martedì
12 Maggio 2026

Cade dall’impalcatura: lattoniere di 37 anni in elicottero al Bufalini

Infortunio sul lavoro in viale Leonardo. Sul posto anche i carabinieri

infortunio sul lavoro lido adriano 20 marzo 2024

Infortunio sul lavoro nella mattinata di oggi, 20 marzo, a Lido Adriano.

Un lattoniere di 37 anni, per cause in corso di accertamento, è caduto da un’impalcatura, da un’altezza di 6-7 metri, mentre era impegnato a montare grondaie in un cantiere di viale Leonardo.

Sul posto anche l’elicottero del 118, che ha trasportato il 37enne al Bufalini di Cesena, con il codice di massima gravità. L’uomo è rimasto sempre cosciente e vigile e anche per questo le sue condizioni non sono considerate al momento critiche.

I rilievi sono a cura di carabinieri e Medicina del lavoro, che cercheranno di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Un presidio di Potere al Popolo per boicottare Teva, marchio farmaceutico israeliano

Il movimento ha annunciato l’inizio di una campagna di sabotaggio verso Israele e i suoi finanziatori, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione sui prodotti e le aziende che sostengono la guerra in Palestina

Potere al Popolo Palestina
Una delle iniziative pro Palestina organizzate a Ravenna nelle scorse settimane, anche da Potere al Popolo

Potere al Popolo organizza un presidio davanti alla Farmacia Comunale n.8 di via Fiume Montone Abbandonato (Ravenna), oggi, mercoledì 20 marzo (ore 18-19), invitando la cittadinanza al boicottaggio di Teva Pharmaceutical Industries, la multinazionale farmaceutica israeliana specializzata nella produzione di farmaci equivalenti.

Il movimento politico ha annunciato l’inizio di una campagna di boicottaggio verso Israele e i suoi finanziatori, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione sui prodotti e sulle aziende israeliane e che sostengono la guerra in Palestina: «Questa è solo la prima azione, continueremo a mobilitarci per la campagna di boicottaggio dell’economia dello Stato genocida di Israele, e i suoi gangli nel tessuto sociale e produttivo italiano», dicono i promotori in una nota inviata alla stampa, sottolineando come «la multinazionale farmaceutica israeliana, monopolista di farmaci generici, trae profitto dall’occupazione della Palestina ed è responsabile della negazione del diritto alla salute del popolo Palestinese, limitando l’accesso a farmaci e cure sanitarie».

Secondo Potere al Popolo, «ogni azione individuale è importante. Partecipare a un corteo, prendere parte a un presidio, aiutare la diffusione delle notizie che provengono dalla Palestina, sensibilizzare amici e partenti, contestare la complicità del proprio governo nel sostegno ai crimini di Israele, indossare la kefiah o una spilletta “Free Palestine”,esporre la bandiera palestinese dal balcone, ma soprattutto boicottare le aziende complici del massacro cercando di ostacolare la filiera militare ed economica che foraggia Israele in tutti i modi possibili è quello che stanno facendo migliaia di persone in tutto il mondo. Si tratta multinazionali e prodotti presenti in tutti il mondo: quindi anche sotto casa nostra! Come già spontaneamente sta avvenendo in tutti i paesi in cui sono presenti, portiamo avanti il boicottaggio,  dal punto di vista concreto, smettendo di comprare in questi luoghi e questi prodotti».

Partiti i lavori di ripristino del parco Vatrenus danneggiato dall’alluvione

Il Comune ha deciso di intervenire utilizzando donazioni e la disponibilità di alcune imprese visti i ritardi degli indennizzi dallo Stato

Lavori Al Parco Vatrenus, Sant'Agata Sul SanternoIl Comune di Sant’Agata sul Santerno ha avviato i primi lavori di ripristino del parco Vatrenus e della relativa area sgambamento cani, danneggiati pesantemente dall’alluvione di maggio 2023. L’area di oltre due ettari infatti si trova a ridosso dell’argine del fiume nei pressi del cimitero. I lavori saranno completati entro la fine della primavera.

Data la lunga attesa per gli indennizzi dello Stato e la mancanza di certezze, l’amministrazione comunale ha deciso di seguire direttamente l’esecuzione delle opere, che potranno essere realizzate grazie alle donazioni ricevute, alla disponibilità e alla benevolenza di alcune imprese.

L’area non è ancora accessibile al pubblico, proprio per consentire lo svolgimento dei lavori, ed è ancora in vigore l’ordinanza 11 del 15 maggio 2023 che vieta l’accesso. I giochi non sono ancora utilizzabili perché la loro funzionalità deve ancora essere collaudata.

«Continua la lunga opera di ricostruzione del nostro paese, che interessa anche le aree per lo svago e il tempo libero – ha dichiarato il sindaco Enea Emiliani -. I lavori sono stati calendarizzati tenendo conto delle priorità, compatibilmente con le risorse umane ed economiche disponibili, e contiamo di portarli a termine entro la primavera. Il parco Vatrenus è un’area di recente creazione, ma già molto amata e apprezzata da tutti i santagatesi, e abbiamo intenzione di restituirle la piena funzionalità».

In mostra a Cervia un’opera «certamente falsa» di Banksy. I curatori querelano

Le accuse, in un esposto alla procura, del critico Stefano Antonelli. Il “Love Rat” è stato rimosso preventivamente

banksy cervia
L’opera contestata è quella alle spalle dei promotori della mostra di Cervia, con il numero 20 ben visibile

Alla mostra “Banksy a Cervia è esposta un’opera «certamente falsa». Lo ha dichiarato Stefano Antonelli, tra i massimi esperti al mondo dello street artist inglese, mettendolo anche nero su bianco in un esposto al vaglio della procura di Ravenna.

Si tratta dell’opera denominata “Love Rat”, «grossolanamente falsa», che «se originale, varrebbe tra i 2 e i 4 milioni di euro», dichiara Antonelli in un articolo sul tema sull’autorevole rivista di settore Artribune.

La denuncia è rivolta ai danni l’associazione culturale MetaMorfosi Eventi di Roma, diretta da Pietro Folena, che ha prodotto la mostra in corso a Cervia, che ha già annunciato di aver dato mandato ai propri legali per procedere con una querela nei confronti di Antonelli. «L’esposto che riporta notizie false – dichiarano da MetaMorfosi, come riportato sempre da Artribune -, le dichiarazioni rese in questi giorni ai mezzi di comunicazione e le azioni messe in atto da Antonelli – non nuovo a comportamenti di questo tipo – configurano una gravissima lesione della credibilità del nostro gruppo».

MetaMorfosi ha comunque deciso di ritirare l’esposizione dell’opera contestata, per «senso di responsabilità e di rispetto per l’opinione pubblica» e «per metterla a disposizione delle autorità competenti al fine di compiere le verifiche necessarie».

La risposta a Fleximan: ricomincia a fare multe il primo dei cinque velox abbattuti

Dal 20 marzo di nuovo in funzione H24 il velox sulla provinciale 118 Dismano a Osteria per chi viaggio verso Cesena

velox autovelox fleximanDalla mezzanotte tra il 19 e il 20 marzo torna a fare multe il velox al km 6+470 della provinciale 118 Dismano nella località di Osteria, frazione del comune di Ravenna. In quel tratto il limite di velocità è 70 km orari e l’apparecchio sorveglia H24 chi viaggia in direzione Cesena. Il velox era stato abbattuto il 26 gennaio scorso, il primo dei cinque abbattuti in provincia in venti giorni che lasciavano pensare a un’emulazione del cosiddetto fenomeno Fleximan. La strumentazione è stata nuovamente installata il 7 marzo, data a partire dalla quale ne sono state testate le caratteristiche e l’affidabilità, prima di procedere alla sua attivazione.

Effetto Fleximan in provincia di Ravenna

Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio altri quattro impianti sono stati tagliati da ignoti. Sono tornati operativi quello di Faenza e quello di Castel Bolognese, mentre sono ancora fuori uso quello di San Michele e quello di Sant’Alberto. In totale in provincia di Ravenna sono in funzione quasi 40 apparecchi: ecco la mappa dettagliata.

Quant’è la multa con l’autovelox?

Il Comune di Ravenna ricorda che la finalità dell’impiego di tali strumenti è quella di far diminuire la velocità dei veicoli in tratti particolarmente a rischio di incidenti e che le collocazioni sono autorizzate dalla Prefettura.

Il Codice della Strada prevede per l’infrazione al limite di velocità sanzioni differenziate. Chiunque superi i limiti massimi di velocità di non oltre 10 chilometri orari, è soggetto al pagamento di 42 euro (scontato a 29.40 euro se si paga entro 5 giorni dalla notifica del verbale); non vengono tolti punti dalla patente. Chi supera il limite massimo di velocità consentito di oltre 10 chilometri orari e di non oltre 40 chilometri orari, è soggetto al pagamento di 173 euro (scontato a 121.10 euro se si paga entro 5 giorni dalla notifica del verbale); vengono tolti 3 punti dalla patente. Chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 40 chilometri orari, ma di non oltre 60 chilometri orari è soggetto al pagamento di 543 euro (non è ammesso il pagamento scontato); vengono tolti 6 punti e sospesa la patente da 1 a 3 mesi. Infine chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 60 chilometri orari è tenuto al pagamento di 845 euro (non è ammesso il pagamento scontato); vengono tolti 10 punti e sospesa la patente da 6 a 12 mesi.

Torna la “caccia alle uova” nel quartiere Alberti: in palio un viaggio

Iscrizioni entro venerdì 22 marzo

Caccia Uova

Sabato 23 marzo (dalle 14.30) nel quartiere Alberti di Ravenna la terza edizione della “Caccia alle Uova”, iniziativa benefica organizzata dagli esercenti (iscrizioni fino a venerdì 22 compreso nei negozi Liberamente libri, Merceria e…,  Aquarium Center e Cartoleria GiroGiroTondo).

Gli iscritti all’evento dovranno cercare – nelle varie strade della zona – il maggior numero possibile di uova che nel frattempo gli esercenti avranno nascosto. Entro le 18, il “raccolto” andrà riportato al punto di consegna di piazza Bernini, dove verrà effettuato il conteggio: tutti i bambini riceveranno un premio ma chi avrà trovato il maggior numero di uova vincerà un soggiorno di due giorni valido per una famiglia composta da due adulti e un bambino, offerto dall’agenzia Desiderando viaggiare.

Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza a Ageop Ricerca.

L’evento è organizzato in collaborazione con Fattorie Mordenti.

Darsena, inaugurato l’ultimo tratto della passeggiata lungo il canale Candiano

Intervento da circa 3 milioni e mezzo di euro, finanziato dal “Bando periferie”: quasi 2 chilometri con aree dedicate al gioco e al fitness e un nuovo tratto di “passeggiata letteraria” dedicata alle donne che hanno fatto la storia di Ravenna

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È lunga quasi un chilometro e 700 metri la passeggiata lungo Candiano di via d’Alaggio, che dalla testata del canale arriva fino al ponte mobile. Il tratto che la completa, di circa un chilometro e 400 metri, è stato inaugurato oggi (19 marzo), mentre la prima parte del percorso, molto utilizzata e apprezzata dalla cittadinanza, è fruibile dal 2020.

L’intervento complessivo relativo ad entrambi i tratti, del valore di circa 3 milioni e mezzo di euro, è stato finanziato dallo Stato con il “Bando periferie” nell’ambito del progetto “Ravenna in Darsena, il mare in piazza” messo a punto e gestito dall’Area pianificazione territoriale del Comune.

Il percorso è completamente accessibile e fruibile da tutti ed è sostenibile, perché realizzato con materiali scelti tra quelli a basso impatto ambientale, che richiederanno una ridotta manutenzione. Ad esempio il calcestruzzo drenante permetterà l’abbassamento delle temperature del suolo nei mesi più caldi, ma anche all’acqua di tornare in falda in maniera naturale. Mentre sono realizzate in materiali riciclati al 90% le pavimentazioni antitrauma per le zone gioco e fitness.

Il percorso pedonale della Darsena di città è a ridosso della banchina, accompagnato da una fascia di separazione rispetto alla strada disegnata con verde, panchine, rampe, attrezzature varie di supporto, mentre resta aperto lo sguardo verso l’acqua.

«Con questo intervento – spiega il sindaco Michele de Pascale – andiamo pressoché a completare le opere più importanti che avevamo previsto nell’ambito del Bando periferie, con il quale il Comune è riuscito ad ottenere 12milioni e 800mila euro di finanziamenti pubblici e ad utilizzarli tutti. Abbiamo realizzato l’intera passeggiata senza impiegare risorse comunali, ma facendo ricorso a quelle chieste, sempre nell’ambito del Bando periferie, da alcuni privati per loro progetti che, però, non sono stati realizzati. Abbiamo proposto e ottenuto dal Governo di poter orientare quei fondi per la passeggiata senza dovervi rinunciare. La sua realizzazione è stata una scelta della quale essere orgogliosi e che sarà di ulteriore impulso per questa zona di Ravenna, un tempo di impensabile riqualificazione. Nel frattempo procedono i lavori, a cura dell’Autorità di sistema portuale e sempre con risorse del Bando periferie, per la realizzazione del pontile galleggiante, accessibile dalla passeggiata stessa, che consentirà l’accesso all’acqua anche alle persone con disabilità motorie».

Inaugurazione passeggiata lungocanale

La passeggiata si caratterizza in quattro tratti diversificati l’uno dall’altro in base alle caratteristiche di ogni area. Le isole dedicate alle diverse attività sono state distribuite in maniera alternata lungo tutta la banchina, con un progressivo diradamento verso la parte del ponte mobile. Mentre il verde diventa più evidente man mano che ci si allontana dal centro città, rendendo la passeggiata un parco lineare.

Il primo tratto, di 465 metri, tra la fine di quello inaugurato nel 2020 e il Darsenale, è stato realizzato in continuità con il preesistente e prevede camminamenti, rampe e sedute in legno. In più ha due isole gioco per bambini, due per il relax e una a disposizione per l’estensione all’esterno di un’attività commerciale. Prosegue anche la cosiddetta passeggiata letteraria, il cui tema, nel nuovo tratto, è “Ravenna città delle donne”: vi sono presentate la vita e le opere di donne che hanno lasciato un segno nella storia o nella cultura della città, individuate anche grazie al contributo di Linea Rosa, della Casa delle donne, dell’Unione donne in Italia e dell’associazione Liberedonne. In 13 leggii si possono scoprire o riscoprire le storie delle regine Galla Placidia e Teodora, di Francesca Da Polenta, nobile; di Barbara Longhi, pittrice; di Augusta Gugù Del Sale Rasponi, nobile e artista; di Cornelia Fabri, matematica; di Lina Poletti, scrittrice femminista, di Natalina Vacchi, partigiana; di Ines Morigi Berti, mosaicista; di Maria Bartolotti, partigiana; di Franca Eredi, assessora all’Istruzione; del Centro antiviolenza Linea Rosa e della Casa delle donne.

Il secondo tratto, di 290 metri, degrada a terra e si sviluppa dalla Raviplast fino a via Pirano ed è arricchito da due isole per il fitness e una per il gioco bimbi. Per quanto riguarda le discipline sportive, a Mattia Sanpaoli (calisthenics) e la società Shine Asd (parkour) hanno offerto il loro contributo al progetto.

Il terzo tratto, da via Pirano agli orti dell’Orangerie, di circa 260 metri, è dotato di un’isola relax con area a disposizione che potrà essere utilizzata anche da future attività commerciali.

Il quarto ed ultimo tratto, di circa 365 metri, è un vero e proprio percorso sinuoso nel verde. Nella parte terminale il percorso si collega all’attraversamento pedonale del ponte mobile.

Più nello specifico le tre aree per i bambini sono dotate di una pensilina ombreggiante e di panchine. Sono divise per fasce d’età di utilizzo: una per i più piccoli (dai 2 anni), una intermedia per bimbi dai 4 anni e una per i più grandi (dai 6 anni). La particolarità delle isole relax è l’esposizione: due sono state studiate per avere un duplice affaccio, uno sull’acqua e uno sulla strada con una gradinata adatta ad ospitare piccoli eventi o spettacoli.

Non mancano sedute che si alternano a gradoni, rampe e scalinate, fioriere, pubblica illuminazione e portabiciclette.

«È una trasformazione tangibile, reale, concreta – afferma l’assessora alla Rigenerazione urbana Federica Del Conte – di un luogo dalle grandi potenzialità a poche centinaia di metri dalla centralissima piazza del Popolo. Si tratta di una struttura, accessibile a tutti, che rappresenta un elemento di collegamento funzionale e in sicurezza tra tutte le attività che in parte già esistono e con quelle che si potranno sviluppare. L’obiettivo era quello di rigenerare questo spazio e, contemporaneamente, recuperare il rapporto tra città e acqua attraverso un susseguirsi di aree attrezzate per diverse attività, alcune dalle caratteristiche particolari come il parkour e il calisthenics. Inoltre, da qui si possono godere scorci insoliti e avere un colpo d’occhio inaspettato sul canale Candiano».

Il progetto è stato sviluppato grazie al raggruppamento temporaneo di professionisti costituito dallo studio Teprin Associati (progettazione architettonica), da Image srl (progettazione grafica), dall’ingegnere Tommaso Pavani (progettazione strutturale), dall’agronomo paesaggista Paolo Gueltrini (progettazione paesaggistica) con la collaborazione del Servizio strade e dell’Ufficio di illuminazione pubblica del Comune di Ravenna.

Contro gli sprechi alimentari, un libro di ricette “per il bene del pianeta”

Il volumetto promosso dal Soroptimist sarà presentato a Villanova di Bagnacavallo il 21 marzo con tanto di cena “virtuosa”

9788894451375 0 536 0 75Fra le tante e diverse istanze, battaglie, mobilitazioni, denunce contro l’inquinamento, la dissipazione e distruzione delle risorse naturali – portate avanti da associazioni e movimenti ambientalisti, organizzazioni sociali internazionali, comunità scientifca – va evidenziata quella contro gli sprechi alimentari e per una convivenza sostenibile fra umanità e ambiente.

L’abnorme produzione di inutili rifiuti derivati dal cibo non è solo una questione morale e di assurda sperequazione fra i cittadini della cosiddetta civiltà avanzata e consumistica, che butta nella spazzatura ogni anno centinaia di milioni di tonnellate di alimenti commestibili, e la moltitudine di abitanti del mondo flagellati da carestie e malnutrizione.

Infatti, come ci spiegano studiosi e ricercatori lo spreco alimentare contribuisce sensibilmente agli squilibri e alla crisi ambientale del pianeta, visto che il ciclo produttivo di cibo implica un dissennato consumo di acqua, suolo e l’emissione di gas serra che determinano i cambiamenti climatici, in un corto circuito disastroso.
Quanto premesso (e altro) lo si può leggere e capire nel libro Sapori sostenibili. Scienza, arte e ricette per il bene del pianeta, pubblicato recentemente e promosso dal Soroptimist International Club di Ravenna. Si tratta di un agile (circa 60 pagine) ma ben informato volumetto divulgativo sul tema, con dati, analisi e una chiara infografica del fenomeno, comprese le tre “impronte” deleterie – idrica, ecologica, del carbonio – legate al ciclo alimentare. La prima parte scientifica è curata da Serena Righi ed Elena Fabbri, professoresse dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna). «Lo spreco alimentare ha gravi conseguenze ambientali – si legge in un passo conclusivo del saggio iniziale –. Per la sua inutile produzione ogni alimento finito in discarica ha consumato acqua e suolo, e generato gas serra. Ognuno di noi può contribuire alla riduzione di questi danni facendo più attenzione nel fare la spesa, avendo cura di conseravare meglio frutta e verdura, preferendo alimenti che hanno costi ambientali minori…».

A questo punto entra in gioco la seconda parte del libro che porta la firma di Angela Schiavina, esperta ravennate di alimentazione, gastronomia domestica, e maestra di cucina Aici, nonché da oltre 15 anni titolare della rubrica di ricette “Cose buone di Casa” su questo giornale. Con una serie di consigli e ricette d’autore – spesso ereditate e che rinverdiscono la tradizione alimentare contadina e popolare – Angela ci insegna che ognuno di noi (ma pure in famiglia e piccole comunità, anche professionali, come quelle della ristorazione) può contribuire con buone pratiche a limitare al minimo gli sprechi. Utilizzando e riciclando ciò che generalmente si butta nel rusco. Si va dalle foglie e gambi di ortaggi e verdure, agli scarti di pesci e carni, dalle bucce della frutta al pane raffermo. Un sorprendente tesoro per la cucina di casa, da cui ricavare risparmi e piatti buoni e nutrienti.

Il libro viene presentato, da Soroptimist, in collaborazione con la condotta Slow Food GodoBassaromagna, al Museo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo, il 21 marzo alle ore 19. Protagoniste le prof Fabbri e Righi e Angela Schiavina, che alle 20.30 porterà in tavola nel Locale della Mutanda del museo, alcuni piatti ricavati dalle sue ricette “virtuose”.
Un altro incontro sul tema è, sempre con le autrici, è in programma il 16 aprile al Caffé Letterario di via Diaz a Ravenna. Inizio alle 18, con un aperitivo e qualche assaggio delle ricette pubblicate nel libro di Soroptimist.

Nei comuni della Bassa Romagna distribuzione gratuita di larvicida anti zanzare

I cittadini possono ritirare il prodotto secondo un calendario definito

Riparte in Bassa Romagna la distribuzione gratuita ai cittadini del prodotto antilarvale contro le zanzare effettuata dalla ditta Sireb incaricata e anche grazie all’aiuto del volontariato locale, delle circoscrizioni e del Ceas Bassa Romagna. Sui siti web e sui social dei Comuni della Bassa Romagna saranno pubblicati tutti i dettagli.

Ad Alfonsine il prodotto potrà essere ritirato lunedì 8 aprile dalle 8.30 alle 12 in piazza della Resistenza (davanti al museo del Senio), e giovedì 4 aprile alle delegazioni comunali delle frazioni di Longastrino (via Bassa 59, dalle 9 alle 10) e Filo, (via Antonellini 2, dalle 11 alle 12).

Bagnacavallo distribuzione sarà sabato 6 aprile dalle 9 alle 12 sotto al loggiato del municipio, mentre nella frazione di Villanova sarà allestito un banchetto nella delegazione comunale venerdì 5 aprile dalle 9 alle 12. Per le altre frazioni di Bagnacavallo il prodotto verrà distribuito attraverso i Consigli di zona (le date verranno comunicate ai cittadini dai relativi Cdz).

Bagnara di Romagna il prodotto può essere ritirato all’Urp a partire da lunedì 25 marzo, negli orari di apertura al pubblico (lunedì dalle 10 alle 13.15, mercoledì dalle 8.30 alle 12.30, venerdì dalle 10 alle 13.15 e sabato dalle 9 alle 11).

Cotignola sarà possibile ritirare il prodotto venerdì 22 marzo dalle 9 alle 12 davanti al portico d’ingresso del municipio, mentre a Barbiano il prodotto potrà essere ritirato dalle 8.30 alle 10 presso portico della farmacia in piazza Alberico.

Nel comune di Conselice la distribuzione del prodotto avverrà attraverso il sistema porta a porta. Nel capoluogo, a San Patrizio e a Lavezzola il larvicida sarà consegnato alle famiglie grazie alla collaborazione tra il Comune, il volontariato di Protezione civile e i volontari del centro sociale «Maurelio Salami» di Lavezzola. Il porta a porta inizierà il 2 aprile e proseguirà per tutto il mese. Il prodotto eventualmente rimasto dalla distribuzione sarà disponibile a partire da maggio all’Urp del Comune di Conselice.

Fusignano la distribuzione si terrà venerdì 22 marzo dalle 9 alle 12 in piazza Corelli.

Lugo centro il prodotto sarà distribuito in largo Relencini 1, sotto il portico del Comune di Lugo, sabato 13 aprile dalle 9 alle 12. Diverse le date e le modalità per le frazioni: giovedì 11 aprile a Villa San Martino al centro civico di via Provinciale Bagnara 78 dalle 9 alle 11; a San Bernardino sabato 23 marzo presso l’ex casa del popolo (via Stradone San Bernardino 47) dalle 9.30 alle 12; ad Ascensione tramite consegna porta a porta a cura della circoscrizione a partire da sabato 23 marzo; a Santa Maria in Fabriago sabato 6 aprile al centro civico in via Martiri 7 di Fabriago dalle 9.30 alle 11.30; sabato 6 aprile nel centro civico di San Potito (via San Potito 13 dalle 10 alle 12); a Belricetto sabato 13 aprile nel centro civico di via Fiumazzo 391 (dalle 9 alle 11.30); da sabato 6 aprile a Voltana dalle 9 alle 12 presso la delegazione comunale; sabato 13 aprile a Ca’ di Lugo dalle 9 alle 10.30 nella piazzetta Masironi e a Giovecca dalle 10 alle 11 all’ex scuola elementare di via Ferrara 7; a Bizzuno al centro civico venerdì 12 aprile dalle 17 alle 19; a San Lorenzo sabato 13 aprile dalle 9 alle 10.30 in piazza 8 Marzo.

Massa Lombarda il prodotto potrà essere ritirato sabato 23 marzo in piazza della Bocciofila dalle 9 alle 12, mentre a Fruges sarà distribuito sempre sabato 23 marzo in piazza 8 Marzo dalle 8.30 alle 11.

Sant’Agata sul Santerno distribuzione martedì 26 marzo dalle 9 alle 12 sotto il loggiato della farmacia.

Ultimata questa fase di distribuzione programmata, la scorta di prodotto antilarvale eventualmente rimasta sarà affidata agli Urp per la consegna ai cittadini fino a esaurimento delle scorte. Il prodotto è acquistabile anche nelle farmacie che aderiscono alla campagna di sensibilizzazione; l’elenco delle farmacie verrà pubblicato nel sito dell’Unione www.labassaromagna.it.

«La nuova piscina comunale non potrà fare grandi eventi perché mancano gli alberghi»

Fabrizio Berlese dirige la “Gambi” a Ravenna da 25 anni (130mila accessi nel 2023) e non ha dubbi sulle destinazioni future per il maxi impianto che costerà 22 milioni di euro e raddoppierà gli spazi acqua: «La città non ha la capacità ricettiva per ospitare atleti e accompagnatori degli eventi internazionali, non si può fare il paragone con Riccione. Per le esigenze locali basterebbe poco più di quello che c’è ora»

IMG 0727«Per le esigenze del nuoto a Ravenna è sufficiente una piscina con dimensioni come quella attuale o di poco superiori. Un impianto molto più grande che punta forte sull’attività agonistica di massimo livello credo che difficilmente possa sostenersi». Lo dice Fabrizio Berlese, direttore della “Gambi” in via Falconieri da 25 anni, cioè la metà dell’esistenza dell’impianto che dispone di una vasca lunga 50 metri (la cosiddetta olimpionica) e una da 25.

Berlese lavora per la società Pool 4.0 di Cento (Ferrara) che gestisce altre quattro piscine tra cui quella di Lugo e nei giorni scorsi ha inaugurato la quinta a Fano: costata 7,3 milioni di euro per quattro vasche (la più grande da 25 metri).

«Quando si parla di come rifare la piscina di Ravenna c’è qualcuno che guarda allo stadio del nuoto di Riccione che ospita eventi internazionali e pensa si possa fare altrettanto – riflette Berlese –. Ma non è così. Perché ci si dimentica il contesto: i grandi eventi da migliaia di presenze tra atleti e pubblico richiedono spazi ricettivi. Riccione ha alberghi per ogni disponibilità economica in un raggio ristretto, a Ravenna ci sono pochi alberghi e solo a mezza pensione».

Ma dire che le dimensioni sono quelle giuste per il contesto ravennate non significa che la piscina vada bene così com’è: «Non è bella e lo dico io che la dirigo. Gli spogliatoi sono piccoli e poco confortevoli, riscaldare bene gli ambienti in inverno è impossibile per gli spifferi e la dispersione, l’apertura del tetto in estate non funziona completamente. Insomma, non c’è da nascondersi: la piscina comunale di Ravenna non invoglia a essere frequentata».

Eppure i frequentatori non mancano. Nel 2023 ci sono state 44mila presenze per il nuoto libero e 84mila tramite le società. Nel 2010 il totale arrivò a 190mila con 70mila di solo pubblico. L’inizio del 2024 sembra in miglioramento: «Nel primo bimestre abbiamo fatto 9mila ingressi e ne facemmo 13mila nel primo quadrimestre 2023». Insomma, la “Gambi” cade a pezzi ma non c’è la fuga: «Vengono gli innamorati del nuoto, quelli che proprio hanno la passione. Un impianto più moderno e accogliente forse attirerebbe qualcuno che oggi sceglie altre strutture meno sportive ma più piacevoli».

Tra le attrazioni della “Gambi” c’è anche l’offerta della vasca olimpionica: «Per i ravennati è considerata la normalità, ma chi gira un po’ sa che non è così. E quindi capita di sentire gente comune che non nuota in quella da 25 come se fosse un disonore. E posso assicurare che non stiamo parlando di Phelps…».

La struttura accusa il tempo che passa: «Venne costruita per ospitare una vasca da 25 metri e poi fu aggiunta una da 50 senza ampliare gli spogliatoi. E non dimentichiamo che è un ambiente che si usura anche per la presenza di cloro e altre sostanze».

La bassa temperatura degli ambienti, dagli spogliatoi a quelli sportivi passando per gli uffici, attira le lamentele di molti utenti: «Le caldaie vanno a 85 gradi, è scritto nero su bianco nel resoconto di una recente ispezione Ausl, ma non c’è modo di riscaldare più di tanto gli ambienti. Soprattutto quando fuori tira vento».

E di conseguenza anche i consumi energetici volano. Un anno fa la foto della bolletta del gas di dicembre 2022 diventò virale fino al punto da essere postata anche da Matteo Salvini: 64mila euro contro i 14mila dello stesso mese 2021. Quest’anno le cifre sono scese, ma Berlese usa un paragone tutto suo per rendere l’idea: «La fattura di un anno fa era un cazzotto da Mike Tyson. Quella di quest’anno è un pugno da me. Sembra che non sia niente, ma è sempre un pugno in faccia». Tradotto in numeri significa che si viaggia comunque a una spesa del 35-40 percento in più rispetto al 2019.

Il progetto di Arco per la nuova piscina ottenne il primo parere favorevole dalla giunta nel 2018 e stimava un tempo di realizzazione di circa un anno. L’idea fu stravolta – allungando i tempi – su richiesta del Comune per andare incontro alle lamentele delle società sportive che non erano disposte ad accettare una chiusura totale della vasca per il tempo dei lavori. «Se il Comune avesse ignorato quelle lamentele oggi avremmo già una nuova piscina. Che darebbe un’offerta in più sul nuoto verticale cioè idrobike e fitness, darebbe spazio all’attività 0-3 anni che oggi è impossibile, darebbe uno spazio all’aperto in estate come alternativa al mare».

Studenti del professionale di Lugo lanciano una sedia dalla finestra

La preside: «Individuati i due responsabili, saranno presi provvedimenti»

Ipsia LugoDa una finestra di un’aula del primo piano dell’istituto professionale Ipsia di Lugo è stata lanciata una sedia in strada, su corso Matteotti. Fortunatamente la sedia non ha colpito nessuno e il gesto non ha avuto conseguenze.

La notizia è riportata sul Corriere Romagna in edicola oggi, 19 marzo, che ha interpellato anche la preside del polo tecnico-professionale, Elettra Stamboulis: «Sono stati individuati i due responsabili – ha dichiarato al quotidiano – Nei loro confronti è stata comminata una nota al fine di avvisare le famiglie e si sta pianificando un intervento disciplinare, quando la ricostruzione del fatto sarà chiarita per bene».

In passato altre segnalazioni parlavano di sputi degli studenti, sempre dalle finestre, sui passanti. «Sono stati presi provvedimenti – ha detto sempre Stamboulis al Corriere – che hanno notevolmente ridotto i comportamenti scorretti».

Gli studenti per l’ambiente: «Basta accordi tra Università e colossi del fossile»

Riceviamo e pubblichiamo un report di Marina Mannucci, attivista per l’emergenza climatica, dall’assemblea di qualche giorno fa al centro sociale autogestito Spartaco di Ravenna.

Impianto Eni Versalis Ravenna
Una porzione dell’impianto Eni Versalis a Ravenna

Venerdì 15 marzo allo Spartaco di Ravenna si è tenuta un’assemblea pubblica per presentare End Fossil, mobilitazione internazionale di studentesse e studenti finalizzata a porre fine agli accordi di aziende del fossile con le università e la ricerca. Si tratta di collaborazioni che nel migliore dei casi consentono di rendere più ecologica l’immagine di società che operano all’interno del settore dei combustibili fossili (cosiddetto Big Oil) e che, nel peggiore dei casi, distorcono la ricerca e l’apprendimento contribuendo a mantenere i combustibili fossili al centro delle strategie energetiche presenti e future. Queste azioni sono riuscite a realizzarsi sia perché le università lo consentono, sia perché lo spazio da riempire è stato lasciato vuoto dal definanziamento pubblico dell’istruzione e della ricerca.

Durante l’incontro, studentesse e studenti universitari hanno espresso preoccupazione per l’influenza e i condizionamenti che il settore della difesa e il settore dell’oil&gas agiscono sulla ricerca universitaria. È stata messa in evidenza la mancanza di trasparenza sui finanziamenti elargiti dalla società pubblica italiana Leonardo (attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza) e dall’Eni – Ente Nazionale Idrocarburi per accordi di collaborazione, corsi di laurea e borse di studi con le università. Nell’esporre i contenuti e le ragioni della campagna, studentesse e studenti hanno rilevato che Eni con la sua condotta viola diritti umani e ambientali e allontana l’Italia dall’accordo di Parigi, firmato da 194 paesi e dall’Ue per limitare il riscaldamento globale: «Come studenti/studentesse – è stato dichiarato – possiamo e dobbiamo sviluppare una coscienza politica che abbia al centro il nostro ruolo nella società: quello di produrre e riprodurre sapere. Il sapere che produciamo e che conserviamo è un sapere istituzionale e sono la scuola e l’università a dargli forma, a decidere cosa dobbiamo studiare, su cosa dobbiamo fare ricerca e a quali risultati dobbiamo arrivare. Quindi è fondamentale capire quali interessi muovono le Istituzioni per le quali studiamo: l’Università di Bologna/Unibo fa accordi con decine di aziende che sostanzialmente le danno soldi (non pochi) per avere in cambio studi, ricerche e tecnologie che aiutino la loro produzione e aumentino i loro profitti. Si parla di aziende come Leonardo, le società del big tech e dell’informatica della sorveglianza, e colossi del fossile come Intesa San Paolo, Snam ed Eni. Queste ultime finanziano molte università in Italia con accordi poco trasparenti e ambigui. Ad esempio, Eni, fra il 2017 e il 2022, ha ceduto a Unibo circa 5 milioni di euro per avere in cambio ricerche sui combustibili fossili sulle quali ha diritto esclusivo, ovvero può decidere cosa farci e cosa pubblicare quasi senza limitazioni da parte di Unibo. Questo significa che tutto il sapere che produciamo come studenti, la cultura che assorbiamo e che forse un giorno insegneremo, è permeata dall’ideologia del neoliberismo capitalista e dalla cultura dell’abuso sulla natura. Chi non si attiva contro questo sistema di università-azienda è complice dei suoi frutti: dalle emissioni incontrollate di CO₂ alla produzione di droni da guerra, fino al risultato finale di un mondo sempre più asimmetrico e controllato da pochi colossi. Nella nostra situazione sentiamo la necessità di fare qualcosa contro queste ingiustizie, e quindi agire per un’università libera dagli interessi di Eni, Leonardo, BlackRock e di tutti gli altri. Come recitava uno slogan in voga vent’anni fa, loro saranno anche ricchi e potenti ma noi siamo otto miliardi. Gli accordi Eni-Unibo del 2017-2022 hanno dato vita a progetti ambigui come il Corso di laurea magistrale internazionale in Offshore Engineering di Ravenna, utile per formare i futuri tecnici e dirigenti di ENI. Nel 2022 gli accordi sono stati rinnovati ma non sappiamo per che cifra e per quali obbiettivi. A causa della poca trasparenza siamo a conoscenza solo di pochi dati, come ad esempio che Unibo ed ENI creeranno nel tecnopolo ravennate un laboratorio congiunto di ricerca sulle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio e sull’implementazione dell’idrogeno che chiamano verde ma che si porta dietro molti dei problemi di petrolio e metano, problemi mascherati dalla retorica del greenwashing e dello sviluppo sostenibile. Confidiamo nel fatto che l’università potrebbe e dovrebbe avere il ruolo di porre fine a rapporti con il business dei combustibili fossili».

Speriamo allora che, grazie all’attivismo di queste studentesse e questi studenti, Unibo campus di Ravenna interrompa qualsiasi accordo di greenwashing con le aziende del fossile e scelga la strada dell’Università di Barcellona (la UB), la prima al mondo, che si è impegnata, a partire dall’anno accademico 2024-2025, a trasformare la crisi ecosociale in materia obbligatoria e trasversale per tutte le facoltà e tutti i corsi di laurea.

Marina Mannucci

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