In totale movimentate quasi 13 milioni di tonnellate: crescono gli imbarchi ma calano gli sbarchi
Il porto di Ravenna
Il traffico merci al porto di Ravenna nel primo semestre del 2017 registra un calo del 2,5 percento rispetto alle movimentazioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Il dato è stato diffuso dall’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale.
Entrando più nel dettaglio, il totale di gennaio-giugno è stato 12,99 milioni di tonnellate: gli sbarchi sono stati pari a 11.010.796 tonnellate (414.740 tonnellate in meno rispetto allo scorso anno, -3,6 percento) mentre gli imbarchi ammontano a 1.933.998 tonnellate (+4,5 percento).
«Confidiamo che il calo possa essere invertito nei prossimi mesi – ha dichiarato Daniele Rossi, presidente dell’Autorità portuale – poiché le cause che hanno determinato il rallentamento dei primi sei mesi sono risolte, ad esempio le limitazioni alla navigazione derivanti dal dosso in avamporto, e la congiuntura economica generale dei mercati sembra orientata ad una progressiva ripresa. Il porto di Ravenna sta soffrendo di alcuni limiti di carattere infrastrutturale sui quali però si sta da tempo lavorando sia per il breve che per il lungo periodo. Tutta la comunità portuale, i terminalisti primi tra tutti, si sta impegnando con determinazione per mantenere l’attuale livello dei traffici e i futuri investimenti programmati da tanti operatori nel nostro scalo, ne testimoniano la vitalità, la forza e le grandi potenzialità. Stiamo lavorando sul Progetto “Hub Portuale di Ravenna 2017” consapevoli che si tratta di una imperdibile occasione per il rilancio e l’affermazione del ruolo, assolutamente primario, che lo scalo di Ravenna può ricoprire nei prossimi anni all’interno della portualità italiana e non solo».
Si rafforza la collaborazione delle associazioni di volontariato con le divise del Comune «per migliorare la vivibilità»
Il Comune di Ravenna ha sottoscritto due convenzioni con i volontari dell’associazione nazionale carabinieri e dell’associazione di protezione civile Radio Club Mistral: uomini e donne delle due associazioni affiancheranno la polizia municipale, supportandone e integrandone l’azione per facilitare l’impiego di più agenti e per più tempo in azioni orientate al controllo del territorio e al contrasto dei fenomeni di illegalità e degrado. Il piano di impiego dei volontari si struttura ulteriormente con queste due convenzioni dopo una collaborazione che esiste da tempo.
«I volontari costituiscono una risorsa fondamentale per la comunità ravennate – ha detto il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Eugenio Fusignani –, esprimendo alte professionalità e capacità operative per quanto riguarda lo svolgimento, rispettivamente e in particolare, di servizi di prossimità e di protezione civile. L’associazione nazionale carabinieri, forte dell’esperienza dei tanti carabinieri in congedo, esercita un’azione maggiormente orientata alla prossimità, svolgendo, oltre ai servizi all’esterno delle scuole, attività connotate dalla proiezione sul territorio e tra la gente, finalizzate, in generale, a una migliore e corretta vivibilità della città. L’associazione di volontariato Mistral vanta invece, quale propria specificità, la competenza ed esperienza nel contesto dei servizi di previsione e prevenzione di situazioni di rischio, di tutela del territorio e della pubblica incolumità e di protezione civile. Identicamente all’Anc, concorre all’utilissima assistenza alla viabilità all’esterno delle scuole».
Il costo per gli interventi è di 230mila euro. Per l’intero 2017 si prevedono opere agli edifici comunali per 530mila euro
Partiranno nei prossimi mesi diversi interventi di manutenzione straordinaria su strutture di proprietà del Comune di Lugo. Si tratta di opere comprese nel progetto generale approvato dall’amministrazione comunale. Gli immobili oggetto del primo stralcio funzionale interessati dagli interventi più consistenti sono: casa residenza anziani “San Domenico”, Rocca estense, scuola elementare “Giuseppe Garibaldi”, palazzetto dello sport di via Lumagni, piscina comunale, scuola dell’infanzia “Fondo Stiliano”, campo sportivo “Oriano Filippi” di Voltana, Stadio “Ermes Muccinelli”, farmacia di Villa San Martino. Il costo per gli interventi su questi immobili è di 230mila euro (Iva compresa), mentre per l’intero 2017 si prevede per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria degli edifici comunali un costo di 530mila euro, compreso di Iva.
Nella casa residenza anziani nell’ex convento di San Domenico, in via Emaldi, verranno cambiate le vecchie tubazioni a pavimento del piano terra e primo piano della struttura con nuove reti di distribuzione dei fluidi di acqua calda e refrigerata in rame. L’intervento si è reso necessario dopo una serie di rotture nella rete all’interno dell’ex-convento domenicano del XVI secolo.
Nella Rocca estense i lavori riguardano il ripristino e la messa in sicurezza del gradino all’inizio della rampa di piazza Martiri che porta al cortile della Rocca e la riparazione della pavimentazione in acciottolato presente nella rampa e nel cortile interno.
Per la scuola elementare “Giuseppe Garibaldi”, in viale Cardinal Massaia 16, sono previsti la rifunzionalizzazione dell’area esterna e il rifacimento del bagno del piano terra. Nella scuola dell’infanzia “Fondo Stiliano”, in via XX Settembre, verrà effettuato il rifacimento degli intonaci esterni della fascia perimetrale.
Una veduta aerea di Lugo (foto da Pavaglione.net)
Nel palazzetto dello sport di via Lumagni lavori di rifacimento delle lattonerie, mentre nella piscina comunale, in piazzale Veterani dello Sport, la manutenzione straordinaria riguarda la riparazione delle perdite dell’impianto idrico. Nello stadio “Ermes Muccinelli”, in via Toscana, si interverrà con l’esecuzione di una linea provvisoria di alimentazione idrica negli spogliatoi e nel campo da beach volley. Per quanto riguarda le frazioni, nel campo sportivo “Oriano Filippi” di Voltana, in via Mozza, verrà effettuata la rimozione dell’amianto da un fabbricato di servizio, mentre nel campo sportivo “P. Manaresi” di San Bernardino, in via Cafiero, è previsto il rialzo della recinzione nel lato tribune e lato spogliatoi come richiesto dalla Federazione Calcio.
Si effettuerà inoltre il rifacimento del manto di copertura nella farmacia di Villa San Martino, in via provinciale Bagnara.
I militari lasciano definitivamente i locali di via Garibaldi dove nel 1988 trovarono la morte cinque uomini
A distanza di ventinove anni dalla sparatoria che lasciò cinque carabinieri morti a terra e un mistero sulle cause che ancora non è mai stato chiarito fino in fondo, a Bagnara di Romagna l’Arma lascia ufficialmente la caserma della strage in via Garibaldi e inaugura la nuova sede in via Madonna 14. Appuntamento per il taglio del nastro alle 11 del 28 luglio.
I nuovi locali si sviluppano su circa 200 mq. Il trasferimento dei militari nella nuova caserma è stato completato a fine 2016. Il percorso fu avviato nel 2012, in seguito a un accordo tra amministrazione comunale e Arma: la precedente sede in via Garibaldi, di proprietà comunale, presentava carenze dal punto di vista impiantistico e dell’agibilità. Al fine di avere quindi una stazione efficiente il Comune ha convenuto di procedere con la ristrutturazione di un edificio, sempre di proprietà comunale, adattandone i locali alle esigenze dell’Arma.
Per l’occasione saranno presenti le più importanti autorità locali, politiche e militari. Nel corso della cerimonia sarà donata alla stazione la bandiera italiana per il primo alzabandiera, cui seguiranno la benedizione dello stabile e il taglio del nastro. La mattina si concluderà con una visita alla caserma e l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri.
La strage avvenuta nella vecchia caserma è quella del 16 novembre 1988. I cinque carabinieri morti erano Luigi Chianese (30 anni), Daniele Fabbri (20), Paolo Camesasca (21), Antonio Mantella (31), Angelo Quaglia (27). La versione ufficiale parla di omicidio-suicidio: Mantella avrebbe aperto il fuoco e poi si sarebbe ucciso con un colpo alla testa. A terra rimasero oltre cento bossoli sparati.
Ciclismo / Al Festival olimpico della gioventù europea in svolgimento a Gyor, in Ungheria, la sedicenne ravennate chiude al ventunesimo posto tirando la volata alla compagna di nazionale Eleonora Camilla Gasparrini, quarta e per un soffio vicino al podio
Sofia Collinelli al centro con le compagne di nazionale
Si chiude con il sorriso la prima, storica, avventura in maglia azzurra per Sofia Collinelli, ciclista ravennate classe 2001 del VO2 Team Pink protagonista a Gyor, in Ungheria, all’Eyof (Festival Olimpico della Gioventù Europea). Dopo aver sfiorato la top ten nella prova a cronometro di martedì (undicesimo posto), la figlia d’arte (papà Andrea è stato oro olimpico ad Atlanta 1996) si è messa in luce anche questa mattina nella prova in linea dove ha dato il proprio contributo alla brillante azione dell’Italia. In particolare, Sofia ha tirato la volata alla piemontese Eleonora Camilla Gasparrini, che ha chiuso al quarto posto sfiorando il podio. La Collinelli, 21sima piazza finale, ha formato con Gasparrini e l’altra azzurrina Camilla Alessio (32sima) un trio che si è rivelato battagliero e affiatato.
Sofia Collinelli ha partecipato al Festival olimpico della gioventù europea
Per Sofia Collinelli, dunque, un’esperienza positiva e anche indimenticabile, con il ruolo di portabandiera dell’Italia nella cerimonia di apertura che rappresenta la classica ciliegina sulla torta. Ordine d’arrivo prova su strada femminile EYOF: 1. Dina Scavone (Belgio) in 1 ora 8 minuti 21 secondi; 2. Wilma Olausson (Svezia) st; 3. Maria Bertelsen (Danimarca) st; 4. Eleonora Camilla Gasparrini (Italia) st; 5. Ella Barnwell (Gran Bretagna) st; 6. Amelia Sharpe (Gran Bretagna) st; 7. Aidi Gerde Tuisk (Estonia) st; 8. Maeve Gallagher (Irlanda) st; 9. Lucy Mayrhofer (Germania) st; 10. Julia Borgstrom (Svezia) st; 21. Sofia Collinelli (Italia) st; 32. Camilla Alessio (Italia) a 12 secondi.
Ospite del Pirata di Cervia, Flaminia Bolzan dice la sua sul caso dell’infermiera di Lugo. Il volto televisivo di Sky e altre reti nazionali si presta anche ad uno show cooking tra i fornelli
Per stemperare il clima noir che, da sempre, avvolge la sua professione, la criminologa romana Flaminia Bolzan si è concessa uno spensierato weekend a Milano Marittima dove, tra una tintarella e un happy hour, si è prestata ad uno show-cooking tra i fornelli del ristorante “Al Pirata” di Cervia. E’ stata l’occasione per una chiacchierata sui casi giudiziari più noti in Italia che non poteva che partire dall’assoluzione di Daniela Poggiali. Avevamo già chiesto a Bolzan un’opinione rispetto alla sentenza di primo grado dove l’infermiera di Lugo era stata condannata. L’Appello ha ribaltato il verdetto.
Ospite dell’amico Francesco Iasi, accompagnata dal manager Ale Piva, l’ esperta di “cold case” ha cucinato dei prelibati paccheri allo scoglio, deliziando il palato di molti commensali. Poi, tra una portata e l’altra, incalzata da molti appassionati di cronaca nera, la Bolzan si è concessa ai microfoni, dove ha ripercorso gli ultimi delitti italiani.
Flaminia, partiamo da Daniela Poggiali, ribattezzata da molti media “infermiera killer” per l’accusa di aver ucciso una paziente con potassio. Condanna all’ergastolo in primo grado a Ravenna e poi assolta in Appello a Bologna perché il fatto non sussiste. Come vede l’intero processo? E davvero i media, alla fine, hanno raccontato una verità distorta?
«E’ indubbio che l’immagine di Daniela Poggiali che tutti abbiamo ben stampata in mente è quella che la ritrae sorridente in un “selfie” accanto ad una paziente deceduta sul letto di ospedale, ed è ovvio che questo, unitamente all’appellativo mediatico di “infermiera killer” già utilizzato in precedenza per altri casi tra cui quello famosissimo di Sonya Caleffi, abbia fortemente influenzato la percezione dell’opinione pubblica rispetto a quanto accaduto. Va però ribadito che la verità processuale si forma nelle aule di tribunale e non sulle pagine dei giornali, motivo per il quale le considerazioni frutto di impressioni a volte pregiudizievoli meritano di essere valutate approfonditamente solo nelle sedi opportune. In buona sostanza, il processo è processo, tutto il resto rimane gossip e la perizia d’appello redatta dagli esperti ha portato alla decisione dei giudici di ribaltare la sentenza di primo grado sulla base di considerazioni scientifiche che non permettevano di attribuire alla Poggiali le morti sospette in corsia»
A proposito di “interferenze dei media”, sul caso di Roberta Ragusa, dopo i 20 anni in primo grado, Antonio Logli annunciando l’appello ha dichiarato: “I giudici si sono fatti influenzare dai media…”. Cosa ne pensa?
«Il libero convincimento appartiene al giudice e, specie quando si parla di giudici togati, non bisogna rischiare di mettere in discussione le decisioni che vengono prese non “a caldo” ma sulla base di quanto il diritto sostiene e gli elementi di prova dimostrano. Va detto però che i media hanno certamente il potere di influenzare la gente in un senso o nell’altro. Questa è la logica della comunicazione che spesso, purtroppo, non è imparziale come può essere al contrario una sentenza. In ogni caso l’eccessiva mediaticizzazione di un caso certamente non giova quasi mai all’imputato, né tantomeno facilita il lavoro di chi si trova a giudicare»
Il caso di Yara. Ergastolo confermato in appello per Bossetti: la Cassazione potrà cambiare qualcosa?
«La Cassazione potrà pronunciarsi sulle questioni di legittimità così come è previsto, non potendo al contrario esprimere giudizi nel merito, cosa che invece è prevista nei due precedenti gradi di giudizio. Motivo per il quale se nell’ambito dell’intero processo dovessero essersi verificati “vizi procedurali” gli Ermellini, nel rilevarli, dovranno rinviare e si verificherà, come è accaduto in altre circostanze, un appello bis».
Tre grandi casi di cronaca giudiziaria: delitto di Cogne con la condanna alla Franzoni, strage di Erba con il carcere a Rosa Bazzi ed Olindo Romano, morte di Melania Rea con la condanna a Parolisi: tutto chiaro, tutto giusto? Qual è la sentenza che ti convince di più e quella che ti convince di meno?
«Non mi convince affatto la sentenza di condanna nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi. L’ho ribadito più volte in altri contesti e ho avuto modo di parlarne anche con l’avvocato Fabio Schembri che difende i due sin dall’inizio del processo. Trovo che il profilo della coppia non sia assolutamente compatibile con quelle che invece sono le evidenze ricavabili dalla scena del crimine e aggiungo inoltre che le confessioni, così come la testimonianza di Frigerio, mi sembrano assai poco attendibili. Al contrario ritengo più che convincente la sentenza che sancisce la condanna e quindi la colpevolezza di Annamaria Franzoni per l’uccisione del figlio Samuele».
Calcio Serie C / Per il terzo anno consecutivo la formazione giallorossa sosterrà l’amichevole d’apertura della stagione contro la formazione gialloblù (inizio alle ore 18.30). Sabba firma l’unico gol nella partitella in famiglia disputata ieri
Un’azione di gioco della prima partitella a ranghi misti del Ravenna
Per il terzo anno di fila sarà il Cervia a tenere a battesimo il Ravenna nella nuova stagione. Sabato prossimo, con inizio alle ore 18.30 allo Stadio “Todoli”, la rinnovata squadra di mister Antonioli cerca contro la formazione gialloblù che si appresta a disputare il campionato di Eccellenza le prime conferme sul campo all’intenso lavoro di queste prime due settimane.
Qualche indicazione il confermato mister giallorosso l’ha però già tratta dalla prima partitella in famiglia, svoltasi ieri pomeriggio a Porto Fuori: due tempi da 30’ nel corso dei quali il tecnico ha alternato le formazioni in campo, mantenendo però l’assetto tattico del 4-3-1-2, che ha fatto buona parte delle fortune della scorsa annata. Molte le occasioni per segnare, capitate soprattutto a Samb e a Pasi, che si è fatto parare un rigore da Venturi. Tre le traverse colpite: da Papa, con una botta da posizione defilata, da Lelj sugli sviluppi di un angolo e da Pasi dal limite, ma su quest’ultima azione sulla ribattuta è stato più lesto di tutti Sabba che ha siglato così l’unica rete della partitella.
Enrico Sabba ha realizzato l’unica rete del test in famiglia
Nel primo tempo si sono affrontate queste due formazioni. Ravenna verde: Venturi; Ballardini, Venturini, Capitanio, Barzaghi; Selleri, Lelj, Papa; Tabacchi; Samb, Portoghese. Ravenna bianco: Gallinetta; Magrini, Lucarini, Ronchi, Sarti; Costantini, Centonze, Cenci; Sabba; Frisari, Pasi. Nel secondo tempo nel Ravenna verde hanno giocato Gallinetta; Magrini, Ronchi, Lelj, Barzaghi; Cenci, Papa, Ballardini; Sabba; Samb, Pasi. Nel Ravenna bianco Venturi; Venturini, Lucarini, Capitanio, Sarti; Costantini, Centonze, Selleri; Tabacchi; Portoghese, Frisari. Per l’occasione sono stati aggregati i due ragazzi del 2001, Sarti e Frisari, anche per ovviare alle indisponibilità di Severini, Broso e Ierardi, alle prese con alcuni inconvenienti fisici.
Il tecnico Mauro Antonioli ha commentato il test sottolineando come sia «stata una prima verifica dopo 7-8 giorni di lavoro, più che altro per vedere se quei concetti tattici su cui abbiamo lavorato in questi primi giorni sono stati assimilati. C’è ancora tanto da lavorare, ma dopo pochi giorni di allenamento è normale, però ho già visto nei ragazzi molto impegno, voglia di fare e buona applicazione e nel complesso una buona predisposizione al lavoro. Si è già visto che qualche dote c’è e che c’è materiale su cui lavorare con fiducia, anche se l’organico va chiaramente completato».
Dopo la partita di Cervia il Ravenna riposerà domenica e riprenderà il lavoro lunedì con un programma di allenamenti quotidiani. Il prossimo test agonistico è fissato per la serata di mercoledì 2 agosto a Sesto Imolese, nel tradizionale Memorial Lama Bettini, in cui i giallorossi affronteranno, a partire dalle ore 20, San Marino e Savignanese.
Baseball / Prima di partecipare alla “Little League World Series” il giovanissimo Under 12 cresciuto nel vivaio del Godo ha vestito anche la maglia azzurra agli Europei di categoria vinti dall’Italia
Il giovanissimo ricevitore Antonio Casadio, cresciuto nel vivaio del Godo Baseball
E’ un’estate ricca di impegni per Antonio Casadio, promettente ricevitore Under 12 cresciuto nel settore giovanile del Godo Baseball che quest’anno sta vivendo la sua prima esperienza sia in nazionale italiana sia nella selezione Emilia Romagna per il Torneo delle Regioni. Il baby talento è reduce dalle buone prestazioni in azzurro nel corso del Memorial “A. Casadio” di Godo e da una serie di test nella rosa di un team Italy project, con partite di allenamento dove la nazionale ne è uscita vincente in tutti i quattro incontri. In seguito Casadio ha partecipato agli Europei di categoria svolti in Polonia, nel corso dei quali è stato uno dei protagonisti del successo finale dell’Italia.
Terminata l’avventura in azzurro, il baby ravennate si è poi unito ai compagni della selezione Emilia Romagna che, avendo vinto il Torneo delle Regioni a Vicenza, si trovavano sempre in Polonia per disputare il Torneo Europa-Africa di Little League baseball, vinto tra l’altro dalla rappresentativa regionale. Il prossimo appuntamento per Casadio è fissato dal 17 al 27 agosto, quando la selezione Emilia Romagna rappresenterà l’Italia vola negli Stati Uniti, a Williamsport (in Pennsylvania), per partecipare alla Little League World Series.
Tra di loro anche l’attuale assessore alla Cultura del Comune di Ravenna. La nuova legge vieta il cumulo, alza l’età pensionabile e prevede un contributo di solidarietà
Sessantanove ex consiglieri regionali hanno firmato il ricorso presentato al Tar dell’Emilia-Romagna contro la norma approvata pochi mesi fa – definita illegittima e incostituzionale – che ne decurta sensibilmente i compensi. Ricorso di cui aveva dato notizia a fine giugno il Corriere della Sera e di cui parla il Carlino Ravenna oggi in edicola, facendo i nomi dei sei ex consiglieri regionali eletti in provincia di Ravenna che hanno firmato il testo. Tra di loro anche l’ex consigliera e parlamentare, attuale assessore alla Cultura del Comune di Ravenna (incarico per il quale però non riceve compenso, per sua scelta), Elsa Signorino. Il suo vitalizio regionale è di 2.207 euro.
A fare ricorso poi Pierantonio Rivola (Dc) e Guido Tampieri (Pci-Ds, anche ex sottosegretario all’Agricoltura), prima consiglieri regionali e poi assessori in Regione – ricorda il Carlino –, che percepiscono rispettivamente 3.655 euro e 3.156; l’ex assessore al Turismo Guido Pasi (in quota Rifondazione Comunista), che riceve 2.277 euro, e Paolo Galletti dei Verdi (anche lui finito poi anche in parlamento), con un vitalizio regionale di 1.495 euro.
A firmare il ricorso sono state poi anche altre due donne, Luisa Babini del Pri, per cui non è però ancora scattata l’età minima del vitalizio, e la vedova di Davide Visani, ex consigliere regionale del Pci e parlamentare, che riceve 1.307 euro come reversibilità.
I vitalizi costano alla Regione circa 430mila euro al mese, destinati a quasi 180 ex eletti.
La riforma regionale approvata in maggio – su proposta della consigliera regionale faentina del Pd Manuela Rontini – introduce un prelievo triennale (definito contributo di solidarietà) sui vitalizi; innalza l’età pensionabile a 67 anni (prima era a 60) e impone il divieto di cumulo dei vitalizi regionali con quelli erogati, per esempio, dal parlamento. Il ricorso ne chiede l’annullamento perché la legge regionale violerebbe il Decreto Monti del 2012 per «eccesso di potere», dal momento che «il legislatore nazionale ha salvaguardato da ogni intervento riduttivo (a maggior ragione, la soppressione), i trattamenti in corso di erogazione», mentre la legge – citiamo il Carlino Bologna – va a intervenire in modo retroattivo su vitalizi già erogati e definiti. Inoltre, secondo i ricorrenti, la legge regionale non riporta «le finalità» di questi provvedimenti che «finiscono con l’essere arbitrati e irragionevoli, non potendo essere collegati – e dunque giustificati – con alcuna esigenza di urgenza e scopo finale».
Basket A2 / Nel corso della serata organizzata dal Basket Ravenna dedicata ai ringraziamenti agli sponsor il sindaco conferma la nascita di un nuovo impianto sportivo nel prossimo futuro: «L’iter burocratico è stato avviato e i costi saranno importanti»
Il sindaco Michele De Pascale (a destra) nel corso della serata organizzata dal Basket Ravenna
Una serata per ringraziare gli sponsor, ma soprattutto un’ottima occasione per ricevere buone notizie sul fronte palazzetto dello sport. In settimana è stato definito il cammino nel campionato di Serie A2 dell’Orasì, che prevede una regular season molto intensa da ottobre fino ad aprile, con la speranza di allungare l’avventura anche a maggio e giugno con i playoff. Il Pala De André, tra impegni della Bunge nella Superlega di volley e soprattutto appuntamenti di ogni genere, ha un calendario fittissimo e il timore dei sostenitori giallorossi è quello di “emigrare” in altre strutture come è successo al termine della passata stagione.
A rassicurare dirigenti e tifosi in vista del futuro arrivano le parole del sindaco Michele De Pascale, che oltre a complimentarsi con Vianello e Martini dell’Unigrà per i grandi risultati raggiunti, ha voluto confermare la nascita di un nuovo impianto sportivo nel corso della serata tenuta al “Porticino” di Marina di Ravenna. «Questa Amministrazione – ha detto il primo cittadino – si è convinta della necessità di costruire un nuovo Palazzo, che avrà una capienza di 6000 posti, anche grazie ai grandi risultati raggiunti dalla squadra di basket, che ormai è diventata una realtà cittadina molto seguita e apprezzata. L’iter burocratico è stato avviato, i costi saranno importanti, ma ci auguriamo di portare a termine l’opera nel più breve tempo possibile. In quel momento il basket avrà un palcoscenico importante e soprattutto riservato in primis allo sport. Ringrazio tutti gli sponsor che hanno reso possibile questi risultati e naturalmente li invito a continuare ad appoggiare la società del presidente Vianello, alla quale auguro di ripetere o addirittura migliorare il piazzamento dello scorso campionato».
Sarà possibile salire in sella a un pony o a un cavallo, visitare le scuderie e anche pranzare a buffet presso la Club House
Bambini al centro ippico
L’emozione di salire in sella a un pony o a un cavallo, di visitare le scuderie e conoscere la vita di un maneggio. Questa occasione è fornita dal Circolo Ippico Ravennate domenica 30 luglio dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti i bambini e le loro famiglie che vogliono avvicinarsi per la prima volta al mondo dell’equitazione.
La sede è quella estiva, nella pineta di Marina Romea, a due passi dal mare e dalla piallassa (via delle Valli – Marina Romea – di fronte al Boca Barranca).
Nel corso della giornata ci saranno inoltre dimostrazioni da parte degli allievi più esperti e tanti giochi per conoscere il mondo dei pony.
Per chi lo desiderasse sarà possibile consumare un pranzo a buffet presso la Club House del maneggio.
Il Circolo Ippico Ravennate, fondato nel 1962, è l’unica scuola di equitazione a Ravenna riconosciuta dalla Federazione Italiana Sport Equestri. Presso il circolo si possono praticare le tre discipline olimpiche dell’equitazione (salto ostacoli/ dressage/completo) ma si possono anche effettuare passeggiate a cavallo nella suggestiva pineta S. Vitale.
Altra interessante opportunità di conoscere il mondo dell’equitazione sarà il Memorial Giulia Gramellini, concorso di equitazione dedicato a Giulia, la giovane amazzone scomparsa nel 2010 a soli 23 anni, in programma domenica 13 agosto.
Il capogruppo di Lista per Ravenna segnala il disagio per i parenti dei defunti: «Un problema elettrico costringe Azimut ad usare appositi impianti di refrigerazione»
Alvaro Ancisi segnala il disagio che stanno attraversando in questi giorni i parenti dei defunti alla Camera mortuaria di Ravenna. Colpa della temperatura molto alta all’interno della struttura: si arriva a 30 gradi in un luogo in cui, per ovvie ragioni, la legge ne ammette 18. Il disagio era ancora sentito, segnala il capogruppo di LpRa, nella giornata di ieri. « Di conseguenza, per poter respirare, le porte vengono tenute aperte. Diverse persone sono costrette ad uscire nel cortile, mantenendosi a ridosso delle sale. Ciò rende obbligatorio richiedere la refrigerazione delle salme, che, per singolo giorno di calendario o frazione di esso, costa 55 euro per ogni defunto»
Il problema si era posto già il 17 luglio ed «era stato addebitato ad un errore compiuto da personale dell’Enel, il quale, intervenendo sul quadro elettrico di una cabina per fornire elettricità ad un altro nuovo cliente, aveva invertito alcuni cavi che alimentano la camera mortuaria, producendo l’abbassamento dell’energia che ha causato il blocco dell’impianto di refrigerazione». Neppure dopo l’inversione dei cavi si è tornati a «livelli accettabili» e solo la frescura dovuta al temporale di martedì ha mitigato la situazione.
«Azimut – dice Ancisi – , gestore del servizio, di cui è titolare il Comune di Ravenna, che ne stabilisce anche le tariffe, addebita la condizione strutturale di insufficienza dell’impianto di raffrescamento della camera mortuaria alla difficoltà di Enel di erogarle la corrente sufficiente». In ogni caso, dice il capugroppo, «spetta ad Azimut risolvere il problema». Sul tema Ancisi ha presentato una richiesta di chiarimento al sindaco.