domenica
12 Aprile 2026

Differenziata potenziata: in arrivo i contenitori per gli amanti del giardinaggio

Si tratta di cassonetti dedicati allo sfalcio e ai piccoli lavori sul verde. Saranno posizionati anche nelle strade di Tagliata

GiardinaggioCervia potenza la raccolta differenziata. Nella città rivierasca sono in arrivo 95 nuovi cassonetti stradali per la raccolta del verde (in particolare ramaglie e potature) Si tratta di contenitori in alluminio con il coperchio marrone e l’adesivo “solo rifiuti vegetali”, nei quali sarà possibile introdurre rifiuti derivanti esclusivamente da lavori di giardinaggio, sfusi e ridotti di volume.

I nuovi cassonetti saranno posizionati a partire da domani, mercoledì 28 giugno, nelle seguenti zone: a Cervia, nel perimetro compreso tra fra viale Milazzo, viale Pinarella, viale De Amicis e viale Italia; a Tagliata, nel perimetro compreso tra via Dei Cosmonauti, via Sicilia, viale Abruzzi, via Puglie, via Pinarella e via Lazio.

Nuova luce nelle strade in zona piazza Kennedy: 190 lampioni saranno ammodernati

Durante gli interventi saranno istituiti divieti di sosta sul lato stradale interessato dai lavori e sensi unici alternati. Lavori al via il 3 luglio

LampioneNuova luce in centro storico: 190 lampioni di diverse vie attorno a piazza Kennedy saranno ammodernati, con la lampada ad incandescenza sostituita da più efficaci led. Interventi anche sui collegamenti elettrici. Le strade interessate dall’intervento saranno via Nino Bixio, via Angelo Lolli, via Guidarello Guidarelli, via Santa Teresa, via Chiesa, via San Pietro Crisologo, via Ercolana, via Nazario Sauro, via Andrea Agnello, via Primo Uccellini, via Massimo D’Azeglio, via Guglielmo Oberdan, via Carlo Cattaneo, via Giuseppe Pasolini, via Luca Longhi, via Filippo Mordani.

“L’intervento – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani – consentirà un ammodernamento delle linee elettriche e l’installazione di lampade a led in grado di consentire risparmio energetico e migliore funzionalità nell’ambito del centro storico in continuità con i lavori in corso su tutto il territorio comunale”. I lavori inizieranno  il 3 luglio a partire da via Nino Bixio e successivamente si svilupperanno sulle altre strade.

Durante gli interventi saranno istituiti divieti di sosta e fermata 24 ore su 24 sul lato stradale interessato dai lavori e sensi unici alternati. Le lavorazioni saranno effettuate su tratti di viabilità della lunghezza di circa 80-100 metri per volta e dureranno fino a fine settembre.

Noto dentista faceva pulire i denti a un’assistente con la terza media: indagati

Controlli dei carabinieri del Nas che hanno scoperto anche un naturopata che somministrava diete alimentari

DentistaReputando umiliante praticare direttamente la pulizia dei denti ai propri pazienti, un affermato e blasonato medico odontoiatra di Ravenna – operante in un noto ospedale privato accreditato della provincia – delegava l’attività a una sua dipendente, con solo il diploma di terza media. I clienti, però, pagavano la prestazione regolarmente, come se fosse stata eseguita dal professionista. Per questo motivo i due sono stati indagati dai Carabinieri del Nas di Bologna nel corso di una cospicua attività di monitoraggio e contrasto al fenomeno dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie.

Sempre nel Ravennate i carabinieri hanno scoperto un naturopata che, millantando riconoscimenti internazionali e competenze professionali, rilasciava ai propri clienti diete alimentari finalizzate a un rapido dimagrimento.

Sarà riesumata la salma di Bergamini, ex calciatore del Russi morto nel 1989

Riaperta l’inchiesta: secondo il procuratore non sarebbe stato un suicidio

Bergamini
Donato ‘Denis’ Bergamini osannato dai tifosi (foto Ansa.it)

La salma di Denis Bergamini, il giocatore del Cosenza (acquistato dal Russi) originario di Argenta la cui morte, avvenuta il 19 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico, venne attribuita a suicidio, sarà riesumata. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Castrovillari, Teresa Riggio, nel corso dell’incidente probatorio svoltosi stamattina, in accoglimento della richiesta del Procuratore della Repubblica, Eugenio Facciolla, che nelle settimane scorse aveva riaperto l’inchiesta sulla morte di Bergamini, a suo tempo archiviata perchè attribuita a suicidio.

Il procuratore Facciolla ritiene che la morte di Denis Bergamini non sarebbe stata dovuta a suicidio, e cioè che il giocatore si sarebbe fatto travolgere da un camion in transito lungo la statale 106 Jonica, come finora si é ritenuto, ma sia stata provocata da un “omicidio aggravato premeditato in concorso”.

Corsi di teatro, cucina o mosaico in carcere, lavori socialmente utili per chi esce

Messo a punto un programma per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte alla pena detentiva a Ravenna

Conferenza Carcere
La presentazione dell’accordo in municipio

Umanizzare e migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte alla pena detentiva, sostenendo attività socio educative, di socializzazione, per l’inserimento lavorativo. Sono gli obiettivi del programma che il Comune, assessorato alle Politiche sociali, ha messo a punto in accordo con la direzione della Casa circondariale di Ravenna e Uepe (Ufficio delle esecuzioni penali esterne), insieme con associazioni, cooperative sociali, società sportive e altri enti che hanno presentato progetti di diversa tipologia, dal teatro allo sport, dalla cultura alla gastronomia.

La giunta ha approvato il programma presentatoi in municipio dall’assessora alle Politiche sociali, Valentina Morigi, da Carmela De Lorenzo, direttrice della Casa circondariale di Ravenna, e da Maria Paola Schiaffelli, direttrice Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe). Le risorse derivano dal fondo regionale che viene ripartito fra i comuni sede di carcere, tenendo conto di diversi indicatori: per il 2017 sono stati assegnati circa 30mila euro a Ravenna. Il Comune partecipa con una quota di cofinanziamento relativa al costo di un dipendente con il ruolo di educatore per lo sportello informativo e per la gestione delle dimissioni con l’obiettivo di valutare il percorso più opportuno di rinserimento.

Carcere Casa Circondariale Ravenna«Non è sufficiente la collocazione in centro storico per mettere le politiche del carcere al centro della città – ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali Valentina Morigi -. C’è bisogno di un proficuo coordinamento con la direzione carceraria, come da alcuni anni sta avvenendo, di rendere partecipe la città della progettualità dei percorsi e di restituire i risultati, che nel tempo hanno dato riscontri positivi di rinserimento. Il nostro valore aggiunto è proprio la capacità di fare rete tutti insieme – direzione del carcere, amministrazione comunale, associazionismo diffuso, città – perché i progetti abbiano una valenza per le persone detenute che vada oltre il periodo di reclusione e perché possano essere utili per la loro vita una volta fuori dal carcere».

Ecco cosa prevede l’accordo.

Interventi da realizzare all’interno della Casa Circondariale

  • Sviluppo e consolidamento delle attività dello sportello informativo per detenuti.
    Nell’ambito della casa circondariale di Ravenna avranno un’attenzione particolare lo sviluppo e il consolidamento delle attività dello sportello informativo per i detenuti, in particolare stranieri: informazioni sulle regole della vita detentiva; mediazione linguistica e culturale, servizio di traduzione di avvisi e modulistica; attenzione alle situazioni fragili che necessitano di supporto socio-sanitario; accompagnamento al percorso di orientamento per le persone in fase di dimissione.
  • Miglioramento delle condizioni di vita in carcere.
    Si tratta di progetti realizzati da partner del sociale no profit, consolidati negli anni, e attivi nelle problematiche inerenti al carcere e al reinserimento socio-lavorativo, ma anche di proposte fatte da associazioni in ambito sportivo, informatico e culturale.
  • “Fare teatro” – Associazione culturale e di promozione sociale Lady Godiva Teatro
    Il teatro all’interno del carcere è da sempre una delle attività socializzanti più richiesta dalla popolazione detenuta. Chi sceglie di “fare” teatro sceglie di mettersi in gioco perché è un’esperienza che mette in relazione con se stessi e con gli altri. Si sviluppano capacità di espressione e di ascolto, rispetto e senso degli altri, conoscenza del proprio corpo/voce. Laboratorio gestito dai registi Eugenio Sideri e Mario Battaglia.
  • “Giocare dentro” – Cooperativa Sociale La Pieve
    Progetto ludico, proposto in collaborazione con Sir Chester Cobblepont, che punta ad aggregazione e interazione positiva tra le persone, stimolando il confronto faccia a faccia che genera dialogo e conoscenza reciproca. Dai giochi da tavolo e di società allo studio e la realizzazione di un prototipo di gioco (made in circondariale) da sottoporre alla casa di produzione Sir Chester Cobblepot, partner del progetto, per una eventuale commercializzazione.
  • “Ri-Legare dentro” – Cooperativa Sociale San Vitale
    Progetto di laboratorio di legatoria e cartotecnica, catalogazione e formazione nella gestione dei libri della biblioteca della Casa Circondariale. Il laboratorio di catalogazione dei libri prevede di formare un gruppo di detenuti alla gestione del prestito bibliotecario, creando sequenze di lavoro condivise in modo da renderli autonomi e agevolare il passaggio di consegne nell’avvicendarsi dei nuovi ingressi.
  • Laboratorio di informatica di base – Co.na.pi Ravenna
    Si prefigge come obiettivo l’apprendimento dell’utilizzo del pc come attività ludica e come utilizzo lavorativo. La comprensione dell’hardware e del software, la programmazione, internet e il suo potenziale di utilizzo, la navigazione in rete.
  • Laboratorio di cucina di base
    L’evoluzione della gastronomia e dell’enogastronomia è in continua espansione e copre oramai ampi spazi. Non è più legata solo ai ristorante vero e proprio ma si allarga a bar, centri commerciali, hotel, chioschi. L’obbiettivo principale di questo laboratorio è insegnare ai partecipanti l’arte della cucina stando direttamente dietro ai fornelli.
  • Laboratorio di orientamento alla professione di cameriere e barista
    Le professioni di cameriere e barista offrono opportunità spesso precluse ad altre. Verranno fornite le conoscenze e le abilità necessarie per intraprendere con successo questo lavoro: cultura generale, conoscenze linguistiche e professionali.
  • “Ci siamo tutti dentro” – A.s.d. Ravenna Diablos
    Avviamento al Dodgeball (sport di squadra nato come evoluzione agonistica della comune palla prigioniera) con la finalità di estendere il diritto allo sport a tutti, elemento che interessa la salute, la qualità di vita, l’educazione e la socialità. A svolgere l’attività saranno membri dell’A.s.d. Ravenna Diablo, nonché della squadra nazionale italiana di Dodgeball.
  • “Il filo e le ali” – Dis-ORDINE dei Cavalieri di Malta e di tutti i Colori
    Realizzazione nell’area verde di fronte all’ingresso del carcere di un mosaico pavimentale sul tema del labirinto come rivisitazione del labirinto presente nella basilica di San Vitale e come simbolo legato alla dimensione di luogo da cui si può uscire tramite un percorso di consapevolezza.
    Coinvolgimento nell’opera dei detenuti con attività laboratoriali di mosaico.
  • Tirocini intramurari
    Si prevedono progetti di tirocinio di sostegno al reddito rivolto ai detenuti, in situazioni economiche precarie, che non rientrano al momento nelle liste di lavoro interno, con una contributo mensile di 200 euro per sei mesi.

Attività da realizzarsi in area penale esterna, misure alternative alla detenzione e di comunità
Questa azione si articola nella realizzazione di percorsi di accoglienza, accompagnamento sociale, tirocini formativi e inserimenti lavorativi delle persone coinvolte in area penale, di condannati in esecuzione penale e di soggetti che abbiano terminato di scontare la pena da non più di 6 mesi, residenti nel territorio provinciale.

Inoltre il Comune di Ravenna dal 2012 ha attivato una convenzione con il Tribunale per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, in alternativa alle pene previste dall’art.186 del Codice della strada (Guida sotto l’influenza dell’alcool) e dal recente istituto della messa alla prova.

Nel tempo il numero delle persone ammesse al lavoro di pubblica utilità è aumentato fino alle 14 persone (12 uomini e 2 donne) del 2016 ed hanno partecipato attivamente nelle seguenti tipologie di attività:
a) attività di controllo sull’utilizzo delle palestre.
b) attività varie presso le biblioteche decentrate (Castiglione, Santo Stefano, Piangipane, Sant’Alberto e Marina di Ravenna), Casa Vignuzzi ed Emeroteca
d) attività di accoglienza e sistemazione per la notte presso il dormitorio pubblico di via Torre
e) attività di preparazione e consegna “sportine” con viveri presso il dormitorio Il Re di Girgenti
f) attività di controllo ed assistenza ai bambini presso il centro estivo dell’associazione “Città Meticcia”
g) attività di controllo ed assistenza ai bambini presso il doposcuola “Tra due mondi”
h) insegnamento della lingua italiana alle persone straniere
i) attività presso il centro stampa del Comune di Ravenna

Dal mese di aprile 2015 il Comune di Ravenna, a seguito di un accordo con l’Ufficio esecuzione penale esterna, ha messo a disposizione delle assistenti sociali uno spazio dotato di adeguata strumentazione informatica e telefonica per lo svolgimento delle attività organizzative e gestionali, e si fa carico dei costi delle utenze.

Festa della Cozza: serviti 34 quintali in tre giorni, 30 percento in più del 2016

Grande successo per l’evento che si è tenuto lo scorso weekend. Anche i ristoranti hanno registrato il tutto esaurito

Festa della CozzaNumeri da capogiro a Marina di Ravenna per la Festa della Cozza che si è tenuta il weekend scorso in zona bacino pescherecci. Sono stati serviti ben 34 quintali di mitili, il 30 percento in più dello scorso anno. E il pubblico ha gradito oltre ogni aspettativa: le cozze sono finite intorno alle 21.30 della domenica sera. Anche nei ristoranti del litorale e della città aderenti al progetto, ben 53 quest’anno, sono state consegnate e consumate cozze in gran quantità: ben oltre i 100 quintali. La sola società di pescatori di Marina di Ravenna ne ha consegnati 75 quintali.

Lunghe file tutte le sere ai chioschi di Molo Dalmazia e al vecchio Mercato del Pesce per degustare la Cozza di Marina di Ravenna, dallo spazio dei Pescatori/Akamì a quello di Slow Food, dal BusFood del Romea Beach al TruckFood di Casa Spadoni, fino ai chioschi di PerTeCatering/Amarissimo, dell’Associazione dei Ristoratori Ravennati e del Ristorante Street Bar I Fanti Marina Centro.

La manifestazione quest’anno è stata seguita anche dalla Rai con gli inviati della trasmissione “La Vita in Diretta” nella giornata inaugurale di venerdì, mentre nella giornata di sabato si è svolta l’ormai tradizionale escursione in mare alle piattaforme per assistere allo spettacolo della raccolta delle cozze (organizzata in collaborazione con Eni e con le cooperative dei pescatori di Marina). Escursione alla quale complessivamente hanno partecipato 250 persone con quattro imbarcazioni.

Omicidio Ballestri, l’imputato Cagnoni sceglie il processo in corte d’assise

La prima scelta del medico 52enne scarta l’ipotesi del rito alternativo in abbreviato che garantirebbe uno sconto di pena

Affronterà le accuse di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere in un processo pubblico in corte d’assise a Ravenna: il 52enne dermatologo Matteo Cagnoni – alla sbarra per la morte della 39enne moglie Giulia Ballestri, uccisa a bastonate e trovata senza vita nello scantinato di una villa di famiglia il 16 settembre scorso – ha quindi deciso di non tentare la strada del rito alternativo con un giudizio in abbreviato che gli avrebbe consentito di evitare l’ergastolo anche in caso di condanna beneficiando di uno sconto di pena concesso dal rito specifico.

La posizione del medico, in carcere in custodia cautelare da nove mesi, è stata espressa stamani nel secondo atto dell’udienza preliminare. Così si legge sul sito internet de Il Resto del Carlino che riporta gli ultimi aggiornamenti dal tribunale. La prima udienza è fissata per il 10 ottobre.

Saldi estivi, in Emilia-Romagna si comincia l’1 luglio. Consigli anti-fregatura

ShoppingI saldi estivi in Emilia-Romagna cominciano ufficialmente sabato 1 luglio e andranno avanti per sessanta giorni.

Confesercenti fornisce alcuni consigli utili per lo shopping in periodo di sconti: «Le regole e i consigli per gli acquisti sono quelli consueti: esposizione del cartellino con il prezzo di partenza, lo sconto e il prezzo finale. Per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto, evitare capi che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione ovvero le istruzioni per il lavaggio. In caso di prodotto difettoso, seppur venduto a saldo, si può chiedere il cambio, la riparazione o la restituzione del denaro, al momento dell’acquisto conviene sempre chiedere se sarà possibile cambiare la merce ed entro quanto tempo».

La neopresidente provinciale dell’associazione di categoria a Ravenna, Monica Ciarapica, invita i ravennati a fare spese a casa propria: «Facciamo acquisti e spendiamo nei nostri territori, la Provincia è ricca di negozi di vicinato e ed bene affidarci ai commercianti con cui si instaura un rapporto di fiducia con conseguente vantaggio sia per il consumatore a caccia dell’affare che può acquistare a prezzi vantaggiosi, sia per il commerciante che cerca di far quadrare i bilanci con gli incassi dei saldi dopo un inverno e una primavera non facili; se i negozi lavorano anche i centri commerciali naturali restano “vivi” e quindi frequentati da residenti e da turisti».

Mezzo milione da Eni per proteggere l’arenile di cinque lidi da ingressioni marine

La giunta comunale approva un progetto di sistemazione della spiaggia emersa e sommersa

Sistemazione e ripascimento della spiaggia emersa e sommersa sia a protezione dal rischio potenziale di ingressione marina delle aree costiere, sia per la messa in sicurezza delle spiagge emerse: la giunta comunale di Ravenna ha approvato un progetto da 500mila euro (finanziato con fondi Eni) per aumentare le difese dall’ingressione marina delle località di Marina Romea, Punta Marina, Lido Adriano, Lido di Dante e Lido di Savio. Gli interventi – in accordo con la Regione Emilia-Romagna – prevedono l’utilizzo esclusivo di materiale sabbioso per la realizzazione di un argine in sabbia finalizzato alla protezione dell’entroterra e dell’arenile dalle eventuali ingressioni marine che si possono verificare durante la stagione invernale. Con tale soluzione progettuale sarà possibile provvedere anche al ripascimento dei singoli siti in quanto, in primavera, verrà stesa la barriera di sabbia realizzata a protezione.

Ancisi: «Cosa sta facendo il Comune per salvaguardare il Marchesato dal crollo?»

Il capogruppo di Lista per Ravenna chiede lumi in un question time. Il tetto è crollato e il Comitato acquisterà un telone a sue spese per salvare il salvabile

Il Crollo Del Tetto Del Marchesato 1
Il tetto del Marchesato crollato

Un passato eroico, un presente tragico. La situazione di Fabbrica Vecchia e soprattutto Marchesato viene descritta così da Alvaro Ancisi (LpRa) che commenta la decisione del Comitato per la salvaguardia dei due edifici di Marina di Ravenna relativa all’acqusito di un telone per coprire il tetto, crollato.

«Il Comune di Ravenna ha acquistato in questi ultimi anni la parte che gli mancava dell’intero complesso storico della Fabbrica Vecchia e del Marchesato». Si tratta delle prime testimonianze del porto di Ravenna. «La più antica immagine di quello che allora era Porto Corsini, nel nome del papa che lo aveva realizzato, è un acquerello del 1788 di Antonio Fedi, qui visibile in allegato, nello sfondo del quale svettano imponenti e solitari, tra acque, terre e cielo, i due fabbricati». Già il 19 gennaio Giancarlo Bazzoni, presidente del comitato  sorto a Marina di Ravenna nel 1979 per tutelare il complesso monumentale, lanciava l’allarme sul tetto del Marchesato, crollato. La Soprintendenza, risponendo ad un sollecito di Ancisi, trasmisre il 30 gennaio al sindaco  una lettera, in cui evidenziava “la necessità di porre con ogni sollecitudine opere provvisionali atte ad arrestare il degrado e ad evitare danni al bene tutelato, dandone immediata comunicazione a questa Soprintendenza”.

L’8 febbraio l’assessore ai lavori pubblici fece un sopralluogo al Marchesato e otto giorni dopo il presidente Bazzoni incontrò al riguardo anche l’assessore e la dirigente del Patrimonio, insieme alla capo gabinetto del sindaco. «Da allora le ripetute richieste, da parte del Comitato, di “sapere cosa stiano facendo” non hanno ottenuto risposta. Sollecitata il 15 maggio la Soprintendenza a far valere la propria autorità (, nessuna risposta ne è parimenti venuta». Così il Comitato Fabbrica Vecchia e Marchesato «ha comunicato di voler “acquistare a proprie spese un telone per coprire il tetto del Marchesato ed impedirne ulteriori crolli”, chiedendo “le necessarie autorizzazioni a collocare tale copertura”».

Ancisi chiede al sindaco in un question time se «il Comune “sta facendo” qualcosa per mettere in sicurezza dal crollo totale il Marchesato e quale ufficio tecnico ne abbia avuto l’eventuale incarico. In caso negativo, se il Comune abbia i soldi per comprare e sappia posare a regola d’arte un telone su quello che resta del tetto del Marchesato; in caso ancora negativo, se possa concedere al Comitato di cui sopra di accollarsene onere».

Uno studio per riportare in acqua il Moro di Venezia. Il mito di Gardini vive ancora

Dal 2008 l’Autorità portuale di Ravenna è proprietaria di uno dei cinque scafi voluti dal tycoon per la Coppa America di 25 anni fa: dal 2013 è esposto sul piazzale della sede dell’ente ma in autunno potrebbe diventare un nuovo ambasciatore della città

Marzo 2013: il Moro di Venezia di proprietà dell'Autorità portuale di Ravenna risale il Candiano e viene messo sulla banchina nel piazzale della sede dell'enteUn pezzo del mito del Moro di Venezia potrebbe tornare in mare fra qualche mese. L’Autorità portuale di Ravenna sta infatti studiando la possibilità di rimettere in acqua lo scafo di sua proprietà dal 2008 (pagato 70mila euro) e dal 2013 esposto nel piazzale della sua sede sulla banchina sinistra della darsena di città. Lo scafo contrassegnato dal numero velico Ita15 –  varato il 15 aprile 1991 a San Diego, terzo dei cinque voluti da Raul Gardini per la Louis Vuitton Cup del 1992 – ha bisogno di un intervento di manutenzione conservativa e così al presidente di via Antico Squero, Daniele Rossi, è balenata l’idea in testa: «Tenerlo dov’è ora lo espone comunque al deterioramento. Allora perché non trasformare la necessità in una opportunità per ridare vita a un simbolo così importante e ricco di memoria? Le barche sono fatte per stare in acqua, non sui piedistalli». Nella visione di Rossi – appassionato di vela «ma non ancora proprietario di una barca» – il Moro poi dovrebbe diventare una sorta di ambasciatore di Ravenna, del suo porto e della sua storia. Insomma un’operazione a metà tra la razionalità di ottimizzare le spese e l’emotività dei ricordi.

Marzo 2013: il Moro di Venezia di proprietà dell'Autorità portuale di Ravenna risale il Candiano e viene messo sulla banchina nel piazzale della sede dell'enteUna volta avuta l’idea, è cominciata la necessaria fase preliminare per stabilire la fattibilità: «Tutto è in fase embrionale, non voglio creare aspettative premature». Coinvolgendo esperti della vela che si stanno muovendo anche a titolo gratuito sull’onda dell’entusiasmo, sono stati già fatti un paio di sopralluoghi all’interno dello scafo e a breve verrà compiuta un’analisi ad ultrasuoni per capire lo stato di salute del mito: «Essendo un bene pubblico ci sono molte responsabilità in cui siamo meno flessibili di un eventuale privato». Le prime battute di questa operazione hanno messo subito in mostra l’alone quasi sacro che circonda queste cinque imbarcazioni. Per molti basta sentire pronunciare “morodivenezia” e la mente corre indietro nel tempo tra amarcord e nostalgia.

Solo a controlli fatti però si potrà stabilire se il Moro può scendere dal trespolo e a quali costi. Ecco, appunto, i costi. Questione non secondaria visto che trattasi di bene di proprietà pubblica: «Vorrei limitare il nostro intervento al minimo indispensabile – dice Rossi – e coprire i costi grazie a sponsor e sostenitori. Avendo ben chiaro che stiamo parlando di un oggetto prezioso, quindi non venga in mente a qualcuno di tappezzarlo di loghi aziendali». In totale al momento un conto a spanne parla di alcune decine di migliaia di euro.

E c’è già una previsione teorica sui tempi: se i test strutturali daranno esito positivo «e se saremo bravi a unire le forze potrebbe tornare in acqua a fine settembre, inizio ottobre», periodo in cui si svolgono alcune regate di blasone nell’alto Adriatico che potrebbero essere l’esordio per il Moro di Ap. Potrebbe sfilare addirittura in coppia con un gemello, il secondo dei cinque scafi oggi di proprietà di una società veneta la cui legale rappresentante è Serena Zanelli e attualmente l’unico dei cinque in acqua. Una coppia capace di creare un ponte ideale tra Ravenna e Venezia nel segno dell’impresa voluta e promossa da Gardini (formalmente la partecipazione in California fu come barca di un circolo veneziano). Un veicolo di promozione e attrazione turistica: per questo sono già informati gli assessorati competenti.

Marzo 2013: il Moro di Venezia di proprietà dell'Autorità portuale di Ravenna risale il Candiano e viene messo sulla banchina nel piazzale della sede dell'enteSul tavolo di Rossi c’è anche la questione della futura gestione, in caso il progetto vada avanti. L’intenzione del presidente è di evitare compiti operativi ai propri uffici. Tra le varie soluzioni ipotizzate c’è la costituzione di un consorzio che coinvolga le realtà della vela ravennate a partire dai circoli fino alle eccellenze cantieristiche e professionali.

Visto il percorso a ostacoli per arrivare all’obiettivo, la soluzione più remunerativa non sarebbe stata la vendita? «Finché ci sono io alla presidenza il Moro non si vende. Così come non si vende il Gonfalone del Comune. Può anche non servire ma non si vende perché è un simbolo con un valore importante per la città e i simboli non si vendono».

Terza allerta meteo per le alte temperature fino alla mezzanotte di lunedì

Le raccomandazioni sulle misure di autoprotezione soprattutto per bambini e anziani: non uscire dalle 12 alle 18

Si susseguono le allerte meteo per il caldo estremo. Dalla mezzanotte di oggi, infatti, domenica 25 giugno, alla mezzanotte di domani, lunedì 26, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 53, per temperature estreme, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla. Si tratta della terza allerta consecutiva per le alte temperature per le quali si prevede un’attenuazione nelle 48 ore consecutive, mentre nella giornata di domenica è in corso anche quella per temporali.
Le raccomandazioni, sono sempre le stesse:
Si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso:
• non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti;
• in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi (se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo);
• bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina (in generale, consumare pasti leggeri);
• indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche (se in casa c’è una persona malata, fare attenzione che non sia troppo coperta).

 

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