domenica
21 Giugno 2026

«Realizzare l’avvenire è come viaggiare sulla Route 66» Maffei ospite di Confindustria

Nel Festival sui valori d’impresa la presentazione dell’ultimo libro e incontro con l’esperto di comunicazione

La comunicazione è inscindibile dalla vita, è l’elemento cardine di essa. Persiste dove vi è esistenza e non cessa di farlo, nemmeno a causa del silenzio: anche tacere diventa un relazionarsi. “Negli anni Settanta era impossibile vendere la comunicazione’’ afferma Claudio Maffei, oggi uno degli esperti più noti nel campo delle relazioni interpersonali, nonché scrittore. Ha infatti avuto luogo ieri, presso la sede Confindustria Ravenna,  la conferenza sul suo ultimo testo: ‘’il futuro non si prevede, lo si inventa’’, un’opera che vuole incoraggiare la concretizzazione  dei sogni di un domani. Egli paragona la realizzazione di ciò che verrà ad un viaggio sulla maestosa Route 66. Vede l’avvenire costituito da ogni singola parola-chiave scritta nelle pagine del libro, che ne incatena esattamente 66. Ad ognuna di esse  è dedicato un capitolo di riflessione e quasi giocando, l’autore presenta qualche dettaglio estrapolato da quello che viene scelto sul momento. Maffei parla a coloro che si vogliono realizzare e ai giovani, dando loro in modo molto spontaneo e profondo indicazioni per farlo. Affronta il tema dell’ascolto, lo trascina all’interno dell’azienda: capita che un subalterno chieda ad un suo superiore di poter parlare: probabilmente il secondo gli risponderà che non ha tempo. Non solo nel mondo del lavoro, ma in qualsiasi tipo di relazione molte volte ci imponiamo con la parola sugli altri, impedendo così alla loro di giungere a noi.‘’ Il nostro futuro sarà tanto più ricco quanto più sapremo esercitarci nell’arte dell’ascolto’’, scrive nel secondo capitolo. Discute poi di ‘’realtà’’ e ‘’rappresentazione della realtà’’. Dice che la colpa del non capirsi non sta nell’orecchio di chi intende, ma si nasconde tra le parole di chi parla: ‘ la mappa non è il  territorio’. Con ciò si vuole precisare che un’ opinione non può pretendere di essere verità. “Chiudi gli occhi, pensa ad un luogo della tua città. È reale? No. È come lo vedi tu. È una rappresentazione della realtà, ma non la realtà in sé.’’ Dice ad un ragazzo presente in sala. Per questo, spesso non troviamo un punto d’incontro quando parliamo con qualcuno:  vogliamo che gli altri abbiano una nostra stessa ottica  delle cose, ma ciò non è possibile. Indispensabile è poi il sogno, quell’immaginare la vita che si vuole. Nel libro vengono citati gli  ‘”ammazza-sogni’’, quelle persone così pessimiste e scettiche che diranno per invidia o troppo amore  che non ce la si può fare. No, mai permettere a chicchessia di affievolire una nostra fantasiosa certezza.  In PNL si dice: ‘’se c’è qualcuno che può fare questa cosa, allora la puoi fare anche tu’’ afferma Claudio. Paura e insicurezza diventano intimidazioni, sfide da vincere, forse le originarie curve pericolose di quella che veniva soprannominata ‘’Bloody 66’’ prima che la sicurezza venisse maggiormente garantita. Pochi ragazzi erano presenti in sala, ma Maffei parla anche a loro attraverso il libro o di persona nelle scuole. Lo caratterizza l’estrema profondità con cui tratta gli argomenti, approcciandosi ad essi con stupefacente sensibilità, emozionando e lasciando stupito chi lo sa ascoltare. “La nostra guida interiore si manifesta attraverso sogni o fantasie ad occhi aperti, quelle che teniamo segrete’’. Questa è la penultima frase del capitolo numero 57: “Sogno’’.

Anche i Repubblicani avvertono il Pd «A Ravenna pronti ad andare da soli…»

Mentre Sel votava contro l’alleanza, il Pri ha preso le distanze
dai democratici. Fusignani: «Ausl unica? Da apparato sovietico»

Nulla è ormai scontato sulle alleanze della maggioranza, che anzi scricchiolano da più parti. Nella lunga e articolata relazione del segretario ravennate del Pri Eugenio Fusignani durante il congresso straordinario che ha svolto e in cui ha trattato anche il conflitto ormai aperto rispetto al partito nazionale, si è pronunciato anche sul piano locale dove, ha scritto, è necessario «ridiscutere le partecipazioni azionarie, a partire da Hera, aumentando il controllo pubblico sull’azienda, anche riappropriandosi delle reti che a Ravenna abbiamo superficialmente e irresponsabilmente ceduto». Il segretario repubblicano ha poi dichiarato di voler «impedire che la nascita di nuovi mostri come la Asl unica avvenga con una genesi da far sembrare dilettanti perfino gli apparati di sovietica memoria».

E per quanto riguarda gli alleati ha specificato: «Diciamo fin d’ora che o la coalizione ha la forza di difendere gli obiettivi strategici per il rilancio del bacino ravennate, oppure sarà il Pri a farlo, da solo e con la forza dei cittadini ravennati che ancora vedono nel Pri un elemento di serietà e di garanzia amministrativa».

In particolare i Repubblicani rivendicano un ruolo di primo piano in un eventuale nuovo accordo, guardando come noto senza entusiasmo alle apertura del Pd a sinistra: «Diciamo subito e con chiarezza al Pd che se è Sel l’interlocutore privilegiato del Pd, il Pri non farà nulla per rompere questo fidanzamento politico, ma non si accontenterà nemmeno del ruolo di testimone di nozze o, peggio, di quello di semplice invitato». E tutto questo mentre intanto, la maggioranza di Sel votava per non stringere alcun accordo con il Pd in vista del 2016 (vedi articoli correlati).

Quindici nuove targhe toponomastiche in mosaico in omaggio alle antiche vie d’acqua

In centro a Ravenna: la prima in via Galla Placidia

Verrà inaugurata domani, venerdì, alle 19 in via Galla Placidia, la prima delle quindici nuove targhe toponomastiche in mosaico che andranno a caratterizzare l’arredo urbano delle principali strade del centro storico di Ravenna.

L’evento inaugurale, cui parteciperà l’assessore Massimo Cameliani, proseguirà nel laboratorio di mosaico Annafietta di via Argentario 21, che ha realizzato le opere.

«Dopo le fioriere realizzate dagli studenti del liceo, e l’apposizione delle prime 26 targhe in mosaico avvenuta nel 2009 – afferma l’assessore al Turismo Massimo Cameliani – dare continuità agli arredi musivi nel centro storico contribuisce a sottolineare la peculiarità di questa arte di cui siamo i principali testimoni nel mondo. In particolare queste nuove targhe fungono anche da tappa lungo l’antico percorso delle vie d’acqua, riproponendo i simboli che rievocano le origini cittadine e i suoi famosi mosaici paleocristiani».

I soggetti e i colori delle nuove targhe costituiscono infatti un omaggio alle antiche vie d’acqua che un tempo percorrevano la città: via Cavour, via Salara, via Ponte Marino. Strade che furono gli antichi argini dei due fiumi più importanti che attraversavano Ravenna: il Padenna (o Padus Messanicus), vena terminale che si staccava dal Padòa (il ramo meridionale del Po) e il Flumisellus Padennae che altro non era che il tratto terminale cittadino del Lamone (Anemo o Teguriense) proveniente da Faenza lungo la via Faentina e che incrociava il Padenna in piazza Andrea Costa. Pesci, imbarcazioni, conchiglie, ma anche fiori e simboli su un fantastico fondo marino andranno a sottolineare il percorso dei due fiumi, ricordando il loro antico passaggio in città.

I 15 pannelli musivi sono stati finanziati dal Comune con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e saranno collocati in: via Cavour (5 targhe); via Mura S.Vitale, via Manfredo Fanti (2 targhe), Via Argentario, Via S.Vitale, via Salara, Vicolo Gabbiani, via Ponte Marino, via IV novembre, via Galla Placidia.

Rotonda all’incrocio killer: entro l’anno via ai lavori. Pronta in primavera?

Previsti 180 giorni di cantiere per realizzare la rotatoria di 40 metri tra Ravegnana e Adriatica. Espropri a carico del Comune

Qualcuno ha già il terrore per un enorme imbottigliamento del traffico durante i sei mesi del cantiere. Le inevitabili ripercussioni sulla viabilità saranno un prezzo da pagare per la messa in sicurezza dell’incrocio tra la statale Adriatica e la statale Ravegnana, alle porte di Ravenna: entro la fine dell’anno cominceranno i lavori che dovranno realizzare una rotonda di 40 metri di diametro al costo di due milioni di euro finanziati dall’Anas (azienda nazionale autonoma strade).

In termini di sicurezza per l’automobilista ravennate, l’incrocio semaforico tra le due statali è il punto più nero. La striscia di incidenti con feriti e morti non conosce soluzione di continuità.

La conferenza provinciale dei servizi ha dato il via libera per redigere e poi realizzare il progetto esecutivo e una volta arrivata la delibera della giunta provinciale Anas avrà tutte le autorizzazioni necessarie per avviare il bando. In parallelo procederà il Comune per l’esproprio dei terreni necessari alle opere: è prevista una spesa di 50mila euro (l’unica a carico delle casse di Palazzo Merlato) per avere la disponibilità delle aree.

Come conferma l’assessore comunale ai Lavori pubblici, i tempi del cantiere sono stimati in 180 giorni ipotizzando l’inaugurazione della rotatoria nella primavera 2016. Sarà quindi una corsa contro il tempo nel tentativo di incastrarsi tra le varie esigenze: lavorare nella stagione invernale potrebbe comportare ritardi per il maltempo, ma nel periodo autunnale e primaverile c’è il traffico del mare che scorre sull’arteria.

Vale la pena ricordare che il sindaco Fabrizio Matteucci nell’agosto del 2013 aveva dichiarato: «L’Anas si è impegnata ad appaltare i lavori della rotonda entro quest’anno, per giungere all’inaugurazione entro il 2014».

Al Maria Cecilia di Cotignola impiantato «il più piccolo pacemaker del mondo»

Si tratta di una cardiocapsula, lunga poco 2 cm per 2 grammi di peso

Nei giorni scorsi è stato eseguito al Maria Cecilia Hospital di Cotignola l’impianto del pacemaker più piccolo del mondo. Lo assicura in una nota il GVM Care & Research, gruppo sanitario fondato e presieduto da Ettore Sansavini.

Si tratta del sistema di stimolazione transcatetere Micra TPS, una vera e propria cardiocapsula, lunga poco più di 2 cm per 2 grammi di peso, che non necessita di alcun catetere o filo inserito nelle vene.

La struttura ospedaliera di Cotignola è tra i 12 centri in Italia che hanno aderito con successo alla sperimentazione di questa nuova tecnologia.

Il dispositivo è stato introdotto utilizzando una tecnica completamente diversa da quella normalmente utilizzata per impiantare i pacemaker convenzionali: non più esternamente al cuore collegato a cateteri, bensì impiantato per via transvenosa, tramite una guida orientabile, e fissato al tessuto cardiaco attraverso uncini metallici.

Il paziente cui è stato impiantato il nuovo sistema è una donna di 73 anni affetta da fibrillazione atriale permanente con bassa risposta ventricolare e fasi di eccessivo rallentamento del battito cardiaco fino a 20 battiti/minuto, sottoposta a intervento di sostituzione valvolare mitralica circa dieci anni fa, con sintomi di astenia e vertigine.

La procedura, eseguita in regime di ricovero con paziente sveglia, è durata circa 30 minuti (la metà rispetto all’intervento di posizionamento tradizionale) ed è stata ben tollerata. La paziente è rimasta ricoverata fino al giorno successivo e quindi dimessa senza complicazioni. «La modalità di impianto non chirurgica e l’assenza di componenti aggiuntive alla cardiocapsula – si legge nella nota di Villa Maria – comportano numerosi benefici: un rischio di complicanze più basso, tempi di intervento più brevi, riduzione della degenza ospedaliera, ridotta esposizione alla fluoroscopia per pazienti e operatori, così come l’assenza di protuberanze e cicatrici, miglioramenti nello stile di vita e nella qualità della vita in generale. Inoltre la durata del dispositivo può variare dai 7 ai 14 anni».

L’impianto è stato eseguito dal dottor Saverio Iacopino e dalla sua equipe, direttore del Dipartimento di Aritmologia ed Elettrofisiologia del Maria Cecilia Hospital, polo cardiologico e cardiochirurgico tra i più moderni e accreditati a livello internazionale.

«Questa tecnologia stravolge completamente il punto di vista del paziente: non riportando alcuna cicatrice, non avvertendo alcun dispositivo sotto la cute e avendo di fatto un dispositivo invisibile, non vive più il timore di essere un cardiopatico e l’impatto psicologico è straordinario – afferma il dottor Iacopino –. Di fatto passiamo da un portatore di pacemaker a un paziente che è portatore di device ma che non lo percepisce affatto e che ha, già da subito dopo l’impianto, minori limitazioni in termini di attività fisica e rischi per il suo impianto: essendo tutto interno al cuore è più protetto rispetto a un pacemaker tradizionale».

I pazienti eleggibili all’impianto della cardiocapsula miniaturizzata sono coloro che hanno indicazione a elettrostimolazione mono-camerale (ventricolo destro), con disturbi di generazione o conduzione del ritmo, incompetenza cronotropa e pazienti con fibrillazione atriale cronica (21-32% dei pazienti trattati con elettrostimolazione). Il nuovo dispositivo è totalmente compatibile con la risonanza magnetica nucleare e “controllabile” in remoto, riducendo i costi di mobilità del paziente e dei parenti e spesso del numero di ore lavorative perse da parte di chi accompagna il paziente stesso. Inoltre è completamente espiantabile e riposizionabile per mezzo di uno specifico sistema di recupero. «Considerando l’età media (circa 70 anni) dei pazienti che beneficiano di questa terapia, è ipotizzabile prevedere almeno altri due impianti dello stesso device», termina la nota.

Il telecronista di Sky Massimo Marianella al bagno Hana-Bi con l’ex Juve Marocchi

E per gli appassionati di basket, Flavio Tranquillo a Porto Corsini

Prosegue con una doppia tappa sulle spiagge ravennati il viaggio alla scoperta dello Sport promosso da “Back to Sporty – Sentire lo Sport”, rassegna promossa da Sporty e patrocinata dall’assessorato allo Sport del Comune di Ravenna.

Giovedì 25 giugno alle ore 21 il bagno QueVida di Porto Corsini (Via Teseo Guerra 29 – Porto Corsini) ospiterà l’incontro con il giornalista di basket Flavio Tranquillo, che torna a Ravenna dopo il grande successo della presentazione del suo libro “Altro tiro altro giro altro regalo”, appuntamento che a gennaio ha inaugurato il ciclo di Back to Sporty. Da massimo esperto dell’Nba, Tranquillo parlerà dell’entusiasmante stagione appena conclusa e del “Gioco” in generale, che conta tanti appassionati nella nostra città. La serata sarà condotta dallo scrittore Stefano Bon, dal giornalista Riccardo Sabadini e dal Team Manager del Basket Ravenna Miro de Giuli.

Dal basket al calcio, da Porto Corsini a Marina di Ravenna, “Back to Sporty” prosegue domenica 28 giugno – sempre alle 21, al Bagno Hana Bi con la presentazione del libro “Dove ti porta il calcio. Tour d’Europa attraverso gli Stadi”, scritto dal telecronista Massimo Marianella e da Letizia Conti. La serata, alla quale parteciperà anche Giancarlo Marocchi, opinionista televisivo ed ex campione di Juventus e Bologna, sarà condotta dallo scrittore Stefano Bon. “Dove ti porta il calcio”, edito da Mondadori, è la guida turistica e personale con cui Marianella porta i tifosi italiani in giro per l’Europa attraverso il gran tour degli stadi europei, dal Camp Nou al Santiago Bernabeu, dall’Allianz Arena a Wembley, offrendo tanti aneddoti curiosi ma anche utili indicazioni per godersi un weekend a tutto calcio nelle capitali del vecchio continente.

Ingresso libero.

«Il Pd è feudale, comandano i capibastone»

Chi l’avrà mai detto? Un nemico giurato del partito? No, Fabrizio Barca…

Fabrizio Barca«Il Pd è fermo al Medioevo. Comandano i capibastone. Ci sono degenerazioni evidenti e miserabili». Chi ha scritto queste frasi? Un nemico giurato del Pd? No. È stato Fabrizio Barca, ex Ministro del Governo Monti, economista ed esponente di punta del Pd. Queste frasi sono tratte da “Una proposta per il Pd, un anno dei luoghi ideali”, la corposa relazione che Barca ha presentato pochi giorni fa alla sede del Pd a Roma, e che riassume dodici mesi di studio su oltre 40 circoli di dieci città, per «verificare la capacità del partito di agire come ponte tra società e istituzioni». Scrive Barca: «Il Pd è diventato un partito neo-feudale, dove comandano i capibastone, un moloch nel quale spicca l’assenza di confronto su valori e contenuti».

Per salvarsi deve restituire parola e spazi ai suoi iscritti e darsi nuove regole, dalla separazione tra le figure di segretario e premier fino a norme più stringenti per le primarie. Barca prosegue: «Il federalismo nel Pd sembra feudalesimo. Il partito potrà farcela solo se il suo vertice nazionale riterrà opportuno e possibile bloccare la sua deriva neo-feudale». Servirebbe «un partito-palestra, aperto alla cittadinanza», invece ovunque si è affermato «un Pd dove domina l’idea che la funzione primaria sia quella di bilanciare i poteri». «Le organizzazioni territoriali, lasciate libere dal centro (libere di accapigliarsi per il potere) possono troppo facilmente cadere preda di interessi particolari». Insomma, cacicchi e correnti dominano senza controlli. E allora «i gruppi locali dei progetti riusciti hanno dovuto navigare controcorrente rispetto a questa logica: il loro lavoro è stato spesso criticato come una “perdita di tempo” rispetto a “ciò che conta”, ossia l’occuparsi di candidature o di filiera. O addirittura come destabilizzante per gli interessi di qualcuno». Questi «fenomeni degenerativi dentro il partito sono evidenti, tristi e miserabili».

E riformare il Pd è «difficile ma non impossibile». Tradotto dal burocratese, nelle sezioni Pd non si fa politica ma si scontrano solo gruppi di potere che usano la carriera politica per salvaguardare i propri interessi. E se qualcuno si oppone, o se vuole fare solo “politica”, viene visto come un pericoloso intruso. (E qui, a qualcuno anche a Ravenna dovrebbero fischiare le orecchie.)

E se questo è il rapporto sui circoli del Pd sani, sparsi in tutta Italia, immaginate come si sentiva il povero Barca, quando, venerdì scorso, ha presentato il rapporto sullo stato del Pd romano, scosso dalle inchieste su Mafia Capitale. Barca ha esaminato 108 circoli Pd della capitale e li ha classificati in sei categorie. In ordine dalla peggiore alla migliore: «potere per il potere» (27), «presidio chiuso» (2), «identità» (25), «inerzia» (17), “ponte” (28) e i circoli «progetto» (9). «Il circolo potere per il potere è quello dove prevalgono gli interessi particolari di qualcuno. Questo circolo è dannoso perché blocca il confronto sui contenuti, premia la fedeltà di filiera, emargina gli innovatori, e andrebbe chiuso». Il “presidio chiuso” è un circolo segnato dal forte degrado sociale e chiuso al dialogo. Quello “identità” salvaguardia una identità ormai persa. I circoli “inerzia” sono quelli che si mobilitano solo per le elezioni, per eleggere qualcuno. Si salvano i 9 (nove!) circoli “progetto”. Complimentoni.

Dopo piazza Kennedy, ora chiude (fino ad agosto) anche via D’Azeglio

Modifiche alla viabilità in centro a Ravenna. L’asssessore Liverani: «Fase più impattante: abbiamo cercato di ridurre i disagi»

Sono partiti come noto lunedì 22 giugno i lavori in piazza Kennedy, ormai ex parcheggio più frequentato del centro storico di Ravenna. Parcheggio che verrà trasformato in una sorta di seconda piazza del Popolo, completamente pedonale, al termine di un cantiere della durata di un anno (a cura dell’impresa Cbr di Rimini e finanziato, per circa 1,2 milioni di euro, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna).

In realtà i lavori della prima settimana sono solamente quelli preliminari all’apertura del cantiere vero e proprio. L’opera entrerà nel vivo dal 29 giugno, quando partirà il rifacimento dei sottoservizi presenti lungo la via D’Azeglio, gestiti da Hera, per una trentina di giorni.

Si tratta della cosiddetta fase 1, nel cui contesto sono previste le più accentuate modifiche alla viabilità a causa della chiusura totale del primo tratto di via D’Azeglio, quello di fronte alla piazza.

«Questa è la fase più impattante per quanto riguarda la viabilità – ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Enrico Liverani – poiché l’interruzione momentanea di via D’Azeglio (che resterà invece percorribile in auto anche una volta ultimato il cantiere, con la piazza pedonale, ndr) è sicuramente una complessità da gestire. Il nostro auspicio è che, avendo individuato dei percorsi alternativi efficaci e attivato una capillare informazione, aiutati da un periodo dell’anno in cui la circolazione dei veicoli è oggettivamente ridotta, questa fase 1 possa creare i minori disagi agli esercenti, ai cittadini e alla viabilità generale. Le prossime fasi di lavoro, infatti, vedranno già da agosto il ripristino del transito su tutta via D’Azeglio».

L’Amministrazione comunale ha attivato una campagna informativa rivolta, in particolare, ai residenti e alle attività commerciali e imprenditoriali che hanno sede nelle vie adiacenti la piazza stessa che vedranno recapitarsi la newsletter informativa con la piantina indicante la nuova viabilità.

LE MODIFICHE ALLA VIABILITA’.

Con la chiusura del primo tratto di via D’Azeglio in centro a Ravenna verrà interrotto il percorso abituale che da piazza Duomo, in auto, passava da via Rasponi e la stessa via D’Azeglio (tramite piazza Kennedy) in direzione viale Baracca e via Maggiore. Il traffico per chi arriverà da fuori il centro storico sarà deviato lungo circonvallazione Molino e via Fiume Abbandonato.
Per agevolare i flussi dei veicoli in centro storico, invece, in questo periodo verranno sospese le Ztl in via Guaccimanni (e la relativa telecamera Sirio), in modo da poter raggiungere agevolmente il parcheggio di Largo Firenze, e nelle vie adiacenti Piazza Kennedy per consentire percorsi alternativi. In particolare – spiegano dal Comune – tutti i veicoli potranno raggiungere le attività di via D’Azeglio e il Garage Centrale di via Longhi percorrendo via Oberdan, via Agnello, via D’Azeglio (nel tratto compreso fra via Agnello e via Pasolini), via Pasolini, via Zirardini (nel tratto compreso fra via Pasolini e via  Longhi), via Longhi e via D’Azeglio in direzione di Piazza Baracca; i veicoli diretti in via Cattaneo da via Pasolini proseguiranno per via Morigia. Naturalmente in tutte le suddette strade, come detto, verrà temporaneamente sospesa la Zona a Traffico Limitato. I soli veicoli autorizzati, per raggiungere il tratto di via Gioacchino Rasponi, compreso fra piazza XX Settembre e Piazza Kennedy, potranno seguire, quale percorso alternativo, quello lungo via Pasolini e via  Zirardini, dove verrà invertito il senso di marcia nel tratto e nella direzione da via Longhi a via IX Febbraio; sempre i veicoli autorizzati, diretti in via IX Febbraio, raggiunta via Longhi, potranno proseguire per via Mafalda di Savoia. L’uscita per tutti avverrà da via Fantuzzi, via Gardini e via Guidone.
I soli residenti potranno circolare in via Gioacchino Rasponi (nel tratto compreso fra piazza Duomo e via Guerrini), via Garatoni e via Guerrini (nel tratto compreso fra via Gardini e via Gioacchino Rasponi) dove verrà istituito il doppio senso di circolazione.
Le biciclette potranno circolare a doppio senso di circolazione in via D’Azeglio e nei collegamenti con Piazza J. F. Kennedy, Piazza Duomo e Piazza XX Settembre.

Sel: «Nessuna alleanza con il Pd per le amministrative 2016 a Ravenna»

Nell’assemblea provinciale dei vendoliani passa la linea di rottura
voluta dal parlamentare Paglia. Ora il rebus dell’assessore Morigi

Grandi manovre a sinistra in vista delle amministrative 2016 a Ravenna. In una sofferta assemblea provinciale di Sel ha infatti prevalso la linea, sostenuta dal parlamentare Giovanni Paglia, di rottura da subito con il Pd rispetto alle prossime elezioni: Sinistra Ecologia Libertà dunque ha deciso di partecipare attivamente e fin da ora alla costruzione di un soggetto a sinistra del Pd che includa le altre forze di sinistra, come Altra Emilia Romagna, ma anche associazioni come quella degli ex Pd di Maestri Libera e la coalizione sociale che Landini ha lanciato a livello nazionale e che ora si vuole imbastire anche a livello locale (il primo appuntamento è a Villanova di Bagnacavallo il 2 luglio, al circolo Casablanca).

Il modello potrebbe essere quello di Faenza dove l’Altra Faenza ha conquistato un consigliere comunale e con almeno parte dei propri voti può aver contributo alla vittoria di Malpezzi al secondo turno contro il leghista Padovani. La differenza, non secondaria, è che a Ravenna Sel è attualmente al governo della città: in giunta siede Valentina Morigi, assessore al Bilancio che ai primi di luglio andrà in consiglio comunale a chiedere il voto della maggioranza per l’approvazione del documento economico. Quello potrebbe essere l’ultimo voto favorevole, dopodiché è difficile prevedere gli esiti. Anche perché sia l’assessore Morigi sia l’unica consigliera di Sel Morigi (Ilaria, non parente della prima) appartengono alla minoranza che invece non avrebbe voluto escludere immediatamente e prima di conoscere programmi e candidati l’alleanza con il Pd.

Via Guidarelli, si cambia: sosta più cara di giorno ma gratis notte e domenica

Dietrofront su pressione delle associazioni di categoria: dalle 8
alle 20 costerà 1,50 all’ora (non 1,30). Sperimentazione per 4 mesi

Comune e Azimut hanno ceduto alle pressioni delle associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confocommercio): nel rinnovato parcheggio di via Guidarelli, portato da 75 posti a 132 con un piano rialzato per tamponare la perdita dei 130 posti di piazza Kennedy che diventerà pedonale, non si pagherà più di notte e le domeniche come invece avrebbe dovuto essere a partire dal prossimo 12 luglio su decisione di Azimut, la società a capitale misto pubblico-privato che ha in gestione i parcheggi nel comune. È stata ritoccata al rialzo la tariffa oraria giornaliera: dalle 8 alle 20 non sarà più 1,30 euro all’ora ma 1,50 (confermata la possibilità di un ticket per tutta la giornata a 8 euro). Dalle 20 alle 8 sarà gratuita mentre il piano prevedeva 50 centesimi all’ora. La revisione del piano tarifarrio verrà applicata in via sperimentale fino al 31 ottobre.

I nuovi accordi sono il frutto di un incontro avvenuto oggi in municipio: al tavolo delle trattative gli assessori alla Mobilità, Enrico Liverani, e al Commercio, Massimo Cameliani, i rappresentanti delle associazioni di categoria e i vertici di Azimut. La proposta è stata accolta dall’amministratore delegato di Azimut, l’ingegnere Stefano Di Stefano, presente insieme con il funzionario Massimo Ledda, e verrà formalizzata dalle stesse associazioni per essere poi sottoposta alla deliberazione del consiglio di amministrazione di Azimut. Al termine della fase di sperimentazione le parti si rincontreranno per fare il punto.

Dopo le critiche dei commercianti, contro il nuovo parcheggio nell’area ex Robur (sul retro dell’ex cinema Roma) arriva anche l’affondo del capogruppo di Forza Italia in Comune: Alberto Ancarani lamenta la limitazione di accesso ai veicoli superiori ai due metri di altezza, un limite che taglia fuori Suv, pulmini e furgoni che invece secondo il forzista dovrebbero poter usufruire della struttura.

Ubriaco a petto nudo sfonda il finestrino dell’auto e picchia l’ex fidanzata

La donna è riuscita a scappare e a chiamare i carabinieri che hanno arrestato l’uomo. Al telefono lei gli aveva detto di essere con un altro

I carabinieri della compagnia di Ravenna hanno arrestato un cittadino italiano che nel cuore della notte ha aggredito la moglie, ormai ex convivente. La chiamata d’aiuto è giunta da Mezzano e quando la pattuglia è arrivata sul posto ha notato una donna seduta sul ciglio della strada, sotto la pioggia battente, scossa e in forte stato di agitazione, che stava piangendo copiosamente. Non appena i militari l’hanno caricata in auto, hanno subito notato che la donna aveva ematomi e segni delle violenze subite sulle braccia e sulla pancia: interrogata in tal senso, ha parlato delle percosse subite poco prima dal suo ex compagno.

Nell’attesa dell’ambulanza, la donna è stata identificata: originaria di Ravenna, classe 79, residente a Mezzano, ma di fatto domiciliata in altra località del ravennate al termine del rapporto sentimentale. Da subito ha indicato come suo aggressore l’ex compagno, anch’egli originario di Ravenna e residente a Mezzano, di 31 anni. La donna ha poi raccontato di aver ricevuto innumerevoli chiamate da parte dell’ex compagno, dalle 21 sino all’1. Ad una di queste chiamate la ragazza avrebbe risposto rivelando di essere in compagnia di un altro uomo e questo ha generato le ire dell’ex compagno che ha iniziato ad insultarla pesantemente e a minacciarla di morte; terminata la conversazione ci sono stati altri tentativi di chiamata da parte del ragazzo che però non hanno trovato risposta. Per catturare le attenzioni dell’ex compagna però, l’arrestato ha pensato bene di fingere una richiesta di aiuto a seguito di un finto incidente stradale; la donna, forse mossa a compassione, ha abboccato alla trappola e si è recata a Mezzano dove viveva quando era ancora fidanzata.

L’ex compagno è sbucato dal buio a petto nudo nonostante stesse piovendo a dirotto, non appena la ragazza ha parcheggiato la sua macchina nel cortile dell’abitazione; senza proferire alcuna parola, è saltato sul cofano dell’ auto per poi scendere di scatto e rompere il finestrino con una gomitata o con un pugno. Di seguito la follia dell’ex compagno si è manifestata in una vera e propria aggressione fisica con schiaffi e pugni, terminata solo quando la donna è riuscita ad uscire dalla macchina dal lato passeggero e scappare via per poi chiamare le forze dell’ordine. Prima che la donna però riuscisse a comporre il numero d’emergenza, l’aggressore l’ha raggiunta nuovamente riprendendo a picchiarla con dei calci; nelle immediatezze è giunta la gazzella dei carabinieri impedendo che il reato fosse portato a conseguenze ulteriori, dato anche lo stato di ubriachezza in cui versava l’uomo.

La donna è stata invece accompagnata al pronto soccorso e le è stato diagnosticato un forte stato ansioso, oltre ai 10 giorni di prognosi per i colpi ricevuti.

Frutta, cultura, cucina: in piazza la Notte Rosa in salsa romagnola

Confesercenti e Coldiretti con la collaborazione dei locali nel salotto buono di Ravenna per due serate di eventi (2-3 luglio)

Anche il centro storico di Ravenna, con il suo salotto di piazze comunicanti, da quest’anno, per la prima volta, celebra la Notte Rosa con una sorta di inedita anteprima, dal cuore e sapore, o meglio, dall’Amôr, tutto romagnolo. Il 2 e 3 luglio, dalle 18.30 alle 23.30 circa, Coldiretti Ravenna, Campagna Amica e Confesercenti Ravenna, in collaborazione con Linea Rosa e Comune di Ravenna, promuovono l’evento ‘Quando il Rosa l’ha dl’Amôr’, aspettando la Notte Rosa in piazza del Popolo e piazza dell’Unità d’Italia. Due serate di gastronomia, solidarietà e cultura interamente tinte di rosa nate dalla sinergia tra Confesercenti, Coldiretti e tra gli esercizi pubblici del centro storico, in particolare tra le numerose attività di ristorazione di piazza del Popolo e le gelaterie.

«Il fil rouge, anzi rosè, delle serate sarà la ristorazione, con i locali di piazza del Popolo uniti nel proporre speciali piatti che dall’antipasto alla frutta richiameranno le tipicità estive della nostra provincia», spiega Giacomo Costantini, coordinatore Centro Storico Confesercenti Ravenna. Prima della cena, cittadini e turisti potranno anche rinfrescarsi con gli speciali cocktail e aperitivi a base di pesca nettarina di Ravenna creati appositamente dai barman dei locali in piazza. «Ovviamente – aggiunge Ivo Zama, responsabile provinciale Campagna Amica-Coldiretti – la regina della tavola sarà la buona frutta di Romagna e in particolare le pesche e nettarine a km zero degli agricoltori locali aderenti a Campagna Amica, la rete Coldiretti per la promozione dei punti di eccellenza della filiera agricola italiana dal produttore al consumatore».

Spazio anche alla vera cultura romagnola: il 2 luglio è in programma in Piazza Unità d’Italia l’anteprima dello spettacolo ‘A sèn avnù zó tót cun la fiumâna’, narrazioni e letture con Rudy Gatta ed Eliseo Dalla Vecchia, al pianoforte Vittorio Bonetti; il 3 luglio, sempre alle 19.30 e sempre in piazza Unità d’Italia, il cantastorie Valentino Bettini (del gruppo i Koppertoni) racconterà in musica la nostra amata terra di Romagna. Dalle 21.30 ancora intrattenimento con balli, show ed esibizioni folkloristiche in piazza del Popolo con il gruppo Cicognani Danze.

Durante tutta la durata dell’evento, con la ‘disfida del gelato’ alla pesca nettarina Igp che vedrà impegnate tre gelaterie del centro storico unite per uno scopo comune dietro un solo bancone posizionato al centro della piazza: Sorbetteria degli Esarchi, Milk e Cremeria-Caffetteria Il Nazionale proporranno infatti degustazioni il cui ricavato sarà devoluto all’associazione Linea Rosa, da sempre in prima linea contro la violenza alle donne. Le gelaterie metteranno a disposizione ben 42 chili di gelato.

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