lunedì
19 Ottobre 2026
demografia

Stranieri in provincia, sono quasi 48mila: il 12,3% della popolazione

Il rapporto regionale fotografa una presenza quasi quadruplicata in vent’anni, ma nel 2024 sono diminuiti dell’1,5%. Massa Lombarda è il comune con la maggiore incidenza, al 20,9%

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La provincia di Ravenna all’1 gennaio 2025 contava 47.961 stranieri residenti, il 12,3 per cento della popolazione totale. Il territorio ravennate si attestava al sesto posto fra le nove province emiliano-romagnole per incidenza migratoria, seguita da Ferrara (11,6), Forlì-Cesena (11,3) e Rimini (11,2). La media nazionale era del 9,2 per cento e quella dell’Emilia-Romagna del 12,8 (la più alta tra le venti regioni). A livello italiano, la provincia con l’incidenza più alta è Prato (22,5 per cento, dato riferito a 58mila individui), mentre la più bassa è il Sud Sardegna (2 per cento).

In controtendenza rispetto a quanto osservato a livello regionale, nel corso del 2024 la popolazione straniera residente nella provincia di Ravenna ha registrato un decremento (-1,5 per cento, pari a oltre 730 persone). Sono dati provenienti dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio della Regione sul fenomeno migratorio, pubblicato lo scorso aprile.

La lettura di medio periodo consente di rilevare che nel 2003 i cittadini stranieri residenti nella provincia erano circa 12mila e costituivano il 3,4 per cento della popolazione. Già nel 2007 il numero era più che raddoppiato e nel 2013 si superò per la prima volta la soglia del 12 per cento, sotto la quale non si è più scesi. Insomma, in poco più di vent’anni il numero degli stranieri residenti nella provincia è quasi quadruplicato.

Distribuzione territoriale

I quasi 48mila stranieri ravennati sono circa l’8,3 per cento dei 570mila stranieri in Emilia-Romagna. L’analisi sul piano comunale mostra il dato particolarmente elevato di Massa Lombarda: 20,9 per cento, settimo valore più alto fra tutti i comuni dell’Emilia-Romagna. Segue in provincia, assai distaccato, Conselice con il 16,2 per cento. I comuni che presentano i più bassi tassi di incidenza sono Cotignola (8,7) e Bagnara (10,6).

Nazionalità

Sono oltre 140 le diverse nazionalità presenti tra i residenti. Gli stranieri provenienti da Paesi dell’Unione europea sono oltre 15.300, pari al 32 per cento della popolazione straniera residente. Si tratta del dato più alto fra le province emiliano-romagnole, dove la media dei cittadini Ue si attesta al 22,2 per cento.

Se si rapportano esclusivamente i cittadini non Ue al totale della popolazione residente, si perviene a un tasso di incidenza pari all’8,4 per cento (10,1 a livello regionale e 6,8 in Italia).

La comunità più numerosa è quella romena, composta da quasi 11.800 persone, cioè un quarto dei residenti stranieri della provincia. È il dato più alto fra le nove province emiliano-romagnole, dove la media si attesta al 16,7 per cento. Seguono i cittadini albanesi (16,1 per cento, a fronte del 9,8 medio regionale) e, al terzo posto, quelli marocchini (9,1 per cento, leggermente sotto-rappresentati rispetto al 9,8 medio regionale).

Genere ed età

Le donne straniere residenti nella provincia di Ravenna costituiscono il 50,5 per cento del totale degli stranieri (in Emilia-Romagna il 51,6). L’incidenza della componente femminile varia molto a seconda della comunità: 76,3 per cento per l’Ucraina, 74,3 per la Polonia e 66,3 per la Moldova.

Molto marcata la differenza anagrafica: gli stranieri residenti nella provincia di Ravenna presentano un’età media di 37,7 anni, mentre quella degli italiani è di circa 47 anni. Il 16,9 per cento dei residenti tra 0 e 14 anni è costituito da cittadini stranieri, non necessariamente nati all’estero. La percentuale scende all’8,6 per cento per i 55-64enni e arriva al 3,4 per cento per gli over 65. I minorenni stranieri residenti nella provincia sono oltre 8.700, pari al 15,9 per cento del totale dei minori residenti.

Bilancio demografico

Dal 2003 al 2025 la popolazione residente complessiva è aumentata di circa 31.500 individui, mentre i residenti stranieri sono cresciuti di quasi 36mila unità. Ciò significa che, in termini di mero confronto fra dati di stock e al di là degli altri saldi demografici, senza il contributo della componente straniera la popolazione residente della provincia avrebbe subìto una contrazione.

L’Istituto ricerche economiche sociali (Ires), incaricato dalla Cgil, ha analizzato nel dettaglio il bilancio demografico provinciale. Il decremento delle nascite riguarda innanzitutto i bambini italiani, ma da oltre un decennio anche quelli stranieri. Per quanto riguarda gli italiani, fino al 2007 le nascite si attestavano sulle 2.800-3.000 all’anno, mentre dal 2018 sono scese sotto le duemila. In parallelo, nella prima decade degli anni Duemila si è registrato un marcato incremento delle nascite di bambini stranieri, passate dalle 220 del 2002 alle 449 del 2023, con un picco di 834 nel 2012.

Nel corso del 2024 sono nati in provincia di Ravenna 449 bambini stranieri, di cui 142 nel solo comune capoluogo. Si tratta di oltre un quinto (20,3 per cento) del totale dei nati nella provincia, un dato inferiore a quello emiliano-romagnolo che, in calo negli ultimi tre anni, si attesta al 21,7 per cento, ma superiore a quello nazionale.

Il bilancio demografico Istat per il 2024 evidenzia un saldo naturale negativo (nascite meno decessi) per la popolazione italiana. Si tratta di un fenomeno che prosegue ormai da numerosi anni e che accomuna tutte le province dell’Emilia-Romagna. Nel 2024, nella provincia di Ravenna, tale saldo risulta pari a -2.838.

Il segno positivo registrato per la componente straniera della popolazione (+338 per la provincia di Ravenna nel 2024) riesce a compensare solo parzialmente quello negativo degli italiani. Conseguentemente, anche il saldo naturale dell’intera popolazione residente nella provincia presenta un segno negativo (-2.500).

Per la componente italiana, il deficit del saldo naturale è compensato solo parzialmente dal saldo positivo (+451 unità) tra nuovi iscritti all’anagrafe provenienti da altre province o dall’estero e cancellazioni anagrafiche. Tale apporto bilancia solo in parte il forte calo del movimento naturale e, pertanto, il saldo totale per gli italiani assume segno negativo (-2.387).

Anche per la popolazione straniera si registra un decremento complessivo: il saldo naturale positivo (+338) viene interamente annullato da quello migratorio negativo (-370).

Naturalizzazioni

Sul saldo migratorio della popolazione straniera pesano considerevolmente le acquisizioni della cittadinanza italiana: nel 2024 sono state 2.605, corrispondenti a oltre la metà delle cancellazioni di cittadini stranieri registrate nelle anagrafi comunali ravennati nell’anno esaminato.

Nella provincia di Ravenna, la tendenza relativa alle acquisizioni di cittadinanza riflette quanto avviene in Emilia-Romagna. Dopo il picco di quasi 1.800 naturalizzazioni raggiunto nel 2015, negli anni successivi si è registrato un andamento piuttosto altalenante, fino a una nuova marcata crescita negli ultimi due anni, che ha portato nel 2024 al nuovo picco di oltre 2.600 acquisizioni già ricordate.

Scuola

Il Dossier statistico immigrazione, elaborato dal Centro studi e ricerche Idos, riporta che nell’anno scolastico 2023/24 le scuole emiliano-romagnole registravano oltre 600mila alunni, di cui 113.407 stranieri (erano circa 105.500 nel 2019/20), pari al 18,9 per cento del totale. È significativo che il 68,7 per cento degli alunni stranieri sia nato in Italia.

Imprese e redditi

Alla fine del primo semestre 2026, secondo la Camera di commercio, in provincia di Ravenna erano attive 4.757 imprese cosiddette straniere, cioè realtà in cui la partecipazione al controllo o alla proprietà è detenuta in via esclusiva o prevalente da cittadini nati all’estero, comunitari o extracomunitari. Costituiscono il 13,3 per cento del totale delle imprese provinciali.

Nel secondo trimestre del 2026 le aziende straniere nel Ravennate sono cresciute di 80 unità: 131 nuove aperture e 51 chiusure. Le ditte individuali rappresentano l’80 per cento del totale; quelle impegnate nel settore delle costruzioni costituiscono il 40 per cento e quelle nel commercio al dettaglio il 15 per cento.

La Fondazione Leone Moressa cura un rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Nel 2025, in provincia di Ravenna, si contavano 5.571 imprenditori immigrati, il 10,8 per cento del totale. Da notare la variazione rispetto a dieci anni prima: le imprese di persone nate all’estero sono cresciute del 12,7 per cento, mentre quelle di persone nate in Italia sono calate del 12,6 per cento.

Infine, le dichiarazioni dei redditi. Secondo la Fondazione Leone Moressa, nel Ravennate ci sono 52.110 contribuenti nati all’estero, pari al 16,6 per cento del totale, con un reddito medio annuo di 17.720 euro, contro i 28mila euro degli italiani.

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