L’intervento dei carabinieri è infatti scattato dopo la telefonata di un automobilista bolognese che ha accostato sulla statale denunciando di essere stato colpito da un oggetto gettato dal ponte al suo passaggio. La pattuglia dei militari ha rintracciato i due giovani, un 20enne ivoriano e un 25enne senegalese difesi dall’avvocato Nicola Laghi di Faenza, poco distanti dal ponte. Proprio questa circostanza è stata sottolineata dagli accusati a loro difesa: se fossero stati loro avrebbero avuto il tempo di allontanarsi dal luogo prima dell’arrivo dell’Arma. Il giudice dovrà pronunciarsi entro domani mattina.
Al Grinder incontro con Alberto Giorgio Cassani dedicato alle impressioni sulla città testimoniate da personaggi come Le Corbusier, Yourcenar, Weil, Savinio, Pasolini… e molti altri
D’Annunzio, Le Corbusier, Marguerite Yourcenar, Simone Weil, Alberto Savinio, Yves Bonnefoy, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Antonioni…
Sono solo alcuni degli illustri viaggiatori che hanno “toccato“ e commentato Ravenna in occasione di un loro viaggio in città nel Novecento. L’impressione che questi e molti altri visitatori hanno avuto di Ravenna è al centro di un conversazione del professore Alberto Giorgio Cassani, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, in programma giovedì 1° febbraio alle ore 18 al Grinder di via di Roma, nell’ambito della serie di incontri e dialoghi culturali curati da Ivano Mazzani.
«Nel 1951, il signor Dido, pseudonimo sotto cui si nasconde l’attenta penna di Alberto Savinio, visitò Ravenna. La sua permanenza fu breve, ma Savinio riuscì ugualmente a catturare il genius loci ravennate in una definizione mirabile: “una città abbottonata fino al pomo d’Adamo nel suo abito di pietra”». Così spiega Cassani il senso e anche il titolo del suo intervento dedicato per l’appunto a “sbottonare” Ravenna. «Forse solo i viaggiatori venuti da fuori sono stati in grado di capire quanto Ravenna è richiusa in se stessa e quanto nasconde la sua interiorità agli sguardi esterni» sottolinea Cassani.
Il tema è stato sviluppato dallo studioso in una serie di articoli – ma si potrebbero definire anche brevi saggi fulminanti – pubblicati in origine sul settimanale “Ravenna&Dìntorni“ e poi rivisti, corretti e integrati con nuovi importanti “visitatori“ in anni recenti sulla rivista “Casa Premium“. Una ricerca di alto spessore intellettuale – e ricca di inediti rispetto alla già nota letteratura sulle tappe del Grand Tour a Ravenna – che è valsa ad Alberto Giorgio Cassani l’importante riconiscimento nel 2016 del Premio Guidarello per il giornalismo dedicato alla valorizzazione della storia e della cultura locale.
L’incontro al Grinder è aperto a tutta la cittadinanza.
Operazione della questura dopo il provvedimento della prefettura per il rischio di infiltrazioni mafiose nella società di Faenza che vuole inserire un carabiniere nel cda con funzioni di vigilanza
La polizia ha messo i sigilli alle slot machine di cinque sale giochi in provincia di Ravenna riconducibili al gruppo Romagna Giochi di Faenza destinatario di una interdittiva antimafia emessa a dicembre dal prefetto di Ravenna, Francesco Russo. Il provvedimento del questore Rosario Eugenio Russo dispone la revoca delle licenze per la raccolta di gioco attraverso l’installazione di apparecchi videoterminali con vincita in denaro e di apparecchi elettronici. L’intervento della squadra amministrativa e della divisione anticrimine della questura di Ravenna è avvenuto ieri, 30 gennaio, ha riguardato le sale di Punta Marina, Pinarella, Lido Adriano, Montaletto e Cervia. In precedenza lo stesso era accaduto a Rimini e Perugia.
Nel corso dell’attività investigativa – fondata su elementi desunti da provvedimenti giudiziari, atti di indagine, accertamenti svolte dalle forze di polizia – sarebbero stati acquisiti elementi per ritenere sussistente il pericolo di infiltrazione mafiosa all’interno della società manferda. L’interdittiva antimafia è un provvedimento amministrativo con finalità preventive. Le ragioni sarebbero da ricercare in circostanze passate che avrebbero fatto emergere presunte vicinanze tra la società o alcune persone titolari di cariche sociali e appartenenti a famiglie considerate inserite nel contesto malavitoso.
Nel frattempo la società Romagna Giochi ha proposto di affiancare un amministratore giudiziario ai vertici della società e di introdurre nel cda un generale in pensione esperto di criminalità organizzata con funzione di vigilanza. Si tratta del’ex comandante dei carabinieri di Rimini, Bruno Conforti. Su questa richiesta la procura di Bologna ha dato parere favorevole.
Daniele Ricci allena il Paok Salonicco, nel 1991 portò Ravenna sul tetto del mondo con Kiraly, Timmons e Vullo: «Da loro ho più ricevuto che dato. Ogni tanto mi riguardo il video della Coppa Italia vinta contro Milano…»
Daniele Ricci (quarto da sinistra seduto) ha allenato il Porto Ravenna dal 1984 al 1997: 4 stagioni in A2 poi la promozione. Il suo palmares: uno scudetto, una Coppa Italia, un Mondiale per Club, tre Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee e una Coppa Cev
«Non pensavo che, a questo punto della mia carriera, potessero presentarsi simili opportunità. Considerato che a Ravenna al momento non ci sono prospettive, dopo averci pensato due giorni ho deciso di intraprendere questa nuova esperienza». Daniele Ricci – 67enne tecnico bizantino di pallavolo che nel 1991 alla guida del Messaggero centrò il “triplete” Scudetto, Coppa Italia, Mondiale per Club – alla fine dello scorso ottobre ha cominciato una nuova avventura in Grecia, dove allena il Paok Salonicco.
Ricci, da dove è nata la scelta di andare in Grecia?
«Da un paio d’anni ero fuori dal giro e mi ha anche un po’ sorpreso questa richiesta. Ho ricevuto l’offerta poco prima che iniziasse il campionato e sono venuto a Salonicco molto volentieri. Per me è un motivo d’orgoglio anche se, in realtà, mi piacerebbe dedicarmi ad altri tipi di attività, sempre ovviamente legate allo sport».
A cosa si riferisce?
«Penso di poter dare molto sotto altre vesti, come dirigente. Purtroppo c’è poco spazio per questo in Italia, come a Ravenna. In tutta sincerità, credevo di avere fatto il mio tempo in panchina. È un percorso, comunque vada questa stagione, che non so quanto durerà ancora. Con l’esperienza che ho maturato sul campo, ritengo di possedere le caratteristiche giuste per stare dietro una scrivania».
Il Paok ha vinto gli ultimi tre scudetti in Grecia ed è quindi chiamato a puntare alla vittoria del campionato. Come è la squadra che guida?
«È una formazione in fase di aggiustamento, con l’organico che strada facendo sta trovando un suo equilibrio. Dobbiamo fare ancora qualche innesto per essere più competitivi e per lottare per il successo finale. Non sarà facile, in quanto l’Olympiakos è un ostacolo molto duro da superare».
Non è la sua prima esperienza in Grecia da allenatore…
«Ci sono già stato dal 2000 al 2003, dove mi sono tolto alcune soddisfazioni (ha vinto uno scudetto e una coppa nazionale nel 2001, alla guida proprio dell’Olympiakos, ndr). Una volta il livello era più alto: per intendersi, una delle due “big” del torneo nella Superlega sarebbe da nono-decimo posto. Le prime quattro-cinque formazioni italiane sono di un altro pianeta».
Continua a seguire il torneo italiano? Cosa pensa della Bunge?
«Anche se non ci sono più i soldi di una volta, e in molti casi mi sembra che quelli che ci sono non vengano spesi bene, la Superlega continua a essere un campionato bello e competitivo. Ritengo che la Bunge sia stata costruita bene e che le risorse siano state utilizzate al meglio. Sapevo che Buchegger era un buon giocatore, ma non pensavo che fosse così forte. La squadra mi piace, perché è ben equilibrata in tutti i reparti, e non riesco a darmi una spiegazione sul suo calo. Penso però che abbia le caratteristiche per rialzarsi e puntare alla qualificazione ai playoff».
Daniele Ricci ha allenato la Teodora in B2 nel 2015
Cosa vede nel suo futuro?
«Innanzitutto, penso a terminare al meglio questa stagione. L’obiettivo minimo è partecipare alla finale scudetto, ma io non mi voglio fermare a questo. Credo poi che in primavera rientrerò in Italia, dove riprenderò anche le mie attività extra-volley, tra cui quelle familiari. Per il futuro si vedrà, anche se in Italia non vedo grandi prospettive come allenatore. Ma, si sa, c’è una stagione per ogni età…».
E invece dando uno sguardo al passato, quali sono i successi del Messaggero a cui è più affezionato?
«Di sicuro a quello che ci ha portato il primo trofeo, la finale di Coppa Italia di Mestre contro Milano, nel ’91. Non solo da me, ma anche da gran parte degli addetti ai lavori, è considerata come una delle partite più belle della storia della pallavolo. Un match talmente spettacolare che ogni tanto mi tolgo lo sfizio di guardare il video sul computer. Quella rappresentò la prima vittoria di un gruppo meraviglioso e da quel momento si capì che avrebbe fatto qualcosa di molto importante. Da lì partì una bella serie di affermazioni, dal campionato alla Supercoppa, passando per la Coppa dei Campioni, che avrebbero caratterizzato i due anni successivi della mia squadra. Tutti i nostri trofei hanno un grande valore per me, ma sono affezionato anche all’ultimo, quello in Coppa Cev, vinta da un gruppo giovane che comprendeva giocatori di belle speranze come Giombini, Rosalba e Bovolenta».
Cosa si porta dentro di quegli anni?
«La fortuna di aver allenato grandi giocatori, fortissimi sia dentro, sia fuori dal campo. Ho imparato da loro parecchie cose, prima di tutto come si fa a vincere. Non dimentichiamo che c’era gente come Vullo, Kiraly e Timmons, che in carriera si era già tolta delle enormi soddisfazioni. Posso dire che da quella esperienza ho più ricevuto che dato, e quegli insegnamenti me li sono portati con me nelle avventure successive, con vittorie meno celebrate come in Grecia o in A2, ma che comunque per me rappresentano grandissimi traguardi».
Nato a Ravenna l’11 dicembre 1950, Daniele Ricci dopo una brillante carriera da giocatore (ruolo universale, 55 presenze in azzurro) esordisce in panchina nell’83 alla guida della Spem Faenza, in B1, per poi passare al Porto Ravenna, al cui timone resterà dall’84 al ’97. Dopo quattro stagioni in A2, nell’88 conquista la promozione in A1 e nel ’91 vince lo scudetto, la Coppa Italia e il Mondiale per Club con il Messaggero dei vari Vullo, Kiraly e Timmons. Negli anni seguenti nella bacheca del club giallorosso arrivano tre Coppe dei Campioni di fila (’92, ’93 e ’94), due Supercoppe Europee (’92 e ’93) e una Coppa Cev, nel ’97. Nel ’97 allena a Ferrara, nel ’98 a Macerata, nel ’99 a Forlì, sempre in A1, mentre nel 2000 “emigra” in Grecia, dove nel 2001 centra la doppietta Scudetto-Coppa nazionale alla guida dell’Olympiakos Pireo. Nel 2002 passa al Panathinaikos Atene, nel 2003 torna in Italia, a Vibo Valentia, che porta subito in A1, specializzandosi in promozioni, portando nella massima serie anche Milano (nel 2007) e Latina (nel 2009). Dopo le esperienze a Segrate, Sora e Corigliano in A2 passa al volley femminile nel 2015, allenando la Teodora Ravenna in B2. Dopo un paio di anni di stop, Ricci torna in Grecia.
Prorogata la durata dell’ordinanza entrata in vigore il 2 ottobre. Il divieto non si applica nelle aree di pertinenza degli esercizi pubblici di somministrazione bevande e delle attività artigianali del settore alimentare
Controlli della polizia municipale sotto i portici dei giardini Speyer
Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha prorogato fino al 30 giugno l’ordinanza antialcol e antivetro entrata in vigore il 2 ottobre scorso nella zona della stazione ferroviaria e la cui scadenza era stata inizialmente fissata per oggi, mercoledì 31 gennaio. Vietato bere alcol in qualsiasi contenitore e qualunque altra bevanda in contenitori di vetro o latta, per chi sgarra 200 euro di sanzione.
Queste le vie interessate (a questo link la mappa dettagliata scaricabile): Isola San Giovanni, giardini Speyer e aree limitrofe di piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci e le laterali via San Giovanni Bosco e parco Amadesi e via Monghini, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, via Alberoni (nel tratto compreso fra viale Pallavicini e via Candiano) e via Candiano, via di Roma (nel tratto compreso fra via Diaz e via Carducci), piazza Mameli, via Maroncelli (nel tratto compreso fra viale Farini e via Colonna).
Il divieto non si applica nelle aree di pertinenza degli esercizi pubblici di somministrazione bevande e delle attività artigianali del settore alimentare; per gli esercizi commerciali l’esenzione riguarderà solo gli operatori dotati di appositi spazi già autorizzati per essere destinati al consumo. Ai due divieti sono ammesse deroghe in concomitanza con particolari eventi di interesse per la cittadinanza, previa autorizzazione del sindaco, sentito il comando della polizia municipale.
La trasmissione dedicata alle eccellenze del territorio mostrerà coltivazioni, allevamenti, ambiente e cucina della provincia
Le telecamere di Linea Verde, programma televisivo di Rai Uno dedicato all’agricoltura e all’eccellenze agroalimentari, hanno fatto tappa in provincia di Ravenna: la puntata andrà in onda sabato 3 febbraio alle 12.20. I conduttori Chiara Giallonardo e Marcello Masi, con la partecipazione di Federica De Denaro, andranno alla scoperta delle valli da pesca del delta del Po’, delle cicogne bianche, di una stalla dove mucche producono un latte più digeribile ancora poco conosciuto in Italia, di coltivazioni di soia no ogm per la trasformazione in bevande, dei corsi di mosaico, dei locali storici della città per conoscere i prodotti tipici.
Tra i protagonisti della puntata ci sarà anche Unigrà, una delle realtà agroindustriali più importanti della Romagna. Il Gruppo, specializzato nella trasformazione di oli e grassi alimentari. Alla nuova linea sono state dedicate alcune riprese che la troupe del programma ha girato lo scorso 23 gennaio: dopo un’intervista ai tecnici che coltivano la soia OraSì, si è passati nello stabilimento di Conselice, all’interno del reparto di confezionamento Bevande OraSì, per un contributo di alcuni rappresentanti dell’azienda.
Il programma poi – insieme al geologo Laura Prometti, responsabile della comunicazione del Consorzio di bonifica della Romagna – ha approfondito la centralità della gestione della risorsa idrica come elemento essenziale per la vita e l’economia locale. Impianti idrovori, irrigazione per le eccellenze del made in Italy e lotta al progressivo fenomeno della subsidenza che erode la nostra fascia costiera, sono alcuni dei temi affrontati nella puntata.
Sarà protagonista anche il Caseificio Boschetto Vecchio di Conselice che alleva oltre 140 vacche da latte di razza Frisona, Simmental e Jersey, nutrite con foraggi come fieno, erba medica, mais insilato e cereali coltivati nei campi dell’azienda stessa tramite l’uso di tecnologie di lotta integrata e biologica. Circa 6mila quintali di latte mediamente prodotti all’anno, dei quali circa 5mila quintali vengono trasformati e circa mille quintali sono destinati alla Granarolo per l’alta qualità. L’azienda di Fucci è stata la prima azienda in Italia ad ottenere la certificazione nel 1991. Il caseificio nel 2018 compie 20 anni di attività.
La Cgil: «Caso emblematico. Cosa pensa di fare il Comune di Brisighella?»
Un lavoratore in nero su quattro e violazioni in materia di salute e sicurezza (per una multa complessiva di circa 10mila euro) in un cantiere pubblico di Marzeno, in cui il Comune di Brisighella ha appaltato la realizzazione di un plesso scolastico (primario e d’infanzia). Il cantiere è stato sospeso dai carabinieri che hanno effettuato il sopralluogo con l’Ispettorato del lavoro. Sono in corso verifiche sulle regolarità contributiva anche con riguardo ai versamenti della Cassa Edile.
Si tratta – secondo la Fillea Cgil di Ravenna –di un caso emblematico «per diversi motivi: perché oggi proprio negli appalti pubblici si verificano sempre più fenomeni di questo tipo (se questo succede nel pubblico, viene da chiedersi quale sia la situazione nel privato); perché a oggi non abbiamo riscontrato né una presa di posizione, né azioni per risolvere il problema da parte dell’amministrazione comunale coinvolta».
Il caso Marzeno – continua la nota del sindacato – «ci deve fare interrogare e da questa vicenda si deve ripartire per percorrere la strada del rilancio del settore con le nostre proposte già da tempo evidenziate. I dati del settore edile in provincia di Ravenna continuano a essere drammatici. La crisi del settore ha portato al calo del 60% degli addetti e alla scomparsa o al forte ridimensionamento delle più importanti realtà industriali e soprattutto cooperative. In questo contesto abbiamo evidenziato il rischio che si sta sempre più concretizzando anche nella nostra provincia: fenomeni di mancato rispetto delle norme contrattuali, abuso degli strumenti del lavoro precario, lavoro nero fino ad arrivare a vero proprio caporalato, con sfruttamento dei lavoratori e infiltrazioni di tipo malavitoso. Il settore purtroppo si presta a questi fenomeni di illegalità, soprattutto nei momenti di crisi con una forte competizione tra le aziende e tra i lavoratori in cerca di lavoro che subiscono queste condizioni in modo coercitivo e ricattatorio. Abbiamo anche segnalato quali strade è necessario percorrere per uscire dalla crisi e dare soluzioni positive a tutta l’economia per uno sviluppo sostenibile: investimenti in rigenerazione urbana con una forte attenzione alla valorizzazione dell’esistente e la riqualificazione dal punto di vista energetico e ambientale, infrastrutture, politiche per consumo zero del suolo, messa in sicurezza dal rischio sismico e rischio idrogeologico. Tutte queste politiche richiedono grandi investimenti che devono partire dal pubblico, dove sono fondamentali le regole e i criteri per l’assegnazione degli appalti pubblici.
Per tutte queste ragioni riteniamo che non servano aziende edili che finiscano i lavori in tempo in deroga alle norme sulla salute e sicurezza, al pagamento dei lavoratori e alle leggi. Servono aziende serie che valorizzano il lavoro e intraprendono la sfida della competizione con l’innovazione del processo e la qualificazione del proprio personale. Se oggi sta succedendo il contrario, e questo succede nel rispetto del nuovo codice degli appalti, evidentemente qualcosa deve essere rivisto o meglio precisato».
A novembre il Comune di Ravenna ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali le “Linee di intesa su appalti e legalità”, «un primo passo – termina la nota della Cgil – tutto da costruire nel percorso per andare in questa direzione; è necessario percorrere questa strada da subito ed estendere a tutti i Comuni della nostra provincia questa pratica, oltre ad una forte azione di controllo e contrasto di questi fenomeni».
A Piangipane e Fruges. Ricerche estese anche alle province di Bologna e Ferrara
Colpo notturno in un’abitazione di via Canala, a Piangipane, dove malviventi – forse in cerca di gioielli – hanno sradicato e portato via un armadio blindato. Al suo interno c’erano, tra le altre cose, cinque fucili da caccia, che sono però stati recuperati il giorno dopo dai carabinieri. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra lunedì e martedì e la notizia è riportata sul Resto del Carlino Ravenna in edicola oggi, mercoledì 31 gennaio.
E sempre il Carlino riporta anche un furto simile in un’abitazione di Fruges, nel Lughese. In questo caso il colpo è stato messo a segno nella prima serata di domenica e i ladri hanno forzato la cassaforte trovando gioielli in oro e anche due revolver e una pistola (senza munizioni), tutte regolarmente detenute. Sul posto è intervenuta la Polizia Scientifica per i rilievi e ricerche sono in corso anche nelle province di Bologna e Ferrara
Il Nidil Cgil Ravenna organizza oggi, mercoledì 31 gennaio, alle 18 alla libreria Feltrinelli di Ravenna la presentazione del libro “Non è lavoro, è sfruttamento” di Marta Fana. Sarà presente l’autrice – ricercatrice in Economia all’istituto di studi politici di Sciences Po a Parigi – che dialogherà con Federica Angelini, giornalista di R&D, e Ada Assirelli, segretaria generale Nidil Cgil Ravenna.
Il libro affronta la situazione in Italia sul fronte dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. «Giovani e meno giovani costretti a lavorare gratis, uomini e donne assuefatti alla logica della promessa di un lavoro pagato domani, lavoratori a 3 euro l’ora nel pubblico e nel privato – si legge nella presentazione del libro -: questa è la modernità che paga a cottimo. Sottoccupazione da un lato e ritmi di lavoro mortali dall’altro. Diritti negati dentro e fuori le aziende per quanti non vogliono cedere al ricatto. Storie di ordinario sfruttamento, legalizzato da vent’anni di flessibilizzazione del mercato del lavoro. Malgrado la retorica della flessibilità espansiva e del merito come ingredienti indispensabili alla crescita sia stata smentita dai fatti, il potere politico ha avallato le richieste delle imprese. Il risultato è stato una cornice legislativa e istituzionale che ha prodotto uno sfaldamento del mondo del lavoro: facchini, commesse, lavoratori dei call center, addetti alle pulizie in appalto procedono in ordine sparso, non sentono più di appartenere alla medesima comunità di destino. Le inchieste di Marta Fana sul Jobs Act e la sua lettera al ministro Poletti, condivise da migliaia e migliaia di lettori, hanno portato alla luce la condizione del lavoro in Italia, imponendola all’attenzione pubblica come voce di un’intera generazione».
Il capogruppo di Forza Italia accusato di aver rimosso lo stendardo, ma era solo una foto del messo comunale…
Lo striscione riappeso nella mattina del 31 gennaio
Alla fine lo striscione giallo “Verità per Giulio Regeni” campeggerà sul terrazzo di Palazzo Merlato per una settima in più rispetto a quanto inizialmente concordato dall’amministrazione con Amnesty International in occasione della manifestazione a due anni dalla morte del ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto in una vicenda mai del tutto chiarita in particolare per le omissioni del governo egiziano.
Tutto “merito” o “colpa” di un provocatorio status su Facebook del consigliere di Forza Italia Alberto Ancarani che nella serata di ieri aveva celebrato la rimozione dello striscione da parte del messo comunale (come appunto già concordato) facendo pensare a qualcuno che stesse rivendicando il gesto. Apriti cielo. Prima Giovanni Paglia di Leu, poi addirittura Nicola Fratoianni, leader nazionale di Sinistra Italiana, e molte voci locali, tra cui quelle del disegnatore e attivista Gianluca Costantini si sono sollevate per condannare il gesto. Un gesto che in realtà, appunto, non c’era nemmeno stato. Ma il messaggio di Ancarani, che era stato preceduto nel pomeriggio da un altro status di insofferenza verso lo striscione in piazza, intanto è passato ed è stato amplificato. Tanto da indurre il sindaco Michele de Pascale ad annunciare appunto che lo striscione sarebbe stato esposto una settimana in più del previsto a partire da questa mattina stessa. «Domani mattina alle 8 meno un quarto rimetteremo lo striscione – aveva scritto ieri il sindaco – e rimarrà per un’altra settimana al fine di evitare qualunque strumentalizzazione e confermare l’attenzione e la sensibilità del Comune e della comunità ravennate rispetto a questa tragica vicenda e a tutte le cause di civiltà e giustizia vicine e lontane», ha scritto commentando lo status di Giovanni Paglia e incassando il ringraziamento anche dei suoi avversari di sinistra. Difficile a questo punto dire esattamente chi abbia ottenuto l’effetto sperato alla fine di questa vicenda nata ed esplosa sui social…
Il commento di Giovanni Paglia, parlamentare e candidato per Leu, al provocatorio status di Ancarani
Volley / Convincente vittoria in Repubblica Ceca per i ravennati, che superano anche gli ottavi della competizione europea. Soli: «Prova positiva in vista dei prossimi impegni»
L’esultanza dei giocatori della Bunge, tutti assieme al fratello di Paul Buchegger al termine della partita
Nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Challenge Cup, disputata in Repubblica Ceca, la Bunge piega in tre set l’ostico Volejbal Brno al termine di un match molto combattuto e si qualifica ai quarti, dove affronterà la vincente della sfida di domani a Lisbona tra Benfica e Steaua Bucarest (favoriti i portoghesi, che hanno vinto 3-2 in Romania il match di andata). A spianare la strada a Orduna e compagni è in particolare la seconda frazione, dove hanno annullato due set point ai cechi, mentre i ravennati sono riusciti a sorpassare gli avversari ai vantaggi. Una volta messa in ghiaccio la qualificazione, la squadra di Soli chiude l’incontro al terzo parziale, trovando anche il prezioso contributo del resto della rosa. La gara di andata dei quarti di finale si disputerà al Pala De André tra il 13 e il 15 febbraio, quella di ritorno tra il 27 febbraio e il 1° marzo.
Sestetti iniziali Il tecnico Ondrej Marek schiera il suo Brno con la diagonale formata dal regista Boula e l’opposto di scorta Rimal (Okosanovic in panchina), le bande Hrazdira e Handlir e al centro il colombiano Mendoza e Klapal (libero Weber). Il coach della Bunge Fabio Soli risponde con Orduna al palleggio, Buchegger opposto, Marechal e Poglajen schiacciatori, Vitelli e Diamantini centrali e Goi in seconda linea.
Primo set Poglajen e Diamantini firmano il primo break della partita (1-6), con Brno che reagisce e pareggia subito il conto (8-8), per poi passare in vantaggio con Rimal: 11-10. Buchegger e ancora Poglajen sono protagonisti, per il +4 dei ravennati (12-16), che però vengono di nuovo avvicinati dai cechi: 17-18. L’opposto austriaco realizza due punti di fila (17-20), dando la spinta alla Bunge, che con Marechal si porta sul 19-24. Hrazdira e Handlir suonano la carica ai padroni di casa, che annullano ben quattro set point, ma sul quinto è Hrazdira a tirare fuori: 23-25.
Secondo set Parte fortissimo il Brno con Rimal (4-0), a cui risponde Buchegger (8-7), mentre Diamantini riporta l’equilibrio in campo: 12-12. Handlir manda a +3 la formazione ceca (15-12), che si invola sul 21-17 grazie a Prazak. È ancora Diamantini a dimezzare il gap (22-20), mentre l’errore di Mendoza regala il pareggio: 23-23. Buchegger annulla il primo set ball agli avversari (24-24) e sul secondo Mendoza sbaglia la battuta: 25-25. Marechal realizza il break del sorpasso e alla terza occasione è l’attacco sballato di Handlir a far esultare i ravennati: 27-29.
Terzo set Messa al sicuro la qualificazione, Soli continua con la formazione titolare, ma l’orgoglioso Brno non molla e va sul +3: 6-3. Mendoza allontana in modo ulteriore i cechi (10-6) e il coach Soli inserisce in campo forze fresche: uno dopo l’altro, entrano Raffaelli per Marechal, Pistolesi per Orduna e Gutierrez per Poglajen. Questi cambi portano una bella carica alla Bunge, che va in corsia di sorpasso con Diamantini e Buchegger: 12-13. Segue una fase di equilibrio, spezzata dai tre punti di fila di Buchegger, che spingono i ravennati sul 21-23. L’austriaco mantiene le distanze (22-24) e al secondo match point è Raffaelli a mettere a terra la palla: 23-25.
Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Come avevamo previsto alla vigilia, i nostri avversari hanno giocato molto meglio rispetto alla gara di andata. Hanno forzato di più, trovando una maggiore continuità al servizio, rendendoci la vita difficile. Si è trattata di una buona partita per noi, per due motivi. Il primo è che abbiamo disputato una prova positiva, centrando la qualificazione. Il secondo è che siamo riusciti a disputare una gara di sacrificio, una cosa molto utile per noi in vista dei prossimi impegni. Anche nel terzo set, a qualificazione raggiunta, ho visto buone cose anche da chi è entrato in corsa, dando il proprio contributo nel chiudere in fretta il match».
All’uninominale Samantha Gardin e Massimiliano Alberghini corrono anche per gli azzurri. Per Fratelli d’Italia c’è Marta Farolfi
Unica rappresentante della provincia di Ravenna tra i candidati al plurinominale di Forza Italia in Emilia-Romagna è la lughese Donatella Donati, consigliera comunale nella città di Baracca. Si trova al secondo posto nelle liste delal Camera.
Nel dettaglio, il Senato il partito ha candidato Anna Maria Bernini, Luigi Amicone, Cristina Coletti e Fabrizio Ragni. Alla Camera gli elettori forzisti troveranno Galeazzo Bignami, Donatella Donati, Enrico Sirotti Gaudenzi e Loretta Scaroni.
All’uninominale di Ravenna i candidati sono quelli già annunciati ieri: Samantha Gardin e Massimiliano Alberghini saranno i rappresentanti non solo della Lega ma anche di Forza Italia perché i due partiti sono in coalizione. Alberto Ancarani incassa la soddisfazione di vedere Massimo Palmizio, coordinatore regionale del partito e rivale politico del corsista ravennati, fuori dalla corsa elettorale.
Arrivano anche le liste di Fratelli d’Italia. Daniela Santanché è capolista a Ravenna in Senato mentre alla Camera è Ylenia Lucaselli.. La provincia di Ravenna è anch’essa rappresentata grazie alla candidatura, sempre alla Camera, di Marta Farolfi, imprenditrice agricola di Brisighella, già consigliere provinciale per 15 anni ed attualmente consigliere comunale nella sua città.