martedì
16 Giugno 2026

Conselice, Lugo e Alfonsine sono i comuni che ancora hanno aree allagate

Le mappe satellitari elaborate da Studiomapp mostrano i miglioramenti giornalieri

Bassa Romagna Comparazione Opaca 2 E 1 Giugno E 30 Maggio 75dpiConselice, Lugo e Alfonsine sono i comuni della Bassa Romagna che al 4 giugno, a distanza di due settimane e mezzo dalla seconda alluvione, hanno ancora zone sommerse dalle acque, principalmente aree rurali. Si vede dalle mappe satellitari elaborate da Studiomapp, azienda con base a Ravenna specializzata in geointelligence e già premiata dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti per aver vinto nel 2018 una sfida internazionale per velocizzare le operazioni di soccorso dopo disastri naturali analizzando immagini satellitari con l’intelligenza artificiale.

Il 2 giugno le zone allagate evidenziate nella mappa si estendevano per circa 11,5 kmq, in miglioramento rispetto ai circa 13,5 kmq del giorno prima (1 giugno) e 18,2 del 30 maggio. In sintesi, nelle 24 ore dall’1 al 2 giugno le aree allagate si sono ridotte del 15 percento circa e dal 30 maggio al 2 giugno (cioè nel giro di 3 giorni) l’estensione degli allagamenti si è ridotta del 37 percento circa.

Dopo aver reso disponibili le prime mappe preliminari delle aree alluvionate il 20 maggio, Studiomapp sta continuando a supportare i Comuni ed altre istituzioni impegnate nei soccorsi soprattutto nell’area della Bassa Romagna, principalmente nel delineare gli allagamenti e il loro deflusso.

«Le mappe oggi suggeriscono un’evoluzione della situazione in miglioramento – si legge in un comunicato stampa della società –, anche perché riescono a mostrare con precisione la riduzione delle aree allagate a ritmo quasi giornaliero. Questo è reso possibile grazie all’utilizzo di dati della costellazione di satelliti di Planet, società benefit americana pioniera della new space economy con la più grande costellazione satellitare commerciale al mondo per l’osservazione della terra ad altissima risoluzione e frequenza, che ha reso disponibili i propri dati gratuitamente per l’emergenza».

Leonardo Alberto Dal Zovo è l’amministratore delegato di Studiomapp: «Abbiamo ricevuto molti apprezzamenti per il nostro operato e per la rapidità con cui ci siamo mossi sia autonomamente sia su richiesta per supportare le amministrazioni, i loro sistemi informativi e gli operatori sul terreno, e questo ci fa molto piacere perché significa che stiamo concretamente portando valore ai decisori e alla popolazione: fra questi, gli stessi sindaci di Alfonsine e Fusignano, Riccardo Graziani e Nicola Pasi, nei loro aggiornamenti pubblici su Facebook hanno spiegato come tramite le mappe prodotte da Studiomapp, verificate e validate anche da persone sul campo, hanno potuto fare valutazioni più informate e prendere decisioni tempestive per rispondere alle esigenze della cittadinanza».

Il geologo: «Bisogna aumentare il personale pubblico che gestisce il territorio»

Il presidente dell’Ordine regionale non ha dubbi: «Non esiste più il rischio zero». E poi serve la manutenzione: «Se un fiume rompe significa che c’è debolezza strutturale»

Santerno Giovecca
Il fiume Santerno nella mattina del 3 maggio visto da Giovecca (foto Nicola Bucchi)

«Il dissesto idrogeologico si esegue con tanti interventi svolti in continuazione. Si parte dalla montagna dove è importante mantenere il bosco vergine con un forte sottobosco che trattiene acqua e ne manda meno nell’alveo dei fiumi. E poi in pianura dobbiamo cercare di ampliare gli spazi a disposizione delle acque dove possibile, magari con vasche di espansione che raccolgono ondate di piena». Il cesenate Paride Antolini è il presidente regionale dell’Ordine dei geologi. Di fronte alle alluvioni che hanno mandato sott’acqua ampi territori della provincia di Ravenna, il professionista guarda verso le istituzioni pubbliche: «Il dissesto idrogeologico si affronta con un lavoro di equipe che unisce pubblico e privato. Ma se guardiamo agli uffici tecnici delle amministrazioni pubbliche preposti alla gestione di queste problematiche li vediamo in forte sotto organico e magari con disponibilità di mezzi non adeguati».

Per molti uffici si riesce a malapena a sopperire all’ordinario: «Invece andrebbero potenziati con figure specifiche che non siano incaricate solo di gestire pratiche ma si dedichino alla gestione del territorio».

Ma quale può essere la spiegazione della rottura di un argine? «Significa che c’è una debolezza strutturale. L’argine invecchia, le terre di cui è fatto invecchiano e perdono le caratteristiche geomeccaniche. Così come restauriamo le case e i ponti in mattoni e calcestruzzo, dovremmo preoccuparci di controllare gli argini di terra e se necessario restaurarli».

L’alluvione deve lasciarci un insegnamento: «Non possiamo ritenerci al sicuro al 100 percento su avvenimenti naturali ma bisogna parlare di probabilità di rischio. Ecco perché servono grossi investimenti in studi».

La sindaca di Russi: «Ci sono sciacalli che spargono falsità puntando alle elezioni»

Valentina Palli in un post su Facebook racconta il senso di solitudine provato nella gestione dell’emergenza alluvione e dice di provare pena per quei «personaggi poveri che lanciano fango»

L'esercito impegnato a Faenza per le pulizie dopo l'alluvioneLa sindaca di Russi, la 38enne Valentina Palli, usa il suo profilo Facebook per un lungo sfogo dopo l’emergenza alluvionale. In particolare due i temi toccati dalla prima cittadina: il senso di solitudine provato nei momenti della gestione e l’atteggiamento di chi starebbe cerando di approfittare di questo periodo per spargere falsità in vista delle elezioni amministrative del 2024.

«Sotto la falsa prostrazione per le disgrazie dei nostri cittadini – è il passaggio centrale del post –, annusate una misera possibilità per le amministrative che si terranno nei nostri territori l’anno prossimo e quindi diffondete falsità, aizzate gli animi, voi non vi sporcare di fango, voi il fango preferite lanciarlo dalla profondità della vostra bassezza. E ve lo dico pubblicamente: provo pena per voi. Perché siete sciacalli non di noi sindache e sindaci ma di quei cittadini che vorreste amministrare».

Qui sotto il post integrale.

Chiude la cartoleria dopo 40 anni e dona la cancelleria a una scuola alluvionata

Il gesto di solidarietà di una 74enne di Verona: uno dei quattro figli ha recapitato il materiale all’Itip Bucci

Di fronte alla concorrenza dei grandi centri commerciali ha deciso di mollare dopo quarant’anni di attività: la 74enne Rita Cipriani ha chiuso la sua cartoleria a Verona e ha donato il materiale di cancelleria a una scuola di Faenza (Itip Bucci) e ai suoi alunni alluvionati. Il 2 giugno uno dei quattro figli della donna ha caricato l’auto e consegnato tutto all’istituto superiore, ad attenderlo c’era il dirigente Stefano Ioni che lo ha ringraziato.

Rita Cipriani ha abbassato definitivamente la saracinesca della cartoleria e profumeria il 27 maggio. Nata a Negrar nel 1949, Rita ha aperto la bottega nel 1982, dove ha sempre lavorato da sola o con l’aiuto dei quattro figli. La signora in questi anni ne ha viste di tutte i colori: ha sventato tre furti e ed è stata picchiata per rapinare l’incasso. Ma ci sono anche ricordi felici, come quello della figlia più piccola che da bambina si metteva in strada dicendo ai passanti “se vi serve qualcosa, dentro c’è mia mamma”.

Addio Cavez, ci mancherà il tuo umorismo poetico e filosofico

Il fumettista ravennate – pubblicato da grandi quotidiani e riviste – se ne è andato a 73 anni. Il ricordo di un amico che lo conosceva bene

Cavez, Fumettista Ravennate

Cavez non c’è più. Alcuni colleghi, per ricordarlo, l’hanno disegnato mentre arriva davanti al “suo” Padre con l’occhio a triangolo sulla testa. Di certo sarà lì, insieme al Figlio e allo Spirito Tanto (proprio con la “t”, non la “s”) e forse starà chiacchierando con il suo ispiratore inconsapevole, Carl Barks, e la sua creatura, Donald Duck. Quindi sereno, o addirittura felice. Ma non è facile lo stesso da metabolizzare. È dif­ficile pensare che non lo si incontrerà più online, con il suo umorismo poetico e ­ filoso­fico, sparso a piene mani da un omino con il nasone e gli occhi spalancati sul mondo, dalle stelline e dai paesaggi che parlano al cuore. Come la vignetta di appena un mese fa, pochi tratti per disegnare un deserto notturno: «Scusa il mio cuore polveroso, disse il deserto innamorato della luna».

Massimo Cavezzali, 73 anni appena compiuti, dopo aver tenuto compagnia a migliaia di lettori, che oggi si sentono più soli, se n’è andato il 9 maggio, a Firenze, dove viveva e lavorava da sempre, dopo aver lasciato Ravenna da bambino, con la famiglia: genitori, un fratello e una sorella. Lasciando in Romagna una manciata di cugini, ­ figli delle sorelle e del fratello della mamma.

Una vita per i fumetti (e con la musica nel sangue), che muove i primi passi sulla pagina dei lettori di “Linus”, sul numero 7 del primo anno: ottobre 1965. Il vero decollo arriva dieci anni dopo, sulle pagine del mensile “Il Mago” edito da Mondadori e diretto da Beppi Zancan, il primo a scommettere su autori italiani esordienti. Massimo si trova così a lavorare con Daniele Panebarco, Vittorio Giardino, i fratelli Origone, Giorgio Cavazzano e Filippo Scozzari. Disegna e scrive anche un paio di racconti, uno dedicato al sorriso della Gioconda, e l’altro a una tappa dell’impresa dei mille, con Garibaldi che si ferma a mangiare caciucco sulla costa toscana.

Il Nuovo Ravennate CavezIntanto un intellettuale bolognese, che se n’è andato troppo presto, Luigi Bernardi, decide di sfidare la grande editoria con una “impresa eccezionale”, come cantava Lucio Dalla in quegli stessi anni. Fonda la casa editrice “L’Isola Trovata”, traduce e propone per la prima volta in Italia grandi autori delle bande dessinée francesi; e avvia una collana umoristica, “Tuttifrutti”, pubblicando prima di tutti Panebarco e Cavezzali.

Il resto è, come dire, storia: le collaborazioni con grandi quotidiani a partire da “l’Unità”, “Repubblica”, “Paese Sera”, con personaggi intramontabili, da Ava a Kika, la rilettura dell’Iliade, un po’ di Dante, gli sfottò dei grandi cantatori; su tanti libri e in decine di testate a fumetti. Con in prima fila ­ la “Orient Express ”sempre di Luigi Bernardi e dell’Isola Trovata.

Ma fra una rivista nazionale e un’altra, Massimo dedica un po’ di tempo anche alla propria città natale. Nei primi anni Ottanta disegna la serie Tony e Tony (che richiama il ­ film Kramer contro Kramer) per la rubrica “Carta a strisce” pubblicata dal settimanale “Il Nuovo Ravennate”, per il quale realizza anche la copertina del numero di Natale del 1981. Per lo stesso settimanale l’estate precedente ha creato un’avventura speciale del suo eroe più paperinesco, Ivan Timbrovich, inviato da… Stalin a recuperare l’Andrea Doria. Un libricino regalato agli abbonati, venduto alla Festa dell’Unità e ormai introvabile. È solo un breve ritorno a casa, che replica artisticamente solo vent’anni dopo, nel 2004, quando partecipa alla rassegna sulla satira “Cervia – Pepe e sale”, insieme a Ro Marcenaro, Sergio Staino e Panebarco, per iniziativa della neonata associazione Pa.Gi.Ne.

Poi i suoi spostamenti da Firenze a Ravenna si sono diradati e hanno interessato solo i parenti. Insomma, sono stato fra i tuoi primi lettori, abbiamo scritto qualche canzone insieme e combinato qualche guaio (editoriale, va da sé): mi mancherai molto, cugino…

Alluvione a Ravenna: la strada delle concessionarie auto con danni da milioni

In un tratto di circa due km di via Faentina si contano almeno 15 marchi. La maggior parte delle aziende era assicurata. De Stefani è presidente nazionale di Federauto: «Ora servono contributi dal governo per chi cambia un mezzo alluvionato»

Fornace Zarattini

Tra le attività commerciali che caratterizzano Fornace Zarattini ci sono le concessionarie auto. In un tratto di circa due km di via Faentina si contano una quindicina di marchi. La stima dei danni causati dall’alluvione è milionaria, ma non tutte sono state colpite allo stesso modo. E buona parte erano assicurate. Abbiamo raccolto alcune testimonianze.

Le concessionarie più colpite in città

Una delle più colpite è stata Destauto che commercializza Nissan, Renault e Dacia: sui 17mila mq totali l’acqua è arrivata a un’altezza compresa tra 30 cm e un metro, in base ai punti. Si è salvata una decina di vetture e 205 invece dovranno essere rottamate. Se si considerano anche i danni a uf­fici, salone e off­icina il calcolo arriva a circa 4,5 milioni di euro. «È tutto coperto dall’assicurazione», spiega Adolfo De Stefani Cosentino, titolare dell’omonimo gruppo. Quella di Fornace è l’unica delle sei concessionarie in Romagna che ha riportato danni: «Pensavamo che il pericolo fosse per il salone Mercedes vicino al ponte dei Fiumi Uniti e invece è successo da un’altra parte. Una volta che l’acqua è defluita ed è stato possibile ripulire gli ambienti, Destauto è tornata operativa anche perché il mercato locale ora avrà bisogno di sostituire molti veicoli: «Alla ­ne di maggio avevamo già 34 auto di clienti da control[1]lare. Diciamo che se l’acqua si è fermata ai mozzi delle ruote si può stare tranquilli. Se è arrivata più in alto va fatta vedere e ci può essere un 50 percento di possibilità di salvarla. A meno che non sia un’auto elettrica, in quel caso non c’è speranza».

De Stefani è presidente nazionale di Federauto, il sindacato dei concessionari: «Oggi per un’auto nuova di fascia generalista le medie dei tempi di consegna stanno sui 90-100 giorni. Al Governo abbiamo chiesto di riconoscere un contributo per chi cambia un’auto alluvionata e compra almeno un Euro 6 che signi­fica un usato di tre anni».

Una settantina di auto nuove è il danno subito da Ghetti (Jeep, Fiat, Lancia, Alfa Romeo). Erano parcheggiate in un’area nei pressi della sede Enel. «Per le auto siamo assicurati – spiega il titolare Gianluca Ghetti –. Siamo stati fortunati a non avere acqua nella sede e quindi abbiamo dovuto solo aspettare che si ritirasse l’acqua dalle strade per tornare operativi. Sulle auto stiamo facendo controlli una per una». Ghetti apprezza la prontezza dei vigili del fuoco: «Ci hanno chiamato prestissimo per segnalarci i rischi di incendio per le auto elettriche e le richieste di quarantena. Ora speriamo che le case sappiano distribuire forniture straordinarie per le esigenze del territorio».

Il 36enne Andrea Minguzzi, con il padre Alberto, è il titolare di Minguzzi Auto, concessionaria multimarca di auto usate. La notte tra il 18 e il 19 maggio non la dimenticherà mai: «Ci siamo resi conto che ci saremmo allagati e siamo stati salvati da un dirigente della vicina polisportiva che è in una posizione rialzata e ci ha aperto i cancelli per mettere là le nostre auto. Con tutti i dipendenti ne abbiamo spostate 80, per un valore di 1,6 milioni di euro, e abbiamo salvato tutto. Anche negli uf­fici siamo riusciti a mettere in alto computer e carte e ci siamo trovati mezzo metro di acqua. Non abbiamo un’assicurazione contro le alluvioni, sarebbe stato un danno davvero pesante per il parco mezzi in vendita». Spostare le auto non è stata l’unica accortezza messa in campo quella notte: «Ci siamo accorti che c’erano movimenti strani per le strade, gente che sembrava interessata alle auto. E allora io e mio padre abbiamo dormito nel piazzale facendo i turni di ronda».

Dallo scorso novembre a Fornace è arrivato il gruppo Ferri, concessionario del marchio Ford. Quella ravennate è l’unica delle cinque sedi romagnole che ha avuto danni. Ma non ingenti: l’acqua è entrata dal piazzale in via Fornace, ha raggiunto la parte più bassa del salone e un magazzino, una ventina di auto saranno da control[1]lare. Stime dei danni in corso di valutazione con il perito dell’assicurazione. Il gruppo si è raccolto attorno alle famiglie di cinque dipendenti che hanno subito danni nelle proprie case e poi ha creato un team specifi­co per la gestione dell’emergenza con tre membri dello staff e un numero telefonico dedicato. I clienti possono chiedere informazioni sul da farsi e prenotare un controllo in of­ficina. Il servizio carro attrezzi è offerto dalla concessionaria. In linea teorica ogni veicolo è riparabile, la questione è se conviene. L’indicazione che arriva da Ferri, in sintesi, è questa: se l’acqua è arrivata al livello della leva del cambio abbandonate le speranze.

Casadei firma anche i quarti del Mondiale U20: gol e assist, Italia-Colombia 3-1

Il giocatore di Cervia di proprietà del Chelsea è il capocannoniere della competizione con 6 reti in 5 gare. Altri due ravennati titolari nella formazioni azzurra. Semifinale l’8 giugno

Cesare Casadei contro l'Inghilterra al Mondiale U20 (foto da sito Figc.it)C’è una nazionale italiana di calcio in semifinale ai mondiali ed è la selezione under 20 che conta tre ravennati tra i 21 calciatori convocati ed erano tutti titolari nel centrocampo della formazione che ieri, 3 giugno, ha battuto 3-1 la Colombia ai quarti. Gli azzurrini bizantini sono Samuel Giovane (Ascoli) che indossava la fascia da capitano, Matteo Prati (Spal) e Cesare Casadei (Reading) che ha sbloccato il risultato con il sesto gol personale nella competizione di cui è il capocannoniere.

Il Mondiale si sta disputando in Argentina. La semifinale dell’Italia si giocherà l’8 giugno a partire dalle 23 italiane (in diretta sui Raiplay) contro la vincente di Corea del Sud-Nigeria (gli africani sono stati gli unici a battere gli azzurri nel girone). L’altra semifinale vedrà in campo Israele contro la vincente di Usa-Uruguay. L’Italia arriva tra le prime quattro della competizione giovanile per la terza volta consecutiva ma finora non ha mai vito il torneo (l’albo d’oro dice sei titoli per l’Argentina, campione in carica l’Ucraina).

L’Italia allenata da Carmine Nunziata si è presentata in campo contro la Colombia con un 4-3-1-2 e i tre di centrocampo erano i tre ravennati classe 2003 che giocarono tutti nella stessa squadra nel vivaio del Cesena. Dopo 9 minuti il timbro di Casadei con un colpo di testa sull’angolo di Baldanzi (Empoli). Al 38′ i ruoli si invertono: Casadei fa la torre in area e Baldanzi mette dentro il 2-0.

Il cartellino del cervese Casadei è del Chelsea (acquistato dall’Inter per 15 milioni l’estate scorsa e poi mandato in prestito nella serie B inglese): ha segnato un gol in più del tanto atteso Marcos Leonardo, attaccante del Brasile che è stato eliminato da Israele. La Gazzetta dello Sport segnala che nessun italiano ha mai segnato così tanto in un Mondiale U20, visto che il precedente record era di Riccardo Orsolini miglior marcatore nel 2017 (autore di 11 reti con il Bologna nella serie A che si chiude oggi, 4 giugno).

Il tabellino
COLOMBIA-ITALIA 1-3
MARCATORI: Casadei 9’, Baldanzi 38’, Esposito 46’,Torres 49’
COLOMBIA (4-2-3-1): Marquinez, Ocampo (Tanton 46’), Mantilla, Alvarez, Salazar; Torres (Hurtado 70’), Puerta (C), Manyoma (Luna 46’), Asprilla, Cortes (Monsalve 90’); Angel (Castilla 84’). All. Cardenas. A disp. Castillo, Rojas, Pedrozo, Velez, Palacios.
ITALIA (4-3-1-2): Desplanches, Zanotti, Ghilardi, Guarino, Turicchia; Casadei, Prati, Giovane (C) (Lipani 60’); Esposito (Fontanarosa 95′),  Baldanzi (Degli Innocenti 90’), Ambrosino (Montevago 69’). A disp. Zacchi, Sassi, Faticanti, Fiumanò, Pisilli, Pafundi. All. Nunziata
ARBITRO: Falahi (QAT);
ASSISTENTI: Al Naemi (QAT) e Al Shammari (QAT) IV: Maarouf (EGY); VAR: Higler (NED)
NOTE. Ammoniti: Mantilla, Puerta, Casadei, Montevag., Recupero: pt 2’, st 10’.

Pioggia e grandine: allagamenti a Lugo. Il Comune: «Non entrate negli scantinati»

La rete fognaria è ancora in condizioni critiche dopo l’alluvione e fatica a raccogliere l’acqua

La zona industriale di Lugo in una foto della pagina Facebook Emilia-Romagna MeteoIn alcuni punti del centro abitato e nella zona industriale di Lugo si stanno verificando nel tardo pomeriggio di oggi, 3 giugno, nuovi allagamenti in strada a seguito del temporale, pioggia mista a grandine, che ha interessato la zona tra Lugo, Ca’ di Lugo e Sant’Agata sul Santerno. La rete fognaria è ancora in condizioni critiche dopo l’alluvione di metà maggio e questo ha ridotto le capacità di raccogliere le acque.

Il Comune con un post su Facebook ha comunicato che vigili del fuoco e protezione civile sono attivati e stanno intervenendo: «Evitate di circolare in strade allagate e non entrate negli scantinati e nei locali interrati. Segnalate la situazione».

Alcuni cittadini sui social stanno segnalando le strade dove l’acqua non defluisce ed è entrata nei garage o nelle cantine arrivando a qualche centimetro: via Amendola, via Righi, corso Garibaldi, via Gramsci, via Taroni.

Il Consorzio di Bonifica: «Nuove casse di espansione per evitare altri allagamenti»

Il direttore spiega: «I nostri canali hanno subìto l’esondazione dei fiumi e ora evitano che le campagne restino sommerse»

Conselice Gambellara Alluvione

«I canali della rete di bonifica hanno subìto e non provocato gli allagamenti nella Bassa Romagna e le condizioni di allagamento del territorio di pianura determinate dalle rotte dei fiumi sarebbero permanenti e non temporanee se non ci fosse il servizio dei canali». Le parole di Giovanni Costa, direttore del Consorzio di Bonifica della Romagna occidentale, vogliono fare chiarezza su cosa è successo nelle alluvioni del mese di maggio.

L’ente pubblico che ha sede a Lugo – e ha competenza sui 195mila ettari del comprensorio che include i bacini dei fiumi Sillaro, Santerno, Senio e Lamone – precisa che «la rete di canali di scolo artificiali gestita da noi è progettata per il deflusso delle acque di pioggia che cadono sul territorio e non per riuscire a raccogliere la massa d’acqua fuoriuscita dalle rotture degli argini dei fiumi la cui gestione è affidata a altri enti». Per la precisione la competenza dei fiumi è in capo alla Regione.

Costa parte dai numeri relativi alla prima alluvione del 2-3 maggio: «A valle di Lugo sono caduti circa 100 mm di pioggia in 24 ore, una quantità importante ma non avrebbe creato problemi ai canali consorziali. Lo dimostra un fatto: nella parte di valle tra Santerno e Senio dove non ci sono state rotte di fiume non ci sono stati allagamenti». La rete fluviale di corsi naturali e quella di canali di scolo non sono in comunicazione. Costa lo spiega così: «Se capita un nubifragio a Lugo e rimane sereno sulle colline faentine allora vanno in piena i canali di bonifica ma restano in secca i corsi naturali. Al contrario se il nubifragio è in collina e il sereno è in pianura la piena riguarda i fiumi. Ammesso che reggano gli argini».

La rete di bonifica si è trovata a svolgere una funzione di supplenza inevitabile per convogliare l’acqua riversata sui campi fino al mare attraverso il canale Destra Reno che porta fino a 180 mc al secondo e dopo 37 km sfocia in mare a Casal Borsetti: «A Bagnacavallo sono arrivati circa 60 milioni di metri cubi di acqua, il doppio di Ridracoli».

Sillaro AlluvionePer accelerare le operazioni di deflusso sono serviti anche interventi straordinari. Ad esempio l’aggiunta di gruppi di pompaggio per sollevare le acque da punti di depressione: «Per farlo è stato necessario aspettare il momento giusto e cioè quando i fossi di scolo erano scesi e potevano ricevere altra acqua». Ci sono state anche le cosiddette “rotture controllate degli argini dei canali”: «Ci siamo trovati in alcuni punti in cui l’acqua dei fossi era a quote più basse rispetto a quella del piano campagna. A quel punto abbiamo aperto un varco nell’argine per far defluire l’acqua dentro il canale».

La rottura dell’argine di un fiume è un evento che non dovrebbe verificarsi, ma si possono avere misure di tutela? «Le uniche opere efficaci sono le casse di laminazione». Ad esempio una di queste ha salvato Solarolo nella prima alluvione raccogliendo 180mila mc di acqua. Non è bastata nella seconda alluvione.

Diverse le idee progettuali sul tavolo. La prossima che potrebbe arrivare a compimento prima delle altre riguarda il Fosso Vecchio in zona Villa Prati con finalità di sicurezza e di accumulo e dovrebbe essere finanziata dal Pnrr: «Il progetto iniziale era da 40 milioni e 37 sarebbero arrivati dallo Stato. La revisione dei costi per aumento materiali e manodopera ha fatto lievitare la cifra a 57 milioni. Speriamo che la differenza sia coperta dal fondo apposito creato dal ministero».

Servono alcuni milioni di euro per tornare a produrre sale a Cervia nel 2024

Il sindaco propone la creazione di un gruppo di esperti per gestire il ripristino del sito produttivo e naturalistico che occupa una trentina di persone. Ancora da liberare una parte dello stabilimento e la strada Sp254 è danneggiata

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre del 2023 non ci sarà la raccolta del sale alle saline di Cervia per via dell’alluvione di maggio, ma l’obiettivo del Comune è tornare alla produzione nel 2024. Serviranno alcuni milioni di euro, fa sapere il sindaco Massimo Medri. Che ha accompagnato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in un sopralluogo e ha avanzato la proposta di costituire un gruppo di esperti dedicato alla missione saline.

La Salina di Cervia esiste da duemila anni, si estende per 827 ettari ed è la porta sud del Parco regionale del Delta del Po, da sempre riserva naturale di popolamento e di nidificazione per molte specie animali e vegetali, oltre che luogo produttivo dove lavorano una trentina di persone.

«La salina ha salvato la città di Cervia perché ha contenuto una quantità straordinaria di acqua – ha dichiarato il sindaco –. Oggi stiamo ancora intervenendo e parte dello stabilimento non è ancora stato liberato dall’acqua. Allo stesso tempo con la Provincia stiamo operando per ripristinare il prima possibile la strada Sp254 che è stata in parte danneggiata. Conclusi questi primi passaggi si dovrà intervenire per ripristinare la nostra salina. Deve essere messa in piedi una task force che impegni tutte le istituzioni, Comune, Provincia, Regione e Stato per il ripristino di un luogo non solo produttivo, ma un’oasi ambientale di enorme valore».

Thumbnail Image2Bonaccini concorda: «È necessario mettere in campo, e in tempi brevissimi, un progetto per il suo rilancio dal punto di vista economico e turistico. Parliamo, infatti, non solo di un’attrazione di questa zona e di uno dei luoghi più magici dell’Emilia-Romagna, ma di un patrimonio culturale, naturalistico e produttivo di valore nazionale. Per questo, porteremo la situazione all’attenzione del Governo: in gioco ci sono oltre una trentina di posti di lavoro, la salvaguardia di una tradizione importante come quella del sale dolce e un habitat naturale da proteggere e conservare».

In provincia di Ravenna ancora 421 persone in centri accoglienza o alberghi

Nel Ravennate risultano 165 interruzioni a strade comunali o provinciali e 248 frane

A venti giorni dalla seconda alluvione in provincia di Ravenna – dopo quella di inizio maggio che riguardò in particolare Faenza, Conselice e Castel Bolognese –, al 3 giugno le persone accolte in strutture messe a disposizione dai Comuni o in alberghi sono 421. Altrettante nel resto della regione: 232 in provincia di Forlì-Cesena, 162 nella Città metropolitana di Bologna e una sola persona in carico nella provincia di Rimini.

Nel Ravennate risultano chiusure alla circolazione su 165 strade comunali o provinciali: 104 sono interrotte parzialmente e 61 totalmente. In totale Sono 726 le strade comunali e provinciali chiuse alla circolazione, di cui 316 in modo parziale e 410 totalmente. Nel bolognese le arterie interessate sono 194 (87 parzialmente e 107 totalmente); 328 nel forlivese-cesenate (119 parzialmente e 209 totalmente); 39 nel riminese (6 parzialmente e 33 totalmente).

Non si ferma l’attività di monitoraggio da parte delle squadre di rilevatori che permette di definire il quadro più aggiornato della situazione frane. Al 3 giugno in regione si contano 936 frane principali, numero invariato rispetto a quelle rilevate fino al giorno prima. Complessivamente ci sono 399 frane in provincia di Forlì-Cesena; 248 in provincia di Ravenna; 120 in provincia di Bologna; 14 in provincia di Reggio Emilia, 143 in quella di Rimini e 12 in quella di Modena. A queste si uniscono migliaia di micro-frane che costellano l’intero Appennino interessato dall’emergenza.

Per la giornata di domenica 4 giugno è prevista allerta gialla per temporali in tutto il territorio regionale, per frane e piene corsi d’acqua minori nella collina romagnola, bolognese e in quella emiliana centrale e, per criticità idrauliche nella bassa collina, pianura e costa romagnola e nella pianura bolognese. Sono possibili evoluzioni dei dissesti innescatisi nelle ultime settimane nelle aree colpite da maltempo. Per quanto riguarda il meteo, sono previste condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali più probabili in Appennino, che potranno interessare anche le aree di pianura. Resta elevata l’attenzione nella pianura bolognese (in particolare a Medicina, Molinella e Budrio), nel ravennate e nel forlivese, per la difficoltà di smaltimento delle acque esondate che gravano sul reticolo secondario e di bonifica.

Nuove analisi in mare, le acque dei 38 km di lidi ravennati tornano balneabili

Resta il divieto solo in un tratto di cento metri a Casalborsetti a nord della foce del Destra Reno

Spiaggia CasalborsettiTornano balneabili le acque di tutti i lidi nel comune di Ravenna, fatta eccezione per un breve tratto di circa cento metri a Casalborsetti, a nord della foce del canale Destra Reno fino all’altezza di via delle Gardenie. Era già stato revocato il divieto nel tratto di mare di 200 metri a sud del confine del poligono di tiro di Foce Reno. Lo rende noto il Comune di Ravenna nel pomeriggio di oggi, 3 giugno. Il divieto di balneazione era arrivato il 31 maggio in diversi punti della costa romagnola a causa delle conseguenze della recente alluvione.

L’esito degli ultimi controlli effettuati da Arpae, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, restituisce questo scenario per i 38 km di costa nel comune di Ravenna. Da Marina Romea (compresa) andando verso sud fino a Lido di Savio (compreso) le acque sono tutte balneabili.

Viene infatti revocato il divieto di balneabilità a Porto Corsini, Marina Romea e Casalborsetti in parte. Nella giornata di ieri era stato revocato il divieto per Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido Adriano, Lido di Dante. Quello per la Bassona era già stato revocato l’altro ieri, mentre le acque prospicienti la spiaggia libera sud di Lido Adriano, Lido di Classe e Lido di Savio non erano state oggetto di divieto in quanto i valori erano risultati nella norma fin dal primo controllo.

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