Un asilo abusivo a Ravenna? Controlli del Comune, ma nessuno apre alla porta

Sopralluogo della Commissione competente dopo alcune segnalazioni. Si attende la stesura dei verbali

Il sospetto è che in quella sala, a Ravenna, possa di fatto esserci un nido o una scuola per l’infanzia senza alcuna autorizzazione. E così, a seguito di una segnalazione, ieri la commissione comunale adibita al controllo si è presentata alla porta, accompagnata anche dalla Polizia Municipale. Ma alla porta è rimasta, perché gli adulti presenti non hanno autorizzato l’ingresso.

Al momento sono in fase di stesura i verbali sulla base di quanto i membri della commissione hanno potuto vedere e sentire dalle persone con cui hanno parlato e non è chiaro se e quali irregolarità siano state rilevate. Non è quindi nemmeno noto quanti bambini fossero presenti e di che età, né se il Comune potrà eventualmente scoprire se e quanti di quei bambini siano vaccinati, per ragioni di privacy. Nulla al momento dimostra che dietro l’eventuale “asilo abusivo” ci possano essere genitori no-vax, ma certo il dibattito in corso e la legge regionale che obbliga in ogni caso alla vaccinazione per poter accedere al nido potrebbe aver spinto alcuni genitori ad auto-organizzarsi in modo autonomo.

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Il Regolamento prevede che la Commissione (composta dal caposervizio dell’Area Infanzia del Comune, un pedagogista, una persona designata dall’Asl e un rappresentante dell’area comunale dell’edilizia) proceda attraverso “sopralluoghi e/o verifiche a fronte di segnalazioni che facciano sorgere ragionevoli dubbi”.

Nel regolamento si legge anche che “Chiunque eroghi un servizio educativo senza aver ottenuto l’autorizzazione al funzionamento è soggetto ad una sanzione amministrativa compresa, ai sensi di legge», tra 2mila e 10mila euro “e determinata in 6mila euro, fatta salva la chiusura immediata del servizio qualora vi siano rischi per la salute e la sicurezza dei bambini”.
“La sanzione – citiamo ancora il regolamento – viene irrogata dal Dirigente del servizio comunale competente. Ai gestori che eroghino servizi educativi senza aver ottenuto l’autorizzazione al funzionamento, fermo restando quanto previsto al precedente comma 1°, viene assegnato dal Dirigente del servizio comunale competente un termine di 30 giorni entro il quale presentare la domanda di autorizzazione al funzionamento e la documentazione prevista. Decorso inutilmente detto termine lo stesso Dirigente dispone la chiusura del servizio”.

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