martedì
04 Agosto 2026
Lipu

Trappole per piccioni nel chiostro del Museo Nazionale, gli animalisti chiedono chiarimenti

Gabbie all'aperto e nessun riparo dalle alte temperature: l'associazione chiede la revisione delle catture e una fine dignitosa per i volatili

Condividi

Dopo le polemiche dei mesi scorsi legate all’abbattimento dei pini storici, torna al centro del dibattito il tema della tutela degli animali a Ravenna.

Nei giorni scorsi, all’interno di uno dei chiostri del Museo Nazionale di Ravenna, è stata notata una gabbia trappola destinata alla cattura dei piccioni. La segnalazione arriva dall’associazione animalista Lipu, che denuncia la collocazione all’aperto della struttura senza coperture che possano offrire riparo dal sole, nonostante le elevate temperature di questi giorni.

L’episodio ha sollevato un’ondata di indignazione tra cittadini e associazioni, che mettono in discussione la decenza e l’umanità dei metodi usati per il contenimento dei volatili. «Non basta aver distrutto il loro ambiente naturale, ora assistiamo a vere e proprie forme di tortura – denunciano gli animalisti -, siamo certi che la città sia disposta ad accettare questa crudeltà? Sebbene molti considerino i piccioni infestanti o dannosi per il decoro, ciò non giustifica l’insensibilità verso creature viventi capaci di soffrire».

Anche di fronte alla necessità di contenere la presenza dei volatili nei luoghi d’interesse storico e artistico, dovrebbero essere privilegiati metodi incruenti di allontanamento o, quanto meno, procedure che garantiscano una fine dignitosa agli animali.

«La presenza delle trappole sotto il sole cocente solleva precisi interrogativi sulla regolarità e sull’etica delle operazioni» continuano da Lipu, avanzando chiedendo chiarezza su tre diversi temi, come i tempi di permanenza degli animali all’interno delle gabbie; le condizioni di detenzione, con particolare riferimento alla disponibilità costante di acqua e cibo; e le procedure adottate dopo la cattura. «I volatili rischiano di morire di stenti o per il caldo, oppure vengono sottoposti alle procedure eutanasiche previste dalla normativa?», domandano gli animalisti.

In attesa di risposte ufficiali da parte delle istituzioni e della direzione del museo, la riachiesta è quella di sospendere o revisionare il piano di cattura, garantendo quantomeno condizioni di riparo e rispetto per gli ultimi momenti di vita di questi animali.

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi