domenica
17 Maggio 2026

“Manualetto” si apre in Darsena con De Summa, Clever Square, Opez e Toni

Venerdì 22 settembre al via il format “situazionista” ideato da Studio Doiz e Denara

De Summa
Oscar De Summa

È con tre giornate molto intense che si apre la seconda edizione di Manualetto, format creato dallo studio d’architettura Denara e dall’associazione culturale Studio Doiz (in collaborazione con marte aps), che si svolge sul lato sinistro della Darsena (vicino al ponte mobile), trasformato in “villaggio temporaneo” e situazionista. 

La prima serata del festival di venerdì 22 settembre – preceduta alle 18 da un incontro con gli ideatori moderato dal giornalista Federico Savini – è dedicata alla musica a partire dalle 21 con il concerto dei Clever Square, gruppo ormai storico del territorio, capeggiato da Giacomo D’Attorre. A seguire, alle 22.30, ecco il live degli Opez, singolare duo elettroacustico formato da Massi Amadori, alla chitarra, e Francesco Giampaoli al contrabbasso. Suoni di legno e di corde, i loro, a metà strada fra un film di Sergio Leone e una colonna sonora di Angelo Badalamenti. 

Sabato 23 settembre si inizia alle 18.30 con un mostro sacro del teatro di narrazione italiano, Oscar De Summa (nella foto), che porterà a Manualetto, per la prima volta a Ravenna, un suo monologo ormai classico, intitolato Stasera sono in vena. Uno spettacolo amaro e ironico che precipita lo spettatore in Puglia, negli Ottanta, durante l’adolescenza dell’autore. Un testo intelligente e doloroso, dalle mille voci, che parla di droga, di Sacra Corona Unita, di rinascita umana dopo una stagione all’inferno. A chiudere la serata, alle 21.30, l’estro e la poesia di un fuoriclasse assoluto come Giacomo Toni, assieme al batterista Daniele Marzi. 

Arriviamo infine alla giornata di domenica 24 settembre, dedicata al cinema. Alle 21 è prevista la proiezione del film Leningrad Cowboys Go America di Aki Kaurismäki, road movie travolgente, tra i più amati dai fan del regista finlandese, che nel 1989 lo rese famoso in America e nel mondo. La proiezione è a cura di Filippo Perri, che introdurrà la visione.

Ingresso sempre gratuito.

«Promesse nel fango»: la Cgil manifesta a Roma per dare voce agli alluvionati

[AGGIORNAMENTO: La manifestazione è stata annullata per la concomitanza dei funerali di stato del presidente emerito Giorgio Napolitano]

Cgil Logo

Dopo l’incontro pubblico di Faenza (di cui abbiamo parlato qui) la Cgil Emilia Romagna porta a Roma, il 26 settembre, la protesta delle popolazioni colpite dall’alluvione dello scorso maggio per chiedere al governo le risorse necessarie alla ricostruzione per famiglie e aziende e per la messa in sicurezza del territorio. Date le numerose e inaspettate adesioni ricevute, quello che all’inizio era stato pensato come un presidio, si è trasformato in manifestazione. Dalla regione si muoveranno circa 9 pullman, oltre ai treni e ai mezzi privati, all’insegna dello slogan “Promesse nel fango”.

«Saremo a Roma per rivendicare le ragioni delle popolazioni alluvionate dell’Emilia e della Romagna, di fronte a una risposta che a nostro avviso è stata fino adesso assolutamente inadeguata», dichiara Massimo Bussandri, segretario generale della Cgil regionale. Secondo il sindacato infatti, le risorse annunciate non sono sufficienti a coprire la totalità dei danni subiti dai cittadini e dai lavoratori. I 600 milioni di euro annunciati, infatti, coprono a malapena un ottavo dei danni registrati e l’arrivo di questi fondi non si prospetta prima del 2024. «Grave la decisione di rimborsare al 100% i danni nel limite di 40 mila euro i danni subiti dalle imprese, ciò significa che molte attività non potranno ripartire. Altrettanto grave la mancanza dell’organico necessario per gli adempimenti burocratici, i controlli e tutto ciò che serve per ricominciare nella legalità. Per questo andiamo a Roma e non ci fermeremo finché non vedremo fatti concreti» continua Bussandri.

Marinella Melandri segretaria della Camera del Lavoro di Ravenna ribadisce la difficoltà della situazione sociale: «Le persone sono stanche, stremate e iniziano ad arrabbiarsi. In provincia di Ravenna ci sono comuni che hanno subito l’allargamento del 60% del territorio, con oltre il 50% della popolazione danneggiata, 18 mila famiglie hanno presentato richiesta di risarcimento che non si sa se e quando arriverà comportando l’impossibilità per le persone di riprendere il corso della propria vita. Viviamo in un territorio che vanta una tradizione di cooperative agricole di braccianti che rischia di scomparire a causa di questa gestione irresponsabile dei ristori. Lo stato deve dimostrare di esserci e lo deve fare subito perché il tempo non è una variabile secondaria».

Maria Giorgini, Segretaria Generale Cgil di Forlì-Cesena, una delle province più colpite dall’alluvione dichiara: «Sono trascorsi più di quattro mesi ma gli aiuti da parte del Governo tardano ad arrivare. Abbiamo assistito ad una serie di ritardi, a partire dalla nomina del Commissario per l’emergenza, avvenuta dopo più di un mese dalle esondazioni. Servono più di 8,8 miliardi di euro per risarcimenti e la ripartenza e prevenzione del territorio ma per ora purtroppo quello che abbiamo ricevuto sono solo provvedimenti, tante promesse e risposte vaghe. Solo nella Provincia Forlì-Cesena, duramente colpita anche dalle frane e smottamenti, sono stati individuati 551 interventi di somma urgenza con l’inverno che si avvicina e con l’intensificarsi delle piogge la paura tra la popolazione cresce. L’Emilia-Romagna e la sua gente non sono rimasti immobili in attesa dei ristori promessi dall’esecutivo; anche come Cgil, insieme a numerose associazioni, abbiamo cercato soluzioni e modi per aiutare la popolazione colpita dall’alluvione: spalando fango e con i turni nei centri di distribuzione. Adesso però servono i ristori al 100% promessi dalla Presidente del Consiglio».

Si rompe un tubo in via Fiume Abbandonato: senz’acqua mille utenze

A causa di una rottura di una condotta idrica avvenuta a Ravenna su via Fiume Montone Abbandonato (dall’incrocio con via Marino Barchiesi a via Lardarello, compreso laterali limitrofe) i tecnici Hera hanno proceduto con l’interruzione dell’acqua che coinvolge circa mille utenti, per permettere di riparare la tubazione.

Le squadre di Hera sono immediatamente intervenute per effettuare la riparazione, che sarà terminata intorno alle 18.30 con il ripristino del servizio.

Una volta rispristinato il servizio, se ci fossero eventuali anomalie si possono segnalare al numero di pronto intervento idrico 800.713.900.

 

 

 

 

Finse il suicidio con una lettera: ritrovato dopo 10 anni in Grecia. «Andate via»

Noto per il suo negozio di casalinghi a Lugo, lasciò la famiglia. La scoperta di “Chi l’ha visto?”

Adamo GuerraUna storia lunga dieci anni, piena di domande, dubbi e sconforto. Con una donna, madre di due bambine, che non si rassegna alla scomparsa dell’ex marito, anche se tutto farebbe pensare al suicidio, e un uomo che sembra sparito nel nulla, ma così non è.

Un colpo di scena, come nei film, visto che l’ex moglie, con l’aiuto di “Chi l’ha visto?”, è riuscita a rintracciarlo, in Grecia, e mercoledì ha raccontato i particolari della vicenda nella puntata andata in onda su Rai Tre – citiamo un’agenzia dell’Ansa.

Era il 7 luglio del 2013 quando Adamo Guerra, commerciante imolese noto in particolare a Lugo per aver gestito per anni un negozio di casalinghi, fa perdere le su tracce. Aveva lasciato tre lettere ai familiari in cui diceva di volersi suicidare, facendo riferimento a problemi economici. Ma il 16 luglio la sua auto venne ritrovata ad Ancona e i carabinieri riuscirono a ricostruire che era salito su un traghetto per Patrasso.

Ciao mamma e papà, non avrei mai voluto farvi del male, ma purtroppo è andata sempre male e adesso è arrivato il momento di farla finita. Cercherò di fare bene almeno quest’ultimo passo, per risparmiarvi almeno il dolore del funerale. Mi raccomando solo una cosa, la più importante: date una mano a Raffaella e alle bambine”. Così recita la lettera, lasciata ai suoi genitori, ma Raffaella non si vuole rassegnare, pensa alle figlie e al fatto che Adamo era un bravo padre e non le avrebbe mai abbandonate. «Ho pensato agli strozzini – ha detto a “Chi l’ha visto?” – ad un debito con della brutta gente. Ho pensato che si fosse buttato dal traghetto. Allo stesso tempo però non volevo credere che fosse morto».

Rintracciato dal giornalista di “Chi l’ha visto?”, l’uomo ha preferito non rilasciare dichiarazioni, invitando l’inviato Rai a spegnere le telecamere e ad andarsene facendo finta di non averlo mai ritrovato. «Non è umano», ha commentato l’ex moglie in trasmissione.

Auto fuori strada, muore 65enne. Tra le ipotesi anche un malore

La vettura viaggiava su via Basilica e ha percorso diversi metri sullo sterrato

Un 60enne ha perso la vita a bordo della sua auto nel pomeriggio di oggi, 21 settembre, in via Basilica a Savarna. Verso le 16.30 la vettura dell’uomo originario del Ferrarese viaggiava verso la statale Adriatica e all’altezza del ristorante Ustareia è uscita di strada. La corsa della vettura si è fermata solo contro un terrapieno. Dalla dinamica è ipotizzabile che l’uomo abbia avuto un malore e l’uscita di strada sia un tentativo finito male di accostare.

Accusato interrogato per due ore, disposta l’autopsia, in casa sequestrati coltelli

Sopralluogo della polizia scientifica nella casa popolare di via Cura a Ravenna assegnata a un 62enne ritenuto l’assassino di un 47enne conoscente, colpito al torace da un solo fendente con una lama di 15 cm. La vittima si è allontanata da sola e poi è stata soccorsa dal 118 in strada

IMG 3919L’arma dell’omicidio di Christian Battaglia potrebbe essere nelle mani degli investigatori a distanza di 24 ore dalla morte. La polizia scientifica, infatti, ha sequestrato alcuni coltelli da cucina al termine del sopralluogo svolto nel pomeriggio di oggi, 21 settembre, nell’abitazione di via Cura a Ravenna dove il 47enne è stato colpito da un fendente al torace in una lite con un conoscente, il 62enne Mario Antonio Iadicicco, residente nella casa e ora in carcere a Port’Aurea con l’accusa di omicidio volontario. Tra quei coltelli si presume ci sia quello che Iadicicco ha impugnato poco prima delle 22 di ieri: una lama di circa 15 cm di lunghezza.

Christian Battaglia, 47 anni di Ravenna, ucciso dopo una lite con un conoscenteIl 23 settembre si svolgerà l’autopsia disposta dalla procura (pm Stefano Stargiotti). La difesa (avv. Massimo Ricci Maccarini) fa sapere di avere massima fiducia nel consulente nominato dall’accusa, al punto da valutare la possibilità di non nominare un perito di parte. Al momento si sa che Battaglia è morto verso le 23 in ospedale, trasportato dal 118 che lo ha raccolto in strada all’incrocio tra via Cura e via Oberdan, a poche centinaia di metri da piazza Duomo. La chiamata con la richiesta di soccorsi è stata fatta da un passante che ha trovato l’uomo accasciato sull’asfalto, agonizzante. Battaglia infatti ha lasciato sulle sue gambe l’abitazione di Iadicicco in una palazzina di tre piani, un alloggio popolare condiviso con un 53enne tunisino estraneo ai fatti, per poi cadere a terra a distanza di qualche decina di metri.

È possibile che l’indagato nei momenti successivi al colpo inferto non si sia reso conto della gravità del gesto vedendo che il rivale si è allontano da solo e senza spargimento di sangue sulla soglia dell’appartamento dove è avvenuta la lite.

L’accusato è stato interrogato per quasi due ore dagli inquirenti e ha collaborato rispondendo alle domande per fornire la sua versione dei fatti che coincidente, nei punti salienti, con la ricostruzione già emersa anche su queste pagine. La coltellata sarebbe arrivata quando Battaglia è entrato nell’abitazione, definito da Iadicicco in stato di alterazione, rianimando un litigio che si era concluso tre ore prima nella vicina piazza Baracca, dove era presente anche il tunisino. Iadicicco però sostiene che in quell’occasione avrebbe ricevuto una bottigliata da Battaglia senza riportare gravi lesioni e le cose si sarebbero chiuse senza ulteriore violenza. Fino a tre ore dopo quando Battaglia si è presentato alla porta di casa.

La circostanza della bottigliata sembra trovare conferma in un altro episodio. In piazza Baracca verso le 19 è intervenuta una volante della polizia chiamata dagli avventori di un bar preoccupati per il degenerare della lite fra i tre uomini. Battaglia è stato identificato dai poliziotti mentre gli altri due si erano già defilati e proprio quella circostanza ha permesso alla polizia di avere subito tra le mani il nome di un sospettato quando dall’ospedale è arrivata la comunicazione della morte di Battaglia.

Sette giorni di festa al quartiere Farini per la nuova edizione della “Social Week”

Dal 23 settembre all’1 ottobre attività per famiglie, laboratori, mostre e passeggiate guidate per valorizzare la zona stazione

Attachment (1)Il quartiere Farini a Ravenna si prepara a festeggiare la settima edizione della “Farini Social Week”,  una rassegna di eventi e animazioni dal 23 settembre all’1 ottobre 2023. L’organizzazione è curata da CittAttiva (centro di cittadinanza attiva del Comune di Ravenna) in collaborazione con le realtà del quartiere della stazione e la rete di associazioni affiliate al centro di partecipazione civica.

In programma attività per bambini e famiglie come spettacoli di burattini, laboratori, pedalate con lettura animati, ma anche eventi culturali come incontri nei luoghi simbolo del quartiere, accompagnati da architetti ed esperti del settore, mostre e divulgazione. Durante tutta la settimana sarà possibile ammirare le opere finaliste del primo concorso Contemporaneamente Sapori e Arte  e, grazie alla collaborazione con Amata Brancaleone e Lucertola Ludens l’edizione 2023 della rassegna sarà accompagnata da due iniziative parallele: la festa medievale con rievocazione storica dal titolo “La Rocca Brancaleone al tempo delle antiche relazioni tra Venezia e Ravenna” e la “Festa del diritto al gioco”, una giornata dedicata ai più piccoli con una sezione dedicata al baratto di giocattoli e figurine.

Durante la settimana di festeggiamenti, CittAttiva accompagnerà dieci classi di Ragioneria alla scoperta del quartiere, in modo tale da scoprirne la storia e le opportunità e per dare ai più giovani l’opportunità di esprimere la propria visione su cosa migliorare per rendere il quartiere sempre più partecipato.

«Farini Social Week nasce per valorizzare il quartiere, farlo conoscere meglio e stimolare la conoscenza reciproca tra le persone – afferma l’assessore alla Partecipazione Igor Gallonetto –. L’obiettivo è di animare il quartiere, che si estende dalla Rocca Brancaleone ai Giardini Pubblici, da via Diaz a viale Pallavicini, e che nel tempo, proprio grazie a questa e ad altre iniziative, è diventato un luogo partecipato, anzi, direi quello più partecipato della città».

La partecipazione agli eventi è gratuita e di libero accesso, salvo alcuni appuntamenti a cui è necessario prenotarsi. Trovi qui il programma completo.

«Governi lenti negli interventi per il clima, la scienza non penetra in politica»

Il fisico e divulgatore Carlo Cacciamani è direttore dell’agenzia Italiameteo, istituita nel 2017 ma non ancora operativa: «Se la temperatura salirà più di 1,5 gradi entro il 2100 la Terra continuerà a esistere ma noi non ci saremo più». Confronto tra esperti e amministratori a Ravenna il 21 settembre

La scienza non penetra nella politica e i governi si muovono lenti nelle azioni per contrastare il cambiamento climatico, anche per paura di perdere ricchezze nella transizione energetica ormai non più facoltativa ma necessaria. È la sintesi del pensiero di Carlo Cacciamani, climatologo e divulgatore che dirige Italiameteo, la prima agenzia nazionale civile per la meteorologia e la climatologia. L’esperto sarà tra i relatori de “Il tempo è cambiato”, convegno che si terrà giovedì 21 settembre alle 21 a Ravenna (ne abbiamo parlato a questo link).

Nebbia

Direttore, di cosa si occupa Italiameteo? Quali sono i suoi obiettivi?

«L’agenzia, istituita nel 2017, è sia una struttura metereologica nazionale e sia un polo di coordinamento dell’attività degli enti meteo presenti sul territorio nazionale, come le strutture metereologiche regionali, le Arpae, l’Ispra, la protezione civile e l’Aeronautica militare. Essi forniscono all’agenzia i dati che hanno acquisito valorizzandoli in questo modo anche a livello nazionale».

L’agenzia è operativa?

«Non ancora, si sta lavorando per inserire il personale. Dovrà avere 48 dipendenti oltre ai dirigenti di quattro diverse aree, che vanno ad aggiungersi al direttore e ai consulenti esterni. Inizierà a lavorare a tutti gli effetti quando sarà possibile realizzare una sala operativa che copra i turni dal lunedì alla domenica e almeno di giorno».

Cosa pensa dell’alluvione di maggio? Era un evento prevedibile?

«L’evento è stato assolutamente previsto nel senso che la protezione civile ha diramato allerte meteo rosse che hanno consentito di prendere misure cautelative nei confronti di decine di migliaia di persone. È stato di grandissima intensità, eccezionale per la quantità di pioggia caduta in un mese come quello di maggio. In più, i fiumi sono andati tutti in piena e sono esondati contemporaneamente, un evento anomalo e straordinario che in 40 anni di lavoro su questo territorio non avevo mai visto».

Dobbiamo percepirlo come l’ennesimo segnale del cambiamento climatico?

«Il cambiamento climatico determina con certezza un aumento della frequenza e dell’occorrenza di fenomeni estremi. In questo caso, abbiamo assistito a una sorta di rovescio della medaglia: fino alla fine di aprile abbiamo avuto una conclamata siccità, poi a maggio nel giro di dieci giorni siamo passati da una crisi di mancanza di acqua a una crisi di sovrabbondanza. Non è che situazioni di questo tipo non siano mai capitate, ma quello che lascia stupiti è la velocità con cui avvengono questi fenomeni di segno contrario».

Venendo proprio al tema del cambiamento climatico, qual è la situazione odierna? Dobbiamo aspettarci peggioramenti?

«Il cambiamento climatico è ormai conclamato. È evidente che l’aumento della temperatura sia dovuto all’attività antropogenica, non ci sono altri fenomeni che possono spiegare un aumento così rapido del contenuto di anidride carbonica nell’atmosfera, che oggi è arrivato a più di 420 parti per milione in 150 anni quando negli ultimi 800mila anni si è aggirato tra 200 e 300».

Carlo CacciamaniQuali sono le conseguenze?

«In Emilia-Romagna, ad esempio, l’aumento della temperatura di quasi 2 gradi negli ultimi cento anni fa sì che il contenuto di umidità presente nell’atmosfera sia molto maggiore di quanto potrebbe essere con una temperatura più bassa. Quanto più è caldo prima, tanto più uno si può aspettare dei fenomeni intensi dopo. Ne abbiamo avuto un esempio anche con il recente meso-ciclone che ha colpito la Libia».

La crisi climatica dà spesso adito a uno scontro generazionale. Come mai si crea questa dinamica secondo lei?

«Innanzitutto, mi preme dire che la società scientifica non è affatto divisa: il 99,99 % degli scienziati dice che c’è questo problema. Questa drastica differenza, però, non è presente nella popolazione, dove c’è sicuramente una maggiore dialettica. Da quello che ho capito c’è una forte preoccupazione, che è maggiore nei giovani perché su di loro ricadranno gli effetti del cambiamento climatico, ma anche le persone anziane adesso cominciano a vederne i primi effetti. Bisogna fare un patto fra generazioni affinché i giovani abbiano un futuro essenzialmente analogo a quello che abbiamo avuto noi».

Quando si arriverà al cosiddetto “punto di non ritorno”?

«Se si rispettassero gli accordi di Parigi del 2015, cioè di non superare, entro la fine del 2100, un grado e mezzo di aumento di temperatura, allora un forte rischio di non ritorno su certe biodiversità potrebbe anche non verificarsi. Se invece superiamo questo dato e andiamo verso tre gradi e mezzo o quattro, come purtroppo sembra essere secondo il trend attuale, gli scenari possono anche essere difficili da quantificare. Se continuiamo così, la Terra continuerà a vivere in ogni caso, ma noi non ci saremo più».

Cosa possono fare quotidianamente i singoli cittadini?

«Ogni cittadino ha un suo ruolo ed è importante dare il buon esempio rispettando l’ecosistema e usando con parsimonia i combustibili fossili. È evidente che la responsabilità del singolo è diversa dalla responsabilità di un amministratore politico che opera a livello nazionale e globale, ma è altresì vero che i singoli sono tanti, per cui tanti che fanno la cosa giusta possono fare molto».

In Italia si sta facendo abbastanza per il clima? 

«Ritengo che si potrebbe fare di più, ma questo non solo in Italia. La lentezza dei governi a reagire riguarda tutti i Paesi. Probabilmente c’è paura di perdere degli assetti di ricchezza a causa di progetti di riconversione energetica, che sono però fondamentali e necessari, e questo è dovuto anche a scarsa penetrazione della scienza nei confronti della politica. Poi c’è il problema delle tempistiche, perché per fare una riconversione energetica ci vuole un tempo di assestamento, ma è chiaro che più tardi si fa e più il problema cresce».

Ravenna è interessata dalla presenza di industrie chimiche e petrolifere. Qual è il suo parere sulle estrazioni offshore? Bisognerebbe fermarle?

«Non sono un esperto sul tema energetico, ma di certo io sono per un utilizzo più deciso delle fonti rinnovabili. A Ravenna, poi, c’è anche il fenomeno di subsidenza, per cui più si emunge e più il problema può crescere. Probabilmente bisognerebbe rallentare un po’, ma soprattutto è necessario che le persone competenti in materia energetica si siedano a un tavolo e si occupino della transizione e di come gestirla. Certo, non si può fare dall’oggi al domani, ma che si debba fare è fuori di dubbio, e anche presto».

Va a casa di un conoscente con cui aveva litigato tre ore prima e viene ucciso

Un ferita al torace, probabilmente una coltellata, fatale per un 47enne soccorso dal 118 in strada a Ravenna. La scena del crimine è stata l’abitazione fornita dai servizi sociali a un 62enne, arrestato con l’accusa di omicidio volontario

Christian Battaglia, 47 anni di Ravenna, ucciso dopo una lite con un conoscente
Christian Battaglia, 47 anni di Ravenna, ucciso dopo una lite con un conoscente

Una lite in strada per futili motivi fra tre uomini, che avevano bevuto un po’ troppo, sembrava archiviata senza conseguenze e invece, tre ore dopo, uno dei tre si è presentato a casa degli altri due riaccendendo il litigio ed è stato ucciso da una ferita al torace, probabilmente con una coltellata. È la sintesi, secondo la ricostruzione della polizia, di quanto accaduto nella serata di ieri, 20 settembre, in centro a Ravenna. La vittima è Christian Battaglia, 47enne di Ravenna. Il 62enne Mario Antonio Iadicicco, originario di Formia (Latina) ma residente da anni in città, è in arresto con l’accusa di omicidio volontario. I due sono conoscenti e si frequentavano, entrambi hanno precedenti: Battaglia per reati contro la persona e il patrimonio, Iadicicco per ubriachezza e stupefacenti.

La vicenda è cominciata intorno alle 19 in piazza Baracca. Insieme ai due c’era un tunisino di 53 anni, coinquilino di Iadicicco in una casa fornita dei servizi sociali in una palazzina di via Cura, a qualche centinaio di metri dalla Basilica di San Vitale. Le ragioni della lite sarebbero da individuare in qualche parola offensiva volata tra i coinvolti, già conoscenti da tempo. Il tutto amplificato dall’alcol.

Attorno alle 22 in via Cura è arrivato il 47enne, residente nella vicina via D’Azeglio, che voleva chiarire ma, a quanto pare, non aveva ancora smaltito la rabbia. L’accoltellamento si sarebbe consumato sulla soglia di casa, sul pianerottolo del piano rialzato. Alla ricostruzione della dinamica ha contribuito il tunisino: il 62enne avrebbe afferrato un coltello da carne in cucina e avrebbe colpito il rivale.

Battaglia è uscito in strada e ha percorso poche decine di metri prima di accasciarsi sull’asfalto all’angolo tra via Cura e via Oberdan. Lì è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e il decesso è arrivato in ospedale alle 23 circa con la conseguente segnalazione alla polizia.

Il 62enne e il coinquilino sono stati rintracciati poche ore dopo. Un vicino di casa racconta di aver visto verso le 2 del mattino i due uomini caricati su una volante. Portati in questura, sono stati trattenuti in cella di sicurezza fino a stamani per l’interrogatorio davanti al capo della squadra mobile Claudio Cagnini e al sostituto procuratore Stefano Stargiotti. Alle 13 di oggi è cominciato il sopralluogo della polizia scientifica sulla scena del delitto: si cerca l’arma del delitto.

Diversi residenti di via Cura raccontano di non essersi accorti di nulla se non verso le 2 di notte quando sul posto sono arrivate le volanti della polizia che hanno rintracciato i due coinquilini e cominciato a suonare i campanelli per raccogliere elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.

Inaugurati nuovi laboratori e aule all’ultimo piano del liceo artistico

Investimento da 1,2 milioni di euro della Provincia per trasformare quello che era «un non luogo» all’interno dell’istituto

Liceo Artistico Nuove Aule

Sono stati inaugurati oggi (21 settembre) i nuovi spazi realizzati all’interno della sede centrale del liceo artistico “Nervi-Severini” di Ravenna, a seguito di un intervento di ristrutturazione dei locali situati all’ultimo piano della struttura. Erano presenti il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Paolo Bernardi e il preside del “Nervi-Severini” Paolo Taroni.

I lavori, a cura della Provincia di Ravenna e del valore complessivo di 1 milione e 200mila euro, hanno riguardato la ristrutturazione dei locali all’ultimo piano della sede centrale dell’istituto, in via Tombesi dall’Ova a Ravenna.

Un intervento centrato sul recupero del secondo piano, ma con l’obiettivo più ampio di contribuire alla riqualificazione e valorizzazione ambientale e funzionale dell’edificio ed alla creazione di spazi scolastici più confortevoli, vivibili e accessibili.

Al secondo piano sono stati quindi realizzati cinque nuovi spazi, tra aule e laboratori, un nuovo vano scala, un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche, servizi igienici e spazi di servizio (depositi, archivi, spogliatoi) per le esigenze del personale scolastico. Nello specifico, dei nuovi cinque locali ricavati, per una superficie complessiva da destinare alla didattica di circa 235 metri quadrati, due saranno destinati a laboratori, uno ad aula, uno ad aula sdoppiamento e uno a sala riunioni.

L’intervento ha previsto anche la creazione di nuovi spazi da destinarsi ad archivio e deposito ai piani terra ed ammezzato, sfruttando spazi già esistenti che sono stati riconvertiti.

Liceo Artistico Inaugurazione«Negli ultimi vent’anni nella nostra città è aumentato esponenzialmente il numero di ragazzi e ragazze che hanno fatto la scelta di studi artistici di varia natura, un dato che ci parla del nostro territorio di cui essere orgogliosi – dichiara il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale -. Abbiamo cercato di accompagnare la grandissima crescita del liceo artistico “Nervi-Severini” attivamente, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche, al restauro dello spazio di Santa Maria delle Croci, ora completamente rigenerato, fino a quest’ultimo intervento, molto significativo. Oggi abbiamo inaugurato con grande soddisfazione quello che prima era un “non-luogo” all’interno della scuola. Un intervento realizzato attraverso un investimento importante, interamente finanziato dalla Provincia di Ravenna, che ha dato vita a nuovi spazi accoglienti, luminosi e funzionali».

 

Il Museo Classis apre due nuove sezioni: protagonista sarà l’arte del mosaico

Il 29 settembre l’inaugurazione di “Abitare” e “Pregare”. In mostra anche il reperto rinvenuto in via Dogana a Faenza

Il Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio si arricchisce di due nuove sezioni permanenti, dove protagonista assoluta sarà l’arte del mosaico. Mancano ormai pochi giorni a venerdì 29 settembre, quando si apriranno le porte di Abitare a Ravenna e Pregare a Ravenna, due nuove aree espositive del museo inaugurato a Classe nel 2018 dopo la riqualificazione dell’ex zuccherificio.

I due approfondimenti tematici vanno ad esplorare due aspetti cruciali della storia della città: l’edilizia ecclesiastica tardoantica e quella residenziale in età romana e tardo romana. Un’operazione di riscoperta e allestimento, resa possibile grazie ad un finanziamento (da 2,5 milioni di euro) del Ministero della Cultura – Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”. Programmazione risorse residue 2022 e ulteriori. Risorse annualità 2020, 2021 e 2022 – che la Fondazione RavennAntica e il Comune di Ravenna hanno fortemente voluto per dare visibilità a due importanti capitoli della storia della città e del territorio e, al tempo stesso, per completare il racconto storico sulla città di Ravenna iniziato nel 2018 con l’apertura al pubblico del museo.

«Il museo è un organismo vivente: cresce, si arricchisce e si rinnova – sottolinea l’assessore alla Cultura e Mosaico del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia – In questo senso con l’apertura delle nuove sezioni il Classis Ravenna risponde sempre più pienamente alla sua funzione di spazio dove indagare e leggere la città e il territorio, secondo le diverse prospettive del tempo, luogo che accoglie chiunque sia disposto a confrontarsi con un passato immenso, ricco di chiavi di lettura per comprendere la contemporaneità. La presenza di mosaici importanti, alcuni non ancora visti dal pubblico, allestiti in un contesto capace di rendere la complessità degli usi, della funzione storica, della costruzione iconografica e dei valori artistici, caratterizza gli ampi spazi delle nuove sale. Le ampie superfici musive esposte, restaurate dal Laboratorio del mosaico di RavennAntica, cuore pulsante del museo, danno modo di entrare profondamente in quel dialogo con l’antico che diventa prospettiva di futuro proprio attraverso le energie che il mosaico sa convogliare: dalle articolate competenze connesse allo studio e alla conservazione, alle energie creative che a partire da un’antica arte danno luogo a nuove produzioni artistiche».

«Classis Ravenna, fin dalla sua origine – dichiara il presidente di Ravennantica Giuseppe Sassatelli – è un museo in costante evoluzione, concepito per essere un racconto aperto e rispondere ai continui stimoli della ricerca e della museografia più aggiornata. È quindi con grande soddisfazione che presentiamo al pubblico il Museo nella sua completezza dato che accanto alla linea del tempo erano previsti alcuni approfondimenti tra i quali anche i due che ora si inaugurano dedicati all’architettura civile e a quella religiosa, con nuovi materiali esposti per la prima volta al pubblico. Con queste due nuove sezioni il mosaico antico acquista nel Museo quella centralità espositiva che mancava e che è giusto sia finalmente presente».

L’ampliamento è a cura di Andrea Augenti, Fabrizio Corbara, Giovanna Montevecchi e Giuseppe Sassatelli; i reperti archeologici e i mosaici che saranno esposti provengono non solo da alcuni dei più celebri scavi della zona di Ravenna, come quello della Basilica di San Severo a Classe, e da collezioni già conosciute in città, come la Domus dei Tappeti di Pietra, ma anche da altri siti, come il mosaico rinvenuto nella Domus di via Dogana a Faenza.

Ricorso al Tar contro l’assegnazione del centro sportivo di Fosso Ghiaia al Ravenna

Il tribunale dovrà valutare la presenza di debiti non dichiarati della società giallorossa nei confronti del Comune

Fosso Ghiaia Calcio

Il Fosso Ghiaia ha fatto ricorso al Tar per invalidare il bando che ha assegnato il centro sportivo della località al Ravenna Fc.

Il primo pronunciamento del tribunale è atteso tra poche settimane.

Le bocche al momento sono cucite, ma a spingere la società a ricorrere alla giustizia amministrativa pare sia stata la recente notizia dei debiti del club giallorosso nei confronti del Comune di Ravenna per le bollette non pagate relative allo stadio Benelli.

La convinzione dei ricorrenti è infatti che la presenza di tali debiti, non dichiarati in fase di partecipazione, non avrebbe permesso al Ravenna di candidarsi e poi di vincere il bando pubblico dello stesso Comune verso cui il club giallorosso deve quasi 400mila euro.

Va ricordato che il Ravenna sta già utilizzando il centro sportivo per gli allenamenti di circa duecento ragazzi delle giovanili.

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