sabato
16 Maggio 2026

Dopo il record 2022, tra crisi e guerre, il porto chiuderà il 2023 in calo del 2-3%

Un risultato positivo, secondo Ap, considerando il contesto internazionale. Il presidente Rossi: «Restiamo in fase positiva: in arrivo nuovi posti di lavoro, ma ci sarà l’offerta?»

Grafico Ap

Il porto di Ravenna nei primi otto mesi del 2023 ha movimentato complessivamente 17.635.470 tonnellate di merce, in calo del 5,6 percento (oltre 1 milione in meno) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il 2022, va ricordato, si era chiuso con la movimentazione complessiva di 27.389.886 tonnellate, il record storico assoluto dello scalo ravennate, caratterizzato da un trend di crescita costante (fatta eccezione per l’inevitabile crollo del 2020 a causa del lockdown della pandemia). Un porto cresciuto con un’intensita di circa 25 punti percentuali superiore rispetto alla media di tutti gli altri porti italiani, secondo l’elaborazione della fondazione Itl sulla base dei dati Istat (vedi grafico qui a fianco).

«Il porto di Ravenna è sicuramente in una fase positiva – commenta il presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi -, in un contesto nazionale e internazionale dal quale non può prescindere. D’altronde l’economia mondiale si riflette inevitabilmente nei porti, in un mondo in cui il 70-80 percento delle merci viaggia via mare. Veniamo da un periodo che ha segnato l’economia in maniera significativa: pandemia, guerra in Ucraina, crisi finanziaria, inflazione e ora la cirsi mediorientale. Tutto nel giro di pochi mesi. Tutto questo ha inevitabilmente un impatto. In più, il porto di Ravenna ha dovuto scontare anche gli effetti dell’alluvione. Non abbiamo avuto danni, ma siamo rimasti fermi per una ventina di giorni praticamente: le strade erano bloccate, non arrivavano i camion, non c’erano i lavoratori». Ecco quindi che i dati del 2023 per Rossi non sono certo una sorpresa. «Questo sarà un anno mediamente negativo. Sui primi 8 mesi abbiamo perso il 5 percento, a fine anno prevediamo di perdere complessivamente il 2-3 percento. Un grande risultato, un successo. Ravenna continua ad avere grandi prospettive di crescita». Sarà anche una crescita occupazionale, chiediamo a Rossi, alla luce degli investimenti di questi anni (di cui parliamo qui)?

«Analizzando solo l’ultimo investimento effettuato al porto di Ravenna, quello del gruppo Ferretti da oltre 100 milioni di euro, porterà dai 400 ai 600 posti di lavoro. Il tema non è quanti posti di lavoro in più ci saranno, ma se ci sarà l’offerta, la manodopera richiesta. I posti di lavoro non mancheranno, ma dobbiamo preoccuparci di capire se ci saranno anche giovani specializzati in grado di far fronte alle richieste delle aziende».

Al netto del petrolio è il quarto in Italia: Tra diretti e indiretti ci lavorano in 16mila

Quello di Ravenna è un porto canale che si estende lungo 14 km, con 10,5 km di banchine operative. Secondo i dati di Autorità portuale tra occupazione diretta e indiretta dà lavoro a 16mila persone (compresi chimica e offshore). «Praticamente una persona su dieci a Ravenna vive grazie al porto – commenta il presidente di Ap Rossi – nonostante molti ravennati non sappiano quasi che esista. Siamo troppo abituati a guardare Ravenna dando la schiena al canale, mentre dovremmo cercare di girarci e di guardarla da piazza del Popolo verso il mare».

Nel 2022 con 27,4 milioni di tonnellate è stato il quarto porto in Italia per merce movimentata, al netto del petrolio, a fronte di scambi complessivi che hanno prodotto un valore di 50,5 miliardi di euro.

La Regione copre il 75 percento delle spese per foreste permanenti create da imprese

Nuovo bando finanziato con 600mila euro per aiutare aziende (escluse quelle agricole)

Uno degli alberi danneggiatiLa Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 600mila euro di contributi pubblici per sostenere la realizzazione di interventi di forestazione in aree di proprietà o nella disponibilità di imprese (ad eccezione di quelle agricole). Inizialmente il contributo era di 500mila euro ma è stato alzato così come le percentuali degli aiuti e degli importi di spesa ammissibili. Si tratta del progetto “Mettiamo radici per il futuro”.

Il bando prevede la concessione di cofinanziamenti a fronte dell’impegno di mettere a disposizione terreni per realizzare piantagioni forestali permanenti. Il cofinanziamento regionale sale al 75 percento dei costi sostenuti (rispetto al 60 del bando precedente). Anche gli importi massimi dei costi ammissibili sono stati incrementati: da 20mila a 25mila euro nel caso di impianti con densità non inferiore alle 700 piante attecchite per ettaro, e da 15mila a 18mila euro per quelli che prevedono almeno 500 piante per ettaro. Potranno essere piantati alberi e arbusti che appartengono alle specie autoctone del territorio regionale. Le domande di adesione devono essere fatte pervenire alla Regione entro il 30 novembre 2023.

Il nuovo bando arriva a poche settimane dalla ripresa – lo scorso 1 ottobre – della distribuzione gratuita di piante a cittadini, enti ed associazioni nei vivai convenzionati con la Regione. E fa seguito a precedenti avvisi, rivolti oltre che alle imprese, ai Comuni delle aree di pianura per interventi di forestazione in ambito urbano e periurbano.

Lolli (Misto): «Non c’è bisogno di una nuova intitolazione per il polo di Lugo»

Il consigliere comunale si rivolge a sindaco e giunta e critica l’iniziativa avviata dalla dirigente

CartellaLa dirigente scolastica del polo tecnico-professionale di Lugo, Elettra Stamboulis, ha convocato un collegio docenti straordinario sulle modalità di individuazione di possibili nomi a cui intitolare l’istituto e il consigliere comunale Fabrizio Lolli (gruppo Misto) si dice contrario e presenta un’interrogazione al sindaco: «Il sindaco e la giunta sono a conoscenza della iniziativa delle dirigente? C’è stata una interlocuzione? Sindaco e giunta sono favorevoli a un cambio di denominazione? In ogni caso, prima di cambiare nome ad una istituzione pubblica così importante, è auspicabile anche un ampio coinvolgimento della cittadinanza».

SECONDARIE LUGO

Lolli teme che l’intitolare del polo possa mettere in secondo piano i nomi dei quattro personaggi illustri (Guglielmo Marconi, Eustachio Manfredi, Ernesta Stoppa e Giuseppe Compagnoni) a cui sono intitolati i quattro istituti riuniti nel polo. «Stoppa e Compagnoni in particolare rivestono un ruolo molto importante per la storia lughese e non solo».

Il consigliere parla di «frettolosa iniziativa» della dirigente arrivata da pochi mesi: «Non si capisce quale urgenza o utilità possa avere, considerato che l’istituto sta mantenendo un buon numero di iscrizioni, rispetto ai Licei che sono in calo e, grazie agli investimenti degli ultimi anni, si sta rinnovando proponendo una offerta formativa valida che attira studenti da tutta la Bassa Romagna e non solo».

L’intitolazione di scuole prevede una procedura complessa che vede l’intervento di diversi soggetti istituzionali. Infatti in primo luogo occorre la deliberazione del consiglio di istituto, sentito il collegio dei docenti, che è successivamente inviata all’Ufficio scolastico, che acquisisce le valutazioni del Prefetto e della Giunta comunale. Se sono favorevoli, l’Ufficio emana il decreto di intitolazione inviandolo poi alla scuola e al ministero.

Il polo tecnico-professionale di Lugo è nato all’inizio dell’anno scolastico 2013/14, in seguito alla fusione di due precedenti istituzioni scolastiche: “Stoppa-Compagnoni” e “Manfredi-Marconi”.

Questi i quattro personaggi richiamati nelle intitolazioni:

Ernesta Galletti Stoppa (Mezzano di Ravenna 1850 – Lugo 1939), educatrice, pioniera a Lugo nelle lotte per l’emancipazione ed il mutualismo femminile.

Eustachio Manfredi (Bologna, 20 settembre 1674 – Bologna, 15 febbraio 1739) è stato un matematico, astronomo e poeta italiano, suo padre Alfonso Manfredi era un notaio originario di Lugo.

Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874 – Roma, 20 luglio 1937) è stato un inventore, imprenditore e politico italiano, a lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, ovvero la telegrafia senza fili o radiotelegrafo, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.

Marco Giuseppe Compagnoni (Lugo, 3 marzo 1754 – Milano, 29 dicembre 1833) è stato un costituzionalista, letterato e giornalista italiano, considerato il “padre del Tricolore”.

Lavori al Cmp: per due mesi meno sportelli ma Cup aperto anche di pomeriggio

Dal 6 novembre adeguamento di impianti elettrici, pavimentazione e controsoffitti nella sala d’attesa

Sala Cmp RavennaLa sala di attesa del Cup, il centro unico di prenotazioni, al piano terra del Cmp di Ravenna in via Fiume Montone abbandonato, sarà interessata per due mesi dal 6 novembre da interventi di riqualificazione per l’adeguamento degli impianti elettrici, della pavimentazione e dei controsoffitti.

Gli interventi prevedono di operare con una riduzione dell’attuale spazio riservato all’accesso dell’utenza. La riduzione degli sportelli Cup è stata compensata con il posizionamento di alcune postazioni di lavoro provvisorie e la possibilità di utilizzare degli spazi all’interno dell’area amministrativa.

Contestualmente verrà ampliato l’accesso ai servizi Cup (prenotazione prestazioni specialistiche e scelta e revoca medico di base) con una postazione pomeridiana attiva dalle 13 alle 18.

L’Ausl si scusa per i disagi e invita gli utenti, se possibile, a privilegiare la fascia pomeridiana per i servizi Cup e servizio di prenotazione per l‘effettuazione del prelievo venoso.

Gli interventi rientrano nei finanziamenti previsti dal Pnrr.

Allerta meteo arancione: prevista pioggia, vento e alta marea

Il bollettino proroga per tutta la giornata di domenica 5 novembre l’attenzione per corsi d’acqua e fenomeni di erosione costiera

1Un nuovo bollettino emesso dalla protezione civile dell’Emilia-Romagna, sulla base dei dati previsionali di Arpae, prevede la proroga dell’allerta meteo arancione in regione anche per la giornata di domani, domenica 5 novembre, per frane e piene dei corsi minori, più probabili sulla fascia appenninica del settore centro-occidentale della regione.

Nelle prime ore di domenica 5 novembre sono previste condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali, più probabili lungo la fascia appenninica del settore centrale e orientale della regione. Le precipitazioni della notte e della mattinata, che si sommano a quelle degli ultimi giorni, svilupperanno condizioni favorevoli all’attivazione di fenomeni franosi, più diffusi nella fascia montana, ruscellamenti lungo i versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua, con possibilità di fenomeni di erosione spondale.

Le piene si propagheranno a valle nel settore centrale della regione, con possibile occupazione delle aree golenali ed interessamento degli argini. La criticità idraulica nella pianura orientale è riferita alla previsione della propagazione della piena sul fiume Po, con completa occupazione dell’alveo di magra.

Sono previsti venti sud-occidentali di burrasca forte (75-88 Km/h) lungo la fascia di crinale e di burrasca moderata (62-74 Km/h) lungo la fascia pedecollinare del settore centrale e orientale.

Nelle prime ore della mattinata di domenica 5, sono previste condizioni di alta marea che potranno generare lungo la costa locali fenomeni di erosione della spiaggia e l’ingresso di acqua marina.

Si gioca Ravenna-Carpi: la questura modifica la viabilità attorno allo stadio

Dalle 11.30 alle 18 del 5 novembre limitazioni al transito e alla sosta nel quartiere del Benelli e divieto di vendita e consumo di bevande in vetro e lattina

Lo stadio Benelli di Ravenna ospita la partia tra Ravenna e Carpi (decima giornata di serie D) alle 14.30 di domani, 5 novembre, e la questura ha disposto modifiche alla viabilità nel quartiere dello stadio e il divieto di somministrare, vendere e consumare bevande in vetro e lattine.

«Si tratta – si legge in una nota diffusa dal Comune – di provvedimenti utili a favorire lo svolgimento sereno della partita e a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, prevenendo episodi di intemperanza che potrebbero verificarsi da parte delle tifoserie».

Da tre ore prima del fischio d’inizio e fino a un’ora e mezza dopo la fine della partita, la viabilità sarà modificata come segue.

Si tratta delle stesse disposizioni che erano in vigore il 22 ottobre in occasione di Ravenna-Sangiuliano quando un pullman di tifosi ospiti, per ragioni che non sono ancora state chiarite dagli uffici della questura, ha transitato in una zona interdetta al traffico scatenando la reazione di un ultrà locale che è stato arrestato.

Divieto di transito e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli:

via Sighinolfi (tratto compreso fra via dei Bersaglieri e via Cassino), piazza Brigata Pavia, via Cassino (tratto compreso fra via Punta Stilo e il civico 15), via dei Bersaglieri (tratto compreso fra via Sighinolfi e via Punta Stilo), via El Alamein (tratto antistante piazza Brigata Pavia), via Punta Stilo (tratto antistante piazza Brigata Pavia e tratto compreso fra viale Berlinguer e via dei Bersaglieri), viale Berlinguer (tratto compreso fra via Fontana e rotonda Irlanda/San Mama e adiacente strada di servizio lato civici dispari);

saranno consentiti il transito e la sosta ai veicoli autorizzati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico e, al termine delle operazioni di sfollamento dei tifosi, ai veicoli addetti all’effettuazione delle operazioni di pulizia. In via El Alamein (tratto compreso fra l’intersezione con via San Mama e l’intersezione con piazza Brigata Pavia) verrà istituito il doppio senso di circolazione.

Divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto quelli dei i residenti e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli:

Via Cassino (corsia sud tratto compreso fra via Marzabotto e via Marconi, tratto compreso fra via Sighinolfi e via Punta Stilo e tratto compreso fra il civico 13 e via San Mama), via Montanari (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Stelvio (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Punta Stilo (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Nonte Nero per tutta l’estensione, via El Alamein (tratto compreso fra piazza Brigata Pavia e via San Mama) via Sighinolfi (tratto compreso fra viale Berlinguer e via dei Bersaglieri), via Anzio, via Montelungo e via dei Bersaglieri (tratto compreso fra via Punta Stilo e via S. Mama);

saranno consentiti il transito e la sosta ai veicoli autorizzati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico e, al termine delle operazioni di sfollamento dei tifosi, ai veicoli addetti all’effettuazione delle operazioni di pulizia. Ai veicoli provenienti da via Marconi sarà consentito transitare lungo via Cassino in direzione viale Randi.

Divieto di transito e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli, eccetto quelli dei i residenti:

via Cassino (tratto compreso fra Via Marconi e Via Sighinolfi);

saranno consentiti il transito e la sosta ad altri veicoli autorizzati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico e, al termine delle operazioni di sfollamento dei tifosi, ai veicoli addetti all’effettuazione delle operazioni di pulizia.

Divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto quelli dei residenti:

viale Berlinguer (nel tratto compreso fra via Marconi e via Fontana);

saranno consentiti il transito e la sosta ai veicoli autorizzati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico e, al termine delle operazioni di sfollamento dei tifosi, ai veicoli addetti all’effettuazione delle operazioni di pulizia. Ai veicoli provenienti da via Fontana sarà consentito transitare lungo viale Berlinguer in direzione viale Randi, ai veicoli provenienti da via Monte Nero sarà consentito transitare lungo via Montanari in direzione via Piave.

Divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli, ad eccezione di quelli che vi verranno dirottati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico:

parcheggio retrostante l’edificio posto al civico 8 (Confartigianato) di viale Berlinguer (limitatamente all’area pubblica).

I provvedimenti legati al divieto di somministrare, vendere o consumare bevande in vetro o in lattina entreranno in vigore due ore prima dell’inizio e l’ora immediatamente successiva alla fine della partita. Le violazioni prevedono sanzioni tra i 200 e i 400 euro.

È vietato per i titolari degli esercizi pubblici di somministrazione bevande, degli esercizi commerciali e dei chioschi artigianali di piadina, di somministrare e/o vendere per asporto, bevande alcoliche con gradazione superiore al 5% vol. nonchè anche di altre bevande contenute in lattine e bottiglie di vetro e altri contenitori atti ad offendere ed è altresì vietato il consumo e la detenzione per il consumo, di bevande con contenuto alcolico superiore al 5% vol. così come anche di quelle con gradazione inferiore al 5% vol. e di bevande in generale se contenute in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori atti ad offendere nella zona ricompresa all’interno dell’area delimitata dalle vie San Mama nel tratto compreso tra viale Berlinguer e via Montenero; via Montenero; via Montanari – nel tratto compreso tra via Montenero e via Cassino; via Cassino – nel tratto compreso tra via Montanari e via Marconi; via Marconi – nel tratto compreso tra via Cassino e viale Berlinguer; viale Berlinguer – nel tratto compreso tra via Marconi e la rotonda Irlanda.

È vietato per i titolari degli esercizi pubblici di somministrazione bevande, per i titolari degli esercizi commerciali e per i titolari dei chioschi artigianali di piadina di vendere le bevande attraverso l’utilizzo di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine e altri contenitori atti ad offendere all’interno dell’area delimitata da via San Mama – nel tratto compreso tra la rotonda Irlanda e via Lametta; via Lametta – nel tratto compreso tra via San Mama e via Podgora; via Podgora – nel tratto compreso tra via Lametta e via Montanari; via Monte San Michele; viale Randi – nel tratto compreso tra via Monte San Michele e via Pascoli; viale Berlinguer – nel tratto compreso tra via Marconi e la rotonda Irlanda e in via Ravegnana dal civico 151 al civico 357.

Il sindaco: «Due governi hanno ignorato le mie richieste per accelerare sull’eolico»

De Pascale avrebbe voluto un commissario anche per il parco Agnes offshore

Eolico

«Ogni volta che ho avuto occasione in ogni sede opportuna con il governo attuale e quello precedente ho chiesto che il processo di autorizzazione per il parco eolico offshore a Ravenna avesse la stessa procedura straordinaria con un commissario come è stato con il rigassificatore che ha richiesto solo 120 giorni. Evidentemente ci sono visioni diverse dalle mie». È la replica del sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, al nostro editoriale che confrontava la velocità autorizzativa per l’impianto Gnl al largo di Punta Marina con le lungaggini per le pale eoliche in mare.

«Non credo si possa accusare il Comune di greenwashing – prosegue il primo cittadino –. Si è cominciato a parlare di Agnes nel 2019 e ci siamo detti favorevoli da subito e a quei tempi del rigassificatore non c’era nemmeno l’idea».

Il rigassificatore ha viaggiato spedito sul binario accelerato garantito dal commissario straordinario mentre Agnes ha imboccato la rotta tradizionale: «I due governi hanno ritenuto che non si potesse fare una procedura straordinaria per ogni progetto e hanno voluto che Agnes passasse dalla commissione unica per la valutazione di impatto ambientale (Via, ndr). Posso capirlo che si voglia far funzionare la macchina dell’amministrazione ordinaria, ma mi sembrerebbe più logico dare una corsia preferenziale a quei progetti che hanno valore superiore al miliardo di euro come Agnes».

La prima presentazione pubblica di Agnes risale al 2021, ma il deposito della domanda di autorizzazione è arrivata solo a febbraio 2023. Entro fine anno è attesa la risposta della società promotrice, la Qint’x, alle richieste di chiarimento della commissione nazionale. «Ci sono tutte le possibilità di avere un parere finale entro dodici mesi dalla presentazione della domanda. Sarebbe un tempo più che ragionevole. Non dimentichiamoci che, senza un commissario straordinario, i progetti per i rigassificatori attendevano dieci anni, che è un tempo inaccettabile».

Il sindaco ricorda un punto di incontro fra rigassificatore e parco eolico: l’infrastruttura in corso di realizzazione per il gas è già predisposta per il trasporto anche di idrogeno che è una delle produzioni previste da Agnes. «Questo ha permesso di non fare un doppione nelle due progettazioni con un vantaggio per il progetto di rinnovabili».

Al momento dello slancio pro rigassificatore si sarebbe potuto “puntare i piedi” per chiedere di avere un pacchetto unico rigassificatore-eolico? «A Piombino hanno fatto manifestazioni con tremila persone contro il rigassificatore e invece è già attivo, tanto per capirci».

Il sindaco arriva a proporre un comitato del Sì: «Sarebbe il primo in Italia dopo tanti per il No. Quando Agnes avrà dato le risposte che chiede il Governo, si potrebbero fare raccolte firme e manifestazioni a favore».

Di recente Eni ha chiuso un accordo con il Qatar per l’acquisto di Gnl, il gas naturale liquefatto per cui servono i rigassificatori. Alcuni osservatori hanno evidenziato che questo, di fatto, equivale a finanziare Hamas visto che il Qatar è uno dei suoi primi espliciti sostenitori economici. In tutto questo De Pascale vede un motivo in più a favore dell’estrazione di gas in Adriatico: «Differenziare i fornitori è utile a fini democratici, sapendo che il gas nel mondo è di proprietà di Paesi che non sono nella top five di Amnesty. E questo l’Italia lo sta facendo. Ma anche ridurre l’importazione vorrebbe dire meno soldi ad altri Paesi e più occupazione. Se anche avessimo un miliardo di mc in più dal nostro mare, sarebbe un miliardo in meno pagato a quei Paesi».

Coldiretti: «Allagamenti a Riolo perché la Regione non ha ancora pulito i fiumi»

L’associazione di categoria segnala i disagi della notte tra il 2 e il 3 novembre. Nell’alveo del Senio non è stata ancora rimossa la passerella crollata il giorno del collaudo

Legname FiumeNella nottata tra il 2 e il 3 novembre numerose aree agricole e alcune zone abitate tra Borgo Rivola e Riolo Terme (zona Isola, Terme, Cuffiano) sono finite nuovamente sott’acqua per le esondazioni del Senio.

La Coldiretti parla di alvei del fiume che ancora attendevano di essere puliti e di varchi arginali mai completamente ripristinati dall’alluvione della scorsa primavera. «A complicare una situazione già critica – afferma Mattia Baldassarri, presidente di Coldiretti Riolo Terme-Casola Valsenio – ci si è messa di mezzo anche la tristemente nota passerella pedonale, mai rimossa dal letto del fiume dopo il crollo avvenuto durante il collaudo e questo nonostante il dissequestro sia avvenuto già da due settimane». Il manufatto, insieme ai detriti, al fango e al legname trasportato dalla piena, ha finito così per fare da tappo bloccando lo scorrere dell’acqua:

Frana Baffadi«Gli agricoltori del territorio di Riolo hanno pagato nuovamente dazio – aggiunge Baldassarri – e così sarà sempre fino a quando non verranno puliti i fiumi a monte della via Emilia. Dove la manutenzione è stata fatta, ad esempio sul Sintria al confine con Brisighella, l’acqua scorreva infatti regolarmente».

Anche a Casola Valsenio il maltempo ha provocato nuovi danni con allagamenti e cedimenti di strade comunali e vicinali. Ci sono stati problemi alla circolazione per via dei fossi maestri comunali non ancora ripristinati dopo quanto accaduto la scorsa primavera, con la Provinciale Casolana riaperta nella mattinata del 3 novembre, e aziende agricole parzialmente isolate in zona Baffadi per via di nuovi movimenti franosi. Il Senio ha inoltre rotto l’argine in alcuni punti comportando l’allagamento di alcuni allevamenti con gli animali che sono stati salvati dalla furia delle acque grazie all’intervento dei vigili del fuoco.

«Sulla pulizia e manutenzione dei fiumi non si può più tergiversare, non è possibile assistere ancora a questa pericolosa “melina” e al tentativo di scaricare su altri responsabilità che sono esclusivamente dell’ente regionale di competenza – afferma Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Ravenna – ente che deve agire subito perché non è lanciando le allerte meteo che si risolve il problema, l’allerta serve ma non a compensare l’inerzia relativa alla manutenzione a monte della via Emilia, necessaria peraltro a garantire la sicurezza anche in pianura».

L’ingegnere edile esperto di Bitcoin: «Sarà un fenomeno di massa fra dieci anni»

Le previsioni di Valerio Dalla Costa, autore di due libri sulle criptovalute e relatore a un convegno a Ravenna «Per creare nuove unità monetarie serve energia elettrica, quindi si incentiva il settore delle rinnovabili»

Si parla spesso di Bitcoin. Ma quanti sanno realmente di cosa si tratta e quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Per saperne di più sulla nota criptovaluta inventata da Satoshi Nakamoto, c’è il convegno “Aggiustiamo il tiro”, in programma sabato 4 novembre dalle 9.30 alle 17 alla Casa Matha di Ravenna. Tra i relatori Valerio Dalla Costa, fondatore di Villaggio Bitcoin, nonché divulgatore e autore di un paio di libri sul tema.

Ingegnere

Dalla Costa, proviamo a dare una definizione di Bitcoin che sia realmente alla portata di tutti…

«Non è facile da comprendere perché, essendo qualcosa di nuovo, non c’è un precedente: è una nuova infrastruttura tecnologica che provoca un cambio di paradigma. Come è successo in passato con il passaggio dalle carrozze alle auto, con l’avvento dell’energia elettrica e di internet».

Da un punto di vista tecnico è una valuta digitale che permette agli utenti di effettuare pagamenti attraverso la tecnologia blockchain. Quali caratteristiche ha?

«Anzitutto il fatto di essere completamente decentralizzata, e quindi non controllata da un organismo come la Banca Centrale Europea per l’euro. Questo fa sì che gli utilizzatori siano tutti a pari livello, usando internet per comunicare. Una moneta sana e onesta che può creare una nuova società più solida e serena e non più così soggetta a crisi economiche, rialzi dei tassi, inflazioni e svalutazioni».

Facendo un passo indietro, lei è un ingegnerie edile. Quando ha deciso di dedicarsi ai Bitcoin anziché alla progettazione di case, ponti e strade?

«Terminati gli studi mi sono subito occupato di sicurezza, in realtà. Mi sono avvicinato ai Bitcoin per curiosità nel 2014, in quanto unica tecnologia in grado di fare da punto di incontro tra diversi temi a me cari quali politica monetaria, ambiente, energia, fisica e termodinamica. Da autodidatta ho iniziato a cercare siti, libri e blog e ho scoperto l’esistenza di una community mondiale concentrata nel portare avanti questo nuovo sistema».

In quale misura i Bitcoin fanno bene alla sostenibilità ambientale?

«Sostenibilità ambientale ed economica sono due facce della stessa medaglia. La forza di Bitcoin è che, per estrarre valuta, è necessario un investimento energetico. Noi siamo abituati a un ente che stampa banconote facendo clic su un telecomando. Con i Bitcoin non funziona così: per creare nuove unità monetarie serve un lavoro termodinamico e generare energia elettrica. Ecco perché Bitcoin contribuisce a incentivare il campo delle energie rinnovabili che oggi fatica a decollare».

Com’è arrivato poi a scrivere due libri sul tema e a fondare uno dei primi villaggi Bitcoin in Italia?

«Dopo “Villaggio Bitcoin. L’alba di una nuova società basata si una moneta sana e onesta”, lo scorso settembre è uscito anche “21 Pensieri dal Villaggio Bitcoin”, per divulgare Bitcoin e far capire la loro importanza. Dopo una parte storica fino alla creazione di Bitcoin, ho affrontato in una parte tecnica il funzionamento di questa nuova valuta, per spiegare infine l’impatto politico, sociale, filosofico sulla società. L’idea di un Villaggio Bitcoin è altrettanto semplice: avere un luogo fisico in cui le persone possono incontrare qualcuno che ne sappia sul tema».

Offrite consulenza e corsi a privati e aziende…

«Sì. Il punto di partenza per tutti è raccogliere informazioni. Bitcoin non ha una struttura centralizzata con un Ceo, non ha un ufficio marketing, è qualcosa di completamente nuovo. Si tratta di un software che non va a cercare persone e imprese, ma sono le persone e le imprese che devono attivarsi e questo richiede tempo e anche un po’ di sacrificio».

Aperto il 18 settembre 2021, Villaggio Bitcoin ha compiuto i primi due anni…

«E abbiamo festeggiato con uno speciale “open Day” a cui hanno partecipato 130 persone e nel corso del quale sono stati effettuati 83 pagamenti in Bitcoin. Negli ultimi due anni, abbiamo conosciuto tante persone e imprese con cui si è instaurato un buon rapporto perché intuiscono le potenzialità di questo mondo».

Come si può iniziare a comprare Bitcoin? Molti sono attirati a fini speculativi…

«E questo non è per niente l’approccio giusto… Ripeto, il primo passo è investire del tempo per capire di cosa si sta parlando. Non servono cifre alte, si può cominciare anche con 10 euro o meno ancora. Noi insegniamo come aprire un “wallet bitcoin” e diventare la banca di noi stessi. Una volta capito il funzionamento, le persone diventano autonome».

In base alla vostra esperienza, chi è oggi più interessato a Bitcoin?

«È un fenomeno ancora di nicchia. Non è ancora percepito l’impatto importante che potrebbe avere. Ci stiamo concentrando su aziende che vogliono sperimentare e tentano di aprirsi a nuovi mercati e opportunità tecnologiche, siamo solo agli inizi. Serve tempo. A poco a poco, diventerà uno standard tecnologico come è stato con internet. Noi siamo dei pionieri e questo potrebbe darci un vantaggio competitivo».

Se mai si riuscirà, quanto tempo è necessario per fare diventare comune Bitcoin?

«Circa dieci anni, diventerà un fenomeno di massa verso il 2033. L’interesse e l’innovazione verso questa nuova tecnologia sta crescendo sempre di più, come dimostrato dal moltiplicarsi di nuove start-up, applicazioni».

Ci sono Paesi più avanti di altri in questa sperimentazione? L’Italia come si colloca?

«A differenza di internet che è arrivato grazie al governo americano, Bitcoin verrà per la prima volta dal basso, come dicevo in modo decentralizzato e questo renderà l’adesione spontanea. Al momento, l’adozione è a macchia di leopardo nel mondo. A fronte di tanti Stati che ostacolano il cambiamento, c’è El Salvador, il primo esempio al mondo di Paese che ha adottato Bitcoin come moneta. A Lugano in Svizzera e a Torino in Italia si stanno già sperimentando progetti per insegnare ai commercianti ad accettare pagamenti Bitcoin e per accelerare lo sviluppo di tale tecnologia. L’Italia è particolarmente all’avanguardia e presto organizzeremo a Brescia il primo grande evento Bitcoin per presentare le nuove tecnologie neutre».

Lavoro nero e mancati riposi: 8 attività commerciali sospese e multe per 50mila euro

Riscontrate irregolarità in cinque aziende di Ravenna e tre del resto della provincia

NIL

 

Le recenti indagini dei carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Ravenna svolte sul territorio provinciale hanno portato alla sospensione dell’attività commerciale per otto differenti imprese (cinque a Ravenna, una a Faenza, una a Brisighella e una a Massa Lombarda) e sanzioni per un totale di 50.000 euro.

Le verifiche hanno coinvolto tredici imprese sul territorio e tra le irregolarità contestate alle otto sanzionate (operative in diversi comparti)  si elencano lavoro in nero, mancata concessione dei riposi settimanali, omessa registrazione delle ore lavorative e retribuzione in contanti.

Nel comune di Ravenna è stato riscontrato l’impiego di un lavoratore non registrato (in nero) in due differenti attività commerciali; una delle quali, oltre a perpetrare la violazione di norme su sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, è stata accusata della mancata redazione del documento sulle valutazioni dei rischi. Per entrambe le attività è scattata la maxi sanzione per il lavoro nero ed è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Sempre a Ravenna, l’ispezione di una pizzeria-kebab ha riscontrato violazioni per la mancata concessione dei riposi settimanali, l’omissione della registrazione delle ore di lavoro e la retribuzione in contanti dei dipendenti. Anche in questo caso si è contestata mancata redazione del documento sulle valutazioni dei rischi del lavoro, mancanza riscontrata anche in un’officina e in un autolavaggio cittadino. Oltre alla sospensione dell’attività, queste imprese sono state sanzionate per un totale di oltre 30.000 euro.

Nel comune di Faenza i carabinieri hanno accertato l’impiego in nero di un lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno in un autolavaggio, provocando così la sospensione dell’attività e la maxi sanzione per lavoro nero pari a 7.000 euro

Le indagini svolte in un’autofficina di Brisighella e in un’azienda agricola di Massa Lombarda hanno portato al riscontro della presenza di un lavoratore in nero in entrambe le aziende, comportandone la sospensione dell’attività e una sanzione di oltre 6.000 euro cadauna.

Cittadini in allarme a Traversara per i detriti nel Lamone. La sindaca tranquillizza

Proni: «La situazione è stata presa in carico dalla Regione e non desta preoccupazione»

Detriti TraversaraIn queste ore di nuovo allarme per le piene dei fiumi, destano preoccupazione i tronchi e i detriti presenti nell’alveo del Lamone, a Traversara, con foto piuttosto inquietanti che stanno diventando virali sul web.

Detriti Lamone TraversaraA provare a tranquillizzare i cittadini è la sindaca di Bagnacavallo Eleonora Proni. «Ci preme informare – si legge in una nota – che la situazione è stata presa in carico prontamente dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, che ha già affidato a una ditta la rimozione dei detriti. Detriti che sono superficiali e che al momento non destano preoccupazione. Gli interventi saranno effettuati man mano che i livelli idrometrici lo consentiranno».

Un sabato di allerta arancione per piene dei fiumi e vento in provincia

Preoccupano i fiumi Reno, Santerno e Senio

Bassa Romagna

Ancora maltempo per la giornata di sabato 4 novembre. Dal pomeriggio sono previste in Emilia-Romagna «condizioni favorevoli alla formazione di temporali particolarmente intensi e/o persistenti, più probabili sulla fascia appenninica del settore centro-occidentale. Inoltre sono previsti venti sud-occidentali di burrasca forte (75-88 Km/h) con rinforzi o raffiche di intensità superiore, più probabili sulla fascia appenninica».

Per la Bassa Romagna lughese è stata emanata un’allerta arancione per criticità idraulica, riferita alla propagazione delle piene nei tratti vallivi dei fiumi Reno, Santerno e Senio, generata dalle piogge dei giorni precedenti sui rispettivi bacini montani, con occupazione delle aree golenali e interessamento degli argini.

L’allerta è arancione per piene dei fiumi e vento anche nei comuni di Castel Bolognese, Riolo Terme e Casola Valsenio, solo per vento invece a Brisighella.

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