lunedì
11 Maggio 2026

Il Ravenna vince ancora, ma il Carpi resta distante quattro punti

A due giornate dalla fine del campionato il sogno promozione dei giallorossi si allontana

Foto Di Filippo Venturi
La curva del Ravenna nel derby contro il Forlì. Foto di Filippo Venturi

Il Ravenna Fc continua a vincere ma non basta per riaprire il campionato, a due giornate dalla fine della serie D. Il Carpi capolista del girone D, infatti, ha vinto in rimonta 2-1 in casa contro il Forlì (con il gol decisivo segnato a 1 minuto dal 90esimo) e mantiene così a 4 punti di distanza i giallorossi, che hanno battuto invece 3-0 al Benelli il Certaldo, ultimo in classifica.

Considerando che nell’ultimo turno gli emiliani ospiteranno lo stesso Certaldo, il sogno promozione del Ravenna è sempre più lontano.

Domenica prossima, comunque, il Carpi sarà impegnato in trasferta contro l’Imolese (undicesima e non ancora matematicamente salva); il Ravenna sempre fuori casa con il Borgo San Donnino, terzultimo.

Va ricordato che senza il caso Pistoiese (come avevamo spiegato qui) i punti di distacco tra Ravenna e Carpi sarebbero stati al momento solo 2.

A Cervia una nuova area attrezzata dedicata allo sport e al benessere dei cittadini

Il progetto da 50.000 euro comprende l’installazione di nove attrezzature sportive dotate di Qr code per visionare i tutorial degli allenamenti

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Inaugurata a Cervia una nuova “palestra a cielo aperto” nel verde dell’area del Centro sportivo Liberazione. Si tratta di una zona attrezzata e digitalizzata – in rete con tutte le altre aderenti al progetto già installate nel Paese –  dedicata al benessere di tutti i cittadini, nata per  un’occasione di stare insieme e praticare attività fisica, esercitandosi da soli o in gruppo. Su ogni singolo attrezzo sarà presente un Qr code che consentirà di scaricare i tutorial di allenamento sul proprio cellulare. Nell’area verde di circa 120 metriquadri davanti al Bocciodromo sono state installate 9 attrezzature sportive (step, arm bike, city bike, spalliere, panche) e pavimentazione antitrauma in erba sintetica.

L’intervento è stato reso possibile grazie alla partecipazione del Comune di Cervia all’avviso pubblico emanato da “Sport e Salute Spa” (la società dello Stato per la promozione dello sport e dei sani stili di vita) per la realizzazione del progetto “Sport nei Parchi”. La città ha ottenuto quindi un finanziamento di 15.000 euro da parte della compagnia, volti a coprire almeno in parte il costo complessivo è di 50.000 euro. I cui i restanti 35.000 sono stati finanziati dall’Amministrazione.

Il Comune di Cervia si occuperà direttamente della gestione dell’area attrezzata che viene messa a disposizione delle ASD del territorio e di tutti, senza limiti di età, nel rispetto del principio dell’open use. L’inaugurazione del parco attrezzato, (avvenuta il 20 aprile) ha visto come testimonial il triatleta cervese Andrea “Pelo” di Giorgio, protagonista di imprese sportive estreme.

Una colletta per realizzare i sogni di Sara, la bambina faentina ammalata di tumore

La prima diagnosi all’età di 2 anni, poi le pesanti cure e la scoperta dell’irreversibilità del neuroblastema. Oggi la famiglia chiede supporto per regalarle le esperienze che più desidera, come un viaggio a Disneyland o diventare “principessa per un giorno”

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Sara è una bambina faentina di 5 anni, e da tre soffre di una rara forma di tumore: un neuroblastoma arrivato oggi al quarto stadio e divenuto immune ai trattamenti. La colletta dedicata alla sua lotta contro il cancro è diventata ora uno strumento per garantirle giorni felici e spensierati in compagnia della sua famiglia, realizzando tutti i suoi desideri.

Alla prima diagnosi della malattia molte associazioni si sono strette attorno alla famiglia con gesti di solidarietà e una raccolta fondi dedicata. Terminato il ciclo di cure, il lieto fine sembrava vicino, fino alla comparsa di una recidiva nello scorso giugno. La piccola ha quindi ripreso le cure, con un nuovo ricovero al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, che non si sono però rivelate ulteriormente efficaci.

Lo scorso 18 aprile, sulla pagina della raccolta fondi un messaggio del padre di Sara comunica l’interruzione del ciclo di cure per la piccola. «Dai controlli fatti e dalla situazione clinica di Sara, l’équipe medica che la segue, ci ha comunicato che per Sara, non c’è più nulla che si possa fare, la sua malattia purtroppo fa resistenza anche alla chemio e appesantire questa terapia servirebbe solo a fare stare ancora di più male Sara, perché il suo piccolo fisico non riceve più nulla, e soffre tantissimo sotto chemio».

Non si ferma però la beneficenza, con lo scopo di farle vivere insieme alla famiglia le esperienze dei suoi sogni, divertendosi in serenità come una qualsiasi bambina di cinque anni insieme ai genitori. «Faremo passare tutto il tempo che Dio vorrà concederle, facendola divertire e portandola nei posti che desidera, perché questo è tutto ciò che umanamente noi possiamo fare” continua il padre nel medesimo post.

Nel frattempo, sulla pagina facebook “Il Babbo Natale dei Bambini”  è stata pubblicata la lista dei desideri della piccola, per far sì che chiunque fosse interessato possa contribuire a trasformarli in realtà. Tra questi, il sogno di essere principessa in un castello per un giorno, andare a sciare e al mare, a Disneyland e Gardaland, allo zoo di Roma e all’acquario di Genova, coltivare fiori e fare una festa con gonfiabili e tanti altri bambini con cui giocare.

La solidarietà si è mossa anche da fuori regione, come nel caso dell’associazione romana “Ripariamo Aps” che, venuta a conoscenza della storia di Sara, ha deciso di regalarle una delle esperienze tanto desiderate, la visita al parco di Gardaland. «Siamo impegnati in molti progetti in tutto il mondo proprio a sostegno dei bambini, la categoria più fragile e vulnerabile – dichiara Francesca Immacolata Chaouqui, presidente di Ripartiamo Aps – Per noi diventa un imperativo morale metterci a disposizione della famiglia di Sara per organizzare il viaggio verso il parco divertimenti sul lago di Garda e tutto ciò che sarà necessario affinché la bimba possa realizzare il suo sogno»

Studente del Liceo Classico di Ravenna vince il Certamen Vergilianum di Napoli

«Un’ottima comprensione del testo, e un’eccellente resa in lingua italiana con scelte lessicali coerenti e mai banali» queste le motivazioni del riconoscimento a livello nazionale di Danilo Pica

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Danilo Pica, 18 enne ravennate e allievo della classe 5A del Liceo Classico “Dante Alighieri” è il vincitore dell’undicesima edizione del Certamen Vergilianum Neapolitanum.
Il concorso di traduzione promosso dal Liceo Classico “Vittorio Emanuele II- Garibaldi” si è svolto il 19 aprile a Napoli e ha dichiarato vincitore il giovane ravennate  con la seguente motivazione: “Il lavoro mostra un’ottima comprensione del testo, del quale sono state individuate e tradotte correttamente le strutture morfosintattiche. Nella resa in lingua italiana si osserva un ottimo lavoro di ricodificazione, con scelte lessicali coerenti e mai banali. Nell’ampio e approfondito commento vengono analizzati gli aspetti linguistici del passo, di cui vengono rielaborati personalmente e criticamente i contenuti e il contesto di riferimento, operando pregevoli inferenze e collegamenti”.

Lo studente, nel corso della sua carriera scolastica, ha riportato numerosi e prestigiosi altri riconoscimenti: da ultimo, quest’anno, si è classificato al primo posto, sezione di Latino, della sec0nda edizione del Certamen Classicum Philosophicum, il concorso del Liceo Classico “C. Cavour” di Torino e al quarto posto della ventinovesima edizione del Grande Certamen Taciteum al Liceo “P.C. Tacito “ di Terni.

Dal liceo comunicano «Eccellente studente in tutte le discipline, appassionato traduttore di testi dal Greco antico e dal Latino, Danilo proseguirà gli studi universitari presso la facoltà di Medicina e chirurgia.La Dirigente, professoressa Giuseppina Di Massa, l’insegnante e i docenti tutti dell’indirizzo classico si complimentano con Danilo, augurandogli un altrettanto brillante proseguimento degli studi , lieti di aver contribuito alla formazione di questo encomiabile futuro medico».

Torna la storica camminata della Liberazione sugli arigini del Senio

18 chilometri tra musica e racconti. Alle partenze da Alfonsine e Cotignola si aggiunge quest’anno un percorso in bici da Masiera

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Torna per il ventesimo anno “Nel Senio della memoria” , la grande camminata sugli argini per celebrare il settanovesimo anniversario della liberazione. Un percorso di 18 chilometri diviso in otto tappe, animate come tradizioni da diversi protagonisti tra narrazione, musica, spettacolo e cultura della memoria.

Quest’anno, le partenze a scelta saranno tre: alle due classiche da Cotignola e Alfonsine si aggiunge anche la possibilità di scegliere una pedalata, che partirà da Masiera.

Da Cotignola, il ritrovo è alle 9 nella piazzetta Gino Zoli, dove Gianandrea Nadiani, accompagnato dal cantautore Piervito Nicoli, leggerà alcuni brani del diario del partigiano Tarzan e alcune poesie in dialetto romagnolo di Giuseppina Subini Baldini. Un filo di pace con una bandiera di lana fatta a mano dal gruppo donne Creattive di Cotignola.

Da Alfonsine sempre alle 9 ritrovo davanti al Museo della Battaglia del Senio; qui il fotografo senese Alessio Duranti racconta i luoghi attraversati dalla guerra e dalla Resistenza: Roma, Auschwitz, Trieste, Fossoli, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Alfonsine.

Per chi vuole pedalare, alle 10.30 ritrovo a Masiera sulla curva dove via Confini a nord diventa via Sottofiume, per un percorso in bicicletta accompagnati dall’associazione Wartime Friends con tre racconti che abitano la memoria di via Sottofiume e della chiesa di Masiera.

Alle 10.30 il gruppo partito da Cotignola raggiungerà il cippo dei Martiri del Senio, sul ponte della San Vitale a Lugo. Qui, ad accogliere i camminatori, ci saranno la voce e il canto di John De Leo e la chitarra di Fabrizio Tarroni.

Proseguendo, lungo l’argine di San Potito, immagini e suggestioni tratti dal libro E la vita scorre sul fiume, racconti dalle rive del Senio curato dall’associazione Amici del fiume Senio.

Alle 12 i gruppi si ricongiungeranno a Borgo Pignatta, presso il cippo che ricorda le vittime della strage del 23 dicembre 1944, per un’orazione teatrale sul tema della resistenza con Christian Flore, Antonio De Salve, Lorenza Cervara, attori della compagnia I figli di Estia – PrisonArt. Sull’argine “la Bandiera del filo rosso”: le mani, il cuore, i fiori per la pace intrecciati dalle donne del sindacato pensionati Cgil, Auser e Villanordic di Villanova.

Dalle 12.30 ci si sposterà al vicino parco di Masiera per il grande pranzo conviviale, accompagnato dalla musica dei gruppi della scuola “Arcangelo Corelli” di Fusignano. Sarà possibile scegliere tra il menù completo a 18 euro (primo, secondo e contorno); menù ridotto a 10 euro (primo e contorno); menù vegetariano a 18 euro (piattone vegetariano, contorno e dolce); tutti con bevande sempre incluse. Il pranzo è gratuito per i bambini fino a 6 anni. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione.

Al parco si troveranno anche le bancarelle solidali di Anpi, Emergency, Aido, associazione Italia Cuba, Demetra, Libera e Ruota libera, Centro italiano femminile. Dopo pranzo il gruppo si rimetterà in cammino per raggiungere alle 15.15 il punto in cui le truppe alleate attraversarono il Senio, presso Fusignano, per ascoltare il concerto «Se io fossi Gaber», con Serena Bandoli e Fabrizio Tarroni.

Alle 17, arrivo a Rossetta nel giardino del centro civico ci sarà «Radici, il canto del mondo»: Luisa Cottifogli, artista della voce nata in Trentino da mamma friulana di lingua slovena e padre marchigiano, romagnola di adozione, incontra Vincenzo De Ritis, pianista e fisarmonicista abruzzese. Alle 18 merenda al parco offerta dalla popolazione di Rossetta

Al termine, i partecipanti saranno riportati gratuitamente in corriera nel luogo di partenza; fermate ad Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Lugo. In caso di pioggia la camminata viene posticipata al primo maggio.

Ad anticipare la camminata, la festa del 24 aprile al parco di Masiera, con il concerto del cantautore romano Clavdio

Per ulteriori informazioni, è possibile chiamare il numero 389 0003321, o scrivere a info@primolacotignola.it,

Eleonora Proni eletta nuova presidente del Pd provinciale

E il segretario provinciale Barattoni lancia i 14 candidati sindaci in vista delle Amministrative

Barattoni.Proni.20.04.2024Si è svolta sabato mattina l’assemblea del Partito Democratico di Ravenna. I 250 delegati si sono riuniti al cinema Astoria di Ravenna per eleggere la nuova presidente del Pd provinciale: la sindaca uscente di Bagnacavallo Eleonora Proni è stata votata all’unanimità e succede a Milena Barzaglia.

Il segretario provinciale Alessandro Barattoni ha presentato i candidati sostenuti dal Pd alle prossime elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno.: ad Alfonsine Riccardo Graziani; a Bagnacavallo Matteo Giacomoni; a Brisighella Loris Naldoni; a Casola Valsenio Maurizio Nati; a Castel Bolognese Luca della Godenza; a Cervia Mattia Missiroli; a Conselice Andrea Sangiorgi; a Cotignola Federico Settembrini; a Fusignano Nicola Pondi; a Lugo Elena Zannoni; a Massa Lombarda Stefano Sangiorgi; a Russi Valentina Palli; a Sant’Agata Riccardo Sabadini; a Solarolo Maria Diletta Beltrani.

«Ci avviciniamo alle prossime elezioni dell’8 e 9 giugno – ha detto Barattoni – in un contesto predominato da angoscia e preoccupazione per le notizie di guerra, di minacce e di morte che ogni giorno sembrano prendere il sopravvento. Abbiamo in campo 14 candidate e candidati con diverse esperienze e competenze che stanno portando la loro passione e progettualità per le loro comunità. Un percorso che sono convinto ci darà soddisfazione, garantendo la tradizione di buon governo, ma anche quell’apertura all’innovazione e alla sperimentazione sempre più urgenti davanti ai tempi rapidi dei cambiamenti che ci troveremo ad affrontare».

Sorpreso alla guida di un autobus ubriaco

Ritirata la patente all’autista, un uomo di 51 anni, poi sostituito

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È stato sorpreso alla guida di un autobus ubriaco, con un tasso alcolemico pari a 1,53 g/l dopo la prima prova all’etilometro e di 1,63 alla seconda. Un uomo di 51 anni è stato quindi denunciato dalla polizia locale di Ravenna, che gli ha ritirato la patente.

Il fatto è stato accertato nel primo pomeriggio di sabato 20 aprile, nel Ravennate, a seguito di una segnalazione raccolta dal 112.

La circolazione del mezzo è stata immediatamente interrotta e l’impresa di trasporto ha provveduto alla sostituzione dell’autista.

Va ricordato che la legge prevede – per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose – un tasso alcolemico pari a “zero”.

In centinaia per festeggiare la riapertura dell’asilo alluvionato

La scuola, che ha subito danni per oltre 530mila euro, ha organizzato l’evento per ringraziare i benefattori far divertire i bambini

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Nella mattinata del 20 aprile, la scuola dell’infanzia Asilo Azzaroli ha organizzato una festa per ringraziare le persone, gli enti, le fondazioni, le imprese e le associazioni che l’hanno aiutata a risollevarsi, dopo che l’alluvione dello scorso anno l’aveva sommersa. Hanno partecipato alle celebrazioni circa 200 persone, provenienti anche da diverse parti d’Italia, che si sono riunite nel grande parco della scuola di Sant’Agata sul Santerno per una giornata tra momenti di commozione, di ricordo e di allegria.

Il 17 maggio scorso la scuola venne duramente colpita dalle acque del fiume Santerno che, con un’altezza di 1 metro e 80 centimetri, hanno travolto e distrutto tutto il piano terra, gli impianti e il parco. Già dai primi giorni dopo l’alluvione si è innescato però un grande moto di solidarietà, tra persone che spala il fango, inviano giochi e arredi per i bambini o organizzano raccolte fondi.
Questo ha permesso agli enti che gestiscono la scuola (Fondazione Asilo Azzaroli, Solco Ravenna e Progetto Crescita) di avere a disposizione fin da subito le risorse per poter ricostruire, fronteggiando danni superiori ai 530mila euro. Grazie ai fondi ricevuti si sono potute apportare anche alcune migliorie e ammodernamenti. I lavori hanno riguardato in particolare: il giardino (per una cifra di 97mila euro); l’impiantistica (102mila euro); il tetto (75mila euro), che verrà ristrutturato in estate per permettere la posa di un impianto fotovoltaico; le opere murarie e di sanificazione (95mila euro); gli arredi e le aule (59mila euro); il salone (35mila euro); la cucina (31mila euro); gli uffici (15mila euro); l’elettronica (21mila euro).

I lavori hanno avuto inizio nell’estate del 2023 e sono stati ultimati il 6 novembre scorso. Gli ultimi interventi, di minore entità, verranno portati a termine durante la pausa estiva di quest’anno. L’Asilo Azzaroli è l’unica scuola dell’infanzia nel Comune di Sant’Agata e, nel periodo in cui la scuola è risultata inagibile,  i 73 bambini e le loro maestre sono stati ospitati alla Parrocchia di Villa San Martino, per poter continuare l’attività didattica.

«Il 2023 è stato un anno difficile, ma ce l’abbiamo fatta – commenta Caterina Castellari, coordinatrice della scuola dell’infanzia Asilo Azzaroli -. Ce l’abbiamo fatta soprattutto perché siamo stati uniti e abbiamo avuto tanto aiuto e tanta solidarietà. Da una brutta esperienza come quella dell’alluvione abbiamo tirato fuori tutto ciò che poteva esserci di positivo, abbiamo fatto tanti incontri e sono nate tante nuove amicizie. Questa festa di ringraziamento era dovuta, perché ci hanno pensato da tutta Italia e in ogni modo possibile. Con molte persone ci eravamo parlati solo al telefono e poterci incontrare oggi, tutti insieme, è stato davvero emozionante. E poi i nostri bambini meritavano un momento di festa».

La festa è stata organizzata proprio per dire “Grazie” a chiunque abbia avuto un pensiero per l’Azzaroli, un elenco che supera le centinaia di benefattori. A tutte le persone presenti la scuola ha donato dei ricordi realizzati dai bambini e in rappresentanza di tutti i donatori sono stati ringraziati con La “Madonna dell’Alluvione” realizzata dalla Bottega Gatti di Faenza: Fism – Federazione Italiane Scuole Materne; Fondazione Cesvi; Eurocompany; Distillerie Mazzari; Libertà, il quotidiano di Piacenza; Rotary Ravenna; Lions Ravenna; Assimoco; Bcc ravennate forlivese e imolese; Don Claudiu Gherghel, Parroco di Sant’Agata e Villa San Martino; Fondazione Villa San Martino; Vises; Fondazione Cassa di Risparmio e Banca Del Monte di Lugo; Associzione Adei Wizo; Elisabetta Pirazzini e Greta Missiroli in rappresentanza dei genitori dei bambini.

Alla Festa erano presenti e sono intervenuti anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco di Sant’Agata sul Santerno Enea Emiliani, il presidente di Confcooperative Romagna Mauro Neri.

Infermiera aggredita da un uomo armato di coltello nel parcheggio dell’ospedale

L’operatrice sanitaria stava per iniziare il proprio turno quando è stata assalita, riportando lesioni e ferite da taglio
Alla base del gesto un possibile intento di rapina

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Attorno alle 6.30 di questa mattina (sabato 20 aprile) un’infermiera è stata aggredita nel parcheggio dell’ospedale San Giorgio di Cervia.

Dopo aver posteggiato all’interno del presidio ospedaliero ed essere scesa dalla macchina per iniziare il turno di servizio al 118, è stata immediatamente aggredita da un uomo armato di coltello, che l’ha braccata causandole gravi lesioni, traumi a viso e sterno  e ferite da taglio, con il probabile intento, secondo le prime ricostruzioni, di sottrarle borsa e gioielli.

L’operatrice sanitaria, riuscita a divincolarsi, ha trovato riparo e primo soccorso all’interno del Cau cervese, per essere poi trasportata a Ravenna. L’identità dell’aggressore rimane ancora ignota e gli sviluppi sono ora nelle mani delle forze dell’ordine.

Il fatto è stato denunciato da Fp Cgil che in una nota alla stampa esprime solidarietà nei confronti della lavoratrice denunciando allo stesso tempo una situazione di sicurezza sempre più precaria soprattutto nei presidi periferici: «Augurando una pronta guarigione alla lavoratrice pretendiamo che la sicurezza dei lavoratori venga sempre tutelata utilizzando o implementando tutte le soluzioni a disposizione».

Tra le criticità evidenziate dall’associazione, la necessità di maggiore sicurezza nei pressi dell’ospedale cervese, primo punto di riferimento in vista della stagione turistica e tuttavia privo di guardie di vigilanza o video sorveglianza.

Ora è ufficiale: Bonaccini si candida alle Europee. Si andrà al voto per la Regione

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha ufficializzato la propria candidatura alle Elezioni Europee del prossimo giugno. Sarà capolista del Pd nel Nord-Est.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in una nota sottolinea come «la sua esperienza decennale da presidente dell’Emilia-Romagna e il suo ruolo di presidente del Pd ne fanno una proposta molto forte per la battaglia che dobbiamo condurre e l’Europa che vogliamo costruire. Lo ringrazio per aver accettato».

Bonaccini ha spiegato le motivazioni della sua decisione in un video condiviso sui social, che pubblichiamo qui sotto.

Ora – come anticipa lo stesso Bonaccini – è molto probabile che in autunno saranno fissate le elezioni regionali, in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura di maggio 2025.

Nel toto nomi per la successione di Bonaccini – come scrivevamo a questo link – sono finiti anche i ravennati Michele de Pascale, attuale sindaco, e l’assessore regionale Andrea Corsini.

«Il parco eolico non danneggerà il turismo e ridurrà le bollette dei residenti»

Ne parla l’ingegnere Bernabini, il promotore del progetto da due miliardi di euro

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Il parco eolico in mare al largo di Ravenna fa un altro passo avanti nel percorso delle autorizzazioni. Nei giorni scorsi è arrivato il parere favorevole della commissione tecnica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). È quindi più vicino il momento in cui potranno iniziare i lavori da due miliardi di euro per l’installazione di 75 pale eoliche su torri alte 150 metri in grado di soddisfare i bisogni energetici di mezzo milione di famiglie, pari all’intera popolazione della Romagna (abbiamo parlato dei dettagli tecnici del progetto in questo articolo).

L’ingegnere Alberto Bernabini è l’ideatore del progetto Agnes. Cosa manca nell’iter autorizzativo?

«Attendiamo il parere del ministero dei Beni culturali che è l’ultimo richiesto per il rilascio della Via, la valutazione di impatto ambientale. A termini di legge dovrebbe arrivare in venti giorni, ma sarei soddisfatto se arriverà entro l’estate. Siamo fiduciosi che possa essere favorevole perché finnora dal Mic non abbiamo avuto nessuna obiezione. Una volta ottenuta la Via servirà l’Autorizzazione unica: sarà costosa, ma dovrebbe essere meno complessa perché è su base locale».

Nel percorso di permessi è servita anche la petizione lanciata online a dicembre dal sindaco di Ravenna che oggi ha 16mila firme?
«No, la procedura di valutazione si è svolta con tempi e modi che prevede la legge, a prescindere dalla raccolta firme. Però ha dato un segnale positivo, in un Paese dove si fanno solo petizioni “contro”. Ma Agnes non ha nulla di politico. Parliamo di un investimento che può cambiare il distretto produttivo di Ravenna per gli anni a venire come fu quello del metano 70 anni fa. È un progetto che pensa solo alla sostenibilità nell’interesse di Ravenna e dell’Italia e per questo è stato sostenuto dal sindaco e da molte associazioni, ma ricordo anche dalle principali forze di opposizione sia in Romagna che a Roma, dove emendamenti a favore di Agnes portano la firma della Lega e di Forza Italia».

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Un recente servizio della trasmissione tv “Fuori dal Coro” (Rete 4), che ha ripreso le parole della lista civica La Pigna, ha avanzato dubbi sulla forza della società Agnes perché ha un capitale sociale di appena 12mila euro e una perdita nel 2022 di circa 5mila euro. Agnes non ha le spalle abbastanza larghe?

«Agnes è quella che si chiama “società di scopo”, una prassi comune nei percorsi autorizzativi: si crea una società di capitale base che deve portare avanti la progettazione e ottenere i permessi, non si aspetta ricavi ma solo spese/perdite. Il capitale sociale è di 10mila euro anche per la società di scopo del rigassificatore al largo di Punta Marina e della società che vuole realizzare un parco
eolico in mare di fronte alla costa di Rimini. Non vuol dire che siano scatole vuote perché il “capitale sociale” è solo una piccola parte del “capitale investito”, che è molto più ingente e lo si trova a bilancio dai conferimenti dei soci, dal patrimonio netto. Portare avanti l’autorizzazione costa dei milioni».

Chi li ha sostenuti finora?

«Dal 2017 al 2022 il progetto è stato sostenuto da me tramite finanziamenti diretti e dal mio gruppo Qint’x in lavori/prestazioni. E poi dai partner che ci hanno affiancato, prima Saipem e poi dal 2023 il fondo F2i: hanno svolto veriche amministrative e tecniche molto approfondite sulla società e sul progetto. Devo ringraziare anche Eni che ha ospitato gli strumenti sulle piattaforme per la misura del vento. Se non dovesse arrivare l’ok definitivo delle autorità per avviare la costruzione vorrà
dire che ci abbiamo provato ma avremo perso tutto l’investimento, che è solo privato».

Agnes sarà ceduta quando avrà tutte le autorizzazioni?

«Mi sono ripromesso di non uscire dalla società, vogliamo essere parte fondamentale anche della costruzione».

Come verranno recuperati i quasi due miliardi di euro per la realizzazione?

«Se il progetto è valido e remunerativo per gli investitori, i capitali si trovano. Non abbiamo mai detto di averli a disposizione. Il nostro compito è fare un progetto così buono da coinvolgere i migliori investitori. Nel mondo ci sono molti più capitali che buoni progetti. Poi si lavora a leva con gli istituti di credito investendo solo un 20-30 percento del totale. Il mio sogno sarebbe quello di far investire e guadagnare anche i cittadini, ma è qualcosa che proveremo solo ad autorizzazione avvenuta».

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Chi potranno essere i futuri investitori di Agnes?

«Ci sono diverse società italiane ed estere che hanno mostrato interesse concreto al progetto, ma non possono essere citate per accordi di riservatezza. Multinazionali che seguono più di un progetto contemporaneamente e rinunciano in fretta a quelli che vanno troppo per le lunghe per il rilascio dei permessi o che hanno troppe contestazioni. Spero che non li faremo scappare via per polemiche politiche».

Il progetto benecerà di 70 milioni dal cosiddetto Dl Fondone connesso al Pnrr?

«Al momento c’è stata solo l’approvazione del Parlamento, ma non è stato erogato nulla come è normale che sia, visto che non c’è un progetto approvato al largo di Ravenna».

C’è abbastanza vento in Adriatico per rendere vantaggioso l’investimento?

«Anni fa avrei detto di no, ma adesso sì grazie al livello raggiunto dalla tecnologia. Come Qint’x abbiamo partecipato all’installazione dell’unico impianto offshore italiano a Taranto (Beleolico con una produzione stimata per il fabbisogno di 18mila famiglie, ndr) e lì il vento è molto simile a quello che abbiamo misurato a Ravenna. Nei mari del nord Europa il vento
arriva a 9 metri al secondo, in Italia varia da 5,5 a 7,5. Servono pale con un diametro più ampio e disegni speciali: probabilmente useremo pale di fabbricazione italo-cinese ma solo perché i cinesi sono gli unici che si sono resi disponibili a svilupparle con noi. Le acque poco profonde poi diventano un vantaggio perché consentono di ancorare le torri al fondale, anziché costruire strutture galleggianti che costano molto di più e hanno ancora limiti tecnologici. La soluzione galleggiante è stata scelta da Eni per il progetto nel canale di Sicilia: lì la forza del vento è superiore, quindi avrà una resa migliore, ma il costo di costruzione per le
strutture è elevato. Complessivamente crediamo che Ravenna sia più vantaggioso perché occorre considerare anche il costo del trasporto dell’energia dal sud al nord e le perdite per il trasporto che qui non ci sono».

Agnes ha dei punti in comune con il rigassificatore di Snam?

«La nuova conduttura di circa 40 km che parte dalla piattaforma di attracco del rigassificatore al largo di Punta Marina e arriva all’allaccio della rete del gas nazionale è capace di trasportare non solo metano, ma anche idrogeno. La nostra centrale di produzione dell’idrogeno in via Trieste a ridosso del Piombone è a circa un km in linea d’aria dalla centrale di Snam nei pressi di Punta Marina. Questo significa che un domani sarà possibile collegare l’idrogeno di Agnes a quella conduttura con
più di uno scopo: si potrà immettere una percentuale di idrogeno nel metano abbassandone il peso di inquinamento, ma si potrà anche trasferire l’idrogeno verso la piattaforma per l’esportazione via nave».

Altre critiche al progetto arrivano da una parte del mondo della pesca che teme danni alla propria attività.

«Con i pescatori siamo in contatto costante per trovare le soluzioni migliori. E tra i primi firmatari della petizione pro Agnes lanciata dal sindaco ci sono anche Legacoop e Agci che rappresentano una parte dei pescatori. Le torri delle pale saranno distanti circa un miglio fra loro e ci saranno permessi per accedere nel parco eolico per la raccolta delle cozze e svolgere alcuni tipi di pesca. Alla base delle torri sui fondali vengono collocate delle rocce specifiche che creano un ambiente favorevole alla riproduzione del pesce. Nei parchi esistenti si è visto che il pesce aumenta».

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E l’impatto visivo sull’orizzonte?

«Abbiamo realizzato delle simulazioni ed è veramente minimo e solo in condizioni di visibilità perfetta che si verificano molto raramente. La pala più vicina a riva sarà a 23 km, cioè quasi il triplo della distanza del rigassificatore. Quando abbiamo iniziato la progettazione, le leggi prevedevano questi impianti solo entro le 12 miglia. Però avevamo previsto le obiezioni del mondo turistico e abbiamo scelto di stare più al largo».

Quindi non avrà effetti negativi sull’attrattività turistica del territorio?

«In alcuni contesti del nord Europa vengono organizzate gite turistiche in barca per vedere da vicino i parchi eolici offshore e bisogna prenotare con anticipo per trovare posto. Se comunicato bene, può essere un valore aggiunto: significa che il territorio si autoproduce l’energia pulita di cui ha bisogno. È una cosa molto apprezzata dai turisti del nord Europa che sono più sensibili di noi su questi temi».

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Il progetto avrà ricadute economiche dirette sul territorio?

«Molte aziende di Ravenna saranno coinvolte come già oggi avviene per la costruzione del rigassificatore. Ma le ricadute saranno anche per i cittadini perché dal 2025 il prezzo dell’energia elettrica in bolletta non sarà calcolato su base nazionale ma su base zonale. Questo significa che andrà in base a domanda e offerta della zona. E in una zona in cui c’è un impianto che produce molta energia, questo fa crescere l’offerta e scendere il prezzo. È una novità introdotta recentemente per legge proprio per invogliare le comunità locali ad accogliere più volentieri gli interventi in energie rinnovabili».

Sono previsti interventi come opere di compensazione?

«Questi investimenti hanno sempre opere compensative, di solito l’uno percento del valore dell’investimento, quindi circa 20 milioni di euro. Al momento c’è già un’idea per un progetto con i pescatori di acquacoltura in mare, gli altri interventi dovranno essere concordati».

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Tre attività ravennati si aggiungono al Registro delle imprese storiche d’Italia

Farmacia Boattini, La Butega ad Giorgioni e Gioielleria Lugaresi si aggiungono alle 33 aziende già premiate in provincia. Per iscriversi al registro sono necessari almeno cento anni di attività ininterrotta nel medesimo settore

Camera di commercio

Cento anni di storia e ancora in attività, questa la motivazione che ha valso a tre attività ravennati l’iscrizione formale nel “Registro nazionale delle imprese storiche d’Italia istituito da Unioncamere”.

Farmacia Boattini S.a.s., La Butega ad Giorgioni S.r.l. e la Gioielleria Lugaresi di Rondelli Valeria & C S.a.s si sono aggiunte, venerdì 19 aprile, alle 33 aziende della provincia già in possesso del riconoscimento.
La Farmacia Boattini, con sede nella frazione di Coccolia, ha iniziato l’attività nel 1843. L’impresa nasce quando Giuseppe Boattini, capostipite delle future generazioni di farmacisti che, ancora oggi, continuano nello stesso paese e con la stessa passione l’attività di famiglia, ottenne il 22 luglio 1843 dalla Pontificia Università di Bologna la licenza per esercitare la professione “della Bassa Farmacia”. L’attività fu inizialmente portata avanti da Anacleto Boattini (1850–1927), figlio di Giuseppe e poi tramandata di generazione in generazione, passando da Giovanni (1886–1964) a Giuseppe (1920–2016), fino ad arrivare ad oggi con i fratelli Cesare (nato nel 1957) e Giovanni (del 1966) per finire con Niccolò (classe 1989) e, in attesa della laurea, Riccardo Boattini.
La Butega ad Giorgioni, con sede a Ravenna, ha iniziato l’attività nel 1888 nel commercio di drogheria e coloniali, prodotti alimentari e pasta fresca, che, tra tradizione e innovazione, sono arrivati fino ad oggi, attuale erboristeria. A Giorgioni Ricciotti venne conferita la medaglia d’oro del lavoro, con la quale venne insignito anche il suo successore, Giulio, il quale inaugurò, nel 1950, la seconda generazione e pur mantenendo la tradizione, introdusse momenti di continua trasformazione e dinamismo all’impresa. Maurizio, nel 1980, inaugurò la terza generazione, diplomandosi in erboristeria presso l’Università di Urbino. Luigi rappresenta oggi la quarta generazione che mantenendo le tradizioni guarda a nuove sfide applicando tecnologie innovative.
La Gioielleria Lugaresi, con sede a Ravenna, ha iniziato l’attività nel 1895. La gioielleria nasce su intuizione dei fratelli Giovanni e Battista Lugaresi. A Battista subentrò il figlio Carlo Alberto, e in seguito le sue figlie Gianna e Lidia, coadiuvate dai coniugi, Ivano e Paolo. Più avanti si aggiunse nell’attività Valeria, figlia di Paolo e Lidia. Oggi la gioielleria è gestita da Ivano e Valeria.
Giorgio Guberti presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna dichiara: «Siamo tanto orgogliosi delle nostre imprese, che testimoniano una volta di più come il tessuto produttivo ravennate sappia contribuire pienamente allo sviluppo sociale ed occupazionale e al prestigio della nostra provincia».
Possono iscriversi al Registro delle imprese storiche d’Italia tutte le imprese di qualsiasi forma giuridica operanti in qualsiasi settore economico, con esercizio ininterrotto dell’attività nell’ambito del medesimo settore merceologico per almeno 100 anni. Tale requisito temporale deve essere maturato al 31 dicembre dell’anno precedente l’iscrizione. I criteri di riferimento fondamentali per l’ammissione riguardano la continuità dell’attività e l’aderenza al settore originario dell’impresa. Le aziende interessate possono inviare attraverso i bandi promossi da Unioncamere una breve relazione sulla vita dell’attività dalla costituzione al periodo attuale e una copia della documentazione storica.

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