Gli organizzatori della sagra paesana di Granarolo Faentino replicano alle critiche ricevute dall’universo femminista locale per aver inserito tra gli eventi uno spettacolo di lottatrici nel fango e il concorso Miss Addrizza.
«Nottambula è una festa all’insegna della pura goliardia romagnola – si legge in un passaggio del comunicato inviato dall’associazione Starinsieme alla stampa –. I momenti di intrattenimento sono spettacoli e iniziative cui i partecipanti scelgono di aderire in modo volontario e consapevole. Lo spirito è lo stesso degli addii al nubilato/celibato e non c’è alcuno spazio per logiche di sottomissione o mercificazione».
I promotori fanno una ammissione rispetto alle critiche ricevute: «Riconosciamo che nel linguaggio tipico della promozione di una festa estiva probabilmente si è esagerato nei toni della comunicazione utilizzando formule che sono potute suonare inappropriate o distanti dalla sensibilità odierna. Se questo è stato ci scusiamo, poiché non è mai stata nostra intenzione urtare la sensibilità di nessuno o sminuire battaglie sociali importanti che noi stessi sosteniamo da sempre con convinzione. La nostra associazione rimane aperta all’ascolto e al confronto costruttivo. Il nostro obiettivo è far stare insieme le persone con il sorriso, garantendo un ambiente sicuro, inclusivo»
Juri Montecchian è il presidente di Star insieme e coglie l’occasione per la richiesta di un incontro per chiarire ulteriormente la questione.
Nel frattempo Montecchian ci tiene a ricordare che l’associazione negli anni si è attivata ovunque ci fosse bisogno di aiuto: «Abbiamo sostenuto le comunità colpite dal terremoto delle Marche grazie ai proventi della festa Nottambula, con altre associazioni del territorio abbiamo finanziato aiuti per il terremoto dell’Emilia, durante l’emergenza Covid-19 abbiamo supportato attivamente il nostro quartiere, durante la drammatica alluvione di Faenza ci siamo messi a completa disposizione del Comune».
Ma c’è anche, secondo il racconto del presidente, un legame con la tutela delle donne radicato in azioni tangibili: «Con un adonazione abbiamo finanziato, con orgoglio, il progetto di ripristino di un appartamento rifugio di Sos Donna, destinato ad accogliere madri e minori in situazioni di vulnerabilità. Abbiamo sostenuto con una donazione il progetto “Ricuciamo” per insegnare il mestiere di sarta alle donne vittime di violenza per restituire loro autonomia, dignità e indipendenza economica».



