sabato
25 Aprile 2026
viabilità

Un esposto in procura a Ravenna contro il nuovo regolamento sulla circolazione nelle Ztl

La denuncia di Alvaro Ancisi (LpRa) è stata condivisa con tutti i gruppi di opposizione

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Il vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo di opposizione Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha presentato nei giorni scorsi un esposto alla Procura contro il nuovo regolamento sulla circolazione nelle Ztl del centro storico, approvato dalla Giunta comunale a fine 2025 e successivamente aggiornato nel 2026.

La denuncia, condivisa da tutti i gruppi di opposizione, contesta la legittimità delle delibere con cui l’esecutivo ha introdotto la nuova disciplina del cosiddetto “piano sosta”.

Il nodo delle competenze
Al centro dell’esposto c’è la presunta violazione delle competenze tra Giunta e Consiglio comunale. Secondo Ancisi, la Giunta avrebbe approvato una disciplina che recepisce di fatto uno “schema di regolamento” adottato nel 2023 ma mai sottoposto al voto del Consiglio, organo che per legge deve approvare gli atti regolamentari. Per questo motivo, il provvedimento sarebbe “illegittimo per vizio di competenza” e quindi annullabile.

L’accusa di omissione di atti d’ufficio
Ancisi ricorda di aver chiesto formalmente al sindaco, il 2 marzo scorso, di sospendere l’efficacia della delibera e portare il regolamento in Consiglio. Non avendo ricevuto risposta entro i termini, nell’esposto viene richiamato anche l’articolo 328 del Codice penale, ipotizzando un possibile caso di omissione di atti d’ufficio.

Le presunte contraddizioni della Giunta
Nella denuncia si evidenziano inoltre incongruenze tra gli atti: la stessa Giunta, nel 2023, avrebbe riconosciuto che il regolamento spettava al Consiglio, salvo poi inserirlo quasi integralmente nella disciplina approvata nel 2025 e nel successivo aggiornamento del 2026. Secondo Ancisi, ciò configurerebbe una forzatura amministrativa, aggravata dal fatto che il dirigente competente ha espresso parere favorevole anche sui nuovi atti, pur in contrasto con quanto indicato in precedenza.

Possibili profili penali
L’esposto chiede alla Procura di valutare eventuali responsabilità anche sotto il profilo della “falsità ideologica in atto pubblico”, ipotizzando dolo o colpa grave da parte degli amministratori e dei tecnici coinvolti.

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