Ma ci pensate a quando, tra dieci anni, con il Ravenna stabilmente in Champions League, ci guarderemo indietro ripensando a quell’incredibile estate in cui sulla spiaggia di Marina nel giro di tre giorni, si alternarono Ronaldinho, Orietta Berti ed Elettra Lamborghini, facendo felici bambini, nonni e morti di figa? Ma tra dieci anni, d’altronde, tutto sarà cambiato.
Ripenseremo con amarezza alla Ravenna di oggi, così cementificata, mentre grazie al nuovo Pug a consumo di suolo zero – adottato proprio in questi giorni in consiglio comunale, giusto con qualche anno di ritardo – saranno margherite dappertutto.
E tra dieci anni penseremo anche, scuotendo la testa, a un’economia ravennate che (stando agli ultimi dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio) vedeva crescere in pratica solo i fatturati dei supermercati costruiti mentre si stava riflettendo sul Pug di cui sopra. Mentre i nuovi contratti dei ravennati (stando invece ai dati elaborati dalla Uil) erano 9 su dieci precari, grazie soprattutto al magico mondo del turismo.
Tra dieci anni ripenseremo poi a quanti magrebini c’erano, dieci anni prima, ora che invece li hanno tutti cacciati a forza di botte e di video sui social quelli di Futuro Nazionale, che anche a Ravenna avranno preso il posto di Fratelli d’Italia che a sua volta aveva preso il posto della Lega.
E ci pensate quando tra dieci anni avremo finalmente l’effetto dei 50mila nuovi alberi che ha promesso Barattoni in campagna elettorale e che potranno finalmente raffrescare il clima ravennate di almeno 2 gradi all’anno, salvando centinaia di vecchi dalla morte certa e permettendo a tutti noi ravennati di smetterla di bere così tanta acqua in estate?
E proprio in questi giorni, tra dieci anni, staremo festeggiando il 23esimo anniversario di Antonio Patuelli alla presidenza delle Banche italiane, registrando sui giornali i centomila messaggi di complimenti arrivati da tutta la città.
Non vedo proprio l’ora che arrivi, il 2036…



