Fratelli d’Italia ha abbandonato l’aula del consiglio comunale di Ravenna al momento della discussione dell’ordine del giorno che chiedeva le dimissioni della consigliera meloniana Anna Greco per gli insulti rivolti sui social alla deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali. La stessa scelta è stata compiuta da Forza Italia e Viva Ravenna, con i rispettivi capigruppo Alberto Ancarani e Filippo Donati che hanno abbandonato a loro volta l’aula ritenendo il consiglio comunale non la sede appropriata per affrontare una vicenda di questo tipo. L’ordine del giorno è stato quindi approvato con i voti della maggioranza, mentre hanno votato contro i consiglieri di opposizione rimasti, Gianfranco Spadoni (LpRa-Lega-Pdf), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e Veronica Verlicchi della Pigna (che ha tentato di spostare il dibattito sulle presunte mancanze della parlamentare Bakkali, entrando nel merito del suo operato politico).
L’atto approvato dall’assemblea esprime piena solidarietà alla deputata ravennate del Pd, condanna formalmente le dichiarazioni della consigliera di Fratelli d’Italia e ribadisce la richiesta delle sue dimissioni. Per i gruppi di maggioranza, infatti, le scuse pubbliche presentate nei giorni scorsi da Greco non sono sufficienti a chiudere una vicenda che, da episodio nato sui social network, ha assunto una rilevanza politica e istituzionale.
La polemica era esplosa dopo la denuncia pubblica di Bakkali per gli attacchi ricevuti online in seguito alle sue posizioni sul tema dell’immigrazione. Tra i messaggi finiti al centro delle polemiche figuravano anche quelli della consigliera Greco, che aveva definito la parlamentare «marocchina con le pezze al culo», accompagnando l’espressione con altri riferimenti offensivi alle sue origini e alla sua condizione familiare. Commenti per i quali la consigliera si è successivamente scusata, riconoscendo di avere sbagliato e definendo inadeguati i toni utilizzati.
Nel documento approvato, Pd, Progetto Ravenna, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Pri sostengono che non si sia trattato di una semplice intemperanza verbale, ma di un attacco personale «intriso di disprezzo, xenofobia e pregiudizio», incompatibile con il ruolo di un rappresentante delle istituzioni e offensivo non solo nei confronti della deputata, ma anche di chi vive condizioni di difficoltà economica.
A spiegare la scelta di lasciare l’aula è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Grandi. Pur ribadendo la «netta e ferma presa di distanza» dal contenuto del post della collega, giudicato «inadeguato al confronto politico», il gruppo sostiene che il Consiglio comunale non abbia competenza per pronunciarsi sulla richiesta di dimissioni di un consigliere, trattandosi di una decisione esclusivamente personale. Secondo FdI, inoltre, l’ordine del giorno sarebbe stato calendarizzato «in tutta fretta» con finalità prevalentemente mediatiche, trasformando l’aula in un «circo» anziché nel luogo deputato ad affrontare i problemi della città. Il gruppo ricorda infine di aver già demandato ogni eventuale valutazione politica o disciplinare agli organi competenti del partito e accusa il centrosinistra di applicare «due pesi e due misure» nei confronti di episodi analoghi che coinvolgono propri esponenti. Una posizione condivisa, almeno sul piano procedurale, anche da Ancarani e Donati.
Il voto non produce effetti diretti sulla posizione della consigliera Greco, le cui eventuali dimissioni restano una scelta personale.



