Il nuovo anno scolastico è alle porte, ma per gli studenti dell’Istituto Comprensivo Baccarini di Russi l’avvio delle lezioni sarà tutt’altro che ordinario. I docenti della scuola secondaria di primo grado hanno infatti proclamato uno “sciopero bianco”, sospendendo per tutto l’anno scolastico le attività aggiuntive rispetto alla normale didattica curricolare, sulla scia delle recenti proteste degli insegnanti in Trentino-Alto Adige, denunciando come tempo, impegno e responsabilità non siano adeguatamente riconosciuti.
Lo sciopero è sostenuto da quasi la totalità del personale docente della scuola media e comporterà innanzitutto lo stop alle uscite didattiche, sia alle visite sul territorio che alle tradizionali gite di più giorni, oltre a forti limitazioni alla presenza di esperti esterni nelle attività scolastiche. Fermo anche per laboratori e attività didattico-ricreative, con forti ripercussioni sulle associazioni del territorio coinvolte con progetti scolastici.
Non saranno sospese le iniziative legate al Pnrr e ad Agenda Nord, ma verranno realizzate ricorrendo a personale esterno. In sostanza, i docenti rifiutano di aderire ai progetti extracurriculari che richiedono un impegno al di fuori dell’orario di servizio. Tra questi rientrano anche le attività di recupero, che verranno però svolte in itinere durante il normale orario scolastico.
Gli unici progetti garantiti saranno quelli essenziali per il corretto funzionamento della scuola e per il benessere degli alunni, come lo sportello d’ascolto e i progetti extradidattici sul tema dell‘inclusione, della lotta al bullismo e al cyber bullismo. «Abbiamo accettato attività come il coordinamento di classe e le funzioni strumentali, perché la scuola deve comunque andare avanti – spiega uno dei docenti che ha contribuito a formalizzare la protesta – ma non tutte quelle iniziative che richiedono tempo, impegno e responsabilità ulteriori, senza che questo lavoro venga poi adeguatamente riconosciuto».
Secondo quanto riportato da Orizzonte Insegnanti, le proteste dei docenti della Val Venosta e della Val Pusteria hanno portato la Provincia autonoma di Bolzano a stanziare complessivamente 90 milioni di euro per gli aumenti contrattuali. I fondi garantiranno un incremento di 800 euro lordi mensili per i docenti, con decorrenza retroattiva da gennaio 2026.
«Ad oggi, alcune attività, come il coordinamento di classe, vengono retribuite anche solo un euro al giorno. Abbiamo poche stampanti e, per esempio, la carta docente non può essere utilizzata per acquistare toner e cartucce, che sono beni strutturali – continuano i docenti del Baccarini –. A questo si aggiunge un impegno extra rispetto all’orario di lavoro, che può significare anche la lettura di oltre 2mila mail all’anno e la gestione di questioni legali, rapporti con gli assistenti sociali e molto altro».
La protesta non vuole però rimanere circoscritta all’istituto di Russi: «Abbiamo preso contatti con docenti di altre scuole e speriamo che anche altri istituti aderiscano – concludono dalla scuola media di Russi -. Sappiamo che il rischio è quello di passare per “svogliati”, ma speriamo che questa sensibilizzazione possa trovare il sostegno delle famiglie, perché non riguarda soltanto noi docenti, ma anche i ragazzi».



