
Cordoglio anche in provincia di Ravenna per la morte del celebre regista Giuliano Montaldo, «voce forte e libera, tra le più autorevoli e importanti del cinema italiano», come ha scritto la sindaca di Bagnacavallo Eleonora Proni.
Montaldo aveva diretto tra gli altri L’Agnese va a morire, film girato negli anni Settanta nella Bassa Romagna tra Bagnacavallo e Alfonsine.
Lo scorso anno, in occasione del suo 92esimo compleanno, gli era stata consegnata la pergamena celebrativa per il conferimento della cittadinanza onoraria di Alfonsine per avere, attraverso la sua opera cinematografica, «costantemente combattuto l’esercizio intollerante del potere contro i soggetti più deboli e indifesi della società e aver dato voce alle numerose e silenziose figure femminili della lotta di Liberazione in Romagna, elevandole, come mai accaduto prima, al ruolo di protagoniste nel suo iconico film “L’Agnese va a morire”».
«Il regista ha sempre portato nel cuore il ricordo dei nostri luoghi e della nostra gente – si legge in una nota dell’Amministrazione di Alfonsine -, molta della quale ha partecipato in prima persona alla sua impresa cinematografica. Un doloroso saluto è quello che tocca oggi agli alfonsinesi dedicato al grande Maestro, che ha mantenuto viva nel tempo l’esperienza di solidarietà, di sacrifico e di lotta antifascista, da sempre patrimonio identitario delle terre di Alfonsine».
Montaldo era anche tornato a Bagnacavallo nel 2008 per la proiezione al parco delle Cappuccine del suo I demoni di San Pietroburgo. In quell’occasione era stato ospite anche in municipio, accolto dalla sindaca Laura Rossi e dall’assessore alla cultura Nello Ferrieri.
A unirsi al generale cordoglio anche l’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, che con Montaldo ha intrattenuto frequenti rapporti specialmente in questi ultimi anni: «La sua visita ad Alfonsine, al Museo del Senio e alla casa dell’Agnese, risale a circa vent’anni fa, e da allora è stato tutto un ricordare collettivo della partecipazione decisiva di questa comunità alla realizzazione del film girato in questi luoghi, sui quali Renata Viganò aveva scritto nell’immediato dopoguerra il suo più celebre romanzo, ove risulta così evidente il ruolo delle donne nella lotta resistenziale. Da quell’appassionante relazione è nata l’idea in seno all’Istituto Storico di restaurare il film e di farne un’edizione digitale, diffusa poi in Dvd con il Corriere Romagna, in occasione del 25 aprile 2017, poiché il bel film di Montaldo risultava introvabile. In quella circostanza il regista, nella sua casa romana si concesse ad una lunga intervista sul backstage del film che è stata inserita nel Dvd contenente la versione restaurata del film e disponibile ancora oggi all’Istituto di Alfonsine (nel video qui sotto pubblichiamo una sintesi, ndr). Infine, quando nel 2020 il ricercatore romano Massimo Recchioni raccolse tutte le testimonianze ancora residue sul territorio nel suo volume “Una svedese in guerra. Storia de L’Agnese va a morire” (Edizioni Solfanelli, 2021) si intensificarono ancora di più i rapporti fino al riconoscimento della Cittadinanza onoraria conferito dal Comune di Alfonsine a maestro Giuliano Montaldo ad inizio del 2022».



