lunedì
27 Aprile 2026

Quasi seicento persone hanno chiesto il Reddito di solidarietà in due mesi a Ravenna

In regione i beneficiari sono al 70 percento italiani e famiglie spesso prive di minori. Ecco tutti i dati elaborati dall’Università

Foto Conferenza Stampa Res
La presentazione alla stampa dei dati sul Reddito di Solidarietà

Sono 1.700 le richieste già accolte per ottenere il cosiddetto Reddito di solidarietà sulle 6mila complessive registrate in Emilia-Romagna, di cui 573 pervenute ai Servizi Sociali in provincia di Ravenna. Le richieste restanti sono in corso di valutazione ma – scrivono dalla Regione – con buone possibilità di risultare idonee, visto che le respinte finora non sono andate oltre il 15 percento. E si prosegue – a livello regionale – con una media di 800 domande alla settimana. Una misura al momento diretta soprattutto ai cittadini italiani – il 70 percento dei beneficiari, rispetto al 30 distribuito fra residenti comunitari e extracomunitari – ma anche uno strumento in grado di far emergere aree di povertà ancora poco conosciute, come quella delle famiglie spesso prive di minori e composte da uno o due adulti, con almeno uno che lavora in maniera precaria o mal pagata.

É quanto emerge dall’elaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha esaminato il periodo d’avvio del Res, 18 settembre-28 novembre, prendendo in considerazione le domande ricevute dai servizi sociali dei Comuni e l’esito dei controlli effettuati dall’Inps, a cui spetta l’ultima parola per l’assegnazione del sussidio. Da qui i dati e il profilo di chi ha richiesto il Res, la misura voluta dalla Regione e varata con l’approvazione della legge regionale sulle “Misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito” (da un minimo di 80 euro fino a un massimo di 400 euro al mese per i nuclei familiari composti da 5 o più membri e con un Isee inferiore ai 3 mila euro).

I numeri. Chi richiede il Res
In Emilia-Romagna, nei primi due mesi si sono registrate 6.059 domande per ottenere il Reddito di solidarietà. Partito a metà settembre, quasi 2.000 richieste hanno già ottenuto il via libera dall’Inps, che ne ha giudicate 1.692 idonee al finanziamento del Res e 225 al Sia (Sostegno all’inclusione attiva), la misura nazionale riservata a nuclei familiari con minori. Sulle restanti 4.000 domande sono tuttora in corso i controlli. In sostanza, senza il Reddito di solidarietà voluto dalla Regione sarebbero state poco più di un decimo le persone ad aver avuto un sostegno contro la povertà.
I richiedenti si dividono pressoché alla pari fra uomini (50,6%) e donne (49,4%), persone con più di 45 anni (65,7%) e nella gran parte dei casi (69%) senza minori a carico. E’ la fotografia di chi è stato ammesso al Res, persone che vivono in situazione di grave povertà, che faticano ad arrivare a fine mese, spesso con in comune il dramma della disoccupazione.
A livello territoriale, le richieste arrivate ai Servizi sociali sono state: 1.556 per la provincia di Bologna, 912 a Modena, 591 a Rimini, 573 a Ravenna, 571 a Reggio Emilia, 514 a Ferrara, 497 a Parma, 477 a Forlì-Cesena e 368 a Piacenza.

Le caratteristiche dei nuclei familiari ammessi
Circa la metà dei nuclei familiari finora ammessi al Reddito di solidarietà è composta da una sola persona e oltre i due terzi (69%) non ha minori a carico. Il 14,2% ha un minore, l’11,9% due, e solo l’1,1% ha più di quattro figli. Per quanto riguarda l’età, un terzo delle famiglie ha un richiedente con almeno 56 anni e circa il 60% con più di 45 anni. Sono le donne a chiedere più frequentemente (68,4%) i contributi previsti dalla misura nazionale (Sia) riservata a nuclei con minori, mentre per il Res le domande vengono presentate da uomini (50,6%) e donne (49,4%) in percentuali simili. Infine, a beneficiare di entrambi i contributi sono famiglie in cui almeno un componente lavora (61,5%), anche se in modo precario o poco pagato. Il Res sembra quindi in grado di raggiungere anche molti ‘working poor’, cioè persone povere malgrado vivano in famiglie in cui sono presenti redditi da lavoro.

La povertà in Emilia-Romagna
Al di sotto della media nazionale, anche per la tenuta complessiva e la ripresa produttiva e occupazionale degli ultimi anni, in Emilia-Romagna il tasso di povertà relativa è comunque passato negli anni della crisi economica dal 2,2% del 2009 al 4,5% del 2016. Secondo i calcoli del Servizio statistico della Regione, si tratta di circa 200mila persone che hanno difficoltà a procurarsi beni e servizi. Sono invece 65mila le famiglie (3,3% in Emilia-Romagna, 6% in Italia) al di sotto della soglia di povertà assoluta, ovvero che non hanno reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali: per lo più persone sotto i 35 anni o tra i 35 e i 49 anni con minori a carico.
A questo si somma il dato dell’emarginazione adulta che, secondo le stime dell’Istat rielaborate dall’Università di Modena e Reggio Emilia, riguarda oltre 4.000 senza fissa dimora.

A chi si rivolge il Reddito di solidarietà e come funziona
Destinatari della misura sono i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 3 mila euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi.
Oltre alla componente economica mensile, che oscilla tra gli 80 euro per le persone sole e i 400 per le famiglie, il Reddito di solidarietà si concentra sull’inserimento sociale e lavorativo delle persone che lo chiedono; prevede infatti progetti personalizzati di attivazione e inclusione sociale e lavorativa, predisposti con la regia dei Servizi sociali e finalizzati all’affrancamento dalla condizione di povertà. Il Reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne fare nuovamente richiesta, devono passare almeno 6 mesi.

Fece irruzione con l’auto al comando dei carabinieri, non andrà a processo

Il 47enne urlava di avere con sé una bomba. Giudicato incapace di intendere non è imputabile

Tribunale GenericoAl gip che gli chiedeva come mai il 25 marzo scorso entrò con la sua utilitaria fosse entrato nel cortile dell’Arma dei carabinieri urlando di avere una bomba lui rispose che a suggerirglielo erano state «le voci». Un primo indizio di un’incapacità di intendere e di volere confermata dal perito incaricato dal giudice. All’epoca, ha certificato l’esperto, l’uomo – un 47enne palermitano – non era in grado di intendere e di volere. Di conseguenza non è imputabile in un processo penale. A riportare la notizia oggi sono il Resto del Carlino e il Corriere di Romagna. 

Finisce così nel nulla giudiziario una vicenda che fece molto scalpore. L’uomo era in auto con l’anziano padre, era partito dal Friuli a bordo di una Seicento. L’intenzione era arrivare a Genova per poi far rotta in traghetto verso la Sicilia quando, arrivato a Modena, ha invertito la marcia e si è diretto verso la Romagna dove peraltro era stato poche ore prima, a casa di alcuni parenti a Punta Marina.

Era convinto di avere una bomba in macchina e che qualcuno lo stesse ascoltando. L’intenzione era quella di farsi arrestare. Ci è riuscito. Per il processo, invece, nulla da fare. L’uomo nel frattempo ha ripreso le cure ed è giudicato in grado di controllarsi. Revocato anche l’obbligo di dimora.

Sorpreso due volte ubriaco e giudicato pericoloso: primo “daspo urbano” del questore

Destinatario di un provvedimento un uomo di 46 anni che per sei mesi non potrà accedere in zona stazione

Il questore della Provincia di Ravenna, ha emesso il primo “daspo urbano” di Ravenna. Si tratta di una misura da poco introdotta che sancisce, per un periodo da sei mesi a due anni, un vero e proprio «divieto di accesso» nel luogo in cui avvengono comportamenti e atti contrari alla pubblica decenza o nei confronti di chi esercita abusivamente l’attività di commerciante o di posteggiatore.

In questo caso la zona è quella della stazione ferroviaria dove un 46enne di origine marocchina è stato sorpreso prima a urinare contro il muro, di fronte agli agenti della Municipale che lo stavano per controllare in quanto ubriaco, poi di nuovo in stato di ubriachezza, a settembre. L’uomo è risultato inoltre un soggetto pericoloso alla luce dei suoi precedenti penali (reati contro il patrimonio, in materia di stupefacenti ed altro) e per le frequentazioni con soggetti noti alle forze dell’ordine. Per sei mesi non potrà accedere alle zone antistanti alla stazione.

 

Cos’è il daspo urbano Il Decreto Legge n.14 del 20 febbraio 2017 convertito nella legge n.14/2017 ha introdotto questa nuova “misura di prevenzione”, in base alla quale il Questore può disporre, per un periodo da 6 mesi a due anni, un vero e proprio “divieto di accesso” nelle aree relative alle infrastrutture del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano nei confronti di coloro che impediscono “la libera accessibilità o la fruizione” di dette aree, che ne violano i regolamenti interni o che vengono trovati in stato di ubriachezza, che compiono atti contrari alla pubblica decenza o esercitano abusivamente l’attività di commerciante o di posteggiatore.

 

Autocisterna in avaria, chiusa la Statale Romea, viabilità deviata

Sono al momento in corso in piena sicurezza le operazioni di travaso del materiale combustibile in un altro mezzo

RAVENNA 20/12/2017. STATALE ROMEA CHIUSA AL TRAFFICO A CAUSA DELLA PERDITA DI BENZINA DA UNA AUTOCISTERNA

Anas comunica che la strada statale 309 “Romea” è provvisoriamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni, al km 12,400, nel comune di Ravenna. Il traffico è deviato sulla viabilità locale. Il provvedimento si è reso necessario a causa di un’autocisterna in avaria che trasportava carburante. Sono al momento in corso in piena sicurezza le operazioni di travaso del materiale combustibile in un altro mezzo.

Per garantire la sicurezza degli automobilisti, la strada è temporaneamente chiusa fino alla conclusione delle operazioni. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco e Anas e la polizia stanno coordinando la gestione della viabilità e dell’evento. Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it.

Il sindaco regala due biglietti per la mostra del Mar ai dipendenti del Comune

L’esposizione sulla scultura in mosaico chiuderà i battenti il 7 gennaio: durante le feste i lavoratori del Municipio potranno visitarla gratis

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Il Mar – Museo d’arte della città di Ravenna

Se i lavoratori della regina Elisabetta si sono trovati nella cesta un panettone, quelli del Comune di Ravenna possono contare su un omaggio meno dispendioso per le casse pubbliche ma più artistico. Infatti i dipendenti comunali hanno trovato nella loro casella di posta elettronica due ingressi omaggio da parte del sindaco di Ravenna Michele De Pascale. La mostra è alle sue battute finale (chiuderà il 7 gennaio prossimo) e si intitola Montezuma Fontana Mirko. La scultura in mosaico dalle origini ad oggi.

Va detto che non è la prima volta che viene regalato un ingresso ai dipendenti comunali: durante la Festa della donna ad esempio, le lavoratrici di Palazzo Merlato negli anni passati hanno potuto beneficiare di un ingresso omaggio per tutto il mese di marzo alla mostra annuale. Sotto l’albero di Natale il Comune è stato in questa occasione generoso anche con gli uomini.

Al momento dell’arrivo il dipendente comunale deve presentare il badge oppure l’invito presentato dal sindaco De Pascale che coglie l’occasione, alla fine della mail, per fare gli auguri di buone feste alla famiglia dei circa 1.100 dipendenti del Comune di Ravenna.

Sullo scuolabus del Comune salgono gli accompagnatori anti bulli

Tra le linee guida della nuova gara quinquennale da 10 milioni di euro del Comune per elementari e medie viene inserito un servizio di accompagnamento. Sono coinvolti 650 studenti di 19 scuole

Sulle linee del trasporto scolastico fornito dal Comune di Ravenna, agli alunni delle scuole elementari e medie dove non è presente il trasporto pubblico locale, entrerà in funzione un servizio di accompagnamento che si occuperà anche di contrastare il bullismo. È una delle principali novità della gara da dieci milioni di euro che affiderà per il servizio per cinque anni. Nella seduta di ieri 19 dicembre il consiglio comunale ha approvato le linee guida con sedici voti favorevoli (Pd, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna, Pri e Ravenna in comune), tre voti contrari (Lega Nord) e quattro astenuti (Lista per Ravenna e Cambierà). Nell’anno scolastico in corso riguarda 19 scuole, 650 studenti, per un totale di 72 linee e oltre 216mila chilometri percorsi.

«La novità più importante – si legge nella nota di Palazzo Merlato –, per favorire l’autonomia, l’inclusione e le relazioni positive, sarà l’attivazione di un servizio di accompagnamento, assistenza e vigilanza degli alunni, finalizzato ad agevolare l’uso del servizio da parte degli studenti diversamente abili, ma comunque dotati della necessaria autonomia adeguatamente documentata. Una presenza che tutelerà la sicurezza degli studenti sui mezzi, prevenendo comportamenti inadeguati e fenomeni di bullismo, nonché ad assisterli nella salita e nella discesa ed eventualmente nel tragitto dalla fermata all’ingresso della scuola e viceversa».

Un altro elemento di novità è la modalità di espletamento della gara che sarà effettuata tramite Intercent-Er, la centrale per l’acquisto di beni e servizi della Regione Emilia-Romagna. Intercent-ER prossimamente svolgerà una apposita gara per il trasporto scolastico, previa costituzione di uno speciale gruppo di lavoro regionale, al quale parteciperà il Comune di Ravenna, con il compito di definire i contenuti salienti del capitolato di gara. Seguirà la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la stipula della convenzione per l’affidamento del servizio con il quale il Comune incarica Intercent-ER dello svolgimento della gara. Il protocollo prevederà elementi di personalizzazione del servizio».

L’aggiudicazione dell’appalto avverrà mediante procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e che il contratto avrà una durata di cinque anni, dall’1 settembre 2018 fino al 30 giugno 2023, prorogabili per un massimo di tre anni. L’impegno economico sarà di 10 milioni e mezzo di euro per cinque anni, circa 2 milioni per ogni anno. Sarà possibile variare la domanda del servizio per quanto riguarda le linee in caso di variazioni nel numero degli utenti.

Dopo più di vent’anni la Bunge riporta l’Europa al “De André”. Spazio a Gutierrez

Volley Superlega / Domani, giovedì 21 dicembre, alle ore 19.30 i ravennati affrontano in casa i danesi del Gentofte nella partita di ritorno dei sedicesimi di finale di Challenge Cup. Soli: «L’obiettivo è quello di scendere in campo per chiudere il più fretta possibile il discorso qualificazione»

Time Out A Gentofte
Il tecnico Fabio Soli e i giocatori durante un time out

Dopo più di vent’anni una formazione ravennate torna a giocare al Pala De André nel match di una coppa europea. Domani, alle ore 19.30 (arbitrano il cipriota Christos Maifoshis e il turco Deniz Demir), la Bunge affronta nel ritorno dei sedicesimi di finale i danesi del Gentofte, con il vento in poppa grazie al successo in tre set dell’andata. Ai ravennati basta vincere due frazioni per superare il turno, mentre in caso di sconfitta 3-0 o 3-1 si andrà al golden set: la squadra che si qualificherà affronterà la vincente della sfida tra i cechi del Volejbal Brno (vittoriosi 3-0 due settimane fa) e gli ucraini del Lokomotiv Kharkiv.

L’ultimo match in una competizione continentale disputato a Ravenna (tre stagioni fa la Cmc ha giocato le partite a Forlì, arrivando in semifinale) è infatti datato 6 febbraio 1997, quando nell’andata dei quarti di Coppa Cev l’allora Porto Area di Daniele Ricci – con in campo tra gli altri Rosalba, Bovolenta, Chambertin e Goriuchev – superò in quattro set i portoghesi dello Sporting Espinho. Quasi un mese dopo, il 2 marzo 1997 a Ginevra, i giallorossi avrebbero poi sollevato al cielo il trofeo, battendo in finale il Netas Istanbul.

Tornando a oggi, c’è qualche dubbio per la formazione della Bunge che sfiderà i biancoblù nordici. Fuori causa Mazzone, in ripresa ma ancora non al meglio Marechal, a complicare il lavoro del coach Soli ci sono anche le condizioni non ottimali di Raffaelli, in forte dubbio per domani. In caso di necessità, scenderà in campo in posto 4 il cubano Gutierrez. «Siamo contenti di disputare questa partita – spiega il tecnico Fabio Soli – perché ci dà l’opportunità, oltre a partecipare a una competizione a cui teniamo tantissimo, di affrontare un valido avversario in un periodo in cui in allenamento abbiamo delle difficoltà a causa delle defezioni. Noi dobbiamo fare di necessità virtù, con l’obiettivo di scendere in campo per chiudere il più fretta possibile il discorso qualificazione. A quel punto vedremo se utilizzare anche chi finora ha giocato di meno e che meriterebbe un po’ di spazio per il lavoro svolto in palestra. Per quanto riguarda Gutierrez, il ragazzo si sta impegnando tantissimo in allenamento in un ruolo non suo, quello di schiacciatore-ricevitore. A Monza, per esempio, ha fatto il suo, giocando bene in seconda linea, senza subire ace».

Gli avversari Il sestetto titolare del Gentofte del tecnico serbo Denis Janka di solito è composto dal palleggiatore Sebastian Mikelsons, dall’opposto Bonnesen, dai centrali Gade e Rasmus Mikelsons, dagli schiacciatori Mollgard e Hartmann, tutti danesi, e dal libero italiano Fabio Moret, classe ’91 originario di Vittorio Veneto. In panchina sono a disposizione il centrale Dahl, la banda Kjaer, l’opposto polacco Dziwierek, il libero Frederik Mikelsons e il diciottenne regista Jensen.

Biglietteria Questi i prezzi dei biglietti della gara tra Bunge e Gentofte: Tribuna Vip 20 euro (no ridotti); Distinti 15 euro (ridotto 12 euro); Gradinata 12 euro (ridotto 10 euro). Le riduzioni sono applicabili ai tesserati Ravenna Volley Supporters, ai nati fino al 2004 incluso (fino a sei anni ingresso gratuito senza posto assegnato), agli Over 65, agli accompagnatori di possessori di carta bianca. L’apertura della biglietteria è in programma alle ore 18, quella dei cancelli alle 18.30.

VOLLEY PALLAVOLO. CENA NATALE BUNGE PORTO ROBUR COSTA
Il gruppo dei premiati della Festa di Natale assieme ai giocatori della Bunge

Festa di Natale E’ finita con le immancabili fotografie, con i ragazzi del vivaio attorno ai giocatori della Bunge, la tradizionale Festa di Natale del Porto Robur Costa, tenuta ieri sera nella bella cornice dell’Hotel Mattei di Ravenna. Nelle sale allestite erano presenti oltre 340 persone, tra cui i rappresentanti degli sponsor, i dirigenti, i collaboratori e i volontari che a tutti i livelli sostengono l’attività della società. Alla festa, giunta alla sua quattordicesima edizione, era presente anche l’assessore comunale allo Sport Roberto Fagnani, che ha illustrato anche le tappe del progetto che porterà alla costruzione di un palazzetto dello sport nella zona del Pala De André. Nel corso della serata sono stati premiati con la tradizionale “stella” d’argento i giocatori e dirigenti della Marcegaglia Robur Costa, che conquistò la promozione in A1 nella stagione 2010-11, e del Porto Donati, che compì il salto dalla B1 alla A2 nell’annata 2012-13. Erano presenti, tra gli altri, i tecnici Antonio Babini e Stefano Pascucci, i giocatori Stefano Moro, Matteo Tabanelli, Lorenzo Rambelli, Luca Sirri, Cristian Monti, Ivan Gherardi (unico protagonista in entrambe le promozioni), Alessandro Bartoli e Andrea Cerquetti, e numerosi componenti degli staff dirigenziali e tecnici, come Davide Baccoli, Daniele Ercolessi, Massimo Melandri, Corrado Scozzoli, Flavio Tiene e Paolo Badiali.

Denunciati 5 giovani: sono sospettati per le spaccate della banda del tombino

L’ipotesi è che si tratti di una sorta di cooperativa del furto nata tra i frequentatori di piazza San Francesco senza un capo

SpaccataI carabinieri hanno denunciato cinque giovani domiciliati a Ravenna, tra 18 e 25 anni di varie nazionalità, che potrebbero essere alcuni dei componenti della cosiddetta banda del tombino: nelle notti delle ultime settimane diversi negozi e attività commerciali sono state assaltate utilizzando tombini presi dalla strada per sfondare le vetrate e introdursi nei locali. Nelle loro case sono stati trovati oggetti di provenienza illecita riconducibili proprio a quanto asportato dai negozi. Sono in corso accertamenti per individuare eventuali altri membri del gruppo che pare non avesse un capo ma fosse una sorta di cooperativa del furto nata tra giovani frequentanti la zona di piazza San Francesco.

Seguiranno ulteriori informazioni.

A Marina di Ravenna si corre tra pineta e spiaggia vestiti da renna o Babbo Natale

Il 26 dicembre, con tanto di villaggio a tema al porto turistico Marinara

Run For Christmas

Arriva a Marina di Ravenna un nuovo evento natalizio. Il 26 dicembre l’appuntamento è infatti con la quarta tappa del tour nazionale Run for Christmas, passeggiata natalizia e corsa non competitiva di 5km in cui si partecipa travestiti a tema natalizio.

Per l’occasione sarà allestito un Christmas Village, aperto dalle 11 del mattino al Porto Turistico di Marinara in Piazza Dora Markus, con intrattenimento e musica. Le iscrizioni resteranno aperte fino a pochi minuti dalla partenza, fissata alle 15, sempre da piazza Dora Markus.

Inclusa nell’iscrizione, viene data la possibilità ai partecipanti di scegliere il travestimento preferito. Quattro le alternative: Babbo Natale, Elfo, Renna o Befana. A ogni personaggio corrisponde una maglietta ed un cappellino a tema.

Il percorso si snoderà tra pineta e spiaggia e porterà i partecipanti ad attraversare gli Special Point (4 totali), ognuno dedicato ad un personaggio: Snow Point (fantastica “neve” con cui cospargersi), Gourmet Point (prelibatezze degli Elfi), Thirsty Point (il nettare delle Renne), Sweet Point (gommose gioie di cui vanno pazze le Befane). Tagliato il traguardo, si farà festa nel cuore del Christmas Village.

Iscrizioni aperte online, sul sito della manifestazione (www.runforchristmas.com), e presso il negozio Meno4aranta (Piazza Dora Markus 11/M) fino a Sabato 24 dicembre. Il giorno dell’evento solo al Christmas Village. Le quote d’iscrizione sono differenti per “Babbi Natale e Befane” (10 euro), “Elfi e Renne” (12 euro) e “Partecipazione senza kit” (8). Il giorno dell’evento sarà effettuata una maggiorazione di 2 euro.

Allerta meteo a Ravenna: in arrivo ghiaccio e pioggia che gela

A preoccupare sono in particolare le gelate mattutine sul reticolo stradale secondario

GhiaccioDalla mezzanotte di oggi, mercoledì 20 dicembre, alla mezzanotte di domani, giovedì 21 dicembre, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 142, per ghiaccio/pioggia che gela, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.

Dal Comune raccomandano di mettere in atto “le opportune misure di autoprotezione fra le quali, in questo caso, prestare la massima attenzione alla guida e alla segnaletica stradale nonché accertarsi dell’adeguatezza delle dotazioni del proprio veicolo”.

L’allerta coinvolge tutta la provincia di Ravenna dove sono previste – per la giornata di domani, 21 dicembre – gelate mattutine, in particolare sul reticolo stradale secondario.

Il Comune di Ravenna ricorda inoltre che dall’1 novembre è attivo il cosiddetto piano ghiaccio/neve: l’insieme delle azioni, dei mezzi organizzati e dei comportamenti, anche in capo ai cittadini, previsti dal Comune di Ravenna in caso di eventi nevosi e per prevenire la formazione di ghiaccio che rientra nell’ambito delle attività svolte dalla società consortile Sistema 3 quale impresa esecutrice del contratto di global service manutentivo della rete stradale.
Per tutti i dettagli http://bit.ly/piano-ghiaccio-neve

 

Approvata la nuova legge urbanistica regionale: «Stop al consumo di suolo»

Scopo è abbattere del 60 percento le attuali previsioni, passando da 250 kmq di espansione a un massimo di 70. In arrivo 30 milioni a fondo perduto per la rigenerazione urbana

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L’approvazione della legge urbanistica in Regione

Dopo un lungo confronto con gli enti locali, le categorie economiche, gli ordini professionali e i sindacati, l’ Emilia-Romagna ha una nuova legge urbanistica. Il provvedimento è stato approvato ieri (martedì 19 dicembre) in Assemblea legislativa, a Bologna.

Tutela del territorio, rispetto per l’ambiente, crescita intelligente, attenzione alla legalità. Sono – si legge in una nota inviata ai giornali dalla Regione – i punti centrali della legge (“Disposizioni regionali sulla tutela e l’uso del territorio”), che sarà operativa dal 1 gennaio 2018.

«Oggi è una giornata importante per l’Emilia-Romagna – ha dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Decidiamo di invertire la tendenza e di frenare il consumo di suolo, scegliendo un modello di sviluppo sostenibile. Ci arriviamo dopo una discussione vera, ampia e partecipata fatta nei territori. Vogliamo portare avanti un’idea di uso intelligente del suolo e il tetto che abbiamo previsto del 3 percento quale percentuale di territorio urbanizzato nei Comuni ci rende la Regione più avanzata nella sfida contro la cementificazione e l’espansione urbanistica. La nostra ambizione era ed è quella di avere una legge in grado di accompagnare e governare il passaggio culturale verso un modo innovativo di concepire l’ambiente urbano e il territorio, salvaguardando i cittadini e l’ambiente, il tessuto produttivo, l’agricoltura, cioè la competitività e l’attrattività della nostra regione. L’approvazione della legge rappresenta quindi una svolta storica».

La scheda

Scopo della legge è abbattere del 60% le attuali previsioni urbanistiche passando, secondo le stime, dai 250 km quadrati di espansione previsti dagli attuali strumenti urbanistici a un massimo di 70 e introdurre il principio del consumo di suolo a saldo zero, anticipando quanto fissato per il 2050 dal settimo Programma di azione ambientale dell’Unione europea. Il consumo di suolo per ogni Comune non dovrà superare il 3% del territorio urbanizzato (oggi è l’11%) e sarà consentito solo per progetti capaci di sostenere lo sviluppo e l’attrattività del territorio come i nuovi insediamenti produttivi. Inoltre saranno esclusi dal limite i nuovi insediamenti residenziali legati a interventi di rigenerazione urbana in territori già urbanizzati o di edilizia sociale.
Anche le opere pubbliche e i parchi urbani, gli insediamenti strategici di rilievo regionale e gli ampliamenti delle attività produttive esistenti non concorreranno, quindi, al raggiungimento del limite del 3% (in quanto interventi diretti a sostenere l’attrattività regionale e la sostenibilità e vivibilità dei territori) e saranno possibili sempre che non vi siano “ragionevoli alternative” in termini di riuso e di rigenerazione dell’esistente.

Prevista anche una disciplina ad hoc per tutelare e valorizzare il territorio agricolo che prevede la possibilità di costruire nuovi fabbricati se funzionali alle aziende o se inseriti in un piano di ammodernamento dell’attività rurale, oltre a incentivi per la demolizione dei fabbricati dismessi.
Per i progetti, agricoli o urbani, la promozione della qualità consiste nello scomputo dei contributi di costruzione fino al 50% dei costi sostenuti per lo svolgimento di concorsi di progettazione.

La legge prevede poi forti incentivi per la rigenerazione urbana, interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico. In particolare, la Regione stanzierà entro il 2020 contributi fino a 30 milioni di euro a fondo perduto per la rigenerazione delle città. Inoltre, sono previsti incentivi fiscali, volumetrici, legati alla qualità del progetto, oltre a procedure più veloci e snelle.
Tra le novità, per quanto riguarda l’adeguamento sismico, vi è una norma “sblocca interventi” che prevede la possibilità per il 50% dei proprietari di un edificio di imporne la realizzazione alla restante quota di proprietari, anche se contrari.

Per quanto riguarda la semplificazione degli strumenti urbanistici, la legge vuole superare il sistema della “pianificazione a cascata” attribuendo più precise competenze a ogni ente, prevedendo inoltre un unico piano generale per ogni livello territoriale: per la Regione il Ptr, Piano territoriale regionale, che ricomprenderà anche il piano paesaggistico e quello dei trasporti, mentre Città metropolitana di Bologna e amministrazioni provinciali si doteranno di un Piano territoriale metropolitano (Ptm) o d’area vasta (Ptav).
Anche per i Comuni c’è un unico Piano urbanistico generale (Pug) per stabilire programmazione e pianificazione del loro territorio, che sostituisce il Piano strutturale comunale (Psc) e il Regolamento urbanistico edilizio (Rue).
I Pug saranno poi attuati attraverso “Accordi operativi”, che sostituiranno Poc e Pua e che regoleranno nel dettaglio gli interventi da realizzare. Gli enti locali, che si doteranno di uffici di piano per svolgere le funzioni in materia di governo del territorio, avranno tre anni dall’approvazione delle nuove norme per avviare i procedimenti di approvazione dei Pug e due anni per concluderli.

Per promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche dei Comuni, vengono incentivati concorsi di architettura e incontri pubblici.
Per aumentare la trasparenza e la legalità dei progetti urbanistici ed evitare infiltrazioni mafiose o corruttive, la legge impone le informazioni antimafia per i soggetti privati che propongono progetti urbanistici e recepisce le disposizioni dell’Autorità nazionale anticorruzione e le norme contro i conflitti di interesse.

La sala slot non versava la quota dello Stato, sequestrati 100mila euro

La guardia di finanza ha confrontato i volumi delle giocate con i versamenti della società all’erario: amministratori denunciati per peculato

Foto Del 19.12.2017La guardia di finanza ha sequestrato disponibilità finanziarie per 100mila euro agli amministratori di una sala slot a Faenza: si tratta della cifra che la società avrebbe dovuto versare all’erario per il periodo 2013-2016 come Preu, il prelievo unico erariale destinato al concessionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a titolo di prelievo fiscale sulle giocate. Il comando provinciale di Ravenna ha eseguito un provvedimento emesso dal gip su richiesta della procura.

Le indagini sono state innescate dalla segnalazione di alcune anomalie sulle modalità con le quali la sala slot faentina raccoglieva il Preu. Le Fiamme Gialle hanno confrontato i dati delle giocate effettuate e le somme incamerate dai singoli apparecchi collegati alla rete informatica dei Monopoli di Stato accertando che la sala slot aveva incassato circa 100mila euro di Preu mai riversato al concessionario e, dunque, mai incamerato dallo Stato.

Una perdita secca di gettito ai danni delle casse pubbliche che aveva finito per alimentare i conti della società faentina titolare della sala slot, i cui due responsabili, incaricati di un pubblico servizio, sono stati denunciati per peculato.

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