positivo, con il desiderio di ripartire e già da questa partita di essere migliori di quanto lo siamo stati contro Ferrara».

Il programma (21ª giornata): domenica 11 febbraio, ore 18, Andrea Costa Imola Basket-Agribertocchi Orzinuovi, Assigeco Piacenza-Roseto Sharks, Alma Pallacanestro Trieste-OraSì Ravenna, Unieuro Forlì-XL Extralight Montegranaro, De’ Longhi Treviso-Dinamica Generale Mantova, Bondi Ferrara-GSA Udine; ore 18.15, Tezenis Verona-Consultinvest Bologna; lunedì 12 febbraio, ore 21, Bergamo-Termoforgia Jesi.

Classifica: Trieste e Bologna 30 punti; Udine, Verona e Montegranaro 26; Ravenna e Treviso 24; Mantova 22; Ferrara, Jesi e Imola 20; Forlì 16; Piacenza 14; Orzinuovi e Bergamo 8; Roseto 6.

Il Real Madrid cerca il nuovo Cristiano Ronaldo a Punta Marina

A giugno il camp estivo dei Blancos: tre giorni con coach dell’accademia spagnola, tecnologie, pasti studiati e un kit ufficiale

Cristiano Ronaldo Net WorthMentre si aspettano i dettagli per la seconda edizione del camp estivo dell’Atletico Madrid in città, in collaborazione con il Ravenna Calcio, arriva l’annuncio ufficiale che anche l’altra squadra della capitale spagnola, il Real Madrid, farà tappa dal 18 al 22 giugno a Punta Marina per un suo camp estivo in collaborazione con la società calcistica della località costiera.

I migliori tra i partecipanti all’iniziativa dei Blancos avranno la possibilità di accedere alle selezioni di Milano e i vincitori giocheranno al Bernabeu. La partecipazione è aperta ai ragazzi dai 7 ai 14 anni che per 289 euro assaggeranno un po’ di professionismo: allenamenti con le linee guida dell’accademia del Real, analisi tecniche con schede di valutazioni personali, pasti specifici per la performance sportiva, coach ufficiali con materiale tecnologico di ultima generazione come gps, speed ball ,  casacche e porte che cambiano colorazione durante le esercitazioni. Iscrizioni a numero chiuso: www.frmclinics.it o contattare la segreteria del Punta Marina.

Aldo Clini, presidente dell’associazione sportiva Punta Marina, è orgoglioso: «Dalle 8.30 alle 17 offriremo la possibilità di vivere al 100 percento il Real Madrid: ogni partecipante avrà un kit ufficiale, dal pallone alla borraccia al vestiario, che poi rimarrà in ricordo. La scelta della nostra struttura è un riconoscimento che ripaga della scelta di concentrarci totalmente sul Settore Giovanile . L’investimento economico già iniziato su terreni di gioco e parte della recinzione si andrà a completare proprio a ridosso dell’inizio del Camp con un ulteriore  spazio per la categoria Pulcini. Questo con un importante se pur parziale finanziamento da parte del Comune di Ravenna che attraverso l’Assessorato allo Sport  sarà anche a Patrocinio dell’evento».

Nidi e materne non chiudono per Pasqua: pagando un extra si può lasciare il bambino

Entro il 28 febbraio l’iscrizione per chi vuole usufruire del servizio in tre strutture gestite da coop Zerocento e Il Cerchio

NidoAnche per quest’anno gli asili nido e le scuole dell’infanzia dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna prevedono aperture straordinarie per i bambini durante le vacanze di Pasqua. Il servizio aggiuntivo, aperto a tutti i bambini frequentanti le strutture dell’Unione, è previsto dal 29 marzo al 3 aprile al nido “Corelli” di Lugo, al nido “Pappapero” di Alfonsine e al nido “Landi” di Lavezzola  (gestiti dalle cooperative Zerocento e il Cerchio).

È possibile iscriversi entro il 28 febbraio, con frequenza a tempo pieno o parziale. Il costo della frequenza a tempo pieno (dalle 7.30 alle 17) è di 78 euro, mentre il costo della frequenza a tempo parziale (dalle 7.30 alle 13) è di 39 euro, entrambi comprensivi dei pasti.

Per informazioni e iscrizioni contattare il numero 0546-600112 oppure visitare il sito www.zerocento.coop per il nido Corelli e Landi. Contattare il numero 0544 408426 oppure visitare il sito www.ilcerchio.ra.it per il nido Pappappero.

La psicologa tra i banchi: «I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati»

Da due anni la psicoterapeuta Susanna Bolognesi lavora allo sportello di consulenza dell’Itis Baldini di Ravenna: «Hanno competenze cognitive fortissime ma tante fragilità»

WhatsApp Image 2018 02 10 At 07.22.51Sempre più diffusi all’interno delle scuole come supporto agli studenti, ai docenti e ai genitori sono gli sportelli di consulenza psicologica. All’Itis Baldini di Ravenna da due anni lavora Susanna Bolognesi, psicologa psicoterapeuta, che ci racconta questa esperienza. «All’inizio mi aspettavo che i ragazzi arrivassero soprattutto su consiglio dei docenti di riferimento, invece ben presto ho dovuto aumentare le ore perché attraverso il passaparola hanno iniziato a venire in tanti, in modo del tutto spontaneo».

Bolognesi, ci spiega, riceve quattro ore alla settimana e per poter rispondere a più richieste possibili organizza incontri di una quarantina di minuti. «Vengono soprattutto ragazzi di quarta e quinta e il tema di cui parliamo più spesso è la relazione con gli adulti, i genitori e gli insegnanti. Ci sono situazioni problematiche, ma nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi che hanno bisogno soprattutto di essere ascoltati e di dare un nome a ciò che provano, hanno bisogno di incontrare e riconoscere le proprie fragilità. Io cerco di offrire loro qualche strumento, qualche chiave di lettura di se stessi».

Naturalmente un servizio simile non può proporre una psicoterapia. «Si tratta di una consulenza che di solito si esaurisce in pochi incontri, ma in molti casi è proprio ciò di cui hanno bisogno, sono ragazzi dalle competenze cognitive fortissime, meno preparati sul piano emozionale. Quando invece ravviso casi più gravi, consiglio di rivolgersi a un servizio strutturato che possa prenderli in carico, ma, come dicevo, è capitato molto raramente».

Più frequente è invece che Bolognesi incontri anche i famigliari o gli insegnanti del ragazzo se ne ravvisa l’utilità. «È sempre qualcosa di cui prima parlo con lo studente, la sua privacy è fondamentale e concordiamo insieme ciò che è opportuno che io riferisca di quanto mi ha detto. Finora nessuno mi ha mai detto di no, si sono fidati e sono stati momenti importanti e credo molto utili».

Di droga si parla mai? «Sì, c’è chi fuma spinelli o beve un po’ troppo soprattutto per stordirsi e non pensare, usano le sostanze come antistress». E il tanto temuto fenomeno del cyberbullismo? «È un tema su cui c’è grande attenzione da parte di tutti nella scuola ed è sicuramente una questione seria, ma prima di etichettare un episodio è bene conoscerlo a fondo. Mi è capitato di occuparmi di un paio di casi di apparente cyberbullismo che a ben vedere erano altro e si sono risolti positivamente». Bolognesi parla di un’esperienza professionale arricchente ed entusiasmante. «Quando i ragazzi chiudono la porta dello spazio in cui li ricevo, si apre un mondo, non vedono l’ora di parlare ed è come una fiume in piena. Credo possa essere importante anche come lavoro di prevenzione».

Ravenna Holding prevede un utile netto di 8,5 milioni nel triennio 2018-20

Il cda presenta il preconsuntivo 2017: dalla costituzione nel 2005 garantiti dividendi per 72 milioni (escluso bilancio 2017)

RAVENNA 17/02/2015. CONFERENZA STAMPA RAVENNA HOLDINGUn utile netto superiore a 8,5 milioni di euro per il triennio 2018-20: è la previsione di Ravenna Holding, società pubblica in cui confluiscono le partecipazioni del Comune di Ravenna e altre amministrazioni locali, formulata sulla base delle informazioni disponibili e ipotizzando il mantenimento sostanziale degli assetti societari al 31 dicembre scorso.

La relazione previsionale è stata fatta dal consiglio di amministrazione contestualmente alla stima dei risultati di preconsuntivo per il 2017: 9.685.935 euro e migliora il budget di 1.056.787. «Il miglioramento deriva principalmente dai maggiori dividendi incassati, e dal minore impatto della gestione finanziaria, oltre che dal pieno controllo dei costi. Il debito bancario a medio e lungo termine si riduce di oltre 5 milioni per effetto del rimborso delle rate dei mutui in essere».

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Le partecipazioni di Ravenna Holding

Si prevede il raggiungimento di tutti gli obiettivi di tipo strategico assegnati a Ravenna Holding dai Comuni Soci per l’anno 2017, misurati con indicatori di efficienza-economicità e solidità finanziaria, sia a livello di singola società che di gruppo. «La redditività, calcolata al netto delle operazioni straordinarie non ricorrenti e degli elementi riconducibili alla gestione delle reti afferenti il servizio idrico, sulla base del principale indicatore per valutarla in rapporto al capitale proprio (Roe) si attesta attorno al 3 percento».

Ravenna Holding ha un capitale sociale di 432 milioni, il patrimonio netto della società è stimato in 481,2 milioni di euro. Il Comune di Ravenna possiede il 77 percento delle azioni, Cervia il 10, Faenza il 5, la Provincia il 7, Russi lo 0,66. Dal 2005 anno di costituzione, ha garantito dividendi per complessivi euro 72.856.447 (escluso bilancio 2017).

Biagio Lombardi, cuore giallorosso: «Quando torno a Ravenna mi commuovo sempre»

Nel 1986 una partita da spettatore al Benelli convinse il fantasista di Caserta a rinunciare al trasferimento già deciso a Nocera per scegliere la Romagna: «Poi mi mandarono via senza riconoscenza». Nella memoria dei tifosi giallorossi di allora un suo “eurogol” ai cugini del Forlì l’8 febbraio 1988. Oggi il 60enne fa l’autotrasportare: «Nel calcio moderno per allenare o per giocare devi pagare. Decidono tutto i procuratori»

Biagio LombardiCome un fulmine, il pallone si infila in rete, scagliato dall’altra parte del campo: un “eurogol”, come si diceva negli anni Ottanta. A esultare, quasi increduli, i giocatori del Ravenna. A mettersi le mani nei capelli, quelli del Forlì. Sono passati quasi trent’anni esatti da gol – purtroppo sfuggito agli occhi di macchine fotografiche e telecamere – che al “Morgagni” il 7 febbraio del 1988 fissò sul 2-0 esterno il risultato del derby romagnolo. A realizzare quello che passa nella storia giallorossa come uno dei gol più belli, non poteva essere che Biagio Lombardi, centrocampista dalla tecnica sopraffina che resta nella memoria dei tifosi bizantini tra i più “grandi”.

«Nei giorni precedenti alla partita – ricorda oggi Lombardi – mi dissero che Luzi aveva il vizietto di stare un po’ fuori dai pali. In quel momento vincevamo 1-0, un rinvio mi portò il pallone tra i piedi. Io non ci pensai due volte e tirai con tutta la mia forza. La sfera scavalcò il portiere e centrò proprio il “sette”, rendendo il gol ancora più bello».

Gioia doppia, anzi tripla, considerato che arrivò nel derby…
«Sì, anche perché era da un sacco di tempo che non vincevamo a Forlì (per la precisione dal 5-2 della Sarom del 24 marzo 1963, ndr), portandoci un’iniezione di fiducia nella lotta per la salvezza. Da lì ripartimmo di slancio, raggiungendo il traguardo senza affanni».

Cosa si ricorda dei suoi cinque anni a Ravenna?
«Tutto, a partire dal mio arrivo. Mi presentai in punta di piedi, a campionato già cominciato, dopo due stagioni alla Salernitana, in C1. Dovevo andare a Nocera, ma mi chiamò il direttore sportivo Nicola Salerno, che mi invitò ad assistere una partita al “Benelli”. L’ambiente mi piacque moltissimo e, anche se la squadra era in difficoltà e inoltre scendevo di categoria, accettai con entusiasmo. Venivo dai campi caldissimi del Sud, ma mi innamorai fin da subito del calore particolare di Ravenna e della sua gente».

Lombardi In Piedi Primo Da Destra
Biagio Lombardi è il primo in piedi da destra

Sofferenze, ma anche tante gioie: si può riassumere così la sua avventura in giallorosso?
«Quel periodo fu caratterizzato dalle difficoltà societarie e dai pochissimi soldi. Nonostante tutto ciò noi siamo sempre riusciti a farci valere sul campo, raggiungendo la salvezza per quattro campionati di fila. Indossare la fascia di capitano è stato un onore per me. Come raggiungere le cento maglie giallorosse, segnare 17 gol da centrocampista o firmare la vittoria in casa della Spal, davanti a 10mila spettatori».

Poi arrivò Corvetta alla presidenza e il nuovo Ravenna ripartì proprio da lei.
«Finalmente si cominciava a pensare in grande. Purtroppo la squadra non iniziò bene la stagione, nonostante gli investimenti importanti. Cambiammo due volte il tecnico, ma ci svegliammo troppo tardi, arrivando a un passo dal secondo posto. Non pensavo però che la mia esperienza finisse lì».

Cosa successe?
«Accadde che mi costrinsero ad andare via, nonostante avessi un altro anno di contratto. Ci rimasi molto male, dopo tutto quello che avevo dato e quello che avevo fatto per restare a Ravenna».

Per restare a Ravenna ha perso delle occasioni importanti?
«Sì. Ho ricevuto parecchie offerte in quel periodo, anche da categorie superiori, ma le ho rifiutate tutte. Stavo troppo bene a Ravenna: era lì che vedevo il mio futuro anche dopo la mia carriera, ma purtroppo nel calcio non esiste la parola riconoscenza».

Chi è Biagio Lombardi oggi?
«Sono tornato in Abruzzo, dove ho iniziato la mia carriera. Adesso lavoro in una ditta di autotrasporti, ma negli anni passati ho allenato i ragazzi della Giovanile Chieti».

Lombardi Con Di Francesco
A destra Biagio Lombardi, in compagnia di Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma

Come mai non ha voluto intraprendere la carriera di allenatore a livelli più alti?
«In realtà ho il patentino fin dal ’94, ma non ho mai accettato compromessi. Nel calcio di oggi per allenare o per giocare devi pagare. Decidono tutto i procuratori, a cui i giovani devono affidarsi fin quando hanno 14-15 anni. I settori giovanili sono stati smantellati, si pensa solo al fisico e non alla tecnica. Da qui nasce la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale».

Biagio, quando la rivedremo a Ravenna?
«Eh, speriamo presto, magari. Qualche mese fa c’era l’opportunità di venire allo stadio per una partita, ma poi non se ne è fatto nulla. Io vengo sempre volentieri, come per la partita del centenario, dove è stato bellissimo giocare con calciatori molto più bravi di me. Quando sono a Ravenna, però, mi commuovo sempre, perché ci ho lasciato un pezzo del mio cuore».

BIOGRAFIA: In carriera 479 partite tra serie B e Dilettanti
Nato a Caserta il 15 ottobre 1958, Biagio Lombardi è cresciuto nel settore giovanile della Gladiator di Santa Maria Capua Vetere, per poi trasferirsi nel ‘77 al Chieti, dove tra “vecchia” C, C1 e C2 disputa quattro campionati. Nell’81 passa al Pescara, facendo l’esordio il 4 ottobre in Serie B, in quella che resterà la sua unica esperienza nel torneo cadetto. Dopo un altro anno in C1 in biancazzurro, cambia casacca ma non categoria, giocando a Cosenza, mentre nelle due stagioni successive diventa il “faro” della Salernitana. Nell’86 c’è il trasferimento al Ravenna: cinque stagioni, tutte in C2, totalizzando 153 “caps” in campionato e 40 reti. Nell’annata 1989-90 fu capocannoniere del girone B con 17 gol. Nel 1991 si accasa al Baracca Lugo in C1 («Ma solo per continuare a vivere a Ravenna», tiene a precisare), per poi tornare nella sua seconda terra, l’Abruzzo: nel ‘92 tra i dilettanti veste prima la maglia del Penne e poi (nella stagione ’94-95) quella del Francavilla a Mare, località nella quale vive attualmente. In totale Lombardi nei vari campionati ha disputato 479 partite, realizzando 83 reti: 20 presenze e un gol in B; 8 e 0 in C; 173 e 13 in C1; 184 e 42 in C2; 94 e 24 in D.

L’ora della morte di Giulia fissata dalla caffeina nel corpo. Ma la difesa contesta

Tredicesima udienza / Ascoltati i medici legali consulenti dell’accusa per l’autopsia: il momento del decesso sarebbe compatibile con la presenza del marito e imputato Matteo Cagnoni nella casa del ritrovamento del cadavere. L’avvocato Trombini lamenta che le analisi decisiva siano state fatte senza informare il perito di parte

I 2,5 milligrammi di caffeina trovati nello stomaco del cadavere di Giulia Ballestri portano i consulenti tecnici della procura a fissare la morte della 39enne entro due o tre ore a partire dalle 9 del 16 settembre 2016, quindi in un intervallo di tempo compatibile con la permanenza del marito Matteo Cagnoni nella casa abbandonata di via Padre Genocchi a Ravenna (tra le 9.15 e le 11.06, come mostrano le telecamere in strada) dove due giorni dopo è stato trovato il corpo. È uno dei passaggi della relazione firmata dai medici legali Franco Tagliaro e Federica Bortolotti, dell’università di Verona, ascoltati il 9 febbraio in tribunale nel processo che vede il 52enne dermatologo imputato per omicidio volontario aggravato da crudeltà e premeditazione.

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Il salone al piano rialzato della villa dei Cagnoni in via Padre Genocchi dove si è consumata l’aggressione a Giulia Ballestri. La foto fa parte di un servizio fotografico pubblicato sul numero di aprile 2008 della rivista di architettura Trova Casa

L’elaborazione dei due consulenti parte dalle ricostruzioni degli inquirenti. Quella mattina i due coniugi fecero colazione in una pasticceria di viale Newton dove rimasero tra le 8.23 e le 9.07 (sono filmati dalle telecamere di videosorveglianza) e la donna ordinò un caffè. Alle 9.15 scendono dall’auto in via Genocchi per entrare nella casa a vedere i quadri da vendere. Alle 9.19 Cagnoni manda una foto a un amico antiquario in cui si vede uno dei quadro e una figura di donna che indossa jeans simili a quelli di Giulia in pasticceria (i suoi abiti non verranno mai trovati). Alle 10.05 il telefono della vittima aggancia per l’ultima volta una cella compatibile con quella zona. Alle 11.06 una sola persona esce dalla villa e sale sulla Mercedes. Cagnoni sostiene di essersene andato per conto suo lasciando la moglie sola.

Calcolando i tempi con cui si svuota lo stomaco, il residuo di caffeina presente serve ai medici per arrivare all’orario della morte. Un orario che si accoppia anche con la prima valutazione del medico legale Gianpiero Baldini dell’Ausl, intervenuto nella villa la sera stessa del ritrovamento per l’ispezione cadaverica. Anche lui è stato ascoltato nella stessa udienza e ha ricordato di poter fissare il decesso a circa 72 ore precedenti usando come metro di giudizio la rigidità del corpo in via di dissoluzione. Ma se l’ipotesi di Baldini non può essere particolarmente precisa con gli orari, di ben altro peso è quella di Tagliaro.

E proprio contro a quest’ultima la difesa dell’imputato ha sollevato le sue perplessità. Soprattutto sulle procedure seguite dai consulenti in laboratorio, con l’intento di togliere dal campo del dibattimento l’analisi della caffeina. Il prelievo dell’intero contenuto dello stomaco è avvenuto durante l’autospia svolta in incidente probatorio quindi alla presenza dei periti di tutte le parti. Poi il 20 febbraio 2017 il consulente della difesa ha contatti con i medici di Verona e non le viene data alcuna comunicazione di accertamenti in programma sulle tracce di caffeina. Tre giorni dopo le arrivano i risultati delle analisi con posta certificata: «Perché il dottor Tagliaro non ha ritenuto di informare la nostra consulente appena è stato incaricato dalla procura per questo tipo di operazione proprio dopo l’incontro a Verona?», ha chiesto l’avvocato Giovanni Trombini. Il pubblico ministero Cristina D’Aniello ha fatto ricorso a precedenti sentenze per far presente che la procedura non prevede l’obbligo di informare le parti, ma solo l’atto del prelievo va svolto con tutte le parti presenti. Con una precisazione aggiuntiva importante: esiste ancora conservato un campione dei succhi gastrici che permetterebbe di ripetere l’accertamento e a richiederlo può essere la difesa ma anche la corte.

L’avvocato Giovanni Trombini parla con il suo assistito Matteo Cagnoni nella gabbia dell’imputato

La deposizione dei due consulenti è servita anche per portare all’attenzione della corte d’assise (presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti) altri elementi dell’omicidio partendo dai riscontri dell’autopsia. Giulia è stata colpita alla testa almeno sette volte: tante sono infatti le ferite lacero-contuse presenti (quattro sulla parte laterale posteriore, due sulla fronte, una posteriore). «La furia omicida si è concentrata sulla testa», confermano i medici alla domanda del pm. Fratture al naso, alla mascella, alla mandibola. La causa della morte è un grave trauma commotivo cranico con lenta insufficienza respiratoria: l’agonia prima del decesso può essere durata anche un’ora. Dettagli che l’accusa metterà in fila per contestare l’aggravante della crudeltà, una delle possibilità che insieme alla premeditazione porterebbero all’ergastolo.

Le ferite al capo e sul volto, secondo i medici, possono essere compatibili con i colpi del bastone trovato nella casa e con le percosse contro uno spigolo del muro nella cantina. Infine le unghie: sotto è stato trovato dna maschile non dell’imputato ma non presentano rotture o lesioni. Circostanza che lascerebbe quindi ipotizzare che non vi sia stato un tentativo di difesa attiva. I segni sulle braccia e sul dorso delle mani rendono più probabile invece una difesa passiva: il tentativo di Giulia di coprirsi il volto e il capo mentre l’assassino si accaniva su di lei.

Vigilantes, il sindacalista: «Spaccate? In centro servirebbero più passaggi»

Lo Giudice (Ugl) conosce il mondo delle 500 guardie giurate in servizio in provincia, scettico sui gruppi Whatsapp: «Meglio affidarsi a professionisti». E insiste sul doppio agente in pattuglia: «Si sarebbe salvato Chianese a Savio»

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Filippo Lo Giudice

«Nel 2018 non è pensabile che le guardie giurate debbano ancora lavorare da sole, per questo stiamo facendo pressioni per cambiare la legge». A parlare è Filippo Lo Giudice, uno dei sindacalisti più attivi sul territorio per quanto riguarda la vigilanza privata. Da 17 anni guardia giurata, Lo Giudice è il responsabile regionale del settore per l’Ugl. Conosce bene la realtà ravennate dove si è consumato l’omicidio di Salvatore Chianese, guardia giurata uccisa in una cava a Savio alla fine del 2015. «Da allora le aziende sono state disponibili e hanno accettato la nostra richiesta di un doppio pattugliamento quando si va in luoghi come quello. Se fosse stato con un collega, Chianese poteva salvarsi».

Il mondo della vigilanza privata a Ravenna si articola in circa 500 dipendenti divisi in una manciata di istituti. «In media ci sono cento guardie giurate per ditta». Per diventare guardia giurata non serve un titolo particolare: è l’azienda che prepara i dipendenti facendo loro frequentare un corso che rilascia l’attestato. «Servirebbero però altri corsi anche dopo l’assunzione: è uno dei temi per il quale ci stiamo battendo».

C’è scetticismo sulle iniziative volontarie dei cittadini tra telefonini e chat: «Credo sia meglio affidarsi a professionisti». Dal 2013 a Ravenna è in vigore un protocollo di intesa con le forze dell’ordine: si chiama “mille occhi sulla città” e prevede una collaborazione stretta tra forza pubblica e servizi privati. Lo Giudice avrebbe anche la ricetta per evitare casi come la scia di furti in centro storico: «Andrebbero intensificati i passaggi: anche se non è la polizia, la guardia giurata fa da deterrente».

Bisogna però fare i conti con le risorse economiche delle aziende e con un contratto che è scaduto dal 2015. «Aspettiamo ancora il rinnovo». La legge del settore non impone il doppio vigilante, anche se – come detto – qualche ditta sta facendo delle aperture. Ci sono però anche casi di abusi: «So di persone che lavorano 13 ore, il mio appello è di rivolgersi al sindacato in questo caso».

Lo Giudice non si è mai trovato in situazione difficili che, tuttavia, non sono mancate ai suoi colleghi: cita come esempio gli assalti a furgoni portavalori in strada. Pure in questo caso aiuterebbe un aumento del numero delle guardie: «Sotto un certo quantitativo di denaro, è previsto che ci siano solo due persone. Io credo ne servano sempre tre: uno guida, uno fa le operazioni di carico e scarico e un terzo guarda le spalle». Questioni di numeri che salvano la vita.

Eraldo Baldini, dopo una vita a sinistra: «Non so ancora se andrò a votare»

Verso il 4 marzo affiora il malessere dello scrittore che è stato assessore Pd nella sua Russi: «È già successo e so che mi farà stare male ma non riesco a votare per chi mi fa meno schifo». La sicurezza? «Questione irrisolta che esiste»

Eraldo Baldini

Le imminenti elezioni politiche stanno mettendo in crisi di scelta molte persone, ancora indecise su chi votare. Dopo Marescotti, passato dall’estrema sinistra ai 5 Stelle, anche lo scrittore Eraldo Baldini, storicamente di sinistra, è perplesso sul da farsi.

Sa già per chi voterà il 4 marzo?
«Non so se andrò a votare, e se ci andrò non so per chi lo farò. Ma per ora sono più propenso per l’astensione».

Ha militato prima nella Fgci, poi nel Pci, poi è stato iscritto al Pd, con cui è stato anche assessore alla Cultura a Russi, cosa è cambiato?
«Sono stato iscritto per molto tempo, poi quando non riuscirono a eleggere il presidente della Repubblica nel 2013, con la faccenda dei 101 che si opposero a Romano Prodi, restituii la tessera perché non ero più contento di come andava il partito».

Alcuni dopo la rottura nel Pd hanno seguito Bersani in Liberi e Uguali, ha scartato anche questa idea?
«Io non mi trovo nemmeno d’accordo con quella scelta. In questo momento sinceramente trovo in tutti cose che non mi vanno».

Avrà letto che Marescotti ha dichiarato che voterà per i 5 Stelle dicendo che sono gli unici che possono sconfiggere Berlusconi. È d’accordo?
«Non giudico le scelte di altri, però se il ragionamento è “Non mi piace nessuno, però voto chi può vincere”, io mi fermo alla prima parte del ragionamento».

Sui social è molto critico sui temi della sicurezza, secondo lei è una questione politica o di ordine pubblico?
«È un problema politico. Credo che sposti molti voti, perché è una questione irrisolta che esiste. La sinistra ha avuto la responsabilità di dire che “è un fatto di percezione”, sottovalutandolo. Ci vuole la certezza della pena. Lo dicono sempre tutti, e non lo fa mai nessuno. Una volta la sinistra sapeva ascoltare la gente, sia i ragionamenti di testa che i ragionamenti di pancia. Quando il Pci aveva delle sezioni sul territorio non si sbagliava mai a interpretare il pensiero delle persone comuni. Adesso non esiste più un partito con una capillarità e una presenza reale e si è perso il polso delle persone».

Se ci si affida alla percezione di ciò che vuole la gente, non rischia di diventare populismo?
«No, basta non sottovalutare i problemi. La sicurezza è uno dei problemi non risolti di questo Paese. Di sicuro però non voterò una forza come Casa Pound per questo».

È la prima volta che non vota?
«Non è la prima volta, ma è una cosa che mi fa stare male. Non vado e poi mi pento. È una scelta sofferta perché per me il voto è molto importante, mi hanno insegnato così fin da piccolo. Spero ancora che qualcuno riesca a farmi cambiare idea. Però non riesco a votare “per chi mi fa meno schifo”, questo no».

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