Una piccola felce galleggiante per provare a far tornare la vegetazione acquatica nelle paludi del Delta. È la Salvinia natans, specie ormai rara in gran parte della Pianura Padana, che in questi giorni è stata reintrodotta in 11 punti delle aree interessate dal progetto europeo Life Fresh: otto a Punte Alberete, uno lungo il fiume Lamone e due nelle Valli di Argenta.
La felce è stata individuata spontaneamente dal professor Graziano Rossi dell’Università degli Studi di Pavia nel collettore della Rotta, ad Anita, nel territorio di Argenta. Da quella popolazione sono stati prelevati alcuni esemplari, poi trasferiti nelle zone dove il progetto punta a ricostruire le comunità di piante acquatiche. L’intervento è stato coordinato sul campo dal Parco del Delta del Po, insieme al Comune di Ravenna e al Consorzio della Bonifica Renana. Una parte delle piante è stata portata anche nel vivaio di Argenta e nel giardino botanico di Ferrara, dove verrà conservata e seguita nell’ambito del progetto.
La Salvinia natans è una felce di piccole dimensioni che vive galleggiando sulla superficie dell’acqua. La sua presenza è legata agli ambienti di acqua dolce e la sua progressiva scomparsa è uno dei segnali della trasformazione subita dalle zone umide della pianura. A incidere sono diversi fattori, dalla qualità dell’acqua alla presenza di specie invasive come nutrie, carpe e gamberi della Louisiana, fino ai cambiamenti degli equilibri idraulici ed ecologici.
«Partire da popolazioni spontanee ancora presenti sul territorio in aree a rischio e trasferirle in più punti delle aree interessate dal progetto ci permette di aumentare le possibilità che queste specie tornino a insediarsi e a ricostituire comunità vegetali stabili», spiega Massimiliano Costa, direttore dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po.
Alle operazioni ha partecipato anche la polizia locale di Ravenna, attraverso il nuovo ufficio “Droni, Supporto agli interventi di Emergenza e Tutela Ambientale”. Gli agenti sono stati coinvolti direttamente nelle attività, dal prelievo al trasporto fino alla reimmissione delle piante. A disposizione della squadra ci sono anche droni e personale abilitato al pilotaggio, che permetteranno di documentare gli interventi e monitorare nel tempo lo sviluppo della vegetazione.
L’operazione fa parte di Life Fresh, progetto europeo della durata di cinque anni coordinato dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po. L’obiettivo è recuperare gli ambienti di palude d’acqua dolce del Delta, con particolare attenzione all’habitat 3150, caratterizzato dalla presenza di piante acquatiche, comprese ninfee e specie galleggianti. Le aree interessate sono Punte Alberete, Valle Mandriole e il Bardello nel Ravennate e le Valli di Argenta.
La reintroduzione della Salvinia natans è una delle azioni previste per ricostruire la vegetazione acquatica. Un intervento analogo riguarda la Spirodela polyrhiza, un’altra specie individuata in popolazioni spontanee ancora presenti nel territorio. L’obiettivo, nel lungo periodo, è fare in modo che le piante non si limitino a sopravvivere nei punti di reintroduzione, ma tornino a diffondersi spontaneamente nelle paludi, contribuendo a ricreare gli habitat acquatici che nel corso dei decenni si sono progressivamente impoveriti.



