Nuova ordinanza valida su tutto il territorio del comune di Ravenna
Uno scatto dalla “Discesa dei fiumi uniti” 2017
In ottemperanza a quanto disposto dalla Regione, che ha individuato nelle acque del mare le uniche destinate alla balneazione, è stata emanata un’ordinanza comunale che prevede a tempo indeterminato il divieto di balneazione nelle acque interne (fiumi, canali, laghi) del territorio del comune di Ravenna.
Nei principali accessi ai corsi d’acqua e ai bacini sarà installata idonea cartellonistica.
In caso di mancato rispetto del divieto sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.
Sofia Coffari studia in Inghilterra: era il suo primo giorno di lavoro nello staff di accoglienza dell’impianto preso di mira dal kamikaze
Sofia Coffari nella foto del suo profilo Facebook
«Il mio cuore è a pezzi per quello che è successo, ma sono felice di vedere come la comunità di Manchester sia rimasta unita e pronta ad aiutare». Sono le parole scritte su Facebook – dove ha ringraziato anche gli amici lontani per il sostegno ed espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie – da Sofia Coffari, 21enne ravennate che studia Neuroscienze a Manchester e che era dentro l’arena durante l’attacco terroristico del 22 maggio, al termine del concerto per teenager della cantante americana Ariana Grande.
Sofia era al suo primo giorno di lavoro, un lavoretto temporaneo tra quelli che si cercano solitamente durante gli studi: faceva parte del servizio di accoglienza per i palchi vip dell’arena. Racconta la sua esperienza al giornalista Alessandro Cicognani, in un’intervista pubblicata questa mattina dal Corriere Romagna in cui rivela come abbia scoperto dell’attacco terroristico di fatto solo il giorno dopo. Sul momento l’impressione era più quella di un incidente, con uno scoppio sentito in lontananza, il fumo e gli addetti alla sicurezza che hanno accompagnato tutti fuori. Nell’arena Sofia, durante la fuga (non prima di aver assistito madre e figlia vicino a lei e aver notato feriti e persone immobilizzate dal terrore, racconta al Corriere), è stata costretta a lasciare la borsa, tanto che è riuscita a tornare a casa grazie a un passaggio in taxi offertole da una collega e ha poi potuto contattare la famiglia in Italia solo con i telefoni dei suoi coinquilini.
Lo scontro all’incrocio tra via Rossetta e via Roma nel tardo pomeriggio di giovedì
Foto di repertorio
Una donna di circa 60 anni – la mattina dopo non ancora identificata – è morta nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 25 maggio, dopo essere stata investita da un’auto all’incrocio tra via Rossetta e via Roma, ad Alfonsine. La donna si trovava in sella alla propria bici ed è stata travolta da una utilitaria.
Inutile l’intervento dei sanitari. Sul posto per i rilievi la Polizia Municipale.
La 26enne lavorava in un negozio di animali. Ricordata con un corteo al centro sociale Capolinea
Il corteo del centro sociale Capolinea in ricordo di Sara Ronchi
La vittima dell’incidente avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì in autostrada, tra San Lazzaro e Castel San Pietro Terme, è una ragazza di Faenza. Si chiamava Sara Ronchi e aveva 26 anni.
Sara Ronchi in una foto pubblicata su Facebook con il suo cane
Nata a Riolo Terme, dove lascia la famiglia, a Faenza viveva da sola e lavorava nel negozio di animali (lei stessa aveva un cane) Cucciolandia di via Malpighi. Frequentava il centro sociale autogestito “Capolinea” di Faenza, che ieri l’ha omaggiata con un piccolo corteo e uno striscione.
L’incidente è avvenuto attorno alle 2 di notte: la giovane, alla guida di una Volkswagen Polo, è stata tamponata da un’auto condotta da un ravennate ed è carambolata in un’altra corsia dove è stata travolta da un’altra auto. La Polo è andata distrutta e per la ragazza non c’è stato nulla da fare: era già morta all’arrivo dei sanitari.
E intanto lo inguaia un nuovo video in cui si vede il noto dermatologo con una borsetta simile a quella della moglie, poche ore dopo la morte
Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri
È stata depositata la richiesta di rinvio a giudizio per Matteo Cagnoni, il dermatologo 52enne di Ravenna, accusato di aver ucciso a bastonate la moglie Giulia Ballestri, di 39 anni. Le ipotesi di reato formulate dalla procura sono omicidio pluriaggravato da premeditazione, crudeltà e dall’avere agito nei confronti del coniuge, e l’occultamento di cadavere nella cantina della villa dove è stato compiuto il delitto.
Matteo Cagnoni é in carcere dal 19 settembre scorso, giorno del fermo a Firenze, con l’accusa di avere ucciso tre giorni prima a bastonate in una villa di famiglia di Ravenna, da tempo disabitata, la moglie. Secondo quanto contestato dai Pm Alessandro Mancini e Cristina D’Aniello sulla base delle indagini della polizia, la premeditazione sul delitto la si può dedurre in particolare dal fatto che sin dal 14 settembre Cagnoni aveva dato disposizione alla segreteria della clinica di Bologna dove prestava attività ambulatoriale, di annullare tutti gli appuntamenti per il 16, giorno del delitto. (Ansa.it)
[AGGIORNAMENTO] In un video delle telecamere di sorveglianza della villa paterna di Firenze – dove era andato subito dopo la morte – si vede Cagnoni che esce dall’auto, si guarda attorno, poi torna verso l’abitacolo e tira fuori una borsetta chiara, molto simile per colore e modello a quello della moglie morta poche ore prima, mai ritrovata. Lo scrivono Carlino e Corriere Romagna in edicola questa mattina che poi mostrano in una foto inedita l’arma del delitto – un bastone di 55 centimetri e del diametro di 6 – che secondo la procura proviene dalla legnaia dell’appartamento di via Giordano Bruno dove viveva la famiglia.
Secondo le previsioni l’opera doveva essere ultimata alla fine di ottobre 2016: la rotatoria è in funzione ma manca ancora il 20 percento degli interventi. Anas ha risolto il contratto con l’azienda inadempiente e avviato le procedure per individuare il nuovo appaltatore
Serviranno ancora diversi mesi per ultimare la rotatoria all’incrocio tra Adriatica e Ravegnana, alla periferia di Ravenna. Lo si apprende dall’Anas che conferma di aver provveduto a risolvere oggi, 25 maggio, il contratto di appalto per i lavori. L’opera doveva essere ultimata a fine ottobre 2016 ma i tempi si sono dilatati per alcune inadempienze e difficoltà della società che aveva vinto l’appalto. «Il progetto per l’ultimazione dei lavori – si legge in una nota di Anas – è già stato predisposto e le procedure per l’indizione del nuovo appalto saranno attivate a breve, in modo da consentire il completamento dei lavori nel corso dei prossimi mesi estivi». Come noto, la rotatoria è già aperta alla viabilità ma mancano ancora diversi interventi.
Un’ordinanza di De Pascale permette l’evento dal 25 al 28 maggio sulla celebre spiaggia di Lido di Dante. I grillini criticano la scelta del primo cittadino: «Quel luogo è un santuario naturale, non va dato al turismo di massa»
«Se i turisti son nudi o vestiti nulla importa: il luogo è quel che resta di uno degli ultimi e più rari santuari naturali del nord Italia, ed andrebbe rispettato e protetto come un bene prezioso, non assalito e sfruttato dal turismo di massa». Dal meetup grillino “A riveder le stelle” di Ravenna, coordinato tra gli altri anche all’ex consigliera comunale dei Cinque stelle Francesca Santarella, arrivano critiche verso il festival naturista che comincia oggi 25 maggio sulla spiaggia di Lido di Dante.
Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha firmato l’ordinanza che individua l’area da destinare alla pratica del naturismo in occasione dell’evento che andrà avanti fino al 28 maggio: si tratta della porzione di arenile con inizio a circa 50 metri dalla perpendicolare alla battigia dello stradello pinetale esistente per 400 metri in direzione sud. L’ufficio territoriale per la Biodiversità di Punta Marina dei carabinieri forestali ha già dato il suo ok. L’ordinanza prevede l’installazione di servizi igienici idonei per la durata del festival, il divieto di attraversamento della duna costiera, un servizio di salvataggio e il divieto di praticare il naturismo fuori dall’area.
Sul sito internet la manifestazione viene descritta così: «Una grande festa inaugurale e propiziatrice, in cui la galassia naturista si incontra nell’ormai consueto appuntamento annuale da non mancare. Spettacoli, danze e canti sotto le stelle, arte del corpo e discipline olistiche per ricongiungere corpo e mente. E inoltre: fotografia e arte, pittura e scultura, libri, seminari e dibattiti».
Il comunicato del meetup è durissimo: «Il sindaco, l’assessore al Turismo e quello all’Ambiente hanno mai sentito parlare di biodiversità e dei motivi per cui vengono istituite le riserve naturali, o magari pensano di poter trasformare Lido di Dante in una Mirabilandia artificiale per un turismo dedicato? Ignorano che ora è il periodo della nidificazione per specie rare e protette? Quanto credono che possano sopravvivere, caricate di un numero insostenibile di persone, le specie protette ed il loro habitat già ridotto ai minimi termini da erosione, subsidenza, inquinamento, ingressione marina ed incendi? Hanno legittimato, senza vergogna, l’assalto alla Riserva Naturale di foce Bevano».
L’attacco di Santarella è rivolto anche alle autorità che hanno permesso il tutto: «Il sindaco, d’accordo con i carabinieri forestali e l’ente Parco del Delta, ritiene di poter decidere su una Riserva dello Stato, sul patrimonio pubblico di tutti i cittadini: per il proprio tornaconto politico dà seguito alle promesse elettorali, imbastisce un’ordinanza dalle premesse a dir poco stucchevoli e dispone all’uso privatistico ed esclusivo un bene pubblico».
In linea con la posizione del meetup c’è anche Giuliano Garavini, consigliere territoriale di Forza Italia a Sant’Alberto: «È previsto l’arrivo di migliaia di persone che si riverseranno su quattrocento metri di spiaggia. Ma ciò che lascia stupefatti e decisamente arrabbiati è che l’invasione è stata autorizzata dall’amministrazione in pieno periodo di nidificazione e di nascite. Mammiferi ed uccelli, anche di specie molto rare ed in via di estinzione, verranno disturbati, danneggiati e forse anche uccisi da una fiumana di persone proprio nel periodo per loro più critico, quello della nidificazione, della gestazione e dello svezzamento dei piccoli. Perché, lo ricordo a tutti, la spiaggia di Lido di Dante è una Riserva Naturale dello Stato, e come tale va protetta, tutelata e rispettata e non assalita da migliaia di persone. Legambiente e le associazioni ambientaliste e animaliste perché stanno zitte e accettano quanto sta accadendo?».
I giallorossi il 28 maggio iniziano la serie a Bologna contro la Virtus. Gara-due in calendario il 30 maggio ancora al Pala Dozza
I tifosi dell’OraSì sugli spalti del Pala De André
In due ore sono andati venduti 250 biglietti per il settore riservato ai tifosi ravennati al Pala Dozza di Bologna che domenica 28 maggio alle 18.30 ospiterà gara-uno della semifinale playoff di basket tra Virtus e Orasì per conquistare la finalissima che mette in palio la promozione in A1. In tutto sono 276 i ticket destinati alla tifoseria ospite (intero 24 euro, ridotto under 21 12 euro). Altri biglietti, esterni ma adiacenti al settore ospiti (Gradinata Curva Nannetti), sono ancora in vendita sul circuito Vivaticket al prezzo di 27,46 euro (ridotto 13,73). Sono inoltre già in vendita, sempre negli stessi orari (oggi 25 maggio dalle 17 alle 19, domani dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10 alle 13), i tagliandi per gara-due, in programma martedì 30 maggio alle 20.30 sempre al PalaDozza di Bologna.
Il 40 percento dei 392mila residenti in provincia vive nel comune capoluogo. Massa Lombarda è il territorio con la percentuale più alta di stranieri (17,6)
Con 159mila residenti, il 40,65 percento della popolazione provinciale di Ravenna nel 2016 abitava nel comune capoluogo. Secondo territorio più popoloso è Faenza (58.894 abitanti), seguito da Lugo (32.444) e Cervia (29.030). Nel comune di Bagnacavallo abitano in 16.810. Sopra quota diecimila troviamo Massa Lombarda (10.857), Alfonsine (12.008) e Russi (12.234). Il territorio comunale meno abitato è Bagnara di Romagna (2.434) seguito da Casola Valsenio (2.650) e Sant’Agata sul Santerno (2.889). Nel mezzo, il resto dei territori: Conselice (9.810), Castel Bolognese (9.609), Fusignano (8.184), Brisighella (7.633), Cotignola (7.492) e Riolo Terme (5.704) e Solarolo (4.474). In totale in provincia abitano 392.517 persone.
Il saldo migratorio estero è in aumento del 41 percento rispetto al 2015 ed è tornato a crescere dopo un rallentamento negli anni passati. Si tratta di un saldo di 1.782 persone. Secondo il rapporto della Provincia, entrano a far parte della popolazione residente una serie di persone che hanno richiesto asilo politico: auentano i migranti provenienti da Gambia, Guinea, Mali e Ghana. In definitiva la popolazione straniera rappresenta oggi il 12,12 percento dei residenti. In totale 47.507 persone. La nazionalità più presente è quella romena seguita dall’albanese e dalla marocchina. La percentuale maggiore di stranieri si trova a Massa Lombarda (17,6 per cento), poi Conselice (16,02) e Solarolo (14,66).
L’imprenditore del settore telecomunicazioni alla guida dell’associazione provinciale per altri quattro anni. Ecco la sua analisi sullo stato di salute economico del territorio. «Un dipendente di una piccola o media impresa deve dedicare circa un mese del suo lavoro a sbrigare le varie pratiche burocratiche»
La nuova Presidenza di Cna con il direttore Massimo Mazzavillani e il presidente nazionale Daniele Vaccarino
Per altri quattro anni Pierpaolo Burioli sarà presidente provinciale di Cna a Ravenna. Al termine del primo mandato il 65enne, imprenditore del settore telecomunicazioni con la sua azienda Radio Team, è stato confermato all’unanimità nella riunione del 18 maggio scorso.
«Il territorio ravennate – sostiene Burioli – sta attraversando una fase economica ancora difficile. La flessione del Registro Imprese nel periodo 2008/2016 è stata del 6,9 percento, -2.936 unità imprenditoriali. Nello stesso periodo, l’arretramento del comparto dell’artigianato è risultato ancora più pesante: -1470 aziende, -12,1 percento».
Nel 2011 la Cna lanciò l’allarme in ambito regionale sostenendo che ci trovavamo di fronte a una necessità non più rinviabile di riqualificare il territorio regionale attraverso una sua riaggregazione. Per la Cna di Ravenna rimane quindi strategica e attuale l’idea di definire un’area vasta che travalichi i confini romagnoli per assumere quelli della città adriatica. «Ci fa piacere rilevare che il nostro pensiero ha anticipato le scelte della Regione che ha approvato l’area vasta turistica denominata Destinazione Romagna che ricomprende i territori di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara». Per Cna Ravenna inoltre uno degli obiettivi di riorganizzazione deve essere la creazione di un’unica Camera di Commercio che ricomprenda i quattro territori provinciali.
Spazio anche al porto nelle riflessioni del presidente: «L’escavo dei fondali rappresenta oggi la priorità assoluta per tutto il nostro sistema portuale e, pertanto, occorre accelerare al massimo l’avvio dei lavori visto che l’impasse dura da troppo tempo. E ribadiamo ancora una volta un altro obiettivo per noi irrinunciabile che deve essere perseguito nella pianificazione delle opere di collegamento all’area portuale: la separazione del traffico locale da quello pesante e di scorrimento sia stradale che ferroviario. In questo senso, le previsioni della Regione di finanziare la riqualificazione e messa in sicurezza della Romea Dir e della stessa Classicana, e soprattutto del by-pass sul canale Candiano, vanno nella giusta direzione. Siamo convinti che si possa prevedere un attraversamento del Candiano (stradale e ferroviario) molto più semplice e con un minore impatto ambientale rispetto alla proposta attuale. Su quest’ultimo aspetto abbiamo condiviso e presentato un progetto sul quale ci aspettiamo risposte dall’amministrazione locale».
Il grande malato della nostra economia – secondo il presidente della Cna – resta il settore delle costruzioni: «Le imprese iscritte alla Cassa Edile di Ravenna (cioè con dipendenti) oggi sono circa 500. Se prendiamo come riferimento il 2008, l’ultimo anno prima della crisi, le imprese iscritte erano praticamente più del doppio, 1.200. Le nostre parole d’ordine per l’effettivo rilancio del settore costruzioni erano e restano anche oggi: ristrutturazione, rigenerazione, risparmio energetico, riqualificazione e ricerca. Le cosiddette 5R».
Capitolo appalti pubblici: «L’inizio del 2017 non ha portato a quell’auspicata inversione di tendenza che manca ormai dall’aprile 2016, mese di entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti. Occorre quindi intervenire il prima possibile apportando un ulteriore processo di revisione della norma, con più precisione e buon senso, introducendo quelle sensibilità e quelle attenzioni verso il mondo delle micro e piccole imprese che caratterizza il tessuto produttivo del nostro Paese. Mentre a livello locale vorremmo aprire un confronto, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità, con le stazioni appaltanti per esaminare l’applicazione della nuova norma relativamente al “sottosoglia”, ovvero le procedure per l’individuazione degli operatori economici e l’aggiudicazione dei lavori con importo a base d’asta inferiore a un milione di euro. Su questo aspetto abbiamo invitato le stazioni appaltanti a dotarsi di un regolamento nel quale poter specificare le modalità con le quali condurre le indagini di mercato, le regole di costituzione dell’elenco fornitori e i criteri per selezionare le imprese da invitare alle procedure negoziate all’interno degli elenchi costituiti. Crediamo che questa metodologia, insieme alla costituzione di un Osservatorio provinciale permanente per monitorare gare ed esecuzione lavori, possa rappresentare l’unico antidoto possibile nei confronti degli eccessi di massimo ribasso e possa aprire una prospettiva interessante sul versante della trasparenza, della sicurezza e della qualità dei lavori».
Infine inevitabile un accenno alla burocrazia: «Un dipendente di una piccola o media impresa deve dedicare circa un mese del suo lavoro a sbrigare le varie pratiche burocratiche e sono 70 le date che una Pmi deve appuntare sul calendario, tante infatti sono le scadenze fiscali da ricordare ogni anno. Le giornate passate da un addetto per venire a capo di tutti gli adempimenti amministrativi previsti sono aumentate nel corso della crisi: da 26 nel 2008 a 30 nel 2013, passando per un massimo di 32 nel 2010. Abbiamo assoluta necessità di buona burocrazia, che consenta agli imprenditori di lavorare con poche e semplici regole e la grande occasione contenuta nella rivoluzione digitale non deve sfuggirci».
Nell’incarico Burioli sarà affiancato da una Presidenza composta da altri sei imprenditori, due di loro al primo mandato: Mauro Gasperoni, vicepresidente, imprenditore cervese nel settore del legno e dell’arredamento; Massimo Baroncini, imprenditore di Conselice impegnato nel settore dell’impiantistica termoidraulica; Matteo Leoni, imprenditore faentino nel settore dell’automotive; Marianna Panebarco, imprenditrice ravennate nel settore della grafica e della comunicazione; Giuliano Pasi, imprenditore di Fusignano impegnato nel settore dell’impiantistica elettrica; Gian Piero Zama, imprenditore faentino nel settore dell’impiantistica termoidraulica e delle energie rinnovabili.
Da quest’anno viene applicata in maniera più rigida la normativa in vigore dal 2008 che consente di sostenere le visite mediche solo in strutture sanitarie pubbliche. Ma non mancano i paradossi: l’ufficio di Sanità marittima fa visite solo per patenti auto
Tempi di attesa sempre più lunghi all’Ausl per sostenere la visita medica necessaria al rinnovo della patente nautica da diporto. In alcuni casi di recenti prenotazioni è stato dato l’appuntamento a luglio. La segnalazione arriva dalla scuola Tst Soldati che già nelle scorse settimane aveva lanciato l’allarme auspicando un’accelerazione degli uffici pubblici ma le tempistiche non sono migliorate e se si tiene conto che una volta ottenuta l’idoneità può passare ancora un mese prima che la capitaneria completi l’iter, per molti appassionati di barca si profila il rischio concreto di veder saltare la stagione estiva. Tutto perché da quest’anno viene applicata in maniera più rigida la normativa in vigore dal 2008 che consente di sostenere le visite solo in strutture sanitarie pubbliche, in questo caso gli ambulatori dell’Ausl. «In passato era possibile farlo anche nelle scuole convenzionate e attrezzate come la nostra – spiega Paolo Conti di Tst – dove era a disposizione un medico per la visita. Questo ampliava le disponibilità e quindi riduceva i tempi. Ora tutto si concentra in un punto solo, il personale è ridotto e gli appuntamenti vengono dati molto avanti nel tempo. Non si comprende il motivo di questa restrizione se si considera che ad esempio per le patenti di guida stradali invece è tuttora possibile farlo nelle scuole». Non mancano le situazioni paradossali che lasciano Conti perplesso: «Il ministero della Salute ha una dislocazione locale chiamata Sanità marittima ma fanno visite solo per le patenti da auto».
Il rinnovo fa fatto ogni dieci anni, in Romagna le nuove patenti rilasciate ogni anno sono circa trecento. Tra quelli che stanno vivendo il problema dei tempi dilatati c’è anche Cristiano Giardini, operatore del settore che si occupa di manutenzione alle barche: «Parliamo di una scadenza decennale ed è comprensibile pensare che ci si possa muovere con un po’ di anticipo ma non si capisce perché questa restrizione che ingolfa il personale dell’Ausl a Ravenna. Per quanto mi riguarda ho saputo che c’era possibilità di farla a Bologna in un ambulatorio delle ferrovie e ne ho approfittato cavandomela in una giornata».
Il racconto del piccolo, che ora vive in un centro per minori. Picchiato sempre per futili motivi
È stato preso a frustate una decina di volte, da madre, padre e zio. E con strumenti diversi: il cavo della tv, il caricabatterie, una corda-cintura. Lo ha dichiarato il bambino (in età da elementari e ora ospite di un centro per minori dei Servizi sociali) in un dettagliato racconto che è costato ai tre adulti la richiesta di rinvio a giudizio. Dovranno rispondere di maltrattamenti in famiglia, andati avanti per almeno tre anni, dal 2011 al 2014.
Il caso è riportato dal Carlino Ravenna in edicola questa mattina, dove viene sottolineato come le frustate siano arrivati sempre per futili motivi: un litigio con il fratello, un po’ di acqua fatta cadere in terra, un capriccio.
L’udienza preliminare è stata fissata per metà settembre.