«Non affittiamo a stranieri». Studente ravennate vittima di razzismo a Bologna

Diciannovenne italiano discriminato per il colore della pelle. «Stavamo per firmare il contratto, ma quando ci ha visti la titolare ha cambiato idea». La struttura smentisce

Fisco 2015 10 Affitto Casa Tasse Big«Mi dispiace ma non affittiamo a stranieri». Se lo sono sentiti dire due ragazzi ravennati in cerca di una sistemazione a Bologna, dove studiano all’università. Uno dei due ha la pelle scura, è nato in Etiopia 19 anni fa, è stato adottato quando aveva solo pochi anni da una coppia italiana e ha vissuto tutto il resto della sua vita a Ravenna. È italiano. Ma per la titolare di un residence bolognese, senza neppure chiedere informazioni, è straniero. E gli stranieri, in passato, in quel luogo, «hanno dato problemi».

La vittima dell’episodio, di stampo razzista, preferisce non parlare, ancora turbato da quanto accaduto, così a raccontare la propria versione è l’amico che era con lui, Carlo Donati, 21 anni. «Stiamo cercando da qualche giorno un appartamento a Bologna – ci dice al telefono – al momento siamo alloggiati in un bed&breakfast. Tramite un gruppo Facebook di studenti universitari siamo riusciti a metterci in contatto con due ragazzi veneti che cercavano due coinquilini. Ci siamo conosciuti, ci siamo piaciuti, e insieme siamo andati all’appuntamento al residence, a quanto pare solo per firmare il contratto, essendo disponibile, e versare la caparra di 300 euro, che avevamo già in tasca». Qualcosa però è andato storto. «A entrare in ufficio in un primo momento è stato solo uno dei due ragazzi veneti che aveva tenuto direttamente i contatti con la struttura – continua Donati –, mentre noi abbiamo aspettato fuori. E abbiamo visto che a una richiesta della signora della reception il ragazzo veneto ci ha indicato: lei ci ha squadrato e poi ha fatto “no” con la testa». Il loro “promesso” coinquilino quindi esce e racconta ai due ravennati che la titolare avrebbe detto che non affitta a stranieri. «Ma il mio amico non è neppure straniero! – continua nel suo racconto il 21enne – Così siamo entrati noi e con tutta calma, inizialmente, abbiamo chiesto come mai non potevano affittarci l’appartamento. E lei ci ha ribadito quanto detto prima: “non affittiamo a stranieri, abbiamo avuto problemi in passato”. Il mio amico è rimasto a bocca aperta e non ha avuto il coraggio di dire niente. Io invece mi sono scaldato e la signora ha finito con il trovare altre scuse, ha provato a dirci che in realtà l’appartamento non era più disponibile. Il mio amico non ha più spiccicato una parola, neanche con me, mani in tasca e testa bassa, ha pure rifiutato di mangiare insieme…. Poi, quando lo abbiamo raccontato a casa, sua madre ha chiamato la struttura, ma le è stato detto che l’appartamento non era più disponibile».

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Così decidiamo di chiamare anche noi la struttura ma una signora ci invita ad andare a Bologna di persona, «se siete dei veri giornalisti», perché al telefono non sarebbe possibile spiegarsi. La donna, prima di riagganciare, smentisce però di aver avuto a che fare con i quattro ragazzi e ci dice di avere la struttura piena di universitari «di ogni etnia», per poi informarci infine di aver comunque ricevuto la telefonata della madre, «che forse sarà stata “sclerata” per i fatti suoi».

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