Nella giornata in cui si celebrano le aree marine protette, il primo di agosto, il Comune di Ravenna e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po avanzano l’ipotesi istitutiva dell’Area Marina Protetta di Foce Bevano. Se istituita, si tratterebbe della prima Area Marina Protetta italiana in ambiente marino con fondali prettamente limosi o sabbiosi e con attigua costa sabbiosa.
Il percorso è stato avviato da Comune di Ravenna e Parco del Delta del Po, che si candida come ente gestore, con il coinvolgimento di Regione Emilia-Romagna e Capitaneria di Porto.
La proposta rientra nel programma di mandato del sindaco Alessandro Barattoni, che commenta: «La fascia costiera compresa tra Lido di Dante e Lido di Classe costituisce uno dei pochi esempi residui di costa adriatica rimasta in condizioni naturali. Proteggere questo patrimonio significa conservare la memoria della costa naturale e dare alle nuove generazioni un esempio di equilibrio tra antropizzazione e luoghi naturali. Già esiste un alto livello di protezione a terra: il nostro obiettivo, con la definizione di un’area marina protetta, è di alzare il livello di protezione anche in mare, tutelando paesaggi marini, habitat e specie.
Sappiamo che è un percorso lungo e non facile, ma abbiamo una meta ambiziosa e siamo determinati a raggiungerla coinvolgendo enti di ricerca e studio».
L’area è già sottoposta a forti livelli di protezione: si tratta infatti di uno dei siti costieri a maggiore naturalità e biodiversità d’Italia, dove si mantiene intatta la successione dal mare all’entroterra senza insediamenti balneari. Tra gli habitat di interesse comunitario: banchi di sabbia, estuari, lagune costiere, dune mobili embrionali e bianche, dune con ginepri, ma anche flora e fauna come cavallucci marini, tartarughe Caretta, delfini e uccelli tra cui il fratino.
La foce del Bevano si estende su circa 40 ettari e testimonia, con dune costiere e lagune retrodunali, com’era l’intera fascia costiera regionale prima degli interventi antropici. A nord e a sud si sviluppano 6 km di spiagge e dune costiere attive intatte, fino alla foce dei Fiumi Uniti.
L’area in questione rappresenta l’unico esempio di “spiaggia originaria” dell’Adriatico settentrionale, dove si riconosce ancora la successione naturale: battigia, spiaggia, dune attive, dune consolidate e bassure retrodunali. Alle spalle delle dune si trovano le pinete demaniali Ramazzotti e Savio, risalenti al 1881 e nate per proteggere le colture dai venti marini. Davanti alla spiaggia, fino a 300 metri dalla battigia, si estende un braccio di mare basso ecologicamente connesso con la terraferma.
Già dai prossimi giorni, amministrazione comunale e Parco del Delta lavoreranno a stretto contatto con Istituzioni, associazioni ed enti di ricerca per avviare il previsto iter normativo con il Ministero dell’ambiente ai sensi della “Legge quadro sulle aree protette” n. 394/91 e per predisporre tutta la documentazione per l’istituzione di un’area marina protetta che ha l’ambizione di tutelare un patrimonio naturalistico straordinario che si estenderà su una superficie complessiva di circa 4.685 ettari, di cui 575 a terra e 4.110 a mare, arrivando fino a 3 miglia nautiche dalla costa.



