Uno degli animatori di questa iniziativa è Gabriele Abrotini, attivista di lungo corso. «C’è l’esigenza di un percorso dal basso»

I tormenti in seno alla sinistra anche ravennate non hanno tregua. E così, dopo la nascita di Liberi e Uguali a cui aderiscono come noto Mdp, Sinistra Italiana e Possibile senza però la realtà “civica” del Brancaccio (il luogo dove Anna Falcone e Tomaso Montanari aveva indicato una possibile via dal basso verso la costruzione di una forza politica), c’è un pezzo di popolo che sta cercando di autorganizzarsi per potersi presentare alle elezioni come alternativa alla stessa idea del centrosinistra. L’appuntamento rivolto a cittadini, partiti, associazioni e forze “anticapitaliste” è per il 18 dicembre alle 20.45 in via Aquileia 13, nella sala della ex terza circoscrizione con gli attivisti del centro sociale “je so pazzo” – ex opg Napoli dove è partita l’idea appunto di tentare di dare vita a una lista popolare dal basso al grido “potere al popolo”.
Tra coloro che a Ravenna si stanno mobilitando per questa avventura c’è Gabriele Abrotini, attivo in politica da decenni, in particolare nei movimenti per l’acqua, e candidato alle ultime amministrative con Ravenna in Comune. E lui è il primo a dire «Sì, certo, è una pazzia bella e buona: siamo senza soldi, senza parlamentari, dovremo raccoglierci le firme e farci conoscere. Ma credo lo stesso ne valga la pena, ci sono già sessanta assemblee in tutta Italia ed è chiaro che c’è l’esigenza di un vero percorso dal basso antiliberista, di una forza come ce ne sono in tutta Europa e non in Italia». Le forze a cui fa riferimento Abrotini sono Podemos in Spagna, la Linke in Germania, Melenchon in Francia e anche Corbyn nel Regno Unito. Mentre l’opzione offerta da Piero Grasso e Liberi e Uguali per queste persone non può essere una scelta praticabile.
«Le ragioni sono di due ordini diversi. La prima riguarda il metodo: vogliamo un vero movimento dal basso, mentre Liberi e Uguali nasce da un accordo di vertice tra tre segreterie di partiti, molto simile a quello che fu l’arcobaleno nel 2008. In secondo luogo, c’è una delle forze che lo compone, Mdp, è guidata dal gruppo dirigente che ha guidato Ds e Pd negli ultimi venticinque anni, quando sono state fatte tutte le scelte disastrose che hanno colpito i lavoratorori, dalla riforma delle pensioni al pacchetto Treu sul lavoro. Sono critici rispetto agli ultimi tre anni di governo Renzi, ma la nostra critica è alle scelte fatte negli ultimi venticinque anni. Il loro scopo dichiarato è rifare il centrosinistra, quello appunto che ha portato avanti le politiche liberiste di questa Europa delle banche e della finanza. Noi vogliamo rovesciare questo modo invece di intendere la politica». Di questo e di altro si parlerà dunque anche a Ravenna in un primo incontro che segue l’assemblea nazionale a Roma di domenica 17. Pochi o tanti che saranno, rappresentano già la spina nel fianco sinistro di Liberi e Uguali.

Il sindaco Michele de Pascale firmerà domani, lunedì 18 dicembre, a Roma il protocollo con cui il Consiglio dei ministri sblocca definitivamente le risorse destinate alla darsena di Ravenna. Si tratta dei circa 12,8 milioni di euro in arrivo dallo Stato a fronte dei 26 complessivi previsti per sviluppare i dodici progetti (di pubblico e privati) presentati nell’agosto del 2016 dall’Amministrazione di Ravenna nell’ambito del cosiddetto Bando Periferie, pubblicato dal Governo per dare modo ai Comuni italiani di mettere mano alla riqualificazione urbana di aree degradate.




Sarà uno dei musicisti più noti degli ultimi quarant’anni a chiudere il Ravenna Festival 2018: il 19 luglio al Pala De André si esibirà David Byrne, fondatore dei Talking Heads e poliedrico musicista (nonché vincitore di un premio Oscar). Il suo concerto sarà la ciliegina sulla torta di una edizione del Festival – presentata oggi, 16 dicembre, in conferenza stampa – che guarda agli Stati Uniti e al “sogno” di libertà di Martir Luther King.


Traffico in calo rispetto allo scorso anno sul porto di Ravenna, con dati sempre più preoccupanti che riguardano i container. Le merci che viaggiano nei contenitori accentuano infatti la loro flessione. I dati diffusi da Autorità Portuale mostrano nei primi dieci mesi dell’anno un andamento negativo rispetto allo stesso periodo del 2016: meno 6,04 percento negli sbarchi (import) e meno 6,36 per cento negli imbarchi (export). I container pieni arrivati a Ravenna sono il 3,36 percento in meno, quelli partiti dal porto romagnolo sono calati del 6,8 percento. Flessione che si registra anche sui vuoti, movimentati a scopo logistico: -10,13 percento gli sbarchi e -6,17 percento gli imbarchi. In totale la diminuzione della movimentazione è del 6,2 percento con una differenza di 12.819 teu (unità di misura di questo segmento di traffico portuale).