lunedì
19 Ottobre 2026
pratiche relazionali

CorpoGiochi e il coraggio di trovare il proprio posto nel mondo: presentata la 24esima edizione dell’Almanacco

Il progetto è risultato vincitore del bando Ecco! di Fondazione del Monte e ha realizzato nell'ultimo anno 109 laboratori, coinvolgendo 1.783 studenti

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Gli «animali ribelli» entrano nella stanza: sono un gruppo, ma anche individui. Prendono possesso dello spazio, ne cambiano l’atmosfera e si muovono un po’ spaventati tra gli spettatori, che hanno almeno tre, quattro o cinque volte la loro età. Poi il pubblico chiude gli occhi, ed è il suo turno di provare paura. Gli animali ribelli “attaccano” con delicatezza, toccano ginocchia, teste e mani, fanno sentire il loro peso sui piedi e sulle spalle dello spettatore, che privato della vista, può solo affidarsi agli altri sensi. Quando gli occhi si riaprono, gli animali ribelli tornano ad essere gli alunni della 3A della scuola primaria Giuseppe Garibaldi, sotto la guida della loro “Antenna” (la coordinatrice della performance). È con questa incursione nel mezzo di una conferenza stampa che la coreografa e ideatrice del progetto Monica Francia presenta la 24esima edizione dell‘Almanacco di Corpogiochi, la pubblicazione che raccoglie testimonianze ed esperienze legate al laboratorio di pratica relazionale. Un’esperienza in prima persona per sperimentare il lavoro che da oltre 20 anni viene portato avanti nelle scuole del territorio (e non solo), alla scoperta degli spazi collettivi e personali, del proprio corpo e della relazione fisica ed emotiva gli altri.

Il tema dell’edizione 2025/2026 è “Un’atmosfera di coraggio”, «il coraggio che serve per relazione con gli altri e per rivendicare e occupare il proprio posto nel mondo». Il progetto è risultato vincitore del bando Ecco! – Educazione, cittadinanza, comunità, collettività, opportunità: stare bene dentro e fuori la scuola, promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. La stessa edizione è stata sostenuta anche dal bando “Per chi crea” del Ministero della Cultura e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Durante lo scorso anno, CorpoGiochi ha realizzato 109 laboratori all’interno delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del territorio, coinvolgendo 1.783 studenti dai 4 ai 18 anni e circa 200 docenti. Riconfermati anche i laboratori “per famiglie coraggiose”, che hanno visto la presenza di 163 persone, tra bambini, genitori e insegnati.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, anche quello di portare le pratiche relazionali fuori dalle aule scolastiche e dentro i luoghi della cultura, con sette giornate di eventi perforativi in collaborazione con il Mar e i Musei nazionali, coinvolgendo spazi mussali e monumenti come il Mausoleo di Teodorico: «Spesso, soprattutto da parte dei più giovani, i musei vengono percepiti come luoghi restrittivi, polverosi – commenta Andrea Quintino Sardo, direttore dei Musei nazionali -, ci stiamo impegnando per rendere i luoghi della cultura vivi e dinamici, non solo contenitori di testimonianze, ma luoghi di crescita e conoscenza attiva».

La valutazione d’impatto dei laboratori è stata condotta dalla sociologa Raffaella Sutter, grazie a una serie di questionari consegnati ai partecipanti prima e dopo le esperienze. «Valutare serve a capire i prodotti, i risultati e l’impatto sociale di un’azione, cioè l’effetto sulla comunità e sul benessere delle persone – spiega Sutter, parte dell’Associazione Italiana di Valutazione -, seve a capire il valore aggiunto di un progetto e le criticità da riprogettare, con nuove azioni e metodologie di intervento». Dai questionari provengono appunto le testimonianze raccolte nell’almanacco. Per la parte grafica della pubblicazione sono stati utilizzati i disegni di un bambino delle primarie, che ha scelto di tradurre l’esperienza con il linguaggio dell’illustrazione.

«CorpoGiochi è diventato negli anni uno dei progetti più qualificanti della collaborazione tra scuola e territorio – spiega l’assessora alla scuola e infanzia Francesca Impellizeri -, In un contesto come quello attuale, tra proteste scolastiche e risorse sempre più risicate, è fondamentale garantire ai ragazzi uno spazio dove venire visti e ascoltati».

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