venerdì
28 Agosto 2026
la curiosità

«Ravenna sta diventando tutta grigia?». L’artista Nicola Montalbini accende il dibattito sui social

L’autore del "Pavimento" di Porta Adriana ha iniziato un personale “censimento” delle facciate: «Questa città perde i colori uno ad uno e va tingendosi di tutte le sfumature di grigio possibili»

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Ravenna sta diventando sempre più grigia? A lanciare la domanda, più che una vera e propria denuncia, è l’artista ravennate Nicola Montalbini, che negli ultimi giorni ha iniziato una sorta di personale “censimento” delle facciate della città, raccogliendo fotografie di abitazioni accomunate da una caratteristica: il colore grigio, declinato in una quantità di sfumature che, secondo l’artista, stanno progressivamente sostituendo i colori più tradizionali del centro storico. Una curiosità che, a giudicare dalle reazioni ai suoi post, ha evidentemente intercettato una sensazione condivisa da più di un ravennate.

Montalbini parte da una passeggiata di poche centinaia di metri nel centro storico e racconta di essersi imbattuto in un numero crescente di edifici dalle facciate grigie. Nel suo primo intervento parla addirittura di una “epidemia” ormai in fase esponenziale, distinguendo tra le vecchie abitazioni ottocentesche, alcuni condomini costruiti nel secondo dopoguerra e gli edifici più recenti. Poi allarga lo sguardo: grigio tortora, grigio cenere, grigio lavagna, grigio fumo, grigio piombo, grigio acciaio, antracite, sasso, talpa. Una tavolozza che, nella sua provocatoria lettura, starebbe prendendo il posto dei colori delle vecchie case ravennati.

Nel suo primo post del 18 agosto, Montalbini – noto negli ultimi mesi per il suo “Pavimento” realizzato a Porta Adriana in occasione della Biennale del Mosaico – ricorda così una Ravenna diversa: case color confetto, verde e azzurro ceruleo, rosa, giallo e bianco, accanto alle superfici in cotto e ai materiali della tradizione. La sua impressione è che oggi quella varietà si stia progressivamente impoverendo. «Questa città – scrive – perde i colori uno ad uno e va tingendosi di tutte le sfumature di grigio possibili». Non è, precisa, una semplice questione estetica. Montalbini collega la diffusione del grigio anche all’immagine complessiva della città e all’umore di chi la vive. Nel suo ragionamento c’è il clima della pianura, con i suoi cieli spesso plumbei e l’umidità, ma soprattutto l’idea che una città storica non dovrebbe finire per assomigliarsi tutta.

Nel secondo post l’artista passa dalle considerazioni generali alle immagini. Pubblica un collage composto da numerose facciate fotografate nel centro di Ravenna (vedi foto in alto), molte delle quali accomunate da pareti grigie e infissi altrettanto neutri. E racconta di avere notato il fenomeno durante una semplice passeggiata in via San Vittore. La sua tesi è volutamente provocatoria: quella che considera una moda non sarebbe necessariamente frutto di un disegno preciso, ma di una progressiva uniformazione degli edifici. «Si perde il colore dopo la proliferazione di ogni settimana», osserva, con una metafora che descrive il grigio come qualcosa che si espande da una casa all’altra.
Fino alla conclusione, accompagnata dall’hashtag #bastacasegrigie: secondo Montalbini la questione meriterebbe di essere discussa prima che l’uniformità diventi difficile da invertire.
E in effetti una parte della discussione riguarda anche quanto sia realmente libera la scelta dei colori delle facciate. Nel centro storico di Ravenna esistono infatti precise indicazioni urbanistiche: le tinte devono essere individuate sulla base delle eventuali colorazioni preesistenti e, comunque, all’interno delle gamme e delle tonalità storiche consolidate, anche sulla base dell’apposito abaco dei colori murari di riferimento.

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