Una conferenza-spettacolo per raccontare le illegalità nel ciclo dei rifiuti e i traffici delle ecomafie, due problemi che riguardano ogni parte d’Italia. Rifiutopoli. Veleni e antidoti va in scena giovedì 22 ottobre alle 21 al Centro civico Gino Pellegrini di Conselice, nell’ambito della rassegna “Acqua” promossa da Ater nei territori romagnoli colpiti dalle alluvioni del 2023 e 2024. Ne abbiamo parlato con l’autore Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente, che cura dal 1994 il rapporto annuale “Ecomafia” sulla criminalità ambientale in Italia.
Di cosa parla Rifiutopoli?
«È una conferenza-spettacolo che racconta tre decenni di lotta contro la criminalità e la gestione illecita dei rifiuti in Italia. Lo fa attraverso numeri e storie, accompagnati da musiche originali e dagli straordinari disegni dipinti in diretta dall’artista Vito Baroncini con la lavagna luminosa».
Il rapporto “Ecomafia” fornisce ogni anno dei dati molto interessanti sul fenomeno. Perché ha deciso di fare anche una conferenza-spettacolo?
«Ci siamo resi conto che i numeri e i testi non sono sufficienti a far comprendere la gravità del tema. I cittadini non sono ancora abbastanza informati. Le immagini hanno una forza maggiore nel comunicare, soprattutto tra le scuole, dove abbiamo fatto molte repliche. È un modo per attirare l’attenzione dei più giovani raccontando la nostra battaglia in modo multimediale».
Il tema riguarda ogni cittadino.
«I rifiuti esistono per le nostre scelte e responsabilità, perciò ognuno può contribuire per evitare che diventino affari sporchi. Infatti lo spettacolo parla anche del cambiamento concreto che i nostri gesti individuali e quotidiani possono generare».
Quali sono i numeri dell’illegalità sui rifiuti?
«Nel 2025 in Italia ci sono stati 10.914 reati appurati dalle forze dell’ordine per la gestione illecita dei rifiuti, sul totale di 35.753 reati ambientali. Significa una media di trenta al giorno. Si tratta in gran parte di reati legati alle attività delle imprese, come le discariche abusive e i traffici illegali di rifiuti. Alcuni territori sono più esposti di altri ma nessuna regione è esclusa dal fenomeno».
Come si classifica l’Emilia-Romagna?
«È la decima regione italiana per il ciclo illegale di rifiuti, con 492 reati e 457 persone denunciate lo scorso anno, il 4,5 percento sul totale nazionale. Il dato è cresciuto del 13,2 percento rispetto al 2024. Gli arresti sono stati 9, i sequestri 176».
E la provincia di Ravenna?
«Nel 2025 i reati sono raddoppiati da 27 a 54. Si è trattato soprattutto di discariche abusive lungo la fascia costiera: 11 sono state scoperte e sequestrate grazie alle operazioni di polizia, carabinieri forestali, guardia di finanza. Ad oggi Ravenna è la quarta provincia dell’Emilia-Romagna per la gestione illecita dei rifiuti».
Lo spettacolo è dedicato ad alcune vittime delle ecomafie.
«Raccontiamo le vicende di alcuni eroi come il capitano Natale De Grazia, che ha indagato sugli affondamenti delle navi compiuti nel Mar Mediterraneo per smaltire illegalmente i rifiuti radioattivi. Morì improvvisamente dopo avere mangiato in un ristorante, la sera prima di testimoniare in tribunale. Inoltre raccontiamo le inchieste giornalistiche di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in un attentato mentre indagavano sui traffici dei rifiuti tossici in Somalia. Ma le ecomafie hanno fatto tante altre vittime rimaste senza nome, come per esempio nella Terra dei fuochi in Campania, dove c’è un eccesso di mortalità per malattie tumorali provocate dall’inquinamento ambientale».
Il simbolo di Rifiutopoli è una farfalla. Cosa significa?
«Le farfalle trasformano i rifiuti organici in nettare, perciò sono un esempio straordinario di come si può trasformare uno scarto in qualcosa che ci nutre. È un simbolo molto potente e lo usiamo per farne il filo conduttore della narrazione sui buoni esempi di raccolta e riciclo. Anche per trasmettere la leggerezza che possiamo sentire nel cuore quando facciamo le scelte giuste».


