domenica
17 Maggio 2026

Più piccolo ma più moderno e più green: Mediaworld riapre 4 mesi dopo l’alluvione

Il punto vendita di elettronica e tecnologia in via Faentina a Ravenna ha inaugurato nel 2004 e ora è stato completamente rifatto: pavimento studiato da Mapei per eliminare l’umidità, scaffali in legno e ferro senza plastica, luci a led. Un quarto della superficie ora è occupato da un negozio di prodotti per animali

IMG 4028L’acqua copriva tutti i 2.600 metri quadrati del magazzino e del negozio di elettronica e tecnologia fino a circa un metro di altezza, ma quattro mesi dopo l’alluvione è solo un brutto ricordo e il punto vendita Mediaworld a Fornace Zarattini, dal 2004 in via Faentina alle porte di Ravenna, ha riaperto al pubblico. Stamani, 28 settembre, il taglio del nastro alla presenza dei vertici nazionali del gruppo e del sindaco Michele de Pascale.

I 36 dipendenti, dopo la temporanea riallocazione in altri punti del territorio, sono tornati a servire la clientela che ha risposto in maniera concreta: all’apertura delle porte alle 9 erano una cinquantina di persone si è riversata fra gli scaffali.

Taglio Nastro 2Quando l’acqua si è ritirata a maggio è partito il cantiere che ha ristrutturato da capo l’immobile (i vertici del gruppo non vogliono rendere noti l’ammontare dei danni e l’investimento per la rinascita). Basti pensare che il pavimento del negozio era coperto da moquette. Ora invece è stato posato un gres in cemento studiato da Mapei in modo da sfogare esternamente l’umidità che potrebbe ancora affiorare dagli allagamenti. Il colore della pavimentazione è più chiaro rispetto a prima anche per sfruttare meglio la luce: nel rispetto di una politica di sostenibilità energetica, l’illuminazione è 100 percento a led con telegestione da remoto per ottimizzare i consumi e gestirne le accensioni e gli spegnimenti. Gli arredi sono in legno e ferro, niente più plastica.

Rispetto a com’era pre alluvione, ora il negozio occupa una superficie minore: una porzione di 600 mq infatti è stata ceduta in affitto a Arcaplanet, la catena di prodotti per animali domestici. «Era una decisione già in programma – spiega Stefano Parmegiani, direttore del punto vendita Mediaworld – nell’ottica di riduzione degli spazi con maggiore attenzione al commercio online». A proposito di commercio elettronico: in via Faentina si possono andare a ritirare prodotti acquistati online e disponibili 30 minuti dopo, anche utilizzato il drive-in con l’auto.

La particolarità del negozio è la presenza di cinque punti chiamati “experience zone”, aree dove il cliente può immergersi in un ambiente accogliente e toccare con mano, provare, informarsi e valutare le performance del prodotto ancor prima di portarlo a casa. Cooking show, videogame, mobility sostenibile, home cinema, elettrificazione.

Inoltre il negozio è dotato di un punto di contatto dove ricevere formazione sui prodotti acquistati, effettuare riparazioni di smartphone e tablet fuori garanzia, essere supportati nel setup e personalizzazione di nuovi acquisti o prodotti già in possesso del cliente, nonché supporto negli aggiornamenti.

Cucina molecolare, gel per pulire i dipinti, estrazione Dna: la Notte della Ricerca

Il 29 settembre a Ravenna e Faenza un ampio e variegato programma di iniziative aperte al pubblico per mostrare cosa fanno ricercatrici e ricercatori universitari e come la scienza intervenga in tante attività quotidiane

Slide NDR 2023 Video Teaser DEFTorna a Ravenna, e in altre città della Romagna, la Notte europea dei Ricercatori, l’evento che vuole portare fra la gente il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori universitari e offrire la possibilità di partecipare attivamente a esperimenti, dimostrazioni, giochi, esposizioni e laboratori. Quest’anno ruoterà intorno a tre linee principali: interpretare il passato, esplorare il presente, immaginare il futuro. L’appuntamento è per venerdì 29 settembre, organizzato dal consorzio composto dai ricercatori del Cnr, Università di Bologna, Cineca, Inaf, Infn e Ingv affiancati per la comunicazione e l’organizzazione da ComunicaMente e Naxta (a questo link l’intero programma dettagliato).

A Ravenna la Notte sarà inaugurata al Museo d’Arte della città di Ravenna (Via di Roma, 13) alle 18. Per l’occasione, il Mar consentirà l’accesso gratuito alla Mostra permanente dei mosaici contemporanei che ripercorre lo sviluppo che la tecnica del mosaico a partire dalle esperienze maturate a Ravenna, a livello nazionale e internazionale, dal secondo decennio del Novecento ad oggi e comprende più di 90 opere.

Tra gli incontri al MAR, “Alla scoperta della stampa: dal libro antico alla copia digitale”, farà scoprire il viaggio evolutivo dei primi libri a stampa fino alla scoperta delle nuove possibilità offerte dalle copie digitali. Con “I-care. insieme per la comunicazione del patrimonio culturale a rischio di Ravenna” gli studenti del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna presenteranno i progetti elaborati per il percorso Pcto dedicato al tema della comunicazione e del coinvolgimento della cittadinanza nella salvaguardia e tutela del patrimonio culturale in situazioni di rischio. “I nostri ricordi personali digitali alla prova del tempo. Quali strategie per gestirli al meglio e come trasmetterli ai posteri?” farà riflettere sull’importanza di conservare e tutelare la trasmissione dei nostri ricordi personali con il passaggio al digitale. L’incontro “Patrimonio musicale le Digital humanities” mostrerà le esperienze di ricerca del laboratorio musicale del Dipartimento di Beni culturali Unibo e della Scuola di specializzazione in beni musicali.

Nel corso della serata ci saranno anche dimostrazioni pratiche ed esperimenti: Antropolog* per un giorno. Alla scoperta dell’antropologia fisica, per partecipare all’esplorazione di uno dei più grandi archivi a nostra disposizione: lo scheletro umano.

Con gli studenti di Medicina e Chirurgia si viaggerà all’interno del corpo umano, mentre nel laboratorio FrameLab gallery i ricercatori mostreranno le tecniche e i metodi per l’acquisizione e stampa 3D di monumenti e oggetti del patrimonio culturale.

Infine, l’incontro “Una scienza verde e sostenibile al servizio dell’arte” darà la possibilità di assistere alla dimostrazione della preparazione di green gel per la pulitura di dipinti, provando in prima persona la rimozione della vernice e visualizzare i risultati tramite DinoLite collegato a uno schermo.

Al dipartimento di Beni culturali (Via degli Ariani, 1), il Laboratorio diagnostico proporrà una visita interattiva per scoprire come si compiono le indagini tecnico scientifiche sulle opere pittoriche dal punto di vista dei materiali, tecnica, conservazione e valorizzazione dei manufatti artistici. Dalle 16.00, l’incontro “Attenti a quei due. Il restauratore e il diagnosta a confronto”.

I ricercatori di Scienze ambientali apriranno le porte dei laboratori di via Sant’Alberto, 163. Alle 18, si partirà dal Darsenale Bizantina Brewpub con una pedalata organizzata da FIAB Ravenna, per arrivare alla sede dei Laboratori Sartori e scoprire la via delle Scienze ambientali. Il pubblico sarà guidato a scoprire le attività che i ricercatori svolgono per gestire, conservare e proteggere l’ambiente e il patrimonio naturale lungo le nostre coste, spaziando dall’ecologia, biologia e fisiologia degli organismi che vivono i nostri mari e la gestione delle coste fino alla chimica verde e la sostenibilità ambientale.

Anche il Centro Ricerca Ambiente Energia e Mare a Marina di Ravenna parteciperà alla Notte e, dalle 18, prenderà il via una serata di esperimenti ed esperienze alla scoperta del Centro tra passato e futuro per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Un viaggio aperto al pubblico, fra carboni di seconda generazione che permettono di decontaminare il terreno, batterie del futuro per l’efficientamento energetico e tecnologie emergenti dedicate alla sicurezza e alla logistica portuale. L’evento “Innovazione e ricerca a Marina di Ravenna: da Raul Gardini a oggi” ha in programma la visione in anteprima del video dedicato al celebre imprenditore ravennate a cui si lega la nascita del Centro. Entrambi gli eventi sono organizzati dal Tecnopolo di Ravenna.

Si potrà fare anche un salto lungo gli argini del Lamone, per riflettere sulla convivenza tra uomo e acqua. Alle 9.30, si inizia con “Acqua, terre e biciclette”. Un viaggio ai margini delle terre degli scariolanti”, un tour scientifico in bicicletta progettato dal Consorzio Bonifica della Romagna in collaborazione con FIAB Ravenna.

Alle 20.30 alla Casa Matha (Piazza A. Costa, 3), seguirà un dialogo a più voci sul tema dell’evoluzione geografico-ambientale e paesaggistica delle bonifiche del Lamone. Il team interdisciplinare del costituendo “Osservatorio dinamico del paesaggio romagnolo” presenterà in anteprima le attività di ricerca previste nell’area della Bonifica del Lamone.

A Faenza, dalle 18, nel complesso ex Salesiani (Via San Giovanni Bosco, 1) si spazierà dalla gastronomia molecolare a cura del gruppo di Chimica con “Gastronomia molecolare: la chimica che si mangia”, ai ricercatori dei Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC) e di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM) dell’Università di Bologna che racconteranno Infermieri e logopedisti in pillole condividendo conoscenze e attività. Si affronteranno i temi del ciclo di vita di una cellula e il processo di estrazione del Dna, lo studio dei vasi sanguigni nei tumori, passando per l’educazione sanitaria e la prevenzione oncologica; sarà spiegato l’effetto placebo e nocebo nella pratica clinica e, infine, sarà mostrata la rianimazione cardio respiratoria e parametri vitali, per concludere con una riflessione sulla relazione terapeutica: dall’ipnosi clinica alla medicina narrativa.

La serata sarà un’opportunità per immergersi nel mondo affascinante della ricerca medica e per apprendere in modo interattivo attraverso dimostrazioni pratiche.

Più controlli di polizia in piazza Baracca e nei dintorni della Loggetta Lombardesca

La decisione presa dal comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. Nei dintorni del parcheggio a ridosso di Porta Adriana è cominciata la lite che ha portato al recente omicidio di un 47enne. Ma il prefetto assicura: «Nessun allarme sociale, è un caso isolato»

Il comitato provinciale di Ravenna per l’ordine pubblico e la sicurezza ha deciso di intensificare i controlli di polizia nel centro del capoluogo, in particolare nell’area di piazza Baracca e in quella adiacente alla Loggetta Lombardesca, l’edificio che affaccia su via di Roma dove ha sede il museo Mar. Sono state anche condivise le misure annunciate dal Comune di Ravenna per una maggiore videosorveglianza con telecamere di ultima generazione nell’area di piazza Baracca.

Nei pressi di un bar in piazza Baracca il 20 settembre è iniziata una lite fra due uomini che poi è sfociata in un omicidio. Saranno effettuati servizi congiunti e coordinati “ad alto impatto” con il coinvolgimento anche della polizia locale.

Il recente omicidio è stato un argomento toccato nella riunione. Alla fine dei lavori il prefetto Castrese De Rosa ha commentato così: «Non c’è nessuna situazione di particolare allarme sociale dopo l’omicidio di Christian Battaglia in seguito ad una lite per futili motivi in Via Cura. Si è trattato di un episodio isolato, sconcertante per l’epilogo drammatico che ha avuto, ma che non può generare alcun allarmismo. D’altronde le indagini condotte dalla squadra mobile hanno portato immediatamente all’individuazione dell’autore dell’omicidio che è stato fermato e successivamente convalidato l’arresto».

Il comitato ha ritenuto comunque opportuno esaminare la situazione generale dell’andamento della criminalità a Ravenna, che negli ultimi tempi ha portato ad intensificare i servizi di vigilanza e controllo in un’area molto sensibile come quella della stazione ferroviaria e dei Giardini Speyer.

Il comitato ha condiviso l’opportunità di adozione da parte del Comune di Ravenna di ordinanze per vietare la consumazione di bevande alcoliche fuori dagli spazi consentiti in tutto il centro storico, come anche la possibilità prospettata di una modifica al vigente regolamento comunale per rendere strutturale questa decisione evitando così la temporaneità delle ordinanze sindacali anti-alcol.

È stata, infine, analizzata la situazione del litorale ravennate dove i risultati ottenuti dalla campagna “Estate Sicura” hanno confermato il trend già emerso ad inizio estate, vale a dire positivo grazie anche ai rinforzi pervenuti dal Viminale per un maggior controllo del territorio, come hanno anche confermato i rappresentanti della Provincia e del Comuni di Ravenna e Cervia.

Le cooperative braccianti cercano trenta lavoratori stagionali: operai e trattoristi

Domande online, l’offerta è un contratto a tempo determinato

In vista della prossima campagna stagione, le Cooperative agricole braccianti (Cab) della provincia sono alla ricerca di una trentina di lavoratori, in particolare operai e trattoristi. Le Cab propongono contratti stagionali a tempo determinato, con la possibilità di diventare soci dell’azienda già nel medio termine, e promuovono percorsi di formazione e lavoro per giovani diplomati o laureati, a partire dalla Convenzione per i tirocini con l’Università di Bologna. Oggi le Cab contano 618 occupati di cui 373 associati.

Gli interessati possono visitare il sito web di Promosagri dove sono disponibili gli indirizzi a cui inviare i curricula.

  • trattoristi e operatori meccanici per Cab Massari di Conselice;
  • trattoristi, operatori meccanici e diverse figure di riferimento in campo per Cab Terra di Piangipane;
  • trattoristi e operatori meccanici, operai in campo per produzione annuale di piantine da vivaio (fragole e asparagi) e avventizi per la fase di trapianto e gestione in campo per Cab Comprensorio Cervese;
  • trattoristi, operai potatori per frutteto e vigneto (da impiegare anche nella zappatura, nella selezione di piantine di fragole, nei trapianti, nella raccolta di frutta su carri raccolta e in quella di pomodori su macchine selezionatrici) per Cab Campiano;
  • trattoristi, potatori per frutteto e vigneto, anche senza esperienza nel settore, per Cab Bagnacavallo;
  • addetti alla mungitura robotizzata e alla gestione della sala di mungitura automatizzata, addetti alla vitellaia per la stalla da latte biologica di Agrisfera a Mandriole.

La transizione digitale della logistica in un nuovo corso di alta formazione

Alla sede di Ravenna dell’Università di Bologna si amplia l’offerta formativa sulla tematica portuale con un corso di alta formazione incentrato sulla transizione digitale nella logistica. Iscrizioni entro il 18 ottobre

Nave Ucraina Porto Canale
La nave Rojen entra nel porto canale

La proposta universitaria di Ravenna dedicata alla tematica portuale si arricchisce di un nuovo corso di alta formazione (Caf) incentrato sulla transizione digitale nella logistica portuale. Il nuovo percorso è organizzato dal Dicam, il dipartimento di ingegneria civile, chimica ambientale e dei materiali, in collaborazione con l’Istituto sui Trasporti e la Logistica (Itl) e l’Università di Genova, e con il supporto di Fondazione Flaminia. La durata del corso è semestrale, il costo è 2.500 euro, le iscrizioni scadono il 18 ottobre.

La novità amplia l’offerta che già contava la consolidata presenza del master in Diritto penale dell’impresa e dell’economia “Filippo Sgubbi” che quest’anno giunge alla decima edizione, e del master in Diritto marittimo, portuale e della logistica che è giunto alla sesta edizione.

Il nuovo corso raccoglie le nuove sfide che gli scenari internazionali impongono ai nostri porti, prime fra tutte quelle della digitalizzazione e della logistica in ambito portuale. Integra, infatti, competenze economico-gestionali legate ai processi logistico-portuali con competenze relative alla transizione digitale dei sistemi marittimo-portuali. Risponde alle esigenze degli operatori che svolgono attività nell’ambito della logistica portuale e che considerano le competenze digitali nella gestione dei processi un requisito prioritario per garantire e incrementare la propria competitività nel contesto internazionale.

Il profilo professionale che verrà formato è di interesse per imprese portuali (terminalisti portuali), autorità portuali, intermediari (agenti, spedizionieri…), piccole e medie imprese coinvolte nell’indotto relativo al funzionamento dei porti.

Più legate a un ambito giuridico, ma sempre proiettate a raccogliere le mutate esigenze della nuova portualità italiana e delle imprese a essa collegate, sono le altre proposte formative universitarie presenti a Ravenna: i master in Diritto penale, dell’impresa e dell’economia ‘Filippo Sgubbi’, e in Diritto marittimo, portuale e della logistica.

Il master in Diritto penale dell’impresa e dell’economia ‘Filippo Sgubbi’ a Ravenna

L’obiettivo è formare specialisti nel settore professionale e aziendale del diritto penale economico sia attraverso l’approfondimento rigoroso degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali sia mediante l’analisi e il confronto di casi concreti. Il livello di formazione offerto dal corso consente sia l’inserimento nell’impresa nei ruoli apicali sia l’attività di consulenza esterna nei servizi giuridici a favore dell’impresa. Le lezioni del master “in azienda”, anche mediante piattaforma online, consentono agli iscritti di interagire con manager e dirigenti nelle strutture d’impresa. Scadenza iscrizioni 19 gennaio 2024.

Il master in Diritto marittimo, portuale e della logistica

L’obiettivo è formare figure professionali specializzate nei settori dei trasporti marittimi, della portualità e della logistica, intesi come settori strategici per la competitività delle imprese e dunque per lo sviluppo economico del territorio non solo locale, ma anche nazionale. Il percorso formativo si caratterizza per una forte strutturazione didattica centrata principalmente sull’approfondimento rigoroso degli istituti giuridici di riferimento, attraverso anche l’analisi degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali, nonché sull’introduzione ed il confronto delle varie esperienze del settore, attraverso lo studio di casi concreti e lo svolgimento di seminari. Scadenza iscrizioni 18 gennaio 2024.

La Casa delle Donne critica la “culla per la vita”: «Ci sono già gli ospedali»

Dal 7 ottobre alla parrocchia del Torrione la struttura che consente a madri in difficoltà di lasciare figli neonati in anonimato, ma si tratta di garanzie possibili anche nelle strutture sanitarie pubbliche: «Comune e Ausl non fanno informazione»

Pexels Vidal Balielo Jr 3376801Dal 7 ottobre nel cortile della parrocchia di Santa Maria del Torrione a Ravenna sarà attiva la “culla per la vita”, un progetto dell’associazione Medici Cattolici Italiani che tramite una raccolta fondi è riuscita a raccogliere i 30mila euro necessari. Si tratta di uno spazio dove madri in difficoltà possono scegliere di lasciare i figli neonati: una serie di dispositivi garantiscono poi l’invio di un allarme al 118 e al reparto di Neonatologia dell’ospedale con l’accensione di una telecamera interna sorvegliata 24 ore su 24 da volontari e dalla parrocchia stessa. Di questo tipo di strutture si parlò molto qualche mese fa dopo che venne utilizzata quella al Policlinico di Milano. Da quando è stata attivata nel 2007, è stata la terza volta.

L’iniziativa di stampo cattolico non piace alla Casa delle Donne, la realtà di Ravenna che riunisce associazioni e soggetti della galassia del femminismo e dell’attenzione particolare alle parità di genere.

«Il massimo della sicurezza per la donna e per chi sta per nascere è garantita solo ed esclusivamente in una struttura ospedaliera pubblica – si legge in un comunicato –. Nel nostro Paese l’anonimato è garantito da un Decreto del Presidente della Repubblica che consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”».

Una volta chiusa la porta esterna a tapparella della culla non sarà più possibile riaprirla dall’esterno. «Invece è un diritto della madre avere un tempo di 10 giorni in cui poter ripensare. Chi lo garantisce? Sempre l’ospedale. La rete di tutela cerca di capire quali sono le condizioni che determinano la rinuncia alla genitorialità e valuta possibili soluzioni».

I promotori, tra cui don Paolo Pasini, sostengono che la culla è pensata soprattutto per le donne straniere, in particolare se prostitute, “che potrebbero essere in pericolo se si scoprisse la loro gravidanza o di donne che non sono nelle condizioni di poter mantenere un figlio”.

«Chi mette maggiormente in pericolo, anche di vita, le donne straniere perlopiù prostitute sono gli uomini perlopiù italiani – scrive la Casa delle Donne –. Inoltre nella nostra città da molti anni è attivo un progetto che prevede azioni di protezione immediata e immediata assistenza sanitaria e consulenza legale alle donne vittime di tratta e grave sfruttamento».

La critica finale è per il Comune e per l’Ausl: «Da almeno 15 anni non fanno campagne di informazione e comunicazione della possibilità di partorire in anonimato e in sicurezza nelle strutture ospedaliere pubbliche».

Mostre, osterie, concerti, mercatini: torna la Festa di San Michele

Fino a domenica 1 ottobre, incentrata sul tema del paesaggio

San Michele Piazza Giorno

 

Parte oggi, giovedì 28 settembre, l’attesa Festa di San Michele di Bagnacavallo, che prosegue il percorso tematico dedicato al paesaggio. Alle 18.30 l’apertura al Teatro Goldoni, dove il regista Walter Veltroni e la fotografa Silvia Camporesi, in dialogo con Andrea Valmori dell’associazione Filmeeting, effettueranno un percorso per immagini nel paesaggio urbano attraverso i linguaggi di due forme d’arte vicine e al contempo profondamente diverse, il cinema e la fotografia.

Come da tradizione, è l’arte il filo conduttore di questa riflessione sul paesaggio urbano, a partire dalle mostre promosse dalle istituzioni culturali del Comune. Il Museo Civico delle Cappuccine curerà tre esposizioni: nella sua sede di via Vittorio Veneto “Strade e storie. Paesaggi da Hokusai a Hiroshige” dedicata ai più importanti maestri giapponesi della xilografia, all’ex convento di San Francesco “Eron” con le opere del noto street artist; alla chiesa del Suffragio “Sono come pensieri dal piede pesante, hanno il piede pesante anche se abitano il cielo” del ceramista Andrea Salvatori.

Sono invece dedicate alla fotografia “Obiettivo città”, mostra curata dalla Fototeca comunale nella manica De Amicis dell’ex convento di San Francesco, e ai documenti storici “Le città di carta”, mostra bibliografica allestita alla Biblioteca Taroni.

Questo percorso artistico si espande in tutto il paesaggio urbano bagnacavallese, andando ad arricchire luoghi storici e spazi privati grazie a mostre fotografiche, di pittura e installazioni. L’associazione Bi Art Gallery cura gli allestimenti presso il Sacrario dei Caduti, le Vetrine vestite d’arte e i locali della stazione. Nelle salette garzoniane ci sono le fotografie del Club Cine Foto Amatori bagnacavallese e all’antica galleria le “Geografie d’interni” di Soqquadro, a Palazzo Vecchio i dipinti dell’associazione Arte e Dintorni e a San Giovanni una mostra fotografica a cura della Pro Loco.

Non mancheranno poi gli altri ingredienti essenziali della Festa di San Michele: la musica, i mercati, le osterie e i punti ristoro, le animazioni in tutto il centro storico. Torneranno le delegazioni dei paesi amici e gemelli, con iniziative dedicate all’incontro e allo scambio.

La musica sarà protagonista non soltanto sul palco centrale, con quattro coinvolgenti appuntamenti (giovedì 28 Rumba de Bodas, venerdì 29 Tormento in una serata hip hop curata dal centro culturale Cisim, sabato 30 il progetto “Città sonora”, domenica 1 l’orchestra Doremi con un omaggio a Battisti), ma anche nelle chiese e in Piazza Nuova.

Ci sarà poi come sempre una programmazione dedicata a bambine e bambini, con spettacoli al Giardino dei Semplici, il tradizionale mercatino dei ragazzi, il “Gioco dell’oca tiberina” e lo spettacolo di teatro ragazzi “I musicanti di Brema”, portato in scena al Teatro Goldoni domenica 1 ottobre alle 18 dalla compagnia Teatro Perdavvero a cura di Accademia Perduta Romagna Teatri.

Percorsi e sapori è una speciale sezione della festa, dove le proposte delle location private di Interno 7 si incontreranno con le visite guidate promosse nell’ambito del progetto “Benvenuti a Bagnacavallo”. All’ex convento di San Francesco tornerà il Garage Sale (30 settembre e 1 ottobre), ci saranno poi il mercato tradizionale della festa in via Mazzini, il mercato dei prodotti tipici in via Ramenghi, un mercatino dei creativi in via Matteotti e tanti market solidali in tutto il centro.

La proposta gastronomica andrà di pari passo a quella culturale. In forni, pasticcerie e ristoranti è in vendita il celebre Dolce di San Michele dai sapori e dai colori autunnali, otto saranno le osterie allestite per l’occasione, affiancate da molti altri punti enogastronomici disseminati in città.

La strage delle edicole: a Ravenna e dintorni ne chiudono altre quattro

Il 30 settembre serrande abbassate in via Candiano, a fine anno in via Zalamella. E a Marina da novembre ne resterà solo una

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Gli edicolanti Simoni e Zappaterra

Nel giro di poche settimane chiuderanno a Ravenna e dintorni quattro edicole.

Sabato 30 settembre chiude i battenti definitivamente quella storica di via Candiano. Il primo chiosco fu fondato nel lontano 1956, ai confini fra il quartiere Darsena e il centro storico. Gli attuali titolari, Claudio Simoni e Vanna Zappaterra, rilevarono l’edicola nel 1997, poi nel 2000 l’ingrandirono (con tanto di bagno con acqua corrente). Fra l’atro, la rivendita di giornali di Simoni e Zappaterra, qualche anno fa, è stata tra le prime ad accettare con convinzione di diventare un punto distribuzione del nostro settimanale gratuito Ravenna&Dintorni. «Ben venga – dissero – un servizio in più per i nostri affezionati clienti…».

Vista la circostanza, non nascondono il rammarico ma sottolineano che per raggiunti limiti di età e la mancanza di offerte di qualcuno disposto a rilevare l’attività, il loro abbandono è inevitabile. «Non fosse per l’anzianità – confida Vanna – avrei continuato, è un lavoro che mi è sempre piaciuto e ci ha dato notevoli soddisfazioni, adesso ci godremo un po’ di riposo».

«Ho annunciato che l’edicola era in vendita quattro anni fa – spiega Claudio – ma i contatti sono stati scarsissimi, poco più di dieci, e poco interessati alla questione costi e ricavi dell’impresa, quasi tutti hanno mollato quando siamo entrati nel merito degli orari di apertura, soprattutto del fatto che l’edicolante la mattina si deve alzare presto, molto presto. D’altra parte, noi come famiglia ne siamo testimoni e conosco anche le vicende di tanti colleghi, i giovani, che siano figli o parenti, non sono disposti a ereditare l’attività, alle nuove generazione questo mestiere non interessa per nulla».

Questa ennesima chiusura fa parte di una lunga serie di dismissioni che sembra non finire più. Nel quartiere Darsena resterà aperta una sola edicola (in via Trieste) e altre importanti zone di Ravenna potranno contare su di un paio di giornalai o poco più.

A fine anno chiuderà anche l’edicola di via Zalamella, come ci confermano le titolari, le sorelle Ghinassi, prossime alla pensione. «Impossibile ormai venderla: vent’anni fa avevamo speso un’enormità per acquistare quello che sembrava poter essere un bene sicuro, oggi la situazione è invece ribaltata. A pesare è stato l’avvento di internet, il crollo delle vendite dei giornali e più in generale la crisi che ha colpito le famiglie: se una volta si veniva in edicola anche solo per comprare cinque confezioni di carte Pokemon, per esempio, oggi i ragazzi ne comprano una. Ma li capiamo».

Un rendiconto sommario svela che a Ravenna città entro il 2023 quelle che una decina di anni fa erano oltre 30 edicole saranno ridotte a una dozzina. Una vera e propria deriva verso l’estinzione.

E nella vicina Marina di Ravenna tra poche settimane ne resterà solo una. Oltre a quella stagionale sul lungomare (che la scorsa estate non ha riaperto) chiuderà i battenti a fine ottobre (a meno che non arrivi un compratore, eventualità poco probabile) quella di viale delle Nazioni all’angolo di fronte all’ex Xenos, mentre ha già interrotto l’attività in questi giorni la rivendita di giornali in viale IV Novembre. Resterà aperta, quindi, solo quella di piazza Dora Markus.

In centro a Ravenna apre “L’Antica pizzeria da Michele” della famiglia Condurro

Il locale esiste a Napoli da 150 anni, tappa fissa dei vip: ultimo è stato il regista Spielberg. Apertura per Natale negli spazi occupati dalla Bottega di Felice

381065988 710702767764007 3830395083126664383 NIn centro a Ravenna arriva “L’Antica pizzeria da Michele”, un marchio storico della ristorazione di Napoli, fondato 150 anni fa dalla famiglia Condurro. L’apertura dovrebbe arrivare per Natale in via Ponte Marino nei locali che erano occupati dalla Bottega di Felice che si è spostata di poche decine di metri, all’angolo tra via Rossi e via Matteucci. L’apertura di Ravenna fa parte di un progetto di aperture in varie parti d’ Italia e del mondo. La notizia è riportata dal quotidiano Il Resto del Carlino.

La pizzeria di Napoli è diventata una delle tappe fisse per molti vip, soprattutto stranieri, in cerca di sapori italiani da degustare. L’ultimo in ordine di tempo a dare un morso alla pizza di Michele è stato il regista Steven Spielberg.

“La Metropoli del Futuro” di Hugh Ferriss

Un saggio illustrato, inedito in Italia, “abissale, spettrale e meraviglioso”, curato da Alessandro Canevari per le edizioni Pendragon

Ferriss Disegno Metropoli
Hugh Ferriss, “Buildings in the Modeling Project (Aerial perspective)”

James G. Ballard, nella sua profetica “Tetralogia degli elementi” – The Wind From Nowhere, 1961, The Drowned World, 1962, The Burning World (o The Drought), 1964 e The Crystal World, 1966 – aveva prefigurato quattro possibili catastrofi naturali: un vento che spazza tutto, la desertificazione, un diluvio d’acqua e la cristallizzazione delle piante. Nella nostra regione, abbiamo fatto la drammatica prova del terzo evento, che, nella prima traduzione per la collana “Urania” di Mondadori, suonava liberamente, ma efficacemente: Deserto d’acqua. L’unica soluzione per città semisommerse era di andare a vivere ai piani alti. Anche questa via di salvezza l’abbiamo verificata durante la recente alluvione.

Perché questa premessa? Perché appena un anno fa è stato pubblicato, prima inedito nel nostro Paese, un libro di architettura – “abissale, spettrale e meraviglioso” – in gran parte dedicato allo sguardo dall’alto. Si tratta della prima traduzione italiana di un leggendario saggio del grande disegnatore americano Hugh Ferriss, The Metropolis of Tomorrow, pubblicato a New York, nel 1929, da Ives Washburn e ora, grazie alla cura di Alessandro Canevari, è disposinibile per i lettori italiani col titolo di Metropoli del Futuro, nella bella collana “Tecnica e Tradizione” diretta da Guglielmo Bilancioni, per le edizioni Pendragon di Bologna (2022). Il volume è corredato da una basilare postfazione del curatore dal titolo Metropoli-Stilopoli, che ne inquadra l’autore, il contesto e il contenuto.

Qual è il tema? Ferriss propone un progetto visionario per risolvere il grande problema della sua e della nostra epoca: come dare Forma all’informe metropolitano? Per far questo, bisogna innanzitutto conoscere il problema. Come fare per avere una visione complessiva dell’enorme metropoli, che, in questo caso, non può che essere New York? La soluzione è salire ai piani alti – come in Ballard – e guardare l’“oceano” artificiale che gli uomini – il capitalismo, gli speculatori e, last but not least, gli architetti – hanno costruito. È lo stesso Ferriss che, in uno dei tanti meravigliosi disegni che costellano il libro, mostra se stesso, davanti a un cavalletto, intento a ritrarre la gigantesca città ai suoi piedi. Da un lato i grattacieli, dall’altro gli abitanti che si muovono in fondo ai “canyon” di NYC.

Ferriss si chiede: «Quale rapporto intercorre tra i due? Quelle minuscole macchioline sono le vere menti di questo scenario e le torreggianti masse qualcosa che quelle formiche hanno, per così dire, prodigiosamente secreto? Oppure i colossi di acciaio e vetro sono l’incarnazione di una qualche cieca e meccanica forza impostasi dall’esterno su un’umanità inerme?». Per Ferriss, questo non è “il migliore dei mondi possibili” e dunque l’ultima parte del suo libro è dedicata al sogno di una possibile rigenerazione della metropoli, non come fuga da questa, ma come razionalizzazione di questa attraverso il riscatto della grande Forma. Utopia, si dirà, ma utopia necessaria. Con una grande speranza nei giovani architetti: «[…] senza alcuna remora o esitazione la nuova generazione schiererà davanti a sé ogni prodotto della ricerca scientifica contemporanea, e, forte di tali conquiste, costruirà».

A seguire quattro disegni di Hugh Ferriss tratti dal volume The Metropolis of Tomorrow, Ives Washburn Publisher, New York 1929.

Il volume di Ferris è stato presentato recentemente dal professore Alessandro Canevari in occasione della Conferenza di Architettura del 22 giugno – nello Showroom dello sponsor Original Parquet di Alfonsine – a cura di “Se Dici Architettura (Reclam)”, con la consulenza di chi scrive e dell’architetto Emilio Rambelli.

Start a studenti e famiglie: «Usate anche i bus prima e dopo quelli più affollati»

L’azienda del trasporto pubblico fa chiarezza dopo le proteste per alcuni ragazzi rimasti a piedi

Bus San Romualdo

A dieci giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, prosegue il monitoraggio quotidiano da parte di Amr e Start Romagna per verificare eventuali criticità delle corse in orario scolastico, misurare la capienza dei mezzi e predisporre, laddove necessario, dei correttivi.

Come accade ogni anno, l’avvio delle scuole e il passaggio all’orario invernale «genera un periodo di assestamento del servizio di trasporto pubblico – spiegano da Start Romagna -. La provvisorietà degli orari scolastici, il conseguente loro repentino cambiamento rispetto a quanto comunicato e quindi programmato, non sempre rendono possibile adeguare la disponibilità di mezzi in poche ore».

In questi primi giorni sono giunte segnalazioni relative a corse saltate, studenti lasciati a terra o mezzi eccessivamente affollati. «Start Romagna e Amr puntualmente verificano tali segnalazioni, basandosi su un campione di più giorni e verificando ogni mattina eventuali accorgimenti operativi».

È successo, come nel caso delle linee 140 e 141 a Ravenna (di cui avevamo parlato a questo link): in base alle verifiche sono stati predisposti dei potenziamenti.

«In molti casi, però, le segnalazioni sono relative a situazioni risolvibili con un utilizzo più ordinato dei bus – sottolinea Start Romagna in una nota inviata alla stampa -. In caso di più corse ravvicinate c’è la tendenza a prendere l’ultima verso gli istituti scolastici, lasciando i mezzi che transitano in media meno di una decina di minuti prima, con molta disponibilità di posti. In uscita, invece, si verifica il contrario: gli studenti tendono a voler salire sul primo autobus in partenza ed i successivi, che transitano pochi minuti più tardi, sono generalmente scarichi».

Riguardo alle capienze, «la percezione del passeggero è spesso diversa dalla reale capacità di trasporto dei mezzi trattandosi di autobus che prevedono la presenza di passeggeri in piedi.  I mezzi di Start Romagna viaggiano sempre in regola. Il carico dei passeggeri è monitorato sia dal personale che tramite le telecamere interne ai bus».

Il consiglio che l’azienda rivolge a studenti e famiglie «è quello di valutare l’offerta complessiva delle corse, cercando di prediligere quelle che partono qualche minuto prima al mattino e, per il rientro, non considerare solo il primo mezzo in partenza».

Un’altra situazione riscontrata durante i monitoraggi riguarda la sosta nella vicinanza delle porte di ingresso «che impedisce di salire anche quando vi sono ancora posti disponibili sull’autobus».

La mostra Dante Plus si chiude con una performance parodia di Marina Abramović

Domenica 1° ottobre in centro a Ravenna con Giulio Alvigini

9 La Somma PerformerDomenica 1° ottobre si chiuderà la mostra “Dante Plus 2023” e per il finissage Bonobolabo, insieme a Giulio Alvigini, presenta “Il giro del mondo dell’arte”.

La performance intitolata “DANTIGINOVICH” rappresenta una parodia di una delle performer più conosciute al mondo, Marina Abramović.

L’evento prenderà il via alle 11 da porta Adriana a Ravenna, con l’artista che si trasformerà in una sorta di rivisitazione di Dante e Abramović. Seduto ad un tavolo posto in mezzo alla strada, Alvigini accoglierà le persone che vorranno partecipare al gioco da lui creato, denominato “Il giro del mondo dell’arte”.

Il percorso di questa performance includerà diverse tappe del centro di Ravenna e si concluderà alla mostra Dante Plus 2023, allestita alla Biblioteca Alfredo Oriani in via Corrado Ricci 26. Qui l’artista sarà disponibile per una sessione di firmacopie, offrendo ai partecipanti la possibilità di portare a casa un ricordo unico di questaperformance artistica.

Ravenna sarà la prima tappa di un tour italiano che toccherà diverse città tra cui Torino, Milano, Firenze, Roma.

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