mercoledì
22 Aprile 2026

Faceva da tassista alle prostitute, arrestato pensionato di 67 anni

L’anziano è stato portato in carcere. Sorpreso a Cervia con due ragazze a bordo: una residente a Gatteo Mare e l’altra a Russi. Le accompagnava in piazzola e poi di nuovo a casa

Partiva da casa sua, a Cesena e poi le passava a prendere a casa, che fossero a Gatteo o a Russi, e le portava in piazzola a battere. Loro sono prostitute, lui è un pensionato di 67 anni che dietro compenso faceva da taxi alle ragazze che battono sull’Adriatica. L’uomo è stato arrestato a Cervia per sfruttamento della prostituzione dai carabinieri. L’Arma ha appurato che l’anziano non era un cliente ma una sorta di taxista che si faceva pagare qualche decina di euro per portare le prostitute a lavoro e poi di nuovo a casa. A bordo aveva due giovani di origine romena residenti a Gatteo Mare e Russi. L’arrestato è stato portato in carcere.

Dall’inizio dell’anno questo è l’undicesimo arresto per reati connessi alla prostituzione mentre sono centinaia i controlli a donne e transessuali (ed ancora più a clienti…) che nel corso dei pattugliamenti sono stati colti a prostituirsi lungo l’Adriatica e, soprattutto, nelle località di Savio, Lido di Classe e Lido di Savio, che sono stati denunciati quando sorpresi a commettere altri reati.

Ripresi i lavori nella pialassa Piombone: già accumulati due anni e mezzo di ritardo

I promotori del progetto parlano di risanamento della valle. I contrari ricordano che la laguna passerà da 254 ettari a 145. Le critiche portate anche a un livello istituzionale da Lista per Ravenna e dal Movimento 5 Stelle sono rimaste inascoltate

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In questi giorni la draga sta scavando il canale esterno e si sta riempendo l’argine di separazione tra valle e porto. Dopo mesi di sospensione in estate sono ripresi i lavori per il progetto nella pialassa del Piombone, uno dei più discussi degli ultimi anni. Il nome del progetto depositato è questo: “Intervento di risanamento della pialassa del Piombone e di separazione fisica delle zone vallive dalle zone portuali mediante arginatura artificiale”. Sin dalla sua proposta, però, l’ipotesi ha trovato diverse critiche: una larga fetta di fruitori della valle ha segnalato l’intervento come un allargamento del porto più che un risanamento della valle.

Le osservazioni contrarie vertono soprattutto su due argomenti: il primo riguarda la riduzione della superficie lagunare che alla fine dei lavori sarà di 145 ettari contro i 254 iniziali. Se si va indietro nel tempo, balza agli occhi come la riduzione sia andata di pari passi con lo sviluppo portuale: nel 1954, quando il porto industriale odierno doveva ancora nascere, la superficie del Piomboni era di 500 ettari. Del resto il nuovo progetto prevede la costruzione di un piazzale logistico di 11 ettari, un argine (quello che si sta riempiendo in queste settimane) di 62 e un allargamento del bacino di evoluzione del canale che costeggia il Piomboni. La seconda critica riguarda la separazione dallo scalo: pur costruendo l’argine, le acque che circolano all’interno della valle saranno le stesse del porto, come avviene oggi. Infine, le porte vinciane che si aprono e chiudono con le maree lasciano alla fauna ittica uno spazio molto stretto per entrare nella valle. Le critiche sono state portate anche a un livello istituzionale da Lista per Ravenna e dal Movimento 5 Stelle, rimanendo inascoltate.

D’altra parte i progettisti sostengono che il nuovo sistema di canali vallivo permetta un ricambio d’acqua più veloce e, di conseguenza, migliori lo stato ambientale della Pialassa, compreso quello dei pesci e dei volatili, inquilini principali della valle. Inoltre il progetto ha superato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e a nulla sono valsi i ricorsi di comitati ai tribunali amministrativi per fermare le draghe.

Al di là delle posizioni, quel che è certo è che il progetto non si è concluso nei tempi previsti nel 2009, epoca della procedura di Via. Si stimavano infatti trenta mesi per la conclusione ma a quasi cinque anni da inizio opere (a fine del novembre del 2012) la pialassa ha ancora l’aspetto di un cantiere a cielo aperto. Va detto che i lavori vengono  interrotti nel periodo di nidificazione degli uccelli e, soprattutto, che sono state necessarie nuove analisi al materiale dragato. Circostanza che ha portato alla sospensione dei lavori. Negli ultimi mesi, però, gli operai sono tornati a lavorare a pieno ritmo e la conclusione del progetto potrebbe non essere lontana, anche se nessuno si sbilancia in previsioni più precise.

Piazza Unità d’Italia, via ai lavori per recuperare il lato nord: serviranno 3 mesi

Eliminazione degli elementi incongrui dalle facciate, riordino delle aperture, restauro degli intonaci e tinteggiatura

Carceri
Piazza Unità d’Italia

Partiranno il 16 ottobre, fa sapere il Comune di Ravenna, i lavori per la sistemazione delle facciate degli edifici sul lato nord di piazza Unità d’Italia, già Corte delle Antiche carceri. Il piano di recupero per completare la riqualificazione della piazzetta collegata a piazza del Popolo prevede, oltre ai lavori di riqualificazione inaugurati a Natale del 2013, la sistemazione delle facciate mediante l’eliminazione degli elementi incongrui, il riordino delle aperture con l’eventuale implementazione delle vetrine, il rifacimento e restauro degli intonaci e la ritinteggiatura dei paramenti murari. La durata dei lavori è stimata in tre mesi.

Il lato nord è diviso fra varie proprietà private che sono state coinvolte in un progetto unitario che vede il Comune come unica stazione appaltante per i lavori e per l’uniformità estetica e del decoro attraverso linee guida. «Il percorso congiunto, con tutte le proprietà, privati e attività economiche, avviato da tempo dal Comune – sottolineano gli assessori al Patrimonio Massimo Cameliani e ai Lavori pubblici Roberto Fagnani –, ha finalmente prodotto un concreto accordo condiviso che permetterà di valorizzare ulteriormente questa piazza dall’importante funzione turistica. Così, dopo la sistemazione della pavimentazione e dell’illuminazione a cura del Comune, si provvederà nei prossimi mesi alla ristrutturazione di una facciata che darà un aspetto ordinato ed accogliente ad uno spazio sempre più amato e vissuto dai cittadini».

Nell’accordo che sarà sottoscritto a breve da tutte le proprietà, gli interessati autorizzano il Comune a realizzare le opere comuni, a rimborsare le quote di propria spettanza e a realizzare preliminarmente le opere di propria competenza. Tra gli interventi a carico dei privati ci sono: eliminazione/sostituzione di condizionatori a vista; eliminazione di parabole o altri elementi incongrui; riordino di aperture (vetrine, vetrinette, finestre, portefinestre); sistemazione/ripristino di corpi sporgenti e terrazzino; eliminazione/verniciatura inferriate; riordino di infissi e sistemi oscuranti. Il Comune provvederà ad eliminare fili elettrici aerei e di facciata e tutti gli elementi incongrui (eventuali tubi di aerazione/scarico, ganci, ecc.), sistemare gronde e pluviali, rifare gli intonaci e tinteggiare i muri.

SeDici Architettura 2017, incontro a Cervia. Si parla anche di design e turismo

Conferenza al Magazzino del Sale alle 20.30, con i designer Massimo Simonetti (Rimini), l’architetto Fabrizio Fontana, la dirigente del Comune di Cervia Daniela Poggiali e l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ravenna Roberto Fagnani.

Fontana Officine Del SaleIl designer Massimo Simonetti (Studio Simonetti, Rimini), l’architetto Fabrizio Fontana (Archlabo, Ravenna e Milano Marittima) assieme al dirigente del Comune di Cervia Daniela Poggiali e all’asssessore ai lavori pubblici del Comune di Ravenna Roberto Fagnani, sono i protagonisti della conferenza del ciclo “SeDici Architettura 2017-2018”, in calendario giovedì 28 settembre (dalle ore 20) al Magazzino del Sale (Torre) di Cervia. La rassegna prevede una serie di incontri itineranti in Romagna, a più voci, dedicati al progetto, fra storia, estetica ed esperienze contemporanee sul campo. Ideata da un comitato di professionisti e studiosi di architettura è organizzata e documentata dalla rivista dell’abitare Casa Premium, in collaborazione con gli Ordini professionali degli architetti di Ravenna e Forlì, anche ai fini dei crediti formativi.

Tema dell’incontro “Il senso dell’ospitalità. Progettazione architettonica, turismo e tempo libero”. Una ricognizione attuale sul rapporto fra architettura, urbanistica, interior design e impresa turistica attraverso l’esperienza di professionisti e amministratori pubblici. A partire dai “cantieri in divenire” della riviera romagnola e oltre. Dopo gli interventi, seguirà una breve tavola rotonda fra i relatori della conferenza e un question time finale dedicato al pubblico in sala.

I protagonisti

Massimo Simonetti – Studio Simonetti – Rimini
Nato professionalmente all’inizio degli anni ’70, Massimo Simonetti, dopo importanti esperienze nel campo del design industriale, decide di indirizzare la propria vena creativa anche al mondo dell’interior design. Fonda così lo Studio Simonetti, che si afferma tra i leader nella progettazione alberghiera realizzando oltre quaranta alberghi (più di 3.000 camere), tra cui numerosi cinque stelle lusso. Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da uno stile unico, senza tempo, svincolato dalle mode e dalle tendenze. Lo Studio Simonetti è formato da un team di architetti e interior designer, e realizza masterplanning, progetti architettonici e di interior design, e fornisce consulenza tecnica per l’ideazione di nuovi concept e format alberghieri.

Fabrizio Fontana – Archlabo – Ravenna, Milano Marittima
Laureato in architettura a Firenze e collaboratore didattico all’Università di Ferrara, fonda nel 1993 il gruppo di lavoro Archlabo (Ravenna e Milano Marittima). Lo studio si occupa di progettazione architettonica, restauro conservativo, urbanistica e arredo urbano per committenze pubbliche e private. Ha firmato diversi progetti residenziali e turistico-ricettivi a Cervia-Milano Marittima e sulla riviera ravennate, fra cui, recentemente il recupero conservativo dell’ex Cral Salinari e la ristrutturazione funzionale del Magazzino del Sale Darsena.

Daniela Poggiali – Architetto, Dirigente Comune di Cervia
Laureata in Lettere, Conservazione dei Beni Culturali e in Architettura, Daniela Poggiali è ‪è Architetto e Dirigente dei Servizi Patrimonio, Demanio e Porto del Comne di Cervia‬. ‪È stata ed è responsabile dei procedimenti di approvazione e di affidamento di numerosi progetti di rigenerazione urbana quali ad esempio Magazzino del Sale Darsena, Cral delle Saline, Vecchia Pescheria Comunale, Kursaal Lido e Woodpechker.‬ ‪È anche Dirigente dei Servizi Cultura e Turismo del Comune di Cervia, occupandosi dei progetti di ospitalità innovativi e sperimentali del Territorio.‬

Roberto Fagnani – Assessore ai Lavori Pubblici Comune di Ravenna
Assessore ai Lavori Pubblci della giunta ravennate guidata dal sindaco Michele De Pascale, Fagnani ha avviato un importante intervento per la riqualificazione di infrastrutture, servizi e arredi delle aree retrostanti le spiagge ravennati messo a concorso con un bando internazionale per un valore complessivo di 10 milioni di euro. A cui si aggiunge recentemente il progetto di fattibilità – preparato internamente dagli uffici comunali – di una nuova struttura polivalente (sport, fiere, eventi, concerti…) nell’area del Pala De André a Ravenna, da 6mila posti e 15 milioni di euro di budget.

Terreno espropriato dal Comune: il giusto indennizzo alla società 15 anni dopo

Nel 2002 l’amministrazione occupò un area di T&C per i lavori in via Baiona. L’azienda si oppose alla cifra offerta e il contenzioso si è risolto solo ora con un accordo bonario dopo che la Corte d’Appello ha impiegato otto anni per andare a sentenza

Giustizia TogaQuindici anni per chiudere il contenzioso nato da un esproprio e i tempi, se non fosse intervenuto un accordo tra le parti, sarebbero stati anche più lunghi. Il contenzioso tra Comune di Ravenna e la società T&C Traghetti e Crociere srl, una controllata di Autorità portuale che gestisce il piazzale da cui partono i traghetti diretti verso la Grecia, è la plastica rappresentazione di quello che può accadere quando ci si oppone ad un esproprio.

Tutto comincia nel 2002. Il Comune da un paio d’anni ha deciso di migliorare via Baiona, la strada che collega Ravenna e Porto Corsini costeggiando la zona industriale. I lavori interessano aree di proprietà di Esercizio Terminals srl, società che poi confluirà in T&C. Palazzo Merlato determina “l’occupazione d’urgenza” delle aree interessate dai lavori e, ad ottobre, prende possesso dell’area oggetto del contenzioso. Cinque anni dopo procede all’esproprio ma la cifra offerta non soddisfa T&C che ricorre alla commissione provinciale competente, ottenendo la prima vittoria.

La commissione infatti ritiene il terreno edificabile e lo valuta 20.475 euro. Siamo nel maggio 2009. Il Comune non ci sta: sostiene che quell’area sia agricola e un mese dopo ricorre in appello, a Bologna. T&C si costituisce e rilancia: l’area in concreto occupata per i lavori non è – sostiene – di 155 metri quadri ma di 383. I conti, insomma, non tornerebbero nemmeno dal punto di vista catastale.

La Corte d’Appello la prende con calma. La sentenza arriva infatti soltanto nel marzo di quest’anno, otto anni dopo ed è, ancora una volta, favorevole a T&C. Il Comune deve versare quanto disposto dalla commissione provinciale più le spese processuali. Si arriva a questo punto all’accordo bonario: l’amministrazione lo propone a T&C. Altrimenti ci sarebbe stato un ricorso in Cassazione e i tempi si sarebbero allungati, con ogni probabilità, almeno di un lustro. L’accordo prevede che il Comune versi i ventimila euro e spicci dovuti e la società rinunci alla pretesa sugli altri 228 metri quadri in esubero.

Letto, firmato e sottoscritto, si conclude così una lunga vicenda che la dice lunga sui tempi della giustizia civile ma non solo: quindici anni (e in questo caso manca il rincorso in Cassazione) per definire il valore di un esproprio quanto spostano la bilancia dalla parte dell’ente espropriatore piuttosto che da quello dell’espropriato?

L’otto di Bruno Rosetti fa l’impresa in batteria e approda nella finale mondiale

Canottaggio / Brillante prestazione dell’equipaggio azzurro, che batte avversari come Gran Bretagna, Australia e Olanda e si qualifica direttamente per la gara decisiva di domenica, senza passare dai recuperi. Quinto posto nel singolo Para-Rowing per Baldini, che oggi gareggia nei ripescaggi

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Un primo piano del portacolori della Canottieri Ravenna (foto Perna)

Arriva un sorprendente risultato che fa sorridere Bruno Rosetti al Mondiale di canottaggio in svolgimento a Sarasota (Florida), negli Stati Uniti. L’otto azzurro, di cui fa parte il ravennate, centra infatti contro ogni pronostico la qualificazione alla finalissima in programma domenica (start previsto alle 11.12 locali, ore 17.12 in Italia). L’ammiraglia italiana, così è definito l’equipaggio più “pesante” e numeroso, riesce a vincere la propria batteria, conquistando quell’unico il risultato, il primo posto, che gli consente di non passare dai recuperi. Il tutto regolando sul traguardo un avversario come la temutissima Gran Bretagna e precedendo Australia e Olanda, tre nazioni che nella Coppa del Mondo del luglio scorso aveva visto con il binocolo, terminando nella Finale B, quella di consolazione.

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Il ravennate Bruno Rosetti è il secondo da destra nell’otto azzurro (foto Perna)

La cronaca della gara Parte forte l’otto azzurro nella sua batteria, che con oltre i 40 colpi al minuto si piazza subito a condurre, infliggendo un secondo e mezzo alla flotta britannica ai 500 metri. Rosetti e compagni spronati dal timoniere D’Aniello continuano nel proprio incedere imperioso, un passo fluido e netto che sfianca la resistenza inglese e olandese, i cui otto a metà gara sono distanti quasi tre e cinque secondi. Anche nel terzo quarto la musica non cambia, l’ammiraglia azzurra continua a sorprendere e a guadagnare sugli avversari, che cercano di ricucire il gap ma senza riuscirci. Il rush finale mette in mostra un’Italia tutt’altro che sazia, che sale ancora di colpi andando a mettere in cassaforte il pass.
Ordine d’arrivo: 1. Italia (Luca Parlato-Marina Militare, Emanuele Liuzzi-Fiamme Oro, Cesare Gabbia-SC Elpis, Bruno Rosetti-SC Ravenna, Paolo Perino-Fiamme Gialle, Mario Paonessa-Fiamme Gialle, Davide Mumolo-SC Elpis, Leonardo Pietra Caprina-CC Aniene, tim. Enrico D’Aniello-SC Amalfi) 5.32.39, 2. Gran Bretagna 5.34.60, 3. Australia 5.36.85, 4. Olanda 5.37.90, 5. Russia 5.40.59, 6. Cina 5.47.31.
Nella seconda batteria vince la Germania, che si qualifica così per la finalissima, mentre andranno ai recuperi i padroni di casa degli Stati Uniti e la Romania. Ordine d’arrivo: 1. Germania 5.29.36, 2. Stati Uniti 5.30.38, 3. Romania 5.31.30, 4. Nuova Zelanda 5.35.65, 5.Ucraina 5.37.57, 6. Polonia 5.44.64.

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Simone Baldini in azione nel singolo Para-Rowing (foto Perna)

Baldini ai ripescaggi Nel singolo Para-Rowing Simone Baldini si piazza al quinto posto della sua batteria e quindi va ai ripescaggi, previsti già oggi alle 10.10 locali (ore 16.10 italiane), dove se la vedrà con gli equipaggi di Germania, Stati Uniti, Belgio e Ungheria: primi tre in semifinali, il quarto e il quinto nella finale C.

La cronaca della gara Il portacolori della Canottieri Ravenna al passaggio dei 500 metri lotta per restare attaccato al gruppo e si mantiene poco distante all’americano Haxton e all’israeliano Daniel, mentre l’austriaco Dolleschal cerca di rientrare sull’azzurro. Ai 700 metri il russo Chuvashev e Gran Bretagna rinforzano per staccarsi dagli altri contendenti e andare ad assicurarsi i primi due posti, valevoli la semifinale, con l’Italia che rinforza a sua volta guadagnando una posizione a metà gara a danno di Israele, che viene passato anche dall’Austria. Proprio Dolleschal passati i 1000 metri sferra un attacco a Baldini che viene superato passando così di nuovo quinto al penultimo rilevamento, dove Chuvashev e Houghton presso che appaiati sono già transitati garantendosi il passaggio del turno. L’ultimo quarto di gara serve solo ad ufficializzare le posizioni, vince la Russia che va in semifinale con la Gran Bretagna, più staccata nel finale, mentre è terzo lo statunitense. Italia quinta a poco più di tre secondi dall’Austria e davanti a Israele, per completare il novero di chi si giocherà i recuperi. Ordine di arrivo: 1. Russia 10.02.35, 2. Gran Bretagna 10.11.27, 3. Stati Uniti 10.21.95, 4. Austria 10.47.20, 5. Italia (Simone Baldini-SC Ravenna) 10.50.46, 6. Israele 10.56.95.

Al Volley Club Cesena il “1° Trofeo dell’Uva”. L’intero ricavato in beneficenza

Volley C / La squadra di Minguzzi in finale ha superato in tre set i padroni di casa della Conad Ville Unite nella manifestazione organizzata a San Pietro in Vincoli dall’Atlas e dalla Polisportiva Spiv. Terzo lo Spem Faenza, quarta la Fulgur Bagnacavallo

Volley Club Cesena-Atlas Santo Stefano 3-0
(25-13, 25-23, 25-19)
CONAD VILLA UNITE ATLAS SANTO STEFANO: Fantini 7, Silvestroni 7, Piadelli 5, Agostini 2, Taglioli 14, Martini, Casadei 1, Mazzavillani, Bussi, Mazzoni, Monti (L), Gatti (L). Ne: Lombardi, Zamboni, Scarpellini, Della Casa. All.: De Marco.
VOLLEY CLUB CESENA: Venturini 16, Rossi 1, Mazzi 8, Aldini 14, Grottoli 3, Rossi 6, Bellomo 2, Bellettini 2, Pizzinelli, Gherardi, Sacchetti, Pirazzoli (L). All.: Minguzzi.

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Foto di gruppo delle formazioni partecipanti al “1° Trofeo dell’Uva” di San Pietro in Vincoli (foto R. Casadei)

È il Volley Club Cesena ad aggiudicarsi la prima edizione del ‘Trofeo dell’Uva’, torneo di pallavolo con squadre di Serie C e D che si è disputato nel weekend alla palestra Scuole Medie di San Pietro in Vincoli, con l’intero ricavato che è stato devoluto alla FabiOnlus, associazione che si occupa di raccolta fondi per la ricerca sulla SLA. La squadra cesenate, che però ha anche una forte connotazione ravennate (è allenata da Valerio Minguzzi e può contare in campo su alcuni talenti cresciuti nel settore giovanile del Porto Robur Costa come Bellettini, Pirazzoli, Grottoli e Rossi), ha superato in finale in tre set i padroni di casa della Conad Ville Unite Atlas, società di Santo Stefano che ha organizzato la manifestazione assieme alla Polisportiva Spiv.

Volley Club Cesena
La squadra vincitrice del torneo, il Volley Club Cesena di Valerio Minguzzi (foto R. Casadei)

«Considerando che era alla prima edizione, il torneo ha avuto un’ottima riuscita – spiega il tecnico dell’Atlas, Roberto De Marco – e tutti ci hanno fatto i complimenti per l’organizzazione. È stato un ottimo banco di prova per le squadre che hanno partecipato. La nostra formazione si è dimostrata all’altezza della situazione nonostante la sconfitta per 3-0 contro un avversario che punta di sicuro in alto. La stagione sarà difficile per il calibro delle nostre rivali, ma il potenziale della Conad Ville Unite è buono e con margini di miglioramento». Il terzo posto del torneo è stato raggiunto dallo Spem Faenza, che nella ‘finalina’ ha battuto 3-1 la Fulgur Bagnacavallo, unica tra le quattro partecipanti a essere iscritta al campionato di D. In semifinale l’Atlas aveva regolato al tiebreak i manfredi, mentre i cesenati avevano sconfitto 3-0 la Fulgur. «Il nostro ringraziamento – aggiunge l’organizzatore Andrea Fantini – va alle squadre che hanno partecipato, allo staff della Festa dell’Uva e alla Cassa di Risparmio, che hanno contribuito alla realizzazione del torneo. Ci piacerebbe replicare questa manifestazione anche il prossimo anno».

 

Quell’oasi naturale di proprietà privata: 480 ettari chiusi al pubblico

Ortazzo e Ortazzino, alla foce del Bevano, furono acquisiti da una società immobiliare di Roma negli anni Sessanta per costruire ma i vincoli ambientali successivi bloccarono tutto. Il Comune di Ravenna riapre il dialogo per acquisire l’area

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Uno scatto dell’Orto e Ortazzino (foto www.lidodiclasse.com)

 

“Il comprensorio dell’Ortazzo e Ortazzino – citiamo l’ufficio Turismo del Comune di Ravenna – è il sito costiero avente la maggiore biodiversità di tutto il litorale emiliano-romagnolo”. Ma è praticamente inaccessibile. E non solo per i vincoli di tutela ambientale, ma anche perché è quasi tutto di proprietà di una società immobiliare di Roma, che l’ha acquistato negli anni Sessanta. Si tratta di un complesso di 480 ettari (all’interno della Pineta di Classe, attorno alla foce del Torrente Bevano), che comprende aree pinetate, aree umide, zone ancora agricole e alcuni fabbricati di servizio. Tutto chiuso al pubblico da cancellate e inutilizzato in quanto nel frattempo l’area, oggi rientrante nel Parco del Delta del Po, è stata vincolata e non è stato quindi più possibile costruire, come invece nelle intenzioni iniziali degli immobiliaristi.

Già dai tempi del sindaco Vidmer Mercatali il Comune di Ravenna cerca di acquisire l’area, ma le richieste dei proprietari sono sempre state fuori portata. Oggi – ci dice l’assessore al Patrimonio del Comune, Massimo Cameliani – si è invece riaperto un dialogo. La società potrebbe infatti essere interessata ad alienare il terreno, anche a prezzi non di mercato, consapevole che l’unico soggetto interessato a questo punto non può che essere un ente pubblico. L’ultimo a parlarne pubblicamente fu infatti l’ex sindaco Fabrizio Matteucci nel 2011 in occasione dei lavori al centro Bevanella (oggi il punto di partenza per le escursioni nell’area aperta al pubblico e fino alla foce del torrento Bevano, organizzate dalla cooperativa Atlantide) quando si pose come obiettivo quello di acquisire l’area per allestire percorsi e servizi turistici per un’area naturale che «non ha niente da invidiare alla Camargue», disse pochi mesi dopo l’inaugurazione del centro visite. Ora l’obiettivo potrebbe raggiungerlo Michele de Pascale, suo successore a Palazzo Merlato.

Locali storici: dal Rigolò al Rock Planet. «Quando la passione diventa un lavoro»

Parla Marco Trioschi, che cura i concerti del club cervese ma anche di locali bolognesi, festa dell’Unità e Acieloaperto: «Ora chi viene in Italia deve abbassare i cachet…»

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Marco Trioschi, titolare della società The Best Company che gestisce anche il Rock Planet

L’avventura è partita nel 1991 con il Rigolò, rock club di Alfonsine rimasto nei ricordi di tanti ravennati (e non). Pochi anni dopo lo staff si è buttato sul Rock Planet, in quel periodo ancora a Cesenatico. «Acquistammo il logo e poi ripartimmo da Pinarella», nell’attuale sede della discoteca che in oltre vent’anni di attività ha portato sul palco band di caratura nazionale e internazionale nel campo del rock e del metal, con incursioni  nel mondo afro e nell’elettronica.

A raccontarcelo è Marco Trioschi, direttore di The Best Company, società che si occupa oltre che del Rock Planet, anche dei concerti in club di Bologna, alla festa dell’Unità di Ravenna e ultimamente collabora anche con il festival Acieloaperto di Cesena e Villa Torlonia.
«Tutto è nato come una passione, trent’anni fa, poi è diventato un lavoro e quindi anche le scelte nell’organizzare i concerti vanno di conseguenza – dice Trioschi –. Ora bisogna capire quali tendenze dall’estero possono funzionare anche in Italia, comprendere il target di pubblico».

Rock PlanetNonostante il crollo del mercato discografico, il settore della musica dal vivo pare tenere, anzi, perfino crescere. «Gli artisti non potendo più contare sugli introiti economici di un tempo derivati dalla vendita dei dischi, puntano molto sul tour e il concerto è diventato un modo per percepire reddito, quasi l’unica fonte di reddito, mi verrebbe da dire. Per gli spettatori, ormai senza più i dischi, la musica dal vivo è diventata invece un evento». E quali sono gli spettatori del Rock Planet? «Ospitando anche band con alle spalle carriere ultradecennali, ci sono anche cinquanta-sessantenni. Poi abbiamo concerti rivolti in particolare ai giovani, mentre è complicato coinvolgere i giovanissimi: non è più come una volta quando si facevano attirare da una proposta seria come il rock, ora vogliono cose più leggere, tipo il rap italiano, che di solito passa attraverso ospitate in discoteca».

Ci sono gruppi a cui un manager con alle spalle 30 anni di carriere è ancora affezionato? «Molte band poi diventate famose hanno iniziato nei nostri club e quindi è più facile ricordarle, tra le italiane penso a Subsonica, Casino Royale, Afterhours: hanno suonato con noi all’inizio davanti a poche persone…».

Oggi quanto costa un gruppo? «I cachet reali dei gruppi stranieri in Italia si abbassano. O perlomeno, chi lo capisce viene ancora dalle nostre parti, gli altri non fanno più tappa in Italia. Non si possono paragonare i nostri cachet con quelli della Germania, noi ormai siamo l’Europa del sud e questo anche gli americani devono iniziare a capirlo. Se vogliamo parlare di cifre, diciamo che organizzo concerti di gruppi che vanno dai mille ai 50mila euro di cachet, considerando anche gli spazi aperti o i più grandi come l’Estragon di Bologna. Al Rock Planet, che può contenere 7-800 persone, si può arrivare fino a 14-15mila euro. Flop o buchi nell’acqua? Tanti, che però tendo a dimenticare il giorno dopo, magari segnandomi giusto il nome del gruppo. Ma non è semplice evitare passi falsi: già ora sto organizzando concerti per la prossima estate e non sempre si può indovinare quello che potrà funzionare tra un anno o quasi. Devi lavorare con promoter internazionali e affidarti a loro. quasi senza accorgertene rimani legato a loro e alle loro band, di fronte a una proposta comunque vastissima».

Chissà quante richieste assurde, da parte di rockstar o presunte tali… «Certo, ma loro fanno una vita davvero incredibile, sempre in giro per anni: è normale che in certi momenti richiedano il massimo del comfort, spesso anche culinario».

L’Olimpia Teodora piega al tiebreak Perugia e si aggiudica il 1° “Trofeo Guerra”

Volley A2 femminile / In quello che ha rappresentato un antipasto del prossimo campionato, le ragazze di Angelini soffrono a lungo la Bartoccini, ma le strappano il secondo set e in rimonta ribaltano il risultato, vincendo al quinto dopo una battaglia di quasi due ore

Ravenna-Perugia 3-2
(20-25, 29-27, 16-25, 25-14, 15-10)
OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Scacchetti 2, Bacchi 15, Neriotti 8, Kajalina 11, D’Odorico 8, Menghi 12, Panetoni (L); Aluigi 12, Paris (L), Ceroni 6, Drapelli. Ne: Torcolacci, Vallicelli. All.: Angelini.
BARTOCCINI GIOIELLERIE PERUGIA: Lotti 16, Repice 11, Mazzini 1, Pascucci 21, Garcia Zuleta 11, Fiore 16, Giampietri (L); Puchaczewski, Rimoldi, Barbolini. Ne: Mancinelli, Kotlar, Santibacci. All.: Bovari.
ARBITRI: Laghi e Satanassi di Ravenna.
NOTE – Ravenna: bs 9, bv 5, errori 16, muri 7; Perugia: bs 14, bv 4, errori 18, muri 15. Durata set: 23′, 33′, 22′, 21′, 13′ (tot. 112′).

Esultanza Teodora Torneo Guerra
Un esultanza delle giocatrici dell’Olimpia Teodora, vincitrici del “1° Trofeo Sergio Guerra”

È un’Olimpia Teodora che riesce a superare i passaggi a vuoto quella che in rimonta si aggiudica il “Trofeo Sergio Guerra”, battendo al tiebreak Perugia al Pala De Andrè in quello che ha rappresentato il momento clou della manifestazione benefica del “#sediciguerra Bovo-Guerra Day” che ha coinvolto soprattutto i ragazzi delle scuole per tutta la giornata. In un vero e proprio antipasto del campionato di A2 le ravennati inseguono per i primi tre set, riuscendo a strappare al fotofinish il secondo, mentre nel finale si scaldano e chiudono con buon vantaggio gli ultimi due parziali, conquistando la prima edizione del trofeo dedicato allo storico allenatore capace di vincere 11 scudetti consecutivi. Nonostante qualche indecisione le ragazze del tecnico Angelini hanno il merito di rimanere in partita anche grazie alla grinta di capitan Bacchi e di sfruttare al meglio il calo delle ospiti nel finale, dove i punti di Aluigi e Menghi, oltre che della giovanissima opposto Ceroni, suggellano al meglio la vittoria per le padrone di casa.

In apertura del primo set Angelini schiera in campo la regista Scacchetti in diagonale con Kajalina, Bacchi e D’Odorico schiacciatrici, Menghi e Neriotti centrali, Panetoni libero. L’Olimpia Teodora deve subito inseguire sul 4-6, ma grazie all’ottimo turno di servizio di Kajalina trova il sorpasso sul 7-6. Il turno in battuta di Pascucci segna il contro-parziale che vale agli ospiti il 7-10, mentre le ragazze di Angelini perdono il filo della partita finendo sotto anche di 9 sull’11-20. Nel finale Ravenna prova la rimonta e torna fino al 19-23, ma deve cedere comunque 20-25.

Nel secondo parziale entrano Aluigi e Paris per D’Odorico e Panetoni, ma l’Olimpia Teodora deve ancora inseguire di fronte a una Perugia davvero in palla. Ravenna si trova sotto di 5 sul 10-15 a metà set, ma reagisce con orgoglio guidata da capitan Bacchi e si riporta sotto sul 14-15. La squadra di Angelini continua a inseguire e salva ben tre set point, dal 22-24 al 25 pari, poi riesce a mettere la testa avanti sul 26-25 e a pareggiare il conto alla terza occasione (29-27).

Nel terzo periodo tornano D’Odorico e Panetoni, ma dopo la rimonta l’Olimpia Teodora allenta la tensione e il set è tutto in favore delle ospiti. Angelini prova a scuotere le sue ragazze sul 3-9 con il timeout e Ravenna torna sotto a -3 sull’8-11. Perugia è però brava a riprendere subito il controllo del match e scappa via, chiudendo abbastanza facilmente 16-25.

Nel quarto set entrano di nuovo Aluigi e Paris, mentre Ceroni sostituisce Kajalina. Ravenna parte bene proprio grazie all’entusiasmo della giovanissima opposto numero 4 e, dopo il primo allungo sull’11-6, conduce per tutto il parziale. Angelini fa rifiatare capitan Bacchi facendo rientrare D’Odorico, mentre le sue ragazze chiudono per 25-14 un set mai in discussione.

Il tiebreak si apre in equilibrio fino al 4 pari, poi Menghi con una veloce e un ace mette a segno il mini allungo del 7-4, prima che le padrone di casa vadano al cambio di campo in vantaggio 8-5. Aluigi firma il +4 sul 10-6 e l’Olimpia Teodora è brava a non abbassare la tensione fino in fondo, chiudendo la partita con D’Odorico al secondo match point: 15-10.

La rimonta della Bunge si ferma sul più bello: nel test la spunta la Lube in 4 set

Volley Superlega / Sotto 2-0 a Civitanova contro i campioni d’Italia, nel terzo parziale la squadra di Soli reagisce dimezzando lo svantaggio ma nel quarto perde in volata. Bene il trio formato da Marechal, Poglajen e Buchegger, con l’austriaco che firma 17 punti

Civitanova-Ravenna 3-1
(25-18, 25-23, 20-25, 26-24)
CUCINE LUBE CIVITANOVA: Kovar 5, Cester 5, Zhukouski 1, Juantorena 17, Stankovic 5, Sokolov 13, Marchisio (L); Candellaro 2, Casadei 4, Larizza, Milan 9. All.: Medei.
BUNGE RAVENNA: Marechal 13, Diamantini 7, Orduna, Poglajen 11, Vitelli 3, Buchegger 17, Goi (L); Raffaelli, Marchini 1, Georgiev 2 , Klobucar. Ne: Pistolesi. All. Soli.
ARBITRI: Rossetti e Mattei.
NOTE  – Macerata: bs 22, bv 2, muri 5, errori 14. Ravenna: bs 25, bv 3, muri 4, errori 11. Durata set: 21’, 24’, 23’, 24’ (tot. 92’). Spettatori 400 circa.

Test Lube Bunge 2
Il muro della Bunge non sempre è riuscito a fermare i forti avversari marchigiani

Ci prova a Civitanova la Bunge, che impegna la Lube in un match durato quattro set, inchinandosi ai campioni d’Italia dopo essere rientrata in partita nella terza frazione e aver lottato a lungo anche nel quarto periodo, perso ai vantaggi dopo una bella rimonta. Come contro Santa Croce, anche questa volta Buchegger, Marechal e Poglajen vanno in doppia cifra, mentre al centro si alternano Diamantini (7 punti per lui), Vitelli e Georgiev, con Orduna che dirige bene in regia i compagni.

Senza l’infortunato Grebennikov e gli americani Sander e Christenson, impegnati in nazionale, i padroni di casa scendono in campo con l’ex Cmc Zhukouski al palleggio, Sokolov opposto, Kovar e Juantorena schiacciatori, Cester e Stankovic centrali e Marchisio libero. In attesa dell’arrivo del cubano Gutierrez e con Mazzone indisponibile, la Bunge risponde con il regista Orduna in diagonale con Buchegger, i martelli Poglajen e Marechal e al centro Diamantini e Vitelli (Goi in seconda linea).

Il primo set è sotto il segno dalla Lube, che parte subito forte con un break importante (16-11 di Cester) per poi chiudere 25-18. Nel secondo periodo c’è maggiore equilibrio, i padroni di casa diventano più fallosi in battuta e la Bunge ne approfitta per lottare punto a punto, in particolare con Marechal: il break decisivo arriva nel finale, con i “cucinieri” che la spuntano 25-23 grazie a Juantorena. La formazione di Soli parte bene nella terza frazione, scattando prima sul 3-8 e poi sul 9-16 a firma di Diamantini, per infine resistere al tentativo di rimonta dei marchigiani, dimezzando le distanze (20-25, punto finale che arriva con l’errore di Sokolov). Nel quarto set c’è ancora equilibrio, ma i campioni d’Italia lo rompono fuggendo sul 23-20 con Juantorena. Vitelli, con due punti di fila, e Buchegger riportano il parziale in parità: ai vantaggi, però, decide Milan.

Aveva oltre un chilo di marijuana a casa: arrestato un 27enne in Darsena

L’uomo è stato sopreso mentre vendeva una dose ad un 25enne. Dopo la convalida è finito in carcere. Un altro giovane fermato a Lugo

SpaccioNella tarda serata di lunedì 25 settembre è stato sorpreso a vendere droga in zona Darsena. Ha tentato la fuga ma è stato bloccato ed arrestato. I carabinieri hanno trovato poi a casa sua una grossa quantità di marijuana. I militari della stazione di Via Alberoni stavano tenendo sotto controllo un uomo che sembrava in attesa di qualcosa. E’ poi stato avvicinato da un’altra persona che gli ha passato un involucro in maniera fulminea. I carabinieri sono intervenuti. Il primo, 25enne nigeriano, è stato trovato in possesso di 7 grammi di marijuana. Il secondo, connazionale 27enne regolarmente residente a Ravenna, ha tentato la fuga ma è stato bloccato.

Nella successiva perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno trovato 1,35 chili di marijuana con tutto il necessario per pesare, frazionare e confezionare le dosi. Così è scattato l’ arresto con l’accusa di spaccio e detenzione ai fini di spaccio. Stamani a seguito della convalida gli si sono spalancate le porte del carcere.

Un altro arresto per spaccio a Lugo dove i carabinieri di San Lorenzo hanno perquisito un 24 enne domiciliato a Lugo, di origini marocchine. Sono stati trovati 7 grammi di hashis pronto allo spaccio, materiale per il conezionamento  ed una consistente somma di denaro contante, in biglietti di vario taglio, ritenuta provento dell’attività di spaccio che veniva sottoposto a sequestro dai militari operanti.

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