sabato
18 Aprile 2026

«Cinque cuccioli morti di parvovirosi in pochi mesi, nel canile manca la quarantena»

La denuncia del consigliere comunale Ancisi dopo la segnalazione dell’associazione animalista Clama: «Servono interventi»

CanileNegli ultimi mesi almeno cinque cuccioli ospitati nel canile comunale di Ravenna sarebbero morti per parvovirosi. A denunciare la circostanza è il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr) – presidente della commissione Ambiente e Sanità pubblica, competente anche sui diritti degli animali – che ha ricevuto la segnalazione dei volontari dell’associazione animalista Clama. L’ultimo caso risale al mese di luglio: «Axel è stato ricoverato il 4 luglio ed è morto due settimane dopo, a sei mesi di età. È stato vaccinato due giorni prima di morire, quando gli ambienti avrebbero potuto essere ancora contaminati dal virus per via degli altri cuccioli infettati deceduti in precedenza».

Il consigliere di opposizione presenta un’interrogazione al sindaco Michele de Pascale chiedendo «se, come e con che tempi la giunta comunale intenda stabilire nel canile le più urgenti misure di prevenzione del contagio dalle malattie infettive che affliggono la popolazione canina».

Secondo Ancisi, che si rifa alle informazioni raccolte dai volontari, il problema della possibile diffusione delle malattie trasmissibili nascerebbe dalla mancanza di una zona di isolamento dove ricoverare i cani in quarantena ed anche, fino al completamento dei controlli sanitari di rito, i cuccioli abbandonati, spesso vettori di patologie gravi. «La zona di quarantena non esiste; gli operatori di servizio si muovono dappertutto con gli stessi abiti e calzature; a volte, per mancanza di posto, può succedere che i cani infettati vengano collocati in un locale dell’ambulatorio, dove transitano tutti gli operatori: in alternativa, vengono ricoverati nella cosiddetta “infermeria”, in realtà luogo di primo ingresso al canile per tutti i cani, vaganti o rinunciati dal proprietario o incidentati, oppure  già  ospiti, ma convalescenti dopo un intervento veterinario, o in  cura per diverse patologie o perché anziani o bisognosi di un posto caldo in inverno. Nell’infermeria vera e propria, andrebbero collocati solamente i cani anziani  o convalescenti o che necessitano appena di un periodo di stallo».

Regione Romagna? De Pascale: area vasta addio, ora si punta alla Provincia unica

Il presidente della provincia di Ravenna: «Servono però funzioni e risorse. Ausl banco di prova»

DepascaleC’è stato un tempo nemmeno troppo remoto in cui la parola d’ordine era “area vasta”, locuzione con cui si intendeva un’organizzazione istituzionale che superasse le tre province romagnole per dar vita a un soggetto più ampio. Era il tempo in cui si costruiva in particolare l’Ausl Romagna che appunto, non senza difficoltà, nacque formalmente l’1 gennaio 2014 e riunì le Ausl di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in un’unica grande struttura in un percorso che ancora non è giunto a compimento. «Abbiamo calcolato – ci spiega Michele de Pascale, sindaco di Ravenna ma qui in veste di presidente della Provincia – che la spesa regionale pro capite è più bassa di una cifra tra i 50 e i 70 euro per i romagnoli rispetto agli emiliani. Una situazione che va affrontata e risolta, mi aspetto che la Regione a settembre dia segnali importanti in questo senso».

Potrebbe essere una prova del nove per chi ha difeso a spada tratta il progetto negli anni (ossia il Pd, in primis): se quei 50/70 euro venissero gradualmente concessi i sindaci dei territori potrebbero dire che uniti hanno fatto la forza, divisi chissà se mai si sarebbero ottenuti quei denari in più. La ragione di questa disparità di trattamento starebbe nel fatto che molti romagnoli vanno a Bologna per gran parte delle cure di terzo livello, ma è evidente che senza maggiori risorse la Romagna non potrà sperare di avere eccellenze in futuro.

Questione di risorse, come ribadisce De Pascale, allargando il discorso. «L’area vasta come architettura istituzionale aveva un senso in vista dell’abolizione delle provincie, che però non c’è stata. Ora ha senso parlare di provincia unica, ma solo se da Stato e Regione arrivano funzioni e risorse, se le cose devono restare così come sono, non so quanto senso possa avere, considerato che un sindaco dovrebbe occuparsi delle scuole di un territorio vastissimo senza nemmeno poter contare su uno staff e senza poter assumere personale. Non ne faccio quindi una questione ideologica: per noi sarebbe interessante per esempio poter avere maggiore autonomia in fatto di strade per gestire, per esempio, la Ravegnana che riguarda sia i territori di Ravenna che Forlì, ma anche in questo caso servirebbero risorse. Noi saremmo pronti».

Contrario però alla regione autonoma. «Credo che in Italia dovrebbero esserci meno regioni e tutte di dimensioni pari a quella dell’Emilia Romagna e non tante piccole regioni da un milione di abitanti, come sarebbe la Romagna da sola.  L’identità romagnola? Sì, posto naturalmente che viene dopo quella italiana, credo che esista e credo che questo territorio abbia dimostrato di saper lavorare bene insieme. Penso per esempio al turismo, la nuova legge regionale che prevede la Destinazione turistica, è molto pensata proprio in ottica Romagna, dove abbiamo saputo mettere insieme mare, collina e città d’arte».

Un altro esempio virtuoso offerto in passato dalla collaborazione dei territori è sicuramente quello della Reter interbibliotecaria, per anni all’avanguardia nella catalogazione on line del patrimonio librario. Oggi, smantellate le provincie, viene finanziata dalla Regione e gestita da Ravenna per le tre aree.

Bunge, già venduti 450 abbonamenti. Lunedì mattina prorogata la fase di prelazione

Volley Superlega / Il 4 settembre, sempre PalaCosta, inizia la nuova fase aperta a tutti: sarà possibile acquistare l’abbonamento tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle ore 17.30 alle ore 20

PRIMO ALLENAMENTO DELLA BUNGE PORTO ROBUR COSTA VOLLEY RAVENNA
Il discorso del tecnico Fabio Soli ai giocatori nel giorno del raduno

Si è chiusa in modo molto positivo la prima settimana della campagna abbonamenti per assistere alle partite casalinghe in Superlega e Challenge Cup della nuova Bunge targata 2017/18. Nella fase dedicata ai ‘vecchi’ abbonati, quella in cui si poteva esercitare il diritto di prelazione, sono stati infatti venduti ben 450 abbonamenti, tra i quali sono compresi gli sponsor e i sostenitori che hanno aderito al ‘Muro del Volley’ o alla sottoscrizione delle tessere per cinque anni. Un risultato, questo, che ha spinto i dirigenti del Porto Robur Costa a prorogare di una giornata la fase di prelazione: lunedì 4 settembre, dalle ore 10 alle 12.30, lo staff dell’ufficio ticketing resterà a disposizione al PalaCosta per tutti coloro che, già abbonati nella stagione precedente, non sono ancora riusciti a confermare la loro presenza sul posto occupato l’anno scorso al Pala De André.

Sempre lunedì 4 settembre, ma al pomeriggio, scatterà la seconda fase della campagna abbonamenti, quella della vendita ordinaria delle tessere, aperta a tutti, che durerà fino a venerdì 15 settembre. Durante questo periodo sarà possibile acquistare l’abbonamento al PalaCosta, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle ore 17.30 alle ore 20. Dal 25 settembre al 6 ottobre, infine, è prevista una ultima fase della campagna abbonamenti, sempre ovviamente aperta a tutti.

Oltre alle dodici partite interne della Superlega (non è compresa la gara della giornata giallorossa, in programma il 26 dicembre contro la Sir Safety Conad Perugia, con gli abbonati che però avranno il diritto di prelazione sull’acquisto del biglietto), nell’abbonamento sono presenti gli incontri della Challenge Cup (eccetto l’eventuale finale).

Questo il costo degli abbonamenti

  • Tribuna Vip nuovi abbonati 200 euro (no riduzioni); abbonati 2016/17 180 euro (no riduzioni);
  • Distinti nuovi abbonati 160 euro (riduzioni 140 euro); abbonati 2016/17 140 euro (riduzioni 120 euro);
  • Gradinata nuovi abbonati 120 euro (riduzioni 100 euro); abbonati 2016/17 100 euro (riduzioni 80 euro);
  • Ravenna Volley Supporters (Rvs) 80 euro, più 15 euro per il tesseramento.

Sono attive le riduzioni, nei settori in cui siano previste, per gli Over 65.

Queste le promozioni speciali

Abbonamento Family, in Tribuna Ovest Gradinata, vendibile solo a pacchetto:

  • Nuovi abbonati: due adulti (familiari) 90 euro cadauno anziché 120 euro, figli minori (nati fino al 2000 incluso) 30 euro;
  • Vecchi abbonati: due adulti (familiari) 70 euro cadauno anziché 100 euro, figli minori (nati fino al 2000 incluso) 30 euro.

Abbonamento Young, in Tribuna Ovest Gradinata:

  • Under 14 (nati fino al 2004 incluso) 30 euro;
  • Under 18 (nati dal 2003 incluso al 2000 incluso) 40 euro;
  • Under 24 (nati dal 1999 incluso al 1993 incluso) 60 euro.

Abbonamento Company, in qualsiasi tribuna e settore, dedicato ai nuovi abbonati, riservato a dipendenti di aziende che acquistano almeno quattro abbonamenti con un’unica transazione:

  • Tribuna Vip 160 euro cadauno;
  • Distinti 128 euro cadauno;
  • Gradinata 96 euro cadauno.

A Cervia l’OraSì lotta a lungo con la Fortitudo ma cede nel finale. Oggi sfida Imola

Basket A2 / Buona prestazione dei giallorossi contro i forti bolognesi nella semifinale del Memorial Leonelli Manetti. Nel pomeriggio, alle ore 18.30, ancora in campo contro Imola

Ravenna-Fortitudo Bologna 71-73
(15-19, 38-45, 57-60)
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 7, Sgorbati 6, Rice 19, Masciadri 12, Seck 7, Montano 9, Raschi 2, Esposito 2, Vitale 7. All.: Martino.
FORTITUDO BOLOGNA: McCamey 19, Legion 11, Italiano 4, Chillo 5, Gandini 13, Cinciarini 10, Pini 6, Fultz 5, Morabito. All.: Boniciolli.

Squadra Orasi
L’organico dell’OraSì Ravenna in vista della stagione 2017/18

Alla pari con una rivale quotatissima, nonostante le assenze di Grant e Chiumenti, l’OraSì esce sconfitta (71-73 il finale) contro la Fortitudo Bologna dopo aver giocato a lungo alla pari con i rivali. Buone cose da tutto il roster di Martino nella semifinale del Memorial Leonelli Manetti in programma a Pinarella di Cervia, con nota di merito per il giovane Vitale e un Rice che sta entrando prepotentemente nei meccanismi del coach giallorosso. Mancata la finale (giocheranno Pistoia e Fortitudo), questa sera alle 18.30 la formazione di Martino sfiderà Imola nella ‘finalina’ per il terzo posto del torneo.

Si parte con due assenti per parte: a Ravenna mancano Chiumenti, acciaccato, e Grant, atteso in Italia lunedì. Dalla parte dei bolognesi, sono fuori Amici e Mancinelli, alle prese come Chiumenti con qualche problema fisico. L’avvio è McCamey contro Masciadri, poi la Fortitudo allunga (10-4) ma la tripla di Montano, applaudito ex, riporta abbastanza vicina Ravenna, dove la rotazione è da subito molto ampia. Quando Rice con uno schiaccione a rimbalzo riporta l’OraSì a contatto inizia un duello personale tra play, con Giachetti e McCamey che segnano da ogni posizione.

La differenza allora la fanno i lunghi di Boniciolli da tre (2 su 2 Gandini, 1 sui 1 Chillo) e il margine torna ad allargarsi. Entra in ritmo Rice che ne mette 11 in pochi minuti, ma non basta per restare vicini alla sirena. Sul finire del terzo quarto, però, l’OraSì scatta con le intuizioni di Montano e 4 punti di Seck e Boniciolli è costretto al time-out dopo un parziale di 10-3 per Ravenna (54-58). L’OraSì non molla ma patisce sotto canestro e non riesce mai ad agganciare i più fisici (Chillo, Pini) rivali. Finale caldo perché la bomba del +5 felsineo di Cinciarini viene annullata per lo scadere dei 24 secondi, così a meno cinque tocca a Rice cercare il pari che non arriva. Alla fine arrivano gli applausi meritati per i giallorossi di Martino.

Cresce il movimento del volley ravennate: iscrizioni aperte per i tornei provinciali

Volley / Con la partenza dell’attività del comitato provinciale della Fipav, torna dopo tre stagioni di assenza la Seconda Divisione femminile. Tra le novità il campionato Master e l’Open misto

BUNGE PORTO ROBUR COSTA, PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA ABBONAMENTI
Il presidente del Porto Robur Costa Luca Casadio con il presidente della Fipav provinciale Mauro Masotti

E’ pronta a ripartire l’attività del comitato provinciale Fipav di Ravenna. Sulla scia dei buoni numeri che hanno scandito la stagione passata, che ha visto impegnate nelle palestre del territorio 161 squadre in rappresentanza di 32 società, che hanno disputato complessivamente 1080 partite, di 234 maschili e 846 femminili, il comitato Fipav si apre a questa nuova annata con l’obiettivo di aumentare il numero di squadre e di partite e, di conseguenza, anche l’attività, sempre più puntata sui giovani. Confermate le fasi provinciali dei campionati Under 13 maschile (nella doppia versione del 3 contro 3 e del 6 contro 6), Under 14 maschile e femminile (nati e nate negli anni 2004-2007), U16 ed U18 femminili (mentre i ragazzi di pari età e gli U20 affronteranno subito una fase interterritoriale) ed ugualmente confermata, anzi potenziata, l’attività promozionale con i tornei Under 12 ed Under 11 oltre all’attività di minivolley, che avrà un circuito di gare ancora più strutturato rispetto al passato.

Tra i campionati di serie, confermati quelli di Prima Divisione mentre torna quello di Seconda Divisione femminile dopo tre stagioni di assenza (l’ultimo risale all’annata 2013/14). In questi giorni si sono aperte le iscrizioni ai campionati, che scadono tra il 13 settembre (U16 ed U18) ed il 12 novembre (U13 maschile). Novità del programma agonistico-organizzativo della Fipav Ravenna di  quest’anno è anche l’allestimento di un campionato Master maschile (per atleti nati sino al 1973 e sino al 1977 se non utilizzati in serie nazionali) e femminile (per atlete nate sino al 1983 e sino al 1987 se non utilizzate in serie nazionali) e di un campionato Open misto.

Il comitato Fipav Ravenna sarà poi molto attento anche quest’anno alla formazione: è in cantiere un corso di istruttore di minivolley mentre si amplia la collaborazione con Manù Benelli, uno dei monumenti del volley ravennate, che oltre al ruolo di docente nazionale e selezionatore provinciale femminile assumerà l’incarico di fiduciario provinciale degli allenatori. Tra gli obiettivi in cantiere anche un restyling del sito Internet istituzionale e l’allestimento di alcuni eventi di grande impatto, il cui calendario è in via di definizione.

Per iscrizioni e ulteriori informazioni, contattare il Comitato Fipav ai seguenti recapiti: tel. 0544 421080, fax 0544 421118 oppure recandosi alla segreteria del comitato in via Pirano 5 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19.

Antiterrorismo, in tre giorni controllati 124 veicoli in centro storico a Ravenna

Posti di blocco voluti dal questore. Identificate 146 persone a bordo di furgoni e camion

In tre giorni, dal 28 al 30 agosto, la polizia ha controllato controllato 124 veicoli commerciali che hanno avuto accesso al centro storico di Ravenna, identificando complessivamente 146 persone (di cui 28 stranieri). È il bilancio dell’operazione “Ultimo miglio” svolta con il coordinamento nazionale della direzione centrale anticrimine, dopo l’attentato terroristico di Barcellona, per il controllo dei veicoli per trasporto collettivo di persone, furgoni e mezzi pesanti che entrano o transitano nei centri storici. A Ravenna il questore ha pianificato una intensificazione dei servizi di controllo del territorio attraverso una mirata serie di posti di blocco che sono stati effettuati nei pressi degli accessi al centro storico della città.

Complessivamente su tutto il territorio nazionale sono stati controllati più di 27mila veicoli tra camion, bus e furgoni, oltre 39mila sono state le persone identificate: 24 i conducenti arrestati e 114 quelli denunciati, mentre sono stati sequestrati 157 veicoli.

Fusignano è il primo comune ravennate con il wifi pubblico e libero della Regione

Piazze e edifici pubblici coperti dalla rete con accesso senza autenticazione. Progetto dell’Emilia Romagna in espansione

Fusignano è il primo comune della provincia di Ravenna dove entra in funzione EmiliaRomagnaWiFi, la rete di wifi pubblico e con accesso libero (nessuna registrazione richiesta) attivata dalla Regione. La connessione sarà a disposizione nelle piazze del centro e negli edifici pubblici.

Nello specifico, i sistemi di diffusione si trovano in piazza Vantangoli, piazza Mazzotti, piazza Battista Emaldi e giardini pubblici e in corso Emaldi (fronte municipio). Queste si aggiungono alle due preesistenti, che verranno rese anch’esse ad accesso libero, nelle piazze Corelli e Armandi e in via Piancastelli e relativi giardini pubblici. Per quanto riguarda gli immobili (che permettono comunque di diffondere il segnale nelle aree e piazzette esterne in prossimità), sono stati coinvolti il palazzetto dello sport, il bocciodromo e centro sociale, il Museo San Rocco, l’emeroteca in piazza Corelli e il piano terra del municipio. Anche in questo caso tali dispositivi si aggiungono alla rete Wi-Fi esistente che comprende l’auditorium “Arcangelo Corelli”, la biblioteca “Carlo Piancastelli”, il centro polivalente “Il Granaio” e il primo piano del municipio.

La nuova rete è stata attivata su tutto il territorio regionale attraverso Lepida e non prevede un’autenticazione all’accesso. La Regione ha messo a disposizione dei Comuni attraverso un bando le tecnologie necessarie per realizzare questa rete, fornendo gratuitamente i sistemi tecnologici, mentre i comuni devono provvedere all’installazione di questi ultimi.

«Tempi della morte della paziente non compatibili con un’iniezione di potassio»

Le motivazioni con cui l’appello ha assolto la 44enne ex infermiera Daniela Poggiali dall’accusa di omicidio dopo l’ergastolo

Un verosimile scompenso glicemico può essere la causa della morte di Rosa Calderoni di Russi, l’8 aprile 2014 mentre era ricoverata in ospedale a Lugo: i tempi della morte della paziente 78enne sono troppo lunghi per essere compatibili con una iniezione letale di potassio. Secondo quanto si legge sul sito dell’agenzia Ansa e sulle pagine de Il Resto del Carlino, queste sono alcune delle motivazioni prese in considerazione dalla Corte d’assise d’appello per assolvere a luglio la 44enne Daniela Poggiali, ex infermiera dell’Umberto I che a marzo 2016 era stata condannata in primo grado all’ergastolo per omicidio dell’anziana.

Un passaggio delle settanta pagine di motivazioni critica le indagini interne fatte dal personale ospedaliero, che vengono definite “fai da te”, per il recupero dal contenitore dei rifiuti ospedalieri del deflussore all’interno del quale era stata trova un’alta concentrazione di potassio ed era stato attribuito a Calderoni.

Tutto questo e altro fa sì che per i giudici di Bologna l’innocenza sia l’ipotesi più aderente ai fatti accertati.

Nelle motivazioni non mancano però parole pesanti per l’imputata: «Una persona per certi versi disturbata, capace di condotte riprovevoli e di mentire».

«Vecchi voucher cancellati e nuovo metodo in ritardo: così la vendemmia non si fa»

Coldiretti torna a ribadire le difficoltà delle imprese agricole che utilizzavano i ticket per pensionati e studenti tra le viti

La cancellazione dei vecchi voucher e i ritardi burocratici nello sviluppo della procedura informatica dell’Inps che impediscono l’accesso agli strumenti che li hanno sostituiti stanno danneggiando le imprese agricole alle prese con la vendemmia. La denuncia è di Coldiretti Ravenna che già aveva espresso perplessita al momento dell’introduzione del nuovo sistema retributivo per il lavoro saltuario proprio in vista dell’autunno.

«Dopo dieci anni è scattata nelle ultime settimane la prima vendemmia senza voucher, strumento nato proprio per agevolare le operazioni di raccolta delle uve nel 2008 – scrive l’associazione dei categoria –. Con il flop dei nuovi strumenti si rischia di perdere opportunità occupazionali e di compromettere l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi. In difficoltà è soprattutto la vendemmia dove venivano impiegati più della metà dei voucher utilizzati in agricoltura, con un impiego che era rimasto praticamente stabile negli ultimi 5 anni perché l’agricoltura era l’unico settore ancora “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” dei voucher con tutte le iniziali limitazioni e l’obbligo di poterli utilizzare solo per lavoro stagionale e solo per pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito».

Coldiretti fornisce anche qualche numero: in agricoltura sono stati venduti nel 2016 solo 2.210.440 voucher, addirittura in calo rispetto all’anno precedente e più o meno gli stessi del 2012, per un totale di oltre 380mila giornate di lavoro che hanno aiutato ad avvicinare al settore agroalimentare giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori.

Nuovo look del sottopasso in piazzale Moro per la Notte d’Oro. Bar pronto poco dopo

Nella storica area di sosta di bus e corriere a Ravenna verrà poi realizzato un info point turistico, finanziato con il bando Periferie

Sottopasso
Il nuovo sottopasso riqualificato

Sarà consegnato ai gestori verso metà ottobre il nuovo snack bar (che potrebbe in futuro fornire anche un servizio di ristorazione) di piazzale Aldo Moro a Ravenna, l’area nota ai ravennati in particolare come quella di sosta delle corriere in Darsena.

Si tratta del progetto in campo già da alcuni anni del gruppo di imprenditori riuniti nella società Darsena Futura che hanno commissionato i lavori, iniziati lunedì 23 gennaio e prolungatisi oltre le previsioni.

Il bar occuperà una superficie totale di circa 200 metri quadri e si svilupperà in lunghezza sotto la tettoia dove studenti e turisti aspettano le corriere. Il locale è stato progettato dallo studio di architettura veneziano H&A Associati e sarà gestito da una società a cui fa capo la torrefazione Granonero di Ravenna.

Un investimento da circa 300mila euro, collegato alla riqualificazione dell’adiacente sottopassaggio pedonale che collega la zona della stazione alla Darsena di città. Un progetto quest’ultimo – a cura dell’associazione culturale Naviga in Darsena, che lo finanzia con il contributo della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio – praticamente completato e che sarà inaugurato la sera precedente la prossima Notte d’oro, quindi venerdì 6 ottobre. Il sottopasso è stato ripulito e risistemato (con tanto di nuove rampe per le bici) e sarà adornato da pannelli in alluminio accoppiato a pvc stampati da ambo i lati, con disegni riproducenti particolari di mosaici dei più importanti monumenti della città, documenti storici e la mappa turistica di Ravenna.

A completare il progetto sarà infine nei prossimi mesi un info point turistico che sorgerà in una struttura da 20 metri quadrati adiacente il nuovo bar, grazie anche ai finanziamenti ottenuti dal Comune di Ravenna da parte dello Stato nell’ambito del cosiddetto Bando periferie.

«Non ho un cognome», ma le impronte digitali rivelano i precedenti: denunciato

Il giovane stava seduto in mezzo a un terreno agricolo accanto a un distributore di carburante

VolantepoliziaEra privo di qualunque documento di identità e alla polizia che l’ha trovato seduto in mezzo a un campo agricolo ha detto di avere solo un nome e nessuno cognome ma il controllo delle impronte digitali ha fatto emergere i numerosi precedenti a suo carico: un 29enne sudanese è stato denunciato per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale nel tardo pomeriggio di ieri, 31 agosto.

Un cittadino ha segnalato alla questure che in mezzo al terreno attiguo all’area di rifornimento carburanti di viale Europa stava una persona seduta. Sul posto gli agenti della volante hanno rintracciato il giovane. Gli accertamenti in questura sulle impronte digitali effettuati con l’apparecchiatura biometrica Visascan hanno immediatamente evidenziato che l’uomo in diverse occasioni aveva già dichiarato generalità diverse e che, all’inizio di agosto, gli era stato notificato il diniego della richiesta per la protezione internazionale. Inoltre, il 29enne è risultato gravato da precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, falsa attestazione sull’identità personale e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Pertanto, è stato indagato in stato di libertà per il reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.

Ispezione in due negozi: distrutti prodotti senza etichetta, sanzioni per 7mila euro

Trovate pareti sporche, impartita la prescrizione di ripulire e imbiancare entro 90 giorni

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Controlli della polizia municipale sotto i portici dei giardini Speyer

Diversi prodotti erano privi delle prescritte etichette in lingua italiana e sono stati distrutti sul posto in base al manuale di autocontrollo cui tutti gli esercizi alimentari debbono conformarsi e ai titolari è stata contestata la relativa violazione, con sanzione di tremila euro ciascuno. È l’esito di un controllo svolto ieri mattina, 31 agosto, dagli agenti dell’ufficio polizia commerciale della Municipale di Ravenna e personale dell’Igiene pubblica dell’Ausl in alcuni esercizi commerciali, con vendita anche di prodotti alimentari ai giardini Speyer. In particolare sono stati ispezionati, comprese le aree adibite a magazzino, due negozi con vendita promiscua sia di merce alimentare che di altra tipologia.

In uno dei due, oltre alle irregolarità già ricordate, è stata accertata la mancanza del prescritto cartello di divieto di fumo, con sanzione di 400 euro. Entrambi i negozi, nei locali di vendita o in quelli destinati a magazzino, presentavano pareti in parte insudiciate, ed è stata impartita la prescrizione di ripulirli e imbiancarli adeguatamente entro il termine di 90 giorni, al quale seguirà un’ulteriore ispezione. Infine, in una delle due attività commerciali sono stati trovati, esposti per la vendita, prodotti ortofrutticoli privi dell’indicazione di tracciabilità riguardo al paese di provenienza nonché al calibro di assegnazione della merce ed è stata, pertanto, contestata la violazione di 1.100 euro.

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