In mostra 40 ritratti fotografici fino al 17 dicembre
È stata inaugurata giovedì 7 dicembre alla Manica Lunga della biblioteca Classense di Ravenna, in via Baccarini 3, “Corpi Celesti”, mostra fotografica di Davide Baldrati.
L’esposizione, accompagnata da un testo di Raffaella Cardone, propone 40 ritratti fotografici di alcuni ospiti delle strutture della Cooperativa Sociale “La Pieve”, realtà attiva nel territorio per assistere e tutelare persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
«Ho avuto il piacere di fotografare i ragazzi della Cooperativa “La Pieve” – dichiara Baldrati – dando loro l’importanza e la centralità che si meritano. Nella storia della fotografia le persone con problemi psichiatrici o con disabilità sono stati ritratti in bianco e nero, con foto contrastate, sfuocate o mosse. La mia idea è quella di fare l’esatto contrario: attraverso il colore e la nitidezza dare valore ai loro sguardi e al loro modo di essere, sempre unico e speciale».
L’iniziativa, inserita nel Progetto EsserCi, omaggia la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che ricorre il 3 dicembre, appuntamento istituito con lo scopo di promuovere una più diffusa conoscenza su questi temi e sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita.
L’esposizione Corpi Celesti, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, dall’Istituzione Biblioteca Classense, dalla Cooperativa “La Pieve”, da Solco e da Associazione Antermoia sarà visibile fino a domenica 17 dicembre.
Chiusura lunedì 11 dicembre, ingresso libero.
Per informazioni: 335.8791393.
I ricavi da costruzioni aumentano all’estero e calano in Italia
Il consiglio di amministrazione della Cooperativa muratori cementisti (Cmc) di Ravenna ha approvato il bilancio consolidato di gruppo al 30 settembre.
I principali risultati confrontati con quelli di un anno prima sono i seguenti: il valore della produzione si è incrementato di 41 milioni di euro, passando da 764 milioni a 805 milioni; i ricavi delle costruzioni sono aumentati di 40,2 milioni. Si registra un aumento dei ricavi da costruzioni pari 75 milioni di euro all’estero ed un calo di 34,8 in Italia. L’utile ante imposte è pari a 13,6 milioni, rispetto a 23,9 milioni registrato nei primi nove mesi del 2016.
Il margine operativo lordo (Mol) – che evidenzia il reddito di un’azienda basato solo sulla sua gestione operativa, quindi senza considerare gli interessi (gestione finanziaria), le imposte (gestione fiscale), il deprezzamento di beni e gli ammortamenti – è incrementato di 5 milioni arrivando a 109,9.
Nuove acquisizioni: 1.588,5 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017 rispetto agli 873,3 milioni del 30 settembre 2016 con nuovi contratti negli Usa, in Sud ed Est Africa, Asia e America latina.
«Portafoglio sufficiente – si legge nel comunicato della cooperativa – per mantenere un rapporto con i ricavi da costruzioni approssimativamente a 3,7 volte».
I principali indici economici, finanziari e patrimoniali al 30 settembre 2017, confrontati con quelli al 31 dicembre 2016 sono i seguenti: il portafoglio ordini è salito a 3.994,3 milioni confrontato con 3.425,3 milioni al 31 dicembre 2016, «mantenendo una copertura significativa della produzione per i prossimi due anni». Posizione finanziaria netta rettificata pari a 613,5 milioni rispetto a 575,6 milioni al 31 dicembre 2016. Il rapporto Posizione finanziaria netta rettificata e l’Ebitda degli ultimi 12 mesi passa da 3,79 volte al 31 dicembre 2016 a 3,92 volte al 30 settembre 2017.
Presentata la rassegna – promossa dalle fondazioni Ravenna Manifestazioni e Cassa di Risparmio – che da vent’anni guida giovani e giovanissimi nei territori dello spettacolo dal vivo
Studenti al teatro Alighieri durante le prove delle opere della “Trilogia d’Autunno” del Ravenna Festival (foto Zani-Casadio)
Sono oltre centomila giovani e giovanissimi guidati nei sorprendenti territori dello spettacolo dal vivo e alla scoperta di quello splendido teatro all’italiana che è il Teatro Alighieri di Ravenna: l’intenso e proficuo dialogo iniziato 20 anni fa con le scuole per diffondere il patrimonio della musica, del teatro e della danza fra gli studenti ha dato vita al sempre più ricco cartellone di “A scuola in teatro” – promosso dalla Fondazione Ravenna Manifestazione in collaborazione con la Fondazione Cassa del Risparmio di Ravenna – che dal 1998 si intreccia alla Stagione d’Opera e Danza del Teatro Alighieri con percorsi dedicati alle scuole elementari, medie, superiori e università.
Dopo la nutrita e calorosa partecipazione alle prove generali appositamente aperte alle scuole di Tosca, Cavalleria rusticana e Pagliacci – i tre titoli d’opera della Trilogia d’Autunno di quest’anno, a conclusione della XXVIII edizione di Ravenna Festival – “A scuola in teatro” riparte con l’allestimento di un nuovo titolo di teatro musicale ideato e prodotto dal Teatro Alighieri. La guerra dei topi e delle rane (matinées per elementari e medie 18 e 19 dicembre, serale 18 dicembre fuori abbonamento) prende spunto dal poemetto satirico di Giacomo Leopardi Paralipomeni della Batracomiomachia, che arriva sul palcoscenico dell’Alighieri in veste di favola musicale in un atto.
La Batracomiomachia – parodia del VI secolo a. C. dei poemi epici e dei loro eroi, rappresentati da rane, topi e granchi – offrì a Leopardi l’occasione per un’ironica e amara rilettura dei moti patriottici del suo tempo; oggi la co-produzione realizzata dal teatro ravennate con il Comunale di Ferrara (dove l’opera sarà rappresentata il 21 dicembre) diventa un’occasione per riflettere sulla guerra e le sue cause. La rivisitazione e la riscrittura portano la firma di Giampiero Pizzol, che ha creato il libretto – e che sarà anche la voce narrante – mentre le musiche sono state commissionate all’eclettico compositore Alessandro Spazzoli. La regia di Daniela Piccari si avvale delle video proiezioni di Stefano Bisulli, mentre protagonisti in scena e in orchestra sono tutti ragazzi provenienti da alcune fra le più qualificate realtà musicali del territorio. Le voci soliste che interpreteranno i personaggi del racconto saranno quelle di Elena e Francesco Faggi, Julie Cassanelli e Giovanni Petrini – che hanno partecipato al censimento delle giovani energie creative della Romagna voluto e curato da Cristina Mazzavillani Muti a maggio – mentre i topi e le rane saranno interpretati dal Coro dell’Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Ravenna diretto da Antonio Greco. Dal Liceo Musicale Statale di Forlì provengono invece i maestri collaboratori e i direttori di scena, gli attrezzisti e gli addetti al trucco e ai costumi, coordinati, assieme ai solisti, da Davide Cavalli. Protagonista in buca sarà l’Orchestra dei Giovani di Ravenna – alla quale si aggiungono elementi dell’Istituto Masini di Forlì – guidata da Franco Emaldi e diretta per l’occasione da Stefano Pecci.
L’apertura ai ragazzi delle scuole medie, superiori e dell’università di un’altra prova generale (11 gennaio), offrirà loro l’opportunità di scoprire il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. La produzione, partita dal Festival dei Due Mondi con la regia di Giorgio Ferrara, le scene dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e i costumi di Maurizio Galante, vedrà a Ravenna la direzione di Matteo Beltrami sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
“A scuola in teatro” incrocia anche il cartellone della Danza del Teatro Alighieri con un balletto classico rivisitato in chiave moderna: Bella Addormentata sarà accessibile a studenti di medie, superiori e università (22 gennaio). La nuova creazione porta la firma di Diego Tortelli che, dopo una ricchissima esperienza come danzatore, ha intrapreso da qualche anno la carriera di coreografo segnalandosi come una delle presenze più interessanti della danza italiana; in palcoscenico il Junior Balletto di Toscana, la compagnia diretta da Cristina Bozzolini e formata da giovani fra i 16 e i 21 anni, vera e propria palestra per autori e interpreti della nuova generazione.
Con Bella Addormentata riparte anche il “Progetto Seminaria”, che propone agli allievi delle scuole di danza un percorso di quattro masterclass con maîtres de ballet e ballerini delle prestigiose compagnie che figurano nel programma. Sarà Sabrina Vitangeli, maître de ballet della Compagnia e della Scuola del Junior Balletto di Toscana, a condurre la lezione di domenica 21 gennaio. Il 4 febbraio sarà la volta di un danzatore del Ballet Preljocaj, che ritorna con La Fresque sul palcoscenico dell’Alighieri dove fu già salutata da grande successo, mentre il 25 febbraio condurrà la lezione Marlena Wolfe della compagnia olandese Introdans – a Ravenna per la prima volta con Hooray for Hans!, omaggio al grande coreografo Hans Van Manen. Concluderà il percorso, domenica 18 marzo, l’incontro con la nuova direttrice artistica di Aterballetto, Pompea Santoro, coadiuvata da Arturo Cannistrà.
Il percorso di “A scuola in teatro” prevede il 20 marzo un appuntamento dedicato agli alunni delle scuole elementari e medie che ha per protagonista il grande classico di Camille Saint-Saëns, Il carnevale degli animali, in una rivisitazione in chiave moderna e interattiva. Prodotto dalla cooperativa ravennate LaCorelli, è un affresco musicale in cui si avvicendano personaggi del regno animale.
Ultima tappa di questo ricco itinerario sarà Brimborium! ossia l’armadio dei ricordi (10 e 11 aprile) rivolto alle classi delle scuole elementari e medie. Scritto da Francesco Peri per la regia di Barbara Di Lieto, nel 2013 lo spettacolo ha vinto il Premio Abbiati per la Scuola, il riconoscimento attribuito dall’Associazione Nazionale dei Critici Musicali Italiani. L’autore delle musiche, il compositore Mauro Montalbetti, è docente di Armonia presso l’istituto musicale Giuseppe Verdi di Ravenna, da cui proviene lo stesso ensemble strumentale diretto da Carlo Boccadoro; anche il coro sarà formato da giovani ravennati, allievi della Scuola Media Guido Novello – sezione musicale – preparato e diretto da Elisabetta Agostini.
In scena fino al 14 dicembre al Teatro Alighieri. Ne parla l’autore e regista Marco Martinelli
Marco Martinelli
Dopo aver sedotto e stregato la città con Inferno il Teatro delle Albe torna al teatro Alighieri con Va pensiero , in scena fino a giovedì 14 dicembre, alle ore 21 (domenica 10 alle 15.30, pausa lunedì 11 e martedì 12).
Lo spettacolo è stato ideato da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, che ne firmano anche la regia. In scena: Ermanna Montanari, Luigi Dadina, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Laura Redaelli e Alessandro Renda, assieme al Coro Lirico Alessandro Bonci di Cesena diretto da Stefano Nanni.
Ne abbiamo parlato con Marco Martinelli . Con questo lavoro prosegue la vostra indagine su temi civili dopo Pantani e Rumore di acque, Slot Machine e Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi. Come mai avete deciso di fare uno spettacolo sulla mafia in Emilia-Romagna?
«Se il teatro deve essere specchio, che sia specchio ustorio, che possa incendiare le coscienze, senza chiudere gli occhi sulle piaghe della nostra società. La nostra ossessione sono i temi profondi, che dividono e lacerano la polis. Questa storia che ha raccontato a me ed Ermanna, Massimo Manzoli (del Gruppo dello Zuccherificio, ndr.), ci è sembrata davvero un esempio emblematico di quel nero della società, ma anche della speranza».
Immagine di scena di “Va Pensiero”
Quanto c’è di reale nella storia che raccontate?
«L’opera è di fantasia. Come Dickens e Dostoevskij, che si ispiravano a fatti di cronaca per poi costruire i loro affreschi, noi siamo partiti dalla storia di Donato Ungaro, un vigile urbano, che a Bresciello (tra Modena e Reggio-Emilia) non chiude gli occhi davanti ai legami tra politica e criminalità, si mette di traverso. Per questo motivo viene licenziato dal sindaco. La storia è a lieto fine però, perché dopo dodici anni di cause viene riassunto. Ora il comune lo rimborserà e sogna di tornare a fare il suo lavoro».
«Il teatro deve essere uno specchio che
incendia le coscienze»
E lui è già venuto ad assistere allo spettacolo?
«È venuto due sere a Modena. Durante gli applausi lo abbiamo portato sul palcoscenico con noi». Lo spettacolo ha debuttato a Modena, molto vicino a dove la vicenda reale si è svolta. Il pubblico come ha reagito?
«Con grandi applausi e commozione, ma anche divertimento, perché è uno spettacolo che si muove su diversi piani». Era una storia che conoscevano?
«Pochi. È incredibile come le storie vengano macinate velocemente nel tritacarne dei media. Anche il processo Aemilia, il più grande processo di mafia mai realizzato nella nostra regione, è scomparso velocemente dai giornali». Avete scoperto aspetti di questo mondo che non conoscevate lavorando a questo testo?
«Abbiamo iniziato a lavorarci due anni fa. La percezione che avevamo prima era sfocata. Leggendo Manzoli e gli articoli di Giovanni Tizian e Sabrina Pignedo, giornalisti che si sono presi la responsabilità di raccontare queste storie e per questo sono seguiti dalla scorta, abbiamo scoperto molte cose. La nostra terrà è contaminata, ma siamo ancora in tempo a cambiare, però ci vuole una coscienza profonda. Al di là di quello che può fare la politica e la magistratura, che è tantissimo, è il cittadino che deve prendere parte a questa nuova forma di resistenza. Penso anche ai quindicenni, che sono smarriti e vedono nei grandi l’ipocrisia di tanti bei discorsi che non corrispondono alle azioni».
Foto di scena di “Va Pensiero”
L’idea di mettere le musiche di Verdi è per sottolineare questa idea di nuovo risorgimento?
«Sì, avevamo in mente il giovane Verdi, neanche trentenne, a cui è morta la moglie e i due figli, la cui ultima opera è stata un fiasco colossale. È un uomo in preda alla disperazione, ma da questa disperazione ne esce componendo il Nabucco, il canto di un popolo schiavo. I ragazzi oggi secondo le statistiche sembrano senza futuro, ma cosa si può fare in questa condizione se non cercare la via d’uscita con ancora più forza»? Nelle note di Verdi e nella vicenda del vigile contro la mafia si legge una moderna storia di patriottismo. Che cos’è per te, oggi, la “Patria”?
«A me è piaciuta la provocazione di Michela Murgia quando ha detto “chiamiamola matria”. È la terra che ci ha fatto nascere. È femminile e maschile assieme, è la terra delle madri e dei padri. Penso agli eretici che erano ribelli nel loro tempo: come Dante e Verdi. Non a quelle caricature fatte e rifatte, che ancora con il loro ghigno mummificato, si propongono a noi come padri. Gli unici padri a cui si può dare una patente di nobiltà sono quelli che sono stati in esilio e che hanno combattuto».
Volley A2 femminile / Domenica 10 novembre, al PalaCosta alle ore 17, le ravennati sfidano le baby azzurre con l’obiettivo di conquistare i tre punti. Angelini: «E’ il primo di tre incontri molto importanti per il nostro cammino»
Sofia D’Odorico è cresciuta nel Club Italia
Mancano cinque giornate alla fine del girone d’andata del campionato di Serie A2 e la Conad ha ben chiaro l’obiettivo che vuole raggiungere: entrare nelle prime otto in classifica per accedere ai quarti di Coppa Italia di categoria che si disputeranno il 24 gennaio prossimo. Per raggiungere questo traguardo rivestono grande importanza i risultati che capitan Bacchi e compagne riusciranno a conseguire da qui a fine anno, primo fra tutti quello del match di domenica 10 novembre contro il Club Italia, in programma al PalaCosta alle ore 17 (arbitri Merli di Terni e Mattei di Macerata). In particolare servirà fare punti anche negli altri due match in casa che si disputeranno contro Trento (17 dicembre) e Brescia (30 dicembre), a cui si aggiungono le impegnative trasferte di Orvieto (13 dicembre) e San Giovanni in Marignano (26 dicembre). «Bisognerà stare attenti a conquistare punti – inizia il tecnico Simone Angelini – nelle partite in cui si possono fare per non scendere troppo di classifica, perché farsi risucchiare da chi sta dietro è un attimo».
Il Club Italia è al suo ventesimo anno di attività. Il progetto federale, avviato nel 1999 con l’obiettivo di valorizzare le migliori promesse del panorama italiano, ha fatto crescere numerose atlete che hanno poi raggiunto importanti traguardi personali e di squadra. Tra queste Lo Bianco, detentrice del record di presenze in nazionale, Del Core, Guiggi, Togut e Anzanello. Nel recente passato hanno fatto parte della formazione azzurra Diouf e Chirichella, oltre alle giovanissime Orro e Egonu. In questa stagione le giovani promesse azzurre sono guidate in panchina da Massimo Bellano – ex allenatore della neo promossa in A1 Lardini Filottrano – e giocano al centro federale Pavesi a Milano. Le “stelle” della squadra sono le schiacciatrici Elena Pietrini e Terry Ruth Enweonwu, entrambe classe 2000. «Si tratta di una squadra giovanissima, con grandissimo talento e fisico, con giocatrici che possono fare tutto, da tirare fortissimo fino a commettere tanti errori. Possono battere tutti e perdere da tutti. In queste ultime partite stanno pagando lo scotto dell’infortunio occorso al ginocchio di Terry Ruth Enweonwu che è stata operata e speriamo possa tornare presto in campo. Senza di lei, che era un faro in attacco, la squadra è cambiata e ha avuto un rendimento più altalenante».
Davanti a sé l’Olimpia Teodora si trova una settimana molto importante, con tre appuntamenti nel giro di otto giorni. «Dal canto nostro siamo al completo. In allenamento ci siamo guardati in faccia e abbiamo preso in considerazione le cinque partite che ci aspettano da qui alla fine del girone d’andata. In particolare le tre che giocheremo tra il 10 e il 17 dicembre saranno determinanti per decidere in che posto della classifica vogliamo stare. Questo non vuol dire che le ultime due partite non saranno importanti. Tuttavia sarà nei prossimi tre incontri che si capirà se saremo capaci di mantenere il ritmo dell’ultimo periodo o meno – termina Angelini – se saremo bravi e continueremo a muovere la classifica».
Biglietteria L’ingresso per assistere al match tra Conad e Club Italia sarà gratuito per i ragazzi sotto i 12 anni e per i tesserati Fipav (per poter usufruire dell’ingresso omaggio i tesserati Fipav dovranno richiedere copia della tessera alla propria società di appartenenza). I ragazzi dai 12 ai 18 anni, i residenti a Ravenna e gli iscritti alle società sportive della provincia di Ravenna potranno entrare con biglietto ridotto al prezzo di 5 euro (per usufruire di questa opportunità sarà sufficiente mostrare in biglietteria la carta d’identità o la tessera della società sportiva d’appartenenza).
Il programma (13ª giornata): Golem Olbia-Zambelli Orvieto 2-3 (giocata il 6 dicembre); domenica 10 dicembre, ore 17, Barricalla Collegno-Battistelli San Giovanni in Marignano, Fenera Chieri-Sorelle Ramonda Ipa Montecchio, Golden Tulip Volalto Caserta-Volley Soverato, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Club Italia Crai, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-P2P Givova Baronissi, Bartoccini Gioiellerie Perugia-Savallese Millennium Brescia, Sigel Marsala-Delta Informatica Trentino. Riposa: LPM Bam Mondovì.
Classifica: Chieri 27 punti; Soverato* e Cuneo* 26; Trento e Mondovì 25; San Giovanni Marignano* 21; Ravenna* 20; Collegno* 19; Brescia* 18; Montecchio* 16; Baronissi 14; Orvieto e Club Italia* 13; Perugia* e Olbia° 8; Marsala* 7; Caserta* 4 (*una gara in meno, °una gara in più).
Calcio C / Domani, sabato 9 dicembre (ore 14.30), i giallorossi fanno visita alla formazione altoatesina con l’obiettivo di dare seguito ai due successi su Renate e Vicenza. Antonioli: «Gara molto difficile, ma se stiamo concentrati, attenti e facciamo le cose che proviamo in allenamento possiamo dire la nostra»
L’attaccante del Ravenna Antonio Broso
Sulle ali dell’entusiasmo per le due vittorie di fila conquistate contro il Renate e a Vicenza, il Ravenna si presenta domani pomeriggio, sabato 9 dicembre, allo Stadio “Druso” di Bolzano per affrontare il Sudtirol (si gioca alle ore 14.30, dirige Mario Vigile di Cosenza) con l’obiettivo di allungare la serie positiva e di dare spessore a quella che può essere una svolta positiva della stagione, come avvenne un anno fa in D con il successo di fine novembre a Castelvetro e un dicembre senza sconfitte. «Me lo auguro – esordisce il tecnico Mauro Antonioli – anche se quest’anno il campionato è più difficile e incorreremo ancora in giornate negative. La squadra in questo momento sta bene, come l’annata scorsa il nostro lavoro sta venendo fuori e comunque sono soddisfatto del cammino dei ragazzi, perché stanno crescendo tanto, soprattutto i giovani, a livello di collettivo e individuale, e c’è la consapevolezza che possiamo giocarcela con tutti, anche se ci sono rivali con giocatori che hanno un passato e qualità importanti. Se stiamo in campo in una certa maniera, concentrati, attenti e facciamo le cose che proviamo in allenamento, possiamo dire la nostra e raggiungere il nostro obiettivo che è la salvezza».
Il Sudtirol che attende il Ravenna è formazione tra le più consolidate in questa categoria, nella quale milita dalla stagione 2000/01, e sabato a Salò ha interrotto una striscia di sette risultati utili di fila. «Ci aspetta una gara difficilissima, perché incontriamo un avversario che al momento è in zona playoff, e sta facendo benissimo; l’abbiamo visionato in settimana al video e posso dire che è una squadra molto forte e importante, ha fisicità e qualità di gioco. Noi veniamo da due vittorie con realtà di alta classifica, giocheremo in un contesto meno stimolante rispetto a Vicenza o al “Benelli” e dobbiamo evitare di incorrere in un calo di tensione: abbiamo lavorato in settimana per fare in modo che questo non capiti. Non possiamo permettercelo».
Dal campo cade un’altra tegola sulla testa del mister Antonioli. Anche Tommaso Lelj sarà costretto al forfait nella gara di domani. La botta rimediata sabato in partita a Vicenza non è stata del tutto assorbita dal difensore centrale, che dovrà quindi saltare il match di Bolzano, alla pari di Elia Ballardini, Barzaghi, Lucarini e Tabacchi. C’è poi il dubbio sulle condizioni di Papa, alle prese con un fastidio muscolare: il centrocampista partirà con la squadra, ma il suo impiego verrà valutato solo poco prima di scendere in campo. Del tutto recuperati e disponibili, invece, Sabba e Samb Fallou. «Continuiamo a fare i conti con tante assenze e questa settimana si sono aggiunti due giocatori, Lelj, che non ce la fa a recuperare, e Papa, che è in dubbio, per noi fondamentali. Ma ho fiducia nei miei ragazzi e nel gruppo, che sappiano tirare fuori un’altra prova di orgoglio – termina Antonioli – e conquistare un altro risultato utile che per noi sarebbe fondamentale per il morale e per la classifica».
Volley Superlega / Domani, sabato 9 dicembre, dalle ore 10 alle 12 termina la vendita al PalaCosta delle tessere che danno diritto ad assistere alle partite di campionato e Challenge Cup
Una esultanza dei giocatori della Bunge
Ultimo giorno domani mattina, sabato 9 dicembre, per usufruire della riapertura della campagna abbonamenti per assistere alle partite casalinghe della Bunge. L’abbonamento darà la possibilità di assistere alle sei gare del girone di ritorno, dal match del 4 gennaio 2018 contro Civitanova fino a quello del 25 febbraio contro Monza, passando per la altre sfide del Pala De André con Milano, Verona, Latina e Modena, più le gare di Challenge Cup (eventuale finale esclusa), a cominciare da quella di giovedì 21 dicembre che metterà di fronte alla formazione di Soli la squadra danese del Gentofte, battuta 3-0 da Orduna e compagni nella gara di andata.
Gli abbonamenti potranno essere sottoscritti nella mattinata di sabato 9 dicembre, dalle ore 10 alle 12, all’interno del PalaCosta, in Piazza Caduti sul Lavoro, 13. I prezzi, ovviamente, sono stati ridotti in virtù del minor numero di match: Tribuna Vip 110 euro; Distinti 90 euro; Gradinata 70 euro; Gradinata Rvs 50 euro (più 15 euro di tessera). Non sono previste riduzioni.
Prevendita gara con Perugia Prosegue inoltre a gran ritmo la vendita online dei biglietti per assistere alla partita tra Bunge Ravenna e Sir Safety Conad Perugia in programma martedì 26 dicembre al Pala De André (ore 18). La prevendita è attiva sul circuito Bookingshow (vedi www.bookingshow.it) e verrà chiusa il 26 dicembre alle ore 12. I prezzi, esclusi i diritti di prevendita (aggiungere 1,50 euro al costo del biglietto), sono i seguenti: Tribuna Vip 25 euro; Distinti 20 euro (ridotto 16 euro); Gradinata 15 euro (ridotto 12 euro). Le riduzioni sono applicabili ai tesserati Ravenna Volley Supporters, ai nati fino al 2004 incluso (fino a sei anni ingresso gratuito senza posto assegnato), agli Over 65 e agli accompagnatori di possessori di carta bianca.
La nuova organizzazione territoriale per i nuclei di cure primarie attira qualche critica
A distanza di quasi quindici anni dalla loro istituzione, l’Ausl ha deciso che è ora di rivedere radicalmente l’organizzazione dei nuclei di cure primarie (Ncp) – le aggregazioni a scopo collaborativo in cui sono suddivisi i circa 150 medici di medicina generale (Mmg) del distretto sanitario che copre i comuni di Ravenna, Cervia e Russi – con un piano che prevede la riduzione degli Ncp da nove a otto e una diversa distribuzione che tenga maggiormente conto del criterio geografico lasciando invariata l’assegnazione del medico per ogni paziente. Il progetto è stato illustrato alla stampa e nelle intenzioni dell’azienda sanitaria pubblica dovrà entrare a regime con l’inizio del 2018. Ma il percorso ha già incontrato i primi ostacoli: alcuni medici, che dicono di rapresentare una cinquantina di colleghi, non condividono la mappa della riorganizzazione e chiedono che venga rivista. In questa battaglia sono spalleggiati dal sindacato Simet con 62 tesserati sul territorio (Fimmg e Snami sono invece concordi) e dal consigliere comunale di opposizione Alvaro Ancisi che chiede al sindaco di farsi portavoce delle richieste nella conferenza socio-sanitaria territoriale, organo di indirizzo dell’Ausl Romagna composto dagli amministratori pubblici del territorio di riferimento.
La funzione degli Ncp è quella di portare avanti la collaborazione tra i professionisti attraverso la formazione e lo scambio di esperienze e interconnessioni delle reti informatiche (ad esempio la cartella clinica del paziente). Un esempio pratico: nel momento in cui il medico di famiglia è in ferie, il cittadino può avvalersi di un altro medico, del medesimo nucleo, che può consultare i trascorsi del paziente.
Gli Ncp però, secondo l’Ausl, si trascinano dietro un vizio originale: «Avrebbero dovuto soddisfare il criterio della distribuzione territoriale e invece, ad esclusione delle aree extraurbane dove il raggruppamento risultò più coerente all’area geografica, nei cinque nuclei della città e del litorale il principio segnò il passo in favore di legami professionali, sindacali e culturali». Sarebbero sei i nuclei in cui gli ambulatori sono a distanza anche di alcune decine di chilometri. Questo, per i dirigenti dell’Ausl, ostacola la transizione verso i nuclei di cure primarie strutturati, vale a dire una evoluzione delle aggregazioni che dovranno accogliere al loro interno una o più Case della Salute o comunque una sede fisica riconoscibile in cui il cittadino della zona territoriale di riferimento può trovare una risposta alla domanda di assistenza grazie alla compresenza di diverse professionalità. L’obiettivo dichiarato è offrire orari di apertura prolungati, anche dalla settima alla dodicesima ora giornaliera.
Sono stati ridefiniti gruppi di 18-20 Mmg con 20-30mila pazienti complessivi «con ambulatori situati in aree territorialmente omogenee della rete cittadina e del litorale costiero residuo dopo lo scorporo della punta Nord di Casalborsetti e di quella Sud di pertinenza del Comune di Cervia». La città è stata divisa in quattro aree tenendo conto anche delle caratteristiche della viabilità: tre raggruppano medici con primo ambulatorio nella zona centro-ovest, nella zona nord-est e nella zona centro-sud della Città, l’altro invece raggruppa professionisti con primo ambulatorio nella zona est rivolta verso il litorale e professionisti con primo ambulatorio sulla costa. Nei progetti dei promotori la transizione dovrà garantire alcuni servizi in più per il cittadino come la presenza dei medici negli Ncp dal lunedì al venerdì tutto l’anno e nelle mattine di sabato e prefestivi o la presa in carico dei pazienti con patologie croniche.
Tra le critiche sollevate dal gruppo dei medici ribelli, le principali riguardano i casi dei medici con doppio ambulatorio in città e in zona mare o Porto Fuori: «Sono ora destinati a un frazionamento che produce disservizi – scrive Ancisi –, penalizzando migliaia di pazienti abituati a ricevere, nel loro diritto, un vero servizio di prossimità, ora costretti a continue peregrinazioni».
Il Simet scrive: «Si valorizza la geografia, si fa prevalere il dove viene assistito il paziente sul come è assistito». In particolare viene criticata la modalità di azione dell’Ausl che prima avrebbe chiesto una proposta ai medici più critici, poi avrebbe approvato la loro idea e infine avrebbe invece scelto di fare diversamente senza tenere conto dei suggerimenti.
La panoramica delle aziende ravennati. Sindacati: «Unica eccezione è Saint-Gobain con 80 lavoratori e un piano di investimento»
In provincia di Ravenna la produzione industriale di cemento occupa circa 170 persone ma il settore sta vivendo una crisi collegata di riflesso a quella dell’edilizia. I sindacati di categoria (Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil), nella giornata di mobilitazione e sensibilizzazione nazionale dei lavoratori del cemento fissata per il 7 dicembre, chiedono alle istituzioni locali di sostenere le richieste dei lavoratori al Governo per l’apertura di un tavolo interministeriale che affronti la crisi del settore. A livello nazionale nell’ultimo decennio si è passati da una produzione annuale di 48 milioni di tonnellate a 19 milioni con ripercussioni negative sui livelli occupazionali e la chiusura di numerosi siti produttivi.
Ecco la situazione dettagliata del territorio. Il sito della Micromineral ha cessato l’attività a marzo del 2016 con il licenziamento di 20 lavoratori. Italcementi occupa 18 lavoratori mentre prima della crisi erano 35 e desta preoccupazione l’attuale fase in cui Italcementi-Heidelberg sta acquisendo il gruppo Cementir con incertezze sul piano industriale del gruppo e sul sito produttivo di Ravenna. La cementeria Barbetti ha perso, durante la crisi, 10 unità e ha fatto cassa integrazione per oltre due anni, attualmente occupa 22 lavoratori. Unica eccezione sembra essere la Saint-Gobain che ha mantenuto i livelli occupazionali e i volumi produttivi con 80 addetti e un importante piano di investimenti.
I sindacati chiedono politiche che rilancino il settore delle costruzioni, politiche di difesa del sistema produttivo cementiero italiano favorendo gli investimenti sulla innovazione tecnologica e sulla adeguamento degli impianti alla sostenibilità ambientale: «Il futuro dell’edilizia e della industria del cemento passano per un nuovo modello produttivo che rigeneri e recuperi il tessuto urbano senza ulteriore consumo del suolo; messa in sicurezza del territorio e del patrimonio storico e del costruito. Per fare questo si deve favorire l’innovazione tecnologica e la ricerca sui nuovi materiali».
In arrivo a casa i bollettini con l’ultima rata del 2017. Non è possibile la domiciliazione bancaria
È in consegna in questi giorni a Ravenna l’avviso di pagamento della Tari, tassa che copre i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, a copertura del periodo settembre-dicembre 2017 con scadenza 2 gennaio 2018. La gestione della tassa per il 2017 è stata affidata dal Comune a Hera.
Dal 1 ottobre 2017 la legge 225/16 prevede l’incasso diretto della Tari nel conto di tesoreria del Comune. Non è pertanto più consentito mantenere il servizio di pagamento automatico della tassa con domiciliazione bancaria come avvenuto fino ad ora. Il nuovo e unico metodo di pagamento consentito prevede quindi l’utilizzo del modulo F24 precompilato per tutti. Il modulo sarà unito all’avviso di pagamento e potrà essere pagato a un qualsiasi sportello bancario o postale, salvo l’obbligo di effettuare il pagamento esclusivamente in via telematica qualora il contribuente sia un soggetto titolare di partita Iva. Si informa inoltre che il pagamento con F24 è gratuito e può essere utilizzato solo su territorio italiano.
Nella lettera di accompagnamento della bolletta sono indicate le nuove modalità di pagamento e un apposito volantino informativo è inserito in particolare nelle buste destinate alle utenze che fino ad ora pagavano con la domiciliazione. A chi di queste ultime ha reso disponibile il proprio indirizzo di posta elettronica e/o il proprio numero di cellulare, circa 10 giorni prima della scadenza arriverà inoltre una email e circa tre giorni prima un sms come promemoria. Queste modalità di comunicazione saranno replicate anche con il prossimo invio della bolletta.
Per informazioni Hera mette a disposizione un numero verde dedicato, 800.999.004, che offre risposte relative a questo tributo, a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli clienti di Hera sul territorio (l’elenco e gli orari di apertura sono consultabili sul sito www.gruppohera.it/sportelli).
Da poco concluso un corso dedicato al personale. Il presidente Piovaccari: «È la risposta alle esigenze odierne dei cittadini»
Entro la fine dell’anno l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna si doterà di un social media team, una squadra che si occuperà di curare la comunicazione dell’ente pubblico attraverso tutti i mezzi soprattutto i canali online. Lo ha annunciato Luca Piovaccari, presidente dell’Unione, il 5 dicembre in occasione della conclusione del corso sulla gestione dei social media, dedicato al personale che si occupa di comunicazione all’interno dell’Unione e dei nove Comuni. La scelta, ha spiegato Piovaccari, è «per rispondere alle esigenze odierne da parte dei cittadini, visto il flusso sempre maggiore di informazioni che viene veicolato attraverso i social media, i quali richiedono specifiche competenze per essere utilizzati in maniera professionale».
Il progetto formativo concluso di recente ha avuto l’obiettivo «di rafforzare e migliorare la comunicazione, interna ed esterna all’Unione, attraverso l’acquisizione di strumenti e modelli innovativi di comunicazione pubblica». Il corso è stato organizzato dal servizio Comunicazione e Promozione territoriale diretto da Nadia Carboni che ha spiegato come «i nuovi strumenti web e social abbiano profondamente modificato il rapporto e il dialogo tra enti pubblici e cittadini e siano diventati indispensabili coinvolgendo trasversalmente ogni ufficio che ha a che fare con comunicazione, informazione, rapporti con il pubblico, rapporti con la stampa, partecipazione, trasparenza, organizzazione di eventi e comunicazione interna».
Piovaccari ha ribadito l’intenzione di «incrementare la comunicazione da parte dell’Unione e dei singoli Comuni, con un’attenzione particolare ai social network, grazie ai quali i cittadini possono dialogare con gli amministratori in tempo reale su qualsiasi tema di interesse comune. L’utilizzo più massiccio dei social media, accompagnato dai canali tradizionali di comunicazione comunque necessari per ridurre il digital divide, consente di accrescere la visibilità dell’Unione e dei suoi Comuni sul territorio, contribuendo a migliorare la qualità dei servizi offerti»
Il rogo è cominciato in un capannone, l’intervento dei pompieri ha impedito la propagazione. Ancora sconosciuta la causa
Un incendio ha interessato l’area della Sapir, il terminalista pubblico del porto di Ravenna. Le fiamme si sono sviluppate nella tarda mattina odierna, 7 dicembre, all’interno di un capannone a ridosso della banchina. La colonna di fumo nero era visibile da grande distanza. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto: per domare le fiamme sono servite alcune ore di lavoro, anche per mettere in sicurezza la zona circostante ed evitare il propagarsi dell’incendio. Sul posto anche le forze dell’ordine e il 118 in via precauzionale. Non si registrano feriti. Sulle cause al momento sono in corso ancora gli accertamenti dei pompieri per individuare l’origine.