martedì
21 Aprile 2026

Porto, il progetto per gli escavi passa dall’accordo con Sapir: non sarà espropriata

I fanghi andranno su 150 ettari di terreni da urbanizzare con piattaforme logistiche, una parte di questi appartengono al terminalista pubblico che accoglierà sulle sue aree 500mila mc impegnandosi a fare una piattaforma. Fondali da 12,5 metri nel 2025.

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Il sindaco Michele de Pascale e il presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi con i ventotto faldoni del progetto definitivo per gli escavi

Il destino del porto di Ravenna per i prossimi decenni sta in ventotto faldoni che uno sopra l’altro fanno una pila alta più o meno tre metri: sono le diverse migliaia di pagine della stesura definitiva del progetto denominato “Hub portuale”, già noto come Progettone, che consiste in buona sostanza nell’aumento della profondità dei fondali. È l’esito di un lavoro di pianificazione che negli uffici dell’Autorità portuale va avanti da anni. E su cui si è consumato uno scontro tra istituzioni culminato con il mancato rinnovo della presidenza a Galliano Di Marco nel 2016 al termine del primo mandato.

È stato il suo successore, Daniele Rossi, a illustrare i dettagli del piano nel corso di una presentazione pubblica nel pomeriggio del 15 settembre. Al suo fianco al tavolo dei relatori il sindaco Michele de Pascale, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore regionale Raffaele Donini. In buona sostanza si prevede l’escavo dei fondali per avere una profondità di 10 metri al terminal crociere di Porto Corsini, 12,5 nel canale dall’imboccatura alla darsena San Vitale e 13,5 tra le dighe e oltre fino a 5 km al largo; l’adeguamento di 6,5 km di banchine esistenti e la realizzazione di un chilometro di nuova banchina alla penisola Trattaroli per l’eventuale futuro terminal container. Il dragaggio è stato pensato con una sequenza di lavori che non vada a minare la libera concorrenza fra gli operatori portuali: il nuovo fondale a 12,5 sarà reso a disposizione di tutti nello stesso momento. Costo complessivo 235 milioni di euro, così coperti: 120 dal finanziamento della Banca europea degli investimenti (Bei), 60 dal Comitato interministeriale (Cipe) e 55 dalle casse di Ap.
La volontà dichiarata è di rimettere in moto le draghe appena raggiunti i 12,5 metri per scendere di altri due ma al momento, come è comprensibile, questa seconda fase rientra più nel novero dei desiderata che delle realistiche possibilità.

Il 18 settembre i faldoni sono stati depositati a Roma nella sede del ministero delle Infrastrutture e Trasporti dando ufficialmente via all’iter che, secondo quanto viene stimato oggi negli uffici dell’Autorità portuale, dovrebbe portare all’inizio dei lavori nei primi mesi del 2019 e al loro completamento dopo sei anni. Che potrebbero ridursi a quattro se in corso d’opera dovessero emergere alcune condizioni favorevoli legate a variabili al momento non preventivabili e quindi ipotizzate con il peggior scenario possibile. In particolare i tempi si potrebbero sveltire se le analisi sul materiale dragato dovessero dare risultati di qualità tale da consentendo il conferimento in cava e se sarà possibile recuperare casse di colmata oggi non disponibili. Ma va anche ricordato che incombe la tornata elettorale del 2018 come grande incognita che potrebbe rallentare il percorso.

La filosofia a monte della progettazione, ha spiegato da tempo Rossi, è quella di un sano pragmatismo: si scava in base al volume di fanghi per cui è possibile trovare una collocazione. Il totale sarà 4,7 milioni di metri cubi. In base alla zona del Candiano da cui verranno dragati sarà diversa la composizione dei materiali. I campionamenti già fatti finora dicono che si potranno riversare sul fondo del mare al largo non più di 1,35 milioni di mc. Il resto (3,35) dovrà essere gestito a terra. E qui è sempre stato il grande punto interrogativo su cui negli ultimi anni si è consumato lo scontro tra diverse vedute.

La soluzione ora scelta in via definitiva da via Antico Squero, in sintonia con Palazzo Merlato, prevede che con 2,3 milioni di mc di sedimenti dragati dai fondali si vada ad alzare il livello del terreno di tre aree che si estendono per circa 150 ettari in totale per formare il sottofondo su cui realizzare piattaforme logistiche da urbanizzare con strade e capannoni dedicati all’attività portuale. E 1,1 milioni di mc potranno essere conferiti in cava.

Le tre aree da riempire sono quelle i cui nomi, identificati dalle sigle delle mappe catastali, riecheggiano da tempo nelle stanze in cui si è parlato di escavi negli ultimi anni: Logistica 1, Logistica 2 e S3. Le prime due sono tra il Candiano e Porto Fuori, l’ultima è nelle Bassette (vedi mappa nella pagina accanto).
L2 e S3 sono attualmente suddivise fra alcune decine di proprietari, privati e aziende: Rossi si augura di raggiungere un accordo in via bonaria con tutti per l’acquisizinoe degli spazi secondo le stime di una perizia già fatta, in caso contrario si procederà con gli espropri. Per il momento dei 235 milioni totali per il progetto quelli calcolati per l’acquisizione dei lotti sono 22,4.

L1 è di proprietà di Sapir e tale resterà: un accordo con il terminalista controllato dal pubblico consentirà il deposito di 500mila mc a titolo gratuito con l’impegno da parte di Sapir a presentare un progetto di urbanizzazione per farne una piattaforma. Nelle ipotesi circolate durante la precedente presidenza invece era previsto che anche quest’area venisse acquisita da Ap. Proprio questa, insieme alla scelta di non ricorrere alle aree Logistica 3 e Logistica 4 dove ha terreni la Cmc, è la distinzione più netta tra il progetto nell’era Rossi e quelli dell’era Di Marco.

 

 

 

Portinaio legato e imbavagliato: per la rapina in hotel fermato il collega tuttofare

In due in fuga con decine di migliaia di euro in contanti. Arrestato un 52enne che stava per tornare a casa dopo la stagione lavorativa

NotturnaAvevano legato e imbavagliato nella guardiola il portiere di un noto albergo di Lido di Savio prima di prendergli le chiavi della cassaforte e riuscire quindi a scappare con alcune decine di migliaia di euro in contanti. Fin dal giorno dopo la rapina – avvenuta nella notte del 6 settembre – i sospetti erano caduti su qualche dipendente dell’hotel: l’incrocio dei dati acquisiti dai rilievi tecnici (dattiloscopici e biologici in primis) e dalle testimonianze hanno portato i carabinieri a concentrarsi sul tuttofare dell’albergo, un 52enne rumeno che, terminata la stagione lavorativa, stava per fare ritorno in patria.

L’uomo, invece, a causa di «gravissimi indizi di colpevolezza», dovrà rispondere del reato di rapina ed è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Savio e trasportato in carcere. Proseguono invece le indagini per individuare il complice.

È morto don Sandro, per oltre 50 anni parroco a San Biagio

Nato nel 1931, è stato anche rettore del seminario e assistente spirituale del Ravenna Calcio

Don Giansandro RavagnaDiocesi di Ravenna in lutto, è morto monsignor Giansandro Ravagna, parroco per oltre 50 anni a San Biagio e rettore del seminario. I funerali si terranno lunedì 18 settembre nella sua parrocchia.

Don Sandro – come era noto in città – si è spento nell’hospice Villa Adalgisa dopo una lunga malattia. Il 21 luglio scorso, assieme all’arcivescovo, circondato dalla sua comunità parrocchiale (dove era rimasto come parroco emerito), aveva festeggiato i 60 anni di sacerdozio. Mesi fa, quando gli fu diagnosticata la malattia che poi lo ha condotto alla morte, aveva voluto condividere il suo stato di salute con i parrocchiani, in un commovente annuncio durante la messa patronale del 3 febbraio.

Nato nel 1931 a Cicognolo, in provincia di Cremona, don Ravagna era stato ordinato sacerdote dall’allora vescovo monsignor Salvatore Baldassarri, il 21 luglio 1957. Era stato inviato a San Biagio prima come vicario parrocchiale, poi come amministratore e infine nel 1963 era diventato parroco della chiesa del borgo San Biagio di Ravenna, seguendone di fatto per mezzo secolo la pastorale, fino al ritiro nel 2012. È stato anche rettore del seminario arcivescovile per due volte: dal 1978 al 1989 e poi dal 2009 al 2013. Canonico della Cattedrale e cappellano di Sua Santità, a livello diocesano è stato anche membro del consiglio affari economici e vicario episcopale per la Liturgia e il diaconato. Per tantissimi anni è stato anche assistente spirituale del Ravenna Calcio.

La camera ardente sarà aperta da domani, sabato 16 settembre alle 13 nella parrocchia di San Biagio. I funerali saranno celebrati lunedì 18 settembre alle 14 sempre a San Biagio dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni.

Scoperta una piantagione di cannabis lungo l’argine del Senio

Piante alte più di due metri sequestrate dai carabinieri tra San Potito e Fusignano

Foto Comunicato Cannabis
Alcune piante sequestrate

I carabinieri del nucleo Forestale hanno sequestrato nei giorni scorsi una coltivazione abusiva di cannabis lungo l’argine del fiume Senio, tra San Potito e Fusignano. Le piante erano mediamente alte più di due metri e sono risultate (dai campioni prelevati) positive al narco-test dei carabinieri, che hanno avviato un’indagine a carico di ignoti.

Il liceo scientifico si trasforma in una redazione e nasce un giornale on line

Trentacinque ragazzi hanno aderito al progetto di scuola-lavoro: martedì 26 intervisteranno il sindaco De Pascale

 

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I ragazzi della redazione del liceo

Inizia la scuola e il liceo scientifico Alfredo Oriani di Ravenna diventa una redazione. Trentacinque ragazzi di quarta e quinta infatti hanno aderito al progetto di scuola-lavoro Giornalismo 2.0 curato dal tutor esterno Matteo Cavezzali e dalla insegnante Paola Galassi.

I ragazzi hanno dato vita al giornale Silenzio Stampa.Ra (che è possibile leggere a questo link) in cui pubblicano quotidianamente articoli e interviste di cronaca, cultura, sport e attualità. Nei primi due giorni il sito ha già avuto oltre 1.500 lettori. Tra gli articoli più apprezzati un’indagine sulla steet art in città, l’intervista al giovane ravennate diventato giocatore del Manchester, ma anche articoli sull’obbligo dei vaccini a scuola, sui viaggi di studio all’estero e su come scegliere l’università.

Martedì 26 settembre alle 12 i ragazzi intervisteranno il sindaco di Ravenna Michele de Pascale nell’aula magna del liceo in un incontro aperto ai loro compagni di istituto.

La giovane redazione è composta da Antonicelli Silvia, Binni Francesco, Casadio Eleonora, Castellani Luca, Cicognani Francesca, Cortesi Agnese, Fagnocchi Martina, Ghiberti Elisabetta, Giordano Isabella, Lazzari Ester, Manuel Vivona, Mehemeti Alba, Mercuriali Lorenzo, Mezzopera Eleonora, Ortali Giulia, Pasini Matteo, Piemontese Andrea, Pozzetto Andrea, Ricci Raffaele, Rondoni Filippo, Santoro Martina, Schillaci Gianmarco, Sifonetti Antonio, Spada Matilde, Spignoli Nicola, Strada Mattia, Tirelli Stella, Ullo Michela, Vitali Francesco, Zenzani Lucia.

Un «nuovo inizio» per la Biennale del Mosaico. Il programma delle iniziative

Budget da 300mila euro per l’edizione al via in ottobre. «E il Mar nel 2018 ospiterà una grande mostra sul contemporaneo»

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Il progetto di Disordine nell’area antistante il carcere

Ravenna è Mosaico e Dante. Per chi non lo avesse ancora capito, questi sono i due fari della triade De Pascale-Signorino-Tarantino che segneranno il futuro della nostra città in una cavalcata verso il settimo centenario della morte del Sommo Poeta nel 2021, data fatidica, ripetuta come un mantra, che rischia di diventare il nuovo 2019, anno della sfumata candidatura a Capitale della cultura, che non portò fortuna alla precedente giunta.

Questa mattina (15 settembre) nella residenza comunale è stato presentato il calendario della Biennale del Mosaico. «Un nuovo inizio per questo evento internazionale», ha affermato senza mezzi termini il sindaco. Sulla Biennale, che si svolgerà dal 7 ottobre al 26 novembre, sono stati investiti 300mila euro, una cifra alta rispetto alle precedenti edizioni (basti pensare che è quasi pari al budget delle ultime grandi mostre del Mar), anche se ovviamente non paragonabile a mostre-evento come quelle della vicina Forlì, che hanno budget anche da 2 milioni di euro.

Inaugurerà la Notte d’Oro ed è l’evento su cui l’Amministrazione punta per estendere la stagione turistica a Ravenna oltre il periodo estivo. «Il mosaico è un’opportunità economica enorme per Ravenna e nel tempo la nostra intenzione è di segnare sempre più luoghi della città con nuovi mosaici contemporanei (tra cui il progetto del collettivo Disordine per l’area antistante il carcere, vedi foto, ndr)», continua il Primo cittadino che insiste sul carattere corale dell’iniziativa che si svolgerà in 43 luoghi con opere di artisti provenienti da 18 nazioni.

Le due attrattive principali saranno la mostra del Mar, museo diventato cuore e direzione logistica del festival, che ospiterà “Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini ad oggi”̀ curata da Alfonso Panzetta con la collaborazione di Daniele Torcellini, con 140 opere, con alcuni capolavori assoluti, in esposizione, e l’evento “Sicis – Destinazione MicroMosaico”. Alla scoperta di un universo tanto immenso quanto immensamente piccolo che celebra i trent’anni di attività di una delle più grandi realtà del mosaico e una eccellenza del design internazionale, a Palazzo Rasponi dalle Teste. L’evento vuole inoltre condividere l’atmosfera che aleggia attorno alle realizzazioni di gioielli in micro-mosaico, in una moderna rilettura della tecnica settecentesca. Entrambe le mostre resteranno aperte ben oltre la fine di RavennaMosaico, fino al 7 gennaio 2018.

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Un’opera in mostra allo studio di Barbara Liverani

Accanto a questi due grandi eventi numerosissimi altri appuntamenti, in un percorso di confronto e collaborazione che coinvolge soggetti che già hanno partecipato alla scorse edizioni di RavennaMosaico e nuove realtà.

I suggestivi Chiostri Francescani ospitano Opere dal Mondo, una selezione di lavori di artisti internazionali in collaborazione con Aimc (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei), mentre alla Manica Lunga della Biblioteca Classense ha sede la quarta edizione di GAeM Giovani Artisti e Mosaico, a cura di Linda Kniffitz e Daniele Torcellini dove giovani artisti Under Forty si avvalgono della tecnica musiva in modo tradizionale o sperimentale. Sempre negli ambienti della storica biblioteca ravennate in collaborazione con il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, una mostra personale dedicata all’artista Silvia Celeste Calcagno curata da Davide Caroli e un suggestivo progetto del Mon coeur mis à nu, et pas seulement a cura dell’Accademia di Belle Arti, un affascinante intreccio di storie entro il quale il visitatore può seguire i fili delle nuove esperienze creative dei più giovani artisti del mosaico.

Al Museo Nazionale di Ravenna saranno allestite alcune importanti esposizioni. Felice Nittolo, Geografie a ritroso, a cura di Emanuela Fiori e di Giovanni Gardini, propone un percorso di opere inedite e scelte dell’artista; in collaborazione con l’Associazione Culturale Marte le personali di Clément Mitéran, Rappresentazione anonima a cura di Emanuela Fiori e Transizione di Matylda Tracewska curata da Roberta Bertozzi e Daniele Torcellini; ll colore della scultura, a cura di Laura Gavioli, conclude gli eventi all’interno dello spazio del museo.

Il Polo Museale dell’Emilia Romagna contribuisce inoltre a RavennaMosaico con i site-specific di Marco de Luca presso due monumenti del Patrimonio Unesco: Sudario al Battistero degli Ariani e Chimera nel Mausoleo di Teodorico, a cura di Linda Kniffitz, Emanuela Fiori, Sandra Manara.

Cliccando qui l’elenco completo delle mostre e delle iniziative tra luoghi istituzionali, botteghe, atelier, esercizi pubblici

 

E il futoro del Mar?
«Il Mar è vivo e lotta insieme a noi», ironizza l’assessora Elsa Signorino tirando in ballo le recenti polemiche di chi prevedeva una “dolce morte” per il più prestigioso museo cittadino dopo l’uscita definitiva di Claudio Spadoni, per molti anni ideatore artistico delle mostre temporanee. La Biennale del Mosaico occuperà i tre piani del Mar ad anni alterni e segnerà profondamente da quest anno in avanti la sua attività. Negli anni senza biennale invece il museo ospiterà mostre di diversa natura. Per il 2018 ancora non è stato reso pubblico il titolo, ma ci sta lavorando lo staff guidato dal dirigente della Cultura (e direttore della Classense) Maurizio Tarantino, che spiega: «Sicuramente sarà una mostra sul contemporaneo, volta anche a rivalutare il patrimonio museale meno conosciuto ai cittadini».

Porto, ecco il progetto da 235 milioni di euro per fondali a 12,5m e nuove banchine

Lunedì la presentazione del documento definitivo al ministero. Via ai lavori nel 2019: durata prevista sei anni per i dragaggi

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La presentazione del progetto Hub Portuale in Provincia

Lunedì, 18 settembre, verrà depositato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il progetto definitivo “Hub portuale di Ravenna“. Si tratta del progetto atteso da anni che ha come obiettivo prioritario quello di approfondire i fondali del canale Candiano per permettere l’ingresso di navi di dimensioni maggiori rispetto alle attuali, oltre che la realizzazione futura del nuovo terminal container e di nuove aree destinate alla logistica.

La prima fase del progetto – presentato alla sala Nullo Baldini della Provincia dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Daniele Rossi alla presenza tra gli altri anche del presidente della Regione Stefano Bonaccini – prevede l’approfondimento dei fondali a -13,50 metri del canale marino e dell’avamporto e fino a 12,50 metri nel canale Candiano vero e proprio, fino alla darsena San Vitale, con il dragaggio di oltre 4.700.000 metri cubi di materiale, oltre che la realizzazione di una nuova banchina, della lunghezza di oltre un chilometro, destinata a terminal container sul lato destro del canale, in Penisola Trattaroli, che sarà raggiunta dalla linea ferroviaria. Il progetto prevede inoltre l’adeguamento strutturale alle normative di oltre 2.500 metri di banchine esistenti, l’approfondimento dei fondali di ulteriori banchine (già adeguate) per uno sviluppo lineare di oltre 4 chilometri e la realizzazione infine di nuove piattaforme logistiche per circa 200 ettari, utilizzando parte del materiale di risulta dai dragaggi, opportunamente trattato.

Questa prima fase di lavori durerà circa quattro anni, periodo nel quale sarà realizzato anche un impianto di trattamento dei materiali di dragaggio. L’Autorità Portuale prevede tempi di istruttoria, dopo la presentazione del progetto definitivo, di circa un anno, con il cantiere vero e proprio quindi che – una volta indetta la gara d’appalto – dovrebbe partire nei primi mesi del 2019.

Questa prima fase dei lavori – a cui ne seguirà, secondo i proponenti, una seconda in cui si completerà l’escavo dei fondali sino a -14,50 metri – prevede un investimento complessivo di 235 milioni di euro, di cui 60 in arrivo dallo Stato grazie alla delibera del Cipe di ormai cinque anni fa, altri 120 ottenuti grazie al finanziamento erogato dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e i restanti 55 con fondi propri dell’Autorità Portuale di Ravenna, già disponibili.

Qui l’articolo completo con maggiori dettagli sul progetto.

Tappeto verde e arredi: via Cicognani diventa un parco giochi per una settimana

Chiuso al traffico il tratto di 50 metri davanti alla scuola Don Minzoni: iniziative dedicate alla sostenibilità ambientale

17 09 14 Allestimento Via Cicognani Per Sett. Europea Mobilità 2Per la settimana dal 16 al 22 settembre il tratto di circa 50 metri di via Cicognani a Ravenna di fronte alla scuola media Don Minzoni diventerà zona pedonale ventiquattro ore su ventiquattro con un calendario di appuntamenti aperti alla cittadinanza e accomunati dall’attenzione e dalla sensibilità verso l’ambiente. È l’iniziativa promossa dal Comune in occasione della Settimana europea della Mobilità. Il tratto di asfalto davanti alla scuola sarà allestito, in collaborazione con Azimut e Merli Sport, con un tappeto verde e arredi temporanei realizzati dai ragazzi della scuola, come se lo spazio dei giochi a misura di pedone conquistasse metri a discapito di veicoli e traffico.

La circolazione su via Dradi e su tutte le traverse di via Cicognani non verrà modificata e non subiranno alcuna modifica gli accessi alle attività commerciali, tra cui il forno “Le delizie” di via Cicognani che supporta l’iniziativa.

Il programma della settimana vedrà nelle ore mattutine, la cooperativa sociale Kirecò organizzare attività di animazione con i ragazzi della Don Minzoni, anche in collaborazione con la polizia municipale che si occuperà di educazione stradale; mentre nelle ore pomeridiane si terranno incontri, laboratori creativi, esibizioni sportive a cura delle associazioni del territorio.

Questo il calendario nel dettaglio. Sabato 16 il sindaco Michele de Pascale alle 11.30 nel cortile della scuola inaugurerà il pannello in alluminio riciclato, di 8 metri per 2, con il nome della scuola posto sulla parete della palestra, frutto di un progetto di educazione ambientale realizzato dagli studenti che hanno utilizzato 2.121 lattine. Dalle 12 Start Romagna distribuirà materiale informativo per la promozione del trasporto pubblico e sarà presente con un autobus in esposizione; lunedì 18 alle 17.30 l’associazione sportiva Edera Ravenna eseguirà una performance di ginnastica ritmica; martedì 19 dalle 19 alle 20.30 Invasioni Poetiche porterà la poesia in strada; giovedì 21 alle 18 i ragazzi della scuola Don Minzoni eseguiranno un concerto aperto a tutti; venerdì 22 dalle 15 il Bibliobus farà tappa di fronte alla Don Minzoni per promuovere la lettura tra giovani e adulti, con il proprio carico di oltre duemila tra libri e materiali multimediali; sabato 23 dalle 12 PluService, società che realizza app per la mobilità, presenterà e promuoverà, con coupon sconto, servizi smart per la mobilità, dal pagamento della sosta al biglietto elettronico di autobus e treni direttamente dal proprio smartphone; nella serata di lunedì 25 il Consiglio dell’Area territoriale del centro urbano (ex Prima Circoscrizione) si riunirà per una seduta pubblica.

All’interno della Settimana europea della Mobilità si segnalano, inoltre, le iniziative “Pedalando tra i parchi – alla scoperta degli angoli verdi urbani” che si svolgerà domenica 17 con ritrovo alle 9 ai Giardini pubblici in viale Santi Baldini e l’iniziativa, “PasseggiAmo Ravenna” in programma domenica 24 dalle 9 in piazza Kennedy, per rivivere il centro della città in un percorso che collegherà, a piedi o in bicicletta, tutte le sue porte storiche.

Allerta della protezione civile per «forti temporali» anche nel Ravennate

Fino alla mezzanotte di sabato 16 settembre. «Fissare gli oggetti sensibili al vento»

Temporali

Dalla mezzanotte di oggi, venerdì 15 settembre, alla mezzanotte di domani, sabato 16 settembre, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 104, per criticità idrogeologica per temporali, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla. In particolare sono previsti «temporali forti» sul settore centro-orientale della regione nella mattinata di sabato.

Il Comune raccomanda «di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento e della grandine o suscettibili di essere danneggiati».

Olimpia Teodora, buon pareggio nella gara di allenamento con lo Scandicci di A1

Volley A2 femminile / La formazione di Angelini prosegue la sua preparazione in vista dell’inizio della stagione con un test disputato in terra toscana con la quotata Savino del Bene di Arrighetti e Di Iulio. Domani altra amichevole, al PalaCosta (porte chiuse) contro San Giovanni in Marignano

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L’opposto estone dell’Olimpia Teodora, Anna Kajalina (foto D. Ricci)

È un’Olimpia Teodora molto convincente quella che torna da Scandicci con un ottimo pareggio per 2-2 nella gara di allenamento disputata mercioledì scorso. Nonostante non si sia trattato di una vera e propria partita (si è spesso giocato a rotazioni bloccate), con le squadre che si sono confrontate in situazioni di gioco diverse e particolari, il punteggio finale di parità sorride alle ravennti. Considerando il valore dell’avversaria, reduce dai quarti di finale di Serie A1 lo scorso anno, il fatto di aver conquistato due set è infatti davvero positivo.

Rispetto al match di Osimo la squadra guidata dal tecnico Angelini, in cui militano le due ex Savino del Bene Scacchetti e Menghi, hanno dimostrato maggior brillantezza sia in attacco che in difesa, sfruttando anche il minor carico di lavoro effettuato durante la settimana. Un buon test, quindi, anche se bisogna ricordare che nelle fila delle toscane allenate da Parisi (il suo assistente è l’ex Olimpia, Simone Bendandi) non erano presenti Samadova, Bosetti, De La Cruz e Carlini, tutte impegnate con le rispettive Nazionali, più Da Silva, che ha assistito all’allenamento dalla tribuna.

Il prossimo appuntamento della pre stagione è in programma per sabato 15 settembre alle 15 al PalaCosta, ma a porte chiuse, contro San Giovanni in Marignano, in quello che sarà il primo antipasto di campionato di Serie A2.

Le formazioni

SAVINO DEL BENE SCANDICCI: Di Iulio, Ferrara, Arrighetti, Mancini, Haak, Bianchini, Papa, Merlo (L). All.: Parisi.

OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Bacchi,  Neriotti, Ceroni, D’Odorico, Aluigi, Scacchetti, Torcolacci, Menghi, Kajalina, Vallicelli, Drapelli, Paris (L), Panetoni (L). All.: Angelini.

«La mala gestione del traffico è più utile delle fioriere contro il terrorismo»

Fa discutere la foto scattata dal consigliere comunale di Forza Italia Alberto Ancarani. «E un veicolo può percorrere a gran velocità tutta via Cavour»

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La foto scattata da Alberto Ancarani tra via Cavour e via Salara

La foto scattata dal suo studio sulla centralissima via Cavour (incrocio via Salara) rappresenta una situazione piuttosto abituale purtroppo, in centro a Ravenna, ma in queste ore di polemiche per le fioriere antiterrorismo (installate nei giorni scorsi) fa un certo effetto vedere tre furgoni per vari motivi in pochi metri quadrati di area pedonale. Il neoavvocato Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia, non si dice contrario per principio alle fioriere, anzi. Ma distrugge le barriere antiterrorismo ravennati con una battuta: «La malagestione del traffico dei fornitori e probabilmente di coloro che non hanno un titolo a occupare una strada pedonale in orario centrale della giornata sembra essere molto più utile a contrastare il terrorismo rispetto alle fioriere».

Ancarani fa inoltre notare come al momento un furgone di un ipotetico terrorista possa tranquillamente entrare su via Cavour (ostruita da fioriere posizionate in modo tale da far passare, appunto, i veicoli dei fornitori dei negozi senza problemi) e arrivare indisturbato fino a piazza Costa, attraversando magari a tutta velocità la principale via dello shopping del centro di Ravenna.

Dall’ospedale scrisse: “In camera con le scimmie”. Querelato per il post razzista

Il caso, su Facebook, giunse alla ribalta nazionale grazie all’intervento della blogger Selvaggia Lucarelli. L’autore prima inventò una scusa, poi si scusò

Xz 3“Ci hanno trasferito allo zoo e siamo in camera con le scimmie”, così aveva scritto su Facebook a corredo di una foto pubblicata da una stanza dell’ospedale di Ravenna con riferimento alla donna di colore, e ai suoi familiari in visita, nel letto accanto a quello della moglie che aveva appena partorito. L’autore di quel post razzista pubblicato a giugno è stato querelato per diffamazione dalla donna apostrofata come scimmia. Lei è già stata sentita e lui verrà sentito a breve. Gli avvocati sono all’opera per trovare un accordo su un eventuale risarcimento, prima di arrivare davanti a un giudice.

Lo sviluppo della vicenda – giunta all’epoca dei fatti alla ribalta nazionale per l’intervento della blogger Selvaggia Lucarelli che aveva criticato duramente l’autore (a questo link la nostra intervista alla Lucarelli) – è riportato dalle pagine delle edizioni odierne dei quotidiani Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Lui si scusò pubblicamente con una lettera inviata ai giornali. Inizialmente via Facebook aveva spiegato la cosa facendo riferimento allo scherzo di un gruppo di adolescenti che gli avrebbero rubato il telefonino per alcune ore. In seguito disse che quella scusa era inventata.

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