In provincia di Ravenna ci sono più di 1.800 persone anziane non autosufficienti in lista d’attesa per un posto letto accreditato (cioè di cui la sanità pubblica copre metà del costo) in una struttura socio-sanitaria. Sono i numeri locali di una situazione che riguarda anche tutto il resto della Regione e del Paese e che l’assessora comunale alle Politiche sociali, Roberta Mazzoni, definisce un’emergenza enorme destinata ad aggravarsi perché le amministrazioni pubbliche sono costrette a programmare in base alla risorse a disposizione e non al bisogno.
Nel distretto che comprende Ravenna, Cervia e Russi ci sono 13 case residenza per anziani (Cra) e i posti a disposizione sono 760 e riescono a soddisfare circa la metà delle richieste (l’Ausl non ha fornito un dato esatto). Il comitato del distretto a novembre 2025 ha approvato l’ampliamento di 23 posti accreditati nelle Cra nei tre comuni per arrivare a 773 entro fine 2026. La disponibilità nel 2017 era di 670 posti.
Nella Romagna Faentina (sei Comuni) i posti accredidati sono 369 distribuiti fra 8 Cra (altre 3 Cra non hanno accreditamenti) e 197 i posti a libero mercato. Da anni non c’è stato aumento degli accreditamenti: 12 posti in più sono attesi per l’inizio del 2027 alla Cra Bennoli. Le persone in lista d’attesa sono 474 (133 uomini e 341 donne, dato ultimo disponibile aggiornato al 7 maggio scorso).
Nella Bassa Romagna (nove Comuni) i posti accreditati per anziani non autosufficienti nelle Cra sono 446 distribuiti tra nove Cra. La lista di attesa a giugno 2026 contava 569 persone.
In totale in Emilia-Romagna sono 12.702 gli anziani in lista d’attesa. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali Marta Evangelisti e Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia hanno presentato un’interrogazione per chiedere un intervento della Regione. «Le case residenza rappresentano un presidio essenziale della rete sociosanitaria regionale. Siamo di fronte a tempi di accesso eccessivamente lunghi, che possono costringere le famiglie a sostenere direttamente oneri assistenziali ed economici rilevanti, oppure a ricorrere a soluzioni private, con il rischio di determinare differenze sostanziali nell’accesso alle cure in base alla capacità economica del nucleo familiare». Evangelisti e Tagliaferri chiedono tutti i dati sugli accessi alle Cra nel periodo 2024-2026 e quali criteri vengano utilizzati dalla Regione per gestire queste attività. Fdi chiede, infine, che la giunta assuma «tutte le iniziative idonee rivolte a ridurre le liste e i tempi di attesa».


