Il grande caldo di questi giorni ha riportato in primo piano l’emergenza sovraffollamento in carcere: in Emilia-Romagna ci sono mille i detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare delle strutture carcerarie e nella casa circondariale di Ravenna sono ben 30 oltre il consentito. Una situazione talmente drammatica da riportare agli onori della cronaca soluzioni radicali come l’indulto. «Ancora oggi sarebbe la misura più incisiva», spiega il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri che però ricorda come sia difficile che questo avvenga per via del quadro politico generale.
La fotografia del sovraffollamento carcerario in regione è stata confermata nel corso di “Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale”, convegno organizzato dallo stesso Garante dei detenuti, che si è tenuto nella sede dell’Assemblea legislativa a Bologna con la partecipazione, fra gli altri, del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi, e del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli.
Nella casa circondariale di Ravenna ci sono attualmente 79 detenuti, ovvero 30 detenuti in più rispetto al consentito di 49 unità (161% di tasso di occupazione). Il carcere di via Port’Aurea si classifica così al terzo posto della classifica delle carceri più sovraffollate della Regione. A livello percentuale va addirittura peggio lungo la via Emilia, dove il sovraffollamento più pesante si registra alla Dozza di Bologna: a fronte di una capienza regolamentare di 500 posti, l’istituto ospita 826 detenuti, cioè 326 in più, con un tasso di occupazione del 165,2%. Ancora più critica è la situazione del carcere di Ferrara: i 407 reclusi presenti, a fronte di una capienza di 244 posti, portano l’istituto a un tasso di occupazione del 166,8%. Seguono Rimini (158 detenuti su 112 posti, 141,1%), Modena (513 su 372, 137,9%), Piacenza (571 su 416, 137,3%) e Parma (803 su 654, 122,8%). Più contenuti i valori di Forlì (161 su 146, 110,3%) e Reggio Emilia (307 su 294, 104,4%).
A rilanciare l’allarme sul sovraffollamento carcerario è stato il Garante regionale, Roberto Cavalieri, che ha ricordato come «In Emilia-Romagna sono quasi mille gli esuberi carcerari: è come se in regione ci fossero tre istituti penitenziari in più. Se il carcere è sovraffollato inevitabilmente si sviluppano tutta una serie di problematiche collaterali e viene accresciuta la probabilità che il ristretto commetta nuovi reati una volta scontata la pena. Una situazione che inevitabilmente porta a pensare anche a soluzioni radicali, come l’indulto».
Sulla stessa linea il vicepresidente del Csm Pinelli: «Serve riflettere sulla pena e sull’idea della punizione. Il carcere non deve avere solo una funzione di sorveglianza, perché il fine ultimo è quello della rieducazione, come afferma la stessa carta costituzionale. Occorre essere pragmatici, capire cosa si può ottenere dal detenuto, offrire una possibilità di riscatto. Il sovraffollamento è un problema che determina il restringimento dei diritti dei detenuti».
Il carcere di Ravenna



