W piazza Kennedy, ma ricordiamo le gaffe

Andrea AlberiziaMagari definirla proprio bella si fa un po’ fatica. E chi ha preso la rincorsa per essere il primo a dirlo sembra più mosso dal tenero bisogno di autoconvincere se stesso. Però si può dire che sia meno brutta di quando era una distesa di carrozzerie metalliche. La nuova piazza Kennedy è finita. E lo scorso weekend è stata battezzata con il primo evento. L’augurio per Ravenna e per i ravennati è che la bellezza del luogo venga dall’uso. Uno spazio così grande, senza ostacoli visivi, in pieno centro, deve essere una gallina dalle uova d’oro per un’amministrazione che si è presentata con l’ambizione di rilanciare il turismo. Sarebbe però un peccato se la comprensibile e legittima euforia del momento e le speranze per il futuro facessero dimenticare l’elenco di gaffe che ha accompagnato il progetto. Dimostrato anche dall’assenza di qualunque taglio del nastro ufficiale: come dire, poco da strombazzare. Ma se sbagliando si impara, allora bisogna avere la memoria lunga. Tanto per cominciare ricordiamoci che il cantiere ha impiegato praticamente il doppio delle previsioni. Il ritrovamento dei reperti, la soprintendenza, il maltempo, il terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette: metteteci anche tutte le scuse di “Joliet” ma a giugno 2015 dissero un anno e siamo a marzo 2017. Può essere utile ricordare che a gennaio il sindaco fissò per febbraio la fine dei lavori e invece… Poi bisognerà pure ricordarci che ci fu un tempo in cui un sindaco, il predecessore di quello attuale, assicurò che i resti ritrovati sarebbero rimasti esposti come una grande attrazione turistica. Tutto interratto, cementato e saluti. Poi bisognerà ricordarsi che doveva essere una piazza con chioschi per renderla viva e invece non ci sono chioschi. La paura di fare figuracce ha fatto scattare un repentino dietrofront. Ma pare non ci fosse la corsa ad aggiudicarsi il bando: la cattiva gestione di tutta la partita non è stata certo una gran pubblicità. E poi andrà scolpito nella memoria il grande capolavoro dei bagni pubblici. Solo da montati ci si è accorti che erano una roba immonda (la principale delle modifiche al progetto iniziale che in tutto sono costate mezzo milione extra al Comune). Poi i posti auto. Dissero che l’avrebbero chiusa solo dopo averne realizzati altrettanti di quelli persi. E invece non fu così e gli ampliamenti di via Port’Aurea e via Guidarelli non hanno pareggiato i 130 persi. Però basta farsi un giro nelle due aree di sosta e non traboccano di auto. Quindi è davvero un problema parcheggiare in centro? Ora però la piazza c’è. Tocca solo farla funzionare.

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