sabato
16 Maggio 2026

A Faenza torna la Festa della Montagna, tra sci e alpinismo

Dal 9 all’11 novembre alla scuola media Europa. Atteso anche il commentatore Paolo De Chiesa

Paolo De Chiesa A Campiglio
Paolo De Chiesa

È la 56esima edizione della Festa della Montagna U.O.E.I. Faenza: un traguardo importante per una rassegna che permette agli appassionati di incontrare e dialogare con personaggi di grande spessore, oltre che poter apprezzare l’ambiente e la natura.

Il filo conduttore di quest’anno “La Montagna racconta” vuole collegare quel che motiva e muove l’essere umano ad approcciarsi alle “terre alte” in vario modo. Tre le serate di incontri, tutti a ingresso gratuito, da giovedì 9 a sabato 11 novembre, nell’Aula Magna della scuola media Europa, in via Insorti.

Il primo appuntamento, il 9 novembre, è dedicato agli sport invernali. Nell’incontro “Tutto il mondo dello sci”, Paolo De Chiesa, da anni apprezzato giornalista e commentatore delle gare di sci in tv, porterà la sua testimonianza diretta e i suoi ricordi di agonismo accanto a Thoeni, Gros, Stenmark e tanti altri campioni. Saluzzese, classe 1956, un amore sconfinato per le montagne, è il punto di riferimento per gli appassionati di sci alpino, grazie alle sue cronache e ai servizi puntuali e coinvolgenti. Sciatore più giovane della famosa Valanga azzurra, ha ottenuto ben 12 podi in Coppa del Mondo, tutti nello Slalom Speciale.

Parteciperà il 23 enne trentino Simone Deromedis (G.S. Fiamme Gialle), talento puro ed emergente, sciatore di freestyle specializzato nello ski cross che sta bruciando le tappe.

Nuove frontiere dell’escursionismo il 10 novembre quando arriverà il piemontese Gianluca Gasca, reporter, scrittore e viaggiatore di montagna. Tra i conduttori di Linea Verde Sentieri su Rai 1, Gasca ha all’attivo collaborazioni con le maggiori testate giornalistiche del settore (Meridiani Montagne, The Pill Magazine, Montagna.tv). Con il supporto del Cai ha attraversato a piedi le Alpi da Trieste a Nizza, e poi gli Appennini, dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi. Grazie al progetto “Linea 7000” promuove la frequentazione sostenibile del Sentiero Italia Cai.

A questa idea di mobilità si rifà Appennino Bike Tour (44 tappe, 3100 km dalla Liguria alla Sicilia), la più grande direttrice ciclo-turistica d’Italia. Ne parlerà Enrico Della Torre, giornalista di Porretta Terme, presidente di Vivi Appennino, rete di imprese che ha l’obiettivo di valorizzare la Dorsale Appenninica come eccellenza strategica.

Il 10 novembre tornerà a Faenza dopo qualche anno Stefano Ardito, giornalista, scrittore e film-maker romano, autore di approfondite guide dedicate a itinerari e sentieri, sull’Appennino, sulle Dolomiti e in altre zone.

Sabato 11 novembre è la serata riservata alla proiezione esclusiva di “Fratelli si diventa. Omaggio a Walter Bonatti”, il film, con la partecipazione di Reinhold Messner, di Alessandro Filippini, noto giornalista tra i massimi esperti di montagna, che ha radici anche romagnole, e Fredo Valla (produzione StudioEffe). La pellicola è dedicata allo straordinario Bonatti l’ultimo e il più grande interprete dell’alpinismo tradizionale, scomparso 12 anni fa.

A seguire, sarà presentato “Il coraggio e la ragione. Virgilio Neri, notaio antifascista, alpinista e partigiano” (Polaris editore). Scritto da Italo Neri e Cristina Santini, il libro è dedicato al concittadino accademico del Club Alpino Italiano.

Il figlio, Italo Neri, ha descritto l’uomo. Cristina Santini, alpinista, sciatrice e AMM ha curato la parte alpinistica e sportiva, recuperando, fra Romagna e Trentino, una documentazione dispersa in mille rivoli che ci restituisce, alla fine, un’immagine più completa di Virgilio Neri.

In chiusura Matteo Zurloni (C.S. Fiamme Oro) campione di arrampicata sportiva, detentore del record europeo speed (5’’023) parlerà della sua prossima partecipazione ai Giochi della XXXIII Olimpiade Parigi 2024. Il ventunenne nato a Segrate, si è laureato campione nella disciplina speed a Berna qualche mese fa, ripetendo l’impresa di Ludovico Fossali, altro atleta di casa a Faenza.

L’edizione numero 56, in parallelo alle conferenze, conferma la mostra intitolata quest’anno “Disegnare le montagne”, un percorso dedicato a illustrazione e pittura nella sala esposizioni del Rione Faenza dal 9 al 30 novembre, con due protagonisti: Fabio Vettori, disegnatore di fama nazionale, il noto “autore delle formiche”, in carriera da 50 anni, e il pittore ravennate Luigi “Gigi” Dal Re, ormai artista di riferimento della Festa della Montagna UOEI, per cui ha firmato le copertine delle brochure degli ultimi anni.

Aggiornamenti sul sito http://faenza.uoei.it/

Assunzioni in calo a Ravenna. Solo 8 nuovi contratti su 100 a tempo indeterminato

L’allarme della Cisl: «Il lavoro precario non diventi la norma»

Francesco Marinelli San Mauro Pascoli

Secondo i dati Inps del primo semestre 2023, la provincia di Ravenna registra un calo del 3,28 percento delle assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2022 (contro una media regionale del -1,78 percento).

I dati inoltre confermano una tendenza ormai acquisita: la maggioranza delle nuove assunzioni in Emilia-Romagna è a tempo determinato. Solo il 14.26% dei contratti è stato a tempo indeterminato (-0,42%), mentre il 33.53% è a termine (+0,30%), il 4.37% in apprendistato (-5,92%), il 17.15% stagionale (-1,80%), il 15.85% in somministrazione (-8%) e infine il 14.49% intermittente (+0,77%). Rimini è la provincia con la percentuale più bassa, solo il 4,55% dei nuovi rapporti di lavoro è a tempo indeterminato, segue Ravenna con l’8,27%, Forlì-Cesena 9,77%, Ferrara l’11,75%, Parma 17,64%, Bologna 18,07%, Reggio Emilia 18,95, Modena 20,65%, infine Piacenza con il 22,28%.

Nelle tre province romagnole i dati riguardo le assunzioni a tempo indeterminato sono molto disomogenei: Rimini è la provincia dove si registra il calo maggiore rispetto allo stesso periodo del 2022 registrando un -12,83%, segue Ravenna con un -4,94%, infine Forlì-Cesena con -1,34%.

Restando in provincia di Ravenna, le assunzioni a termine mostrano un incremento dello 0,49%. I contratti in apprendistato registrano una diminuzione notevole del 9,39%. Quelli stagionali subiscono una contrazione del 5,82%, mentre gli impieghi tramite somministrazione registrano un calo del 3,96%. Le assunzioni intermittenti evidenziano una leggera flessione dello 0,63%.

«Guardando questi numeri, emergono chiaramente delle tendenze che richiedono una riflessione profonda – dichiara il segretario generale Cisl Romagna Francesco Marinelli -. I dati relativi alle nuove assunzioni per provincia nel 2023 ci mettono di fronte a una realtà complessa e in evoluzione. È essenziale valutare attentamente le politiche e le strategie per garantire che il lavoro precario non diventi la norma».

Un dato rilevante emerso dall’analisi dei dati Inps del primo semestre 2023 riguarda l’aumento delle assunzioni a termine delle donne in alcune province della regione Emilia-Romagna. In particolare, si registrano incrementi significativi nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Nel dettaglio, Ravenna ha visto un aumento del +1,14% nelle assunzioni a termine delle donne, seguita da Forlì-Cesena con un notevole +2,38%, e infine Rimini con un significativo +4,39%. «Questi dati evidenziano un’importante tendenza che richiede una particolare attenzione e analisi – continua Marinelli -. L’incremento delle assunzioni a termine per le donne in queste province sottolinea la necessità di adottare strategie e politiche per promuovere l’inclusione e la stabilità nel mondo del lavoro, garantendo pari opportunità per tutti i lavoratori».

La telenovela dell’ex Villa Callegari «Un bar-ristorante sul parco entro il 2024»

Parla il responsabile dei lavori del complesso acquistato dal Comune negli anni novanta: «Ora il cantiere è operativo. Il nostro intervento ha già contrastato il degrado». Investimento da oltre 1,2 milioni

residenza callegari

Entro il 2024 sarà terminato il cantiere alla cosiddetta ex Villa Callegari, dove apriranno un ristorante con bar e una struttura ricettiva. Ad aggiornare il cronoprogramma è Marco Rusalen, responsabile della direzione lavori di uno dei cantieri più discussi della storia recente di Ravenna, quello dell’area che si affaccia su via Faentina e sul parco tra la stessa, trafficata, strada e la scuola media Don Minzoni.

Una vicenda che è anche una storia di degrado e abbandono con l’ex residenza estiva della famiglia Callegari, quella dell’omonimo stabilimento industriale produttore di gomma, che attende da alcuni decenni una riqualificazione.

Tutto ha inizio nel 1991, quando il Comune decide di acquistare il complesso (composto da villa, parco, chiesetta e un’area di servizio, di interesse storico-artistico e perciò sottoposto a tutela della Soprintendenza) nell’ambito della procedura fallimentare della famiglia industriale, con l’obiettivo anche di realizzarci qui il museo ornitologico (che poi verrà invece allestito a Sant’Alberto). La villa però resta abbandonata a se stessa fino al bando di gara che nel 2003 permette di affidarla in concessione per quarant’anni alla società Honoria srl, con l’impegno appunto di recuperare il complesso a proprie spese, realizzandovi invece «un esercizio pubblico al piano terra ed attività culturali, espositive e di intrattenimento al primo piano».

Passano però gli anni e la società non tiene fede ai propri impegni, contribuendo ulteriormente al degrado dell’area, fino a quando nel 2017 è una nuova compagine societaria, la Villa Callegari srl, a subentrare alla Honoria per portare avanti il progetto di rigenerazione, lo stesso che aveva già ottenuto tra l’altro il via libera dalla Soprintendenza.

«Siamo diventati pienamente operativi nel 2018 – ricorda Rusalen, in qualità di consulente della società – e nonostante le difficoltà burocratiche e contingenti, dalla pandemia all’aumento dei costi dei materiali, abbiamo portato avanti una serie di lavori contribuendo già alla riqualificazione dell’area. Abbiamo effettuato lavori da decine di migliaia di euro per la comunità, alcuni nemmeno previsti dalla convenzione. Abbiamo riaperto il parco circostante, messo in sicurezza alcune zone a ridosso della scuola, livellato il terreno, ripristinato la recinzione e l’illuminazione, restituendo di fatto ai cittadini un’area verde».

Negli ultimi mesi alcune segnalazioni parlano però nuovamente di immobilismo. «Non è vero – assicura Rusalen -, stiamo continuando a lavorare, all’interno della villa, dove in questi anni abbiamo provveduto al consolidamento e al restauro del fabbricato che era pericolante e necessitava di ingenti interventi».

Solo per la parte in muratura e dell’area verde si parla di un investimento di 1,2 milioni di euro. Senza considerare quello necessario per l’arredo e l’allestimento del pubblico esercizio.

«Ora se non ci saranno più intoppi burocratici, affiancati dai nuovi responsabili della Soprintendenza, contiamo di terminare il lavoro entro il prossimo anno», ribadisce Rusalen.

In particolare, come detto, verrà realizzato un ristorante-bar con dehor estivo (ma che verrà utilizzato, riscaldato, anche in inverno) che si affaccerà sul parco pubblico sul retro della Faentina (lato don Minzoni), a servizio dello stesso. Al primo piano sarà invece allestito un circolo culturale con anche una funzione ricettiva, una sorta di B&B. A gestire il pubblico esercizio, a differenza di quanto scritto in passato su vari mezzi di informazione, non sarà l’architetto Stefano Martini, che collabora solo in quanto consulente per la progettazione.

Il Ravenna vince e torna primo. Sfottò per la questura in uno striscione in strada

Vittoria 3-0 contro il Carpi nella decima giornata di serie D e sorpasso al Victor San Marino fermato sul 2-2. Il sarcasmo degli ultrà: “Parcheggio pullman ospiti” sulla serranda del bar di ritrovo

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Foto dal gruppo Facebook “Linea Giallorossa”

Il Ravenna batte 3-0 il Carpi, nell’incontro casalingo giocato oggi 5 novembre, nella decima giornata del campionato di calcio di serie D e torna al comando della classifica del girone D grazie al pareggio 2-2 tra Victor San Marino e Aglianese. I giallorossi sono a 21 punti, uno in più dei biancazzurri del Titano. A 18 l’Imolese che deve ancora giocare una gara.

398880968 1426537934592542 3662710917369920668 NPrima dell’inizio del match, all’esterno dello stadio Benelli, qualche tifoso di casa ha esposto uno striscione con uno sfottò il cui destinatario è la questura locale. “Parcheggio pullman ospiti” la scritta affissa alla serranda del bar di fronte alla curva Mero, ritrovo dei supporter di casa. Il riferimento è all’episodio del 22 ottobre scorso quando un autobus di ultrà del Sangiuliano è transitato proprio in quel punto – che dovrebbe essere zona off-limit ai veicoli delle tifoserie in trasferta proprio per evitare contatti tra opposte fazioni – e un tifoso del Ravenna è stato arrestato per il lancio di una bottiglia contro il lunotto del pullman (per il 26enne è arrivato un Daspo di otto anni).

Perché il veicolo dei lombardi si è trovato in quel punto? Errore dell’autista o una falla nella gestione dell’ordine pubblico? Ed è la seconda volta che accade in due anni. Sulla vicenda non sono stati ancora resi noti chiarimenti dagli uffici della polizia. Ma sui gruppi Facebook degli ultrà giallorossi viene ricordata spesso un’intervista di luglio scorso del questore che assicurava non sarebbe più accaduto un episodio simile.

La cooperativa portuale progetta un escavatore su misura per le rinfuse ravennati

Partito un piano triennale per la realizzazione di dieci macchinari brevettati per l’utilizzo nelle stive delle navi che trasportano i materiali più frequenti tra i traffici sul Candiano

Veduta aerea del porto di Ravenna (foto da pagina Facebook di Ap)

Se Ravenna è un porto specializzato nelle cosiddette rinfuse (merci solide come i cereali non imballate) lo è anche per le tecniche di sbarco-imbarco utilizzate dalla Cooperativa portuale. In particolare l’uso di piccoli escavatori nelle stive delle navi per accatastare la merce al centro stiva dove viene prelevato dalla benna della gru di banchina.

I mezzi a bordo sono modelli standard con modifiche specifiche. Ma non bastava più. E così da poco è partito un piano triennale per la realizzazione di dieci escavatori fatti su misura e brevettati dalla cooperativa.

«È appena cominciata la costruzione del primo prototipo – spiega Denis Di Martino, direttore della cooperativa portuale – che contiamo di iniziare a testare nei primi mesi del 2024. Abbiamo tirato fuori un progetto nostro che avevamo nel cassetto e lo abbiamo commissionato a una ditta dopo l’ammodernamento con le caratteristiche normative odierne».

Perché usare una tecnica che in altri porti non si usa? «Il nostro metodo richiede più attenzioni ma la velocità di sbarco è maggiore, senza mettere mai in discussione la sicurezza: quando la gru si muove i mezzi in stiva si fermano».

Costantini a Lucca Comics: «Mai più stand militari con videogiochi per reclutare»

Il noto fumettista ravennate ha scelto di partecipare alla kermesse toscana ma ha criticato la presenza delle forze armate

Esercito Lucca Comics 3«È preoccupante constatare che gli stand delle forze armate non promuovono la pace, bensì cercano attivamente di reclutare». Il noto fumettista e attivista ravennate Gianluca Costantini usa il suo profilo Instagram per esprimere la sua critica contro la presenza delle forze armate tra gli spazi espositivi di Lucca Comics, la celebre kermesse dedicata a principalmente a fumetti, videogiochi e cosplay.

«Si utilizzano poligoni di tiro e videogiochi per suscitare fascinazione nei giovani nei confronti della guerra e delle armi – scrive Costantini –. Come sostenitore convinto della pace, esprimo la mia richiesta affinché ciò non si verifichi più. La guerra non è un gioco, e dobbiamo lavorare insieme per assicurarci che le future generazioni comprendano il valore della pace e della risoluzione pacifica dei conflitti».

Come noto, l’edizione di quest’anno dell’evento toscano è stato accompagnato da grandi polemiche per il patrocinio dell’ambasciata di Israele che ha portato alcuni autori a preferire di non andare. Così è stato per Zerocalcare. «Sono stato presente nonostante le controversie: ciascuno ha adottato la propria posizione, tra chi ha scelto l’assenza e chi ha preferito partecipare agli eventi. Ognuno ha difeso la propria visione di giustizia. Abbiamo collaborato con l’obiettivo comune della pace. Ammiro le idee di chi non è andato e di coloro che hanno optato per il dialogo, condividendo dubbi e lotte».

Costantini invita all’impegno intenso per garantire un impatto significativo in futuro: «I nostri giovani devono crescere in un mondo in cui possiamo essere un esempio positivo, con istituzioni che fungono da modello. Purtroppo, la presenza di stand militari, con esibizioni dell’esercito, dell’aviazione e dei carabinieri, durante il festival di Lucca Comics & Games, indica che abbiamo ancora molta strada da percorrere».

Trova funghi in un parco in città e li mangia sul posto: ricoverato in ospedale

È accaduto nell’area verde al quartiere Mattei. Il Comune ricorda che il servizio micologico dell’Ausl è a disposizione per analizzare i funghi ritrovati

Un anziano è ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna per una intossicazione dopo aver raccolto e mangiato dei funghi in un parco pubblico a Ravenna. Gli accertamenti della polizia locale hanno rilevato che si trattava di funghi velenosi. Secondo quanto si legge sul quotidiano Il Resto del Carlino che riporta la notizia, l’uomo avrebbe ingerito i funghi sul posto, il parco verde John Lennon in via Lago di Garda (quartiere Mattei). È accaduto verso le 17 di ieri, 4 novembre.

Sono state individuate due zone pericolose nel parco e sono stati montati dei cartelli per informare la popolazione. Il Comune di Ravenna ha diffuso una nota: «Si raccomanda alla popolazione di non raccogliere funghi e comunque di non consumarli senza averli fatti prima analizzare da un esperto. A Ravenna l’ispettorato micologico dell’Ausl della Romagna è aperto il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 11 nella sede del Cmp in via Fiume Abbandonato 134 con accesso diretto e per informazioni lo si può contattare dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 allo 0544.286698».

Il supermercato abbandonato diventa un centro civico e ospiterà la stagione teatrale

Sabato 11 novembre l’apertura in anteprima dello spazio recuperato in piazza Foresti, che verrà intitolato a Gino Pellegrini

Conselice Rendering

Conselice festeggia il patrono San Martino aprendo sabato 11 novembre (oltre a uno stand gastronomico) in anteprima il nuovo centro civico, un edificio da mille metri quadrati che ospitava un vecchio supermercato Coop, con il cantiere che era partito nel marzo del 2022.

Il progetto è il fulcro della più generale strategia di rigenerazione urbana di Conselice nata dall’idea di dotarsi di un locale aggregativo nel luogo maggiormente significativo e rappresentativo della comunità stessa, piazza Foresti. La struttura sarà in grado di ospitare spettacoli teatrali, musicali, mostre, cinema ed eventi culturali restituendo alla cittadinanza quella parte di socialità e offerta culturale che è venuta meno a seguito dell’alluvione e della conseguente inagibilità temporanea del teatro.

Qui, infatti, si terrà la stagione teatrale 2023/24 di Conselice, al via il 2 dicembre, non appena concluso il cantiere, sempre a cura de “La bottega del buonumore”. La struttura consentirà di ospitare circa 270 spettatori.

Per il recupero dell’ex Coop, il Comune aveva partecipato al bando di rigenerazione urbana 2018 della Regione Emilia-Romagna con un progetto da 1.390.000 euro complessivi, di cui 924mila a valere sui finanziamenti del bando e 466mila di fondi propri comunali: con le risorse ottenute si è proceduto all’acquisto dell’immobile e poi alla sua riqualificazione e ricucitura delle aree esterne con interventi – si legge in una nota dell’Amministrazione – «improntati alla sostenibilità ambientale, al miglioramento sismico, alla sicurezza e all’efficienza energetica». Per realizzare l’impianto di diffusione sonora e videoproiezione è stata fondamentale anche la recente donazione da 60mila euro dal Multidistretto Lions 108 Italy, resa possibile grazie a una campagna di raccolta fondi nazionale per le popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione.

 Sabato 11 novembre (alle 10) avverrà anche l’intitolazione del centro civico allo scenografo Gino Pellegrini, fautore a Conselice della riqualificazione di piazzetta Guareschi e piazza Libertà di stampa. Nato a Lugo di Vicenza nel 1941, già negli anni 50 all’età di 16 anni, Pellegrini partì per Los Angeles, dove frequentò la facoltà di Architettura all’Ucla e conseguì un master degree in Fine Arts alla Los Angeles Art Center School. Dopo un periodo di lavoro nel campo del disegno pubblicitario e artistico, è riuscito a entrare nell’industria del cinema dove ha lavorato come pittore scenico e scenografo. Tra i film più importanti a cui ha lavorato si ricordano 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Gli uccelli di Alfred Hitchcock.

Dopo l’intitolazione, seguirà l’inaugurazione della mostra “I mari di Achab” dello stesso Pellegrini, un ciclo pittorico dedicato all’opera di Melville come metafora della sfida dell’uomo alla natura.

Una mostra con i reperti di una bottega di ceramisti del ‘400

La riqualificazione di Palazzo delle Esposizioni ha dato modo agli archeologi di adArte di rinvenire i resti di un laboratorio artigianale. I resti visitabili fino al 7 gennaio al Mic e alla chiesa di Santa Maria dell’Angelo

Faenza Mic

Inaugurata a Faenza ieri, sabato 4 novembre, la mostra archeologicaTerra. Una bottega di ceramisti tra XV e XVI secolo. Lo scavo archeologico di Palazzo delle Esposizioni” che presenterà per la prima volta i risultati dello scavo condotto nel cortile del Palazzo delle Esposizioni tra il 2022 e il 2023, dove è stata messa in luce una bottega di ceramisti quattrocenteschi. L’esposizione sarà visitabile fino al 7 gennaio 2024.

I lavori di riqualificazione del Palazzo delle Esposizioni di Faenza sono stati l’occasione per avviare uno scavo archeologico a cura di adArte e supervisionato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini che ha portato alla luce i resti ben conservati di un impianto per la produzione della maiolica. Fornaci e scarichi di materiale ceramico testimoniano di un’attività artigianale operante in piena epoca rinascimentale.

Il rinvenimento non è stato inaspettato (secondo le fonti archeologiche e d’archivio il quartiere interessato dagli scavi era un vero e proprio quartiere artigianale per la produzione della nota ceramica faentina), tuttavia la scoperta si è rivelata essere di grande valore storico e culturale, motivo per cui i ritrovamenti saranno esposti al pubblico nella mostra promossa dal Rione Verde nell’ambito della storica Fiera di San Rocco.

La mostra si dividerà tra due sedi espositive: la Project Room del Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) e la Chiesa di Santa Maria dell’Angelo.

Le due sezioni della mostra, curata da Fabio Alboni e Chiara Cesaretti (archeologi di adArte srl) e Giovanni Gardini (vice direttore Museo Diocesano Faenza), racconteranno aspetti diversi dello scavo: al Mic Faenza si potrà seguire il ciclo produttivo della ceramica, attraverso al dialogo tra alcuni reperti rinvenuti in scavo e altri reperti analoghi già esposti al museo, mentre a Santa Maria dell’Angelo si potranno ammirare foto e video, che metteranno in relazione reperti antichi ed elementi moderni, oltre che una selezione dei reperti archeologici in una nuova e originale forma espositiva.

L’esposizione della chiesa di Santa Maria dell’Angelo sarà aperta da mercoledì a domenica dalle 10 alle 12.3o e dalle 16 alle 18.30, mentre i reperti del Mic si potranno visitare dal martedì al sabato dalle 10 alle 14, il sabato la domenica e i giorni festivi con orario continuato dalle 10 alle 18. Domenica 5 gennaio al Mic Faenza sono previste due visite guidate, a ingresso gratuito, una alle ore 10 e una alle ore 15, alle ceramiche medioevali e alla mostra alla Project Room. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonando al numero  0546 69731 o scrivendo a info@micfaenza.org

«Un’opportunità per coniugare gli aspetti di tutela, di valorizzazione e di divulgazione – spiega il soprintendente Federica Gonzato – che è nata grazie alla collaborazione tra varie istituzioni, a cominciare dall’Ufficio che dirigo, proseguendo con i colleghi del Museo Internazionale delle Ceramiche e del Museo Diocesano, per finire con gli archeologi della ditta adArte che hanno prima condotto lo scavo con grande professionalità e ora curato l’allestimento dei materiali. Senza dimenticare l’Amministrazione Comunale di Faenza, committente dei lavori a Palazzo delle Esposizioni, lavori durante i quali è stato possibile portare in luce il complesso produttivo e tutti i suoi preziosi materiali».

Cinema Astoria chiuso dal 2017: rinascita con 5 sale, discoteca e ristorante

Il gruppo Eufente (Cinemacity) rilancia la multisala di via Trieste a Ravenna (acquistato per 400mila euro) e ha iniziato i lavori pure alla storica sala Strocchi di via Maggiore

Astoria

Il nuovo anno dovrebbe portare la riapertura del cinema Astoria in via Trieste a Ravenna, nei pressi del Pala De Andrè. Chiuso dal 2017 per i danni provocati da un fortunale, la rinascita ora non sarà solo all’insegna della settima arte: oltre a cinque sale cinematografiche (dedicate alla programmazione d’essai), ci saranno anche una discoteca e un ristorante. Così ha annunciato, dalle pagine de Il Resto del Carlino, Giorgio Federico Nitti, presidente e amministratore delegato di Eufente, la società proprietaria di Cinemacity, che lo scorso anno ha acquisito l’immobile all’asta da Acmar per 400mila euro nell’ambito del procedura di concordato affrontato dalla cooperativa (è stata la settima asta dopo sei andate deserte a partire da quella di febbraio 2020 quando il prezzo base era di 5,3 milioni). L’investimento per il recupero sarà superiore al milione di euro, dovendo fare fronte anche agli atti vandalici di ignoti che in questi anni si sono introdotti nella struttura. 

Costruito 60 anni fa, il cinema contava 1.500 posti a sedere e un ampio palcoscenico dove ha ospitato anche septtacoli teatrali e concerti, poi venne frammentato in più sale di misure minori. Attualmente l’immobile ha una superficie di 5.400 metri quadrati.

La stessa società Eufente ha di recente preso la gestione della sala Strocchi in via Maggiore a Ravenna, un luogo storicamente del Partito democratico. Investimento di ristrutturazione da 200mila euro per riaprire all’inizio del 2024 per eventi e ristorazione accompagnata da spettacoli, rappresentazioni e proiezioni cinematografiche.

Due uomini a processo per la commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti

I fatti risalgono al 2020, l’accusa è di violazione della legge Mancino

CERIMONIA ETTORE MUTI AL CIMITERO DI RAVENNA 2020

La commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti al cimitero di Ravenna il 23 agosto 2020 porterà a processo due uomini per la legge Mancino (205/1993) che punisce atteggiamenti legati a concetti come neofascismo, violenza e discriminazione per motivi di razza, di religione o di etnia, e in particolare l’utilizzo di simbologie che rimandano al Ventennio. Gli imputati, secondo quanto si legge sulle pagine del quotidiano Corriere Romagna, sono il presidente regionale dell’associazione Arditi d’Italia, Mirco Santarelli, faentino di 51 anni, e Domenico Morosini, forlivese oggi 83enne. In tutto erano 31 le persone indagate, provenienti dalle frange di Forza Nuova e Anai. Per gli altri 29 è stata chiesta l’archiviazione.

Dopo il record 2022, tra crisi e guerre, il porto chiuderà il 2023 in calo del 2-3%

Un risultato positivo, secondo Ap, considerando il contesto internazionale. Il presidente Rossi: «Restiamo in fase positiva: in arrivo nuovi posti di lavoro, ma ci sarà l’offerta?»

Grafico Ap

Il porto di Ravenna nei primi otto mesi del 2023 ha movimentato complessivamente 17.635.470 tonnellate di merce, in calo del 5,6 percento (oltre 1 milione in meno) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il 2022, va ricordato, si era chiuso con la movimentazione complessiva di 27.389.886 tonnellate, il record storico assoluto dello scalo ravennate, caratterizzato da un trend di crescita costante (fatta eccezione per l’inevitabile crollo del 2020 a causa del lockdown della pandemia). Un porto cresciuto con un’intensita di circa 25 punti percentuali superiore rispetto alla media di tutti gli altri porti italiani, secondo l’elaborazione della fondazione Itl sulla base dei dati Istat (vedi grafico qui a fianco).

«Il porto di Ravenna è sicuramente in una fase positiva – commenta il presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi -, in un contesto nazionale e internazionale dal quale non può prescindere. D’altronde l’economia mondiale si riflette inevitabilmente nei porti, in un mondo in cui il 70-80 percento delle merci viaggia via mare. Veniamo da un periodo che ha segnato l’economia in maniera significativa: pandemia, guerra in Ucraina, crisi finanziaria, inflazione e ora la cirsi mediorientale. Tutto nel giro di pochi mesi. Tutto questo ha inevitabilmente un impatto. In più, il porto di Ravenna ha dovuto scontare anche gli effetti dell’alluvione. Non abbiamo avuto danni, ma siamo rimasti fermi per una ventina di giorni praticamente: le strade erano bloccate, non arrivavano i camion, non c’erano i lavoratori». Ecco quindi che i dati del 2023 per Rossi non sono certo una sorpresa. «Questo sarà un anno mediamente negativo. Sui primi 8 mesi abbiamo perso il 5 percento, a fine anno prevediamo di perdere complessivamente il 2-3 percento. Un grande risultato, un successo. Ravenna continua ad avere grandi prospettive di crescita». Sarà anche una crescita occupazionale, chiediamo a Rossi, alla luce degli investimenti di questi anni (di cui parliamo qui)?

«Analizzando solo l’ultimo investimento effettuato al porto di Ravenna, quello del gruppo Ferretti da oltre 100 milioni di euro, porterà dai 400 ai 600 posti di lavoro. Il tema non è quanti posti di lavoro in più ci saranno, ma se ci sarà l’offerta, la manodopera richiesta. I posti di lavoro non mancheranno, ma dobbiamo preoccuparci di capire se ci saranno anche giovani specializzati in grado di far fronte alle richieste delle aziende».

Al netto del petrolio è il quarto in Italia: Tra diretti e indiretti ci lavorano in 16mila

Quello di Ravenna è un porto canale che si estende lungo 14 km, con 10,5 km di banchine operative. Secondo i dati di Autorità portuale tra occupazione diretta e indiretta dà lavoro a 16mila persone (compresi chimica e offshore). «Praticamente una persona su dieci a Ravenna vive grazie al porto – commenta il presidente di Ap Rossi – nonostante molti ravennati non sappiano quasi che esista. Siamo troppo abituati a guardare Ravenna dando la schiena al canale, mentre dovremmo cercare di girarci e di guardarla da piazza del Popolo verso il mare».

Nel 2022 con 27,4 milioni di tonnellate è stato il quarto porto in Italia per merce movimentata, al netto del petrolio, a fronte di scambi complessivi che hanno prodotto un valore di 50,5 miliardi di euro.

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